martedì 25 agosto 2026

Pam 50 - Come organizzare il viaggio

LA moschea di Chujand - Tajikistan - maggio 2026

 

Cominciamo col dire che l'Asia Centrale, o come qualcuno ha cominciato a definirli, i paesi degli -stan, sono una meta che sembra diventata di moda. Molti ci sono stati, molti ce l'hanno in programma e si moltiplicano le offerte per i più vari itinerari in questi paesi, che potrete compulsare con facilità su internet. Questo deriva credo, dal fatto che da un lato tutti questi paesi hanno capito molto bene l'importanza economica e le possibilità di lavoro e di sviluppo che offre il turismo, unito ai problemi di guerre che agitano sempre di più il mondo, cancellando molte mete un tempo assai richieste dai turisti di tutto il mondo, che quindi sono sempre alla ricerca di luoghi interessanti o nuovi da visitare. Dunque dopo questa premessa, non aspettatevi di creare viaggi di grande avventura con difficoltà insormontabili, da risolvere con grandi difficoltà, questi sono in generale, paesi ormai molto aperti ai flussi turistici, abituati ad accogliere i viaggiatori di tutto il mondo ed hanno cominciato anche ad offrire strutture di livello per chi è un po' più difficile e non si accontenta e quindi in ultima analisi piuttosto facili da visitare. Dunque come progettare un viaggio negli -stan? Per il dove, dipende come sempre dal numero dei giorni a vostra disposizione, per il come, dipende invece dal budget a vostra disposizione. Pensate un poco a questa proposta per grandi viaggiatori che mi appare come estremamente affascinate e che vi descrivo senza troppi dettagli, ma prendete una carta geografica e seguitemi. 

Se avete un paio di mesi a vostra disposizione, potreste arrivare in aereo in Turkmenistan, trascorrervi una settimana all'incirca, vedendo la capitale, il famoso cratere in fiamme e l'antica Merv e poco altro e poi passare il confine con il vicino Uzbekistan e, dedicandogli una decina di giorni, percorrere la direttrice Khiva (con escursione fino al lago di Aral), Bukhara, Samarcanda, Sharisabz, Tashkent, evtl. Valle di Fergana, poi passare il confine in Tajikistan cui dedicare un paio di settimane, da Chujand (a soli 100 km da Tashkent) e dintorni, Dushambé, poi percorrere tutto il confine con l'Afganistan e il corridoio di Wakhan e la Pamir Highway, fino a Murghab, quindi passare il confine con il Kirghizistan fino a Osh e almeno al lago Sonkul e Issikkul, girolando almeno per una settimana, infine raggiungere la vicina Kashgar in Cina e proseguire per 3/4 settimane fino al termine della via della seta a Xian, secondo il percorso descritto nel mio libro La via della Seta, comodamente percorribile in treno in tutto il tratto cinese. In alternativa arrivare in Kirghizistan fino a Bishkek e poi transitare in Kazakistan, l'ex capitale Alma Ati è a pochi chilometri dal confine e proseguire con la visita di questo paese per una decina di giorni, abbreviando il viaggio a 5/6 settimane. Un viaggio assolutamente epico  ch e probabilmente sarà il più bello della vostra vita per le implicazioni storiche, naturalistiche, etnografiche ed emozionali che può dare.  

Non avete sei settimane. Nessun problema, stesso percorso ma tagliando inizio e fine da Khiva (con arrivo in aereo a Urghench) a Osh, basteranno 4 settimane. Non avete nemmeno quelle, accorciate ancora inizio e fine da Tashkent a Bishkek, in pratica il nostro viaggio, basteranno 3 settimane. Non vi basta ancora. Per chi ha davvero poche ferie da sfruttare, partire da Dushambé e finire a Osh, prendendovi così tutto l'itinerario più emozionante (Wakhan e Pamir), qui dovreste farcela in due settimane o anche meno, c'è chi lo svolge in 9/10 giorni. Chi è appassionato di trekking troverà qui pane per i suoi denti, con un sacco di soluzioni e itinerari fantastici nei vari parchi, attorno ai laghi, ritrovandosi in paesaggi spettacolari. Occorrerà naturalmente partire dotati della propria attrezzatura. Non manca la possibilità di interessanti giri anche di parecchi giorni a cavallo, cosa che ritengo potrebbe essere straordinaria. Se riuscite cercate di inserire compatibilmente alle vostre date i periodi in cui si svolgono i festival tradizionali, che forniscono una ulteriore occasione di vedere eventi molto fotogenici ed inaspettati, come ad esempio il Navruz il loro capodanno che nel 12027 si svolge alla fine di Marzo. Insomma ce n'è per tutte le soluzioni e tutte le tasche. 

Una volta stabilito quale itinerario vi aggrada, veniamo al budget. Come sempre le soluzioni sono le solite classiche, totalmente fai da te, comoda agenzia sotto casa, oppure la via intermedia, a mio parere sempre la migliore, come rapporto qualità prezzo e anche semplicità di sbattimenti, cioè agenzia locale che si occupi di tutto l'itinerario in loco, auto e prenotazioni varie, scelto con le tue indicazioni di massima accoppiate ai loro consigli di fattibilità pratica. Il primo caso non è impossibile da fare, anche se decisamente più faticoso da organizzare e magari vi farà sprecare qualche giorno in più a causa della mancanza di conoscenza specifica dei luoghi, inoltre probabilmente vedrete un po' di meno per non conoscenza dei luoghi, orari, informazioni recenti. Oggi è possibile ovviamente prenotarsi i voli, l'auto a noleggio, non serve la patente internazionale, ma non so se potete prendere l'auto in uno stato e lasciarlo in quello finale, visto che non si tratta di un circuito, cosa che aumenterà un poco i costi. Inoltre tenete conto che per la parte più interessante del viaggio vi servirà una 4x4 ed un minimo di pratica e di abitudine per usarla su piste non sempre facilissime. Poi dovrete preoccuparvi di prenotare gli alberghi, soprattutto nella stagione estiva, più frequentata che sarà un bello sbattimento, ma si può fare soprattutto con Trip.com, oppure andare alla ventura, con grande perdita di tempo e magari difficoltà nelle zone più impervie dove le soluzioni sono più difficoltose. 

Per mangiare non ci sono problemi. Alla fine spenderete un po' meno, forse, ma non sono sicuro di quanto meno, considerato che sicuramente occorrerà qualche giorno in più per vedere le stesse cose, col rischio di perderne alcune anche importanti. Il rischio è ovviamente proprio quello di perdere cose ed esperienze, visto che sarete senza l'ausilio anche culturale di una guida; inoltre la barriera linguistica potrebbe diventare un problema, visto che fuori delle grandi città pochi parlano inglese, per cui consiglierei questa soluzione a chi ha una, anche se minima, conoscenza del russo, lingua parlata da quasi tutti quelli che si incontreranno. La soluzione più semplice è certo quella dell'agenzia sotto casa, che ovviamente si occuperà di tutto risolvendovi ogni tipo di problema e voi dovrete solo pensare a fare la valigia e partire. L'ovvio contraltare è che i costi per questo tipo di viaggio sono quasi stellari. Vedo offerte sul web, che superano i 4000 euro a testa per una decina di giorni nel Pamir. Di certo avrete alberghi molto confortevoli, perché una agenzia che ti fa spendere quelle cifre non vuole certo sentire al ritorno lamentele sulla qualità degli hotel. Quindi scegliete questa soluzione solo se volete fare un viaggetto breve, non volete sbattimenti di sorta e avete un bel portafoglio gonfio da mettere a disposizione. Infine c'è la terza via, quella che io ovviamente prediligo come vi ho detto. Comincerete a pensare diversi mesi prima a comprare il volo per arrivare alla città di partenza e da quella di ritorno. 

Oggi, tutte queste città sono ben servite da diverse compagnie con prezzi molto accettabili, a seconda dei periodi, difficilmente spenderete più di 7/800 € A/R o anche meno se beccate qualche offerta. Poi dovrete trovare una agenzia locale, attraverso il classico passaparola, di chi già è andato e si è trovato bene, che faccia al vostro caso con la quale stabilire un itinerario in base ai vostri desiderata, modulandola con gli eventuali pacchetti già pronti che questa vi potrà offrire, segnalando il tipo di sistemazione accettabile per le vostre esigenze, se 4 stelle, 3 stelle, B&B o Homestay e così via. Io vi suggerisco il più possibile gli Homestay che entrando a casa delle persone vi consentiranno di conoscere molto meglio la vita locale, posto che vi interessi naturalmente, riducendo moltissimo il costo. Ovviamente il costo dell'auto che dovrà scarrozzarvi per tutto il giro e della guida/autista, sarà suddiviso al numero dei partecipanti, del vostro gruppetto insomma, visto che queste agenzie ti fanno il viaggio anche per due sole persone, che ovviamente avranno un costo proporzionale. Al limite potreste accettare di essere inseriti in un altro gruppetto già fatto, cosa che diminuirà la vostra spesa, ma in questo caso dovrete accettare l'itinerario standard dell'agenzia. Questa soluzione di un vostro gruppetto anche minimo, però consente la massima libertà nella scelta dell'itinerario da concordare unita, ad un prezzo pressocché imbattibile per tutte la altre soluzioni. Per chi sceglie questa via consiglierei senza tema di sbagliare, di contattare il mio ormai caro amico Jamshed, le cui coordinate vi ripeto qui di seguito:

Zamshed Zokirzoda

Tel/Wapp - +992.92.8901117  - 

Mail : zokirzodajamshed89@gmail.com

https://www.facebook.com/Jamzokiri

instagram - travelwithjamshed 


L'ho conosciuto tramite una carissima amica che aveva fatto lo stesso itinerario con lui l'anno prima e me lo aveva consigliato assolutamente e io non posso che rinnovare il consiglio, perché credo che non mi poteva capitare di meglio, avendo a disposizione come accompagnatore, un professore universitario dal perfetto inglese, con un bagaglio culturale di livello superiore che mi ha fatto vedere, scoprire e soprattutto amare il suo paese come meglio non avrei potuto sperare e non voglio aggiungere altro nel timore di sembrare esagerato, quindi per l'ennesima volta lo consiglio a scatola chiusa. Scrivetegli e concordate con lui la vostra strada. A questo punto direi che siete pronti a partire. Ancora, da non dimenticare. Considerate che parte di questo viaggio si svolge dai 2000 metri in su, con diversi giorni a quota 3000 e punte di 4000/4500, per cui accertatevi di non avere problemi cardiaci importanti, anche se queste quote si raggiungono con gradualità e acclimatamento, quindi se non programmate trekking o sforzi particolari, il giro è davvero alla portata di tutti (considerate che io ho 80 anni e sono leggermente iperteso, ma non mi sono neppure accorto di questo problema). Fate comunque assolutamente una buona assicurazione medica, direi obbligatoria e portate con voi i medicinali di vostra routine. Tenete conto però che questi sono ormai paesi moderni, in cui nelle città si trova tutto e le condizioni igieniche non sono più quelle di una volta. A questo punto direi che siete pronti per partire. Nell'ultimo capitolo darò ancora qualche informazione specifica più dettagliata.

Il confine con la Cina


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lunedì 24 agosto 2026

Pam 49 - Considerazioni finali

Pamir - giugno 2026

 

Un altro viaggio è finito, concluso, è venuto il tempo dei riassunti, delle considerazioni, insomma bisogna tirare come sempre le somme sull'esperienza avuta. Ormai sono passati un paio di mesi dal ritorno e quindi credo che i ricordi e le emozioni si siano sufficientemente sedimentati per consentire una presa di visione critica e realistica, meno emozionale insomma, rispetto a quel turbinio di sensazioni che ti sei portato a casa, mentre ancora cercavi di rimettere insieme le idee, cercando di dormire sullo scomodo seggiolino dell'aereo. E questa volta non ci sono dubbi che si sia trattato di un viaggio importante che mi ha permesso di portare a casa un bagaglio di esperienze consistenti, assieme a tutto il resto naturalmente, conoscenze, informazioni, emozioni, storie. Questo non si può etichettare certamente come un viaggio qualunque, visto che si tratta anche di un itinerario abbastanza impegnativo, al quale bisogna applicarsi con attenzione, leggere magari qualcosa prima, per non arrivarci digiuno di quel minimo di conoscenze che serviranno a fartelo apprezzare veramente. Se devo dirla tutta però, mi aspettavo di dover superare maggiori difficoltà pratiche, visto che bisogna affrontare molti chilometri di fuori strada e le quote che si raggiungono sono sulla carta piuttosto impegnative visto che si sta parecchi giorni al di sopra dei 4000 metri, invece, sarà che ormai ne abbiamo viste parecchie, sarà che il nostro amico Jamshed è davvero una garanzia assoluta per tutta la fase organizzativa, siamo arrivati alla fine senza aver avuto difficoltà alcuna e potendo dire di aver apprezzato tutto quanto dovevamo spuntare dal programma. 

Se vogliamo esaminare con calma i vari aspetti, dobbiamo dire che gli interessi che portano dentro di sé questi due paesi sono davvero tanti, anche se sono decisamente misconosciuti. Cominciamo col dire che percorrendo questa via, avrai l'occasione di goderti una natura assolutamente strepitosa, visto che si percorrono migliaia di chilometri tra le catene montuose più alte, più selvagge, più belle ed allo stesso tempo meno conosciute del mondo. Si attraversano zone di alti pascoli punteggiati di yurte bianche che pensavi possibili solo nelle immagini di qualche dipinto esotico. Vedrai catene di monti ricoperte di neve che sfiorano e superano sovente i 7000 metri e che ti circonderanno da ogni parte e valli scavate da torrenti impetuosi che lasciano scoperte fianchi dai colori che crederai artificiali, tanto sono violenti e quasi innaturali. E territori deserti e spopolati, dove ti parrà di perderti per sempre, camminando attraverso terre sconosciute mentre sopra di te un cielo senza confini, punteggiato di stelle quante non ne hai mai viste, tali da farti perdere la voglia di contarle ad una ad una per cedere infine al loro abbraccio totalizzante. Percorrerai deserti di sabbie e di pietra, dove perderti di nuovo dopo esserti appena ritrovato, viaggiando per strade infinite e rettilinee in cerca di qualche forma di vita, qualche tenda, una casa isolata che ti accolga. Oppure al contrario, scendendo su interminabili serie di curve e controcurve per calare di 2000 metri in pochi minuti, mentre le orecchie si tappano e tu guardi gli strapiombi intorno a te con un terrore misto alla brama di non scostare lo sguardo che ammira quasi morbosamente il fondo del baratro che attira il tuo sguardo senza consentirti di levarlo in alto. 

E ancora vedrai fiumi sconosciuti e selvatici che solcano le brevi pianure popolate di mandrie numerose intente a pascolare, pecore, capre, bovini e soprattutto cavalli, bellissimi e fieri che corrono liberi con le criniere al vento, con gli stalloni che controllano le giumente e i giovani puledri appena nati nella primavera incipiente, con la coda sollevata e le froge fumanti. Insomma diciamo che se siete appassionati di natura questo è uno dei luoghi del mondo dove troverete il vostro sfogo. Poi c'è la parte che possiamo definire etnografica e qui davvero per coloro che sono interessati a questo aspetto c'è davvero un interesse assolutamente impareggiabile. L'Asia Centrale in generale e Kirghizistan e Tajikistan in particolare, sono uno straordinario melting pot di etnie a cui poche aree dal  mondo possono paragonarsi. Qui trovi mescolati tra di loro, tutti i popoli nomadi dell'Asia che l'hanno percorsa in lungo ed in largo per millenni, uniti assieme, dopo aver subito le influenze degli imperi e delle culture che si sono succedute in un territorio senza confini, subendone e assorbendone, tendenze culturali, influenze religiose e mescolanze di abitudini. Popoli turcomanni, iranici, mongoli e russi si sono alternati praticamente in ogni tratto di terra, lasciandovi la loro impronta nelle arti, nel costume, nella alimentazione. Dai riti sciamanici agli adoratori del fuoco zoroastriani, al buddhismo, all'induismo e la cultura ellenistica e poi all'Islam e al Cristianesimo, ma anche all'ateismo sovietico, tutto ha lasciato la sua impronta indelebile, che ritrovi continuamente con i residui del passato che ognuno di questi ha lasciato, con costruzioni, opere artistiche, modalità di vivere tuttora riconoscibilissimi. 

E allora cercherai di riconoscere le genti Tajike e poi quelle Kirghize, magari spiando la forma dei loro cappelli o dal taglio degli occhi e poi gli Uzbeki e i Kazaki che sono comunque presenti nelle città e nelle aree di confine, quei confini disegnati sulla carta da mani legate alla politica cieca e inconsapevole e non alla realtà vera di questi luoghi, perché mai come qui i confini  e le barriere sono linee che il nomade non riesce neppure ad immaginare legato com'è al concetto di spazio infinito e privo di limiti, che segue la pista percorsa dal bestiame, che non ha passaporti, ma è in cerca solamente di erba fresca da brucare nella valle successiva. E questa sarà l'esperienza meravigliosa, quella di entrare in contatto con queste genti, tentando di comprenderne il modo di vivere, i desideri, le speranze, cercando di interpretare i cambiamenti inevitabili che si trovano ad affrontare in questa difficile epoca di transizione, ora che possono conoscere il resto del mondo e magari desiderarlo, con i figli alle prese con scelte complicate e spiazzanti, se abbandonare per sempre la cultura dei padri attirati dalle malie di mondi lontani che promettono molto, magari poi facendolo pagare a caro prezzo o se rimanere attaccati ad un passato che potrebbe rivelarsi perdente, mentre la via mediana da percorrere con intelligenza per tentare di ottenere i vantaggi di entrambe le strade, non è così facile da mantenere, in bilico tra le chimere di una presente modernità che troppo alletta e i gorghi di un mondo che certo non torna più e rischia di inchiodarti nel limbo di una nostalgia propria solo degli anziani che rimpiangono gli anni della loro gioventù. 

Questo inoltre è uno dei luoghi dove meglio si può apprezzare e capire l'influenza e l'impatto che la emergente potenza cinese ha e avrà senza alcun dubbio sul resto del mondo. Qui potrete vedere come la Cina sta lavorando per consolidare la sua presenza sul territorio e diventare in un futuro molto vicino l'unico vero riferimento per tutta l'Asia, creando una dipendenza commerciale prima e poi ovviamente anche politica che si possa estendere anche all'Europa. Tutta questa parte del viaggio vi consentirà di trovare in queste terre, spunti di riflessione impareggiabili, oltre a poter fare incontri davvero interessanti. C'è poi in questo viaggio un aspetto immaginifico ed emozionale che non si può certo ignorare o sottovalutare. Percorrerete la via in assoluto più iconica ed importante degli ultimi millenni, in un tratto praticamente obbligato per la giunzione tra oriente ed occidente, quel tratto della cosiddetta Via della Seta che ha permesso a questi due mondi di entrare in contatto, assieme alla presa di coscienza delle indissolubilità di questi mondi stessi. Questa via obbligata è stata percorsa prima dall'armata di Alessandro Magno, che ha portato fino alla lontana India la civiltà ellenica, poi la via è stata percorsa al contrario da quel movimento buddhista che ha portato una nuova fede dall'India alle sconfinate steppe mongole, spargendole nel Tibet ed in tutta la Cina. E' stata poi percorsa da un esercito senza fine di mercanti che nelle due direzioni ha spostato quantità incalcolabili di merci, invenzioni, idee e contatti, dei quali il nostro Marco Polo è solamente il più noto ed il più raccontato capofila ed infine è stata la strada dove una serie innumerevole di eserciti ha scorrazzato per costruire imperi duraturi ed effimeri ognuno dei quali ha prosperato, ha costruito, ha eseguito massacri ed infine è stato consegnato al dimenticatoio della storia sepolto sotto le sue ceneri. 

Ebbene voi poserete i piedi materialmente proprio dove tutta questa gente ha messo i propri, dove è passato Alessandro e poi i monaci che portavano il verbo e poi Marco e Tamerlano e Gengis Khan e tanti, tanti altri e questa vi assicuro sarò una emozione senza pari, che vi porterete a casa sicuramente e che vi sarà indimenticabile. Senza dimenticare le incredibile sensazioni di percorrere per centinaia di chilometri il nascosto ed apparentemente nascosto corridoio di Wakhan, quella strada segreta e creduta irraggiungibile dalla quale ti confronterai ogni ora, ogni minuto, con quell'Afganistan vietato,  immaginato, desiderato e per me ancora precluso, che avrai lì a pochi metri da te per giorni interi, cercando di carpirne immagini e scrutarne i volti che si rivolgono a te al di là del fiume, quasi chiamandoti, sirene danzanti che cantano la loro malia nascoste sotto veli scuri che ti mostrano solamente occhi curiosi e ammaliatori, quasi invitandoti a fare qual salto tra le rocce, sopra quel guado di acqua, di certo possibile, vietato ma vicino in maniera affascinante e morbosa. Ma tutto questo appartiene all'immaginario di un viaggio sognato e apparentemente impossibile che invece si è compiuto per me, come cosa facile e di grande soddisfazione. Infine di certo avrete con voi al vostro ritorno una conoscenza, di certo non approfondita e magari con qualche svarione, visto che è davvero una casa presuntuosa il credere di aver capito un paese dopo esserci stato tre o quattro settimane. Ma tuttavia di molte cose potrete rendervi conto se cercherete di osservare ciò che vi circonda con il minor numero di condizionamenti e preconcetti possibili. 

Intanto vi renderete conto che questi due paesi, benché poco conosciuti e erroneamente ritenuti realtà secondarie di un Asia arretrata, tribale e pastorale, sono nella realtà decisamente molto più moderni e vicini a noi di quanto crediamo. La vita, specialmente quella delle giovani generazioni e delle città, non è poi molto diversa da quella europea. Lo stesso tenore di vita, rispetto a qualche decina di anni fa, è molto aumentato, i giovani studiano all'estero riportando esperienze e idee nuove, le rimesse degli emigranti e le materie prime provocano un afflusso di valuta che migliora progressivamente di anno in anno, la vita della maggior parte della popolazione. Insomma la sensazione, anche se nelle statistiche internazionali questi non sono molto in alto nella scala dei paesi ricchi, è quella invece di due paesi in pieno sviluppo, alla rincorsa di quel benessere materiale diffuso, che appare non poi così impossibile rispetto ad un tempo. Un altro aspetto importante è che molti contrasti etnici che nel recente passato hanno provocato problemi anche gravi, che sono poi quelli che hanno frenato fino a ieri lo sviluppo, siano ormai sopiti, se non completamente dimenticati. A questo contribuisce anche il fatto che pur trattandosi di due nazioni a maggioranza islamica, hai subito la sensazione che ci si trovi di fronte ad un Islam gentile, moderato, niente affatto estremista o radicalizzato, cosa anche questa molto utile a sopire tensioni e problematiche che poi frenano di norma l'evoluzione economica. Certo rimane il contrasto tra i residui della cultura tradizionale e del recente passato sovietico, che ancora ha una importanza notevole nella vita di tutti i giorni, uniti alle spinte che arrivano da occidente e dall'ingombrante vicino cinese, che adesso che ha morsicato l'osso perso per strada dalla Russia, non vuole certo mollarlo. Come in passato chi potrà controllare quella che resta comunque la moderna Via della Seta, avrà l'accesso alla possibilità di essere preminente sull'Eurasia di domani e quindi di conseguenza anche sul resto del mondo. Rimane quindi il fatto che questo è uno dei viaggi più stimolanti che si possano proporre oggi, per tutti i diversi punti di interesse che vi ho elencato. Quindi in ultima analisi, se ne avete voglia, sobbarcatevi la lieve e divertente fatica di esaminarne la vostra fattibilità personale. Nel prossimo capitolo cercherò di darvi qualche dritta generale a questo riguardo




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domenica 23 agosto 2026

Pam 48 - Ma cosa si mangia?

plof


laghman
Il capitolo che riguarda la gastronomia del paese visitato, come ormai sapete, non può mancare al termine della nostra sia pur falsa guida di viaggio, in quanto anche questo aspetto riguarda a buon titolo la cultura di cui vi ho parlato fino ad ora. In Pamir, o meglio in Tajikistan e Kirghizistan, la cucina ha un fil rouge che la accomuna inevitabilmente a quella dell'Asia centrale in generale, visto che questo bacino ha stili di vita e colture agricole molto simili, oltre ad una storia che accomuna i diversi paesi spesso sotto un unico racconto. Intanto devo premettere che il tipo di cucina che vi troverete ad affrontare, ha gusti decisamente vicini al nostro sentire, niente di troppo piccante, niente spezie troppo esotiche che a qualcuno possono infastidire. Insomma sapori abbastanza consueti che non vi costringeranno a scegliere con difficoltà nei menù che vi verranno presentati In ogni caso dobbiamo considerare di essere di fronte ad una cucina che ha tre madri fondamentali, quella turca, che è una delle più famose e apprezzate del mondo, oltre che tra le più variate, quella farsi o persiana che dir si voglia, con una tardiva ma importante influenza da parte di quella slava o per meglio dire russa, visto che il paese è stato parte di quell'impero fin dai tempi dello zar. Non dobbiamo dimenticare tuttavia che essendo questi due paesi al crocevia di commerci da secoli, ha subito influenze anche dalla Cina e dall'India, cosa che, chi ha dimestichezza con questi paesi, saprà notare certamente. 

Shashlik di pollo
Inoltre non dobbiamo dimenticare che questa era parte importante dell'impero mongolo e quindi anche un tocco che arriva dalle steppe, con tutto quello che concerne i prodotti tradizionali dell'allevamento e dai suoi derivati, non può mancare del tutto. Oggi naturalmente, pensando non tanto a fare di questo capitolo un trattato di cucina classica pamira, ma di parlarvi soprattutto di quello che potrete comunemente trovare nei locali che frequenterete come turisti, bisogna sottolineare che con sempre maggiore frequenza vi troverete di fronte ad offerte di piatti che potremmo definire occidentalizzati, a partire dalla consueta pizza o ai piatti di pasta ed a seguire con la colazione che incontrerete nei vari hotel, che potremo tranquillamente definire all'occidentale, con tè, caffè, succhi di frutta, uova, frutta, formaggi, yogurt, dolci vari e pure corn flakes per esagerare, con cui già partirete sazi per la giornata. Ma veniamo alle cose classiche che di certo incontrerete durante il viaggio. Cominciamo con il piatto più importante di tutta l'Asia Centrale, che è senza dubbio il Plov (o Plof), anche questo diventato Patrimonio immateriale Unesco, come la pizza e la cucina italiana, tanto per cambiare. Anche se ve ne ho già parlato fino alla nausea, vi metto qui ancora qualche ultima informazione storica. Secondo alcuni il piatto risale addirittura ad Alessandro Magno, in cerca di un cibo leggero la nutriente adatto all'esercito prima delle battaglie. 

Chorba
Si tratta semplicemente di un riso di varietà indica (quello molto allungato), cotto in un grande pentolone di ghisa, con ogni tipo di aggiunta di carne, principalmente di montone e verdure varie, inclusa frutta secca, tra cui non può mancare l'uvetta. Ogni famiglia ha la sua ricetta e si dice ce ne siano almeno 200 versioni diverse. Tra le spezie non mancherà come spezia di base, lo zafferano, che dà al piatto un sapore tutto sommato nostrano. Per tradizione va cotto all'aperto e curato dagli uomini e di solito viene servito a pranzo. Difficilmente non vi piacerà, essendo un gusto a noi vicino, fate tuttavia attenzione se lo mangiate in campagna dove le condizioni igieniche possono essere più critiche e sul pentolone nero in cui qualcuno continuerà a rimestare con un lungo cucchiaione di legno, aleggeranno di solito nugoli di mosche verdognole. Quindi non ti sarà ben chiaro che questo ininterrotto lavorio sia necessario per avere una cottura omogenea o non invece per tenere lontane le mosche di cui sopra. L'altro piatto classico sono gli spiedini (Shashliki) di varia natura, con carne di montone, di pollo o altro, di carne tritata con spezia, (poca) e aglio e cipolla o costituita di bei pezzettoni di carne marinata e succosa, che deve essere alternata a pezzi di grasso della coda, che gli conferiscono un buonissimo sapore. 

Non
Una variante che si trova dappertutto è quella in cui i pezzi di carne sono avvolti da un sottile strato di lardo e che vengono denominati Napoleon e che sono particolarmente succulenti. Sono l'altro piatto classico che troverete dappertutto e che non vi deluderà. Il terzo prodotto imperdibile di cui apprezzerete anche la fase della produzione che di certo avrete la possibilità di vedere durante il vostro itinerario è il pane Non (o in russo Lepioska), dalla forma inconfondibile, che si produce attaccando la forma preparate a mano, alle pareti roventi del tipico forno che si trova in ogni casa (tandoor) e comune in tutta questa parte di Asia fino all'India. Si tratta di una ciambella rotonda lievitata più o meno grande, con i bordi rilevati che gonfiano durante la cottura, sorprendentemente croccante, almeno fino è ancora tiepido e davvero buonissimo, a cui non sarete resistere fino a che il pezzo non sarà finito completamente. La superficie superiore del pane è sempre ricoperta di disegni prodotti con un piccolo strumento ricco di punte che formerà forme di fiori circolari sulla superficie dorata, ricoperta di semi di sesamo o di papavero. Pensate che il grande sapiente di medicina Avicenna lo consigliava assieme al Plov, come cura per le malattie debilitanti. Di norma se si viene invitati, è d'uso portare queste forme di pane come buon augurio. L'altro pane che si trova comunemente nei mercati o nelle panetterie è quello russo, a forma di pane in cassetta col nome (russo) di Xleb (pronuncia aspirata). 

Zuppa di verdura
Illustrati quindi i punti principali, gli assi portanti di questa cucina, passiamo a quanto vi potrà capitare di trovare durante il vostro giro. Altro piatto classico a metà strada tra la cucina russa e quella sinotibetana sono i Manty, (simili ai Pelmeny russi o ai Momo tibetani, detti anche Beljash o Tushbera e Chusuani in Kirghisia), classici della pasta ripiena, in pratica fagottini ripieni o di carne e cipolla o altre verdure, cotti in brodo o a vapore e conditi con aceto, smietana, burro o grasso di montone. Tra i primi ci sono poi i Laghman, tagliatelle tirate a mano, assimilabili ai noodles, servite in zuppe di carne e vegetali. Tra le zuppe si usano il Borsch alla russa, zuppa di barbabietole e anche porridge di ceci e zuppe di fagioli con latte ed erbe aromatiche e la Chorba (alla turca), una zuppa di carne. Naturalmente esistono moltissime altre varianti. Un antipasto molto comune, servito spesso durante il giorno come intermezzo o come cibo di strada sono i Samsa, involtini di carne e verdure, dalle ricette varie, impastellati e fritti (derivati dalle Samosa indiane),spesso sono chiamati Piroshki alla russa, ripieni di carne, verdure o anche dolci. L'altro classico sono i Dolma, involtini in foglie di vite, comuni dalla Grecia, alla Turchia e al Caucaso. La carne viene ovviamente servita anche come stufato, come il Nahot tajiko, di montone con i ceci. 

Shashlik di bovino
Più tradizionalmente kirghizo è il Beshbarmak, (cinque dita, perché si dovrebbe mangiare con le mani)tagliatelle con carne di agnello o di cavallo in brodo. Molte sono varianti con carne di cavallo, oltre che di bovino e fegati e interiora che vi consiglierei di lasciar perdere. A Bishkek si sente anche l'influenza della cucina uigura con piatti a base di spaghetti di riso freddi (fintyozi) o con salsa di carne e verdure (gyanfan).Molto comune l'Ashljanfu, noodle freddi con uova e gelatina. A contorno sono sempre servite insalate varie di stampo russo, con prevalenza di lattughe, pomodori e cipolle (attenzione al crudo). In Kirghizistan con gli shashlik vengono frequentemente serviti degli sgonfiotti di pasta molti simili al nostro gnocco fritto. I dolci sono frequenti sia la mattina a colazione, sia con le pause col tè che potrete fare nei locali chiamati appunto Chayhana, un tempo frequentate solo da uomini, ma adesso diventati normalissimi locali dove si può anche mangiare e che servono appunto, di base il tè verde con Halva e dolcini vari. In Tajikistan è anche in uso la variante di thè col burro detta Shirkoy, un po' come in Tibet, bevanda fortemente energetica specialmente servita in inverno. Questi sono molto dolci per il nostro gusto e ricchi di miele e frutta secca, inclusa la pasta di datteri, molto vicini al gusto turco e mediorientale. Uno dei classici è, come ho detto, l'Halva, miscela semisolida di farina e ghee (il burro chiarificato comune nel subcontinente indiano) a cui viene aggiunta ogni cosa a seconda del tipo, dal cacao, alla frutta secca, alle arachidi. 

Yogurt
Un'altra delle materie prime di base di questa cucina è, come ho già rimarcato, costituito dalla enorme varietà della frutta secca, che comincia con la principale, sicuramente l'uvetta che troverete in una enorme tipologia di varietà, poi ci sono le albicocche (davvero ottime), fichi, meloni, mele, prugne, cachi, cotogne, pesche, ciliegie, frutti di bosco e naturalmente datteri, noci e altre frutta a guscio. Queste rientrano in quasi tutti i piatti, dai primi ai dolci. Un accenno al problema dei vegetariani. Qui non c'è assolutamente una cultura di questo tipo, visto che la cucina è costituita essenzialmente di carne, tuttavia, anche per chi la esclude, non mancano le possibilità, in quanto avremo appunto le insalate, le zuppe di verdura e la verdura cotta e bollita, arricchita da uova. I latticini presenti in quantità faranno il resto. Abbiamo trovato anche qualche ristorante di livello superiore che segnalava in menù piatti vegetariani, comunque la vegetariana che era con noi non ha avuto problemi di sorta. E passiamo infine alle bevande, ovviamente troverete sempre e dappertutto e soprattutto di default nelle camere di tutti gli alberghi, le benedette bottiglie sigillate di acqua imbottigliata, che vi consiglio caldamente, assieme alle solite bibite gasate occidentali, poi come già detto il tè, verde o nero, e più raramente, specie in famiglia il Kompot, costituito da conserve di frutta in composta, uno dei diversi metodi di conservazione in alternativa all'essiccazione e il Kvas, un leggero fermentato acidulo e dissetante, della mollica di pane e lievito  avanzato, frutto entrambi della cultura russa. 

kurut
Ci sono poi tutti i derivati del latte. Formaggi, poco variati però, e tutta la serie degli yogurt, del kefir e infine kumis e ayran (leggermente alcoolici) e Kaymak (una crema dolce) oltre al famoso Kurut, le palline di yogurt dure usate come snack di cui vi ho già spesso parlato e che si trovano dappertutto. Con il Kurut si prepara il Qurutob, uno dei piatti tradizionali più antichi e caratteristici delle zone montane del Tagikistan. Questo viene preparato sciogliendo il Kurut nell’acqua e versandolo sul fatir (un pane tipo Non) spezzettato a striscioline, con l’aggiunta di cipolla, erbe aromatiche e, a seconda della variante, anche verdure, producendo uno dei piatti più rappresentativi della cucina tradizionale tagika.  Se sarete invitati in qualche famiglia, l'uso è un grande pranzo in cui non mancherà il plov e dove tutte le vivande vengono servita su un grande tappeto centrale attorno a cui tutti si siedono. Bisogna fare un cenno anche agli alcoolici, che sebbene si stia parlando di paesi in cui la maggioranza delle popolazione è musulmana, rimangono comunque paesi laici a tutti gli effetti e pertanto questi sono piuttosto diffusi, risalendone la tradizione ricca fin dall'antichità, con poeti e sapienti che ne esaltavano l'uso, a partire dal più noto Ommar Khayyam che gli dedicò moltissime delle sue famosa quartine. Quindi a partire dalla Vodka, diffusa ovviamente in periodo sovietico, nella tradizione delle feste importanti, come i matrimoni era d'uso anche champagne sovietico e caviale. Si passa ad un buon Koniàk, come si continua a chiamare, distillato di vino, che vi consiglio di provare ed eventualmente di portarvi a casa come souvenir, alla birra, discreta. Abbiamo poi tutto il capitolo vino di cui si spaccia una antica produzione tradizionale e mi sembra ci siano cantine che offrono degustazioni a cui è possibile organizzare visite, quella dove siamo passati noi, lo vendeva solamente nello spaccio aziendale. Se avete tempo pianificatene una che son sempre cose interessanti. E con questo direi che vi ho detto e descritto quasi tutto quanto vi potrebbe capitare sul tavolo.

Pizza con carne e formaggio alla mediorientale



Trota alla griglia
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