martedì 7 aprile 2026

Mau 30 - 90 Motivi +1 per visitare la Mauritania

Trasportoapre . Mauritania - Gennaio 2026


Non so se co, questa chiacchierata che porto avanti ornai da quasi tre mesi, sono riuscito a trasmettervi in qualche modo il pacchetto di emozioni davvero potenti che mi sono portato a casa da questa ennesima scorribanda africana e soprattutto nel suo deserto fondamentale ed iconico, il Sahara. Questo è un viaggio che appassionerà certamente tutti quelli che hanno per queste vie delle sabbie, una propensione atavica, frutto chissà, per chi ci crede, di qualche reminiscenza di vite precedenti. Siamo stati forse pastori berberi, conduttori di dromedari o forse peggio, capi carovana che commerciavano schiavi attraverso il Sahel. Non lo so, ma di certo abbiamo dentro una attrazione speciale che non ha bisogno di incentivi o spiegazioni. Tuttavia credo che anche chi col deserto non abbia mai avuto contatti, se lanciato in uno di questi viaggi, non possa ritornarne come prima di quando è partito. Il deserto e il suo mondo unico, gli lascerà di certo qualche cosa, di cui magari non si accorgerà subito, ma questo virus, si svilupperà nel tempo magari rimanendo a lungo latente dentro di lui, per poi scoppiare all'improvviso imponendo la sua legge e allora si ricomincerà a sognare, raid attraverso le sabbie, itinerari inconsueti seguendo tracce di antichi viaggiatori e così via. Comunque tanto per specificare meglio, tutti abbiamo bisogno, oltre che di sognare, anche di dati certi, di indicazioni più precise al fine di costruirci solide motivazioni e quindi voglio elencarvi come mio solito, un elenco pedissequo di motivi, che potrebbero convincervi e spingervi a programmare questo viaggio. Così per questo paese ho cercato di entrare un po' più a fondo di quanto si faccia di solito, approfondendo un po' meglio gli aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato anche il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche e di tempo, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente varrebbero la pena di essere più a fondo indagate, tornandoci magari per la terza volta. Tuttavia a conclusione, sperando di stimolarvi comunque al viaggio, ecco come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questo paese o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quella terra, lontana nello spazio e così differente ed intrigante, ricordando sempre che la cultura non alberga solamente nel nostro patinato mondo occidentale, ma che forse si può trovare anche nelle profondità di luoghi dove non si immaginava potesse essere transitata pe secoli.

  • Arrivare a Nouakchott nel cuore della notte attraversandone i quartieri addormentati
  • Partire la mattina presto puntando decisamente verso il deserto
  • Fermarsi nel nulla ad osservare i dromedari che brucano tra le dune
  • Mangiare uno squisito mechoui ad Akjaoujit
  • Prendere la prima pista tra le sabbie e fermarsi, aspettando i nostri amici che pregano 
  • Godere il tramonto tra le dune di Azoueiga
  • Rimanere a guardare il cielo e la notte stellata al fuoco di un falò
  • Prendere un tè alla menta nel deserto
  • Camminare sui tratti dove la sabbia cambia colore
  • Fermarsi alle tende dei beduini e comprare un sostegno di sella di cammello
  • Percorrere la Vallée Blanche tra dune di zucchero
  • Sprofondare nella sabbia gialla al passo di Tifoujar e comprare sacchetti di datteri dolcissimi dai nomadi lungo la strada
  • Proseguire di oasi in oasi fino a Toungad e andare a trovare Riccardo che vive lì da 30 anni
  • Arrivare fino alla sorgente tra i monti dell'osai di Terjit
  • Incontrare ragazzi che vivono qui e cenare con loro sotto le stelle
  • Girare nei villaggi tra le case inseguiti da torme di ragazzini
  • Guardare il panorama dei canyon dalla sommità dei tavolati al loro bordo
  • Percorrere la route d'Aoujeft nel deserto sassoso fino all'oasi di M'Hairit
  • Guardare le facce di chi arriva alla sorgente Guelta e si gode le acque del laghetto
  • Arrivare a Cinguetti, la regina delle sabbie
  • Passare da una biblioteca all'altra guardando manoscritti miniati di mille anni
  • Recitare poesie con un custode del sapere
  • Toccare libri divorati dalle termiti con teoremi di geometria
  • Ritrovare lo stipite della porta su cui mi sono rotto l'omero dopo un anno
  • Essere riconosciuto dai camerieri dell'albergo
  • Camminare tra i vicoli della città semisepolta dalle sabbie
  • Sostare davanti alla moschea semisepolta da sei secoli, della prima Cinguetti 
  • Ritornare in città in cammello
  • Visitare il piccolo museo etnografico e la cooperativa delle donne comprando braccialettini
  • Camminare tra i negozi della nuova Cinguetti per arrivare al centro
  • Fermarsi ad un incrocio a guardare uomini che giocano a scacchi in mezzo alla sabbia
  • Osservare i bambini che corrono in mezzo alla strada con giocattoli fatti da loro
  • Farsi agghindare di sciarpe in un negozio di un bravo venditore
  • Vedere il tramonto dalla duna più alta davanti alla città
  • Partecipare ad un matrimonio tra canti e balli forsennati nello stadio cittadino
  • Correre in auto tra le dune formando carreggiate nuove senza il timore di perdersi e sfiorare carovane che fanno il nostro percorso in una settimana

  • Fermarsi a bere un té in un gruppo di capanne di paglia
  • Medicare sommariamente la ferita di un anziano che accorre appena vista una macchina che si è fermata
  • Osservare le barriere di foglie di palma innalzata per fermare l'avanzata delle dune
  • Arrivare da Zaida e ritrovarla come un anno fa allegra ed attiva
  • Visitare il nuovo centro dove si svolge il festival annuale e il suo museo
  • Fare foto alle ragazze ritrose che poi le vogliono assolutamente
  • Ripercorrere le scale di pietra di Ouadane, la città dei Sapienti
  • Ammirare i pilastri, gli archi ed il minareto della antica moschea di pietre
  • Guardare le palme dell'oasi dall'alto delle mura
  • Vedere con stupore le antiche serrature di legno
  • Percorrere la larghe strade sabbiose della città nuova inseguiti dalle ragazzine
  • Incontrare l'accompagnatore di Filippo Tenti durante il suo documentario e farsi nuovi amici
  • Raggiungere la struttura di Richat detta l'Occhio del Sahara
  • Arrivare fino al centro e dall'altura cercare di riconoscere i bordi e mettere una pietra sulla piramide
  • Fermarsi davanti ad una piccola mandria di onagri immobili che ci guardano
  • Cercare sulla montagna la giraffa ed il toro tra i graffiti di Agrour Amojar 
  • Camminare sulla lastra di pietra nera cercando antichi Dolmen
  • Fotografare la modella camerunense Aisha che posa sui massi di lava nera, carica di monili d'oro
  • Ammirare il fortino di Sedan dall'alto del passo di Ebnou 
  • Passeggiare nel mercato di Atar guardando tra i banchi
  • Bere carcadè mangiando stufato di cammello
  • Ballare e suonare tamburi al suono della Kora di un griot con le ragazze del posto
  • Visitare le rovine della antica città di Azougui ancora da scavare
  • Fermarsi al passo a raccogliere pezzi di roccia mirabilmente venati di ogni colore
  • Raggiungere Choum e vedere per la prima volta il famoso treno che passa
  • Percorrere per intero il famoso tunnel, monumento alla stupidità europea
  • Raggiungere Zouerat e celebre miniera di ferro
  • Andare al  punto di partenza del treno e salire sui vagoni "passeggeri" familiarizzando con chi cerca di salirci
  • Visitare i vari cantieri della miniera tra residuati e pezzo abbandonati
  • Passare tra i banchi del mercato di Zouerat
  • Aspettare nel deserto il passaggio del treno carico di minerale
  • Passare nei villaggi fatti di traversine di ferro
  • Correre tra le sabbie per raggiungere il monolite di Ben Amerà
  • Transitare per cinque chilometri oltre il confine del Sahara Occidentale
  • Toccare il monolite per cercare di assimilarne la forza
  • Girare attorno al monolite femmina ascoltandone le leggende che li circondano
  • Godersi l'ennesimo tramonto e dormire tra le sabbie, dopo essersi fatti passare la paura dello scorpione
  • Dare un passaggio nel deserto e toccare con mano le tragedie della migrazione
  • Mangiare riso e pollo in una baracca lungo la strada nazionale ritrovata
  • Raggiungere finalmente il mare e il porto di Nouadhibou
  • Visitare Cap Blanc e il museo della foca monaca, camminando sulla spiaggia
  • Cercare il cimitero delle navi arenate e non trovarlo più
  • Correre sulla riva tra milioni di gabbiani e cercando uccelli migratori
  • Chiacchierare con Fatma al mercato di Nouadhibou
  • Fotografare piedi disegnati con l'henne di amiche di Ahmed
  • Percorrere la riva del Banc d'Arguin osservando le barche dei pescatori che pescano coi delfini
  • Fotografare la fauna ornitologica che popola il parco
  • Stupirsi della quantità di pesce pescato e vistare i villaggi dove essiccano i muggini
  • Essere ricevuti da un capo villaggio che offre tè e farina di pesce secco
  • Correre a tutta velocità sulla riva per decine di chilometri sollevando nuvole di gabbiani
  • Percorrere lingue di sabbia dove sostano pellicani e cormorani
  • Stupirsi delle mille sfumatura di sabbia lungo le rive
  • Aggirarsi tra i pescatori nei villaggi Imraguin mentre scaricano i pesci dalle barche
  • Girare per il mercato dei cammelli di Nouakchot
  • Chiacchierare con le divorziate al loro specifico mercato
  • Vedere la grande moschea della città ed il suo polveroso Museo
  • Passeggiare nell'enorme mercato e finire in un ristorante turco
  • Perdersi lungo la riva del porto al mercato dei pescatori tra migliaia di barche colorate 
ed infine
  • Fare un'ultima foto ricordo con gli amici alla grande scritta col nome della città mentre vai all'aeroporto per tornartene a casa
Dromedari


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche  interessare:

Mau 29 - Come andare

Deserto 

lunedì 6 aprile 2026

Mau 29 - Come andare

Dune di Azoueiga - Muritania - gennaio 2026 

 Niente altro da dire come di consueto per tutti coloro che si sono goduti il viaggio, cercando di capire il paese attraverso le mie chiacchiere, mentre voglio spendere ancora qualche parola a beneficio di quelli che vogliono avere qualche consiglio o dritta di prima mano in quanto hanno deciso, magari sulla spinta del mio stesso entusiasmo per progettare un viaggio in Mauritania. Dunque direi che le alternativa di come organizzare il viaggio e andare sono le solite. Intanto si può partire anche decisamente da soli. Abbiamo visto in giro, anche nei luoghi più remoti, molti Europei con mezzi spaziali o anche con carrette raccogliticce anche se coraggiose, che se ne andavano per piste appena accennate arrivando in ognuno dei punti attraverso i quali passavamo. Le strade ufficiali e anche quelle sterrate, ma segnate sulla mappa non danno ovviamente problemi di sorta, oltretutto non sono molte e portano in tutti i punti topici, quindi è facile seguirle dopo aver fissato un itinerario di massima, Un po' più complesso secondo me è avventurarsi nel deserto fuori pista a meno che di avere una certa esperienza, non tanto per la conduzione del mezzo, in queste condizioni di terreno, cosa in cui chi si propone questi obiettivi è già abituato a fare, ma per il problema di ritrovare la strada e soprattutto centrare i punti di interesse, che senza una guida, secondo me potrebbe dare qualche problema. 

Comunque in giro si incontrano moltissimi viaggiatori di questo tipo, ad esempio nei pressi del monolite abbiamo incontrato più di dieci mezzi accampati qua e là, che arrivavano direttamente dall'Europa, tramite la Spagna e il Marocco, cosa che ha loro consentito di visitare anche il Sahara Occidentale. Decisamente la considererei una gran bella esperienza, ma necessita comunque di un robusto investimento nel mezzo con cui affrontarla. La seconda soluzione, quella più semplice ovviamente è la ricerca di una agenzia sotto casa che ti dia il pacchetto chiavi in mano, senza nessuno sbatti. Oggi  la tendenza è quella di accorciare il viaggio il più possibile, sia per una ragione di costi, che anche per il fatto che la vita moderna ti costringe spesso a comprimere sempre di più i tempi di distacco dal lavoro. Quindi se escludiamo i pensionati, direi che queste sono le motivazioni che spingono in questa direzione, considerando tuttavia che i costi salgono considerevolmente, per più che giuste ragioni. Difficilmente scenderete sotto i 3000 € per viaggi di durata inferiore ai 10 giorni tutto incluso. I costi dell'agenzia in Italia, il lavoro che fanno al posto tuo, prenotazioni ed organizzazione, l'accompagnatore che sarà con te al seguito ed infine il corretto guadagno che chi svolge una attività commerciale deve avere per sopravvivere, sono i giusti motivi. Un plus che a volte questa soluzione vi propone è quella dei viaggi tematici, Ad esempio vi posso suggerire la proposta di viaggio  fotografico che effettua l'amico fotografo Roberto Cornacchia di Namaa Travel Photography (di cui consiglio di dare un occhiata al suo lavoro qui) su   robertocornacchia.com dove troverete tutte le informazioni per contattarlo. 

Infine la terza via, quella da me seguita del fai da te organizzato, che consiste nel preparare da soli tutto quanto serve per arrivare laggiù, scegliersi un'itinerario confacente ai propri interessi specifici e in base ai giorni necessari per svolgerlo e quindi rivolgersi ad una agenzia locale che ti assita in un viaggio su misura. In questo caso ovviamente più economico, per chi è in cerca di queste soluzioni, vi darò una serie di dritte qui di seguito assieme al caldo consiglio di rivolgervi all'amico Ahmed Salem, di cui vi segnalo le coordinate:

Mauritania train tour: www.mauritania-train-tour.com

email: mauritania1995.ahmed.tours @ gmail.com

mobile&Whatsapp: +222 481 433 27- +222 32 67 85 26

Facebook : https://www.facebook.com/ahmed.salme.37  e  https://www.facebook.com/profile.php?id=61555935399695

Contattatelo dicendogli il giro ed i punti di interesse che avete in mente ed i giorni a disposizione, se sarete da due o più persone, vi confezionerà il tour completo a prezzi molto concorrenziali (e con max tre turisti per Toyota pickup 4x4, per stare convenientemente comodi, noi in 4 avevamo due auto, mentre abbiamo visto gruppi con 4 turisti per auto più l'autista). A questo punto dovrete occuparvi di trovare un volo il più conveniente possibile e se mirate al risparmio, cominciate a cercare molti mesi prima, con i soliti criteri di ricerca di noi spendi poco dal braccino corto, specie ornitologica che alligna abbondante e sicuramente non in pericolo di estinzione. Giorni particolari, partenze flessibili consultazione del web accanita, meglio se tramite VPN, per trovare i voli più convenienti, ricordate che, anche se non è il caso di ripeterlo sempre, che ogni volta che vi collegate ad un sito, l'algoritmo  tende a far aumentare il prezzo, stessa cosa per chi usa Smartphone o peggio I-phone che viene considerato a priori più  ricco. Comunque per Nouakchott le soluzioni non sono molte. Le meno care al momento della mia prenotazione erano la Tunis Air (via Tunisi) che ha anche vinto sul Web, la segnalazione, non so quanto ambita, di peggior compagnia aerea del mondo! Era  in effetti la più economica e io la scelsi per il primo tentativo nel gennaio del 2025, ma è stata perennemente in ritardo e per quello più fastidioso, che chi fece arrivare alle 4 di notte con oltre 4 ore di ritardo, alla mia richiesta di rimborso dovutomi per le regole internazionali, seguendo le indicazioni del loro stesso sito, non mi ha neanche risposto, per cui l'ho cancellata dai miei fornitori, secondo la regola, se mi freghi una volta non ti darò più una seconda occasione per farlo. 

Tranquilla e consigliata oltre che poco più cara, la Royal Air Maroc, che mi ha servito nella seconda occasione. I tempi di volo sono più o meno gli stessi e di norma i voli arrivano là sempre dopo la mezzanotte, quindi pensate sempre a qualcuno che venga ad aspettarvi all'arrivo. Ricordate inoltre che per entrare nel paese è necessario il visto turistico che adesso si ottiene per via telematica, come e-visa, che vi verrà inviato in tre giorni. La pratica è semplice e veloce ed il pagamento in dollari americani viene fatto all'arrivo. Ricordatevi che nonostante abbiate già fatto tutto, la pratica all'arrivo è piuttosto lunga e al fine di non perdere più di un'ora all'arrivo, visto che saranno sempre le due o le tre di notte, precipitatevi subito all'ufficio visti, che sta alla vostra sinistra prima del controllo passaporti, coi soldi contati in mano, perché non hanno mai il resto (nel 2026 erano 60 USD, portatene 5 in più che magari è aumentato in corso d'opera) e il foglio stampato che vi è stato inviato. A questo punto bisogna pensare ad un'itinerario. Per chi viaggia da solo preparate almeno una cinquantina di fotocopie di passaporti e dati passeggeri (tutti in una pagina), da dare alle innumerevoli postazioni di controlli che troverete continuamente lungo la strada, questo velocizzerà notevolmente i tempi al passaggio, perché se no dovrete trascrivere ogni volta tutto a mano. Se invece siete con l'agenzia ci avranno pensato loro a farle. 

Per l'itinerario, ci sono soluzioni minime che vanno intorno alle 7 notti effettive (ricordatevi che bisogna sempre aggiungere 2 giorni per il volo, tra andata e ritorno) che vi consentiranno di fare un giro veloce ma abbastanza esaustivo dei punti topici, lungo la N1 con qualche sconfinamento nel deserto circostante. La soluzione che ho scelto io e che consiglio è di 12 notti effettive + volo, pari a 14 gg. e vi farà fare un giro abbastanza completo che comprenderà Nouakchott- Dune di Azoueiga- Terjit - Cinguetti - Graffiti di Amajar e Agrour - Ouadane - Occhio del Sahara - Atar - Zouerat - Le miniere di ferro e il famoso treno - Monolite di Ben Amira - Nouadibou - Cap Blanc - Parco del Banc d'Arguin - Villaggi della costa - Nouakchott. Questo giro consente di vedere tutte le cose principali del paese e tutti i siti Unesco segnalati. Per chi avesse 5-7 giorni in più da spendere invece, soluzione molto interessante, a queste cose verrà aggiunto un itinerario attraverso il deserto a sudest, assolutamente meno battuto, lungo la pista che porta al Mali consentendo di vedere anche le due altre città antiche della carovana di Timbuctù, che sono Tichitt e Oualata, con l'opportunità di contattare la tribù nomade dei Nemadi che cacciano coi cani, inoltre la pista che viaggerà sul bordo del confine maliano lungo la parte del Sahel mauritano che passerà anche per Tidjika (festival dei datteri), in una zona sahariana molto remota e Kiffa, nota per la produzione tradizionale del pane da parte delle donne. 

Questo itinerario è molto poco frequentato e dubito incrocerete altri turisti lungo la via, tuttavia credo sia di grandissimo interesse. Per quanto riguarda le sistemazioni, assicuro che sebbene ci troviamo in Africa ed in zone poco turistiche in cui i grandi resort vacanzieri sono praticamente assenti, tutte le soluzioni che troverete sono assolutamente valide, pulite e complete di tutte le comodità che ricercherete dopo le lunghe ore di piste nel deserto. Gli alberghi sono in massima parte nuovi, puliti e confortevoli con AC, docce calde e ovviamente l'ormai indispensabile wifi. In ogni caso per le comunicazioni, Ahmed provvederà a fornirvi una SIM da utilizzare sul posto e ovunque e funzionante spesso anche nel deserto, che ormai il mondo avanza anche lì. Per le notti che invece trascorrerete nel deserto saranno a disposizione tende grandi, più o meno confortevoli, ma sempre accettabili e tali da farvi godere le notti solitarie tra le dune. L'acqua imbottigliata sarà sempre a disposizione in quantità e per i pasti non mi dilungo più oltre visto che l'argomento è stato già trattato nel capitolo precedente. Dunque direi di lasciarvi andare e partire per visitare questo inaspettato paese che unisce l'interesse per un luogo assolutamente poco conosciuto al fatto di avere bellezze naturalistiche, soprattutto per gli amanti del deserto, straordinarie, unite a punti culturali ed etnografici decisamente insoliti e direi imperdibili. Andateci prima che diventi anche questa una meta di moda e troppo battuta.

Ahamed Salem


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche  interessare:


Mau 27 - Considerazioni finali
Mau 26 - Ultimo giorno
Mau 25 - Mercato dei cammelli

sabato 4 aprile 2026

Mau 28 - Ma che si mangia?

Datteri e noccioline . Mauritania - gennaio 2026


Siamo finalmente arrivati al capitolo gastronomia, settore che ha i suoi amatori, visto che anche durante le mie chiacchierate, mi viene sempre richiesto di dedicare un piccolo spazio a questo argomento. Dunque voglio dedicare anche stavolta un piccolo spazio alla cucina mauritana o meglio a quanto avrete la possibilità di incontrare durante la vostra permanenza da turisti. La necessaria premessa è che questo territorio al confine tra due mondi ha tradizioni culinarie che provengono dalla sua storia recente, quindi le influenza fondamentali derivano inevitabilmente dal suo essere una terra di deserto, popolata da pastori nomadi, influenzata dalla cucina magrebina del nord, ma anche dalla vicinanza col Senegal a sud, senza ovviamente dimenticare i lasciti culturali lasciati dalla dominazione francese. Inoltre bisogna considerare che a causa della limitatezza delle risorse, siamo sempre come ho appunto rimarcato, nel deserto, la varietà non è l'aspetto che meglio contraddistingue i piatti mauritani. Quindi preparatevi al fatto che questo capitolo sarà più breve del solito. Consideriamo intanto gli ingredienti a disposizione. Uno di quelli più tradizionali e importanti anche per l'economia del paese è il dattero, considerato  una risorsa alimentare imprescindibile e sempre disponibile su tutte le tavole ed in tutti i mercati, grazie ad un prezzo contenuto accessibile a tutte le tasche. 

Potage di carote
Oltre a ciò, il prodotto è molto interessante dal punto di vista nutrizionale, in quanto oltre ad essere una fonte energetica ricchissima contiene molti altri elementi minerali e vitaminici eccellenti, tali che lo rendono anche in presenza di scarsità di altre derrate alimentari, una base sufficiente per garantire una accettabile sussistenza. Ecco perché troverete costantemente sottoforma di snack sulle tavole di tutti i locali o ristoranti un piattino di datteri, che parimenti vi verranno sempre offerti in occasione del tè o se verrete invitati in qualche casa o in qualche tenda, presenti anche come componenti di dolciumi di vario tipo. Ovviamente sono ancor più presenti nelle oasi. Le varietà più comuni sono tutti di origine locale. La più nota, specialmente nella zona di Atar è la Abel, caratterizzata da frutti piuttosto piccoli e schuri ma molto dolci. La colazione invece, come si può ben capire è fortemente influenzata dalla cultura francese, in particolare nelle città, anche quelle minori, nei locali moderni che sono sorti come i funghi e che offrono tranquillamente dolcini e brioche, con magari cappuccino e caffè accettabile, succo di frutta anche fresco, frutta fresca, confetture e yogurt, oltre alle omelettes a richiesta. Il pane che si trova comunemente nei ristoranti ed in famiglia e che fa grande mostra di sé nei mercati, è una baguette corta e grassoccia, molto fragrante se fresca, un po' gommosa dopo qualche ora, in linea con la sua progenitrice. 

pollo yassa
Nei pasti principali all'interno del paese il menù sarà piuttosto simile ogni giorno e senza scelta possibile. Un piatto unico di carne in umido con contorno, seguito eventualmente da frutta fresca se disponibile. La carne più comune è quella di montone o agnello (Bonava), abbastanza tenera e trattata in qualche modo precedentemente e marinata a lungo, che rende meno forte il suo sapore ircino, che spesso a noi non è gradito. Poi abbiamo quella di cammello sempre principalmente a bocconcini stufati (Chubbagin), infine il pollo (Al aich) presentato più o meno allo stesso modo. Se l'agnello stufato viene servito su una base di focaccia di miglio o su una crepes, del tipo della anjera etiope, si chiama Leksour. Questa tipologia di stufato viene accompagnato generalmente da un abbondante contorno di riso e un misto di verdure in umido costituito da legumi, carote (l'ortaggio principale del paese), patate e pomodoro e melanzane, in una sorta di ratatouille dolce e piacevole. La presenza di spezie è assolutamente moderata quando non inavvertibile. Un altro piatto di pollo che potrete trovare soprattutto nel sud del paese è il pollo Yassa di origine senegalese, marinato a lungo e cotto con abbondantissime cipolle, succo di lime, senape e spezie, servito con riso bianco. L'altro piatto classico è il cous cous, principalmente di miglio cotto con la stessa tipologia di carni e verdure di cui sopra. 

Riso
Un altro modo imperdibile di provare la carne di montone o meglio di agnello, in forma di spiedini grigliati, si chiama Mechouì, di tradizione maghrebina, davvero squisito e che vi consiglio di non perdere assolutamente. Raramente nelle oasi lo potrete anche trovare cotto nella buca sotto terra, tenerissimo e fragrante e tipico delle feste. Negli alberghi, a cena, in genere viene anche proposta una zuppa. La più comune è una vellutata di carote, dolce e piacevolissima; l'altra servita più raramente ma assolutamente  tradizionale è l'Harira a base di ceci, lenticchie, legumi vari e pomodoro, anche con carne e riso per arricchirla, questa con più abbondanza di spezie africane e coriandolo, decisamente più araba. Rimane infine l'altro alimento base che si trova soprattutto nella fascia del mare e nella capitale, il pesce. Sia pesci e parliamo di specie oceaniche pregiate, che crostacei, come gamberoni e aragostine, vengono serviti principalmente grigliati e oltre a essere ottimi e gustosissimi, sono anche estremamente accessibili come prezzo, praticamente gli stessi dei piatti di carne. Consideriamo inoltre che in Mauritania, una grande quantità di pesce viene essiccato al sole e ridotto in farina. Uno dei piatti classici che utilizza questo prodotto oltre al pesce fresco è la Thiecoudienne, in cui il riso viene cotto a lungo con il pesce fresco o essiccato e le verdure, pomodoro e spezie e rappresenta anch'esso un piatto unico assolutamente valido. 

Pesce alla griglia
Ovviamente con il cous cous si trova anche la versione col pesce. Per il dolce, oltre alla pasticceria francese con abbondanza dell'uso di dattero e frutta secca, ci sono i soliti dolci di tipo mediorientale con abbondanza di miele, un po' stucchevoli per il nostro gusto. Si dice bene del Pudim di Avocado, di provenienza franco-portoghese, frullato con uova e zucchero e poi cotto a bagnomaria e servito freddo, ma si trova soprattutto al sud e io non ho avuto occasione di provarlo. La frutta è costituita principalmente dalle banane e dai datteri, oltre a cocomeri e meloni e viene servita a richiesta. Per le bevande sarete continuamente riforniti di acqua purificata piatta in bottiglia, che si trova davvero ovunque, nei posti più sperduti del paese. Abbiamo poi succhi di frutta in cartone e a volte carcadè fresco. Assenti come prevedibile alcoolici e birre. Un capitolo a parte, come ho già ricordato più volte va dedicato al tè, una tradizione che sconfina in una vera e propria cerimonia, che vi verrà offerto ogni volta che verrete invitati ad entrare da qualche parte. La preparazione è piuttosto lunga e la bollitura con la menta e lo zucchero e avviene in chicchere metalliche dal lungo becco dalle quali l'infuso viene versato in piccoli bicchierini e travasati infinite volte da uno all'altro, fino a che forma un spessa schiumetta. Il prodotto ha un sapore forte e tannico, in cui prevale il profumo di menta e la zuccherosità. Ne devono essere serviti sempre i quattro tradizionali bicchierini per ciascun ospite. Direi che ho detto tutto e buon appetito.

Il tè nel deserto


pollo
Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche  interessare:


Mau 27 - Considerazioni finali
Mau 26 - Ultimo giorno
Mau 25 - Mercato dei cammelli










Gamberoni


























Mechui

M18 - La forza del destino

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 122 (a seconda dei calcoli) su 250!