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| Succo di melagrana - Uzbekistan - ottobre 2025 - Foto T.Sofi |
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| Cotone maturo |
Oggi la strada sembra interminabile, quasi trecento chilometri per percorrere l'interminabile corridoio fertile che collega Bukhara all'altra città iconica del paese: Samarcanda, un nome che da solo evoca racconti esotici e veli orientali che ondeggiano nel vento. Quante storie, quante leggende e canzoni attorno a questo nome, che ha sempre rappresentato per l'immaginario collettivo una città quasi magica, perduta ed irraggiungibile, oltre i deserti e le montagne, dove ti aspettano avventurieri, mercanti e figure misteriose che si aggirano nei punti più oscuri dei vicoli e degli edifici diroccati, in attesa di ghermirti, solo stupite perché tu sia riuscito ad arrivare fino a lì, per consegnarti sfinito a loro, così lontano nel tempo e nello spazio. La strada è perfettamente diritta e la piana si estende senza fine tra colture ordinate. Pergole d'uva, frutteti, mais e soprattutto cotone, l'oro bianco del paese che nel bene e nel male è uno dei principali sostegni all'economia, scorrono ai nostri lati lungo la strada. Come avevamo chiesto al nostro autista, ci fermiamo vicino ad un campo immenso, di sicuro almeno qualche decina di ettari, di questa straordinaria fibra vegetale che costituiva almeno prima dell'avvento della plastica, oltre la metà del materiale che vestiva il mondo, per fare qualche foto da vicino ai bianchi batuffoli che oramai sono esplosi dal loro involucro e sono quasi pronti per la raccolta.
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| Spremitura |
Ne stacchiamo due o tre per portarne con noi l'esotico ricordo, quando da un casale vicino esce una vecchia che comincia a berciare infuriata verso di noi e quantomeno, come si capisce dal tono, ce ne sta dicendo di tutti colori. In effetti è dalla parte della ragione perché in termini reali stiamo rubando nella sua proprietà, il suo prodotto. Cerchiamo di scusarci, mostrando che la quantità di cui il suo raccolto è stato depauperato non dovrebbe costituire una perdita determinante per le sue entrate, che per noi è un semplice ricordo del suo paese da portare con noi in Italia, ma non c'è niente da fare, le contumelie prendono ancora maggior vigore e nonostante la mediazione giustificatrice di Eldor, che è subito venuto in nostro aiuto, dobbiamo battere in ritirata strategica, lasciando sul campo il bottino per intero, restituendo insomma completamente il maltolto. Va bene la prossima volta cercheremo di essere più attenti, cercando di chiedere il permesso prima di procedere alla razzia, cosa che avverrà in effetti, in piena legalità autorizzata, dopo pochi chilometri. In fondo siamo su quella che possiamo definire a tutti gli effetti una autostrada e quindi, dopo un altro infinito numero di campi di cotone, non mancano le aree di sosta e gli autogrill. In quello che scegliamo, non manca nulla e le insegne parlano chiaro, con le parole ormai diventata comuni in tutto il mondo.
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| Pane |
Espresso, Cappuccino, Americano, Latte machiato (sic), anche i barattoli di caffè sono di un marchio italiano Corazza o Carezza mi sembra; l'unica particolarità che tutto è scritto in cirillico. E allora ancora un bel bicchierone di succo di melagrana spremuta al momento e via fino a raggiungere la nostra meta finale, a metà della giornata. Beh la città odierna è decisamente grande, con i suoi oltre 600.000 abitanti, ma la parte storica è racchiusa in un centro che si può quasi completamente percorrere tutto a piedi. Logisticamente siamo ben messi perché il nostro albergo è proprio vicino al mausoleo di Tamerlano, che ne aveva fatto la capitale del suo regno. Tuttavia la posizione della città era tale che da sempre, era stata una delle tappe fondamentali della via della seta, tanto che lo stesso Marco Polo ne fa riferimento dicendo:
Samarcan è una nobile cittade e sonvi cristiani e saracini (cap. 52)

e qui si sofferma a descrivere i contrasti tra che c'erano stati tra di loro, riportando leggende miracolose, su cui a mio parere, confonde un po', raccontando di una contesa riguardante una pietra presa ai maomettani su cui fu elevata una colonna portante della chiesa di S. Giovanni, poi voluta in restituzione, cosa stabilita giuridicamente dal Gran Khan in persona, ma pare che miracolosamente la colonna si sollevò dal suolo di ben quattro palmi per consentire la rimozione della pietra stessa senza dover abbattere la chiesa. Il miracolo inoppugnabile convinse i Saracini a rinunciare. Ora questo fatto mi sembra assolutamente sovrapponibile a quanto si racconta per la chiesa del Pilastro salvifico (Svetis Tskhoveli) a Mtskheta in Georgia, dove si racconta la stessa storia e si venera la stessa colonna che si sollevò dal suolo anche qui di ben quattro palmi, quindi vorrei timidamente avanzare il dubbio che o la leggenda girava un po' dappertutto in terra turchesca, addirittura per comune voce sia cristiana che islamica oppure il nostro Marco deve avere fatto un po' di confusione, mischiando i luoghi ed i miti. Tuttavia dobbiamo dire che il fatto raccontato, pone l'accento su come i contrasti tra islam e cristianesimo fossero allora piuttosto presenti qui come del resto nel Caucaso.
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| Madrasa Sher Dor |
Intanto puntualizzo che siamo arrivati in città giusto in tempo per mangiare qualche cosa e, visto che percorriamo proprio il lungo boulevard che dalla statua di Timur che funge anche da rotonda spartitraffico, porta fino alla piazza del Registan, si decide che proprio da qui comincerà il nostro approccio alla città, visto che questa ne è di certo l'attrazione principale, se non addirittura un punto focale per tutto il paese. Delle statue di Timur lo zoppo mi sembra avervi già parlato, visto che questa è la figura che più di ogni altra rappresenta il paese e che lo ha guidato fondando il breve impero timuride durato neppure un secolo, essendo nato verso la metà del XIV e finito nel XV. Va da sé che lui rimane il punto di riferimento dell'Uzbekistan anche moderno per cui nel paese sono state erette ben tre statue gigantesche a sua memoria. Questa, che lo ritrae maestosamente seduto sul trono, è nella città che ha visto il suo trionfo e lo splendore del suo regno, mentre quella parimenti enorme che è stata eretta a Shaharisabz, sua città natale lo raffigura in piedi, mentre infine quella di Tashkent, è un monumento equestre. Le fattezze del viso sono simili tra di loro, segno che nell'intenzione degli artisti, vorrebbero avvicinarsi il più possibile a quelle originali, mentre è curioso che sul web non si riesca a rintracciare un dato preciso che riguardi la loro pur considerevole altezza.

Ma in fondo questo è un dato di poca importanza, mentre le dimensioni notevoli vogliono certamente sottolineare l'orgoglio nazionale per questo condottiero che se pur non si possano considerare positivi la sua tremenda crudeltà di conquistatore sanguinario ed implacabile (è nota ad esempio la sua passione per erigere nelle piazze delle città conquistate, piramidi altissime fatte con le teste mozzate degli abitanti), rimane tuttavia il personaggio più rilevante della storia uzbeka. Certamente bisognerà contestualizzare, in quelle epoche non si andava certo tanto per il sottile contro chi si opponeva al tuo esercito in caso di vittoria e pensiamo a Gengis Khan e a quello che si racconta della sua ferocia (che il nostro Timur ammirava al punto da volersi costruire una sua ipotetica discendenza dall'imperatore mongolo), ma possiamo anche pensare che nel tempo la storia scritta dai successori e giustamente denigratori, abbia voluto caricare il più possibile le vicende, accentuando i tratti di ferocia più vergognosa, anche al di là del reale. Certamente è curioso che l'altra grande città storica uzbeka, Khiva, non abbia voluto erigere alcuna statua a Timur, forse perché era stata appunto una delle città che essendosi opposta alla conquista un po' troppo baldanzosamente, aveva dovuto sottostare appunto alla punizione delle piramidi!
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| Portale |
Si sa che la demonizzazione di quello che comunque era un nemico soppiantato da dinastie successive, fa gioco ai magnanimi successori. Ma tracceremo magari più avanti, quando passeremo dalla sua città di nascita, un ritratto più completo di questo personaggio. Noi intanto, dopo aver calmato i più impellenti morsi della fame, lungo il boulevard ci sono tutta una serie di locali e ristoranti estremamente invitanti per tutte le borse, proseguiamo fino alla famosa piazza. Di certo il complesso è ancora più bello e sicuramente più ordinato di come me lo ricordavo in occasione di quella vecchia visita di cui vi ho fatto menzione, grazie anche al fatto che sull'intera zona è stato eseguito un restauro conservativo, che ha perfettamente lastricato l'intera piazza antistante, con la creazione di una grande balconata dalla quale hai una magnifica vista degli edifici quasi dall'alto, che permettono quindi un colpo d'occhio di assoluto spessore. Davanti a te si dispiega la bellissima madrasa centrale dietro la quale spicca l'imponente cupola blu, mentre ai suo fianchi le altre due madrase, formano quasi due quinte di una scena teatrale creata ad hoc per grandi spettacoli di massa, cosa che in effetti avviene durante alcune festival nazionali. Gli edifici sono molto belli e rappresentano un poco il culmine dell'espressione architettonica del XV secolo in questa terra, con le loro proporzioni eleganti che l'alternanza degli archi e delle rientranze, alleggeriscono e rendendo tutto lo scenario estremamente elegante. In particolare il frontone della Tylia Kori (la Dorata) che svolgeva anche la funzione di moschea principale, attira subito l'attenzione per la raffinatezza delle decorazioni coi le purissime sfumature di azzurro che ne mettono in rilievo il disegno sottostante o i versetti che ne incorniciano il portale.

Le due laterali, cominciano con la Ulug Beg a sinistra che prende il nome dal nipote di Timur, uomo di grande cultura e scienziato, oltre che regnante, che qui insegnò e di cui rimane anche un imponente osservatorio astronomico, dove studiarono i più grandi nomi del XV secolo uzbeko, tra cui il grande poeta Abdul Jami di cui vi ricordo una quartina, a testimonianza di quelli che erano i poemi d'amore dell'epoca.
Quando Zhulaika vide Jussuf
il suo corpo divenne un campo in fiamme.
Non era bellezza di carne quella
ma un riflesso del volto dell'Eterno.
A testimonianza di un Islam che non aveva certo timore di raccontare l'amore terreno. A destra invece la madrasa Sher. Dor, completata nel XVII secolo che sulla facciata riporta le figure di due grandi tigri e due volti umani, che curiosamente quindi contravvengono i precetti islamici che proibirebbero la raffigurazione degli esseri viventi negli edifici religiosi. E adesso dopo aver goduto per un bel po' del colpo d'occhio complessivo, direi che bisogna andare a pagare il biglietto, per entrare in questi straordinari palazzi ed apprezzarne da vicino le meraviglie.
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| Il Registan |
SURVIVAL KIT

Da vedere a Samarcanda. Se rimanete in città un paio di giorni direi che avrete tutto il tempo per vedere tutti i monumenti principali. 1 - La piazza del Registan con le 3 madrase, dove alla sera si svolge un bello spettacolo di suoni e luci gratuito (ore 21). 2 - Il Mausoleo di Tamerlano (Gur Emir) circondato da un grande parco con una delle tre statue del re su un angolo, quella seduto in trono. 3 - La Moschea Bibi- Khanym, la più grande del mondo all'epoca della sua costruzione nel XV secolo. 4 - Il grande bazar Siab, vicino alla moschea. 5 - Shakhi Zinda , una spettacolare serie di tombe costruite tra l'XI e il XV secolo di maiolica blu. 6 - L'osservatorio di Ulug beg, su una collina un po' fuori dal centro. 7 - la Tomba di S. Daniele venerato anche dagli islamici. 8 - La cartiera di Meros in un grande parco situato in periferia. Se avrete tempo sembra che ci sia fuori città, una interessante cantina di produttori di vino che risale al XIX secolo con annesso museo e relativa degustazione, a cui ritengo sarebbe interessante dare un'occhiata.
Hotel Malika Prime - 1/4 University Boul. Samarcanda . 3 stelle. Al bordo del giardino a metà tra la statua di Tamerlano e il suo Mausoleo. Si può arrivare facilmente al Registan a piedi. Bella struttura a forma di casa tradizionale, ben ristrutturata. Camere ampie, Frigo, phon, TV, AC, letto king. Ottimo bagno ben fornito. Free wifi. Colazione inclusa. Personale molto gentile. Consigliato. La doppia da 40 a 70 € a seconda del periodo e delle offerte.
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