| Pamir - giugno 2026 |
Un altro viaggio è finito, concluso, è venuto il tempo dei riassunti, delle considerazioni, insomma bisogna tirare come sempre le somme sull'esperienza avuta. Ormai sono passati un paio di mesi dal ritorno e quindi credo che i ricordi e le emozioni si siano sufficientemente sedimentati per consentire una presa di visione critica e realistica, meno emozionale insomma, rispetto a quel turbinio di sensazioni che ti sei portato a casa, mentre ancora cercavi di rimettere insieme le idee, cercando di dormire sullo scomodo seggiolino dell'aereo. E questa volta non ci sono dubbi che si sia trattato di un viaggio importante che mi ha permesso di portare a casa un bagaglio di esperienze consistenti, assieme a tutto il resto naturalmente, conoscenze, informazioni, emozioni, storie. Questo non si può etichettare certamente come un viaggio qualunque, visto che si tratta anche di un itinerario abbastanza impegnativo, al quale bisogna applicarsi con attenzione, leggere magari qualcosa prima, per non arrivarci digiuno di quel minimo di conoscenze che serviranno a fartelo apprezzare veramente. Se devo dirla tutta però, mi aspettavo di dover superare maggiori difficoltà pratiche, visto che bisogna affrontare molti chilometri di fuori strada e le quote che si raggiungono sono sulla carta piuttosto impegnative visto che si sta parecchi giorni al di sopra dei 4000 metri, invece, sarà che ormai ne abbiamo viste parecchie, sarà che il nostro amico Jamshed è davvero una garanzia assoluta per tutta la fase organizzativa, siamo arrivati alla fine senza aver avuto difficoltà alcuna e potendo dire di aver apprezzato tutto quanto dovevamo spuntare dal programma.
Se vogliamo esaminare con calma i vari aspetti, dobbiamo dire che gli interessi che portano dentro di sé questi due paesi sono davvero tanti, anche se sono decisamente misconosciuti. Cominciamo col dire che percorrendo questa via, avrai l'occasione di goderti una natura assolutamente strepitosa, visto che si percorrono migliaia di chilometri tra le catene montuose più alte, più selvagge, più belle ed allo stesso tempo meno conosciute del mondo. Si attraversano zone di alti pascoli punteggiati di yurte bianche che pensavi possibili solo nelle immagini di qualche dipinto esotico. Vedrai catene di monti ricoperte di neve che sfiorano e superano sovente i 7000 metri e che ti circonderanno da ogni parte e valli scavate da torrenti impetuosi che lasciano scoperte fianchi dai colori che crederai artificiali, tanto sono violenti e quasi innaturali. E territori deserti e spopolati, dove ti parrà di perderti per sempre, camminando attraverso terre sconosciute mentre sopra di te un cielo senza confini, punteggiato di stelle quante non ne hai mai viste, tali da farti perdere la voglia di contarle ad una ad una per cedere infine al loro abbraccio totalizzante. Percorrerai deserti di sabbie e di pietra, dove perderti di nuovo dopo esserti appena ritrovato, viaggiando per strade infinite e rettilinee in cerca di qualche forma di vita, qualche tenda, una casa isolata che ti accolga. Oppure al contrario, scendendo su interminabili serie di curve e controcurve per calare di 2000 metri in pochi minuti, mentre le orecchie si tappano e tu guardi gli strapiombi intorno a te con un terrore misto alla brama di non scostare lo sguardo che ammira quasi morbosamente il fondo del baratro che attira il tuo sguardo senza consentirti di levarlo in alto.
E ancora vedrai fiumi sconosciuti e selvatici che solcano le brevi pianure popolate di mandrie numerose intente a pascolare, pecore, capre, bovini e soprattutto cavalli, bellissimi e fieri che corrono liberi con le criniere al vento, con gli stalloni che controllano le giumente e i giovani puledri appena nati nella primavera incipiente, con la coda sollevata e le froge fumanti. Insomma diciamo che se siete appassionati di natura questo è uno dei luoghi del mondo dove troverete il vostro sfogo. Poi c'è la parte che possiamo definire etnografica e qui davvero per coloro che sono interessati a questo aspetto c'è davvero un interesse assolutamente impareggiabile. L'Asia Centrale in generale e Kirghizistan e Tajikistan in particolare, sono uno straordinario melting pot di etnie a cui poche aree dal mondo possono paragonarsi. Qui trovi mescolati tra di loro, tutti i popoli nomadi dell'Asia che l'hanno percorsa in lungo ed in largo per millenni, uniti assieme, dopo aver subito le influenze degli imperi e delle culture che si sono succedute in un territorio senza confini, subendone e assorbendone, tendenze culturali, influenze religiose e mescolanze di abitudini. Popoli turcomanni, iranici, mongoli e russi si sono alternati praticamente in ogni tratto di terra, lasciandovi la loro impronta nelle arti, nel costume, nella alimentazione. Dai riti sciamanici agli adoratori del fuoco zoroastriani, al buddhismo, all'induismo e la cultura ellenistica e poi all'Islam e al Cristianesimo, ma anche all'ateismo sovietico, tutto ha lasciato la sua impronta indelebile, che ritrovi continuamente con i residui del passato che ognuno di questi ha lasciato, con costruzioni, opere artistiche, modalità di vivere tuttora riconoscibilissimi.
E allora cercherai di riconoscere le genti Tajike e poi quelle Kirghize, magari spiando la forma dei loro cappelli o dal taglio degli occhi e poi gli Uzbeki e i Kazaki che sono comunque presenti nelle città e nelle aree di confine, quei confini disegnati sulla carta da mani legate alla politica cieca e inconsapevole e non alla realtà vera di questi luoghi, perché mai come qui i confini e le barriere sono linee che il nomade non riesce neppure ad immaginare legato com'è al concetto di spazio infinito e privo di limiti, che segue la pista percorsa dal bestiame, che non ha passaporti, ma è in cerca solamente di erba fresca da brucare nella valle successiva. E questa sarà l'esperienza meravigliosa, quella di entrare in contatto con queste genti, tentando di comprenderne il modo di vivere, i desideri, le speranze, cercando di interpretare i cambiamenti inevitabili che si trovano ad affrontare in questa difficile epoca di transizione, ora che possono conoscere il resto del mondo e magari desiderarlo, con i figli alle prese con scelte complicate e spiazzanti, se abbandonare per sempre la cultura dei padri attirati dalle malie di mondi lontani che promettono molto, magari poi facendolo pagare a caro prezzo o se rimanere attaccati ad un passato che potrebbe rivelarsi perdente, mentre la via mediana da percorrere con intelligenza per tentare di ottenere i vantaggi di entrambe le strade, non è così facile da mantenere, in bilico tra le chimere di una presente modernità che troppo alletta e i gorghi di un mondo che certo non torna più e rischia di inchiodarti nel limbo di una nostalgia propria solo degli anziani che rimpiangono gli anni della loro gioventù.
Questo inoltre è uno dei luoghi dove meglio si può apprezzare e capire l'influenza e l'impatto che la emergente potenza cinese ha e avrà senza alcun dubbio sul resto del mondo. Qui potrete vedere come la Cina sta lavorando per consolidare la sua presenza sul territorio e diventare in un futuro molto vicino l'unico vero riferimento per tutta l'Asia, creando una dipendenza commerciale prima e poi ovviamente anche politica che si possa estendere anche all'Europa. Tutta questa parte del viaggio vi consentirà di trovare in queste terre, spunti di riflessione impareggiabili, oltre a poter fare incontri davvero interessanti. C'è poi in questo viaggio un aspetto immaginifico ed emozionale che non si può certo ignorare o sottovalutare. Percorrerete la via in assoluto più iconica ed importante degli ultimi millenni, in un tratto praticamente obbligato per la giunzione tra oriente ed occidente, quel tratto della cosiddetta Via della Seta che ha permesso a questi due mondi di entrare in contatto, assieme alla presa di coscienza delle indissolubilità di questi mondi stessi. Questa via obbligata è stata percorsa prima dall'armata di Alessandro Magno, che ha portato fino alla lontana India la civiltà ellenica, poi la via è stata percorsa al contrario da quel movimento buddhista che ha portato una nuova fede dall'India alle sconfinate steppe mongole, spargendole nel Tibet ed in tutta la Cina. E' stata poi percorsa da un esercito senza fine di mercanti che nelle due direzioni ha spostato quantità incalcolabili di merci, invenzioni, idee e contatti, dei quali il nostro Marco Polo è solamente il più noto ed il più raccontato capofila ed infine è stata la strada dove una serie innumerevole di eserciti ha scorrazzato per costruire imperi duraturi ed effimeri ognuno dei quali ha prosperato, ha costruito, ha eseguito massacri ed infine è stato consegnato al dimenticatoio della storia sepolto sotto le sue ceneri.
Ebbene voi poserete i piedi materialmente proprio dove tutta questa gente ha messo i propri, dove è passato Alessandro e poi i monaci che portavano il verbo e poi Marco e Tamerlano e Gengis Khan e tanti, tanti altri e questa vi assicuro sarò una emozione senza pari, che vi porterete a casa sicuramente e che vi sarà indimenticabile. Senza dimenticare le incredibile sensazioni di percorrere per centinaia di chilometri il nascosto ed apparentemente nascosto corridoio di Wakhan, quella strada segreta e creduta irraggiungibile dalla quale ti confronterai ogni ora, ogni minuto, con quell'Afganistan vietato, immaginato, desiderato e per me ancora precluso, che avrai lì a pochi metri da te per giorni interi, cercando di carpirne immagini e scrutarne i volti che si rivolgono a te al di là del fiume, quasi chiamandoti, sirene danzanti che cantano la loro malia nascoste sotto veli scuri che ti mostrano solamente occhi curiosi e ammaliatori, quasi invitandoti a fare qual salto tra le rocce, sopra quel guado di acqua, di certo possibile, vietato ma vicino in maniera affascinante e morbosa. Ma tutto questo appartiene all'immaginario di un viaggio sognato e apparentemente impossibile che invece si è compiuto per me, come cosa facile e di grande soddisfazione. Infine di certo avrete con voi al vostro ritorno una conoscenza, di certo non approfondita e magari con qualche svarione, visto che è davvero una casa presuntuosa il credere di aver capito un paese dopo esserci stato tre o quattro settimane. Ma tuttavia di molte cose potrete rendervi conto se cercherete di osservare ciò che vi circonda con il minor numero di condizionamenti e preconcetti possibili.
Intanto vi renderete conto che questi due paesi, benché poco conosciuti e erroneamente ritenuti realtà secondarie di un Asia arretrata, tribale e pastorale, sono nella realtà decisamente molto più moderni e vicini a noi di quanto crediamo. La vita, specialmente quella delle giovani generazioni e delle città, non è poi molto diversa da quella europea. Lo stesso tenore di vita, rispetto a qualche decina di anni fa, è molto aumentato, i giovani studiano all'estero riportando esperienze e idee nuove, le rimesse degli emigranti e le materie prime provocano un afflusso di valuta che migliora progressivamente di anno in anno, la vita della maggior parte della popolazione. Insomma la sensazione, anche se nelle statistiche internazionali questi non sono molto in alto nella scala dei paesi ricchi, è quella invece di due paesi in pieno sviluppo, alla rincorsa di quel benessere materiale diffuso, che appare non poi così impossibile rispetto ad un tempo. Un altro aspetto importante è che molti contrasti etnici che nel recente passato hanno provocato problemi anche gravi, che sono poi quelli che hanno frenato fino a ieri lo sviluppo, siano ormai sopiti, se non completamente dimenticati. A questo contribuisce anche il fatto che pur trattandosi di due nazioni a maggioranza islamica, hai subito la sensazione che ci si trovi di fronte ad un Islam gentile, moderato, niente affatto estremista o radicalizzato, cosa anche questa molto utile a sopire tensioni e problematiche che poi frenano di norma l'evoluzione economica. Certo rimane il contrasto tra i residui della cultura tradizionale e del recente passato sovietico, che ancora ha una importanza notevole nella vita di tutti i giorni, uniti alle spinte che arrivano da occidente e dall'ingombrante vicino cinese, che adesso che ha morsicato l'osso perso per strada dalla Russia, non vuole certo mollarlo. Come in passato chi potrà controllare quella che resta comunque la moderna Via della Seta, avrà l'accesso alla possibilità di essere preminente sull'Eurasia di domani e quindi di conseguenza anche sul resto del mondo. Rimane quindi il fatto che questo è uno dei viaggi più stimolanti che si possano proporre oggi, per tutti i diversi punti di interesse che vi ho elencato. Quindi in ultima analisi, se ne avete voglia, sobbarcatevi la lieve e divertente fatica di esaminarne la vostra fattibilità personale. Nel prossimo capitolo cercherò di darvi qualche dritta generale a questo riguardo