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martedì 6 dicembre 2016
mercoledì 2 dicembre 2015
Pensieri nella notte di Abu Dhabi
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La grande moschea di Abu Dhabi |
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Fontane all'Emirates Palace |
Oggi fa più freddo, decisamente freddo. Non ci sono più abituato dopo un mese. Là faceva sempre piuttosto caldo, anche se non troppo rispetto a quei luoghi nelle altre stagioni. Questo è l'inverno in fondo, anche per loro. Quando sono partito, con la stessa nebbiolina bassa di questa mattina, qui c'era ancora quel prolungamento di calda estate, che ti faceva affrontare la giornata senza quella voglia di farsi su nella lana tiepida che aiuta a ragionare noi alessandrini e le risaie del vercellese che scorrevano dal finestrino erano lì, a mezza cottura, col risone un po' mietuto, un po' no, senza nessuno nei campi. E' forse questa una delle differenze sempre più esigue tra il nostro mondo e quello di fuori, che si sta omologando velocemente, facendo scomparire quell'interesse specifico al diverso che spesso è la grande motivazione al viaggio. Da noi le campagne sono deserte. Di là molto spesso i campi brulicano di persone curve sulla terra e di animali che trascinano aratri antichi. Forse anche questo è destinato a scomparire a poco a poco. L'entropia nell'universo aumenta, mettiamola così e tutto a poco a poco si uniforma.
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Un intarsio nel marmo delle pareti della moschea |
Non vorrei però che questo incipit in la minore, vi desse l'impressione che questo mio viaggio mi abbia lasciato deluso, tutt'altro. Però questa è una considerazione di cui bisogna tenere conto sempre di più col passare del tempo, proprio per evitare la delusione. Perché le emozioni che provavi quando eri ragazzo e venivi catapultato in mondi così assolutamente diversi dal tuo, si limano velocemente e se lo sai, devi cercare di apprezzare di più altri stimoli, che comunque ci sono in abbondanza. E' uno scotto che bisogna pagare alla facilità e all'economia che oggi consente con maggiore facilità questi grandi spostamenti. Facciamocene una ragione insomma. Ecco perché il marmo accecante della moschea di Abu Dhabi, accidenti, è la seconda volta che la vedo in un anno, è già da sola una ragione sufficiente a farti godere di questa partenza, nata un po' per caso, un po' per far gioire anche i miei amici di cose, forse le più belle dell'India, in parte già viste, un po' perché dopo trenta anni esatti, molte di quelle cose si erano sfumate nel ricordo e il ripasso non fa mai male, anche perché, data la fretta di quel momento, erano state viste solo in mono affrettato e parziale e molte erano state lasciate indietro forzatamente ed era peccato non completarle, un poco infine perché la conoscenza di una persona in India che mi ha appoggiato nelle mie ultime puntate in quel paese, è di assoluta affidabilità e mi ha fatto venire l'acquolina del desiderio con delle condizioni molto attraenti.
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La skyline del centro |
Così è nato il progetto di questo viaggio attraverso il Rajastan ed il Gujarat, due stati della confederazione vicini ma profondamente diversi per molti aspetti. Estremamente turistico e contenente alcune delle più belle espressioni architettoniche per le quali il paese è famoso, il primo, l'altro completamente ignorato dai grandi flussi e capace di presentare ancora molti aspetti di quell'India che oggi non puoi più trovare nell'internazionalità delle grandi metropoli indiane e nei luoghi dove il turista è, come in tutti i paesi, il nostro incluso, una grassa vacca da mungere il più possibile, con assiduità e determinazione. Il passaggio negli Emirati, oggi sempre di più crocevia del mondo nella direzione occidente-oriente, diventa quindi transito obbligato, da aggiungere come extra all'itinerario concordato. Così Abu Dhabi di notte ha un suo fascino tranquillo e al contempo straniante. Quello di un paese che un capriccio della natura ha condizionato nella sua estrinsecazione odierna. Un non senso logico che consente ad una terra fatta di sabbia e null'altro e che non avrebbe consentito la sopravvivenza se non a qualche pastore o a qualche miserevole villaggio di pescatori destinati a boccheggiare tra case calcinate da un clima estremo, violento e cattivo. Solo qualche traffico regalato dalla posizione sulla rotta delle ricchezze tra est e ovest, spezie, avori, pietre preziose, seta, schiavi, droghe, ogni epoca ha avuto le sue e basta.
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Un lampadario alla moschea |
Invece questa grassa opportunità, assolutamente fugace destinata a non durare certo per molto tempo, ha concesso che sorgesse un mondo con caratteristiche anomale e molto interessanti. Anche senza solide fondamenta, questa è la dimostrazione che anche solo sulla sabbia, può crescere qualcosa di grosso e se dietro c'è un progetto che guarda lontano, potrebbe anche durare a lungo. Chissà. Qui vedi quello che può fare il soldo, quando c'è. La notte lo amplifica. Le costruzioni ardite, i grattacieli, quello che di più nel nostro secolo rappresenta l'invenzione architettonica, qui si dà da fare. Le linee illuminate delle forme innaturali consentite dai materiali, ma scatenate dalle idee, sono sempre una bella dimostrazione della capacità umana di andare oltre al necessario. Di volere esprimere al di là di un bisogno richiesto da una funzione, qualche cosa di narrativo, di suggerimento alla suggestione, di voler esprimere con una forma qualche cosa che rappresenti idee e capacità di espressione che superino il semplice bisogno per cui una struttura viene commissionata, il suo semplice scopo di essere; che diano insomma un piacere in più, che ti lascino pensare o dire, che bello tutto questo. E altro non puoi dire davanti agli intarsi di fiori, disegni e volute, di decorazione data dalla sola scrittura sulla parete bianca, libro nudo da riempire, che dimostra cosa si sa inventare la mente dell'uomo quando il precetto lo obbliga a rinunciare alla figura vivente, oggetto così più facile da piegare all'espressione d'arte, forse la più grande dimostrazione che a questo aspetto, la rappresentazione artistica, l'uomo non sa e non può rinunciare.
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Emirates palace, l'accesso alle camere |
Anche la cascata di luce che scende dagli immensi lampadari colorati, colora la notte di variazioni luminose raccontate e forse solo sognate nei libri antichi, in cui però le penombre avevano questi stessi colori e pulsioni, specchietti variopinti e alabastri vivaci di un caleidoscopio che accendeva le notti dei racconti delle Sherazade e delle poesie inneggianti al vino di Khayyam. Dove c'è denaro nei paesi del deserto vedi anche il gioco dell'acqua. Elemento questo che si fa esso stesso materiale da costruzione, alla pari della pietra o del fango o del marmo, proprio perché è prezioso e adatto quindi a rappresentare la ricchezza. Fontane, giochi di spruzzi e specchi di liquido puro a riflettere la luce da un lato e le linee della pietra dall'altro. Infine la grandiosità, altra rappresentazione della possibilità del denaro. L'Emirates Palace, non è un semplice hotel di lusso come ce ne sono mille nel mondo. Vuole e deve rappresentare quello che si può fare ed avere col denaro. Lusso sì, ma enormità, spreco, esagerazione, se no cosa sei ricco a fare. Puoi perderti nelle dimensioni della hall, camminare nei suoi spazi incongrui come tra le arcate di una chiesa, le cupole di una moschea, le nicchie decorate di un tempio dedicato al dio che ha sempre affascinato l'uomo più di ogni altro.
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Alder tower |
Le sue dimensioni, sono fatte apposta per annichilire anche chi può quasi tutto, deve sentirsi piccolo anche quando lascia la sua Rolls davanti ai portali della reggia, mentre uno stuolo di servitori e valletti se ne occuperanno come si conviene. Di fuori, fontane e colori, davanti le torri attorcigliate dei grattacieli. L'ho già detto, queste sono le forme d'arte più spettacolari del nostro secolo e qui ce n'è qualche esempio notevole. La Capital Gate che coi suoi 16 gradi di pendenza è la torre più inclinata del mondo o la Alder tower, non per niente a forma di moneta gettata nella sabbia del deserto e rimasta in piedi come per caso, unico forse grattacielo rotondo al mondo, a sua volta costruito superando problemi tecnici incredibili con le sue immense superfici vetrate curve, che dimostrano la potenza dell'inventiva umana accoppiata alle possibilità finanziarie, due componenti senza le quali non ci sarebbero neanche le piramidi. Insomma, tanto da vedere e spazio per una serie di riflessione, non soltanto una semplice sosta nella notte tra un aereo e l'altro, quello che infine, domani, stravolto dalla notte saltata, ti porterà fino al punto di partenza di una nuova emozione.
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Un angolo della hall dell'Emirates Palace |
martedì 3 novembre 2015
martedì 2 dicembre 2014
La notte è colorata ad Abu Dhabi




Dall'aeroporto taxi fino in città circa 100 Dirham, con sosta alla moschea che è sulla strada 150. E' aperta fino a tardi e di notte è meno frequentata, direi l'ora migliore per vederla. Dalla città a aeroporto con taxi normale circa 2 AED/km quindi circa 60 AED
1 € = 4,5 AED
Hotel Centro Al Manhal - Airport Road 2, 109595, beside Al Wahda Mall, | between 11th & 13th street, Abu Dhabi , Emirati Arabi Uniti - 316 AED. 4 stelle, direi bello, centrale, comodo, funzionale, camere piccoline ma ben dotate, senza colazione e wifi.
Volo Etyhad - Malpensa - Abu Dhabi (con possibilità di stop per una o più notti) - Bangkok - Yangon e ritorno, acquistato un paio di mesi prima a circa 650 €. Attenzione che è meglio avere con sé la possibilità di controllare le proprie mail. A me è arrivata mentre ero laggiù una comunicazione che il mio volo di ritorno nella tratta Yangon - BKK era stato posticipato di due ore cosa che mi avrebbe fatto perdere la coincidenza e ho dovuto cambiare, anticipando con un volo precedente. Questo in un paese con le connessioni piuttosto complicate solo grazie all'aiuto dell'agente a cui mi ero rivolto per organizzare gli spostamenti all'interno del paese, che è andato all'ufficio dell'agenzia e mi ha cambiato il volo.
Parking a Malpensa. - Questa volta sono andato al CERIAPARK che anche se un po' più lontano dall'aeroporto (12 Km) offre tariffe molto convenienti per le soste lunghe. Infatti applica un prezzo di 25 € fissi + 1 € al giorno. Così in totale ho speso solo 51 €. Il parcheggio è annesso ad un albergo (Da Mariuccia 4* - da 45 €) che risulta molto comodo per chi partendo presto ha necessità di fermarsi una notte. Consigliatissimo
Volo Etyhad - Malpensa - Abu Dhabi (con possibilità di stop per una o più notti) - Bangkok - Yangon e ritorno, acquistato un paio di mesi prima a circa 650 €. Attenzione che è meglio avere con sé la possibilità di controllare le proprie mail. A me è arrivata mentre ero laggiù una comunicazione che il mio volo di ritorno nella tratta Yangon - BKK era stato posticipato di due ore cosa che mi avrebbe fatto perdere la coincidenza e ho dovuto cambiare, anticipando con un volo precedente. Questo in un paese con le connessioni piuttosto complicate solo grazie all'aiuto dell'agente a cui mi ero rivolto per organizzare gli spostamenti all'interno del paese, che è andato all'ufficio dell'agenzia e mi ha cambiato il volo.
Parking a Malpensa. - Questa volta sono andato al CERIAPARK che anche se un po' più lontano dall'aeroporto (12 Km) offre tariffe molto convenienti per le soste lunghe. Infatti applica un prezzo di 25 € fissi + 1 € al giorno. Così in totale ho speso solo 51 €. Il parcheggio è annesso ad un albergo (Da Mariuccia 4* - da 45 €) che risulta molto comodo per chi partendo presto ha necessità di fermarsi una notte. Consigliatissimo
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martedì 4 novembre 2014
Una notte ad Abu Dhabi
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Abu Dhabi - Great moskee |
Notte chiara. Poche le auto a correre lungo grandi corsie di asfalto che attraversano il deserto. Quasi non senti rumore. Sfilate di palme grasse che spuntano tra un verde di artificio. Che gran cosa il denaro, riesce a comprare anche la bellezza. Cupole bianche disegnano l'orizzonte. Marmo chiaro, immacolato, purissimo. Quando riesci ad avvicinarti, ne puoi gustare il distacco assolto, la grandezza che crea l'uomo quando vuole rappresentare il trascendente, senza curarsi dei costi. Fontane di alti zampilli, l'acqua ha sempre affascinato la gente delle sabbie, la sua rarità, la sua purezza che avvicina all'assoluto. L'arco si fa astrazione e si reitera all'infinito, suono che scandisce un ritmo, ripetizione di se stesso sempre uguale mantra assoluto di preghiera che ripete ossessivamente il nome della divinità, riflettendosi ome un narciso conscio di sé negli specchi d'acqua, circondando spazi sconfinati dove si perde il cammino, nella strada verso la fede. Alti minareti, dita aguzze, unghie affilate che graffiano il cielo per chiamarne attenzione. Colonne, cupole altissime e bianco, ancora bianco abbacinante che riflette le mille luci variopinte di un caleidoscopio magico formato da colori e cristalli. E ancora pietre a formare intarsi preziosi che sanno disegnare sui muri i cento nomi di Allah. Su panche istoriate pile di Corani dalle copertine ricoperte di fregi dorati aspettano mani che li aprano per rivelare un verbo sotto la cascata di luce. Il passo non risuona come sui selciati di chiese o negli oscuri anditi di templi e pagode, ma rimane attutito, ovattato sull'immenso unico tappeto, carne viva, interiora di un corpo pulsante che ti restituisce all'esterno sazio e un poco più piccolo, come quando ritorni dall'aver visto un re. Lontani, nella notte chiara, grattacieli illuminati.
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