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| Sestriere 2020 |
la neve scrocchia
sotto le suole spesse
- ansimo troppo
nuvole basse
sopra tutta la valle
- dorme il muflone
Un (finto) blog di viaggio. Parole, idee, immagini in libertà.
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la neve scrocchia
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Questa foto me la manda un amico con cui ho condiviso diversi inverni sovietici. Beh, diciamo che da quelle parti se deve nevicare, nevica e anche con la temperatura non si scherza. Anche a Mosca quando arriva il Buran, passiamo i - 20° in un attimo, in questi giorni siamo a -24° e io stesso più volte ho provati i -30°, che sarà pure freddo secco che non si sente, ma vi assicuro che dopo dieci minuti che sei fuori, anche se ben coperto hai solo voglia di correre dentro qualche edificio, sia quello che sia. La lama gelata che ti si ficca in gola ad ogni respiro, segnala che si è superata la soglia dei -27°, tutto il resto è chiacchiera. L'inverno da quelle parti è così. Freddo e gelo specialmente quando il cielo è solo parzialmente offuscato e il sole un pallido cerchiolino di un giallo smorto ed anemico che non scalda nemmeno il cuore. Quando il cielo invece è un poco più coperto danzano nell'aria minuscoli frammenti bianchi, coriandoli leggeri che mulinano in ogni direzione quasi senza neppure posarsi a terra. Data la temperatura però, difficilmente nevica in abbondanza, anzi gli spessori considerevoli, in città sono abbastanza rari. Ecco quindi lo stupore dell'amico Eugenio che in quest'anno ha visto depositarsi nevicate di oltre 70 centimetri di un solo botto, cosa che lui per primo giudica inusuale. Certo è sempre un bel vedere e immagino il torpore che ti prende quando buttando l'occhio fuori della finestra hai spettacoli di questo tipo. Certo non ti viene voglia discendere e andare a fare un giro. Per la verità lui ha dovuto muoversi comunque perché l'altro giorno gli hanno fattolo Sputnik. Sembra che laggiù si stiano dando da fare al riguardo e lui è contentone a quanto mi dice, però fatto sta che se ne è tornato a casa tranquillo e adesso si gode le serie televisive del momento in attesa della seconda dose. Sta a vedere che mi tocca rimpiangere di non essere più da quelle parti!
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Figuriamoci, devo di nuovo riprendere l'argomento a chiosa di quello che ho detto ieri. Non sono ancora passate 24 ore dalla partenza e già sono scoppiate le polemiche. Tutti i partiti, uno in fila all'altro hanno cominciato ad esternare i loro mal di pancia, ognuno coi suoi distinguo, i suoi punti di dissenso in punta di forchetta, senza capire, d'altra parte il livello è talmente basso che non si può pretendere troppo, che in questo momento tremendo bisognerebbe solo tacere e lasciar lavorare a testa bassa quelli a cui è stato dato l'incarico di fare. E in questo momento l'impellenza che condiziona ogni altra cosa è quella di arrivare a vaccinare il più presto possibile in un modo o nell'altro almeno il 70% della popolazione, altrimenti continuerà a rimanere tutto bloccato e la crisi economica diventerà irreversibile e intanto predisporre il piano del Recovery nel miglior modo possibile in modo da essere pronti alla partenza. Al resto bisogna solo mettere la sordina o quantomeno smettere di dar loro ascolto, che si massacrino tra di loro, insultandosi e dilaniandosi. La gente se ne deve fregare di questi bizantinismi da bande sciolte e non deve neanche scandalizzarsi o farsi prendere dalla nausea, ancora di più se possibile di dieci giorni fa quando saliva il disgusto dell'inevitabile mercato delle vacche. Se il Felpato adesso va a braccetto col partito di Bibbiano, se i Grillotalpa si sbaciucchiano con lo Psiconano, se i Pidini si stringono a coorte con l'Infido, se i Cespugli si guardano attorno smarriti terrorizzati dal fatto che più nessuno li cerca, se i grandi economisti legaioli inneggiano all'Euro e alle gioie dell'Europa, facendo un collegamento diretto tra Pontida e Bruxelles, è sbagliato vomitare e chiedersi come sia possibile un tale scempio volgare e disgustoso. E' la democrazia bellezza, bisogna accettarla nel bene e nel male. Come tutti sanno, sarà pure un sistema pessimo e imperfetto, ma si è dimostrato comunque il migliore possibile per il benessere del popppolo che alla fine però odia i suoi rappresentanti perché campano a suo dire alle sue spalle e li invidia.
E' l'arte necessaria del compromesso, obbligatorio sempre, perché il sistema prevede che si debba avere il 51% dei voti per fare le cose e se non hai la maggioranza assoluta da solo, cosa per fortuna assai rara, è necessario accordarsi tra diversi, stringere la mano a quelli a cui fino a ieri hai dato del coglione, a cedere su un punto su cui non sei d'accordo per avere parte di quello che ti interessa. Funziona così, mettetevelo nella zucca e per fortuna. Certo che questi problemi non si hanno con Hitler o Stalin o Pol Pot o senza scomodare il passato anche con molti regimi attuali in giro per il mondo. Se ne ammirate l'efficienza in alcuni casi, attenzione che poi appena ci si mette a parlare come state facendo in questi giorni, arrivano alle 5 di mattina a bussare alla vostra porta e vi portano in un bel Lao Gai a rieducarvi a suon di mazzate, che così capite meglio. Datemi retta, non criticate (troppo) se riscontrate nei politici che sentite ogni giorno aprire la bocca e dare fiato, una totale, completa e fastidiosa contraddizione con quello che hanno detto il giorno prima o se cambiano idea o alleanze ad ogni stormir di fronda. E' così che deve funzionare la democrazia e basta. Se poi la vostra critica improvvida e sbagliata concettualmente, va a parare oltre che alla incoerenza anche sulla incompetenza, sulla inadeguatezza, l'incapacità, la totale e disarmante mancanza di quelle doti che si richiederebbero a coloro che occupano i posti di comando, perché ve la prendete con loro, ragazzi, li avete votati voi e nessun altro. Il livello dei politici è, né più né meno che il livello del paese e specchio di chi rappresentano e se pensate che siano così solo quelli del campo avverso e non quelli vostri allora ve li meritate ancora di più.
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| da Corriere .it |
Bene, abbiamo il pilota, acquisito direi definitivamente, salvo sorprese che martedì e mercoledì, un Parlamento terrorizzato di doversene andare a casa approverà definitivamente, almeno fino a quando non scoppierà la prossima grana. Essendo quindi la cosa data per fatta, mi prenderò la briga di dire la mia sull'argomento e dato che sono un libero cittadino senza pendenze, che non ha necessità di rabbonirsi un qualsivoglia elettorato neanche per aspirare alla presidenza della riunione di condominio, dalla quale comunque rifuggo, e non essere neppure in commercio, col timore di inimicarmi possibili clienti, posso dire la mia anche in modo politicamente scorretto, che tanto alla mia età posso esternare quello che mi pare, almeno fino a quando, Deo gratias, siamo in Italia. Ricapitolando, il nostro santificato Drago, approvato comunque dalla stragrande maggioranza del popppolo, ha formato con sagacia estrema, un governo che nelle intenzioni dovrebbe durare tra i dodici mesi, fino all'elezione del nuovo Presidente della repubblica a cui aspira lui stesso o i due anni, fino alla scadenza naturale della legislatura. La sua astuzia o capacità che sia, lo ha consigliato di formare un esecutivo che da un lato scontenta tutti (e questa è una buona cosa) dall'altra è inattaccabile perché risponde ai desiderata espressi da tutti. Non è un governo tecnico, cosa invisa al popppolo e di conseguenza ai partiti, ma quasi interamente politico (solo 8 i tecnici) per cui non lo si può criticare su questo. I ministeri politici poi, sono stati perfettamente divisi secondo il classico manuale Cencelli in modo che nessuno si possa lamentare, purtuttavia i politici sono stati distribuiti in generale nei ministeri che contano come una cippa lippa e quindi a chi chiedeva il governo dei Migliori, si può dire che le varie Gelmini et similia, non potranno fare troppi danni, mentre in quasi tutti i ministeri chiave ha messo tutti uomini di cui evidentemente si fida e che potrà controllare direttamente evitando a tale scopo anche figure troppo di primo piano.
Quindi direi che dal suo punto di vista si è messo nelle migliori condizioni, data la difficilissima situazione. La distribuzione della canea degli inutili sottosegretari, farà il resto limando ulteriormente gli spigoli. E' evidente che i vincitori dell'operazione sono i due Mattei, l'Infido che è riuscito ad far fuori Conte, cosa che bramava da tempo e l'Orrido, che anche se praticamente commissariato dalle forze interne del suo partito, che lo tengono in vita per non perdere il consenso di quelli con l'elmo bicorne da Pontida, riesce a rimanere ufficialmente a cavallo pur con un cambio di casacca che fa impallidire il mercato delle vacche del tentativo di Fico. In ultima analisi il bello dell'operazione è che tutti i partiti sono scontentissimi e masticano veleno (e questa è una buona cosa), ma non possono gridare più di tanto perché in fondo è stata fatta la loro volontà. L'Orrido ha avuto tre ministeri, ma deve digerire il suo avversario diretto Giorgetti, all'unico ministero interessante dove ci saranno da gestire soldini, che è imposto dall'anima degli affari nordolegaiola, e masticare veleno, ma senza gridare troppo, il boccone amarissimo di Lamorgese, disposto pur di non perdere l'occasione di far rimanere il partito nella greppia dei 200 miliardi, a mettere in discussione anche la bandiera di quota 100 (e questa è una buona cosa). L'Infido, che pure io un tempo sostenevo essendo il miglior politico su piazza, canta vittoria, ma è il classico successo di Pirro dato che nel mucchio è ormai condannato all'irrilevanza più completa, tanto che alle prossime elezioni potrebbe scomparire definitivamente dal Parlamento e dover andare in giro per il mondo a piatire conferenza per campare (e questa è una buona cosa). I cespugli di centro, che hanno perso l'occasione del loro momento di gloria, sono diventati ancora più irrilevanti e il buon Casini ha ormai capito che la sua candidatura al Colle è definitivamente aria fritta (e questa è una buona cosa).
Il PD deve starsene zitto, con ministri quasi inutili, nella posizione di vaso di coccio che come parla sbaglia, dovendo pensare più a contenere il malpancismo interno che tutto il resto (e questa è una buona cosa). I Grillini, trangugiano palate di merda alle prese con il forse definitivo disfacimento, dovendo andare a braccetto con il Pregiudicato, sfilati anche del ministero a cui tenevano di più (e questa è una buona cosa). Il Cavaliere, in salute sempre più precaria, sente il terreno mancargli sotto i piedi ed è nero come la pece, avendogli nominato tre ministri che gl facevano la fronda interna e nessuno di quelli da lui proposti (e questa è una buona cosa). I LEU, angosciati dal dover sedere e sorridere alle proposte dell'Orrido, sono stati tacitati con Speranza, altro rospo in gola a Pontida (e anche questa è una buona cosa). Tutti incavolati neri insomma, ma costretti a far buon viso a cattivo gioco e a votare compatti a favore. L'unica a rimanere fuori, l'astutissima Vociante, ha capito che in questo modo rastrellerà tutti gli scontenti, subito quelli che non potranno sopportare il cambio a 180 gradi del Capitone, antieuropeisti, sovranai, populoidi e tutto il peggio del peggio, poi man mano che finirà la luna di miele e di provvedimenti necessari, presi senza la necessità del consenso del popppolo, come è giusto fare, anche quelli che a poco a poco precipiteranno nell'imbuto dello scontento forcaiolo. E lei laggiù al fondo della Caina a fare il pieno di gente ululante (e questa non è buona cosa, ma almeno sarà chiaro dov'è la sentina della storia). Ora il Drago ha la possibilità di fare, aiutato da un lato dalla estrema debolezza di chi lo dovrà sostenere, dall'altro dalla credibilità internazionale che ha accumulato sullo scenario internazionale, anche se certamente il tutto è poggiato su un equilibrio di elevatissima instabilità, basterà una stupidaggine a far crollare il castello di carte.
Unico collante per fortuna la paura di tutti di andare alle elezioni anticipate, che come ogni persona di persona di buonsenso, a partire dal capo dello stato, ha ben compreso sarebbero il definitivo disastro per il paese. Infatti sono ormai richieste, come si è ben compreso, solamente da chi questo paese non lo ama affatto, anzi lo odia e vuole distruggerlo definitivamente. Comunque, a mio parere naturalmente, il mio giudizio su questo governo è sostanzialmente speranzoso. Posso accettare Giorgetti e anche Speranza, che in fondo, visto il resto dell'Europa ed il paragone conta, non è andato poi così male. Benissimo Lamorgese e Franceschini, il miglior ministro della cultura degli ultimi decenni, ottima Cartabia, che potrebbe essere l'occasione per il difficile nodo della riforma della giustizia. Bene i tecnici, anche se non di primissimo piano, mi sarebbe piaciuto l'inserimento di Cottarelli, ma va bene lo stesso. Pur con i moltissimi pericoli e la tremenda dose di instabilità di cui ho già detto, mi sembra che ci sia qualche possibilità di fare le cose necessarie, le riforme richieste, anche se qui è dove tutti punteranno come al solito i piedi aizzando la piazza, la preparazione di un Recovery valido ed utile e la spinta necessaria all'economia. A questo darà sicuramente una mano la credibilità internazionale del nostro, che, vista l'uscita di scena di Merkel, potrebbe anche porsi in Europa in una posizione di importanza molto più forte del passato. Io, che amo il mio paese, gli faccio i migliori auguri, speranzoso, che si faccia tutti interi i due anni, questo darebbe una impostazione più dritta e funzionale a tutta l'operazione, complice il fatto che il nostro Sergio si prolunghi per un anno. Comunque si vedrà, tante sono le opportunità e di contro i cigni neri che girano nell'aria. Spesso gli eventi esterni e non controllabili sono poi quelli che definiscono il successo o l'insuccesso di una operazione. E con questo vi saluto.
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| I love Tiraspol - Transnistria - maggio 2018 |
Se arrivi a Tiraspol, viaggio strano ed inusuale anche per un cercatore di luoghi da scoprire, ti troverai in un mondo strano che emerge dalle nebbie del passato, una esperienza sensoriale del tutto inaspettata ed a suo modo eccitante. Basta una decina di chilometri, passato il ponte sul Nistru e gli acquartieramenti dell'esercito russo, per arrivare alla periferia della città, la capitale di questa piccola e fantomatica repubblica, la Transnistria, di poco più di 3.500 km2 e mezzo milione di abitanti. Veniteci dunque per toccare con mano questo scampolo di passato, meglio se prima avrete letto il famoso libro, poi tradotto sul grande schermo: Educazione siberiana, che si svolge appunto proprio nelle periferie della città. A questo punto è necessario che vi dia conto di alcune cose che giustifichino il mio interesse quasi morboso per questo luogo a cavallo tra due mondi, uno scampolo di passato tenuto in piedi artificiosamente da fragili equilibri geopolitici e delle emozioni che mi ha dato. Come molti di voi sanno nella mia vita precedente mi interessavo di export e per un paio di decenni ho navigato nel mondo slavo, con molti periodi di permanenza proprio a cavallo della caduta dell'impero sovietico. Ora, il vivere in prima persona questo mondo così lontano e diverso dal nostro e vederne la inevitabile caduta, con tutti i tragici eventi accaduti dopo, le privazioni e gli imprevedibili accadimenti che si sono succeduti per un intero decennio, con conflitti, disastri economici, speranze disilluse, povertà diffusa, è stata una opportunità unica che, avendomi coinvolto soltanto come spettatore mi ha dato modo di vivere un'esperienza piena di insegnamenti e di emozioni. Naturalmente quegli ambienti avevano tutta una serie di abitudini, situazioni e momenti comuni, consolidati in uno stile di vita che 70 anni di regime aveva reso immutabili e con caratteristiche di unicità che non ritrovavi in nessuna altra parte del mondo.
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| Il memoriale dei morti nella guerra per l'autonomia |
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| Distilleria Kvint e moneta da 5 rubli |
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| Il visto della Transnistria e la moneta di plastica |
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| Mercato colcosiano |
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| La bancarella del kvas di pane vecchio |
| Che ne pensi?: |
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| Il Cimitero di Branesti - Moldova - maggio 2018 |
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| Le panche dietro le croci |
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| Il cimitero di Sapinta in Romania -1985 |
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| Tra le croci |
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