| La guerra dei droni cominciata è (cit. Maestro Joda - Star wars) - imm. dal web |
Beh adesso che ho terminato di buttar giù il testo dei miei due ultimi lavori, Uzbekistan e Mauritania, devo dire che mi sento un po' orfano del blog, anzi anche un po' colpevole di lasciare orfani anche quei pochi che ancora seguono ancora il mio blogghetto. Il fatto è che da un lato mi occorre tempo per la fase intermedia prima della pubblicazione effettiva, e cioè la rilettura e la correzione delle oltre 600 pagine buttate giù un po' di getto e quindi un po' maldestre sia dal punto di vista sintattico che anche da quello semplicemente ortografico, che malgrado l'aiuto del correttore automatico, utilissimo strumento, che mi segnala le centinaia di errori di battitura, rimane sempre un'opera lunghissima e faticosa e poi ogni volta che rileggi ne saltano fuori altri, assieme alle aggiunte, ai ripensamenti, al cambiamento delle ripetizioni continue che la mia abitudinaria verbosità mi aiuta e costringe allo stesso tempo, ad ingrassare il malloppo. Ora è chiaro che come sempre più si taglia e si sfoltisce, meglio viene il lavoro finale, ma io non sono capace di operare questa sana opera dimagrante, non riesco a liberarmi del superfluo, ad eliminare aggettivi inutili e le centinaia di avverbi che finiscono in -mente che fanno subito comprendere anche al lettore più frettoloso che ha tra le mani il libricino di un dilettante scribacchino.
Ma che ci vogliamo fare, sono fatto così, d'altra parte, il fatto che la professoressa Pagliano mi gratificasse sempre di un massimo di un 5/6, certifica il limbo in cui sono sempre stati concepiti i miei lavori letterari a partire dal liceo. E pensare che non piaceva assolutamente il compito del Tema, che dovrebbe poi essere la base naturale di quel liceo classico che alla fine ritengo sempre la base assoluta degli studi degni di questo nome. Così l'aridità sistematica e la mancanza di tempo mi costringono a diradare i miei post in questa sede. Non è che non ci siano gli argomenti, anzi, ma la maggior parte, quelli di attualità, mi intristiscono a tal punto che non mi viene di certo voglia di affrontarli, anzi non vorrei correre il rischio di essere bannato su tutti i punti di visibilità del web a causa dei giudizi troppo tranchant che mi scapperebbero dalla tastiera sicuramente. Non parliamo della politica interna, argomento anche questo in cui temo di trascendere troppo e anche qui, vorrei evitare di vedermi suonare alla porta da qualche gruppetto di personaggi con un bel bottiglione di olio di ricino, che da questo lato al momento vado bene così. Mala tempora currunt come si dice. Alla fine temo che mi dovrò concentrare su falsi temi che riguardano i miei timori legati alla futura e prossima, ahimè partenza, che vedo messa in pericolo purtroppo, dall'andamento della situazione internazionale.
Per cui davvero non so da che parte battere la testa. E poi anche qui, temo di essere ricoperto dallo stormshit di chi mi rimprovererà di certo il fatto che io rompa le scatole, per non dir di peggio, per l'insignificante e personale particulare, quando il mondo è sospeso su un baratro ben più spaventoso e la gente è travolta da ben altro tipo di preoccupazioni. Non è così. Il problema è che io ne sono angosciato più di voi, ma metto la testa sotto la sabbia da buono struzzo, e mi scaldo per le minuzie, proprio per non pensare a quello che succede intorno a me, non solo di ben più grave, ma soprattutto che mi devasta il cuore, non avendo mai immaginato che nella mia vita mi sarebbe capitato di vedere orrori come questi che stanno accadendo intorno a noi, e che sinceramente pensavo che dopo la generazione dei nostri padri, non sarebbero mai più accadute, Ma evidentemente la lezione non viene mai capita completamente e ad intervalli anche lunghi nel tempo, tutto ritorna come e peggio di prima e ti dimostra che evidentemente non è servito a nulla. Si vede che con i decenni l'orrore che aveva fatto credere scomparse, certe orrende degenerazioni della mente umana, stupidamente credute morte e relegate ai libri di storia, le ha fatte solamente sopire dopo averle relegate nelle fogne dell'animo umano, ma man mano che il tempo passa, il male riprende a poco a poco forza e risale alla superficie, si fa nuovamente grande e riprende con prepotenza il posto che ritiene di meritarsi nel mondo e tutto ricomincia.
Per fortuna ho una età che forse non mi consentirà di vederne l'orribile fine, perché poi tranquilli, il risultato ultimo è sempre lo stesso e spazzerà via vittime e carnefici equalizzati dalla grande mietitrice, assieme a tutte le belinate che si sono pensate come grandi problemi inesistenti dell'umanità, sicurezza, immigrazioni e via cantando e poi si aprirà un ciclo successivo per un po' di anni, ma toccherà ad altri vederlo. Tranquilli il mondo andrà avanti ugualmente, l'uomo è una mala bestia che non si fa cancellare tanto facilmente. Non ci sono riusciti conquistatori che elevavano nelle piazze piramidi di teste mozzate, capipopolo che hanno trucidato intere etnie considerate inferiori, che ha loro volta divenute forti hanno rivolto la stessa ferocia, ampliata ancor di più verso i vicini e fratelli di sangue, pestilenze che mietevano un terzo alla volta della popolazione del mondo. Cosa volete che siano un po' di bombette atomiche o all'idrogeno. I missili e i droni volteggiano nel cielo come rondini in cerca della strada per la migrazione, troveranno certamente il luogo dove posarsi, purtroppo l'ignoranza artificiale che li guida li farà cascare più o meno a casaccio di qua e di là, a fare il loro sporco lavoro, per cui sono stati progettati. Il risultato sarà sempre quello che è stato fin da quando l'arma principe era la clava, non vi preoccupate. Bagatelle per l'umanità presa nel suo complesso. Dunque chi vivrà vedrà, noi invece, continueremo ad occuparci di piccole cose. Parva sed apta mihi, insomma e non parlo di case, ma di cose.