domenica 21 gennaio 2018

Usa 29 - Cape Cod

Horseshoe crab


La baia
Oltre Newport la costa prosegue frastagliatissima, scavata in profondità dalla terra ed i suoi molti corsi d'acqua che spingono per raggiungere l'oceano e dal mare dove proprio l'oceano ne percuote continuamente il fronte, frangendone con costanza i punti più duri e arricchendoli invece dove la costa si distende quasi con pigrizia in infinite barene alte e senza confini, dune di una sabbia grigia e compatta appena tentata da una vegetazione usa al salmastro che tenta con fatica di conquistarne le balze. Qui la presenza umana è ancora più pervasiva. Ormai siamo nel Massachusett, una delle aree più fighette ed esclusive del paese e le sue coste lo sono ancor di più. Raramente osservi qualche nero per la strada e neppure i latinos sono presenti in maniera visibile per non parlare degli orientali. Qui di melting pot se ne avverte poco, specialmente se cominci ad inoltrarti in quel ricciolo di sabbia che si protende per oltre cento chilometri nel pieno dell'oceano, che si chiama Cape Cod. Ma certo: Capo Merluzzo, che sivedidi qui ne passano a schiere compatte. La stretta lingua di terra che va via via restringendosi e che si piega verso terra come respinta dal mare in tempesta è tutto un susseguirsi di paesini di vacanza, popolatissimi d'estate, ma anche molto carichi di visitatori durante gli altri periodi dell'anno. 

Warning
Dai porticcioli pieni zeppi di vele e navigli di ogni genere e stazza, partono continuamente traghetti per le isole che stanno appena di fronte, le ultra famose Nantucket e Marta's Vineyard, i luoghi del sogno dell'immaginario collettivo americano, che ospitano le case di vacanza di molti presidenti americani, un segno distintivo che non ha prezzo e che fa correre fin qui folle di americani sognanti, che ancora sognano di incontrare Jaqueline o la più recente Michelle. Dappertutto è pieno di villaggi estivi, campeggi e case di vacanza, i negozi dei paesini sono popolati di negozietti di souvenir e di attrezzature da mare anche se da queste parti ogni mediterraneo che si rispetti, inorridirebbe al solo pensiero di mettere un piede nell'acqua. Un onda lunga minacciosa ne pervade continuamente le infinite spiagge solitarie, i minacciosi cartelli: attenzione squali, ne terrebbero lontano anche i più coraggiosi e amanti del pericolo, la temperatura dell'acqua gelida ne respingerebbe ogni tentativo volontario. Insomma un mare da guardare da riva, dalla cima della lunga, infinita duna che separa la spiaggia dalla strada poco lontana che le corre parallela, triste nella sua solitudine, da percorrere per chilometri coi calzoni tirati su per non bagnarseli con un cane al fianco da liberare e far correre avanti e indietro a raccogliere bastoni lanciati o freesby che planano dolcemente verso la sabbia. 

Foche
Ogni tanto la sagoma di un faro, i famosi fari del new England, un punto di arrivo per la macchina da lasciare nell'ampio parcheggio (a pagamento, 15 $ al giorno) prima di andare a dare un'occhiata alla lunga striscia di sabbia, uguale a tutte quelle precedenti. Ci si inventa anche qualche punto di interesse, come la stazione di Marconi oppure la possibilità di vedere gigantesche foche che sguazzano al largo, grasse e incuranti del freddo, con quello spessore di grasso che si ritrovano, d'altra parte anche li squali devono pur campare. Di megattere al largo neppure l'ombra, eppure ce ne devono essere parecchie. La parte interna del capo invece è costellata da molte zone umide, laghi e stagni ricoperti di acque palustri ricche di avifauna marina. I paesetti residenziali sono uno di seguito all'altro con casette qualitativamente valide, si vede che qui gira il grano, anche se sono molto spopolati in questa stagione. Quasi dappertutto la velocità consentita è così bassa, attorno alle 20 miglia, che il motore quasi si spegne ad ogni incrocio. Inoltre non appena incontri un'altra stradina, segnali di stop da ogni direzione, sono obblighi inoppugnabili anche se non c'è nessuno all'orizzonte, mi raccomando. Ecco infatti nel nulla più assoluto, che arrivo al'ennesimo incrocio deserto.

On the beach
Mi sono fermato a quello di cinquanta metri prima e a questo per evitare l'ennesimo sobbalzo giro a sinistra ai 5 all'ora. Mal me ne incoglie. Acquattata  dietro un albero, una macchina bianca e blu con una corona in testa di sirene rosse e blu è appostata con cura malmostosa. Il motore non fa a tempo a riprendersi per far ripartire il mezzo che il poliziotto tozzo e massiccio che aveva fermato Rambo all'ingresso del paese, salta fuori dalle frasche e, tolti i rayban, fissandomi con occhi di bragia mi indica con gesto perentorio di accostare. Obbedisco subito, con una certa ansietà bloccando la macchia nello slarghetto al lato della strada di campagna. Lo sceriffo arriva con le mani sui fianchi, controlla che tenga le mani bene in vista sul volante e comincia un pippozzo sulla necessità, anzi l'obbligo assoluto di fermarsi in presenza di un incrocio anche secondario di quel tipo. So di non avere scuse di sorta, sono colpevole senza remissione. Cerco di dire, che, sbagliando, certo, avevo proceduto lentamente in quando non c'era assolutamente nessuno nel raggio di chilometri. Questo lo fa inviperire ancora di più. STOP ...MEANS STOP!!!! Vuol vedere documenti e altro, quelli della macchina non so neanche dove e se ci siano, la mia patente e quella internazionale, li prende in mano come se fossi un lebbroso, poi lascia cadere lì che la sanzione minima è di 150 $. 

Aquila
Il tentativo improvvido della mia navigatrice di scendere dall'auto per cercarli nel bagagliaio, vengono subito bloccati dal grido di Don't move! mentre la mano scivola verso la fondina. Per carità rimaniamo immobili come statue di sale, ai comandi. Vuol sapere dove andiamo e dove dormiamo, ma non lo so ancora, quindi bofonchio qualcosa, parlo di Hyannis, ma non lo so pronunciare in maniera corretta, provocando ghigni di sufficienza, di motel a basso costo, impapinandomi continuamente nelle difficoltà linguistiche proprie di noi razze inferiori alle prese con idiomi stranieri, cosa che gli fa piegare ancor di più il labbro in giù in segno di dispregio. Alla fine inaspettatamente mi fa segno di togliermi dai piedi al più presto e di non infastidirlo ulteriormente, cosa che faccio senza indugio scivolando via senza scuotimenti eccessivi del mezzo per non suscitare ulteriori razioni o reprimende. L'abbiamo scampata anche questa volta, ma attenzione ragazzi che qui non si scherza. Il Visitor centre di una delle tante zone naturali dei dintorni è come sempre bene congegnato per farti usufruire al meglio di quanto ti circonda; tento di acquistare una maglietta, ma l'anziano addetto è in enorme difficoltà a maneggiare il PC che permette di procedere all'acquisto. 

La spiaggia
Alla fine ho pietà di lui e del fatto che il suo paese lo costringa a lavorare a 80 anni e pago cash con suo grande sollievo. Tra poco toccherà a me, bisogna farsene una ragione, lo capisco, ma che vita. L'isola che si protende sul mare è ricoperta di vegetazione cespugliosa bassa, in cui si inoltrano sentieri segnati che conducono fin sulle rocce della costa ricoperti di cormorani chiassosi. Le aquile di mare volteggiano alte inattesa di tuffarsi sul loro pesce. Tra i tamarischi volteggiano farfalle, dei three sisters lighthouses nessuna traccia, saranno da un'altra parte e io come al solito non avrò capito. Sullo spiaggione di Hyannis solo qualche anziano che passeggia su un pavimento di alghe lasciate dal mare e residui di carapaci curiosi di granchi a ferro di cavallo che giacciono a centinaia morti sulla riva. Una corazza strana ed inquietante dall'aspetto preistorico, una sorta di trilobite dalla gran testa globoidale, che nasconde le zampette e dal quale esce una lunga e incongrua coda. Senti odore di mare e di vita in decomposizione in una terra postmoderna dove l'uomo e la sua civiltà sono già passati da tempo e ne sono rimasti visibili solo i residui corrotti dal tempo in attesa di un mondo nuovo che venga a rintracciarne le vestigia e di segnali da interpretare per capire cosa l'abbia fatto scomparire. I gusci si sfrangiano e si disfano soltanto a toccarli, tanto sono fragili, rimangono soltanto schegge non interpretabili di materiale organico, ormai buono soltanto per costituire nuovi strati di roccia sedimentaria da erodere nei prossimi milioni di anni. L'onda lunga si frange lontano con rumore lieve, soffocato dal vento che confonde l'orizzonte tra un'acqua e un'aria dall'identico colore.

Zona umida

SURVIVAL KIT

Hyannis - Cittadina all'iniziodel capo, buona base di partenza per esplorarlo. Quisipuò sostare essendociparecchie soluzioni perla notte.

Cascade MotorLodge - 201 Main str. Hyannis - Classico motel alla Psyco, piuttosto vecchiotto e scalcinato il cui unico pregio è non costare molto. Niente colazione, non molto pulito. Camere normali con le solite dotazioni da rinfrescare a 75 $ con tasse. Riscaldamento non funzionante.

Spanky Clam Shack& Seaside Saloon - 138 Ocean Street - Hyannis - Ristorantino del porto, carino ma molto spartano, sempre molto affollato, per cui bisogna generalmente aspettare un po'. Pesce a volontà, molto astice e frutti di mare. Bel menu. Prezzi proporzionati, piatti abbondanti. Servizio rapido ma non molto attento. 2 piatti di pesce spada ricoperti di polpa di astice, davvero molto buoni, 2 coke. I dolci erano finiti! 75 $.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

sabato 20 gennaio 2018

Usa 28 - Newport

Newport


La baia
Kathy alla reception è un ragazza deliziosa. Cerca di ogni modo di darmi una mano per risolvere le varie problematiche che mi sono creato a causa della mia inscipienza e analfabetismo digitale, cosa non usuale da queste parti per la verità, dove la cortesia untuosa negli esercizi commerciali è soprattutto di facciata. Scoprirò a posteriori che il suo aiuto sarà poi risolutivo per un rimborso che avevo dato per perduto. Rimane tempo, visto che i complimentary minimuffin del tavolo dell'ingresso sono già esauriti dalla sera prima, di un po' di chiacchiera generica sulla situazione corrente. Per la verità sarà l'unica persona nel corso del giro, non che sia riuscito a contattarne molte a causa della mia facilità linguistica, a parlare di politica, argomento in cui mostra di essere totalmente inorridita da come stanno andandole cose e confessa candidamente di come non riesca a darsi una motivazione convincente della salita al vertice di un personaggio di tal fatta. L'unica spiegazione possibile è, secondo lei, data dal fatto che l'altra candidata era l'unica in assoluto che poteva perdere, essendo la sua figura ormai completamente deteriorata. 

Barche alla fonda
Ci lasciamo con un sorriso, se sapesse costa sta succedendo da noi.... Ma bando alle chiacchiere inutili, ogni popolo ha soltanto quello che si merita ed a noi oggi tocca arrivare a Newport, la città che fornisce l'accesso alla baia, posta sulla punta della grande isola che ha dato il nome allo stato stesso e a cui si accede tramite un complesso sistema di ponti. E' una delle città antiche degli Stati Uniti, anche se qui questa parola non ha lo stesso senso che ha da noi. Anche qui tuttavia, larghi spazi che ti consentono belle viste sulla baia e sulla costa di fronte all'oceano che ormai saranno le costanti dei prossimi giorni. Il vento è teso e gelido e spazza la baia e il suo cielo ormai quasi sgombro di nubi Dappertutto imbarcazioni di ogni dimensione alla fonda o con la randa e il genoa spiegati e gonfi per la sua spinta potente. Questa è stata una delle sedi storiche dell'America's cup, qui c'è una delle aristocrazie della vela e l'ambiente circostante lo sottolinea. La città giocò un ruolo chiave nell'epoca del commercio degli schiavi essendo uno dei vertici del triangolo commerciale che portava gli schiavi verso l'area del Caribe, da qui la melassa di canna a Newport, che divenne la città delle distillerie di rum che poi partiva alla volta dell'Africa per completare il giro. 

Marble house
Alla fine del 700, fu la base dell'esercito francese in America e infine la guerra ne distrusse l'economia, portando definitivamente i commerci verso Boston ed il nord, così che il Rhode Island fu il 13° e ultimo stato ad aderire all'unione nel 1791. Quindi fu soltanto all'inizio del 20° secolo che le più grandi ed importanti famiglie degli Stati Uniti, innamorate della bellezza della zona, calarono qui per costruirvi le ricchissime e magnifiche ville e residenze di fronte al mare che ancora oggi costituiscono una delle attrazioni turistiche della città. Molte di queste sono state trasformate in musei aperti al pubblico come quella dei Varderbilds o degli Astors o quella degli stessi Kennedy. Insomma la vera e propria base della moderna aristocrazia americana, con la sua sfilata di costruzioni della cosiddetta Gilden Age, le sue scuole militari ed il caposaldo della Marina. Nel Kings park, di fronte alla silhouette perfetta dei ponti che attraversano l'acqua con slancio ardito, la statua del Barone de Rochambeau, uno dei tanti francesi che aiutarono le colonie nella conquista dell'indipendenza, guarda il mare con condiscendenza e allunga il braccio ad indicare una direzione lontana. 

L'oceano
Forse l'Europa da cui aveva dovuto allontanarsi, forse quell'anelito libertario che percorreva gli animi alla fine di quel secolo di grandi mutamenti che albergava all'interno della società intera a qualunque stato tu appartenessi. La parte terminale del capo è occupato interamente da una cittadella pentagonale dalle mura alte e potenti che nascondono l'interno alla vista di chi le gira intorno, Fort Adams, circondata da prati verdissimi e con una splendida vista sulla baia e sulle vecchie vele che sfilano nelle sue acque come vecchie signore che mostrano il loro fascino d'antan.  C'è poca gente che cammina qui intorno, tranne i consueti amatori del running che si martirizzano gioiosamente le ginocchia convinti di allungarsi la vita. Il cliff walk consente invece di fare un lungo giro a piedi lungo le scogliere, magnifico punto di vista sull'oceano e sulla sfilata di ville e costruzioni che vi si affacciano, le più belle e ricche, molto affascinanti nella loro pietra grigia che brilla al sole nello smeraldo dell'erba appena rasata. 

Un pescatore
Certo lungo il giro incontri un sacco di turisti pigolanti che si arrampicano sulle rocce in cerca del punto di vista migliore per scattasi un selfie, ma l'itinerario è lungo e la folla si disperde facilmente così puoi fermarti a chiacchierare con qualche pescatore dalla barbaccia incolta o girare alla larga dai gruppetti di giovani cinesi in visita al mondo che stanno conquistando e che presto supereranno in benessere e quantità e dal quale cercano di copiare velocemente ogni suo lato peggiore. Una città molto interessante in cui è piacevole passeggiare e godersi le spettacolari vedute del maree della baia. Dopo aver percorso con calma la Ocean road, puoi fermarti a lungo nel prato verde antistante gli scogli dove il monumento commemorativo che richiama al Portogallo, il punto esattamente di fronte a te. Non  farti distrarre dalla guida con barba e paglietta che conciona agruppi di figli dei fiori depassé coi codini mestamente grigi, in cerca di un altro passato, altrimenti pesti gli abbondanti residui che la pur deliziosa compagnia di oche sparge sul praticello stesso e che ti riporta in senso concreto coi piedi per terra ed alle sue brutture. E' meglio allora lasciare la città dei fighetti e dirigersi verso Cap Cod, meta per la verità ancora più esclusiva.

Il forte Adams

SURVIVAL KIT

Una villa sull'oceano
Newport - La città turisticamente più rilevante del Rhode ISland posta a guardia della baia di Narragansett. Luogo di elezione per famiglie ricche e presidenti dispone di una sfilata di abitazioni famose in parte visitabili. Esistono molti tour guidati che potrete scegliere a seconda delle vostre esigenze. Comunque per una visita solo esterna che permette di avere un buon colpo d'occhio sulla città e sulla baia circostante basta una mezza giornata, in cui potrete percorrere un itinerario in auto molto comodo, la Ocean drive che fa tutto il giro del capo da Kings park fino a Fort Adams, qui visite guidate condotte da ex militari, e poi il Clift walk che permette il giro lungo l'oceano con vista delle ville più belle. Le più interessanti sono comunque la Marble house e The Elms, ville opulente e sfarzose che mostrano ambienti favolosi dei veri miliardari d'epoca, nella bellevue Av. subito dietro il Clift walk. Tuttavia a mio parere, la cosa più gradevole è passeggiare in vista del mare godendosi l'ambiente ed i riflessi storici che ne derivano.


Direzione Portogallo


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

giovedì 18 gennaio 2018

Usa 27 - Sturbridge


Il museo all'aperto di Sturbridge


Springfield
Finalmente una città vera, con strade case, palazzi e grattacieli. Tuttavia totalmente anonima come la maggior parte delle piccole grandi città americane, non abbastanza dimensionate per avere una loro caratteristica e conosciuta skyline o non potendo esibire qualche costruzione o monumento particolare. Siamo a Springfield e proprio nel nome c'è parte del suo anonimato. Sono infatti 71 le città con questo nome negli Stati Uniti, in 36 stati diversi, dunque proprio il nome giusto per definire la città di provincia tipo, dove vive la famiglia Simpson con tutta la sua epopea mediomen di uno dei più amati eroi americani, vero campione di una mediocrità bolsa e ignorante, orgogliosa della propria limitatezza, che certamente voterebbe gente con parrucche di gatto giallo in testa. Così la città ha davvero poco da dire, un veloce passaggio nella piazza giardino centrale con i suoi vecchi palazzi, la casa dei veterani e l'ampio giardino e poi conviene filarsela velocemente e seguire la 90 o una delle sue complanari fino a Sturbridge, dove ha sede un'altra delle "attrazioni" molto americane, un parco tematico che racconta la vita in un villaggio di fine 700. Questa è una tipologia di offerta che pace molto agli americani, apprezzatissimo dai bambini che spesso vengono in luoghi simili a questo a passare una intera giornata. 

Sturbridge - La chiesa
Questo, come gli stati vicini, è il luogo dove il paese è nato, dove sono arrivate le prime navi dall'Europa e da dove è partita la prepotente avanzata colonizzatrice che passo dopo passo ha conquistato tutto il continente con un moto inarrestabile. Così è frequente trovare qui e negli stati vicini, luoghi che celebrino questo passato tutto sommato glorioso anche se recente, presentando forme di musei vivi ed attivi che contengono oltre alle costruzioni rimaste del tempo, anche sfilate di oggetti d'epoca e soprattutto situazioni che raffigurino la vita di allora. Qui a Sturbridge è stato ricostruito, utilizzando antichi edifici d'epoca, un intero villaggio che comprende la chiesa e altri 58 costruzioni, che vanno da una serie di negozi, la banca, un mulino, una segheria, una intera fattoria, case di maggiorenti e di gente più umile, tutte perfettamente arredate come se fossero ancora vissute attualmente. Molte attività vengono svolte durante la giornata a beneficio di visitatori e bambini, come la tessitura, la produzione di oggetti, i lavori di campagna e così via da parte di un nutrito numero di figuranti in costumi tradizionali. 

La collezione di orologi
Gli ambienti sono ricostruiti con cura e molto interessanti sono anche le collezioni di oggetti d'epoca come quella degli orologi. Diciamo che non essendoci in fondo molto altro da visitare, i 28$ richiesti per passare una mezza giornata ad osservare la vita dei coloni del New England dei primi anni dell'800 e le loro curatissime ambientazioni, glieli possiamo anche dare. Diciamo, una cosa fatta con una certa cura. Poi via verso sud, mentre dal cielo arriva un monsone violento e fastidioso. Siamo ormai in Connecticut, ma il passaggio da uno stato all'altro non si nota proprio, sono simili il paesaggio e il tipo di antropizzazione, piuttosto vivace. Il traffico è intenso sempre, le case sparse sono dappertutto, nonostante si veda sempre molto verde, campi coltivati e pascoli e boschi in ogni dove. La 169 è un'altra Scenic Route, ma ormai, sarà che l'occhio si è un po' abituato a questo tipo di ambiente, sarà che ormai di boschi e similari se ne sono visti tanti, tutto scorre ai lati con un po' di assuefazione e il paesaggio, in sé piacevole per carità, non contiene caratteristiche di originalità tali da farsi apprezzare particolarmente. 

Zucche
Lungo la strada, di tanto in tanto locali e fattorie dove gli agricoltori o sedicenti tali, vendono la loro produzione a km zero, tutta roba natural e organic, naturalmente è solo con la fuffa che incanti il borghese. Così ti fermi a vedere un po' di zucche pronte per Halloween o la produzione del famoso sciroppo di acero, una mano santa per la glicemia, che tanto non userai mai, ma vuoi venire a casa senza? Intanto si scivola verso il mare; dopo Lisbon la 138 piega verso il Rhode Island il più piccolo tra gli stati del New England, soltanto 3000 km2 di pianura, meno della Valle d'Aosta, ma densamente popolati, situati attorno ad bella e famosa baia di Narragansett, dove nel 1637 Roger Williams, cacciato dalla colonia del Massachusett per le sue idee religiose, stabilì un nuovo insediamento a Providence, aperto alla libertà ed a tutte le religioni. Non a caso questo fu il primo stato a dichiarare illegale la schiavitù. Siamo ormai sulla costa atlantica è questa è la prima delle grandi baie che si susseguono verso nord formando un paesaggio particolarmente piacevole e ricco di fascino. Intanto però scende la sera e sembra farlo apposta ma quando cerchi un motel a basso costo, che quando non li avevi bisogno sfilavano ai tuoi lati uno dopo l'altro, scompaiono come per magia, non c'è più un posto che offra un letto con l'ammiccante scritta vacancy. 

Una fattoria che produce sciroppo d'acero
Ormai è notte piena e tocca cascare nelle grinfie di un costosissimo Holiday Inn che non offre niente di più dei soliti motel se non un po' di lusso esterno. L'inutile piscina e l'ancora meno utile, per me palestra, tocca caricarli sul prezzo della camera se ci sono. Naturalmente nel tentativo di risparmiare qualche dollaro prenotando con Booking, che sembra offrire uno sconto speciale, coi miei ditoni più idonei all'uso della zappa che a quello della tastiera, mi sbaglio, facendo una sorta di doppia prenotazione, che poi riuscirò a farmi rimborsare con una certa fatica, un po' perché i sistemi son fatti apposta per beccarti il grano, facilissimo quando devi pagare, dura come il ferro quando devi avere indietro. Per fortuna, con l'aiuto della gentilissima ed efficiente addetta della reception, vedi che critichi sempre a sproposito, poi quando serve vai lì piagnucolando e una mano la trovi sempre, riesco a risolvere il problema. Anche mangiare qualcosa diventa difficile, siamo nell'unico posto dove nei dintorni non c'è almeno una dozzina di locali, quindi altra corsa nella notte per diversi chilometri per ingozzarsi di un orrendo paninone di sedicente speciale carne trita e cipolle, la nostra carne proviene dai nostri allevamenti dove gli animali brucano l'erba felici, che sto finendo di digerire adesso.

Un figurante a Sturbridge

SURVIVAL KIT

La forgia
Holiday Inn - 3009 Tower Hill rd -S. Kingstown - Molto bello all'esterno, anche se in mezzo al nulla,  ma con camere del tutto simili ai normali motel. Free wifi in camera e consuete dotazioni, bagno in ordine. Pulito e tranquillo. Personale estremamente gentile ed efficiente. Ad onta dei prezzi segnati su Tripadvisor, io ho dovuto pagare 142 € senza colazione, cifra che mi sembra davvero eccessiva.

Tilly's Cheesesteack - 3711 Kingstown rd, W. Kingstown - Una specie di fast food di "qualità" che pubblicizza l'uso di carne particolare del tipo: i nostri animali pascolano felici! Niente bistecche comunque. Offre tutta una serie di panini di enormi dimensioni di carne tritata e formaggio e altre cose tipicamente americane e texmex. I prezzi sono un po' cari per dei panini, ma bisogna considerare le dimensioni. 2 panini (cheesesteack) e 2 coke, 26,59 €.

Il calzolaio



Raccolta frutta
Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

mercoledì 17 gennaio 2018

Usa 26 - Mohawk trail


Dal mount Greylock

Sulla cima
L'attrazione della zona è il monte Greylock, l'altura più alta dello stato del Massachusett. Si tratta soltanto di 1064 metri ma la strada di  una decina di chilometriche serpeggia nell'area del parco salendo verso la cima è un'altro spettacolo che vale la pena di non perdere. Ancora boschi e alberi a perdita d'occhio che ricoprono completamente i fianchi delle colline del Berkshire. Se non volete farvi la strada in macchina, potete sempre muovervi con una bella sgambata a piedi lungo i facili sentieri tracciati e ben segnalati dell'Appalachian trail. In questa stagione evidentemente la gente che arriva qui è poca e gli ampi parcheggi predisposti attorno allo spiazzo sommitale che ospita il grande faro di granito di 28 metri, dedicato ai caduti di guerra, sono completamente vuoti. Solo in un angolo una cassetta dove mettere i soldi dell'ingresso, se volete lasciare la macchina qui e andare a passeggiare intorno. Dal faro la vista è spettacolare e abbraccia l'intero orizzonte circostante. Le colline si estendono ordinatamente in tutte le direzioni e consentono di vedere i tre stati del Massachusset, del Vermont e di New York, dato che ci troviamo proprio sullo spigolo dove confinano tra di loro. Tira comunque un bel venticello gelido che ti fa tirar su il bavero della giacca a vento. 

Mohawks trail
Scendendo, piano, ogni tanto vedi qualche isolato camminatore che traversa il bosco salendo lentamente verso la cima. Deve essere pieno di animali qui intorno. Quando esci dal parco e riprendi la strada normale, in fondo la differenza di paesaggio non è grande, sei solo più in basso ma le strade attraversano sempre una vegetazione boschiva piuttosto fitta, semplicemente ci sono più case, molto sparse certamente, il bello dei posti dove c'è molto spazio. A quest'ora del mattino non fai che incrociare continuamente degli scuolabus che vanno e vengono in tutte le direzioni. In una strada secondaria ne vedo uno fermo dall'altra parte della via, davanti ad una bella villetta bianca. Sta certo aspettando qualche ragazzino. Io procedo tranquillo e mentre passo, sia l'autista, una ricciolona nera, che gli astanti che sono dietro il bus, mi indirizzano una serie di evidenti contumelie facendomi segni di minaccia con le braccia alzate, anche se stavo andando ai 20 all'ora. Ma che succede? La realtà è che sto contravvenendo a una delle regole stradali più stringenti del paese. Gli scuolabus sono esseri sacri che bloccano in qualunque momento, qualunque tipo di traffico. Non si possono superare quando sono in servizio e soprattutto, quando sono fermi e allargano un segnale di divieto che hanno attaccato alla fiancata sinistra, non puoi transitare neppure in senso opposto, caso mai un pargolo, sfuggisse dalla porta e attraversasse di corsa la strada. 

Nel parco del Mount Greylock
Se il bus giallo è fermo tutto il traffico si deve fermare e aspettare che il mezzo chiuda le porte e riparta. Speriamo solo che non mi mandino all'inseguimento una pattuglia di sceriffi  con la pistola puntata. Bisognerà starci più attenti insomma. Questo è un punto interessante comunque, per una società dove il servizio pubblico è quasi inesistente e, a compenso di una minore pressione fiscale diretta, devi pagare e salato, ogni servizio di cui usufruisci. Questo degli scuolabus è uno dei pochi, credo, servizi gratuiti a cui tutti hanno diritto. Può darsi che sia incluso nei costi delle pesanti rette scolastiche, ma non so bene, se qualcuno ha dati precisi, mi informi per favore. Comunque adesso la strada procede altalenante verso est, attraverso un bel territorio collinare verdeggiante e discretamente popolato. Pochi i paesi e le cittadine, ma tantissime case sparse lungo la strada e nelle zone limitrofe, che fanno capolino tra i boschi o ai margini delle radure, coi grandi prati verdi perfettamente curati che arrivano fino al bordo della statale. Stiamo percorrendo la statale 2, un'altra Scenic byway detta Mohawks trail, dal nome della tribù che popolava l'area e che, in un centinaio di chilometri fino  Greenfield, costeggia un delizioso paesaggio fluviale, denso di boschi e vita selvatica e anche se gli scenari non sono da cartolina come nei parchi precedenti, è sempre un bel colpo d'occhio. 

Qui consiglierei uno stop, appena fuori dalla HW 91, nel villaggio di Deerfield, uno dei più suggestivi e meglio conservati di questa parte del paese. Intanto dobbiamo sempre ricordare che questo stato assieme al Rhode Island è il cuore della storia dell'America. Qui sono arrivati i primi coloni e da qui è cominciata tutta la sua storia moderna. Questo paese museo, conserva dunque una serie di decine di case e di edifici, tutti perfettamente conservati, restaurati e trasformati in piccoli musei, che rappresentano un colpo d'occhio davvero unico, anche solo attraverso una visita esterna lungo il viale principale che lo attraversa. Le case sono bellissime, con portali antichi ed i giardini antistanti perfettamente curati. Non dimentichiamo che sta incombendo la festività di Halloween e gli addobbi a base di zucche si sprecano dappertutto in coreografie davvero sceniche. Al Visitor centre puoi prenotarti una bella visita guidata attraverso le case più significative ed una accompagnatrice in costume ti racconterà storie di altri tempi di un passato che per questo popolo è la base dell'orgoglio nazionale.


Case di Deerfield
La visita, che dura un paio d'ore, costa 13 € e l'ottantenne che cerca di vendermela fa una certa fatica a spiegarmene i vantaggi, anche perché il mio scadentissimo inglese mi impedisce di avere contatti decenti con la popolazione locale. Qui i pellegrini sono arrivati alla fine del 1600 e dopo aver fatto velocemente fuori i locali Algonchini, attraverso una serie di guerre, anche se questi tentarono di resistere chiedendo l'aiuto dei francesi che erano posizionati nel sud canadese, hanno profittato di queste fertilissime zone della valle del fiume Connecticut, creando una prosperosa comunità agricola che è stata una delle basi nella costituzione del futuro paese. Qui si trovano alcune delle più antiche abitazioni rimaste dell'epoca e giustamente la loro conservazione è molto attenta e puntuale, visto che rappresenta il momento iniziale della nazione americana. Mi dicono che dovrebbe essere molto suggestivo arrivarci durante la annuale fiera, una cosa molto americana, che da queste parti sanno fare come si deve.


Deerfield



Il visitor centre
Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

martedì 16 gennaio 2018

Usa 25 - La White Mountains National Forest

L'ingresso del parco


Bikers
Finalmente oggi sembra che avremo una bella giornata, Nuvole alte e molto sfrangiate con larghi tratti di schiarite attraverso le quali i raggi del sole illuminano il paesaggio con benevola attenzione. Partiamo con calma ma decisi a sfruttare al meglio le ore in cui la luce dà a tutto quello che ti circonda, quel tocco di magia, di lucente brillantezza che incanta ed esalta i fotografi. I colori e che colori, sono più vividi e intensi, l'odore stesso del bosco sembra più forte come se la terra, riscaldata, desiderasse far uscire i propri profumi per renderti partecipe dei suoi afrori più intimi e conquistarti meglio. La terra è femmina e sa come fare. Oggi dedicheremo l'intera giornata a percorrere  i rilievi della White Mountains National forest, un vasto territorio che occupa la parte centro nord del New Hampshire e che contiene tanti punti di interesse non solo paesaggistici ma anche storici e culturali, per quello che si può trovare da queste parti naturalmente. Intanto, se questo è il secondo parco più visitato degli Stati Uniti ci sarà pure una ragione, la gente mica va in massa dove i posti sono brutti; tuttavia bisogna precisare che di norma i turisti europei sono maggiormente attirati dalle meraviglie naturalistiche dei grandi parchi dell'ovest americano con le loro particolari unicità di paesaggio, piuttosto che a questi panorami più vicini ai nostri ambiti montani. 

Un fiume
Per questo, qui intorno incontri soprattutto americani in vacanza. Percorreremo uno degli itinerari più noti la Kancamagus Scenic Highway che attraversa tutta l'area unendo i punti più interessanti per tornare indietro secondo una traccia circolare che costeggia tutto il nord della foresta per ritornare nuovamente verso il Vermont. Questi percorsi bisogna goderseli con calma, guidando lentamente. La strada percorre tratti sinuosi e spesso è come una galleria che penetra il bosco e ti conduce con dolcezza attraverso il paesaggio mostrandoti ad ogni curva colpi d'occhio differenti, un tunnel dentro un caleidoscopio colorato che solo di tanto in tanto si apre per mostrare la valle ed i fianchi dei rilievi coperti dai boschi a perdita d'occhio. La distanza ti fa perdere di vista la dimensione singole delle diverse piante. Tutto appare invece come un tappeto persiano appoggiato su una superficie irregolare che, illuminata dal sole, esprime tutte le geometrie dei suoi colori, che appaiono quasi magicamente regolari, un tessuto di Missoni caldo e bellissimo che veste tutto quanto sta intorno a te. Le balconate sulle valli larghe ariose ti consentono frequenti soste per guardarti intorno e renderti conto di quello che ti circonda. 

I ponti in legno coperti
Naturalmente i piccoli laghi, i torrenti ed i corsi d'acqua di ogni tipo, le cascatelle d'argento, completano il consueto paesaggio montano che comunque ha sempre il suo fascino. Dalla strada in ogni radura, sentieri laterali invitano alla scoperta dei rilievi circostanti, se uno ha voglia di camminare, qui se la toglie sicuramente. La strada attraversa completamente il parco in una cinquantina di chilometri fino a Conway. Qui vicino, si può vedere il bel ponte coperto di Albany, inutile chiedere in giro perché neanche chi vive lì sa dove sia, munitevi perciò di mappa idonea per trovare il trail che lo raggiunge. Sono molti i ponti in legno che incontrerete durante questo viaggio, alcuni recenti, altri vecchi di oltre un secolo e che rappresentano una caratteristica piacevole che aumenta l'interesse di questi territori. Alcuni all'interno dei piccoli paesi, altri un po' dispersi nel bosco, ancor più fascinosi quando le foglie che quasi li nascondono alla vista, cambiano colore. Chi non ricorda l'oleografico I ponti di Madison County e i relativi fiumi di lacrime commosse che ha fatto versare. D'altra parte chi avrebbe potuto resistere con un ambiente intorno di quel tipo, quei colori, quell'atmosfera sfumata da acquerello d'antan! 

Bretton Woods
Cedete quindi anche voi al fascino del legno secco che scricchiola sotto le vostre estremità, percorrendoli a piedi per vedere il punto di vista della riva al di là del ponte. Poi si può compiere l'anello che riporta verso Woodville, traversando la parte nord del parco che passa da Franconia. Ad un tratto, in un ampio spazio libero dagli alberi, tra verdi prati smeraldini, passerete anche di fianco al famoso Omni Mount Washington Resort di Bretton Wood, luogo topico dove, nel 1944, si riunirono i rappresentanti economici di 44 nazioni e furono fondate le basi del sistema monetario che regolava gli scambi economici nel mondo e che, stabilendo un aggancio fisso di tutte le monete mondiali al dollaro, a sua volta relazionato all'oro, ha, con la creazione dell' FMI e della BIRS, da un lato regolarizzato l'economia mondiale, stabilizzandola almeno fino al 71, in cui gli accordi furono corretti dando luogo alla fluttuazione dei cambi, dall'altro, dando una primazia assoluta agli Stati Uniti in campo economico, sulla quale si è fiondata la loro fortuna economica. Insomma, tanti spunti di riflessione anche da queste parti e poco importa se non vale la pena di arrivare fino all'Odl Man of the mountains, una enorme massa rocciosa a forma di volto umano, che tuttavia essendo crollata in parte (anche lì le montagne franano eh!) non si vede assolutamente più, ma i paesaggi circostanti vi daranno comunque soddisfazione. 

Una casa di Woodstock
Insomma una giornata che passa attraverso continui tratti e fermate lungo la strada sempre alla ricerca di spazi dove arrestare l'auto, perché un altro dei problemi del viaggio on the road da queste parti, è che se non c'è spazio lungo la strada, che non prevede corsie di sosta, è severamente vietato fermarsi, bisogna aspettare una piazzola apposita, che magari non è tanto frequente. Insomma si lascia il parco con un senso di piacevole soddisfazione per riprendere la strada  che torna nel Vermont e scende verso sud lungo la HW 91. A Woodstock (l'ennesima), cittadina ricca di antiche case del 700 con annesso, ma recente, ponte coperto, si scende poi al lato della parte sud delle Green mountains lungo un altra deliziosa Scenic Byway, la 100, ma ormai non si contano più, che ti conduce lungo questo territorio di montagne più selvatiche ed aspre ed anche meno colorate delle precedenti. Attraversiamo quindi il parco sulla 9 (altra Scenic Byway) per arrivare infine mentre calano le prime ombre della sera a Bennington ed entrare in Massachusetts, nel suo estremo angolo superiore a Williamstown. Certo percorrere queste grandi strade americane che collegano città e stati vicini è un piacere, grande sensazione di ordine e pulizia, ma sono davvero così civici ed educati gli americani confrontati con i caciaroni mediterranei per non parlare del loro vicini messicani, non volendo usare definizioni più trumpiane? 

I rilievi del parco
Non ci sono rifiuti in giro è vero, ma una risposta viene anche dai cartelli che trovi di tanto in tanto assieme alle giaculatorie di quelli minacciosi dei limiti di velocità. Adopt a Haighway, c'è scritto con tanto di riferimenti a cui rivolgersi. Insomma un programma nato in Texas nel 1980 e poi estesosi a molti altri stati, in cui gruppi di volontari delle comunità circostanti si assumono il compito di mantenere puliti tratti di un paio di miglia di una strada. Insomma la pulizia c'è dove si pulisce, poi se è pulito, la gente si sente in colpa e sporca meno. Comunque anche qui sono venute fuori grane, specialmente quando questo incarico se lo sono assunti nei primi anni del 2000, gruppi del Ku Klux Klan e del Nazi party, che non penso avessero preminente il fine della pulizia di un tratto di strada, ma questo è un altro discorso. Intanto diamo un'occhiata intorno a Williamstown, una gradevole cittadina con costruzioni di una certa pretesa, quattro chiese ed altri edifici che appaiono sproporzionati alle dimensioni dell'abitato circostante che ospita non più di 7000 abitanti, un piccolo centro con i soliti negozietti, dove dopo le sei di sera tutto appare come morto, la gente si ritira e arriva l'ora delle streghe. Muri di un bianco accecante circondati da prati verdi, larghi spazi, scuola bus gialli dappertutto, è l'America. Il gestore del motel invece è un indiano del Gujarath che non appena gli sciorino le città che ho visitato laggiù, si scioglie in un largo sorriso dondolando la testa e dovendo vivere in un paese dove molta gente ha difficoltà ad indicare dove sia non dico l'India, ma il Canada, sulla carta geografica, mi da subito corda al racconto dei pozzi di Amhedabad, delle folle del tempio di Somnath e così via, gli brillano gli occhi, sembra una riunione di reduci. Alla fine non resiste e mi omaggia di due bottiglie di acqua emi raccomanda il vicino ristorante, che poi scopro essere il suo. Gli auguro la buona notte dopo aver ottenuto lo sconto sulla camera.


SURVIVAL KIT

Cimitero storico
White mountains National Forest - Grande parco, ben noto negli Usa ma poco frequentato dagli europei. Traversato da diversi percorsi scenici di cui il più noto è il Kancamagus (NH 112) di 36 miglia che lo taglia orizzontalmente da Conway a Lincoln. Oltre ai bei panorami, le passeggiate e i soliti sport di montagna inclusi quelli nelle stazioni sciistiche invernali, ci sono da vedere diversi ponti coperti (il più noto quello di Albany in un percorso di 6 miglia), una teleferica e diversi tratti su trenini turistici panoramici come il Mount Washington Cog Railway, una cremagliera che raggiunge la vetta più alta del parco. Innumerevoli le escursioni possibili, dal Lost river gorge e la Boulder Cave, al Flume gorge o il Basin. Insomma tutto il ventaglio delle possibilità dei parchi forestali di montagna, di cui questo è uno dei più rappresentativi.

Trenini
Cozy corner motel - 284 Sand  spring Rd , Rt 7, Williamstown - Su un incrocio qualche chilometro prima della città piuttosto comodo ed economico, con ristorante al fianco. Camere pulite e ben sistemate, anche se tutto il complesso avrebbe bisogno di una ripassata. Free wifi non buono. Per il resto tutto ok, in particolare il proprietario molto gentile. Camera doppia 65 € con colazione ottima e variata, con la macchina per fare i waffel con lo sciroppo d'acero e frutta fresca e ottimi muffin.

Cozy corner Restaurant - Dello stesso proprietario, di fronte all'omonimo motel. Stile americano casalingo, servizio cortese. Piatti abbondanti e buoni. Si serve anche pesce. Abbiamo avuto due belle sirloin steack con abbondanti contorni, un piatto di calamari fritti, due coke e due ottimi dolci ai 3 cioccolati per 60 $. 





Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!