giovedì 12 dicembre 2019

Cina 16 - Dali


Alla stazione


Una via di Dali
E' ormai notte e per arrivare alla città vecchia ci vuole ancora una mezz'oretta di macchina. In realtà la Dali (大理) moderna è una grande città di oltre mezzo milione di abitanti, in continua espansione, nella quale molti arrivano da ogni parte della Cina, proprio perché qui il clima è migliore, le opportunità aumentano e il governo ormai favorisce apertamente gli spostamenti verso le aree periferiche proprio per sviluppar le economicamente al pari di quelle della costa che già corrono per conto proprio. Qui inoltre c'è il traino turistico della Old Dali, la città vecchia che porta orde di turisti ogni giorno, la qual cosa rappresenta un giro di affari niente affatto secondario. In questa ottica da qualche anno si è posta particolare cura nel sistemare al meglio, secondo i criteri cinesi, questa antica città per renderla attraente a chi ci arriva. Questo significa restauro pesante di ogni struttura esistente e moltiplicazione all'infinito di ogni attività commerciale volta a questo scopo. La città di Dali infatti era una piazzaforte costruita in epoca Ming, con una struttura quadrata di mura e un reticolo di vie perpendicolari secondo la collaudata struttura architettonica del tempo, che si può ben assimilare nelle forme a quella di un accampamento romano con tanto di cardo e decumano che la incrociano e le quattro porte al centro dei lati. Le case a due piani di struttura praticamente identica, mostrano la parte commerciale direttamente sulla strada, una corte interna e le stanze dove vivono gli abitanti nella parte superiore, ricoperta dai classici tetti spioventi con le note tegole ricurve che mostrano sul lato esterno ornamenti e finiture eleganti. 

Ravioli e panini al vapore 
Per la verità ormai non è più possibile distinguere le parti genuinamente antiche e quelle ricostruite sui modelli originali, puoi notare solamente qualche bella porta un po' consumata dal tempo, raffrontata a quelle di uguale modello ma chiaramente recenti, seppure esibiscano elaborate sculture nei pannelli che le sormontano. Le stesse mura della città, sono assolutamente complete con tanto di merlatura e il lavorio della muffa e delle intemperie ha già provveduto ad assimilare le parti ricostruite con le antiche confondendole completamente. Passeggiando alla sera nelle vie sovraffollate di turisti che qui arrivano da ogni parte del paese, sei assediato da una fantasmagoria di luminarie colorate, lanterne rosse e lampadine occhieggianti, assolutamente piacevoli e divertenti, ma che ti danno la sensazione di essere in un parco giochi ben organizzato che dà lavoro ad un sacco di gente e contribuisce soprattutto a far girare l'economia, che per il resto si regge, oltre che sul commercio e l'agricoltura locale, sull'estrazione del marmo, così noto per la sua qualità che, la parola cinese che lo definisce è 大理石, dàlǐshí - La pietra di Dali. Il nostro alberghetto è sistemato in una casa antica o presunta tale, nascosta dietro una delle direttrici principali, proprio vicino alla piazza centrale e da lì è facile esplorare la città, che nelle luci giallognole della sera ha un suo fascino particolare, anche se un po' affievolito dalle tante luminarie che evidenziano le sagome delle case ed i vari negozietti per attirare i clienti. In fondo esplorare queste città è sempre un gran piacere anche se devi farti largo tra la folla che passeggia avanti e indietro tra gridolini di ammirazione e scavallando i gruppetti che fanno selfie a mitraglia. 

La frutteria
Tanto che sarà mai, con le vie così diritte, è impossibile perdersi. E' un seguito continuo di negozietti di giargiattole, souvenir, thé e poi bar, locali, ristoranti e alberghetti, quasi tutti nuovi e piuttosto eleganti. Qui il grano gira abbondante e si vede. I più folkloristici sono quelli che forniscono cibo in continuazione alla folla che transita come un fiume tranquillo e regolare. Spiedinerie, con decine di stecchi infizati con ogni ben di Dio, pasticcerie che confezionano sul momento biscotti e altre specialità locali tra i noti dolcetti ripieni di marmellata di petali di rosa, friggitorie segnalate dall'aroma del tofu puzzone che emana i suoi effluvi a diversi metri di distanza. Ci sono poi i bollitori per i ravioli al vapore, poi una specie di panini bianchi ripieni di pasta di fagioli o le zuppe di noodles. Negozi specializzati coloratissimi offrono bellissima frutta già sbucciata e tagliata a pezzi a peso; ti fai il tuo panierino scegliendo nei vari scomparti e poi paghi sui 5 Y al mezzo chilo. Altri fanno liquorini e infusi, tante le case da thé che mostrano le miscele più rare e costose, vendute in pacchetti piatti e circolari avvolti in carte preziose che ne magnificano la qualità; ho visto, ad esempio, del Pu 'er, un thé fermentato ed invecchiato per anni, molto famoso ed apprezzato da queste parti, attorno ai 1000 Y per un panetto da circa 100 gr. Tutti hanno sulla strada qualche ragazza che offre assaggi ai passanti, sia carne secca che dolcini invitanti. Così mentre passi allunghi una mano e metti in bocca come non parere. Ecco che un tizio mi allunga un vassoio dove ci sono una montagna di cosi dall'apparenza di fusilli fritti. Ne prendo una manciata, la curiosità non è soltanto donna e me li caccio in bocca, sono acidognoli ma croccanti, ottimi per l'aperitivi direi. 

La vermeria
Poi guardo meglio e con orrore mi accorgo che sono vermi fritti, maledizione non posso più sputarli, li ho già inghiotttiti e poi qui nessuno sputa più per terra. Vuol dire che posso dire di cominciare ad uniformarmi alle nuove tendenze che vedono negli insetti il cibo del domani. Intanto arriviamo ad una delle porte e cominciamo a realizzare che le distanze non sono poi così piccole. Le direttrici sono lunghe più di due chilometri e tra l'altro queste strade sono tutte maledettamente uguali tra di loro. Comunque tanto per far passare il gusto dei vermi e buttar giù qualche cosa, finiamo in un elegante ristorantino, anche su spinta di due avventori che ne stavano uscendo e che con gesti inequivocabili ci hanno magnificato il locale. In effetti il pollo fritto è buono, croccante e gustoso a questo aggiungi lo sfizio di una cocottina con uovo strapazzato e tartufo nero, perché qui non vogliamo farci mancare niente, il tutto per 150 Y. Le cameriere sono cortesissime anche se, come dappertutto nesso spiaccica una parola di inglese, ma i menù con le fotografie aiutano molto. Calmata la più grossa, continuiamo ad esplorare le strade circostanti mescolandoci al passeggio, che si presume continuerà fino ad ora tarda. Le mura incombono alle nostre spalle, scure certezze che orlavano la città fin da quando era capitale di questo antico regno periferico, nato per la posizione strategica di questa area, che presidiava e si nutriva dei commerci di quella che si poteva chiamare la via meridionale della seta e soprattutto della cosiddetta via del thé e dei cavalli che venivano scambiato col sale e che la collegava al misterioso Tibet, superando la corona di monti che la circondavano.

Infusi
Direi che questa prima esplorazione notturna può dirsi completata e potrebbe essere anche ora di tornare in albergo anche per riassestare meglio la differenza di fuso, con qualche ora di sonno. In fondo abbiamo trottato tutto il giorno e a camminare cazzeggiando per le vie di queste città, di chilometri alla fine se ne fanno parecchi. Mi giro un po' intorno e comincio a notare con orrore che le vie alla fine sono tutte uguali e che forse sto confondendo la porta est con la porta sud, anche queste alla fine sono molto simili. E' vero che le strade diritte sono più semplici da ricordare, ma gira e rigira alla fine non riesci a ricordare quante volte hai svolato a destra e quante a sinistra. Maledizione, non ho neppure rispettato la regola base del viaggiatore in Cina, quella di conservare ben protetto in tasca il bigliettino dell'albergo. Cominciamo quindi ad aggirarci come zombie tra incroci tutti uguali e tutti diversi, mentre i chilometri si accumulano nelle gambe. Per la verità ad ogni incrocio ci sono delle mappe con indicati i punti salienti della città, così arranchiamo da uno all'altro cercando di esaminare le piccole differenze mandate a memoria nel nostro andirivieni. Per fortuna mi ricordavo il nome della via secondaria del nostro asilo, così dopo una estenuante ricerca riusciamo a raggiungere l'angolo anelato e svoltiamo decisi alla ricerca di quel letto agognato nel quale sprofondiamo di botto, godendo del sonno dei giusti. Domani ci faremo più furbi.

Street food

SURVIVAL KIT

Yun restaurant
Dali old town - I mezzi di trasporto non conducono direttamente qui, ma nella città nuova a circa 10 km, dalla quale bisogna poi spostarsi qui con una mezz'oretta di auto o di bus. E' bene scegliere un albergo all'interno delle mura, cosa che vi renderà più comoda ed agevole la visita. Ce ne sono per tutte le tasche. Non vi segnalerò i ristoranti perché ce ne sono talmente tanti che sarebbe quasi impossibili ritrovarli e poi alla fine uno vale l'altro, avrete così il piacere della scelta esplorativa. La città è comunque centrale e tappa inderogabile anche logisticamente per il viaggio in Yunnan. Per la quantità enorme di turisti, fatevene una ragione, tanto sarà la costante del vostro viaggio. Il posto è comunque piacevole e per questo tutti ci vanno, ancor più adesso che tutti hanno la disponibilità di farlo, anche in termini logistici, di treni e autostrade veloci.

Dali Motel Lohas - 172 Huguo Road , Dali - Gradevole alberghetto 3 stelle, nel centro, in una via laterale molto tranquilla. Camere pulite anche se non grandi, rinnovate da poco. Buone dotazioni. Bagno nuovo, con grande vetrata a vista sulla camera, per cui la fate in vetrina davanti al vostro partner. Grande TV, free wifi in camera, acqua di cortesia, personale molto gentile. Le camere danno su un grande giardino tradizionale con terrazze sui tetti della città. 


Dalla porta est

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:



mercoledì 11 dicembre 2019

Cina 15 - Verso Dali


Donne di etnia Yi

Xiao Shi Lin
Nel cielo, mentre lasciamo la foresta di pietra al suo immutabile destino, compare un timido sole, dopo che per tutta la mattinata aveva minacciato pioggia. Bastano pochi raggi e il grigio delle nuvole spesse si muta in un chiarore celestino e tutto sorride di più, a cominciare dai prati verdi, punteggiati di aiuole fiorite e ben curate come si addice ad un parco "naturale" dove tutto deve corrispondere al solito concetto confuciano di armonia. Intendiamoci è tutto di certo più bello di un luogo mal curato e coperto di sterpaglie, ma in occidente il nostro concetto di naturale è diverso, così siamo portati a criticare sia quando è tutto sporco e mal tenuto, sia quando invece è tutto ben pulito, perfetto e civettuolo. Siamo fatti così. Certo devo dire che mi aspettavo un clima più invernale accompagnato da un cielo pulito, invece la coltre di nuvolaglia incombe decisa facendoti continuamente rimpiangere di non avere con te l'ombrello, che non si sa mai. E dire che Yunnan (云南) significa proprio "a sud delle nuvole", come a significare che il monsone che insiste per tutto l'autunno sulle province meridionali della Cina, non dovrebbe che lambire questa estrema propaggine meridionale del paese, rimasta sempre piuttosto isolata, senza sporcarne che marginalmente l'azzurro che la quota pretenderebbe, quasi tutto il territorio è al disopra dei 1800 metri, lasciando poi solamente una serie di sbuffetti bianchissimi quando la china si inerpica oltre i contrafforti che lo separano dall'immenso altipiano tibetano. 

Un banchetto
Lo Yunnan è la terra delle minoranze e proprio questo suo isolamento orografico gli ha mantenuto nella storia, una certa autonomia; solo lambito dal potere centrale della dinastia mongola, tanto è vero che Marco Polo lo nomina solo di sfuggita, occupato nominalmente dai Ming e dai successivi Qin e rimasto fuori dall'occupazione giapponese. I tanti popoli che lo hanno abitato arrivavano nella maggior parte dei casi da sud, dalle giungle e dalle montagne del Vietnam, della Birmania e del Laos, con i quali confina e hanno visto sempre non proprio di buon occhio le masse di Han che sono arrivati nel tempo, mantenendo le proprie tradizioni che, fino a pochi decenni fa, si traducevano anche esteticamente nei vestiti che le donne esibivano nei mercati e nella vita di tutti i giorni. Gli Yi sono uno dei gruppi più numerosi, all'incirca 3 milioni con i vari sotttogruppi e anche se i vestiti delle donne vengono ormai usati solamente in occasioni di festa, parlano ancora una propria lingua e rimangono in parte fedeli alla loro cosmogonia animista che rifà la nascita del mondo ad una tigre primordiale, dai cui occhi sì formò il sole e la luna, dai peli le foreste, dal sangue i fiumi ed i mari e così via, fino alle ossa che hanno dato vita alla razza umana, arrivando poi ad un diluvio disastroso e alla storia di un uomo probo che salva l'umanità con la solita barca e che ebbe tre figli da cui nacquero le diverse razze umane. 

Aspettando che apra il negozio
Niente di nuovo sotto il sole, non vi pare? Deve essere girata la voce. Questo vado ragionando mentre torniamo verso Kunming. Ci fermiamo un poco nella zona della fiera, siamo in anticipo al nostro appuntamento e quindi ne approfittiamo per farci due noodles con le verdure. Intanto non resisto ad una donnina che passa tra i tavoli con due ceste di fichi viola grossi come mele, davvero straordinari, quattro fanno mezzo chilo circa e ce li pappiamo di gusto, dolcissimi e profumati, anche se costano un occhio. Già la frutta cinese! I cinesi considerano la frutta come un alimento speciale, un lusso, che si porta come regalo, ad esempio, quando si va in visita da qualcuno e deve essere assolutamente bella grossa, profumata e matura; viene selezionata per questo e tra le altre cose costa anche piuttosto cara, come da noi o anche di più. Però in specie qui al sud ce n'è una varietà straordinaria, dalle comuni mele che non ho mai visto così grandi, ai nashi ed a tutta la serie dei frutti tropicali, molti dei quali del tutto sconosciuti a noi. Anone, carambole, rambutan, litchi, durian puzzolenti, manghi colossali e una sorta di prugne-albicocche croccanti e saporitissime, traslucide e trasparenti dal gusto straordinario. Melograne enormi, papaye, ananas, agrumi di ogni tipo e dimensione fino ai colossali pomelos e naturalmente una grande varietà di banane. Insomma ce n'è da sfogarsi e bisogna dire che se hai problemi con la cucina locale, ti risolvono molte situazioni difficili di buchi nello stomaco. 

Peperoncino
Intanto arriva l'ora del nostro appuntamento in stazione con l'amico Keith che mi dovrebbe avere già procurato i biglietti del treno per Dali. E' un tipo particolare Keith, che ho conosciuto attraverso contatti sulla rete. Ha vissuto parecchio nello Yunnan, che conosce a menadito e qui ha formato una specie di cooperativa di ragazzi che si propongono come guide locali e sembra uno dei pochi che vi prepara itinerari personalizzati che ancora contengono qualche aspetto fuori dei punti più turistici nella speranza di cogliere ancora qualche situazione reale e un po' meno turistico delle culture locali. Il ragazzo (che poi ha almeno 50 anni) vive un po' qui, un po' in Birmania e India e di tanto in tanto torna in Nuova Zelanda, sua patria lontana ad accudire ad anziani genitori. Tuttavia ha davvero una ottima conoscenza del territorio e devo dire che la scelta è stata ottimale. Intanto siamo alla stazione ferroviaria di Kunming che si mostra caotica e sovraffollata come tutte le stazioni che si rispettino e ci vuole un attimo ad inquadrare il meccanismo per non perdersi tra i meandri delle varie direzioni e dei vari mezzi di trasporto. Comunque questa volta abbiamo preso il treno veloce, un mezzo che sta cambiando drasticamente le comunicazioni all'interno del paese. Tutto è avvenuto nell'ultimo decennio, comunque si può dire che oramai non c'è più nessuna città al di sopra del milione di abitanti che non sia collegata dai treni ad alta velocità che superano i 200 km/h.

Al mercato
Tutto questo ha facilitato davvero drasticamente le comunicazioni attraverso il paese. Decine di migliaia di chilometri di nuove linee sono state costruite in un tempo inferiore a quello che serve a noi per fare una linea della metropolitana. Anche qui a Kunming la stazione degli HST (High speed train) è separata dall'altra dei treni normali e da quella degli autobus, comunque c'è una gran folla che aspetta, dato anche che a vedere il tabellone ne parte uno ogni quarto d'ora, venti minuti per le varie direzioni. Comunque individuato il nostro gate, biglietto alla mano, saliamo sul treno giusto, almeno così sembra. Basta mettersi sulla banchina giusta davanti al numero della carrozza stampata sul biglietto stesso e quella si ferma proprio lì davanti, come per magia, i numeri dei posti sono assegnati, non c'è l'assalto alla diligenza che ricordavo un paio di decenni fa e anche le nostre valige e gli zaini da packpackers geriatrici non fanno fatica a salire con noi agevolati da gente sorridente che ci fa spazio. Il treno parte ed in un attimo supera i 200, la periferia di Kunming scorre via veloce e poi corre tra le verdi montagne coperte di foreste fitte. Poche le case sparse ed i villaggi nascosti nei fondo valle, mentre scende la sera. Qui alle sei è già buio. Non fai a tempo a tapparti il naso per non essere ammorbato dagli effluvi degli instant noodles in scatola che la donnina del treno vende ai voraci passeggeri che le due ore di viaggio sono belle e che passate ed è ora discendere a Dali, dove già ci aspetta Apple che starà con noi nei prossimi giorni.
Dragon Fruit

SURVIVAL KIT

Frutta
Tour dello Yunnan - In linea teorica si può benissimo organizzarsi da soli e con pazienza un giro della provincia in totale autonomia, utilizzando treni e bus, come ho già detto, se avete una certa dimestichezza in queste cose. Considerate tuttavia che questo vi prenderà molto più tempo che se disporrete di un auto privata. Questo mezzo, benché più costoso, non solo vi farà risparmiare giorni ma vi consentirà di percorrere un itinerario più approfondito con soste nei vari paesotti con la possibilità di vedere ancora alcune realtà meno toccate dal turismo di massa. Dopo attenta analisi mi sono rivolto al gruppo Lijang Guides che Keith ha creato in zona. E' stata un'ottima scelta che consiglio tranquillamente, sia come costi assolutamente ragionevoli e competitivi (d'altra parte è citato anche sulla Lonely Panet, quindi totalmente affidabile), sia per la professionalità e la competenza di Apple che ci ha accompagnato nel giro, con molta flessibilità, adattando il tutto alle nostre esigenze.


Keith Lyons - keithalyons@gmail.com 
WhatsApp +64 22 425 1202   Skype - skypekeithlyons   WeChat - happysheepnz

Lijiang Guides - No.1 tailor-made travel agency in Yunnan - recommended by Lonely Planet since 2005 - 
Winner Travel & Hospitality Awards (Yunnan) 2018 & (China) 2019

Mi è sembrata la migliore soluzione in assoluto

Gustosi vermi fritti al peperoncino

Ravioli al vapore
Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:




martedì 10 dicembre 2019

Conferenza sull'Oman all'UNI3

REPETITA  IUVANT


GIOVEDÌ ALLE 15:30
Invito tutti coloro che hanno un pomeriggio da perdere e sono nella zona di Alessandria alla mia conferenza su:


OMAN - TRA MARE E DESERTO
Che si svolgerà nell'ambito dei corsi dell'UNI3 alessandrina alla Sala Ambra Dopolavoro Ferroviario. Viale Brigata Ravenna - Alessandria




Vi aspetto numerosi

lunedì 9 dicembre 2019

Cina 14 - La foresta di pietra


Uno degli ingressi a ShiLin

Il cuore
L'appuntamento con l'auto che ci porterà fino al parco della foresta di pietra (Shi Lin -  石林,   notate che la parola Foresta, o meglio Bosco, viene rappresentata con due alberelli stilizzati) sarebbe alle 9:00, già colazionati, ma qui evidentemente ci si sveglia tardi ed alle otto è ancora tutto chiuso, così tocca finire in un McDonald dove due thé alla temperatura del piombo fuso, che il contenitore apposito, provvede a mantenere al di sopra dei 90°C fino a quando non cedi e butti giù lo stesso ustionandoti il tubo digerente fino al piloro, me li fanno pagare la bellezza di 22 yuan, pari a circa 3 euro, tanto per capirci. E' più o meno lo stesso beverone che potevo prepararmi gratis in albergo ma qui sembra che faccia più fine o almeno così la pensano i giovani cinesi, anche se a quest'ora ancora dormono. Qui cominciamo comunque a renderci conto di un fatto che deve tenere presente chi intenda girare questo paese in parziale o totale autonomia. Nessuno tra tutte le persone con cui verrete a contatto, parla inglese, tranne in qualche albergo a 4/5 stelle. Questo significa nessuno che possa capire quello che chiedete, info, acquisti, biglietti, necessità varie, in alberghi, stazioni, negozi, biglietterie di ogni tipo e così via. Nei ristoranti, è vero, viene fornita quasi sempre una carta con le foto dei piatti, spesso bilingue, quindi non morirete di fame, ma per il resto saranno cavoli amari. 

L'elefante
Pertanto è a mio parere opportuno che chi sceglie questa strada, abbia la minima conoscenza di alcune parole chiave, i numeri, i toponimi e i luoghi che intendete visitare, sia nei caratteri che nella pronuncia, o che li abbia scritti da qualche parte in grafia cinese. Indispensabile ad esempio avere sempre con sé il bigliettino in cinese dell'albergo, altrimenti non troverete nessun taxista che vi ci porti. Ciò detto è anche vero che tutte le persone che incontrerete, anche le più sgarruppate, hanno una app sul telefonino in cui parlano in cinese e per magia compare la traduzione in inglese. Se non sapete neanche questo, è finita, non tornerete più a casa. Tanto per intenderci non è stato facile neppure avere il famoso thé ustionante. Comunque, mentre si fanno queste considerazioni, abbiamo ormai il fondoschiena sul sedile della macchina che attraversa la città verso la nostra meta. Se ti guardi intorno, superate le zone centrali, vedi i classici quartieri della città cinese in tumultuoso sviluppo, anzi, più avanzi nella periferia, più i palazzoni sono nuovi o in fase di finitura, queste sì, vere foreste di pietra, anzi di cemento da 25 piani, fatti a pacchi di dieci o quindici unità. Il traffico è convulso anche se si viaggia sempre su strade nuovissime, sopraelevate e autostrade con quattro corsie minime per parte. 

Archi naturali
Comunque per raggiungere il nostro sito ci vogliono un paio di orette scivolando tra valli e pianori, in saliscendi continui tra montagne basse ma dai fianchi scoscesi, che la evidente forte piovosità annua, ricopre completamente di un verde fitto, non appena fuori dalla città e che si alterna a campi e risaie. L'accenno di sole del primo mattino intanto, si sta riducendo ed una nuvolaglia bassa e uggiosa comincia ad impadronirsi di ogni scampolo di cielo, preannunciando  un leit motif che sarà la costante di tutto il nostro mese, che invece avevo, sbagliando, ritenuto asciutto, se non del tutto privo di nubi. Insomma, diamola colpa al cambiamento climatico se non, anche in questo caso tocca pensare che nel programmare questo progetto, io sia stato piuttosto precipitoso ed inscipiente. Comunque alfin si arriva al portale del parco che subito si rivela essere non certo l'atteso luogo selvatico di natura spersa tra le montagne, ma un organizzatissimo luogo di turismo "sviluppato". Moderni gate di ricevimento con relativi centri info (pochissimo inglese), trenini elettrici che provvedono a spostarvi nelle varie aree di interesse, guide e accompagnatori a richiesta con microfoni, megafoni e bandierine, ovviamente in costumi tradizionali della minoranza San Xi, quella della zona. 

Uno stagno nascosto
Un vero parco dove niente è lasciato al caso, inclusi gli itinerari segnalati e predisposti in sentieri appositamente pavimentati e parapettati onde non farvi perdere e ridurre al minimo le grane. Tuttavia nessuno è perfetto e il progettista non ha considerato che questo tipo di pietra diventa scivolosissima con l'umidità e la pioggia, che qui è piuttosto frequente, quindi continui sono anche gli avvertimenti di non scivolare e di stare attenti alla testa e al gradino. Si vede che qui, in certi momenti è una strage, anche perché la ressa di turisti è tale che anche percentualmente le caviglie storte ed i menischi divelti, a fine giornata, non si conteranno. Qui abbiamo dunque chiara la foto che ci accompagnerà durante tutto il nostro viaggio. Le aree giudicate di interesse turistico, sono state tutte, più e meno, "sviluppate", il che significa preparate a ricevere l'orda di turisti interni che si muove per il paese esercitando questa attività nuova, ma in prepotente crescita. Calcolate che a tutt'oggi ogni anno si muovono in Cina dai 300 ai 400 milioni di persone per turismo domestico, creando un volano economico di proporzioni tali da smuovere investimenti giganteschi e comunque sviluppando la costruzione di strutture tali da fare impallidire ogni altro simile nel resto del mondo, cosa che ha reso addirittura poco interessante l'incentivazione del turismo internazionale che per quanto possa diventare importante, va a diluirsi in dosi omeopatiche in questa massa smisurata. 

Copricapo San Xi
Tutto questo ovviamente muta moltissimo luoghi, situazioni, tradizioni ed economia. Pensate aduna moderna stazione sciistica alpina italiana e lo stesso luogo agli inizi del novecento oppure alla Liguria o la costa romagnola oggi e quella del secolo scorso. Tutto questo in soli dieci o quindici anni. Fatevene una ragione e non venite a cercare paesini isolati dove le donne vivono in costumi colorati e zone naturalistiche da percorrere in solitari cammini tra vette e valli impenetrabili. Dappertutto troverete ressa, code, figuranti vestiti a festa con sotto i jeans e le Nike ai piedi e scalinate di solida pietra o di legno con margine antiscivolo per non farvi perdere la strada. Non crucciatevi di questa situazione, se volevate quell'altro dovevate venire venti anni fa o prima, adesso godetevi quello che questa situazione può dare, nel bene e nel male. Ad esempio, voi come turisti occidentali,dispersi nella massa cinese, non siete più le classiche vacche da mungere, attesi dai locali come salvadanai camminanti e unica occasione della giornata per sbarcare il lunario e di conseguenza sottoposti alle continue sollecitazioni a comprare, spendere, mancificare, situazioni tipiche che possono infastidire i viaggi nel cosiddetto terzo mondo. Qui i cinesi spendono più di voi e quindi  scorrerete non visti come ombre senza essere dunque mai infastiditi e questo a non è una brutta cosa. 

Minoranza Yi
In secondo luogo tutto è più facilmente e velocemente accessibile e di certo nei pochi giorni che avrete a disposizione potrete sicuramente vedere molte più cose (comunque belle) di prima quando per spostarsi su strade impervie da un paesino all'altro ci voleva magari un giorno intero. In altri casi avrete accesso a zone un tempo impervie, che probabilmente non avreste avuto l'opportunità di raggiungere e forse a costi più bassi. Insomma cercate di vedere la parte mezza piena del bicchiere, sempre che siate tra quelli a cui non da fastidio la folla, perché credetemi, i cinesi sono davvero tanti. Un'altra cosa interessante è che almeno nello Yunnan gli ingressi sono gratuiti per chi ha più di 65 anni e questo è abbastanza importante perché i biglietti sono diventati piuttosto cari, alla fine del giro potreste avere risparmiato anche 2/300 euro a testa. Pagherete, magari con riduzione, solo i servizi, trenini, funivie ecc. Ciò detto addentriamoci nelle due foreste di pietra, un seguito di pinnacoli calcarei frutto di una erosione continua cominciata oltre 300 milioni di anni fa che ha lasciato un'area di circa 350 km2, letteralmente cosparsa di migliaia di rocce che come stalagmiti giganti emergono dal suolo come alberi di pietra mostruosi dalle forme fantastiche in cui puoi immaginare figure, animali e ogni altra forma che la fantasia riesca a suggerirti.

Donna Yi
Tra queste potrai camminare con la testa in su, muovendoti tra stretti passaggi, salendo su improvvisati belvederi che ti mostrano la vista dall'alto, scendendo dirupi improvvisi che si calano in antri scuri e nascosti, rivelando laghetti, cascatelle, corsi d'acqua, vegetazione cresciuta nelle fenditure e nei luoghi più impervi, fusti contorti di alberi che mostrano una insopprimibile voglia di sopravvivere e che non possono non richiamare alla mente i tanti dipinti classici così comuni nell'arte di questo paese. Forse proprio da queste radici contorte e affamate di terra che non c'è, è nata la concezione stessa del bonsai che proprio qui è stato pensato. Quindi sarà pur vero che la folla, con i suoi continui gridolini di stupore, gli assembramenti per i selfie del caso e l'impedimento al passaggio agevole  nelle strettoie, specie per i grassi, può darti fastidio, ma il luogo è indubitabilmente bello e per godertelo appieno devi cercare di estraniarti, osservarne gli angoli più belli, che sono comunque talmente tanti da lasciartene ampia scelta. Volendo troverai comunque il modo per isolarti un attimo, ammirare quello che ti circonda in pace e se dovrai sottostare alla richiesta di scattare una foto ad una coppia che si vuole stringere davanti ad una fenditura a cuore che scava la roccia grigia, non ti dolere più di tanto, fa parte del gioco.

La bella Ashima
D'altra parte se un luogo è bello anzi bellissimo e presenta particolarità così uniche, non puoi pensare che la gente non lo conosca e non voglia se può, venirlo a vedere e perdersi tra rocce e guglie con sguardo estatico. Quindi, anche se tanta gente ti circonda, puoi rimanere, senza crucci, almeno un po' ad osservare la grande roccia, in cui non si può non riconoscere la dolente figura della bellissima Ashima, la giovane ragazza Yi, innamorata di un bel ragazzo che non poteva sposare per chissà quali motivi, una roba tipo Montecchi e Capuleti, e per questo fu cacciato dal paese, mentre lei rimase proprio lì ad attenderlo fino a che non fu mutata in pietra. Così considererai con meno severità, anzi alla fine rimarrai un poco ad ammirare il gruppo di ragazze in costume che ballano in uno slargo tra i pinnacoli e ad ascoltare gli anziani che suonano strumenti antichi con melodie inusuali. Certo, è spettacolo soltanto, ma non spiacevole. Dalla grande foresta di pietra passerai alla piccola a cui il trenino ti porta velocemente, altri scorci, altre forme fantasiose e poi giardini e fiori che coprono piccoli stagni verdi, con qualche uccello acquatico che becchetta bacche e stende le ali agli ultimi raggi di sole e se per caso hai qualche smottamento intestinale, tranquillo, le toilette sono vicine, tanto ti sarai premurato di riconoscere al volo gli ideogrammi di maschio 男- nán e femmina 女 - nǚ, così da non scegliere subito la porta sbagliata. 

Erosioni



SURVIVAL KIT


Un arco
Parco di Shi Lin (della foresta di pietra) - La zona è a circa 80 km da Kunming e potrete raggiungerla anche in bus che partono dalla stazione est di Kunming (che dovrete comunque raggiungere in taxi), ogni 30/40 minuti. In ogni caso anche in macchina occorrono circa 2 ore per arrivare dato il traffico. Considerate almeno qualche ora per visitare con calma le parti principali, Grande foresta di pietra, Piccola Foresta di pietra e il lago. Se avete almeno mezza giornata spingetevi nelle zone meno battute e un po' più scomode dove rischiate di essere quasi soli, anche se c'è tanta gente. Ingresso 175 RMB, gratis over 65. Aperto dalle 8:30 alle 18. Si tratta di un fenomeno carsico particolarmente rilevante cone vastità e dimensioni, di natura simile a quello degli Tsingy grigi del Madagascar, ma di dimensioni più imponenti con pinnacoli e guglie di oltre 30 metri di altezza, noto fino dalla dinastia Ming come La prima meraviglia del mondo e sito Unesco dal 2007. Se riuscite a far combaciare la vostra visita con una delle tante feste e manifestazioni, come la festa delle Torce a giugno, potrete assistere a balli in costume, gare di lotta, gare di salita sul palo, della minoranza Yi.

Pietre in bilico





Dall'alto
Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:


domenica 8 dicembre 2019

Cina 13 - Il centro di Kunming

Scacchi cinesi





Scacchi
Finalmente eccoci qui, per le strade di Kunming, un viaggio a lungo sognato, forse addirittura troppo idealizzato, tuttavia consapevolmente pronto a diventare osservatore delle differenze quelle che indubitabilmente ci saranno rispetto al tempo in cui la Cina era uno dei miei luoghi di lavoro e che quindi mi piccherei di conoscere almeno un poco. In fondo sono solo passati 15 anni, che sarà mai, ho continuato a ripetermi, anche se so bene che non sarà così. Ho continuato a dirmi che in fondo questo itinerario percorrerà le strade periferiche di questo grande paese, quello che una volta si chiamava la Cina profonda, nella quale quindi, i cambiamenti saranno forzatamente arrivati con grande lentezza o forse affatto. A passeggio per le strade di Kunming, invece vedi una città assolutamente moderna o modernissima, in fondo oggi è una metropoli di almeno tre milioni di abitanti, con costruzioni nella maggior parte nuove o nuovissime e vie piene di traffico convulso, con torme di motorini elettrici che ti arrivano alle spalle come killer in cerca di vittime. Ecco la grande piazza antistante una delle porte antiche della città, tutta transennata, dove si sta scavando una nuova gigantesca stazione del novo metrò che tra poco attraverserà tutta la città. Tutto intorno i marciapiedi larghi e gremiti con i negozi che, almeno in queste vie del centro sono lussuosi e pieni di luci e colori.

Vendo Chiavi
I nomi delle grandi griffe internazionali conosciute stanno al fianco di molte altre cinesi, che però si espongono con pari dignità (e prezzi), mentre appaiono assolutamente introvabili e questo, ahimé, mi accompagnerà per tutto il viaggio, anche se ancora non lo sospetto, e sembrano del tutto scomparsi i proverbiali tarocchi, quelli che caratterizzavano qualunque mercato cinese di un tempo. Che sia un'epoca finita?  La gente sciama festosa e vestita alla moda o per lo meno quella che va da queste parti, nelle vie del centro, riempie i negozi che esibiscono prezzi di casa nostra, i gruppi di ragazzi riempiono i locali con i jeans stracciati come in una qualunque città europea. Avevo un'altra idea della Cina profonda, ma in fondo bisogna pensare che Kunming è sempre stato un centro di grande importanza per gli europei che arrivavano dai paesi del sud e che la considerarono come una vera e propria testa di ponte, una porta di accesso alla Cina per penetrarla dai vari luoghi dove si erano già impiantati stabilmente come Vietnam e Birmania. Infatti già nel 1910 la città fu raggiunta da una ferrovia che la metteva in diretta comunicazione con Hanoi, tracciando nuove rotte commerciali. Tuttavia la città e la provincia circostante rimase sempre, grazie anche alle sue caratteristiche orografiche (siamo attorno ai 1800 metri di altitudine), piuttosto isolata, tanto che fu zona franca di rifugio per molte popolazioni in fuga durante l'invasione in Cina del Giapponesi. 

Negozi tradizionali
Lo sviluppo urbanistico cominciò quindi solo nel tardo dopoguerra e dopo il rallentamento del periodo della rivoluzione culturale, nel quale gli spostamenti erano assolutamente osteggiati, è ripreso con implacabile e parossistico sviluppo solo dopo gli anni '90. A ricordare il passato rimane solo questa piccola area di vie pedonalizzate attorno al nostro albergo, che in nome dell'importanza economica ormai riconosciuta del turismo, questo è il punto che andrà sempre tenuto presente, è stata "conservata" nei suoi aspetti storici ed oleografici, con molte case vecchie o restaurate, negozi tradizionali e scorci dei quali si ritiene in cerca il turista, di cui si ha una ben chiara visione mercantilistica, dandogli in pasto quello che si giudica debba interessarlo, magari "educandolo" a richiederla. Questo è il mantra della mentalità cinese, che, attenzione, non è cosa recente, ma affonda le sue radici, come avrò modo di ripetere più volte, nella scuola e nella cultura confuciana e taotista, quella dell' indirizzare il popolo verso la corretta via, il Tao, una volta che il potere abbia deciso quale debba essere. Il distaccarsi da questo, seguendo vie parallele o divergenti da quella principale è visto di cattivo occhio, in quanto crea disordine, turba l'armonia del viver civile, diciamo che è in generale mal considerata, non conforme alla regola. 

In attesa dell'apericena
Insomma devi farti piacere quello che si è deciso essere il bello, il giusto, il corretto. Le viuzze del centro "storico" quindi, sono state lastricate a nuovo "vecchio" e il quartiere mantiene comunque una sua dignitosa bellezza. Una vecchia farmacia tradizionale espone tutto l'armamentario della farmacopea cinese, con i suoi materiali alieni e senza nome, erbe e radici, cortecce di tutti i tipi ed ovviamente parti di animali, sebbene questo aspetto, mi sembri ormai in minoranza. Nel retro, una saletta di attesa gremita di gente in attesa del consulto del medico che sta visitando al di là di una tenda. Si tratta soprattutto del tasto del polso, anzi dei dodici polsi che dovrebbero chiarire la completa anamnesi del paziente fino a condurre alla diagnosi  finale. Di solito la visita non si paga, poiché se ne esce con una prescrizione di medicinali di cui si procede immediatamente all'acquisto. C'è poi un piccolo tratto di via popolata di negozi che vendono tartarughe, amatissimo simbolo e augurio di longevità, uccellini colorati e soprattutto pesci, dalle forme e dai colori più vivaci, da tutte le varianti del rosso e dell'arancio più acceso, al carminio, al corallo, al violetto con modanature bianche e punti di nero profondo. Occhi mostruosamente sporgenti, code e pinne che sembrano labari svolazzanti nel vento ed attorno alle vasche si radunano piccole folle di ammiratori e possibili acquirenti. 

Pesci rossi
Quella dei pesci colorati è sempre stata una delle passioni cinesi e ogni giardino che si rispetti, ha una vasca o un finto laghetto in cui nuotano una nutrita schiera di sagome guizzanti, da raffigurare con rapidi colpi arcuati di un grande pennello, tra il nero ed il grigio della china stemperata con l'acqua o da alimentare nei momenti di pausa e che accorrono vicino al bordo non appena scorgono l'ombra di una figura umana. Questo è un altro aspetto interessante della cultura cinese. Piegare la natura al piacere dell'uomo per arrivare ad una armonia elegante e ricercata, ma sempre artificiale che però simuli il più possibile la naturalità. Ecco quindi la ricerca ossessiva di pietre che simulino naturalmente montagne, di alberi contorti (artificialmente, qui nasce l'arte del bonsai) che li mostri resistere all'insistere dei venti oppure potati secondo forme che simulino animali o forme geometriche, secondo i dettami dell'arte topiaria diffusasi poi nel resto del mondo ma che qui raggiunge il suo apice. Oppure i marmi che ridotti a lastre e poi levigati, mostrino venature che appaiono come paesaggi, nuvole, animali fantastici e che faranno mostra di sé come intarsi in mobili, quadri, frontoni delle case. Una natura innaturale che racconta bene un aspetto di una mentalità complessa e molto barocca. 

Tra i pesciolini
A fianco c'è anche un piccolo mercato dei fiori che in alcuni giorni e stagioni si espande a dismisura nelle strade vicine a raccontare questo altro grande amore del popolo cinese. I banchetti per i turisti sono in fondo pochi, con qualche giargiattola di pietre e chincaglieria varia al fianco dei memorabilia della rivoluzione, libretti rossi, distintivi e medaglie, cappellucci maoisti e finti manifesti inneggianti al potere del popolo. In una via parallela il grande edificio, di certo novecentesco di una chiesa cristiana. Entriamo a dare un'occhiata. C'è parecchia gente all'interno tra i banchi e nelle molte sale di riunioni laterali. Non è ora di preghiera, ma i molti gruppetti sono riuniti a provare inni e cori sacri. Sono sonorità inattese e a noi sconosciute, piuttosto incongrui alla nostra idea di liturgia cattolica. Certo che ci danno dentro tutti con un certo impegno. In effetti si tratta della cosiddetta Associazione patriottica cattolica cinese, riconosciuta dal governo ufficialmente e con pieno diritto di svolgere il culto cristiano in accordo col partito e di fare proseliti, ma che tuttavia non riconosce l'autorità del Papa e i cui vescovi vengono nominati dal governo, mentre l' "altra" chiesa cattolica, è osteggiata ed  opera in clandestinità. Tuttavia se non lo sai, stupisce questa assemblea di gente che prega tra croci e lumini ed immaginette di Cristo.

Biscotteria
In effetti, da Deng Xiao Ping in poi la linea dello stato è stata quella del ritenere la religione, qualunque essa sia, un ottimo punto per mantenere, guarda caso, coesione ed armonia nel popolo, anche se si ritiene più consigliabile il credo buddista, ritenuto più vicino a questo concetto di armonia globale, mentre, pare, sia controindicata nei periodi rivoluzionari, perché storna l'attenzione delle folle dalla meta finale da raggiungere. Naturalmente si parla sempre di religioni che siano ossequienti al governo e non abbiano tentazioni centrifughe, infatti l'atteggiamento verso l'Islam e le altre sette locali come il Falun gong, sembrano decisamente differenti. Per il resto le vie sono gremite di locali, alberghetti come il nostro, ristorantini, per la verità molto curati nell'aspetto estetico, finto antico o in stile moderno minimalista. In uno di questi con begli orci da vino di riso e grandi vasi di vetro con infusi di ogni colore, ci prendiamo due piatti di maiale mangiabilissimi, sarà che i morsi della fame si fanno più impellenti, a 52 ragionevoli Yuan, con il classico thé verde, sempre fornito di default a volontà in ogni locale, cercando di resistere alle ondate di sonnolenza che la notte saltata fanno arrivare a intervalli precisi come gli spasmi del parto. Bisogna resistere per prendere il giro e non essere completamente rimbambiti domattina. Comunque crolliamo di comune accordo nel letto non appena rientrati in camera per godere del sonno del giusto.

Al ristorante


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 111 (a seconda dei calcoli) su 250!