domenica 10 maggio 2026

Tra i colli Tortonesi

Fragole di Volpedo


Piove sulle brutture del mondo e anche la pioggia stenta a confondersi con le lacrime della gente. Certo non serve a lavare vie quell'onda di nero che si estende sempre di più sulla mia colpevole Europa, colpevole soprattutto di lasciarla crescere senza por freni, anzi non fa che rinfocolarla alimentando vigorosamente quella fogna di odi atavici che in molti periodi della storia, complici i consueti accadimenti, di tanto in tanto si vanno affermando. Bisogna appagarsi allora delle piccole cose, naturalmente se si vuole sopravvivere in attesa che tutto, come al solito, passi e passerà anche questo periodo, sfortunatamente per alcuni troppo tardi per godere di una nuova primavera. Nel frattempo, testa bassa che di falci ce ne sono sempre in giro anche troppe. Godere delle piccole cose dunque e visto che qui ormai si sta sempre a casa o nei pressi del proprio giardinetto in attesa che qualche ala benevola ti possa portare finalmente lontano, ieri sono andato a godermi la bellezza e l'interesse del vicinissimo Castello di Piovera, grazie alla consueta organizzazione dell'Associazione Museo dell'Agricoltura del Piemonte e della sua infaticabile Presidente Mina Caligaris, che è un vero gioiellino da non perdere per chi passi dal grigiore sempre incombente tra i nostri Tanaro e Bormida, come diceva la buonanima del nostro grande concittadino. Pensate che nei miei cospicui ottanta anni, non ero mai stato all'interno che ospita una serie di collezioni di oggetti antichi del nostro territorio così imponenti ed interessanti che due o tre ore non bastano per dare un occhiata anche solo superficiale a tutto, inclusi i memorabilia della illustre famiglia padrona del castello, assieme al piacere di essere condotti per mano a scoprirli addirittura dal signor Conte Calvi di Bergolo, personalmente, una figura affascinante ed ironica che da sola sarebbe sufficiente a colorirvi la giornata. 

Grande fascino che emana dagli antichi tomi della biblioteca, dagli oggetti di famiglia e dai ritratti di una folla di avi di una famiglia le cui ascendenze affondano nella notte dei tempi e si collegano a tutte le famiglie regnati di Europa e che ha prodotto addirittura quattro Papi. Gli oggetti esposti e la loro ricchezza mi hanno ricordato un altro grande museo italiano, quello di casa Guatelli ad Ozzano sul Taro nei pressi di Parma, altra chicca imperdibile della ricchezza che l'Italia minore ha da mostrare, al di fuori delle folle dell'overturism e che vi invito a non perdere se capitate da quelle parti. Non è mancato il tempo poi per fare visita, a una ventina di chilometri da lì, alla casa museo di Pellizza a Volpedo, per ripassare la tristissima storia di questo altro grande nostro conterraneo, mai abbastanza sufficientemente cantato. Il paesino vive attorno al ricordo di questo monumento della pittura italiana, girando per gli angoli del paese a ritrovare gli sfondi delle sue opere ancora perfettamente riconoscibili, dal fienile dietro casa sua, alla piazzetta dove avanza la schiera calma e tranquilla del Quarto stato. Una sosta nella Pieve romanica, ancora splendidamente affrescata, e poi te ne torni a casa sereno finalmente, avvolto dal profumo delle cassetta di fragole che si diffonde nell'abitacolo, l'altra ricchezza di questo borgo che ne caratterizza pienamente la personalità sfumata tra queste delicate colline tortonesi, non certo famose e ormai pretenziose, come le loro vicine del Monferrato e delle Langhe, anche se ormai inflazionate dalla notorietà, ma ancora avvolte dalla loro bellezza umile e tuttavia calorosa. Tagliate a pezzettoni, rosse e odorose, mi hanno riempito la bocca di fragranza e sapore delicato e gentile, ieri sera. Oggi bis e al diavolo tutto il resto, pioggia inclusa.


giovedì 7 maggio 2026

Tranquillità instabile

dal web

 

Non è facile fare previsioni sull'andamento delle cose nel mondo. Di norma tutti ci facciamo prendere dallo scoramento e facciamo valutazioni di pancia che si discostano però dalla realtà. Questo è insito nella mentalità umana, ti giri intorno e vedi cose orribili che ti fanno accapponare la pelle, non sai come difendertene e quindi prevedi il peggio, ma spesso per valutare le cose a breve termine occorrerebbe prendere in esame razionalmente indici diversi e più condizionati da fattori differenti, magari meno emozionali. E' ovvio che il mondo ed i centri del potere decisionale in questo momento stanno scivolando sempre di più in mano alla feccia condizionata dai peggiori istinti che albergano negli animi umani. Non illudiamoci, nel fondo di ognuno di noi, in maggiore o minore parte albergano sentimenti neri, orrendi ed indicibili, solo che di norma il pensiero umano e razionale, riesce a dominare questi istinti e li relega dormienti nella parte più oscura delle menti, senza lasciarli riaffiorare in superficie, salvo, in particolari momenti storici come questo, in cui tutto questo a poco a poco riaffiora, si potrebbe dire emerge dalle fogne e comincia a dilagare ingrossandosi come un fiume che esondi dagli argini. Ecco che si spiega come anche in stati apparentemente democratici, vengano poi scelti capi autocrati e criminali, che però non sono altro che lo specchio di chi c'è sotto e che li sostiene, inutile nasconderselo e pensare che nascono da soli senza motivo. 

Nessuno di costoro sarebbe al potere con la sua malefica predisposizione al male se non fosse stato sostenuto in qualche modo da una forte base interna sottostante. Certo ci sono anche stati dove l'autocrazia, o tirannide come vogliamo chiamarla, esiste da sempre per popoli che addirittura non hanno mai conosciuto la cosiddetta democrazia e qui è più facile, anche se non proprio automatico che prevalgano questa forze e certo non ci possiamo fare niente, ma anche in questi casi, se il resto del mondo attraversa un periodo di calma razionale, stanno quieti e non fanno troppi danni salvo quelli inferti direttamente ai propri cittadini. Tuttavia tornando alla nostra congiuntura non possiamo non chiederci come potrà andare a finire a breve, viste le condizioni che si stanno verificando e che potrebbero con facilità scivolare verso esiti particolarmente devastanti anche direttamente per noi. Una spia interessante che a mio parere va osservata per trarne dettagli e previsioni è, a mio parere, la borsa e più in generale, la finanza mondiale. E' inutile girarci intorno. Chi muove queste masse di denaro, può avere ed essere depositario di tutti i sentimenti peggiori e più malevoli che ci siano, dall'egoismo puro, fino alla totale mancanza di empatia verso il resto dell'umanità, essendo solo, disumanamente teso a fare aumentare la propria massa di denaro e di potere, ma è tutto fuorché stupido. 

Inoltre è di solito maggiormente al corrente di come stanno realmente andando le cose, al di là delle migliaia di voci fasulle o dei rumors che si intrecciano o vengono lasciate fuoriuscire dalle stanze del potere con scopi ben precisi. Nessuno maneggia a caso queste masse di denaro, così imponenti da provocare esse stesse con il loro movimento inconsulto, problematiche e direzioni delle cose. Dunque se in questi giorni, tutte le borse del mondo, uniformemente ed in totale accordo, si stanno felicemente muovendo al rialzo, potrebbe anche, con buona ragione, voler significare che le previsioni a breve (che solo di questo si può ragionare), non sono poi così negative. I titoli finanziari sono in rialzo, segno che si prevede una certa stabilità priva di gravi crolli. I titoli dell'energia si sono fermati, anzi quelli più legati ai combustibili fossili, si sono decisamente calmati o discendono addirittura, significando che la situazione legata agli stretti si potrebbe risolvere forse in tempi ravvicinati. Anche gli industriali crescono in controtendenza a quanto si teme riguardo ai blocchi che gravano sul commercio mondiale. 

Gli stessi titoli legati al mondo delle armi non crescono più vorticosamente come prima, se pur è ovvio pensare che il riarmo che è legato forzatamente a questa situazione, si protrarrà a lungo nel tempo e che molti stati che non pensavano certo a queste cose, pensino di destinare risorse in questa malaugurata direzione, reputata necessaria ed in un certo senso obbligatoria. Insomma una situazione che indubbiamente il grano che gira, vede con una certa disposizione ad un ritorno alla calma, almeno per un certo periodo. Certo alla lunga è diverso, prima che si calmi questa ondata di violenta ferocia e che l'umanità sia abbastanza sazia di sangue versato, evidentemente non ancora sufficiente per generare quella nausea alla violenza ed al razzismo verso  l'altro che emerge da solo dopo i lavacri epocali, quelli attuali non sono stati abbastanza potenti per generare nell'umanità in generale questo sentimento, ci vorranno anni se non decenni, ma forse l'apocalisse per il mondo nel suo complesso, è ancora lontana. Certo ci aspettano anni schifosi, circondati da gente che spurga veleno e odo da tutti  pori, basta scorrere le pagine dei social per rendersene bene conto, ma forse nel brevissimo non siamo ancora arrivati al momento dell'esplosione finale. Guardate dunque i listini degli indici di borsa e se continuano a salire nelle medie settimanali, siate contenti anche se non avete risparmi da proteggere. Vi lascio con questa nota di positiva speranza, tanto per non farvi troppo abbattere il morale, quando accendete il televisore. 



lunedì 4 maggio 2026

Momenti di spleen

dal web

 

Qualcuno mi ha detto, ma che succede, non scrivi più niente da diversi giorni cosa che non è mai accaduta durante gli ultimi diciotto anni (in cifre 18, non è per dire) e adesso è una settimana o più che non leggiamo niente! A parte il fatto che ormai i miei contatti, visto che non faccio nulla per aumentarli, si sono diradati fino a raggiungere dosi omeopatiche, tuttavia, il semplice rispetto per quei pochissimi amici che ancora mi seguono, dovrebbero impormi a che l'attività prosegua, ma badate bene, è difficile davvero difficile coi tempi che corrono incluso il fatto che si stanno accumulando una serie di motivazioni come mai era successo. Intanto lo scavallamento degli 80, col suo naturale decadimento fisico, per non parlare di quello mentale, mi ha indotto una sorta di momento depressivo che induce alla pigrizia cronica e questo conta, poi la situazione politica  interna ed esterna, mi aumenta in maniera esponenziale quel senso di scoramento che porta alla tendenza di rimanere immobili senza pensare a niente, aggiungi che sono a casa da mesi con la prospettiva che il biglietto che ho in tasca venga annullato per carenza carburante o ogni altra scusa che si troverà per impedirmi l'agognata partenza, pensiero che mi perseguita costantemente e tutto si comprende. Certo che mi piacerebbe scrivere qualche cosa sull'orrore che ci circonda e di cui non si riesce ad intravvedere una fine, ma poi accendo il televisore e mi cascano penna, matita e anche il resto.

Inoltre ho avuto un po' di cose spaccamarroni da fare, tra dentista ed altri obblighi burocratici fastidiosi a completare le problematiche. In aggiunta ieri ho preferito, vista la bella giornata, prendermi un ulteriore momento di pausa per fare un salto alla sagra degli asparagi di Fubine, cosa che mi ha riconfermato quello che penso delle sagre. Un bel misto di confusione massima, code infinite, mangiare roba fredda con una forchettina di plastica che io rompo subito, tra mille maledizioni, il tutto a prezzi da buon ristorante. Per fortuna c'è almeno la buona compagnia degli amici per cui tutto è bene quel che finisce bene, come dice sempre la signora Coriandoli. Ulteriore aggiunta, non per giustificarmi eh, ma mi è partita la balzana idea di cominciare a cimentarmi con una specie di romanzo, cosa che avevo sempre rifiutato di fare non sentendomene all'altezza. Ma si vede che con l'avanzare dell'età, cadono anche le ultime remore della vergogna e così, piano piano, sto buttando giù la bozza del primo capitolo, ma non ho ancora capito se andrò avanti a lungo, vediamo, anche se questo mi sottrarrà tempo ulteriore al blog. D'altra parte l'anziano che non va al circolo della bocciofila deve pur fare qualche cosa. Dunque, non turbatevi troppo. continueremo a sentirci anche nei prossimi giorni.



sabato 25 aprile 2026

Il passo del vento. il peso del sale


All'alba, nel deserto. la luce monta lenta; come un chiarore diafano sale dietro la duna scura che chiude l'orizzonte e insieme i sogni. Non c'è soffio leggero di brezza carezzevole che muova lungo l'erta, i granuli di sabbia, che ruotino muovendosi, gli uni sopra gli altri a spostare la terra in un tempo infinito. Nessun rumore arriva, da là, dalla curva elegante che incombe sul palmeto, con le foglie ormai secche. Solo un tam tam continuo che tamburella il petto, un'inquietudine che scende fino alle viscere, risuonando profondo, fino a scuotere l'animo e poi la mente vuota. Il cuore, col suo battito, sembra strumento autonomo, percosso da un fanatico ed ispirato musico, che mai non perde un colpo, ma insiste imperturbabile, chiuso nella sua trance mistica che appare inarrestabile traccia di una canzone scritta tanti anni fa, quando sei nato, nella capanna gialla, sul fondo del villaggio. Questo silenzio vigile, acuisce tutti i sensi solo da poco accesi, dopo il lungo letargo di una tiepida notte, che ancora tutto avvolge, nera coperta torpida sopra il villaggio intero. Tutti dormono ancora, gli stanchi pastori, tornati da lontano seguendo l'infinita fila di corna torte, radunate a fatica nello stazzo di pietra, materiale belante che alla fine ha trovato anch'esso pace, con il calar del sole. E le donne felici, che al marito tornato han fatto festa  e lungamente hanno compiuto la cerimonia antica, versando e riversando il liquido bollente, ammirando quel suo colore d'ambra, mentre all'intorno l'aroma di menta si diffonde. Con lo sguardo adorante ed ansioso, frenando il desiderio, gli uomini affamati lo hanno assaporato con gli occhi semichiusi, aspirando il profumo di foglioline tenere che già dentro la mente si mescolava all'attesa promessa di seni caldi e morbidi, soli da troppo tempo. Dormono ancora i bimbi, occhi chiusi ed inconsci, liberi finalmente dai nugoli di mosche, finalmente scomparse. Le corse polverose dietro quel carrettino ricavato da scatole di masserizie già vecchie prima di venir consumate. Riposano le fanciulle dalle voci gentili, che ancor nell'aria avvertono l'eccitante avventura degli incontri furtivi che durante la festa sono avvenuti ieri, gli sguardi che incrociavano coi giovani arrivati per la festa dei datteri, fino dalla città, mentre loro ballavano al ritmo delle kora. Il griot cantava adagio, con quella voce dolce, le melodie più antiche. Storie di amori puri, di contrastati incontri, di tragici finali e ancor di più ballavano, al tintinnio dei cembali, quelle ragazze splendide avvolte nelle stoffe dai colori sgargiarti e ad ogni giravolta uno sguardo fugace rubava le attenzioni di quegli occhi sognanti sotto ciglia lunghissime. Altri cuori battevano e il sonno ha tardato ad arrivare. Fuori al recinto, nobili, la mandria dei cammelli riposava tranquilla, ruminando la paglia coi lunghi denti gialli, scivolando pian piano in un letargo conscio di sonnacchiosa attesa. Le palpebre pesanti dalle ciglia lunghissime calate ormai da tempo, nascondevano al mondo l'occhio ceruleo e serio, che sembra dire, io sono l'unico a sapere quel nome sconosciuto della divinità. Ma per Brahim era questo il momento in cui ogni giorno invariabilmente si svegliava, mentre tutto il villaggio ancora dormiva e lui, uscito dalla capanna senza fare rumore andava fino al limitare dell'oasi e si sedeva, la schiena addossata al tronco scaglioso di una palma, a pensare.



venerdì 24 aprile 2026

A funerali avvenuti

 

Alla luce del giorno dopo, diciamo a sbornia triste passata, vorrei fare un ringraziamento collettivo a tutti quanti hanno voluto disturbarsi per darmi una pacca consolatoria sulla spalla. Alcuni di voi sono stati addirittura commoventi e li ho sentiti davvero vicini e molto affettuosi e a me che poi, alla fine sono un tenerone, potete immaginare quanto tutto questo abbia fatto piacere. Li abbraccio e vi abbraccio tutti di cuore perché è davvero bello sentirsi circondati di amici. Allo stesso tempo vorrei rassicurarvi che, io tendo sempre ad esagerare un po', come ben sa chi mi conosce, quindi se appaio come un lamentoso piagnone, vicino alla depressione cronica, questo non vi deve preoccupare (troppo), alla fine è un atteggiamento voluto in cui cerco di esprimere al meglio tutta la mia solita captatio benevolentiae, che contraddistingue di solito le mie considerazioni. D'altra parte se a ottanta anni, non ti lamenti un po' cosa ci stai a fare! Comunque sia se date un'occhiata alla foto che correda questo post, comprenderete con facilità quale ragionevolmente può essere il mio stato d'animo. Comunque direi che mi sono assolutamente consolato lo stesso come si può vedere qui sotto (primo a secondo, strappo alla regola). 




giovedì 23 aprile 2026

80

 


E' ovvio che per me oggi sia un giorno un poco speciale, ma al contempo devo confessare che il giorno è decisamente inquietante e non certo per le grane che circondano noi tutti allo stesso modo e che continuano ad accadere in giro per il mondo, ma per il mio povero egoistico particulare, a cui la mia testa deve comunque fare fronte. Sono davanti alla cosiddetta cifra tonda, anzi ce l'ho da stamattina, ormai dietro le spalle. Questa cifra non può fare a meno di inquietarmi profondamente perché rappresenta un discrimine piuttosto pesante. Non è come tutte le altre cifre tonde a cui mi sono trovato di fronte via via nella mia vita. Le altre, lo confesso, avevano un sapore decisamente diverso. Sì, erano segnali inesorabili del passare di un tempo che scorreva come sabbia tra le dita, che la clessidra faceva il suo lavoro senza badare a i miei sentimenti, ma erano numeri sempre accompagnati da una qualche valenza positiva e non parlo solo di quelli giovanili, sempre congiunti a speranze ed aspirazioni, magari poco capite ed apprezzate allora, purtroppo, ma sempre stimolanti, ma anche quelle successive erano sempre accompagnate da valutazioni tuto sommato contenenti fattori chiamiamoli costruttivi, di elenchi di cose che rimanevano da fare con desiderio e passione (valori vitali comunque). 60 era accompagnato dalla coscienza di una finalmente conquistata libertà, 70 dal constatare che comunque i progetti si stavano dipanando nel migliore dei modi e la situazione fisica sebbene declinante era tuttavia ancora perfettamente in grado di reggere botta di fronte alla scaletta che mi ero costruito.  Invece questo terrificante 80 rappresenta una soglia che bisogna avere il coraggio di valutare come senza ritorno, ho capito, subito mi insorgerete dicendo e ché, gli altri ce l'avevano un ritorno. 

No, certo, ma stavolta è decisamente diverso. Il declino fisico diventa così pesante e fastidioso da porre dubbi consapevoli sulla eventuale futura progettualità. Per carità la voglia c'è sempre, anche più forte e irrazionalmente consapevole di prima, ma ora c'è il dubbio che il corpo non abbia più la capacità di accompagnare la mente. Eppure di progetti ne avrei così tanti che anche questo diventa fonte di dispiacimento, di fronte al fatto che, per forza di cose, comunque non potranno più essere tutti conseguiti, raggiunti, delibati. E questo fa rabbia, specialmente quando poi ci si mettono anche fattori esterni a porti bastoni in mezzo alle ruote per rallentare la possibilità di conseguirli, visto che ormai quello che manca e che mancherò sempre di più, giorno dopo giorno, è il tempo. Già il tempo, questo maledetto scorrere del tempo che non possiamo arrestare in nessun modo e che a causa della nostra povera natura, ci impedirà di vedere cosa succederà. Quali straordinarie cose succederanno, quali invenzioni, quali nuove conquiste, da usare, da godere, da ammirare. Lo so, è la natura dell'uomo, non ci possiamo fare nulla, però che peccato. Ecco perché oggi per me è una data un po' fastidiosa e anche se sono una delle persone più fortunate che ci siano e sono comunque circondato da persone che mi vogliono davvero tanto bene, cosa che direi, non ha prezzo e ho tanti amici che si stringono attorno a me con grande affetto, (pensate che pochi minuti fa mi addirittura chiamato un vecchio amico da Mosca  telefono, visto che adesso che è stato sospeso WhatsApp!), rimango tuttavia a soffiare sulla candelina con  la coda bassa e le orecchie molli. Abbiate pazienza se non riesco ad esprimere la contentezza per un traguardo che comunque è stato raggiunto abbastanza in scioltezza, cosa che comprendo già essere un grande privilegio e per pochi, ma per oggi è così. Tranquilli, domani ricomincerò a fare progetti, elenchi e cercare di realizzare programmi, come sempre, come se fosse possibile farlo per l'eternità e poi succeda quel che deve succedere! E un grazie di cuore a tutti quelli che oggi hanno pensato a me e anche agli altri.




mercoledì 22 aprile 2026

Mostre Torino 4 - Orson Welles alla Mole

 

Certamente a Torino, occasioni per non annoiarsi ce ne sono sempre. Per me che da qualche anno non andavo alla Mole, è stata una ottima occasione per apprezzarne il solido impianto espositivo che presenta il Museo del cinema, sfruttando al meglio questo spazio in fondo abbastanza complicato da utilizzare al meglio. Qui c'è sempre tanto da vedere e potresti tranquillamente passarci tutta la giornata. Per chi lo ha già visto, si sfruttano le mostre temporanee che in questo momento offrono una bella ed esaustiva esposizione del lavoro e della vita di Orson Welles con oltre 400 pezzi molti dei quali mai esposti e che elencano tutti i suoi film più importanti, mostrandone gli spezzoni più famosi e significativi. La mostra è esposta sulla scala elicoidale. Sotto, prima dell'uscita potrete vedere una bella collezione di una decina di manifesti di artisti famosi, dai futuristi come Prampolini e Scarpelli fino a Baj e Guttuso, Vere opere d'arte che allora un cinema in fondo povero, poteva permettersi



martedì 21 aprile 2026

Mostre a Torino 3 : Orazio Gentileschi a Palazzo Reale

 

In questo momento la mostra più importante in città è quella di Orazio Gentileschi a Palazzo Reale che raccoglie un gran numero di opere prestate da importanti musei e che racconta con dovizia di particolari il tema del viaggio che accompagna tutta la sua vita di lavoro attraverso l'Europa. Pittore di grande fama al suo tempo, caduto poi in oblio e surclassato a favore della sua più famosa e forse anche più talentuosa figlia Artemisia, la cui notorietà è stata vieppiù aumentata dalle vicende personali che ne hanno condizionato la vita, in questa serie si possono bene apprezzare le ispirazioni caravaggesche e michelangiolesche, che così bene ne hanno ispirato la vena pittorica. In effetti io non sono molto appassionato da questi autori manieristici che puntano tutto sulla posa esagerata dei soggetti, ma in questo caso il gran numero delle opere esposte e la loro intelligente disposizione a spiegare il valore del suo lavoro, consente di apprezzare comunque l'artista, il suo colorismo e le sue caratteristiche peculiari. Dopo esservi gustati la mostra, approfittate dell'opportunità di vedere il meraviglioso Giudizio universale del Beato angelico, prestato eccezionalmente dalla Toscana (in cambio della Madonna dell'Umiltà, che si può ammirare a lato) e messo in paragone allo speculare lavoro del fiammingo Bartholomeus Sprangler della Galleria Sabauda. Interessantissime nella seconda sala, le ricerche sui pigmenti eseguiti sulle due opere. Insomma due piccioni con una fava. Magari finito il lavoro potrete fermarvi al bar del giardino per bervi un Bicerin in tono con la città (certo non all'altezza di quello servito nell'omonimo locale alla Consolata. 



lunedì 20 aprile 2026

Mostre a Torino 2 - Il Sodoma a Palazzo Accorsi


 

Approfitterei visto che in questo periodo c'è anche altro di interessante da vedere a Torino di questa interessante mostra a Palazzo Accorsi, che presenta una serie di opere che raccontano il lavoro del Sodoma del periodo giovanile. Una cinquantina di lavori che raccontano i suoi esordi tra il Vercellese e Casale, con bei lavori di Gaudenzio Ferrari e altri pittori importanti del suo periodo che consentono di apprezzare i molti contatti che c'erano in quel periodo tra il centro ed  il nord Italia, area di certo marginale per il Rinascimento italiano. Di certo questi lavori di questo periodo del Sodoma, artista bizzoso e criticatissimo nella sua epoca, non raggiungono il livello della serie del ciclo di Monte Oliveto, che mi aveva emozionato moltissimo, ma bisogna considerare che qui sono state messe insieme molte opere di collezioni private alcune visibili per la prima volta. Tuttavia la mostra è abbastanza bene congegnata e vale la pena di dedicarle un paio di orette per capire un po' meglio di questo pittore certo non primario, ma comunque interessante nel panorama della sua epoca.

domenica 19 aprile 2026

Mostre a Torino 1 - Vermeer a Palazzo Madama


Per la prima volta a Torino a Palazzo Madama, un Vermeer recentemente restaurato, in prestito dal Rijksmuseum. Forse non uno dei più belli in assoluto, ma considerato che al momento si conoscono solamente 37 opere dell'artista, che era caduto nell'oblio per oltre due secoli e che certamente uno dei maggiori in assoluto del '600, si tratta comunque di una visita imperdibile. L'opera racconta la solta camera raffigurata in quasi tutti gli altri quadri dell'artista, di piccola dimensione, con le caratteristiche fondamentali sempre mostrate dal grande olandese di Delft- Soprattutto di grande impatto il blu straordinario della casacca, riportato allo splendore originale dal restauro e che illumina e condiziona tutto il resto del quadro. Anche se si tratta di un solo oggetto, peraltro ben spalleggiato da una ricca  ed interessante documentazione, vale assolutamente la pena di andare a dare un'occhiata, approfittando magari per buttare un'occhio ai documenti mostrati al piano terra sui vari rifacimenti operati su palazzo madama dalla sua costruzione ai giorni nostri. 


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