 |
| Taskent - Uzbekistan - ottobre 2025 - Foto T. Sofi |
 |
| Tamerlano a Taskent |
Ancora una volta mi arrogherò il diritto di dare giudizi di massima dopo essere stato in un paese, solo per una settimana o poco più. Come sempre pessima prova di presunzione di cui mi scuso in anticipo, ma come sempre, spero che l'esperienza che credo di avere maturato nella mia abitudine al viaggio, mi aiuterà a sfuggire al pericolo di cadere troppo facilmente nella trappola delle generalizzazioni e del pregiudizio che accompagnano tutti, uno dei difetti insiti nella natura propria dell'uomo. Per la verità devo dire che in questo caso mi saranno di aiuto anche i ricordi lontani della mia prima visita lavorativa in questo paese di cui vi ho già detto e che mi serve soprattutto per poter fare dei paragoni, che non fanno che ribadire come, per l'ennesima volta, in questi paesi asiatici, i cambiamenti avvengono con una velocità, che a noi uomini di un occidente statico e per così dire, arrivato, ci appaiono come impossibili o addirittura anomali. Invece te li ritrovi quasi sempre ed in ogni paese che rivedi dopo una ventina d'anni. Qui sono stati in ogni campo, stati fatti passi da gigante e il modo di vivere e anche la disponibilità di beni materiali sono ormai molto vicino agli standard europei. L'Uzbekistan, potrebbe essere però, e vi potrò essere più preciso tra qualche mese, quando avrò aggiunto all'elenco Tagikistan e Kirghizistan, il paese dell'area che è avanzato più velocemente verso uno stile di vita assimilato al resto del mondo occidentale.
 |
| Taskent |
La gente per le strade ha un aspetto privo di sofferenze evidenti, le merci offerte non differiscono molto dal quelle del mondo più sviluppato, il parco auto che gira è aggiornatissimo. Certo nei paesi lontani dalle città la vita è ancora sviluppata secondo modi e metodologie semplici e tradizionali, ma i cambiamenti arrivano veloci anche nelle campagne. Dobbiamo comunque tenere conto che questo è un paese che fondava la sua economia soprattutto sul commercio, grazie alla sua posizione centrale e di punto di passaggio obbligatorio nella via dell'Oriente e sull'agricoltura, difficile a causa di un territorio comunque semiarido e bisognoso di acqua per prosperare, ma con estensioni di pianure rilevanti che hanno sempre consentito il prosperare di molte colture, prima fra tutte il cotone, quell'oro bianco che ha sempre posto il paese tra i primi produttori assoluti mondiali di quello che era chiamato l'oro bianco e che per un certo periodo ne ha condizionato anche lo sviluppo sociale, visto che la grande quantità di manodopera necessaria alla coltura era sottoposta a sistemi che potevano essere tranquillamente avvicinati a forme di schiavitù. Bisogna anche ricordare che questi grandi bisogni naturali di questo tipo di agricoltura, ha prodotto disastri ecologici rimasti come esempi epocali nella scala di questi eventi. Infatti il fabbisogno di acqua ha generato folli progetti di deviazione di fiumi verso la metà del secolo scorso.
 |
| Khiva |
In quel periodo in tutto il mondo, ma soprattutto nell'Unione Sovietica, il rapporto dell'uomo con la natura era visto come una lotta tra nemici, in cui quest'ultima doveva soccombere in ogni caso di fronte ai bisogni dell'uomo, con un estremismo esattamente opposto alla visione esagerata sull'altro fronte di oggi. Così questi progetti, in parte realizzati e accompagnati da una cattiva gestione agronomica delle colture, che ne ha cancellato ad esempio le necessarie e corrette rotazioni, hanno condotto a disastri quali la scomparsa quasi definitiva del Lago di Aral che dai suoi quasi 70.000 km2 negli anni '60 del secolo scorso, si è ridotto oggi a meno di un decimo della sua superficie, formando tre piccoli bacini nei punti dove era più profondo con una fortissima densità salina e lasciando alle sue spalle un deserto di sabbia, popolato solamente dalle carcasse delle navi abbandonate che un giorno lo popolavano, cosa che oggi comunque rappresenta una interessante ed istruttiva attrazione turistica che vi segnalo. Con ogni probabilità anche la gestione politica del potere, considerato che ancora risentirà dello stile sovietico e prima dell'impero zarista che poco differiva come tallone impositivo, che ha gravato sul paese per così tanti decenni, sta allentando lentamente il suo stile. Probabilmente il regime si sente meno e questo lo vedi chiaramente ad esempio, proprio nella gestione del comparto turistico, che, essendo stato evidentemente compreso come un settore che produce ricchezza, lavoro e benessere diffuso, viene seguito evidentemente in maniera corretta per afferrarne il massimo delle opportunità.
 |
| Khiva |
L'abolizione del visto di ingresso per la maggior parte delle nazionalità che producono masse consistenti di turisti in arrivo da tutte le parti del mondo, ha incrementato l'attesa dei visitatori, che continuano a crescere in maniera esponenziale. Questo è stato accompagnato con un forte sviluppo del settore dell'accoglienza, alberghi, locali, ristoranti e offerte di ogni genere che a cascata, hanno aumentato il numero delle compagnie che assistono gli itinerari ed i percorsi di visita, le guide, la gente che nei mercati campa degli acquisti e così via, insomma con lo sviluppo di una vera e propria industria immateriale che porta importanti quantità di valuta preziosa per l'economia del paese. Assodato questo, ci troviamo di fronte ad un paese che in pochi decenni, ha migliorato decisamente le strutture, le strade e le ferrovie. Sta per essere completata l'asse di alta velocità che permetterà di attraversare per il lungo l'intero paese, lungo l'asse voluto dalla Cina per la Via della seta, incluso lo sviluppo dei rami laterali che portano nei paesi vicini, che probabilmente andranno a rimorchio. Certo qui senti la mano importante per progettazione, tecnica e soprattutto per intervento finanziario del vicino dell'est, che alla fine presenterà un conto purchessia, visto che nessun pasto è gratuito, ma penso che se il paese, sarà ben condotto, al di là della forma di governo più o meno autoritaria, come devono fare questi paesi meno forti, con un certo equilibrismo furbo, barcamenandosi tra le varie potenze, sempre timorose di perdere influenza e quindi portate a concedere economicamente, potrà sfruttare al meglio questi aiuti per andare aventi.
 |
| Bukhara |
Oggi comunque, come ho detto, l'Uzbekistan si conferma essere forse il paese più avanzato dell'area dell'Asia Centrale, confermando un po' quello che è stata da sempre la sua preminenza sia politica che culturale, che ha mantenuto forse anche grazie alla sua posizione, il suo essere il centro a cui guardavano tutti i paesi che lo circondavano, oltre al fatto che gli uomini che lo hanno governato nel tempo sono sempre stati la punta di diamante delle pensiero di questa parte del mondo, sia che si considerino gli aspetti della filosofia, della scienze o della letteratura e delle arti. Oltre a queste considerazioni generali, bisogna ribadire che qui le cose da vedere sono moltissime, sia dal punto di vista naturalistico che soprattutto da quello storico ed artistico, per cui un viaggio in questo paese, magari un po' più lungo, voglio dire almeno due settimane, è uno dei progetti che non dovrebbe mancare nei desiderata di ogni viaggiatore. Oltre a questo è un paese molto facile da vedere; niente limitazioni, niente barriere, permessi o divieti, cosa che aiuta molto ad apprezzare quanto vedi. Una popolazione poi, molto amichevole, sempre sorridente e disponibilissima ad essere avvicinata, ad accogliere l'ospite straniero con curiosità e cortesia, è quanto di meglio può auspicare chi arriva nel paese. La presenza costante nel paese di un Islam gentile e molto tollerante, privo di acuti estremisti, aiuta ad apprezzare il soggiorno. Non avrete poi problemi con il cibo, visto che la cucina dell'Asia centrale è molto vicina al nostro gusto, con sentori che la accomunano a quella turca, anche se forse un po' meno ricca e variata, ma priva di quegli aromi dei palati sensibili a spezie strane od utilizzate in troppa quantità.
 |
| Samarcanda |
Apprezzerete e sicuramente non tornerete a casa dimagriti, ma di questo parleremo un po' più approfonditamente nel prossimo capitolo. Anche tutta quella parte igienico-sanitaria che un tempo impauriva notevolmente quando si paventava un soggiorno da queste parti, visto che anche per tradizione questa era una delle zone del mondo più a rischio per quanto riguarda le affezioni alimentari, visto che da qui sono sempre nate le epidemie più funeste, che poi via via scivolavano verso l'Europa e anche la peste bubbonica era qui ancora endemica, brrrr, al momento sembrano rientrare nella assoluta normalità. Tutto sembra più pulito ed accettabile, sia nella parte del soggiorno, gli hotel sono sempre decisamente puliti e di livello occidentale anche se si scende di categoria e ugual cosa si può dire della ristorazione, tanto che si può tranquillamente dire che anche cedere alla gola del cibo di strada può essere consentito, sempre con le dovute cautele, comunque, mi raccomando che Tamerlano è sempre in agguato con la sua maledizione. Avvicinatevi dunque a questo paese con la fiducia che merita e sicuramente ne rimarrete conquistati, da un lato per la piacevole gentilezza che riscontrerete in quasi tutte le persone che incontrerete, così come per la bellezza dei monumenti e delle cose che potrete vedere, alcune già molto note, altre sconosciute, ma che riusciranno certamente a stupirvi, tanto che credo che questa potrebbe diventare una delle mete turistiche più gettonate e di moda del prossimo futuro, visto anche che i costi che dovrete affrontare, sono assolutamente accettabili ed invoglianti. Insomma il mio consiglio è: inserite sicuramente l'Uzbekistan nell'elenco dei visti prossimi desiderata.
 |
| Cotona |
Nessun commento:
Posta un commento
Se volete lasciare una traccia del vostro passaggio, un refolo di brezza lontana, un'orma di un viandante che si è fermato per un poco, provando un attimo di piacere, lo riceverò tal quale l'avete provato voi e mi sarà di aiuto. Tuttavia, a causa della valanga di Spam che mi stanno bombardando mi vedo costretto a inserire, se ci riesco i captcha (o come si dice) abbiate pazienza.