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| Venditore - Nouakchot - Mauritania - gennaio 2026 |
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| Vendita cuscini |
Dopo qualche chilometro, siamo ormai quasi in città, ci spostiamo di qualche isolato dalla direttrice principale che porta fino al centro e finiamo in un quartiere molto animato. E' una strada piuttosto larga, piena di negozi, magazzini e altri esercizi commerciali di vario tipo. Puoi subito vedere che qui vengono esitate molte tipologie di mercanzie, dai mobili, alle cucine con le varie attrezzature, tappeti, vestiario di ogni tipo, libri e anche gioielli vari. Si tratta del famoso Mercato delle divorziate, uno dei punti famosi della capitale. Qui è bene che apriamo un discorso sulla condizione femminile in Mauritania, per quel che ne ho sentito e almeno per quanto credo di avere capito. Appare evidente che l'Islam di questo paese sia decisamente più moderato e gentile di quello che si riscontra in altre nazioni più massimaliste. Probabilmente imputerei tutto questo al fatto che la maggioranza della popolazione di questo paese ha tradizioni più prossime alle etnie berbere, dove la donna è decisamente molto più padrona, sia di se stessa, che della gestione finanziaria ed economica della famiglia e mi sembra anche dal punto di vista legale, molto più protetta dal punto di vista delle intestazioni delle proprietà familiari, che nei vicini paesi arabi del Maghreb. Questo naturalmente non impedirà che anche da queste parti ci siano frange estremiste o infiltrati da altri paesi con ideologie estremiste, ma a voler dire il vero, in giro di barbacce salafite se ne vedono davvero poche.
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| Divorziata |
Comunque sia, da queste parti, il divorzio è pratica molto comune e può essere richiesto paritariamente sia dal marito che dalla moglie. Questo fatto non mette assolutamente in difficoltà la donna nel prosieguo della sua vita, in quanto, anzi, parrebbe che, questa si riaccasi con molta facilità, in quanto si dice che l'uomo mauritano, preferisca le donne con esperienza e non pensate subito male, che vi conosco, intendo dire, esperienza nella gestione della casa e in quella familiare e dell'economia in generale. Per questo motivo, spesso qui ci si sposa più volte nella vita, senza problemi, anzi alcuni parlano di signore che sono normalmente in doppia cifra, come si dice. A questo punto è nata una tradizione, la signora appena divorziata, dopo aver fatto una grande festa, a volte più sontuosa del matrimonio stesso e che simboleggia la nuova occasione di vita, ha per costume, quello di accatastare tutte le cose della casa che rimangono di sua proprietà, mobili inclusi, visto che il marito non deve versare appannaggi successivi e dopo essersi affittata un negozio o un magazzino, proprio qui al mercato delle divorziato, passi un certo periodo, un mesetto o più a vendere ogni cosa, da un lato per raggranellare soldi e ricominciare la nuova vita, dall'altro per liberarsi completamente del passato, da dimenticare definitivamente. Tra le altre cose in questo luogo, vengono anche allacciati nuovi incontri che conducono a nuovi matrimoni, visto che come si è detto, le divorziate sono più ricercate delle ragazze nubili, insomma un posto da incontri e nuovi inizi di vita.
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| Materassi |
Ecco qui dunque che, camminando per la via, passi davanti a pile di materassi, coperte, mobili di ogni tipo, tavoli, vestiti vecchi, macchine da cucire, televisori e altri elettrodomestici, pentolame vario, tappeti e generalmente appoggiati in bella mostra, in una scatola di legno, una serie di gioielli che la signore aveva ricevuto dall'ex e che vuole far uscire definitivamente dalla vita, un po' per dimenticare, un po' per raggranellare un po' di soldini, il che evidentemente non guasta mai.. La gente passa, entra, soppesa, poi tratta e compra o se ne va, se la merce non corrisponde al suo gradimento. Per la verità credo che ci siano anche negozi che abusano della situazione, altrimenti non si spiegherebbero dei vecchietti seduti nell'angolo che stanno a mostrare roba, sempre che non siano stockisti che fanno su tutto e per poco dalle signore che hanno poco tempo da perdere e preferiscono liberarsi di tutta la partita in un sol colpo, come si dice, pochi, maledetti e subito. Al passaggio veniamo spesso chiamati ad entrare nei negozi, anche se appare subito poco probabile che possiamo rilevare, se pure a poco prezzo una cucina a gas o due poltrone, anche se in ottimo stato, però mi sembra un buon modo per scambiare quattro chiacchiere e fare qualche foto. Comunque sia, un luogo di un certo interesse e anche molto frequentato come vi ho detto. Ci dirigiamo poi verso il centro al mercato generale, veramente immenso, visto che serve una città di 1,5 milioni di abitanti all'incirca.
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| Al mercato |
I materiali esposti, vestiti, scarpe, attrezzature varie, sono spesso usati o di origine cinese. Più interessante come al solito la parte alimentare, la frutta e la verdura che nonostante il deserto è piuttosto rigogliosa e il settore delle carni e del pesce che a noi fa un po' rabbrividire per l'aspetto igienico, ma tanto poi va tutto cotto e quindi non è il caso di preoccuparsi troppo, certo che come potete facilmente immaginare, la quantità di mosche presenti potrebbe superare a peso, il resto del materiale offerto in vendita. Ci fermiamo solo un attimo alla grandissima e moderna Moschea Saudita di dimensioni enormi, si dice una delle più grandi dell'Africa, costruita appunto con fondi Sauditi, che comprende un intero isolato, ma il cui ingresso sembra non essere consentito ai non musulmani, almeno così mi sembra, a meno che il divieto non sia riservato agli orari di culto, anche se adesso mi pare che non ci sia nessuno, se pur siamo vicini al mezzogiorno, che sarebbe infatti un orario di preghiera. La costruzione, moderna e dotata di due alti minareti, domina il centro con il suo dispiegarsi di marmi bianchi di cui è ricoperta senza risparmio. Visto dagli ampi finestroni, il salone centrale della preghiera è davvero enorme, potrà contenere sicuramente qualche migliaio di persone e tutto ricoperto di un unico tappeto rosso scandito dagli stalli da preghiera, sotto un magnifico colonnato bianco.
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| Il museo nazionale |
Non lontano un edificio degli anni '70 costruito ovviamente dai cinesi, ospita il Museo Nazionale che presenta due grandi sale, una dedicata alla sezione etnografica che racconta i costumi delle popolazioni e delle diverse tribù del paese, con molti oggetti, tessuti, strumenti che raccontano delle loro tradizioni quotidiane accompagnate da una ricca iconografia, l'altra, archeologica, raccoglie tutti i ritrovamenti dei siti più importanti del paese, dall'età della pietra in poi, fino ai giorni nostri. Il tutto appare un po' datato e coperto di polvere, ma siamo pur sempre ai margini del deserto e quindi ci sta. Rimane naturalmente anche il tempo per una sosta in un quartiere piccolino, dove si sono raggruppati tutti i negozietti di artigianato che riescono a campare con il poco turismo che arriva fin qui. La motivazione principale è che vorremmo esaurire i pochi Ouguiya che ci sono rimasti. Tra l'altro come vi avevo fatto notare ieri nel post che, per fortuna, pochi hanno notato, questa è uno dei pochi sistemi di monetazione che presenta monete da 1/5 di unità. Curiosità interessante, ma noi non facciamo fatica a liberarci delle banconote che ancora stazionavano nel portafoglio, avanzate anche se avevamo cambiato pochissimo. Il fatto è che con Ahmed, non riesci a spendere quasi nulla, tanto dovunque vai, è già tutto pagato! I negozianti fanno di tutto per ripulirci il più in fretta possibile e noi aderiamo volentieri, anche per finire di riempire convenientemente le valigie.
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| Lavorazione del pesce |
Rimane l'ultima tappa della giornata, quella che si presenta come la più interessante, il mercato del pesce che si svolge sulla lunghissima spiaggia antistante alla città. L'area è circondata da molte costruzioni che servono alle necessità di contorno di questa che è la più importante attività commerciale. Uffici tecnici e fiscali, negozi e locali che si occupano di quanto serve alle migliaia di persone che gravitano nel centro e infine magazzini per la lavorazione e la conservazione del pesce che affluisce ogni giorno in grande quantità e che deve essere suddiviso per tipologia e preparato per la spedizione nei più piccoli mercati di consumo. Ci sono enormi capannoni all'interno dei quali i grossisti hanno i loro spazi, con imponenti celle frigorifere dove vengono stivate le cassette di pesce. Poi in altri spazi avvengono le lavorazioni. Qui vengono scaricate a carrette le quantità di pescato che sulla riva hanno già subito una prima suddivisione per specie e per taglia. Su lunghi banchi decine di persone afferrano i pesci e li puliscono, poi a seconda della loro destinazione, li aprono per eviscerarli e infine li ammonticchiano ordinandoli in cassette che vengono poi stivate nelle celle ricoperti di ghiaccio. Il più comune è il muggine con pezzature che di certo superano il chilo. Non capisco invece dove si tratta la bottarga, a meno che questa lavorazione, data la sua preziosità, non venga fatta da qualche altra parte in stabilimenti dedicati.
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| Barche |
Poi andiamo alla spiaggia, dove lo spettacolo più straordinario è dato dalla sfilata di barche ammassate disordinatamente, ma una accanto all'altra direttamente sulla riva. Sono tutti scafi di legni lunghi una dozzina di metri o più, completamente dipinti di colori vivacissimi, anche se la salsedine non tarda a scolorirli in parte e renderli più tenui. Qui la fantasia dei pescatori si è davvero sbizzarrita. Le barche sono coperte di disegni generalmente geometrici, ma di tanto in tanto puoi apprezzare anche l'estro figurativo che racconta di storie floreali o di altre fantasie. Schemi tutti diversi tra di loro a rappresentare una fantasia incredibile e complessa. Sulla riva invece continuano ad arrivare vascelli che, ormai calate le vele si incagliano nella sabbia della spiaggia, vengono convenientemente scaricate di tutto il bottino della giornata, che va a prendere posto sulle decine di carretti in attesa, poi gruppetti di addetti di una decina di persone, si occupano con gran fatica di tirare a riva il vascello e spingerlo su un attrezzo a ruote, sfruttandone il bilanciamento e infine, grazie a questo, farlo rotolare fino in alto al sicuro dalle onde dell'alta marea. Si cerca di fare un po' di foto, ma alcuni gruppi di ragazzi sulla riva sembrano non gradire le nostre attenzioni, tanto che qualcuno viene a protestare accampando diritti di immagine e necessità di autorizzazioni varie.
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| RIsalita della barca |
Poi arriva un tizio che sembra il responsabile dell'area, che evidentemente è suddivisa in diversi punti di "appartenenza" e saputo che siamo italiani, subito dice a tutti che gli italiani sono grandi amici e che sono autorizzati a fare tutto quello che vogliono, intanto perché lo dice lui. Immediatamente tutti si rilassano e anzi, molti accorrono sono proprio loro a farsele fare le foto, a richiesta. Insomma davvero il posto più colorato ed affascinante della capitale, che non si può assolutamente mancare. Intanto il tempo passa veloce, qui puoi starci tutto il pomeriggio, alla fine però l'ora della partenza scatta e ce ne possiamo andare verso l'aeroporto visto il calcolo dei tempi necessari. Un'ultima sosta fuori città alla scritta Nouakchott, d'obbligo per le foto di rito ed eccoci di nuovo nel deserto, quella parte dove conduce il nuovo e larghissimo nastro di asfalto illuminato anche di notte, dove però dal cielo calano giù uccelli di metallo e non cormorani o pellicani dal grande becco giallo. Inutile dire dei grandi abbracci con Ahmed e Brahim, che vista l'ora dice che ci saluta e va subito nella piccola moschea che sta di fronte all'ala delle partenze a pregare per il nostro felice ritorno. Non c'è che dire, lasciare gli amici è sempre un po' doloroso e questa è la seconda volta che li dobbiamo lasciare, anche se la prima era stata, almeno per me decisamente più doloroso, visto che a causa del braccio che mi penzolava di fianco non avevo neppure potuto abbracciarli.
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| Prore |
Ma poi l'ambiente aeroportuale asettico anche se ci troviamo in Africa, ci prende tra le sue braccia metalliche e marmoree al tempo stesso. Oramai tutti questi luoghi sono costruiti più o meno con le stesse caratteristiche prive di personalità specifica e appena ci entri sei proiettato in un'aura di internazionalità senza nome. Potresti essere a Caracas come a Seul, le lingue che senti intorno a te si moltiplicano all'infinito per diventare tutte uguali e la serie di facce che ti scorrono davanti rappresentano la varia umanità che popola il mondo e non dovrebbe dunque suscitare nessuna meraviglia. Il sentiero verso le tappe di rito si compiono così una dopo l'altro secondo le prassi comune, incluso il controllo della sicurezza, che, ultimo insulto davvero sgradito mi sequestra senza possibilità di discussione, il mio bastone antico, finemente scolpito, da sella di cammello, trasportato così inutilmente con fatica per tutto il paese con la massima cura per non scalfirne la bellezza e l'unicità. La motivazione del trattenimento è perché l'attrezzo potrebbe essere utilizzato per darlo in testa al pilota e quindi far precipitare il velivolo, come si può ben facilmente capire. A nulla valgono le reprimende e le richieste di risolvere anche bonariamente la questione, viene chiamato anche un ufficiale di grado superiore, diciamo il VAR, ma non c'è niente da fare, la Cassazione conferma il giudizio definitivo va già bene che non c0è pena accessoria.
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| Pescatori |
Il mio prezioso oggetto sparisce così nei meandri dei cestoni assieme alla montagna di forbicine, tagliaunghie e altri strumenti di offesa, che poi saranno convenientemente riportati al mercato per essere rivenduti ai turisti successivi. A una ragazzotta di un gruppo di Avventure nel Mondo che passa poco dopo di me. ma da un altro sgherro, capita invece di passare con lo stesso oggetto senza colpo ferire. Maledizione alle ingiustizie della vita e agli arbitri venduti! Con questo schiaffo salgo a bordo lanciando maledizioni a destra e a manca, ma tanto non c'è più niente da fare. Non riesco neanche a polemizzare qualche ora dopo a Casablanca, quando in attesa del cambio di volo, una robusta signora marocchina completamente addobbata di maglietta, tailleur e gonna animalier (d'altra parte siamo o non siamo in Africa) attacca bottone sparlando a piene mani di tutti quegli immigrati recenti che arrivano in Italia sprovveduti e pretenziosi. Lei che è arrivata in Italia oltre trenta anni fa e vive al confine con la Svizzera non può davvero più di questa gente che giunge senza arte ne parte e viene solo a crear problemi, cosa che afferma con decisione con il suo ormai forte accento ticinese, in cerca di contradditorio. Il razzismo verso i propri simili, è ancor più forte degli altri pur fastidiosissimi, come spesso ho avuto modo di constatare proprio in chi magari lo ha subito a sua volta. La tipa ormai infatti non sopporta più neanche i suoi vicini di qua, quando torna a casa a Casablanca a trovare i vecchi genitori, poi, stanca di non ricevere approvazione, se ne va a prendere il nostro volo per Milano, scrollando rumorosamente l'abbondante bigiotteria similoro che le addobba collo, orecchie, braccia. E' strano il mondo non è vero?
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| Mohammed |
SURVIVAL KIT
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| La moschea |
Da vedere a Nouakchott - Nella captale le cose da vedere non sono moltissime e di norma ritengo sia sufficiente una intera giornata per vederle tutte con calma. Imperdibile il Mercato dei cammelli, che si svolge appena fuori città alla periferia. Prendete la N2 in direzione sud e lo troverete sulla vostra destra, chiaramente visibile per la massa di animali presenti. Dedicategli una o due orette. Risalendo verso il centro non perdete il Mercato delle divorziate, dove potrete anche comunicare con le venditrici senza problema (un'ora). In città facendo un giro in centro dove passerete vicino ai palazzi del governo, potrete vedere la Moschea Saudita Ould Abas. Informatevi delle ore della preghiera se volete entrare all'interno. Poi merita un'altra oretta il Museo Nazionale sempre nei pressi, ci sono solo due grandi sale da visitare, dove è vietato fotografare. Un po' di tempo vi porterà via il Mercato generale sempre interessante e se dovete finire i soldi, una piccola zona di negozi per turisti, dove, più o meno, si trovano tutti gli oggetti souvenir che si rinvengono nelle altre parti del paese: Oggetti intessuti di paglia, collanine di pietre locali, pietre, cristalli e fossili, punte di freccia, giochi tradizionali, tessuti e similari. Infine dedicate tutto il tempo che vi rimane al Mercato del pesce, sulla spiaggia della città, assolutamente la sua parte più fotogenica e interessante. Se non è già previsto dal vostro itinerario, organizzare questo giro della città è possibile contattando agenzie sul posto che chiedono credo attorno ai 100 $, oppure credo assai più convenientemente contattare anche attraverso l'hotel, un tassista che vi porti in giro per tutto il giorno nelle tappe da voi indicate. portandovi infine all'aeroporto alla sera, visto che quasi tutti i voli per l'Europa, partono dopo le 20.
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| Un venditore |