Interessante lavoro di questa importante scrittrice bengalese, già nota per il famoso La maga delle spezie che ripresenta il più noto poema epico indiano, il Mahabharata, attualizzandolo e raccontandocelo secondo il punto di vista di una donna, la principessa Panchaali. E' un po' come se stessimo parlando dell'Iliade che, invece di raccontare le gesta di Achille, Ettore, Ulisse, Agamennone e tutti gli altri eroi omerici, ce la presentasse narrata dal punto di vista di Elena. Interessante e coinvolgente sotto molti altri punti di vista, ovviamente oltre a quello di questa visione al femminile, è anche una puntuale e assolutamente contemporanea visione degli orrori della guerra e della sua ineluttabile malvagità intrinseca che riesce a trasformare anche gli uomini moralmente sani in mostri assoluti e disposti a qualunque nefandezza, cosa che purtroppo dobbiamo constatare continuamente e che conduce inevitabilmente verso un unico e sempre prevedibile baratro. Oltre che affascinante e utile a chi vuole approfondire la conoscenza delle tradizioni indiane, il libro dimostra come siano così vicini i grandi libri etici dell'antichità di ogni cultura anche se apparentemente distanti tra di loro. Interessanti anche le descrizioni delle armi fatate che gli dei concedono agli uomini, immaginate migliaia di anni fa dai poeti epici indiani, alcune nella descrizione assolutamente sovrapponibili a missili, bombe e così via, per non parlare dell'arma assoluta, la Shakti, che nasce dai raggi e dalla materia solare, in pratica la bomba nucleare. D'altra parte come si evince dallo stesso poema siamo ormai precipitati nel Kaliyuga, la quarta e ultima età del mondo quella nella quale regnano il buio, la falsità e la morte. Meditate. Si legge in un attimo.
Soffia il vento dell'est
Un (finto) blog di viaggio. Parole, idee, immagini in libertà.
Pagine
- Home page
- I miei 36 libri
- Paesi visitati
- Bangladesh
- Cambogia
- Caucaso
- Canada e New England
- Cina Nord
- Cina sud
- Corea del sud
- Etiopia
- Laos
- Libano
- Madagascar
- Malaysia/Brunei
- Malta
- Mozambico
- Maldive
- Mauritania
- Moldova e Transnistria
- Mongolia
- Myanmar
- North & Central India
- Oman
- Pamir
- Senegal
- S.Tomé
- Sudamerica
- Taiwan
- Tanzania
- Uzbekistan
- Vietnam
- Yemen
giovedì 17 settembre 2026
Recensione: C. Divakaruni
sabato 12 settembre 2026
Otium aestivum
Ritrovato in una soffitta di Fenestrelle il quadro di Van Gogh che si credeva perduto,
il famosissimo Ritratto di coppia e cane
E così è proprio finita davvero, bagagli quasi pronti, dopodomani sarò nella assolata Alessandria, gioiello della pianura padana, pronto per altre avventure. Quantomeno possiamo dire, dai, su, siamo ancora vivi, alla faccia di chi ci vuol male, e soprattutto alla faccia dell'INPS che aspetta solo di risolvere il problema pensionistico, mentre noi cerchiamo di resistere il più a lungo possibile per poterle succhiare ancora il massimo, almeno fino a quando ce la faremo. Che parassiti, direte voi! Siamo fatti così è la nostra natura direbbe lo scorpione di Esopo, o era Fedro, chissà? Intanto è settembre, dunque andiamo è tempo di migrare come diceva invece D'annunzio e noi migreremo, spero presto, come i suoi pastori verso il mare e sarà proprio l'Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. E quest'anno non abbiamo neppur potuto bere profondamente ai fonti alpestri, intanto perché non si trattava di acqua natia, e poi neppure ce n'era poi un gran ché di acqua, visto che non è piovuto per mesi. Va bene non stiamo lì a fare troppo i sofisticati, intanto scendiamo a valle e cerchiamo di metterci a posto, perché sono piuttosto indietro col lavoro che devo fare. Anche se lavorando duramente in questi mesi di calma, ho portato a termine il libro sul Pamir, anche in inglese, grazie anche all'aiuto dell'AI che mi stupisce ed appassiona sempre di più. Pensate che ho scoperto che un amico che mi sta aiutando nella revisione della traduzione (fatta grazie all'AI), la sta correggendo con l'aiuto dell'AI! Ormai siamo al paradosso, comunque bisogna adeguarsi. Io se di lavoro facessi il traduttore non starei tanto tranquillo insomma. Adesso intanto, approfittando degli ultimi giorni a disposizione che mi rimarranno da trascorrere sotto un ombrellone, mi metterò di buzzo buono a preparare le conferenze dell'autunno prossimo venturo, tranquilli di lavoro da fare ce n'è ancora parecchio. Poi speriamo che si parta, finalmente, perché sono un po' stufo di questi otia perpetua che mi imbolsiscono più di quanto già non mi imponga il tempo. Adesso intanto mi preparo per l'ennesima apericena, con i residuati bellici, che ancora popolano il borgo, tanto per finire in bellezza. Ci sentiamo con calma.
mercoledì 9 settembre 2026
Comincia l'autunno
| Lago nero |
Con oggi sembra che l'estate in montagna sia davvero finita, cielo grigio su, foglie gialle giù, come diceva quel tale, solo che comincia anche a fare freschino. Adesso il mio amico alessandrino, so già che mi dirà, ma hai un bel coraggio dopo tutte le lamentele sul caldo insopportabile, non voglio sentirvi che me la menate che fa freddo. Lo so è così, l'uomo è assolutamente incontentabile. Comunque io cerco di riprendermi poi farò un breve passaggio a vedere cosa hanno combinato sotto casa mia e me ne vado via di nuovo, così non ve la prendete se mi lamento. E' la solita canzone dell'anziano, insomma. Intanto ho finito il nuovo libro, pure tradotto in inglese con l'AI, che mi stupisce ogni giorno di più, pensate che i frammenti del Milione, me li ha girati in inglese antico ed i brani dei poeti Pamiri che ho scovato sul web, li ha tradotti con le rime! Robe da matti. Intanto rimango qui, sul mio terrazzino, mentre la prima pioggia gocciola sul tetto a sognare nuovi programmi, nuove mete, itinerari affascinanti e spero realizzabili prima che sia troppo tardi. Da un lato gli anni che avanzano e non consentono più certe soluzioni, dall'altra questi maledetti che vogliono disfare il mondo con la loro idiozia. Che qualcuno li veda dall'alto e li punisca con la folgore che si meritano. Io rimango qui a sognare, per ora, poi si vedrà.
mercoledì 26 agosto 2026
Pam 51 - 85 Motivi + 1 per visitare il Pamir e dintorni
| Pamir Highway - giugno 2026 |
A conclusione del giro di sensazioni che spero di essere riuscito a trasmettervi, anche solo con questo, a mio parere, piacevolissimo itinerario, di cui vi ho detto e che mi ha portato a ripercorrere sentieri antichi, a testimonianza di aver ripercorso per l'ennesima volta i passi di Marco Polo, sulla classica via della seta, assieme a quelli di Alessandro Magno, nella zona più interna e difficile dell'Asia Centrale, voglio elencarvi come mio solito, un elenco pedissequo di motivazioni, che potrebbero ulteriormente convincervi e spingervi a programmare questo viaggio. Così per questi due paesi, il Tajikistan ed il Kirghizistan, ho cercato di entrare un po' più a fondo negli aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato anche il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche e di tempo, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente varrebbero la pena di essere più a fondo indagate, tornandoci magari per la quarta volta e mi riferisco in special modo ad alcune parti del Kazakhistan e del tanto a lungo sognato Afganistan. Sperando di stimolarvi comunque al viaggio, ecco quindi, come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questa area segreta del mondo o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quelle terre, lontane nello spazio e così differenti ed intriganti, ricordando sempre che questo è stato un altro dei diversi fulcri da cui la civiltà umana ha preso vita.
- Ritrovare la via di Tashkent secondo sentieri già percorsi, sentendola ormai come una vecchia amica
- Traversare una nuova frontiera tajika con l'emozione di entrare in un mondo incognito e quasi misterioso
- Percorrere la verde valle di Fergana tra agricoltura moderna e sentori antichi
- Mangiare il primo plov tajiko e sentirlo come un vecchio amico
- Girare per mercati, piazze e musei di Khujand e stupirti di quanto una città sconosciuta ti può offrire
- Rivivere l'epopea di Alessandro in Sogdiana, tra fortezze e ricordi nel suo impero di oriente
- Ascoltare commosso una canzone di Alla Pugachova, suonata da un maestro liutaio sulla sua dombra
- Stupirsi davanti ai monumenti magniloquenti del regime presente e ricercare quelli del regime passato
- Ammirare il Mare del Tajikistan da un sanatorio sovietico
- Rifiutare l'acquisto di serpentelli di risaia mangerecci
- Aggirarsi meravigliati nella fortezza di Mug Teppe "ristrutturata"
- Mangiare le more di gelso offerte dalla famiglia del guardiano della antica moschea di Kok Gumbaz
- Comprare coltelli forgiati da un fabbro nel bazar di Istaravshan
- Ascoltare la storia dei gemelli e della lupa, chiedendosi dove è cominciata per la prima volta
- Salire gli stretti tornanti del passo di Shakhristan ammirando le montagne circostanti
- Stupirsi dei colori delle rocce dei canyon della valle dello Zeravshan e cercare le cime di monti famosi nel panorama lontano
- Aggirarsi tra le rovine dell'antica Panjakart stupendosi per la modernità dell'impianto cittadino
- Guardare le ossa della "Principessa di Sarazm" immaginandone la storia
- Aggirarsi nei meandri della burocrazia locale tra visti e permessi
- Guardare dall'alto in basso l'antico minareto di Ayni imprigionato in una una incastellatura di vetro
- Rimanere attoniti davanti alle cime innevate della catena del Turkestan
- Perdersi tra le piste di montagne che portano al lago segreto di Alessandro
- Conoscere Dushambé, la capitale, dai suoi musei e dai suoi mercati
- Camminare per il grande parco cittadino tra statue ed aiuole curate
- Salire le mura della fortezza di Issor per vedere le costruzioni dall'alto
- Rigirare per la grande moschea nuova stupendosi delle sue dimensioni
- Essere ricevuti con tutti gli onori dal Segretario Generale del Comitato Olimpico Nazionale Tajiko
- Cercare i mattoni originali della fortezza di Ulbuk e farsi mostrare i capolavori ritrovati dal custode che questo museo ha creato
- Rimanere bloccati da una frana su una strada sia di fronte che dietro e aspettare che liberino la carreggiata
- Essere circondati dalle greggi che salgono verso i monti ed arrivare al confine con L'Afganistan
- Percorrere la valle del Panji potendo quasi toccare con le mani quel territorio oltre confine
- Accontentarsi con dispiacere di fotografare il famoso cartello Chi Afgoniston che indica il ponte invalicabile
- Comprare bottiglie di buon brandy tajiko direttamente nella fabbrica di produzione
- Passare la notte in una vera casa pamira tradizionale ospitati da due anziani abitanti del Wakhan
- Spiare la vita quotidiana degli afgani che vivono appena al di là del fiume
- Percorrere il corridoio di Wakhan con l'emozione di calpestare i passi di Marco Polo e Alessandro
- Fare incontri straordinari di ciclisti, automobilisti e motociclisti che compiono raid infiniti attraverso l'Asia e ascoltare i loro racconti
- Visitare fortezze abbandonate e arrivare a Khorug per conoscere la realtà ismailita
- Fare un bagno termale in una piscina naturale con un gruppo di Wakhani che si stupiscono della tua presenza
- Aggirare la montagna dei Balasci e salire alla fortezza di Qah-Qaha per dominare la valle dall'alto
- Guardare i cercatori d'oro afgani che lavorano sull'altra riva del fiume
- Visitare un piccolo museo di antichità wakhane illustrate da un anziano della comunità
- Cercare i piccoli templi tradizionali delle religioni ancestrali del Wakhan ed i petroglifi dispersi sulle montagne
- Ammirare la catena dell'Hindukush e le sue cime di 7000 metri dalle rovine della fortezza di Yamchum
- Apprendere dell'esistenza e del pensiero di grandi filosofi come Muboraki Wakhoni
- Fare un picnic nei prati sotto i 7500 metri del Noshaq
- Conoscere il kalifa di un paesino e dormire a casa sua bevendo vodka fino a tarda sera
- Guardare carovane lontane di dromedari che risalgono le valli laterali del corridoio di Wakhan
- Rimanere abbagliati dal blu profondo del lago Yashikul nel parco del Tajik
- Cominciare il tormentato percorso montano della M41, la Pamir Highway, tra rocce dalle forme misteriose
- Cominciare un itinerario fatato, tra colline colorate, pascoli montani e passi che superano i 4000 metri
- Percorrere la valle perduta di Alichur, tra laghi e steppe, ascoltando i racconti dei camionisti in un luogo di ristoro improvvisato
- Passare la notte in un homestay di pastori kirghisi
- Percorrere l'altopiano tra Ibex lontani e marmotte curiose
- Visitare il curioso mercato di Murghab, finendo in una gelateria improvvisata tra i container
- Entrare nella piccola e solitaria moschea di Murghab in fondo alla valle e poi sostare davanti alla statua di Lenin sopravvissuta
- Entrare in una macelleria di yak dove sono esposti i pezzi più pregiati
- Ascoltare i racconti dei grandi viaggiatori nella sala comune della guesthouse
- Fermarsi ai reticolati della frontiera con la Cina con la voglia di cercare un varco per superarli
- Arrivare con emozione al passo di Hushang coi suoi 4655 metri e non sentirli
- Toccare le nevi dei territori più alti del mondo e vedere di lontano il colore irreale del lago Karakul
- Cercare il picco Lenin al di là del lago davanti alla brughiera verdissima
- Guardare un vecchio yak sulla riva del lago e raccogliere corna di pecora di Marco Polo
- Osservare con stupore i cerchi di pietra delle tombe scite al di là del lago
- Passare il confine e precipitarsi nella Valle Rossa che lo segue fino a Sari Tash
- Vedere finalmente il Picco Lenin e gli altri 7000 dal lato Kirghiso
- Incontrare il pastore Ulug Beg ed ascoltare la storia della sua famiglia
- Guardare le ragazze che mungono le giumente per fare il kumys e il qurut
- Percorrere valli tra montagne dai colori smaglianti ed innaturali punteggiate di yurte bianche
- Godersi le mandrie di cavalli all'orizzonte che galoppano nei pascoli verdissimi
- Visitare la città di Osh e salire sulla montagna al centro col suo museo interno alla roccia
- Girare i suoi magnifici parchi e mangiare shashlik in un ristorante all'aperto
- Visitare il suo museo ed i meravigliosi tappeti antichi e girare per il bazar moderno
- Ritrovare nel grande parco il sapore antico del Kvas sovietico
- Penetrare il Kirghizistan più segreto a Kazarman coi suoi cimiteri in rovina
- Visitare il parco dei petroglifi coi suoi 90.000 graffiti
- Salire verso i pascoli alti tra piste scoscese e miniere di carbone cinesi
- Dormire in una yurta sulle rive del Sonkul
- Partecipare a giochi di villaggio in attesa del tramonto sul lago
- Discendere a precipizio nella valle tra tornanti lunghissimi fermandosi a fare foto sulla neve con anziani turisti locali
- Mangiare una sontuosa trota alla griglia sulle rive del fiume
- Scoprire la superficie del lago Issikkul, il mare interno della Kirghisia
- Fare il bagno nel lago più iconico del paese cantato dai suoi poeti
- Comprare ciliegie dolcissime sul bordo della strada
- Visitare Bishkek, la capitale più contradditoria dell'Asia Centrale tra spinte moderniste e passato sovietico
- Salutare questo paese dalla sua piazza centrale, davanti alla sua fontana multicolore, simbolo del suo presente, portandosi a casa soprattutto la voglia di vedere in queste terre quello che non ho ancora visto e ricordando le persone incontrate lungo il cammino e le amicizie che dureranno sicuramente oltre la fine del viaggio stesso
| Tramonto sul lago Sngkul |
martedì 25 agosto 2026
Pam 50 - Come organizzare il viaggio
| LA moschea di Chujand - Tajikistan - maggio 2026 |
Tel/Wapp - +992.92.8901117 -
Mail : zokirzodajamshed89@gmail.com
https://www.facebook.com/Jamzokiri
instagram - travelwithjamshed - Date un'occhiata sotto: *“Travel is Knowledge”* dove regolarmente scaarica momenti dei suoi viaggi. Potrete trovare molti dei suoi lavori accademici riguardanti il turismo e non solo, sotto *Tajik, Russian and English - Jamshed Zokirzoda*
L'ho conosciuto tramite una carissima amica che aveva fatto lo stesso itinerario con lui l'anno prima e me lo aveva consigliato assolutamente e io non posso che rinnovare il consiglio, perché credo che non mi poteva capitare di meglio, avendo a disposizione come accompagnatore, un professore universitario dal perfetto inglese, con un bagaglio culturale di livello superiore che mi ha fatto vedere, scoprire e soprattutto amare il suo paese come meglio non avrei potuto sperare e non voglio aggiungere altro nel timore di sembrare esagerato, quindi per l'ennesima volta lo consiglio a scatola chiusa. Scrivetegli e concordate con lui la vostra strada. A questo punto direi che siete pronti a partire. Ancora, da non dimenticare. Considerate che parte di questo viaggio si svolge dai 2000 metri in su, con diversi giorni a quota 3000 e punte di 4000/4500, per cui accertatevi di non avere problemi cardiaci importanti, anche se queste quote si raggiungono con gradualità e acclimatamento, quindi se non programmate trekking o sforzi particolari, il giro è davvero alla portata di tutti (considerate che io ho 80 anni e sono leggermente iperteso, ma non mi sono neppure accorto di questo problema). Fate comunque assolutamente una buona assicurazione medica, direi obbligatoria e portate con voi i medicinali di vostra routine. Tenete conto però che questi sono ormai paesi moderni, in cui nelle città si trova tutto e le condizioni igieniche non sono più quelle di una volta. A questo punto direi che siete pronti per partire. Nell'ultimo capitolo darò ancora qualche informazione specifica più dettagliata.| Il confine con la Cina |
lunedì 24 agosto 2026
Pam 49 - Considerazioni finali
| Pamir - giugno 2026 |
Un altro viaggio è finito, concluso, è venuto il tempo dei riassunti, delle considerazioni, insomma bisogna tirare come sempre le somme sull'esperienza avuta. Ormai sono passati un paio di mesi dal ritorno e quindi credo che i ricordi e le emozioni si siano sufficientemente sedimentati per consentire una presa di visione critica e realistica, meno emozionale insomma, rispetto a quel turbinio di sensazioni che ti sei portato a casa, mentre ancora cercavi di rimettere insieme le idee, cercando di dormire sullo scomodo seggiolino dell'aereo. E questa volta non ci sono dubbi che si sia trattato di un viaggio importante che mi ha permesso di portare a casa un bagaglio di esperienze consistenti, assieme a tutto il resto naturalmente, conoscenze, informazioni, emozioni, storie. Questo non si può etichettare certamente come un viaggio qualunque, visto che si tratta anche di un itinerario abbastanza impegnativo, al quale bisogna applicarsi con attenzione, leggere magari qualcosa prima, per non arrivarci digiuno di quel minimo di conoscenze che serviranno a fartelo apprezzare veramente. Se devo dirla tutta però, mi aspettavo di dover superare maggiori difficoltà pratiche, visto che bisogna affrontare molti chilometri di fuori strada e le quote che si raggiungono sono sulla carta piuttosto impegnative visto che si sta parecchi giorni al di sopra dei 4000 metri, invece, sarà che ormai ne abbiamo viste parecchie, sarà che il nostro amico Jamshed è davvero una garanzia assoluta per tutta la fase organizzativa, siamo arrivati alla fine senza aver avuto difficoltà alcuna e potendo dire di aver apprezzato tutto quanto dovevamo spuntare dal programma.
Se vogliamo esaminare con calma i vari aspetti, dobbiamo dire che gli interessi che portano dentro di sé questi due paesi sono davvero tanti, anche se sono decisamente misconosciuti. Cominciamo col dire che percorrendo questa via, avrai l'occasione di goderti una natura assolutamente strepitosa, visto che si percorrono migliaia di chilometri tra le catene montuose più alte, più selvagge, più belle ed allo stesso tempo meno conosciute del mondo. Si attraversano zone di alti pascoli punteggiati di yurte bianche che pensavi possibili solo nelle immagini di qualche dipinto esotico. Vedrai catene di monti ricoperte di neve che sfiorano e superano sovente i 7000 metri e che ti circonderanno da ogni parte e valli scavate da torrenti impetuosi che lasciano scoperte fianchi dai colori che crederai artificiali, tanto sono violenti e quasi innaturali. E territori deserti e spopolati, dove ti parrà di perderti per sempre, camminando attraverso terre sconosciute mentre sopra di te un cielo senza confini, punteggiato di stelle quante non ne hai mai viste, tali da farti perdere la voglia di contarle ad una ad una per cedere infine al loro abbraccio totalizzante. Percorrerai deserti di sabbie e di pietra, dove perderti di nuovo dopo esserti appena ritrovato, viaggiando per strade infinite e rettilinee in cerca di qualche forma di vita, qualche tenda, una casa isolata che ti accolga. Oppure al contrario, scendendo su interminabili serie di curve e controcurve per calare di 2000 metri in pochi minuti, mentre le orecchie si tappano e tu guardi gli strapiombi intorno a te con un terrore misto alla brama di non scostare lo sguardo che ammira quasi morbosamente il fondo del baratro che attira il tuo sguardo senza consentirti di levarlo in alto.
E ancora vedrai fiumi sconosciuti e selvatici che solcano le brevi pianure popolate di mandrie numerose intente a pascolare, pecore, capre, bovini e soprattutto cavalli, bellissimi e fieri che corrono liberi con le criniere al vento, con gli stalloni che controllano le giumente e i giovani puledri appena nati nella primavera incipiente, con la coda sollevata e le froge fumanti. Insomma diciamo che se siete appassionati di natura questo è uno dei luoghi del mondo dove troverete il vostro sfogo. Poi c'è la parte che possiamo definire etnografica e qui davvero per coloro che sono interessati a questo aspetto c'è davvero un interesse assolutamente impareggiabile. L'Asia Centrale in generale e Kirghizistan e Tajikistan in particolare, sono uno straordinario melting pot di etnie a cui poche aree dal mondo possono paragonarsi. Qui trovi mescolati tra di loro, tutti i popoli nomadi dell'Asia che l'hanno percorsa in lungo ed in largo per millenni, uniti assieme, dopo aver subito le influenze degli imperi e delle culture che si sono succedute in un territorio senza confini, subendone e assorbendone, tendenze culturali, influenze religiose e mescolanze di abitudini. Popoli turcomanni, iranici, mongoli e russi si sono alternati praticamente in ogni tratto di terra, lasciandovi la loro impronta nelle arti, nel costume, nella alimentazione. Dai riti sciamanici agli adoratori del fuoco zoroastriani, al buddhismo, all'induismo e la cultura ellenistica e poi all'Islam e al Cristianesimo, ma anche all'ateismo sovietico, tutto ha lasciato la sua impronta indelebile, che ritrovi continuamente con i residui del passato che ognuno di questi ha lasciato, con costruzioni, opere artistiche, modalità di vivere tuttora riconoscibilissimi.
E allora cercherai di riconoscere le genti Tajike e poi quelle Kirghize, magari spiando la forma dei loro cappelli o dal taglio degli occhi e poi gli Uzbeki e i Kazaki che sono comunque presenti nelle città e nelle aree di confine, quei confini disegnati sulla carta da mani legate alla politica cieca e inconsapevole e non alla realtà vera di questi luoghi, perché mai come qui i confini e le barriere sono linee che il nomade non riesce neppure ad immaginare legato com'è al concetto di spazio infinito e privo di limiti, che segue la pista percorsa dal bestiame, che non ha passaporti, ma è in cerca solamente di erba fresca da brucare nella valle successiva. E questa sarà l'esperienza meravigliosa, quella di entrare in contatto con queste genti, tentando di comprenderne il modo di vivere, i desideri, le speranze, cercando di interpretare i cambiamenti inevitabili che si trovano ad affrontare in questa difficile epoca di transizione, ora che possono conoscere il resto del mondo e magari desiderarlo, con i figli alle prese con scelte complicate e spiazzanti, se abbandonare per sempre la cultura dei padri attirati dalle malie di mondi lontani che promettono molto, magari poi facendolo pagare a caro prezzo o se rimanere attaccati ad un passato che potrebbe rivelarsi perdente, mentre la via mediana da percorrere con intelligenza per tentare di ottenere i vantaggi di entrambe le strade, non è così facile da mantenere, in bilico tra le chimere di una presente modernità che troppo alletta e i gorghi di un mondo che certo non torna più e rischia di inchiodarti nel limbo di una nostalgia propria solo degli anziani che rimpiangono gli anni della loro gioventù.
Questo inoltre è uno dei luoghi dove meglio si può apprezzare e capire l'influenza e l'impatto che la emergente potenza cinese ha e avrà senza alcun dubbio sul resto del mondo. Qui potrete vedere come la Cina sta lavorando per consolidare la sua presenza sul territorio e diventare in un futuro molto vicino l'unico vero riferimento per tutta l'Asia, creando una dipendenza commerciale prima e poi ovviamente anche politica che si possa estendere anche all'Europa. Tutta questa parte del viaggio vi consentirà di trovare in queste terre, spunti di riflessione impareggiabili, oltre a poter fare incontri davvero interessanti. C'è poi in questo viaggio un aspetto immaginifico ed emozionale che non si può certo ignorare o sottovalutare. Percorrerete la via in assoluto più iconica ed importante degli ultimi millenni, in un tratto praticamente obbligato per la giunzione tra oriente ed occidente, quel tratto della cosiddetta Via della Seta che ha permesso a questi due mondi di entrare in contatto, assieme alla presa di coscienza delle indissolubilità di questi mondi stessi. Questa via obbligata è stata percorsa prima dall'armata di Alessandro Magno, che ha portato fino alla lontana India la civiltà ellenica, poi la via è stata percorsa al contrario da quel movimento buddhista che ha portato una nuova fede dall'India alle sconfinate steppe mongole, spargendole nel Tibet ed in tutta la Cina. E' stata poi percorsa da un esercito senza fine di mercanti che nelle due direzioni ha spostato quantità incalcolabili di merci, invenzioni, idee e contatti, dei quali il nostro Marco Polo è solamente il più noto ed il più raccontato capofila ed infine è stata la strada dove una serie innumerevole di eserciti ha scorrazzato per costruire imperi duraturi ed effimeri ognuno dei quali ha prosperato, ha costruito, ha eseguito massacri ed infine è stato consegnato al dimenticatoio della storia sepolto sotto le sue ceneri.
Ebbene voi poserete i piedi materialmente proprio dove tutta questa gente ha messo i propri, dove è passato Alessandro e poi i monaci che portavano il verbo e poi Marco e Tamerlano e Gengis Khan e tanti, tanti altri e questa vi assicuro sarò una emozione senza pari, che vi porterete a casa sicuramente e che vi sarà indimenticabile. Senza dimenticare le incredibile sensazioni di percorrere per centinaia di chilometri il nascosto ed apparentemente nascosto corridoio di Wakhan, quella strada segreta e creduta irraggiungibile dalla quale ti confronterai ogni ora, ogni minuto, con quell'Afganistan vietato, immaginato, desiderato e per me ancora precluso, che avrai lì a pochi metri da te per giorni interi, cercando di carpirne immagini e scrutarne i volti che si rivolgono a te al di là del fiume, quasi chiamandoti, sirene danzanti che cantano la loro malia nascoste sotto veli scuri che ti mostrano solamente occhi curiosi e ammaliatori, quasi invitandoti a fare qual salto tra le rocce, sopra quel guado di acqua, di certo possibile, vietato ma vicino in maniera affascinante e morbosa. Ma tutto questo appartiene all'immaginario di un viaggio sognato e apparentemente impossibile che invece si è compiuto per me, come cosa facile e di grande soddisfazione. Infine di certo avrete con voi al vostro ritorno una conoscenza, di certo non approfondita e magari con qualche svarione, visto che è davvero una casa presuntuosa il credere di aver capito un paese dopo esserci stato tre o quattro settimane. Ma tuttavia di molte cose potrete rendervi conto se cercherete di osservare ciò che vi circonda con il minor numero di condizionamenti e preconcetti possibili.
Intanto vi renderete conto che questi due paesi, benché poco conosciuti e erroneamente ritenuti realtà secondarie di un Asia arretrata, tribale e pastorale, sono nella realtà decisamente molto più moderni e vicini a noi di quanto crediamo. La vita, specialmente quella delle giovani generazioni e delle città, non è poi molto diversa da quella europea. Lo stesso tenore di vita, rispetto a qualche decina di anni fa, è molto aumentato, i giovani studiano all'estero riportando esperienze e idee nuove, le rimesse degli emigranti e le materie prime provocano un afflusso di valuta che migliora progressivamente di anno in anno, la vita della maggior parte della popolazione. Insomma la sensazione, anche se nelle statistiche internazionali questi non sono molto in alto nella scala dei paesi ricchi, è quella invece di due paesi in pieno sviluppo, alla rincorsa di quel benessere materiale diffuso, che appare non poi così impossibile rispetto ad un tempo. Un altro aspetto importante è che molti contrasti etnici che nel recente passato hanno provocato problemi anche gravi, che sono poi quelli che hanno frenato fino a ieri lo sviluppo, siano ormai sopiti, se non completamente dimenticati. A questo contribuisce anche il fatto che pur trattandosi di due nazioni a maggioranza islamica, hai subito la sensazione che ci si trovi di fronte ad un Islam gentile, moderato, niente affatto estremista o radicalizzato, cosa anche questa molto utile a sopire tensioni e problematiche che poi frenano di norma l'evoluzione economica. Certo rimane il contrasto tra i residui della cultura tradizionale e del recente passato sovietico, che ancora ha una importanza notevole nella vita di tutti i giorni, uniti alle spinte che arrivano da occidente e dall'ingombrante vicino cinese, che adesso che ha morsicato l'osso perso per strada dalla Russia, non vuole certo mollarlo. Come in passato chi potrà controllare quella che resta comunque la moderna Via della Seta, avrà l'accesso alla possibilità di essere preminente sull'Eurasia di domani e quindi di conseguenza anche sul resto del mondo. Rimane quindi il fatto che questo è uno dei viaggi più stimolanti che si possano proporre oggi, per tutti i diversi punti di interesse che vi ho elencato. Quindi in ultima analisi, se ne avete voglia, sobbarcatevi la lieve e divertente fatica di esaminarne la vostra fattibilità personale. Nel prossimo capitolo cercherò di darvi qualche dritta generale a questo riguardo