mercoledì 26 febbraio 2020

Cina Taiwan 59 - Kao Hsiung


Kao Hsiung - Il porto


In stazione
Eccoci qua dopo una giornata di trotto continuo sotto la pioggerella che a tratti ha illuminato il nostro cammino. Quindi un breve rassettamento nella nostra cameretta e poi solo un salto nella via adiacente per un boccone, un falso italiano, al terzo piano del palazzone a fianco a noi, qua intorno nel centro tutti i primi tre/cinque piani delle costruzioni sono occupati da attività commerciali. Qui davanti abbiamo uno specializzato in noodles a pianterreno, western al secondo, italian food al terzo e mi sembra coreano al quarto. I locali sono sempre pieni zeppi e questo mi pare una specie di fast food di pasta e pizza. Comunque per 522 NDT in due prendiamo due focacce buone, due paste, un pollo e patate gratinate e Coke e succo a volontà. Tutto accettabile, direi, tanto per risentire un po'di gusto di casa, anche se poi, oramai è questione di qualche giorno. Dunque andiamocene pure a nanna satolli che domani ci spostiamo al sud e metteremo alla prova i treni taiwanesi. Ma sì, abbiamo deciso di prendere il treno normale invece del Bullet train o dell'HST, anche per guardare con più calma il paesaggio e poi anche per il fatto che costa un terzo dell'alta velocità. Non saranno le due ore in più a creare problemi. La stazione è il solito casino, ma già ieri avevamo esaminato il campo di battaglia, quindi arriviamo preparati e valigiotte al seguito e zaino in spalla da vecchi beat generation un po' depassé, arriviamo facilmente alla nostra area di partenza. Il tabellone è chiaro e segnala, orrore, orrore, ben 3 minuti di ritardo per il nostro convoglio, cosa che qui è un po' inusuale, nel senso: ah, una volta sì, che i treni arrivavano in orario!

Murales
L'altra piccola difficoltà, presto superata, comunque chiedo per sicurezza all'addetto e poi basta controllare il numero del treno per essere sicuri, stava nel fatto che la nostra stazione d'arrivo è KaoHsiung, che non è quella finale di questa linea, per cui il treno viene indicato con un altra città come fine corsa e questo potrebbe ingenerare confusione, ma siccome noi siamo furbi come cervi e io chiedo ad almeno dieci persone diverse, addetti e non addetti, tanto per essere più sicuro, e tutti mi indicano lo stesso posto, ragionevolmente prendo posizione davanti al punto preciso, indicato sul marciapiede dove si fermerà la carrozza n.10 del nostro treno. Non appena arriva in puntualissimo ritardo di tre minuti, alle 10,03, la porta della mia carrozza mi si apre davanti, saliamo e occupiamo i nostri due posti prenotati e trovati senza problemi. Il treno è pieno di studenti e pendolari e le prime quattro o cinque fermate sono ancora in città, attorno infatti si espande la grande New Taipei e quindi il treno fa un po' da metro per queste zone più periferiche, poi se ne va più veloce seguendo la costa. Sono circa 360 chilometri che si sorbiremo in circa quattro ore e mezza invece delle 2:33 ore dell' HST, che poi non è proprio questa bomba proiettile, rimanendo attorno ai 190 nella sua punta massima. L'itinerario segue tutta la costa est dell'isola, quella più popolosa e densamente urbanizzata, per cui è tutto un susseguirsi di città e paesi, quasi senza interruzione, separate dai campi coltivati di una ininterrotta pianura, con il mare in lontananza alla nostra destra, percorsa da corsi d'acqua grandi e piccoli, che scendono a sinistra dalla lontana catena di montagne che forma la dorsale occidentale dell'isola, tutta coperta di boschi e foreste.

Lo skyline di KaoHsiung dal Peer 2
Le case sono malandate, spesso consunte da un clima impietoso che corrode facilmente i manufatti, specialmente quelli malcostruiti durante i periodi del boom economico, che qui si aggirano attorno al ventennio '70-'90 del secolo scorso, in cui bisogna fare tutto in fretta, al quale segue inevitabilmente il degrado della lenta decadenza con muri scrostati, colori sbiaditi e muffe e ruggine che si impadroniscono lentamente delle costruzioni. Questa è la sensazione generale, ancor più evidente fuori dal centro di Taipei dove come naturale, si va comunque avanti. Forse è lontano il tempo delle tigri dell'Asia che scalavano ogni anno la classifica dei paesi rampanti. Oggi, visto che anche qui prezzi  e salari hanno cominciato ad avvicinarsi a quelli del mondo occidentale, è la Cina che ha cominciato a galoppare furiosamente, almeno fino a quando anche a lei toccherà passare il testimone agli altri reietti dell'Asia, cosa che mi pare stia cominciando a fare delocalizzando attività manuali in Bangladesh, Myanmar e Cambogia,dato che c'è sempre un sud più a sud nel mondo. Intanto tutto intorno a noi la gente si alterna e continua a salire e scendere. Praticamente la totalità dei viaggiatori, anziani e soprattutto giovani passano il tempo con la testa china sul telefonino, qualcuno sonnecchia mentre il display prosegue ad elencare il rosario delle stazioni, fino a quando arriviamo nella periferia di KaoHsiung, che essendo pur sempre una città di tre milioni di abitanti, lascia scorrere almeno 4 stazioncine prima di arrivare a quella principale. Siamo quasi all'estremo sud taiwanese e per arrivare alla punta estrema, che ospita il parco di Kenting mancano meno di 50 chilometri. 

Grattacieli
Alla stazione centrale, decisamente moderna, ma che giustamente non è proprio in centro città, troviamo facilmente la zona taxi e raggiungiamo l'alberghetto che ci siamo scelti. Il tizio alla reception è gentilissimo, ma deve aver litigato con la lingua inglese, per cui le informazioni che raccogliamo sono sufficienti ma non troppo esaustive, tuttavia veniamo dotati delle mappe necessarie a non perderci, anche se la città, con grandi strade rettilinee a reticolo, mi sembra semplice da girare. Intanto sono venute le tre e direi che abbiamo tutto il tempo per dare un'occhiata a qualche cosa prima che diventi buio, tanto per portarci avanti col lavoro. Decidiamo di dare un'occhiata all'area denominata Peer 2, che è fuori dal centro e dalla quale si ha una bella vista della skyline cittadina. Ci permettiamo un taxi visto che abbiamo visto che il budget totale lo consente tranquillamente. La zona ha la caratteristica comune a tante alte create ultimamente in molte città di mare. Utilizzare grandi aree portuali dismesse, che dispongono di costruzioni, magazzini, doks e così via, che stanno andando in stato di abbandono totale, rivitalizzandole e trasformandole in locali destinati al pubblico, laboratori di artigiani o e di artisti, in modo che diventino centro di cultura e luogo di sfogo per tutta la città. Qui sono stati creati giardini, i vecchi magazzini sono stati ristrutturati, arricchiti da murales e altre opere artistiche che danno un tocco di postmoderna avanguardia e qui si respira appunto l'aria sfaccendata dell'intellettualismo e di quanti cercano un luogo piacevole dove passare qualche ora di relax.

Kao Hsiung
Anche i bar, tutti modernissimi, mostrano una clientela piuttosto sofisticata e poco incline a controllare la lista dei prezzi. Comunque la vista è piacevole, il sole cala tra le banchine del porto ed alle nostre spalle illumina di rosa lo skyline dei grattacieli del centro. Ce la prendiamo comoda e decidiamo di rientrare a piedi, tanto, carta alla mano sembra un percorso piuttosto semplice, anche se abbastanza lungo, si tratta di chilometri, ma tanto dobbiamo far venire sera e abbiamo così la possibilità di goderci la città che scorre attorno a noi a passo d'uomo nel vero senso della parola. Il traffico è comunque forte e anche la sensazione di smog, qui niente motorizzazione elettrica, che invece nella vicina madre matrigna, ha raggiunto per gli scooter ormai il 100%, contribuendo in modo sostanziale, visto il numero ancora fortissimo, alla qualità dell'aria. In effetti, checché se ne dica, nella Cina continentale, il problema della qualità dell'aria comincia ad essere molto sentito sia dalla gente che dalla autorità ed il problema, benché ancora molto lontano dall'essere risolto è venuto al centro delle attenzioni generali .Ad esempio, in tutte le stazioni dei treni o bus, ci sono display che indicano  in tempo reale, la qualità dell'aria, notificando la percentuale di CO2, delle polveri sottili PM10 e PM5 e altri dati che ormai vanno per la maggiore ed un sacco di gente girava in centro con la mascherina seppure non fosse ancora arrivato il momento del coronavirus, anche se, nelle città che ho visitato, l'aria mi sembrava migliore di quella di Alessandria quando non piove da un po'. Insomma i pregiudizi sono duri a morire e le cose che magari erano vere qualche anno fa, stanno cambiando a velocità siderale e sono convinto che questa epidemia farà fare un ulteriore potente salto di qualità.

Peer 2 - Ingresso

SURVIVAL KIT

Il grattacielo di Kao Hsiung
Da Taipei a KaoHsiung. Ci sono 5 modi per fare questa tratta, guardate qui, questo sito è molto esaustivo al riguardo, consultatelo. In auto, in bus (due itinerari diversi oltre le  ore), treno veloce (2 ore e un quarto, uno ogni ora, 36 Euro. Ce n'è anche uno iperveloce, 1:26 h a 36 euro), treno normale, (uno ogni ora, 4,50 h., 843 NDT). Noi abbiamo preso quello delle 10:00. Tutti questi mezzi partono da punti diversi nella stazione centrale di Taipei.
La tratta KaoHsiung - Tainan, se volete fare questa escursione consigliatissima, in comodo treno locale, costa 69 NDT, sola andata, un'oretta.

Sanduo Hotel - 107, Sanduo 3rd Rd, Qianzhen Dist. - Tre stelle, in posizione non centralissima, ma comoda, vicino al Guanghua night market. Camere piccoline ma ben dotate, pulito. Frigo , TV , AC, free wifi in camera buono, bagno buono e ben dotato. Camera doppia, inclusa colazione abbondante 1000 NDT (al momento i prezzi sono scesi a 24 Euro). Personale molto gentile. Taxi dalla stazione 130 NDT.

Peer 2 - Zona del porto ristrutturata ad area di divertimento. Tutta pedonale con locali e atelier di artisti dove passare un pomeriggio, fuori dal centro.


Tramonto a Kao Hsiung

Caschi per bambini
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Peer 2
Murales a Peer 2

martedì 25 febbraio 2020

Cina Taiwan 58 - A zonzo per Taipei

Al tempio
Ingresso al tempio
Questa mattina il tempo non è di nuovo buono. E' destino che questa minaccia di pioggerellina ci perseguiti per tutto il viaggio fino alla fine. Alla reception sono davvero gentili e mi danno tutte le informazioni che insistentemente richiedo, se non sanno cercano su internet e non mi vogliono lasciare andare via senza aver dissipato ogni dubbio. Dunque gambe in spalla che la giornata è lunga. Ci perdiamo subito nel dedalo della stazione centrale, una vera e propria città, poi, una volta acquisite le sigle dei vari mezzi, carta giornaliera alla mano, ci prendiamo la Rossa che in 4 fermate ci porta al Confucius temple, che ovviamente è chiuso essendo lunedì, il bello è che lo sapevo, naturalmente, per fortuna quasi di fianco c'è l'altro bellissimo tempio di Dalongdong Baoan, col suo bel giardino barocco. L'atmosfera nei templi cinesi è molto piacevole, difficilmente sono molto affollati; giri e ti perdi a guardare soffitti, pareti, colonne, altari, tutti ricoperti fittamente di fregi, sculture, dipinti, senza il più piccolo spazio libero, un'horror vacui da sarcofago paleocristiano. Qui tutto ti confonde tra ori e colori vivaci, mentre le maschere orrifiche dei guardiani celesti fanno capolino per terrorizzare i malintenzionati e gli spiriti maligni che si sa, son sempre in giro a far danni. Anche questo tempio taoista che ha più di 300 anni non sfugge alla regola, uno spazio dove venire a cercare la pace dello spirito negli ampi cortili, nei giardini ornati di piante rigogliose e cespi fioriti. 

I 10.000 Buddha
Sculture in legno
Nel laghetto alimentato da una cascatella ricca di statue di pietra un'egretta bianchissima sta immobile su una roccia forse statua anch'essa, che poi lenta si accuccia per prendere lo slancio prima di librarsi nell'aria con quattro colpi d'ala maestosi. Poi, un'altro po' di fermate e siamo al tempio di Long Shan, un misto tra buddismo e taoismo e anche un altare per la dea Matsu a cui si rivolgono particolarmente i fedeli per conoscere le opportunità che il futuro riserba a loro. Questo è  forse il più grande ed antico tempio di Taiwan e per questo è molto frequentato. In effetti qui c'è molta più gente, moltissimi in preghiera e con offerte di frutta e fiori che ormai ricoprono gli altari dell'ingresso e delle cappelle laterali. Ma l'attività più frequente che vedi svolgere è quella di coloro che raccolgono pezzi di legno colorato a forma di spicchio di arancio, da grandi contenitori disposti di fianco agli altari e dopo una certa concentrazione di fronte alla statua del dio, ne lasciano cadere a terra due controllando quale sia il colore del lato verso l'alto, che quindi può dare tre differenti risposte, tutti rossi, tutti neri o due e uno rispettivamente, cosa che di certo risponde alla speranza espressa nella preghiera. Vedo che qualcuno li rilancia due o tre volte, che sa se ha fatto domande differenti o se non si fida del primo responso magari negativo, chissà, l'uomo in fondo è fatto così, non si arrende al primo risultato negativo.

Altare
Quello davanti a me, di certo è un giovane studente, avrà qualche esame difficile da dare nei prossimi giorni e invece di studiare più a fondo, viene qui a interrogare la dea, speranzoso; in fondo anche prima della nostra maturità, qualcuno andava ad accendere una candela in chiesa, come sempre, vedete, i comportamenti si allineano anche in contesti così diversi. Altri templi sono nei paraggi in questo quartiere, ma di minore importanza. Facciamo due passi nel vicino BoPiLiao, l'antico quartiere commerciale che ebbe il suo massimo fulgore alla fine dell'800, fino al periodo giapponese e che è rimasto molto omogeneo con le sue case rosse che ospitavano negozi e magazzini, che mostrano l'architettura sincretica dei vari stili coloniali, francese e inglese, mescolati a quelli del sud fujan, coi suoi archi di mattoni rossi. Naturalmente essendo lunedì, è tutto chiuso, ricordatevelo eh! Dopo un giro al mercato sotterraneo che c'è sotto la piazza davanti al tempio, sempre speranzosi di trovare quei banchetti di tarocchi che riempivano i ricordi della mia mente e che invece evidentemente sono scomparsi o sono nascosti oppure semplicemente non esistono più, riemergiamo sull'angolo, consultando la carta. Una coppia di giovani, appena ci nota, attraversa la strada di corsa per chiederci se per caso ci siamo persi e dove vogliamo andare per dove dobbiamo andare. Insomma davvero una grande e inaspettata cortesia, si vede che due vecchietti che si interrogano su un angolo di una piazza, muovono a compassione la gioventù del posto evidentemente avvezza al rispetto ed all'aiuto disinteressato. 

Il tempio Dalongdong
Li ringraziamo di cuore e troviamo subito quello che cercavamo. Al fianco nei negozietti dietro al tempio, c'è infatti un bel vicolo di strambugi di erboristi dove potrete trovare ogni varietà di erbe medicinali e officinali della Cina. Ti aggiri in spazi semibui avvolto completamente da effluvi erbacei forti e curiosi, mentre mazzi di erbe secche pendono dai muri con le varie etichette che le identificano, mentre tu superi magri vecchietti con lunghe barbette grigie, che le esaminano con attenzione prima di scegliere le migliori, forse per i loro decotti o per le pozioni medicinali che prescrivono ai loro clienti. Da qui riprendiamo la metro e ci spostiamo al grande spazio dedicato al Memorial di Chang Kai Shek, una serie pomposissima di costruzioni che occupa una enorme piazza d'armi e che comprende attorno ad un verde spazio centrale, due costruzioni che ospitano il teatro dell'opera, un museo, il grande portale di ingresso e infine in fondo alla piazza il gigantesco mausoleo bianco fatto a pagoda che ospita la tomba ed il museo commemorativo del fondatore del Kuo Ming Tang, il partito nazionalista che guidò la Cina fino al 1949 ed i cui epigoni si rifugiarono nell'isola subito dopo. Il mausoleo con le sue gradinate immense è davvero di una imponenza degna dei grandi imperatori del passato e vuole evidentemente magnificare l'epopea del condottiero che qui è sepolto. Assistiamo al cambio della guardia dei due militari che si alternano ogni ora ed ai movimenti robotizzati del picchetto d'onore che li accompagna, simili, con le inevitabili varianti, a tante altre cerimonie di questo tipo, ma che sotto queste volte maestose assumono una marzialità davvero insolita.

Chang Kai Shek
Picchetto di guardia
Intanto sta piovendo a dirotto, proprio una giornata storta, perché credo che questo luogo col verdissimo giardino che lo circonda, col sole avrebbe uno splendore del tutto diverso. Visitiamo anche il ricco museo raccolto attorno ai quattro piani della costruzione che ospita il mausoleo e che contiene, oltre a vari memorabilia, una foltissima ed interessante collezione iconografica di immagini e fotografie d'epoca che raccontano la storia del comandante. Scendiamo e la pioggia ci fa sembrare la grande piazza, che forse vorrebbe scimmiottare un poco la Tien An Men, ancora più triste, non fosse altro perché il magnifico spazio libero centrale che darebbe un respiro davvero magniloquente a questa area, è completamente occupata da una enorme serra di plastica lunga almeno duecento metri e alta una decina. A mia richiesta, un paio di ragazzotte che transitano di lì riparandosi alla meglio con ombrellini sgangherati, mi dicono che si stratta dello spazio dedicato alla settimana della moda che dovrebbe tenersi di qui a qualche settimana. Mio Dio, mi sà che i resti del Generalissimo si stanno rivoltando nella tomba, anche se per la verità, business is business e pecunia non olet, quindi vada anche questo. Per onore e gloria c'è tempo. Intanto rimangono ancora un paio di ore di luce e ne approfittiamo per farci tutta la linea Brown che, tagliando tutta la città su una sopraelevata che scorre tra i palazzi ed i grattacieli, ti consente un colpo d'occhio abbastanza esaustivo. Per la verità si tratta di costruzioni un po' vecchie e senza particolari colpi d'ala architettonici, che già mostrano l'usura del tempo che si fa sempre più aggressivo man mano ci si sposta fuori dal centro.

Al tempio
Taipei 101
Nelle ultime stazioni siamo ormai nella zona verde di Maokong e dello zoo che occupa un grande spazio alla base delle colline circostanti, ricoperte di boschi fitti. Il programma era di scendere e dare un'occhiata quantomeno al parco e magari di salire con la cosiddetta Gondola fino in cima, visto che era pure compresa nel prezzo del biglietto giornaliero, ma il tempo è diventato sempre più brutto e scuro e la parte superiore delle colline è già avvolta da nuvole grigie e tristi e poi tanto per cambiare, la funivia non va al lunedì, la sapevamo no? per cui giriamo, come si dice, i buoi e ritorniamo verso il centro. Ci mettiamo agli ultimi posti delle vetture di coda, nei sedili riservati a signore incinte, invalidi e vecchi, chissà se noi abbiamo diritto, comunque il vagone è vuoto e dalla coda della vettura, gli ampi finestroni consentono una visione completa della città che scorre alle nostre spalle. Ci fermiamo ancora alla torre Taipei 101, il grattacielo simbolo della città, tutto illuminato, Ma anche qui non vale la pena di salire fino in cima, visto che la punta neppure si vede, completamente avvolta dalle nuvole. Facciamo un giro nel gigantesco mall che occupa i primi cinque piani. La solita sfilata di griffes mondiali. Fuori, alla pioggia e al vento, sotto le luci degli archi finti dell'imminente Natale (ogni occasione è buona per fare festa e fare business) tra anziane signore avviluppate in impermeabili di plastichina gialla, stanno inginocchiate su cuscini sdruciti, pregando con gli occhi chiusi come in estasi. Sono seguaci della setta del Falungong, che espongono in grandi cartelli bilingui le loro reprimende sulla persecuzioni a cui la setta è soggetta nel continente. I volti bagnati, le labbra si muovono appena, gli altri seguaci fanno loro corona guardandole con occhi ammirati. Per forza che poi vengono le polmoniti da queste parti.
Fedeli Falungong


SURVIVAL KIT

Cose da vedere a Taipei in un giorno:

Dalla linea Brown
1- Templi di Confucio e Daolongdong Baoan- Alla fermata 14 della linea rossa, uscita 2 - Entrambi molto belli, dedicate loro almeno mezz'oretta ciascuno. Nel primo molte sale sono didascaliche e dedicate alla cultura, musica e all'arte della calligrafia con possibilità di esercitarsi in appositi spazi con pennelli ad acqua.
2 - LongShan Temple - Il più bello, molto visitato, nel quartiere antico di Wanhua. Nelle vicinanze ci sono anche quelli minori di Bangka Qingshui e di Tianhou. A fianco l'antico quartiere commerciale di Bopiliao e la strada delle erbe, proprio di fianco all'ingresso del tempio. Se arrivate nel tardo pomeriggio qui c'è il GuagZhou night market. Si arriva con la linea blu, fermata 10.
3 - Memorial Chang Kai Shek - Grande piazza d'armi col mausoleo e museo storico del generale, grande giardino e altre costruzioni. Dedicategli almeno un'oretta o più. Il cambio della guardia che dura 10 minuti, si svolge ogni ora. Sulla rossa, fermata 8 o la verde, fermata 10.
Il memorial
4 - Taipei 101 - Grattacielo alto 504 metri, fino al 2010 il più alto del mondo, ultimato nel 2004, attualmente al 4 posto di questa speciale classifica. Qui trovate i bigleitti per salire all'ossercvatorio con varie opzioni a partire da16 Euro (510 NDT). La salita dal 5° all'89° piano dura 37 secondi, altro record. Costruito con particolari accorgimenti per resistere ai terremoti frequenti nell'area, ospita una spettacolare sessione di fuochi di artificio durante Capodanno. Linea rossa, fermata 3.
5 - Zoo di Maokong - Al terminal della linea marrone - Zooparco tra i più belli dell'Asia, da qui si prende la funivia che porta in cima alle colline per 4,5 km, da dove si ha un bel panorama della città. Cercate di scegliere un giorno di sole . Calcolate di passarci un pomeriggio. Chiuso il lunedì.

L'erborista



L'egretta
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Bopiliao
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