martedì 2 giugno 2026

Taste of Armenia 7

 


son punti gialli

ranuncoli sinceri -

un cimitero


lunedì 1 giugno 2026

Taste of Armenia 6

 


mura sbrecciate

coperte dai licheni -

anime vaghe


domenica 31 maggio 2026

Taste of Armenia 5


 punte tra l'erba
testimoni del tempo -
brucan le pecore

sabato 30 maggio 2026

Taste of Armenia 4

 


apri la porta

al respiro del mare -

capolavoro


 


venerdì 29 maggio 2026

Taste of Armenia 3

 


disegno d'oro

estratto dalla pietra -

magica mente


giovedì 28 maggio 2026

Taste of Armenia 2

 

un sole caldo

bacia narcisi pallidi -

croci di pietra



mercoledì 27 maggio 2026

Taste of Armenia 1

 

tra l'erba umida

sculture di giganti -

fiori di pietra


lunedì 25 maggio 2026

Nuove uscite delle mie False Guide

 Con il post di oggi volevo richiamare l'attenzione dei miei affezionati lettori sul fatto che dall'inizio dell'anno sono usciti ben 7 miei libri. Sono le ultime "false" guide di viaggio che continuo a produrre con proterva insistenza e che per la verità, cominciano a raccogliere un certo interesse. Ve le propongo qui di seguito con la precisazione che chi fosse interessato all'acquisto può cliccare direttamente sul link a fianco della copertina. Grazie a tutti per l'attenzione.






giovedì 21 maggio 2026

Pam 1 - Ansie

dal web


Bene, è ora di pensare ad altro, se no si impazzisce. Spegnere il televisore dal quale continuano a tracimare notizie ed immagini spaventose e di tentare di pensare ad altre cose, piccole e personali che ti distraggano e ti consentano tuttavia di andare avanti senza aggravare i già presenti problemi psichici che affliggono l'anziano, in particolare noi notrifobici, terribile malattia, scoperta di recente che affligge tutti quelli che vengono presi da ansia irrefrenabile se non hanno in tasca un biglietto areo per la prossima meta, meglio ancora se due (da No Trip Phobia). Voi direte se siete alessandrini: Téi propi smorbi, che nel nostro barbaro dialetto, turpissimum e quindi incomprensibile, come lo considerava Dante nel suo De vulgari eloquentia, significa "essere schizzinoso, difficile nei gusti in  modo antipatico in tutte le situazioni", che si declina anche con quell'altro delizioso aggettivo che è "cagamarët" che ben rappresenta lo schifiltoso appunto, a cui non va mai bene niente, al di là del suo particulare, mentre sta defecando deliziosi pasticcini alla mandorla, vanto della nostra terra, unica tipologia di scoria che il suo corpo nobile riesca a produrre, anche se con fatica. In sostanza un lungo giro di parole per notificare che un po' mi vergogno di mostrare le mie preoccupazioni e le mie ansie per i miei progettini di viaggio, mentre nel mondo succede di tutto. 

Allora stattene a casa, direte voi. Eh, no, appunto precipiterei nella disperazione, visto il poco di cammino che ancora mi riuscirà di percorrere, visto che il tempo mi sta franando sotto i piedi. Dunque lasciatemi in pace e consentitemi senza troppe di critiche di piangermi addosso e essere divorato dall'ansia, nel timore che, a pochi giorni dalla partenza, il mio volo di andata venga annullato/ sospeso o anche semplicemente ritardato facendomi saltare tutta al complessa organizzazione del viaggio prossimo venturo. Ancora mi direte: ma e per il viaggio di ritorno non ti preoccupi? Sei così incauto da essertene scordato che alla fine devi poi anche ritornare a casa. Assolutamente no, ma a quel  punto il viaggio lo avrò già fatto e se non mi faranno tornare pazienza, primo o poi intanto si stancheranno di avermi sulle croste e mi manderanno via in qualche modo. Insomma sul ritorno sono molto più tranquillo anche se devo passare dalla Turchia. Scorte di medicinali e carte di credito in tasca ne ho, quindi la sospensione dei voli di ritorno è l'ultima delle preoccupazioni, inoltre l'assicurazione per il rientro della salma è già stata attivata quindi son sereno, come diceva quel tale. 

Dunque avete capito che ogni giorno che passa compulso sempre di più ansiosamente, la casella delle mail ed il sito della compagnia aerea, terrorizzato dal ricevere il famigerato messaggino che mi annuncia asetticamente la cancellazione dell'agognato volo, tanto che tutto ciò condiziona anche la preparazione di tutte le cose pratiche per la partenza, che sto per questo rimandando all'ultimo, tanto per non lavorare inutilmente e che finiranno poi per farmi finalmente partire, ma ahimè, impreparatissimo. Per la parte informativa pazienza, mi sono letto un paio di  libri di un famoso autore locale per mettermi nel mood, lasciando tutto il resto alla scoperta sul posto visto che mi sono messo nelle mani di un fidato (speriamo) tizio locale che mi scarrozzerà lungo l'itinerario che abbiamo concordato, lasciando a lui ampio margine di spaziare come meglio prevede la sua esperienza in riferimento ai miei interessi. In generale io amo prepararmi abbastanza bene sul luogo che dovrò percorrere, cercando di approcciarne almeno un poco, tutto quanto riguarda cultura e cose da vedere, eventualmente cercando di creare un substrato per capirci qualche cosa e non calare come un marziano su un pianeta incognito, questa volta diciamo che partirò, sempre se mi sarà concesso, un po'  più alla garibaldina e tutto sarà una sorpresa. Anche questo però ha un suo interesse, direi. 

Mentre invece per i dettagli pratici prima della partenza sono paurosamente in ritardo. Devo ancora pensare alle eSIM, alla sbarcata di  medicinali da portare al seguito e qui vi assicuro che più passano gli anni e lo spazio in bagaglio amano dedicato, aumenta paurosamente; all'attrezzatura fotografica, su cui sono sempre più incerto ed in ambasce. Al resto dei dettagli pratici fortunatamente pensa a tutto la mia G.S. (gentile signora), come sempre in queste cose efficientissima. E poi alla fine che il cielo ce la mandi buona. Intanto in città sta arrivando il giro d'Italia e tutte le strade sono in pratica bloccate, visto che partirà dal centro e gira tutto attorno (appunto è il Giro), incluso sotto a casa mia, dove il Signor Sindaco ha incitato la popolazione ad esporre qualche cosa di rosa alle finestre per festeggiare e mostrare una buona volta "l'entusiasmo" della cittadinanza, che detto agli Alessandrini, mi pare un ossimoro estremo, ma vedremo, anche se, comunque, io non ho niente di rosa, ecco appunto il giusto atteggiamento da tenere. Tuttavia per oggi e domani non riesco ad arrivare fino in centro per ritirare i dollari che ho commissionato alla banca. Vedete bene quali siano le mie preoccupazioni e già sento levarsi i soliti: Ma va a caghè, lament'ti semper ad gamba sa'na, anche se proprio sana non sarebbe. Comunque sia, vedo di risolvere in qualche modo; vi sarò più preciso nei prossimi giorni per quanto riguarda meta e preparativi.



domenica 17 maggio 2026

L'era dell'odio


 Mi pesa ogni giorno di più questo carico di odio che monta come la panna sbattuta nella zangola, ogni giorno più soda, ogni giorno più densa e corposa. Odio che alimenta altro odio e che chiama odio, che esime da ogni tipo di ragionamento, logica di discernimento. Odio che viene spinto dall'esterno da tutti coloro che su questo clima prosperano e ne traggono vantaggio e motivi di prosperità. Posso capire le motivazioni che stanno alla base di questo atteggiamento da parte dei politici che sull'odio prosperano e ritengono con giuste motivazioni di riuscire a gonfiare la loro base di voto, per poter mantenere od arrivare a quell'agognato potere che consente loro ed ai loro parenti e sodali, la prosperità e che in ogni modo tenteranno di stravolgere la competizione elettorale onesta per farla volgere artatamente a loro favore. Diciamo che sta nella natura delle cose. L'odio è concime importante per il loro disegno e quindi lo sfruttamento di questa variabile fa parte di una strategia che si può definire ragionevolmente applicata, se siete di quelli a cui non viene spontaneamente la nausea per farlo. Ma non riesco a capire come questo sentimento di barbarie assoluta riesca a conquistare la gente comune, che evidentemente invece sente un piacere quasi fisico ad alimentarsi di questo veleno fino ad averne la mente, l'anima ne è già, ottenebrata. E' come una sorta di euforia, una ubriacatura che purtroppo non porta al coma etilico o peggio come le droghe più potenti, pur essendo più potente di tutte le altre, colpevole alla fine di portare danni a tutta la società e non solamente a chi la assume. Forse è una malattia, un virus che non si sa come, colpisce a caso nella popolazione e poi si trasmette con grande indice di contagiosità, fino ad interessare larghissimi strati di popolazione e ahimè, non ci sono medicine per curarlo, né vaccini per prevenirlo. 

Certo l'ignoranza aiuta tanto a formare quel substrato di marcia acquiescenza dentro la quale il germe primario dell'odio alligna e cresce, se ne alimenta in maniera ghiotta e inconsapevole, anzi nella maggior parte dei casi se ne gloria, l'ignoranza e più grassa è, meglio è, e si bea di mostrarsi come un vanto, una medaglia di distinzione. Nessuna comunità, nessun paese ne è esente e purtroppo spesso vive e prospera anche in tutti gli schieramenti sentendosi giustificato dai fatti e dagli eventi che di volta in volta vanno a compiersi, indotti, provocati o magari spinti appositamente dai pupari che in questi casi manovrano alle spalle perseguendo i loro disegni, proprio a volte agendo sul campo avversario dove si trova terreno fertile e stupido da maneggiare. Certo gli egoismi nazionalistici sono quelli che maggiormente facilitano lo sviluppo scientificamente codificato della piaga dell'odio, ma poi tutto aiuta per far cadere in questa tragica ed autolesionistica tabe anche tutti gli altri. Purtroppo la storia dimostra che quando nascono e si ingrossano a dismisura, queste situazioni proseguono senza possibilità di attenuazione per intere generazioni ed oltre. Magari rimangono lì latenti per anni, sembrano magari scomparse ed invece sono soltanto sopite e sospese, come quei germi che rimangono ibernati per anni o decenni nelle opportune metodologie di conservazione, poi basta poco per riattivarli riportandoli di nuovo alla loro perniciosa e devastante velenosità. Adesso siamo proprio in questo tragico momento, non so se siamo al massimo dell'infezione o se questa possa ancora crescere, quello che è certo è che sempre il finale a cui conduce, è sempre tragicamente lo stesso, il bagno di sangue collettivo, che oggi non può che interessare l'umanità intera. Un epilogo terrificante e così completamente devastante da far ragionare finalmente tutti, presi finalmente da una nausea collettiva e globalizzante verso l'odio e la violenza, che per un periodo più o meno lungo, assicurerà una tregua, un respiro di ragione e di ragionamento ad un'altra fortunata generazione.



Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 122 (a seconda dei calcoli) su 250!