giovedì 18 giugno 2026

Pam 2 - L'ispirazione

da Tripadvisor

 

Da anni sognavo di usare questa frase, ma se state leggendo questo post significa che il viaggio c'è stato e probabilmente, ma lo sapremo nei prossimi giorni, sono pure tornato a casa. Come vi ho detto, siamo rimasti fino all'ultimo appesi all'ansia della conferma della partenza, visti i venti di guerra e di penuria di carburante che si rincorrono da settimane, ma alla fine sembra che siamo riusciti a mettere il piede sulla famosa scaletta dell'aereo e con buona pace di tutti, muovere il lungo giro che ci condurrà al punto dove ci eravamo lasciati qualche mese fa. Già, risaliamo infatti a come è nata questa idea e questo itinerario. Indubbiamente ogni volta tutto nasce da suggestioni antiche e alla fine, da casualità contingenti che si incrociano ad esse in maniera inattesa. Infatti questa Asia Centrale che non può non affascinare qualunque viaggiatore e che avevo percorso per lavoro venticinque anni fa, mi aveva lasciato nel sangue scorie inestinguibili che, come in tutti i casi di droghe leggere o pesanti che siano, non riesci mai del tutto a smaltire e che rimangono lì, latenti, destinate a farsi vive anche dopo anni che ne hai smesso l'assunzione, e quando qualcuno, per caso, ti offre il destro, non riesci più a tirarti indietro. Dunque dicevo, l'Asia Centrale è diventata in effetti piuttosto di moda tra i viaggiatori e vedo che tutte le agenzie l'hanno messa in lista con soluzioni tra le più varie. Ormai anche l'Afganistan è percorribile, pare senza problemi ed è tornato in catalogo dopo anni, alla faccia dei MAGA. 

Poi, subito dopo, tra quelle che ho chiamato suggestioni, arriva subito la mia passione smodata per Marco Polo e il suo libro, cosa che mi ha condotto a ripercorrere praticamente tutta la Via della seta, in ogni suo tratto, cosa che mi ha consentito di poter apprezzare il fatto che il nostro ha descritto ogni punto, zona e paese da lui attraversato con una tale  puntuale veridicità, da poter essere riconosciuto senza infingimenti ancora oggi dopo750 anni. Di questo lungo itinerario durato 24 anni, mi mancava solamente un ultimo tratto, la strada del Pamir che si snoda tra le più alte vette del mondo tra Tagikistan e Kirghizistan, prima di scendere nel deserto del Taklamakan raggiungendo Kashgar, l'antica capitale Uigura da cui avevamo cominciato la nostra cavalcata attraverso tutto il nord cinese esattamente un anno fa. Un tratto impegnativo e complicato da percorrere visto che sale in una zona impervia appunto tra vette di settemila metri, con passi oltre i quattromila. Aggiungi a questo come ulteriore carico, i racconti che mi ha fatto una mia cara collega laureata in letteratura russa sui libri di Cyngyz Ajtmatov, probabilmente il più grande tra gli scrittori kirghizi, di cui sono ultimamente riuscito a procurarmi con una certa difficoltà due lavori, I Racconti e il Battello bianco, opere assolutamente affascinanti in cui racconta la sua terra in termini onirici e ricchi di suggestioni ataviche, che vi consiglio e di cui vi parlerò più dettagliatamente, anche se faticherete a trovarle visto che si tratta di pubblicazioni di romanzi degli anni sessanta ormai fuori catalogo. 

Tutto questo ovviamente forma un brodo di cultura e di coltura ovviamente che rimane lì a sobbollire per anni, fino a quando non si aggiunge a tutto questo la casualità, quell'ingrediente che porta finalmente a catalizzare la pozione mortale che fa partire l'operazione. Infatti una mia amica, grande viaggiatrice, ha compiuto questo tratto lo scorso anno e non solo, me ne ha raccontato meraviglie, ma mi passato, da consueta pusher, anche le coordinate del signor Chamsid, che si occupa appunto, con il suo mezzo ti scarrozza per tutto questo itinerario cercando di farti apprezzare le sue bellezze. La strada  parte da Taskent, la capitale uzbeka che avevamo lasciato nell'scorso settembre dopo aver attraversato quello straordinario paese in lungo ed in largo per poi percorrere la valle di Fergana fino a Dušanbe la capitale tagika ed infine inerpicarsi lungo la Pamir Highway per raggiungere Biskek la capitale kirghisa, quasi al confine cinese, da cui si scende nello Xinjiang. La mia amica ne è rimasta entusiasta, io vi dirò relazionandovi come sempre i dettagli andando avanti almeno un paio di mesi se avrete la pazienza di seguirmi. Con questo viaggio, la mia personale Via della seta, sarà finalmente compiuta, assieme ai paesi di questa area del mondo, percorsa dai pastori e dai mercanti di secoli passati. Noi invece, turistame di bassa lega che queste tratte le facciamo solamente per il nostro divertimento ed al limite per appagare le nostre voglie di conoscenza, le affrontiamo certo con una altro spirito, poca avventura, tanta organizzazione e soprattutto in tasca il biglietto per tornare a casa. Comoda la vita, eh! Altro che viaggiatori. Va bene, ci sono peccati peggiori da scontare nelle nostre prossime vite, state tranquilli.


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