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| Le mura di Bukhara - Uzbekistan - ottobre 2025 - foto T. Sofi |
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| Mausoleo Samanide |
Tutta questa bellezza è davvero un colpo basso. Difficile ragionare con razionalità e capisco quel sentimento che colpiva quei viaggiatori del grand tour italiano, quel tuffo al cuore che ti lascia senza fiato e ti fa sentire piccolo di fronte all'opera d'arte assoluta. Non ci sono dubbi che anche solo per questo valga la pena muoversi, fermarsi a guardare e rimanere in silenzio senza neppure cercare di capire o interpretare, solo stare lì stupiti ad ammirare di cosa è capace l'uomo. E di queste cose è pieno il mondo, a riprova che questa genialità artistica prolifera sotto ogni cielo e anche questo aiuta a comprendere quanto l'Uomo abbia dovunque la stessa grandezza di animo e di pensiero. Non dobbiamo lasciarci fuorviare dalle sue affermazioni più deleterie, gli spropositi assolutisti o da bullo di periferia, che comunque vengono fuori sempre in ogni luogo ed in tutti i tempi, dalle pance marce uniformemente distribuite per il mondo, quasi che la divinità abbia voluto assegnare con equità ad ogni popolo e ad ogni terra la sua dose di menti malate e perverse, come una tara da scontare per poter vivere nel giardino delle delizie, comunque da ogni parte esiste anche questo seme buono capace di germogliare e di regalare al mondo quello che è la vera essenza dell'umanità. Quando gira la follia, non serve dunque agitarsi, basta aspettare, certo il momento è brutto per chi lo vive, ma per la razza umana non ci sono pericoli, il tempo passa e l'Uomo risorge ed è sempre capace di produrre e dare il meglio di sé anche quando tutto sembra perduto, siatene certi.
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Strumenti raccoglipipì per neonati
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Basta avere la pazienza di aspettare. Hai voglia, direte voi, tanto tocca sopportare, certo, ma il pensiero di speranza aiuta a vivere meglio ed il ricordo della visione di queste cose ancora di più. E infatti la mia mente, nonostante tutto, è rasserenata mentre si compie la strada di ritorno, tra le antiche mura illuminate di giallo, sotto i porticati dei bazar ricoperti di tappeti, mentre i passi risuonano sulle lastre di pietra, che non saranno proprio quelle che ha calpestato Tamerlano, ma poco ci manca e dopo secoli questa città è ancora qui a segnare uno snodo vitale su quella via che stavolta la Cina vorrebbe potentemente rivitalizzare, dato che ne ha compreso appieno la importanza vitale e che altri invece osteggiano e cercano di tarpare con ogni mezzo. Adesso che è tardi c'è poca gente in strada ed a volte ti pare addirittura di essere rimasto solo a muoverti per questi spazi antichi. Certo se non vedi nessuno nei vicoli fino al prossimo angolo, hai quasi la sensazione di essere tornato indietro nel tempo, no, certo, allora non c'era la luce elettrica, ma lascatemi questa illusione di spuntare da un angolo e trovarmi ad incrociale qualche esploratore orientale mandato da un imperatore del Catai in cerca di contatti diplomatici con la corte, o invece qualche capocarovana farsi, che cerca di mettere insieme un gruppo di mercanti in grado di pagarsi una scorta prima di affrontare i grandi deserti sconosciuti che aspettano oltre il Pamir, oppure ancora qualche mercate curioso che si è spinto fino a qui dalle sponde del mar Nero, navigato da quegli arditi delle nostre repubbliche marinare che ambivano a piazzare qua e là fondaci commerciali, basi impiantate per imbastire traffici, con quelle parti del mondo ancora troppo lontane per potercisi spingere senza rischiare troppo.
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| Al mercato |
Che mondo straordinario doveva essere quello di quei tempi in cui, chi riusciva ad arrivare fin qui dalla lontana Europa che stava ancora disperatamente dibattendosi per uscire dal buio medioevale, in cui la grandezza classica era stata in gran parte perduta o anche solo lasciata a se stessa dall'oscurantismo religioso, trovava, qui, credo con grande stupore, una crescita straordinaria di arte, di poesia, di studio scientifico di grande spessore. E la grande fioritura culturale di questa terra ha coinciso anche, guarda caso, con lo sviluppo di un Islam gentile e di grande tolleranza. Pensate solo, ad esempio, ad un grande poeta come Ommar Khayyam ed al suo rapporto con l'alcool, di cui vi propongo un quartina:
Voi sapete amici, con qual gioconda festa
celebrai nella mia casa le seconde nozze.
Ripudiai dal mio letto la vecchia e gelida ragione
e presi in moglie la figlia della vite.
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| La moschea delle 40 colonne |
O ai grandi creatori dell'algebra e agli astronomi che senza il cannocchiale di Galileo calcolarono la durata dell'anno con ancora maggiore precisione. Fu un tempo di grande fioritura culturale e la cultura sempre si accoppia alla dissoluzione dell'odio verso l'altro, infiammato solo dal veleno delle religioni. In questo paese sembra che a questo riguardo, si sia in un'oasi abbastanza serena, forse complice il fatto dei settanta anni di Unione Sovietica, che verso le religioni aveva un approccio piuttosto pesante, ma che di certo ha contribuito a mantenere basso il potenziale disordine legato all'estremizzazione che si è sviluppato invece in altri paesi. Qui, come mi ricorda Eldor, gli attriti tra le diverse etnie, e qui ce ne sono molte, sono decisamente flebili e non emergono quasi mai e anche la difficoltà della posizione femminile è decisamente sfumata rispetto ad altri ambiti. Qui pare che le donne non siano sottoposte a particolari obblighi di comportamento o di abbigliamento e pur mantenendo la preminenza in ambiti diversi dagli uomini, possono, diciamo così, decidere di fare quello che vogliono, mentre di norma hanno una posizione di decisa preminenza in quanto riguarda le questioni economiche o nella gestione dei commerci dove sono presenti massicciamente. Ricordo bene infatti che l'unico grosso contratto che conclusi qui, fu firmato con una donna, proprietaria dell'azienda, che sorrideva a lungo manifestando la sua splendida chiosa di denti di oro massiccio.
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| Il minareto |
Mi ricorda Eldor infatti al riguardo, che nel Corano non ci sono precetti specifici per le donne riguardo ad esempio al modo di vestirsi. Ma queste son chiacchiere, da rimuginare mentre rientriamo sentendo solamente l'eco dei nostri passi e accanto ai nostri, quello di passi antichi e ormai dimenticati. Intanto con le sue dita rosate arriva l'alba del nuovo giorno, quello che dopo il primo assaggio notturno, foriero di pensieri e riflessioni che direi ho tirato anche troppo alla lunga, ci consentirà di dare inizio alla visita vera e propria della parte monumentale della città. Bukhara è infatti una città piena di monumenti appartenenti ad epoche diverse e, visto che si tratta di un ambiente architettonico a noi decisamente poco conosciuto, si rischia di fare una gran confusione. Partiamo di primo mattino, dal Mausoleo dei Samanidi, una delle strutture più antiche della città, visto la sua costruzione risale alla fine del IX secolo. La sua perfezione viene proprio dalla sua semplicità costruttiva, come sempre infatti, le linee pure sono quelle che sanno dare la sensazione della massima bellezza. Qui salta subito all'occhio infatti la semplicità del progetto, un cubo sormontato da una semisfera e nulla più, sulla quale però la decorazione ottenuta solamente dall'alternanza dei vuoti e dei pieni del mattone cotto, illumina le quattro facciate uguali di una perfezione stilistica unica e stupefacente. Gli elementi racchiusi tra le quattro colonne angolari formano linee geometricamente digressive a formare linee orizzontali, verticali e diagonali, inframmezzate da dischi e rosette.
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| L'ingresso alla fortezza Ark |
L'interno poi, che racchiude le tre tombe delle tre generazioni successive della famiglia, non è da meno e oltre a colpire per la sua estrema eleganza, porta a ragionare come la fantasia nell'uso di pochissimi elementi possa condurre a risultati di grande espressione artistica. Attraversando il giardino non possiamo esimerci dal fermarci vicino ad un gruppo di figuranti in costume che raccontano tradizioni lontane. Due culle dondolano mentre le madri cantano una dolcissima ninna nanna tradizionale, Naturalmente intorno si sviluppa la serie dei banchetti per soddisfare la voracità di souvenir dei turisti tra i quali spiccano alcune curiosità, quali dei curiosi piccoli attrezzi di legno che venivano utilizzati per raccogliere la pipì appunto dei suddetti bimbi, durante il periodo di giacenza in culla, naturalmente specifici per l'utilizzo con neonati di sessi diversi. Più in là, sempre attraversando il giardino si transita dal mercato degli alimentari, ricchissimo come di consueto di frutta secca, formaggi e degli altri prodotti agricoli locali, coloratissimo come di consueto e che si apprezza sempre volentieri. Poco lontano poi si arriva alla Moschea delle 40 colonne, posta davanti un delizioso laghetto nella quale la facciata si specchia raddoppiando il numero delle colonne stesse che nella realtà sarebbero solo venti.
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| La moschea della fortezza |
E' proprio questo bellissimo porticato di ingresso sostenuto da queste sottili colonnine in legno altissime e scolpite con grande finezza a sostenere un soffitto completamente affrescato, a massimizzare l'estetica del complesso, rifinito da un bel minareto posto proprio davanti. La costruzione è piuttosto recente, risalendo all'inizio del 1700, mentre il minareto fu costruito addirittura all'inizio del secolo scorso. Purtroppo è incorso la cerimonia religiosa della mattina e non riusciamo ad entrare, così passiamo oltre, attraversando il giardino per arrivare alla fortezza Ark, il possente bastione cittadino, tuttavia distrutto più volte in barba alla sua invincibilità. Non si sa infatti il periodo preciso della sua costruzione che è anteriore tuttavia a quindici secoli fa, ma già Gengis Khan nel 1220 la rase al suolo, visto che i suoi abitanti non si vollero arrendere, cosa che come noto, non era molto gradita al grande condottiero, di norma piuttosto nervoso con tutti coloro che non si volevano immediatamente sottomettere al suo governo. Tuttavia ogni volta è rinata dalle sue ceneri con le sue spettacolari mura turrite, alte fino a venti metri e distrutte per l'ultima volta durante il bombardamento del 1920 a cura dell'Armata Rossa.
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| Una torre |
Oggi, la cinta è ancora in fase di ricostruzione e se ne possono ammirare le quasi 800 metri di mura panciute e apparentemente non abbattibili, rese ancora più spettacolari da quelle torri che si allargano alla base come epe mostruose e debordanti, dalla cima delle quali irridere gli eserciti assalitori, nonché scagliare su di loro liquidi bollenti. All'interno, molte cosa da vedere naturalmente, dallo spettacolare ingresso incorniciato da due alte torri cilindriche; mentre all'interno si possono vedere almeno tre interessanti moschee, un museo con il trono degli emiri nella grande sala dei ricevimenti, le prigioni, una zecca e molto altro ancora. Nella parte più estrema si possono poi ancora scorgere le tracce dei ritrovamenti archeologici che testimoniano come questa area fosse già fortificata a partire da IV secolo prima di Cristo. Ma è sempre percorrere queste possenti muraglie che ti dà le sensazioni più forti di dominare tutta la città dall'interno di un palazzo che ospitava non solo gli emiri che la governavano, ma anche i sapienti che il loro mecenatismo consentiva di ospitare, da Rudaki ad Avicenna, a Farabi, allo stesso Omar Khayyam che qui visse per molti anni. Certo, sia che tu ammiri la città dall'altro di queste mura ciclopiche, sia che le stia a guardare aggirandole dal basso, non si può rimanere indifferenti a tanta possanza. Eppure tutto questo le accomuna a tutte quelle opere talmente potenti e colossali, da essere reputate invincibili ma uguali alla fine anche nel loro destino, quello di essere completamente inutili e vinte con facilità non appena ne sia arrivata l'occasione.
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| Le 40 colonne |
SURVIVAL KIT
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| Interno del mausoleo - Bukhara - |
Da vedere a Bukhara - In una visita minima di due giorni a Bukhara, cercate di vedere almeno le seguenti strutture, che rappresentano la parte architettonica davvero notevole delle città: 1- La zona del Lyabi Hauz, con la piazzetta coi locali attorno al laghetto e le fontane, con le madrase adiacenti. 2 - Il complesso Pol-Khalyan con le due Madrase dalle sorprendenti cupole blu, la moschea Kalyan e soprattutto il suo spettacolare minareto del XII secolo, da ammirare tassativamente illuminato di notte. 3 - La Madrasa Chor Minor (dei 4 minareti) seminascosta in un quartiere non centrale, ma bellissima nella sua forma inusuale. 4 - Il mausoleo Samanide, del X secolo, dalla splendida e raffinatissima decorazione esterna, un cubo perfetto sormontato dalla cupola. 5 - La fortezza Ark, con le grandiose mura che ricordano nella forma panciuta delle torri quelle di Khiva. 6 - L'elegantissima moschea Bolo Hauz con le sue sottili colonne che ne sostengono il porticato esterno e si rispecchiano nello specchio d'acqua antistante. 7 - La moschea Magoki Attori, sorta su un antico tempio zoroastriano, con all'interno un museo di tappeti. 8 - Le cupole dei Bazar antichi, che distinguono quello dedicato ai cambisti, quella dei libri e delle miniature, quella dei gioiellieri. 9 - La madrasa Abdulaziz khan, la più sontuosa della città con i suoi affreschi. Naturalmente non mancano altre espressioni monumentali anche nei dintorni della città, ma per questo vi occorreranno almeno uno o due giorni in più.
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| l'interno del mausoleo Samanide |
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