| Trasportoapre . Mauritania - Gennaio 2026 |
Non so se co, questa chiacchierata che porto avanti ornai da quasi tre mesi, sono riuscito a trasmettervi in qualche modo il pacchetto di emozioni davvero potenti che mi sono portato a casa da questa ennesima scorribanda africana e soprattutto nel suo deserto fondamentale ed iconico, il Sahara. Questo è un viaggio che appassionerà certamente tutti quelli che hanno per queste vie delle sabbie, una propensione atavica, frutto chissà, per chi ci crede, di qualche reminiscenza di vite precedenti. Siamo stati forse pastori berberi, conduttori di dromedari o forse peggio, capi carovana che commerciavano schiavi attraverso il Sahel. Non lo so, ma di certo abbiamo dentro una attrazione speciale che non ha bisogno di incentivi o spiegazioni. Tuttavia credo che anche chi col deserto non abbia mai avuto contatti, se lanciato in uno di questi viaggi, non possa ritornarne come prima di quando è partito. Il deserto e il suo mondo unico, gli lascerà di certo qualche cosa, di cui magari non si accorgerà subito, ma questo virus, si svilupperà nel tempo magari rimanendo a lungo latente dentro di lui, per poi scoppiare all'improvviso imponendo la sua legge e allora si ricomincerà a sognare, raid attraverso le sabbie, itinerari inconsueti seguendo tracce di antichi viaggiatori e così via. Comunque tanto per specificare meglio, tutti abbiamo bisogno, oltre che di sognare, anche di dati certi, di indicazioni più precise al fine di costruirci solide motivazioni e quindi voglio elencarvi come mio solito, un elenco pedissequo di motivi, che potrebbero convincervi e spingervi a programmare questo viaggio. Così per questo paese ho cercato di entrare un po' più a fondo di quanto si faccia di solito, approfondendo un po' meglio gli aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato anche il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche e di tempo, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente varrebbero la pena di essere più a fondo indagate, tornandoci magari per la terza volta. Tuttavia a conclusione, sperando di stimolarvi comunque al viaggio, ecco come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questo paese o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quella terra, lontana nello spazio e così differente ed intrigante, ricordando sempre che la cultura non alberga solamente nel nostro patinato mondo occidentale, ma che forse si può trovare anche nelle profondità di luoghi dove non si immaginava potesse essere transitata pe secoli.
- Arrivare a Nouakchott nel cuore della notte attraversandone i quartieri addormentati
- Partire la mattina presto puntando decisamente verso il deserto
- Fermarsi nel nulla ad osservare i dromedari che brucano tra le dune
- Mangiare uno squisito mechoui ad Akjaoujit
- Prendere la prima pista tra le sabbie e fermarsi, aspettando i nostri amici che pregano
- Godere il tramonto tra le dune di Azoueiga
- Rimanere a guardare il cielo e la notte stellata al fuoco di un falò
- Prendere un tè alla menta nel deserto
- Camminare sui tratti dove la sabbia cambia colore
- Fermarsi alle tende dei beduini e comprare un sostegno di sella di cammello
- Percorrere la Vallée Blanche tra dune di zucchero
- Sprofondare nella sabbia gialla al passo di Tifoujar e comprare sacchetti di datteri dolcissimi dai nomadi lungo la strada
- Proseguire di oasi in oasi fino a Toungad e andare a trovare Riccardo che vive lì da 30 anni
- Arrivare fino alla sorgente tra i monti dell'osai di Terjit
- Incontrare ragazzi che vivono qui e cenare con loro sotto le stelle
- Girare nei villaggi tra le case inseguiti da torme di ragazzini
- Guardare il panorama dei canyon dalla sommità dei tavolati al loro bordo
- Percorrere la route d'Aoujeft nel deserto sassoso fino all'oasi di M'Hairit
- Guardare le facce di chi arriva alla sorgente Guelta e si gode le acque del laghetto
- Arrivare a Cinguetti, la regina delle sabbie
- Passare da una biblioteca all'altra guardando manoscritti miniati di mille anni
- Recitare poesie con un custode del sapere
- Toccare libri divorati dalle termiti con teoremi di geometria
- Ritrovare lo stipite della porta su cui mi sono rotto l'omero dopo un anno
- Essere riconosciuto dai camerieri dell'albergo
- Camminare tra i vicoli della città semisepolta dalle sabbie
- Sostare davanti alla moschea semisepolta da sei secoli, della prima Cinguetti
- Ritornare in città in cammello
- Visitare il piccolo museo etnografico e la cooperativa delle donne comprando braccialettini
- Camminare tra i negozi della nuova Cinguetti per arrivare al centro
- Fermarsi ad un incrocio a guardare uomini che giocano a scacchi in mezzo alla sabbia
- Osservare i bambini che corrono in mezzo alla strada con giocattoli fatti da loro
- Farsi agghindare di sciarpe in un negozio di un bravo venditore
- Vedere il tramonto dalla duna più alta davanti alla città
- Partecipare ad un matrimonio tra canti e balli forsennati nello stadio cittadino
- Correre in auto tra le dune formando carreggiate nuove senza il timore di perdersi e sfiorare carovane che fanno il nostro percorso in una settimana
- Fermarsi a bere un té in un gruppo di capanne di paglia
- Medicare sommariamente la ferita di un anziano che accorre appena vista una macchina che si è fermata
- Osservare le barriere di foglie di palma innalzata per fermare l'avanzata delle dune
- Arrivare da Zaida e ritrovarla come un anno fa allegra ed attiva
- Visitare il nuovo centro dove si svolge il festival annuale e il suo museo
- Fare foto alle ragazze ritrose che poi le vogliono assolutamente
- Ripercorrere le scale di pietra di Ouadane, la città dei Sapienti
- Ammirare i pilastri, gli archi ed il minareto della antica moschea di pietre
- Guardare le palme dell'oasi dall'alto delle mura
- Vedere con stupore le antiche serrature di legno
- Percorrere la larghe strade sabbiose della città nuova inseguiti dalle ragazzine
- Incontrare l'accompagnatore di Filippo Tenti durante il suo documentario e farsi nuovi amici
- Raggiungere la struttura di Richat detta l'Occhio del Sahara
- Arrivare fino al centro e dall'altura cercare di riconoscere i bordi e mettere una pietra sulla piramide
- Fermarsi davanti ad una piccola mandria di onagri immobili che ci guardano
- Cercare sulla montagna la giraffa ed il toro tra i graffiti di Agrour Amojar
- Camminare sulla lastra di pietra nera cercando antichi Dolmen
- Fotografare la modella camerunense Aisha che posa sui massi di lava nera, carica di monili d'oro
- Ammirare il fortino di Sedan dall'alto del passo di Ebnou
- Passeggiare nel mercato di Atar guardando tra i banchi
- Bere carcadè mangiando stufato di cammello
- Ballare e suonare tamburi al suono della Kora di un griot con le ragazze del posto
- Visitare le rovine della antica città di Azougui ancora da scavare
- Fermarsi al passo a raccogliere pezzi di roccia mirabilmente venati di ogni colore
- Raggiungere Choum e vedere per la prima volta il famoso treno che passa
- Percorrere per intero il famoso tunnel, monumento alla stupidità europea
- Raggiungere Zouerat e celebre miniera di ferro
- Andare al punto di partenza del treno e salire sui vagoni "passeggeri" familiarizzando con chi cerca di salirci
- Visitare i vari cantieri della miniera tra residuati e pezzo abbandonati
- Passare tra i banchi del mercato di Zouerat
- Aspettare nel deserto il passaggio del treno carico di minerale
- Passare nei villaggi fatti di traversine di ferro
- Correre tra le sabbie per raggiungere il monolite di Ben Amerà
- Transitare per cinque chilometri oltre il confine del Sahara Occidentale
- Toccare il monolite per cercare di assimilarne la forza
- Girare attorno al monolite femmina ascoltandone le leggende che li circondano
- Godersi l'ennesimo tramonto e dormire tra le sabbie, dopo essersi fatti passare la paura dello scorpione
- Dare un passaggio nel deserto e toccare con mano le tragedie della migrazione
- Mangiare riso e pollo in una baracca lungo la strada nazionale ritrovata
- Raggiungere finalmente il mare e il porto di Nouadhibou
- Visitare Cap Blanc e il museo della foca monaca, camminando sulla spiaggia
- Cercare il cimitero delle navi arenate e non trovarlo più
- Correre sulla riva tra milioni di gabbiani e cercando uccelli migratori
- Chiacchierare con Fatma al mercato di Nouadhibou
- Fotografare piedi disegnati con l'henne di amiche di Ahmed
- Percorrere la riva del Banc d'Arguin osservando le barche dei pescatori che pescano coi delfini
- Fotografare la fauna ornitologica che popola il parco
- Stupirsi della quantità di pesce pescato e vistare i villaggi dove essiccano i muggini
- Essere ricevuti da un capo villaggio che offre tè e farina di pesce secco
- Correre a tutta velocità sulla riva per decine di chilometri sollevando nuvole di gabbiani
- Percorrere lingue di sabbia dove sostano pellicani e cormorani
- Stupirsi delle mille sfumatura di sabbia lungo le rive
- Aggirarsi tra i pescatori nei villaggi Imraguin mentre scaricano i pesci dalle barche
- Girare per il mercato dei cammelli di Nouakchot
- Chiacchierare con le divorziate al loro specifico mercato
- Vedere la grande moschea della città ed il suo polveroso Museo
- Passeggiare nell'enorme mercato e finire in un ristorante turco
- Perdersi lungo la riva del porto al mercato dei pescatori tra migliaia di barche colorate
- Fare un'ultima foto ricordo con gli amici alla grande scritta col nome della città mentre vai all'aeroporto per tornartene a casa
Mau 27 - Considerazioni finali
Mau 26 - Ultimo giorno
Mau 25 - Mercato dei cammelli