mercoledì 21 ottobre 2026

Molise 2 - Arrivare

Termoli - La cattedrale


Alla fine sono riuscito a partire. Vero è che dopo i quattro mesi estivi di mare e monti, come si dice per i piatti che non si sa come meglio definire, mi ero un po' impigrito. Certo, passare la giornata da un bar all'altro o comodamente disteso davanti all'isciacquio dell'onda (notare il secondo livello in cui vengono inseriti dotti richiami alla maniera postmoderna di Eco, che ormai sono passati i dieci anni dalla morte come da lui richiesto per citarlo) è assolutamente comodo e ripartire per un viaggio qualunque sia, rappresenta una fatica che diventa ogni volta più pesante, ma che ci vogliamo fare, questo è il mio destino e lo sarà, speriamo, fino alla fine. Dunque intanto partiamo dal fatto che il giro si doveva svolgere in autunno, cosa che, se da un lato apporta il vantaggio di percorrere una regione splendidamente boscosa durante il dispiegarsi del foliage, situazione assolutamente interessante, dall'altra impedisce di fare una tappa di passaggio nella zona di Castelluccio di Norcia, cosa che avevo previsto quando avevo pensato a questa meta, in quanto mi interessava vedere i paesaggi ed i colori dei campi fioriti che ho ammirato in innumerevoli foto sull'argomento e che forzatamente avrebbero richiesto un passaggio primaverile. Ma tant'è non si può avere tutto, o l'uno o l'altro, se no fai come quei contadini lamentosi che si rammaricano perché piove e se da un lato fa vene all'orto, dall'altro fa male alla vigna. 

Quindi va da sé che se l'itinerario è previsto per sei notti di permanenza, converrà fare la prima tappa tutta di un botto per la più breve, in modo da arrivare subito nel punto focale e procedere senza ulteriori perdite di tempo. Quindi la prima tappa è stata prevista tutta d'un botto lungo la direttrice adriatica che prevede un percorso completamente autostradale di circa 700 km da percorrere in 7 ore più eventuali soste. Così partendo verso le sette del mattino si hanno buone probabilità di arrivare a Termoli prima delle 15, avendo così ancora tutto il pomeriggio per vedere la città. Devo dire che io ho una grande fortuna. Se infatti il mio fisico si sta sgretolando a poco a poco, ogni anno, anzi, ogni mese che passa e ormai manifesto mille magagne di ogni tipo, in particolare per quanto va ad inficiare sul viaggio, tutte quelle di natura ossea e deambulatoria, ho un unico vantaggio, e cioè, la assoluta mancanza di problemi per quanto riguarda la guida. Stare al violante per ore, viaggiare a lungo su qualsivoglia tipo di strada, non  mi stanca assolutamente, anzi, mi rilassa e mi basta sgranchirmi le gambe di tanto in tanto per poter proseguire senza problemi,. Questo è sicuramente un gran vantaggio, ecco perché mi piacciono tanto i vagabondaggi on the road, soprattutto anche per la libertà che ti concedono di andare secondo l'ispirazione del momento seguendo un copione di massima, ma senza troppi obblighi. 

Per questo motivo, benché, come vi ho detto avessi la complicità di un programmino stilato in massima parte dall'AI, ho provveduto a prenotare solamente la prima notte di albergo, lasciando tutto il resto alle decisioni del momento, a secondo di come sarebbero scorsi gli eventi, ah, libertà che m'è sì cara! Dunque, partiti come si dice on time, il percorso auto stradale non ha presentato problemi, un po' di affollamento come previsto attorno all'area di Bologna, lo snodo centrale del paese, poi solamente le solete menate di rallentamenti e minicode dovute ai lavori stradali che sono una delle maledizioni classiche della nostra rete viaria. Soste solo per le necessità idrauliche ed i rifornimenti, abbinate alla tragica constatazione che il gas sulle autostrade costa il 50% (in lettere cinquanta, non è un errore di battitura) che sulla rete interna. Mi sembra un po' una esagerazione , ma pazienza, se s'ha da pagà che si paghi. Poi un panino e via, così ammirando la serie dei colli marchigiani digradanti perpendicolarmente verso il mare e poi di seguito quelli abruzzesi, siamo come si dice felicemente arrivati alla nostra meta iniziale, la cittadina di Termoli, caposaldo industriale della regione che non esiste. Con facilità  abbiamo trovato il luogo dove ho prenotato la notte, proprio nelle vie pedonali del centro storico, quindi assai comodo, trovando pure un altrettanto comodo parcheggio non a pagamento nella via adiacente. 

Certo che adesso con Google map è davvero una meraviglia, basta scrivere questo benedetto indirizzo o il nome del luogo che ti interessa e la voce guida ti conduce direttamente sotto il numero civico voluto, altro che mappe da consultare, strade da indovinare e giri a vuoto fermandosi continuamente a chiedere indicazioni, che poi l'uomo italiano, come sappiamo, non vuole chiedere mai, non legge il libretto di istruzioni, figuriamoci se si ferma a domandare dove si deve andare per dove dobbiamo andare come Totò! Comunque eccoci nel piccolo B&B che ho prenotato, davvero graziosissimo e piacevole, oltre che comodissimo e onesto; il primo contatto con l'ospitalità molisana è subito appagante! Veloce rassettarsi e poi andiamo a fare un giro per vedere le cose termolesi (o come si dice) più interessanti. Di certo oltre al gradevole centro costituito da una serie squadrata di vie pedonali alternate, il punto di richiamo è costituito dal Borgo antico, la cittadella fortificata da mura con relativo castello affacciata al promontorio sul mare. L?assieme di antiche case, ben conservate e altrettanto ben mantenute, costituisce un piacevole dedalo di viuzze in cui perdersi fino ad arrivare agli affacci a mare, il famoso Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti, che poi tanto selvaggio non è, visto le ampie spiagge dove ancora sono visibili i resti degli stabilimenti balneari in corso della smobilitazione di fine estate, che in ogni caso questa è una stazione di vacanza marina a tutti gli effetti, che a luglio e ad agosto segna il suo punto di massimo splendore. 

La passeggiata attorno alle mura è piacevolissima, i turisti in giro sono ormai pochissimi e quindi ti puoi godere la passeggiata in tutta tranquillità sostando a traguardare l'orizzonte che si stende con il litorale infinito che si allunga in anse sinuose e quasi regolari. Il castello svevo è lì alle tue spalle, guardia sorpassata ancorché solida di un tempo in cui si aveva solo la preoccupazione del nero periglio che vien dallo mare, lo ricordate, pensate un po' a quando temevano gli sbarchi islamici sulle coste, che tempi, per non parlar della peste bubbonica che si ripresentava ad intervalli regolari a mietere un po' di gente con meticolosa puntualità. Magnifica anche la chiesa con la sua facciata romanico-pugliese, una grande Cattedrale dedicata a Santa Maria della Purificazione, che la chiarezza della pietra fa risplendere nella luce dorata della sera assieme al convincente interno, severo nella sua nudità, con la cripta nella quale aggirarsi alla ricerca delle reliquie di San Basso. Per arrivarci, certo cosa non difficile visto che è praticamente al centro dell'abitato, nella piazza principale, percorriamo pure per sfizio, il famoso vicolo Rejecelle, spacciato per essere il più stretto d'Italia, chissà se sarà vero, visto che mi risultano essere in diversi a disputarsi il titolo. Certo è che quelli, diciamo non magrissimi, come me, ci passano davvero a fatica, ma è un'altra di quelle classiche curiosità che il turista deve mettere obbligatoriamente nell'agenda. 

Dall'altro lato il porto si estende con i suoi moli nascosti dalle costruzioni moderne e mi risulta che da quella parte di mare sia un seguito di locali dove si svolge la movida notturna. Certamente la cosa più bella è passeggiare sul bastione con le case illuminate dal sole che scende e che colora il cielo di tonalità rosa assolutamente piacevoli. La temperatura altrettanto dolce completa il tutto, ti fa venire voglia di stare a lungo a completare il mare, con il trabucco sottostante che si stacca dalle rocce, che di certo servirà un delizioso brodetto, specialità della zona o una bella frittura di paranza, che se non la mangi sul trabucco, dove?  Dando un'occhiata in giro vengo a sapere che questo è uno dei due punti da dove partono i traghetti per le Tremiti, cosa a cui non avevo assolutamente pensato. Errore notevole perché avrei potuto facilmente prevedere un giorno in più per prendermi una giornata intera in questo piccolo e pare, meraviglioso arcipelago. Sembra che offrano bele escursioni attorno ai 75 €, tanto per conoscenza. Va be' sarà per la prossima volta. Staresti qui a lungo insomma, già a me la sola aria del viaggio, mette voglia di godermi a lungo ogni luogo, ogni momento e subito mi cominciano i rimuginamenti di cosa si poteva programmare in più e non è stato fatto. Mai contento insomma e in pratica il viaggio non è neppure ancora incominciato. Intanto comincia a sentirsi un languorino attornio allo stomaco, d'altra parte, oggi solo un panino. Allora bando alle ciance e diamoci da fare.


B&B Marilù - Via Ruffini 19 Termoli - Ottimo B&B, rimesso a nuovo di recente, con belle camere, ben arredate. Bagno fornito e pulitissimo. Posizionato in centro, molto comodo, si può andare comodamente a piedi al borgo antico. Possibilità di parcheggio nelle vie adiacenti. Colazione nell'ottimo bar sotto casa. La proprietaria gentilissima, si presta a dare ogni tipo di informazioni ed essendo libero ci ha dato la camera superiore al prezzo di quella normale. La doppia standard € 60 + 4 di tassa di soggiorno. Consigliatissimo.

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lunedì 19 ottobre 2026

Giornata di istruzione nella Langa della birra

 

Birra nelle Langhe? Certamente una cosa che non ci si aspetta. E invece eccoci qua a Piozzo, con la consueta e puntuale organizzazione AMAP (Associazione del Museo dell'Agricoltura del Piemonte) per la graditissima giornata di Istruzione di ottobre. Già, perché in questo piccolo paesino di mille abitanti tra Dogliani e Carrù, non  lontano da Monforte, uno dei capisaldi del Barolo più titolato, c'è una realtà inaspettata e di una certa importanza. Il paese infatti è noto non soltanto per la famosa sagra della zucca che attira folle di appassionati nei primi giorni di ottobre di ogni anno, ma soprattutto per l'altrettanto famoso birrificio artigianale Baladin, una realtà la cui incredibile storia ormai ultra quarantennale, merita di essere conosciuta, visto che questa produzione ha sorpassato da tempo i confini nazionali e si è affermato forse come il più importante birrificio artigianale d'Italia. E' chiaro che questo è un territorio dove l'importanza del settore agroalimentare è davvero un punto fermo per tutta l'economia della regione e le sue eccellenze attirano ormai appassionati da tutto il mondo con un indotto certamente non trascurabile, tuttavia penso che non  moltissimi siano a conoscenza che anche un prodotto come la birra, che non faceva parte certamente delle tradizioni locali, si è aggiunta alle altre bandiere della gastronomia langarola. Tutto nasce nel lontano '86, quando Teo Musso, personaggio decisamente innovatore e fuori dalle righe, forse per uscire dagli schemi famigliari che vivevano fortemente questa realtà locale legata al culto del vino, decide di dedicarsi alla birra, un prodotto completamente fuori dagli schemi langaroli, che in pratica a quei tempi era completamente assente dal territorio, aprendo un pub proprio nell'unico bar del paese. A poco a poco, affinando le sue conoscenze, Musso si appassiona sempre di più alla materia e alla sua produzione fino a che viene creato questo birrificio artigianale con l'idea di creare prodotti di qualità assoluta, un po' in linea con quanto avviene in queste zone per il vino.

Così a poco a poco l'azienda cresce ed oggi può a buon diritto essere definita come una delle più importanti realtà italiane nel campo della produzione della birra artigianale. Esportando oggi in oltre cinquanta paesi, a poco a poco si è arricchita la tipologia dei prodotti offerti che comprende oltre alle sue birre ad alta gradazione, quelle da invecchiamento, le bibite ed i succhi di frutta, nonché con sapiente visione commerciale anche prodotti indirizzati verso il mondo dell'alcool free, oggi in forte espansione. La visita dell'azienda è stata oltremodo interessante, al di là del percorso della storia aziendale, in quanto abbiamo potuto vedere da vicino tutta la parte di produzione, con la filiera completa, infatti oggi tutta la produzione Baladin viene effettuata con materiali, orzo, luppolo, lieviti, ecc. prodotti al 100% direttamente dall'azienda stessa. Interessante anche la parte che riguarda l'imbottigliamento dei prodotti, da cui si può ben valutare la dimensione della produzione totale, ormai al limite per quanto riguarda la definizione di birrificio artigianale. Purtroppo si tratta semplicemente di una limitazione burocratica che non inficia certamente la qualità o la tipologia della della produzione dal punto di vista tecnico e qualitativo, ma tant'è e di certo l'ideatore di questa brillante realtà saprà trovare la giusta soluzione. La visita è intanto terminata davanti alla serie di botti dove alcune tipologie di birra invecchiano per anni, altra invenzione di questo mastro birraio dalla mente vulcanica e vi garantisco che l'assaggio di una birra invecchiata in botte per 14 anni, che abbiamo avuto modo di testare, come chiusura dell'esperienza, è stata veramente straordinaria ed inaspettata. Diciamo pure un prodotto che va ben al di là di una birra intesa in senso stretto a cui siamo normalmente abituati come accompagnamento alla pizza o per una dissetante bevuta in una calda giornata estiva, ma un vero e proprio prodotto da meditazione quale si confà a questa terra di vignaioli di grande qualità. Insomma una visita che vi consiglio assolutamente di fare per prendere conoscenza di un prodotto inatteso ed entusiasmante. 

Birrificio Baladin  (date un'occhiata al sito) - Piozzo - Visite da prenotare sul sito  alle 10 della domenica - € 15 con degustazione e bicchiere ricordo- Possibilità di mangiare in loco.

venerdì 16 ottobre 2026

Molise 1 - Il progetto

Molise - La cascata di Carpinone

 

Santo cielo non ne potevo più di fare il pensionato anziano, diciamo pure entrato in quarta età, con tutto quel che ne deriva, spiaggiato sulla viva rena o malamente servito al bar a sparare scemenze su questi gioòòvani che chissà dove andremo a finire, avendo dimenticato la schifezza che sono stati i famosi bei tempi andati. Dunque mi è sembrato anche giusto che cominciassimo a rimetterci in pista o come si dice in movimento, visto che l'inverno si avvicina a grandi passi. Complice il fatto che è fallito miseramente il viaggio in Abkhazia, che avevo intenzione di fare in questi giorni, colpevoli questi maledetti casini internazionali che si acuiscono invece di placarsi come ci si aspetterebbe dopo anni di sangue e di morti, ma evidentemente la follia umana non ha mai limiti, anzi al peggio non c'è mai fine. Quindi, avendo noi invece, la fortuna ed il privilegio di essere nati in una terra fortunata (anche se non è chiaro ancora per quanto), bisognava far partire un piano B che, come l'omonimo lato, sta sempre lì pronto alla bisogna per essere utilizato quando serve. E qui viene a taglio, come si dice nell'alessandrino, un programmino breve che ho tenuto da parte quanto meno dalla fine della peste, elaborato proprio in quei tristi giorni che mi hanno tagliato via due anni di vita e di esplorazioni. Un piccolo vagabondaggio da effettuare in alternativa, in autunno o in primavera (cosa preferibile per un  motivo che chiarirò dopo) che era nato come idea da sviluppare con comodo e sempre rimandato e ingiustamente posposto a favore di altro, apparentemente ogni volta sempre più importante ed inderogabile. Così è nata alla fine dell'estate, questa settimana molisana, ovvero una zingarata nella regione che non esiste o come dicono loro, che tuttavia resiste. 

Dunque un impegno apparentemente semplice che mi ha consentito di buttar giù un'idea di base, raccogliere un po' di informazione sul web e poi di partire alla ventura senza prenotazioni, procedendo come si dice alla va là che vai bene, di giorno in giorno sulla base di quanto succede via via e adeguando l'itinerario alle mie voglie ed ai miei bisogni. L'Italia consente questo, in realtà lo consentirebbe qualsiasi parte del mondo ma, quando vai lontano da casa sei sempre accompagnato da timori irragionevoli che, tra le altre cose, una volta neanche ti venivano in mente e che ti vorrebbero pronto ad ogni evenienza con una attenzione maniacali ai programmi, alle prenotazioni, alla perfezione calcolata di ogni itinerario e cosa da fare. Ma vuoi mettere invece il partire senza troppi programmi e andare dove , come si dice, ti porta il cuore? Certamente sei molto più rilassato e ti puoi muovere senza troppi obblighi, anche perché in questa zona non ci sono punti obbligati, di importanza tale da farti considerare improponibile il rischiare di  perderli o trovarti fuori dei momenti considerati giusti. Niente Cappelle Sistine o Colossei dunque, ma certamente un'Italia minore che in primis vale di certo la pena di essere vista e successivamente da girolare con comodo, scegliendo fior da fiore, un po' dove capita, certi che comunque, in giro per l'Italia, dove cadi non cadi male di sicuro. Tuttavia anche se parlo così, da giovane svagato in cammino per il mondo senza una meta precisa, non dovete pensare che sia diventato completamente sprovveduto e che abbia completamente mollato la mia tendenza a non lasciare nulla al caso e a cercare di prevedere tutto. 

Intanto sono partito con un esperimento. Ho chiesto all'intelligenza artificiale di estrapolare tutti i luoghi più interessanti del Molise, visitabili in sei giorni, questo era il tempo che mi ero dato, e metterli in fila secondo un itinerario logico e conveniente, considerati i miei interessi, le mie voglie e anche i ritmi che posso essere in grado ancora di tenere. E naturalmente di aggiungere per ognuno di questi luoghi, le cose più importanti da vedere, in ordine di valore o imperdibilità, aggiungendo suggerimenti e consigli di ogni tipo. Devo dire che lo strumento è di una potenza assolutamente incredibile e in pochi secondi, ChatGPT mi ha sparato fuori una ventina di pagine di luoghi da vedere, enumerandoli per interesse ed importanza, suggerendomi possibili varianti, recuperi e giorni di chiusura dei principali punti di interesse, aggiungendo chilometri da percorrere, tappe consigliate e moltissime altre informazioni utili che mi sarebbero costate giorni e giorni di studio ed estrapolazione di dati, sempre facendo riferimento al web naturalmente, cosa che se avessi dovuto andare alla ricerca delle stesse cose su guide, libri e così via, non mi ci sarei certo raccapezzato facilmente. Insomma con strumenti di tal fatta a disposizione, come si dice a gratis per giunta, ma perché rinunciarci! Naturalmente devi dare una controllata, vedere se le cose sono effettivamente fattibili, non prendere tutto per oro colato e controllare se ci sono inesattezze e altro, ma devo dire in effetti, che lo strumento è davvero portentoso, non fosse che mi ha detto di fare l'itinerario in 6 giorni e poi ,mi ha descritto inspiegabilmente sette giorni di viaggio. Insomma è intelligente ma non si applica. Comunque sia, io ho seguito quasi alla lettera i consigli e sono partito senza troppo indagare per il tipo di viaggio che in fondo preferisco, metti la chiave nell'avvio, parti e dove arrivi arrivi, poi si vedrà quel che succede giorno dopo giorno. 

Alla fine sono tornato a casa un po' stanco, perché devo confessare che scarpinare qua e là per scale scalette, salite e sentieri, mi comincia a diventare pesante, non so come mai o almeno lo sospetto, ma alla fine, molto contento dell'esperienza, che mi ha dato assolutamente quanto era nelle mie aspettative, come ho detto quelle di un'Italia minore, ma piena in ogni caso di cose che valgono la pena di essere vissute almeno una volta. Il Molise è una regione selvatica ma dolce e amichevole, coperta di boschi commoventi quali non pensi possano ancora esistere in questa penisola cementificata, popolata da gente di una cortesia e gentilezza senza pari, che ti presenta paesaggi straordinari tali da soli di valere il viaggio, con una serie di borghi che accumunerai poi in un solo paesino senza nome che unisce le caratteristiche di tutti e li unirà nella piacevolezza del ricordo. Che ti presenterà luoghi antichi, foreste impenetrabili, ambienti di un'Italia di un passato recente ormai perduto, città umili ma cariche di una atmosfera calma e piacevole, che ti apparecchierà deschi ripieni di squisitezze sentite solo di lontano e sapori tradizionali deliziosi e imperdibili, ripieni di profumi dei boschi e del lavoro di quei pastori dannunziani che questi territori attraversavano proprio in queste giornate. Oltre a ciò, ti ritroverai in una di quelle poche parti del nostro paese dove i costi sono assolutamente popolari e il passante non si sente una vacca da mingere, che forse i locali ne hanno già troppe nelle loro stalle al fine di produrre i loro famosi caciocavalli e tutte le altre delizie che troverai offerte al tuo palato ad ogni piè sospinto. Certifico che siamo tornati a casa con il bagagliaio pieno zeppo di acquisti alimentari di ogni tipo. Capirà, qui, tra vino, olio, formaggi, salumi, paste artigianali, dolcetti, fungi e tartufi e non aggiungo altro, non riesci a lasciar là niente. A conti fatti abbiamo speso più per questi acquisti diciamo così voluttuari, che per il giro vero e proprio. Comunque, come al solito, nei prossimi giorni vi descriverò con maggiore precisione le tappe ed i vari punti di interesse, caso mai a qualcuno venisse in mente di seguire le mie orme. Tanto per confermate che questo è un blog di servizio. Estote parati e ci sentiamo.

giovedì 15 ottobre 2026

Taste of Menton 7


 nuvola bianca
sapore di acqua e sale -
pelle bagnata


mercoledì 14 ottobre 2026

Taste of Menton 6

 

sassi rotondi 

che il mare ha consumato -

ricordi azzurri


martedì 13 ottobre 2026

Taste of Menton 5

 

azzurro e bianco

guardare l'infinito -

sereno giorno



lunedì 12 ottobre 2026

Taste of Menton 4

 

roccia ferita

l'onda penetra e rode -

vivere stanca




domenica 11 ottobre 2026

Taste of Menton 3

 


le navi scure

nascondono il mare -

riva lontana


sabato 10 ottobre 2026

Taste of Menton 2

 


spruzzo di spuma

bagna la roccia bianca -

anch'io respiro


venerdì 9 ottobre 2026

Taste of Menton 1

 

monti lontani

foglie aguzze tra il verde -

il giallo è vivo



Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!