giovedì 6 ottobre 2022

Taste of Tuscany 20

 


uno smeraldo

brilla col sole vivo -

tetri i cipressi

mercoledì 5 ottobre 2022

Ansia nucleare

immagine dal web

 Nei post dei giorni scorsi avrete notato mentre allungavo il brodo sul tema della mia prossima partenza, una certa dose di ansia. Bene voglio dirvi come stanno realmente le cose. L'ansia che mi sta pervadendo da un bel po', non viene certo dalla preoccupazione di un viaggetto che sarà né più né meno di tanti altri, con la consueta dose di piccoli problemi che si presentano in questi casi e che in un modo o nell'altro si risolveranno lasciando anzi un senso di divertimento e di cose da raccontare. No, sono  le notizie che ogni giorno si accumulano e che diventano sempre più preoccupanti e che non mi pare che la gente avverta nei loro aspetti più gravi. E non parlo neppure del versante economico che pure fa tremare le vene ai polsi, sia a chi viene toccato direttamente, con gravi ripercussioni sul proprio stile di vita, sia a coloro che vedono erosi duramente i propri risparmi con i quali pensavano di andare avanti fino alla fine. Anche la svolta politica epocale sembra turbare i sonni, anche solo alla metà, più o meno della popolazione, più di quello che abbiamo davanti alla porta e che al contrario, non viene avvertita, se non da pochi, come l'unico vero e mortale problema che ci aspetta, forse nei prossimi mesi, o magari nelle prossime settimane. Pochi ormai si ricordano o forse fanno finta di non ricordare, che tecnicamente siamo in guerra con la Russia. Questo vortice in cui siamo stati volenti o nolenti, precipitati, e non è tema di questo post cercare spiegazione alle cause e alle eventuali colpe, si sta evolvendo in una escalation estremamente pericolosa per il mondo e quelle che dovrebbero interessare a tutti sono solamente le opzioni di come presumibilmente finirà. 

Prendiamo atto dei fatti nudi e crudi. Entrambi i contendenti diretti si sono spinti così avanti nelle loro dichiarazioni, nelle intenzioni e nei fatti, che hanno reso praticamente impossibile neppure l'inizio di un negoziato. Gli Stati Uniti hanno dimostrato che il loro scopo finale è quello di approfittare dell'errore di valutazione di Putin, per assestare un colpo decisivo al nemico storico e continueranno a buttare benzina sul fuoco fino a quando penseranno di poter raggiungere questo risultato. Pensare ad una soluzione concordata in questa situazione è quasi impossibile. Dunque nei fatti cosa può succedere? Gli avvenimenti che appaiono accadere sul campo, ci presentano una situazione inedita ed inaspettata per lo meno quando sono partite le ostilità. La Russia sta perdendo la guerra sul campo, a causa della sua cronica incapacità organizzativa unita alla sopravvalutazione delle proprie forze convenzionali e alla scarsa motivazione delle sue truppe. L'Ukraina sta vincendo grazie alla sua maggiore motivazione e soprattutto alla enorme massa di armamenti moderni e di aiuti militari in tutte le forme, forniti dai suoi alleati. Sarebbe una cosa lunga e dolorosa, ma a poco a poco Kiev si riprenderebbe i vari territori contesi in tutto o in parte, naturalmente trovandoseli desertificati dal tipo di guerra consueta che la Russia ha operato in tutti i teatri in cui si è spesa. Al momento attuale e se non cambiano drasticamente le condizioni in campo, questa è la fine segnata. Ora chiunque conosca un poco quel mondo e l'attuale gruppo di potere russo, sa bene che questa soluzione è assolutamente inaccettabile, perché oltretutto porterebbe ad un probabile violento passaggio di consegne. 

Per questo è assolutamente certo che Putin non accetterà mai la probabile fine di cui vi ho fatto cenno e pertanto è sicuro, e vi prego di credermi, questo lo sanno tutti coloro che quel mondo conoscono o lo hanno frequentato, che utilizzerà l'arma nucleare. Non è una opzione o una possibilità. E' certo al di là di ogni dubbio che al Cremlino verrà schiacciato il bottone rosso. E non dobbiamo credere che sia soltanto la follia di un despota assoluto che vistosi morto decida il muoia Sansone con tutti i filistei. No, l'intero gruppo di comando è composto di falchi ancora più decisi di lui, che si stanno chiedendo, a cominciare dai Ceceni, che tra l'altro sono in pool per una eventuale successione, come mai questa scelta non sia ancora stata fatta. Si tratta solo di vedere se si deciderà di lanciare un'arma tattica di bassa potenza tanto per tastare la reazione americana o cominciare a lanciare pesante, con tutto pronto per una offensiva su larga scala in tutto il mondo, se ci fosse una reazione analoga in campo nemico. Non ci sono alternative, messo di fronte ad una disfatta tecnica e morale, queste persone non accetteranno mai di essere umiliate e messe nell'angolo, scateneranno l'ultima arma che hanno a disposizione, non considerando l'olocausto totale perché in ogni caso loro sarebbero comunque eliminati. A mio parere la prima bomba sarà lanciata nella zona di Kherson. L'unica via di uscita è che gli USA decidano di lasciare a Putin l'onore delle armi, che convincano l'Ukraina a qualche sacrificio e soprattutto a non cantare vittoria (cosa che mi appare molto difficile da ottenere, anche se dovrebbe bastare la minaccia del taglio dei fondi e degli approvvigionamenti) e lasciare che la Russia dichiari ufficialmente che ha vinto e che ha ottenuto quello che voleva, per il suo fronte interno. Non ci sono altre soluzioni per evitare l'olocausto nucleare. La seconda opzione molto più dolorosa è che dopo il lancio della prima bomba nucleare tattica, l'orrore sia così grande che, invece di rispondere, si opti per la prima soluzione comunque, anche se in condizioni di maggiore debolezza. State certi che finirà così, conosco bene i miei polli. Adesso avete capito perché sono così ansioso? Vi lascio meditare per qualche giorno sperando di trovarvi al mio ritorno, in caso di problemi gravi, chiederò asilo politico.


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martedì 4 ottobre 2022

Ma che tempo farà?

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 Ormai comincio a sentirmi un po' condizionato dallo scorrere inesorabile degli eventi ed anche i miei sensi hanno una sorta di ultrapercezione, propria solamente dei personaggi della Marvel. Sento nell'aria come un odore di Africa, un tepore da vento del deserto, una specie di caldo umido tropicale, quasi mi sentissi in comunanza spirituale con il luogo che mi accoglierà tra breve. Certo poi la smania di controllo mi porta a compulsare continuamente il meteo, ormai tutti questi nuovi mezzi ci conferiscono possibilità che un tempo sarebbero stati chiari appannaggi ultraterreni ed invece adesso sono alla portata di tutti e vedo che le previsioni sono sempre di pioggia, appunto tropicale, cosa che non mi gratifica per nulla, anzi mi fa immaginare di essere inseguito dalla proverbiale nube fantozziana che insegue il poveretto anche nei suoi tristi giorni di vacanza. Voi direte, ma perché hai scelto una data che dal più al meno coincide con l'inizio della stagione delle piogge? Si tratta di un dato scientifico conosciuto a priori quindi prevedibile. D'altra parte quante volte sono partito con previsioni specifiche infelici o coincidenti con periodi logicamente sbagliati, come gli agosti monsonici asiatici, ma che ci volete fare, non sempre si può decidere quello che si vuole, spesso anzi, un tempo era per me ancora peggio, devi adattarti alle necessità pratiche e questa per me era l'ultima finestra utile come la partenza di un razzo per Marte, tale è ormai questo programma che sta macinandosi intorcinatissimo attraverso questi tre anni infiniti che sono ormai trascorsi dall'dea iniziale. 

Insomma speriamo bene, se poi le piste di Sao Tomé saranno rivoli fangosi ed impraticabili anche alle 4x4 vuol dire che ce ne faremo una ragione. Lo spirito del viaggiatore dovrebbe essere questo ma purtroppo la teoria è una cosa, la pratica un'altra e io sto qui a rodermi nell'attesa, mentre controllo le attrezzature fotografiche e do le ultime conferme. Diamo quindi una distratta occhiata alla meteorologia di Sao Tomé e Principe, che sempre vanno nominate insieme per essere corretti. Beh, la situazione metereologica dell'arcipelago in questione è abbastanza classica per una terra equatoriale, dodici ore di luce e altrettante di buio, dato il fuso prescelto, con il tramonto attorno alle 17:30 che impone la necessità di alzarsi (accidenti) molto presto la mattina per poter sfruttare al meglio la giornata, tanto per venire incontro ai miei ritmi circadiani che mi vorrebbero a poltrire fino alle dieci: Le stagioni sono quindi due, quella secca e quella delle piogge che guarda caso comincia appunto proprio ad ottobre per  continuare fino a marzo. Io avevo sperato che magari quest'anno ritardasse un po' e che i probabili nove giorni di pioggia probabilisticamente previsti, scattassero verso fine mese e invece pare che comincino proprio dal prossimo fine settimana, appena in tempo per accogliermi all'arrivo con gioiosi scrosci di di tempesta a secchiellate. 

E pur vero che la temperatura dovrebbe rimanere fissa ed immobile come per tutto il resto dell'anno attorno ai 27/28 C°, tali da non rendere troppo fastidioso l'essere perennemente umidiccio e bagnatello, ma pensare ad un uso prolungato, durante i lunghi trekking nella foresta (ahahhaahha) che abbiamo programmato, di impermeabili preservativo o peggio di ombrelli, per non parlare di leggere scarpe da ginnastica presto fradice e fangose, non mi eccita in modo particolare. Comunque diciamo pure che questo è uno degli aspetti su cui non abbiamo possibilità di influire e allora come diceva il Buddha, perché preoccuparsene. D'altra parte come tutti sanno bene la foresta pluviale è più affascinante con la pioggia, cascano senza sosta sanguisughe dagli alberi ed i rettili, specialmente quelli più velenosi ed aggressivi, escono più volentieri dalle loro tane in cerca di carne fresca. Ma forse è meglio non esagerare e prenderla come viene sul posto, respirando appunto quel profumo di Africa che ha su di me sempre un fascino irresistibile. Cacao e caffè, che miscela conturbante! Oltretutto si dice che quelli dell'arcipelago siano tra i migliori del mondo, vero anche che tutti, di ogni parte del mondo lo dicono delle proprie produzioni, la pubblicità è l'anima del commercio e che mangiamo tutti uova di gallina perché lei fa coccodè dopo averlo fatto e l'oca no, lo dimostra ancor più. Tuttavia la possibilità di assaggiare queste squisitezza fa parte delle attese e non dubitate che ve ne parlerò dettagliatamente. Intanto adesso mi preoccuperò solamente più degli ultimi dettagli, poi rimarrò tranquillo ad assaporarmi solamente l'ansia dell'attesa.


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lunedì 3 ottobre 2022

Volare ai tempi del colera

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 Per uno strano combinato disposto, in questa nuova era post-esplosione Covid, che poi bisognerebbe dire del durante, dato che l'auspicata scomparsa è ancora ben di là da venire, tutto sembra essersi fatto più complicato e anche nell'ambito voli la complessità è diventata parte dei problemi da affrontare. Così all'ansia propria dell'anziano che teme di sbagliare qualcosa e poi alla fine qualche cosa sbaglia lo stesso, si aggiunge tutta una serie di piccole astuzie messe in atto con maliziosa pervicacia dalle compagnie aeree, che, per carità, coi bilanci devastati dalla peste che ne ha fiaccato i bilanci in modo davvero pesante, stanno mettendo in atto tutta una serie di codicilli per spolpare qualche euro in più ai malcapitati che ancora hanno intenzione di salire su un aereo. Per fortuna da un lato, per disgrazia dall'altro, le norme anti-Covid si sono allentate parecchio, tuttavia credo che sia negli aeroporti che in volo mi barricherò dietro una mascherina nuova, scafandrato come i giapponesi di una volta, tanto per stare dalla parte della ragione, che stare male in vacanza non è bello, in Africa poi è sconsigliato anche agli assicurati. Comunque veniamo a noi. Naturalmente il volo che avevo scelto tre anni fa, è lievitato un po', ma meno di quando temessi e dopo averlo monitorato per un paio di mesi, avevo comprato circa una mesetto fa, evidentemente vale sempre la regola che i prezzi migliori si spuntano circa 40 giorni prima della partenza e di martedì. Così almeno pare. 

Comunque scelto il volo che poi è aumentato di circa il 20%, rispetto a quello di tre anni fa, mentre quello interno è rimasto uguale, mi apprestavo a confermare, quando ecco che come per magia, saltano fuori, finestra dopo finestra, una marea di opzioni. In primis Tap Portugal (a parte il fatto che per la mia meta era in pratica l'unica opzione, è stata comunque scelta perché, pur forzata un pochino, mi aveva restituito tutti i soldi), come credo ormai tutte le compagnie, ti espone il biglietto nudo e crudo, poi appena procedi, ti accorgi che devi aggiungere una cifra consistente per avere un bagaglio in stiva (78 € a tratta, tanto per dire e scusate se è poco). Poi man mano che procedi, saltano fuori tante di quelle aggiunte che manco Ryanair o Easyjet. Vuoi i posti vicini, devi pagare, vuoi sceglierti il posto, devi pagare, vuoi essere avvisato per qualunque cosa, devi pagare e poi ad ogni step per andare avanti devi confermare che non vuoi l'assicurazione sul volo e poi quella sui bagagli e poi quella sul diavolo che la porta via. Passi più tempo a controllare che non ti affibbino surplus di prezzo che ad arrivare alla fine e va già bene che adesso per legge non ti possono applicare il sovrapprezzo per il pagamento con carta di credito, come se potessi dargli in mano il cash. Insomma arrivare alla fine è un'impresa, specialmente per uno coi ditoni grossi da contadino. 

Naturalmente non parliamo di tutte le sollecitazioni accessorie, vuoi un'hotel, vuoi una macchina, ecc. Tutte occasioni mirabolanti per fare lievitare il pacchetto, che tanto ormai l'hanno capito tutti che prima cerchi su Booking o Tripadvisor, tanto per dare un'occhiata e poi contatti direttamente la struttura che un po' di sconto lo fa. Il fatto è che poi per settimane intere, la posta e tutti i social sono infestati da offerte irripetibili guarda caso proprio per il luogo di destinazione. Ah l'algoritmo! Ma la chicca vera mi è arrivata ieri. Ecco infatti una mail dalla compagnia che mi offre, udite udite, una terrific opportunity, quella di partecipare ad un'asta per aggiudicarsi un upgrading in business class. Tu, per ogni tratta delle quattro nel mio caso, dato che evidentemente ci sono posti liberi, puoi fare una tua offerta, a partire naturalmente da un minimo sotto il quale non puoi scendere (ad esempio per la tratta Lisbona - Sao Tomé andata, il minimo è 350 €). Se risulterai vincitore dell'asta per i posti disponibili avrai l'upgrading che comprende anche la ghiotta opportunità di usufruire delle sale riservate in aeroporto. Insomma non sanno più a che santo attaccarsi per arrotondare, per carità, fanno bene, però che stress, Almeno facessero partire i voli e quando partono li facessero in orario, cosa che sembra ormai una opzione desueta. Ma col nuovo governo, magari... Comunque adesso tenterò di fare il check-in on line se riesco poi vi farò sapere. Per gli alberghi è stato più semplice ma ne parleremo quando saranno stati testati direttamente. Vedere per credere.


SURVIVAL KIT

Volo Milano - Lisbona - Sao Tomé e ritorno- 2 Biglietti turistica di TAP Portugal, con un bagaglio da 23 Kg in stiva in due e due bagagli a mano da 8 Kg - Totale € 1930,99. All'andata lunga sosta a Lisbona di 13H !!!! Almeno dovremmo essere sicuri di non perdere la coincidenza. Al ritorno invece solo 1:10 h, dubito che ce la faremo, ma dato che è la stessa compagnia e comunque saremo di ritorno, qualche santo ci penserà a riportarci a casa.

Volo Sao Tomé - Principe e ritorno - 40 min di volo  con compagnia locale STP (seri, che tre anni fa mi avevano i soldi fino all'ultimo euro) - 571,46 € per due persone con   bagagli. 


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domenica 2 ottobre 2022

Uno sguardo alla storia di Saõ Tomé

 

immagine dal web

Nel capitolo dei preparativi, vi ho fatto cenno sul fatto che bisogna comunque passare un certo tempo ad informarsi non soltanto sulla logistica del viaggio e sulle cose da vedere nel luogo di riferimento, ma anche a leggere qualche cosa che racconti la storia della nostra destinazione, perché anche il vedere ha la necessità a monte di un substrato che consenta di capire. Già perché quello che è accaduto in un paese di solito condiziona un po' tutto quello che ti troverai intorno; quello che è accaduto lì nel passato e non necessariamente soltanto recente, assieme alle oggettive condizioni di clima, di posizione geografica e territoriale, ha prodotto un po' tutto quello che potrai vedere e che probabilmente con una storia diversa, avrebbe una situazione completamente differente. Dunque un po' di tempo l'ho passato a cercare qualcosa su questo argomento e vi confesso che non è che ci sia molto, anche perché la storia di questo piccolo paese africano è piuttosto ristretta, direi una delle più brevi in termini di lasso temporale. Infatti, come vi ho già detto, questo arcipelago, che rimane comunque il penultimo stato africano in relazione alle dimensioni, solo le Seichelles sono più piccole, ha visto il primo essere umano solamente alla fine del XV secolo con lo sbarco il 21 dicembre 1571, il giorno appunto di Saõ Tomé, dell'esploratore portoghese Pedro (o Pêro) de Escobar che un mese dopo, nel gennaio del 1472, sbarcò anche a Principe, l'altra isola dell'arcipelago, allora battezzata Saõ Antonio e nella più lontana Annobon oggi assegnata alla Guinea Equatoriale. Era l'epoca d'oro delle esplorazioni portoghesi che miravano a circumnavigare l'Africa per arrivare alle Indie e il nostro non fu certo uno dei meno importanti, visto che queste spedizioni lo portarono ad esplorare a fondo il golfo di Guinea e soprattutto a trovare sul continente la presenza di oro, proprio in quella che poi fu chiamata Costa d'Oro e a riportare la notizia in patria.

Questa cosa galvanizzò alquanto il paese dando adito a molti investimenti nelle successive esplorazioni, tanto che lo stesso partecipò, dopo il trattato di Tordesillas che nel 1494, appena dopo la scoperta delle nuove terre americane, divise il mondo in due con la scelta del meridiano detto raya che passava attraverso il 46° 32' al largo delle isole di Cabo Verde, affidando l'ovest all'esclusiva pertinenza della Spagna e l'est appunto al Portogallo, alla spedizione di Pedro Cabral, che nel 1500 condusse alla scoperta del Brasile, proprio appena ad est del suddetto meridiano. Nel decennio successivo alla scoperta, le isole rimasero sostanzialmente spopolate, utilizzate solamente come base di rifornimento, ma già nel 1483 Joao de Paiva sbarcò con un piccolo gruppo di coloni e negli anni successivi si avviarono grazie al riconoscimento di un clima favorevole, le prime piantagioni, naturalmente con l'introduzione di schiavi catturati sulla costa, che condusse alla fine del XV secolo all'inizio del flusso verso l'Europa dello zucchero. Cominciò qui dunque la storia delle isole fondata sulle piantagioni e sulla tratta degli schiavi che tuttavia non scorse liscia per molto tempo infatti, un secolo dopo alla fine del 1500, una invasione dalla vicina costa angolana di etnia Ngola che mise sottosopra l'isola e nel 1595 l'indigeno Amador di mise a capo di una sanguinosa rivolta, come sempre accade alle rivolte degli schiavi, finita male. Ma le zone, note per la ricchezza delle piantagioni, facevano gola alle nuove potenze navali che si affacciavano alla storia europea e dopo una incursione le isole divennero olandesi dal 1640 al 1644, poi tornarono al Portogallo, salvo brevi periodi a causa di incursioni da parte dei Francesi nel 1779, anche grazie al fatto che l'arcipelago era completamente privo di difese militari. 

Tuttavia la zona perse di importanza e attrattiva, data la concorrenza alle sue produzione da parte dei nuovi territori americani, per cui le isole rimasero in una sorta di tranquillo torpore teorico per i secoli successivi. Infine, dopo essere diventate Territori d'oltremare nel 1951, in seguito alla caduta della dittatura di Salazar nella madrepatria, nel 1975 il nuovo stato di Saõ Tomé e Principe divenne indipendente ottenendo subito un seggio alle Nazioni Unite. In questo periodo in quasi tutti questi nuovi stati che avevano per decenni aspirato all'indipendenza avevano preso quota movimenti di liberazione di stampo marxista. Anche qui dunque andò al potere uno di questi che tuttavia negli anni immediatamente successivi non riuscì ad ottenere risultati economici accettabili ed il paese precipitò in una forte crisi che condusse, ma senza spargimento di sangue, ad una apertura al mercato ed a posizioni più centraliste, restituendo le proprietà delle piantagioni che erano state nazionalizzate, ai vecchi proprietari. L'abbandono ufficiale dell'ideologia marxista avvenne nel 1989 con l'adozione di una nuova costituzione tramite un referendum popolare, mentre il potere fu preso da un partito dal curioso nome di GR (Gruppo di Riflessione) decisamente più liberista e orientato al mercato. Tuttavia l'economia del paese, legata quasi interamente all'agricoltura di esportazione e quindi molto sensibile alle fluttuazioni del mercato, quando fu messa sotto stress dal crollo dei prezzi internazionali del cacao, la principale risorsa nazionale, provocò di nuovo forti tensioni sociali con scioperi e violenze, causate dall'inflazione col conseguente forte aumento dei prezzi dei beni essenziali. 

Si andò avanti così nei decenni successivi tra rivolte popolari e periodi di calma, con un'alternanza al governo di diverse forze democratiche in alternanza tra Movimento di Liberazione e quello del Movimento Democratico delle Forze per il Cambiamento (Mdfc guarda un po') e qualche tentativo di colpo di stato militare che tuttavia non ebbe mai fortuna, risolti generalmente grazie alla mediazione dell'Angola. Dopo una agitata alternanza, costellata da rivolte popolari, cadute di governi, crisi economiche di ogni tipo, indebitamenti con la Banca Mondiale, debiti in parte condonati per 200 milioni di dollari, al governo è ora del Partito delle Liberazione, storico movimento di sinistra, ma da poco è stato eletto presidente della repubblica tale Vila Nova, esponente dell'avversario partito Azione democratica, pur non essendo un politico di professione, che dovrà quindi esercitare il suo mandato contro un parlamento di opposizione. Situazione molto difficile  per un paese poverissimo come questo e foriera di prevedibili futuri contrasti istituzionali, dati i poteri bilanciati tra Presidenza e parlamento, che avrebbe bisogno quantomeno di una certa qual unità nazionale di intenti, anche per governare quelle che potrebbero essere le nuove risorse del paese, il turismo, le licenze di pesca e anche una certa quantità di idrocarburi off shore recentemente scoperte. Insomma tutte situazioni comuni a molti dei paesi più poveri del pianeta e Saõ Tomé si piazza al 152° posto come PIL procapite e non venitemi a raccontare che i soldi non contano, ma che bisogna badare alla felicità lorda.


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sabato 1 ottobre 2022

De senectute

dal web

 

Capisco che alla fine il vecchio, se non perde il suo tempo a parlar male dei giovani, magnificando le dolcezze e la maraviglia di un passato che è esistito solamente nella sua mente invidiosa, lo trascorre altrettanto inutilmente lamentandosi del suo stato, che, appunto, è il solo motivo di essere vecchio ed è,  malattia e condanna allo stesso tempo. Questo tutti lo capiscono benissimo ed i ragazzi non si offendono neanche più quando sentono biascicare, tra una minestrina sorbita in punta di cucchiaio e una critica davanti al cantiere, qualche giaculatoria sulla supposta inconcludenza della odierna gioventù, sul chissà come andrà avanti il mondo con una simile gioventù, davanti ai Maneskin o qualche altra manifestazione guardata di sguincio, aggiustandosi gli occhiali sempre troppo leggeri rispetto al necessario, buttando però un occhio a una tetta o ad un pezzo di chiappa, paradisi perduti di qualche cosa che neppure si ricorda bene con chiarezza. La realtà che tutti sanno, anche se non lo vogliono ammettere è che oggi i giovani hanno molte maggiori difficoltà di un tempo e specialmente nell'ambito del lavoro si fanno un mazzo consistente se paragonato a quelli di ieri, con prospettive assai meno entusiasmanti. Però la verità è anche che tutta questa accidia deriva da fatti oggettivi che si riassumono in una diminuzione reale della qualità di vita dell'anziano a causa di una natura matrigna che costringe l'ultimo quarto di esistenza a contenere tutta una serie di magagne fisiche e mentali assolutamente fastidiose e che costituiscono come detto, la seconda materia di blateramento da parte degli anziani medesimi. Eppure le chiacchiere stanno a zero diceva Cicerone, anzi lui scriveva: Mature fias senex, ut maneas diu, diventa vecchio in fretta se vuoi vivere a lungo. D'altra parte non puoi avere due piccioni con una fava e la fontana della giovinezza non esiste e se vuoi arrivarci a quella benedetta e desiderata vecchiaia in cui puoi rompere le balle a tutti senza pagare dazio e lamentarti senza lavorare, che in ogni caso non ce la faresti più e a qualche vantaggio dovrai pure rinunciare, considerando poi che non è che puoi scegliere. In ogni caso tranquilli che alla fin fine nella lamentela tutti ritengono che in fondo la grande mietitrice sia ancora piuttosto lontana nella lunga strada della vita. 

E ogni giorno me ne casca uno attorno, questa settimana un altro mio compagno di scuola e come fai a non ragionarci su, mi sembra di vedere quel film con Tognazzi e la Vanoni, imbarcati sulla crociera dei pensionati dove ogni sera si faceva un mercante in fiera in cui i vincitori veniva premiati con una escursione premio da cui non tornavano più indietro. Nemo est tam senex, qui se annum non putet posse vivere, nessuno è così vecchio da non credere di poter vivere ancora un anno, conferma il nostro avvocato del popolo (e parlo di quello originale), perché in fondo sarà vero che l'età pesa, ma ognuno di noi è convinto che anche se verrà il momento di bere l'amaro calice, ci sia ancora un ragionevole lasso di tempo davanti e poi non è detto che si debba morire per forza, anche se per carità, è altamente probabile, ma chi sa che ci sia prima o poi l'eccezione che conferma la regola. E' poi vero che non tutti gli anziani sono delle merdacce, direbbe Villaggio, Non tutto il vino, come non tutti i caratteri sanno di aceto nell'invecchiamento, prosegue il nostro, che si trova anche qualcuno che non spari solamente cattiveria e sarcasmo su chi ancora gode della sua bella età perduta, ma difficilmente anche questo si esime dalle lamentazioni sul proprio status anamnesico. Chi è sfuggito alla elencazione di una infinita serie di malanni, rarissimi e (quasi) fatali, in quanto il narratore è sempre lì a raccontarli nei loro aspetti più raccapriccianti, ripetendoteli ad ogni nuovo incontro, alzi la mano. 

Infatti Memoria minuitur nisi eam exerceas, la memoria diminuisce se non la tieni continuamente in esercizio e qui si gioca il bilancio l'editore della Settimana enigmistica naturalmente. E' pur vero che i vecchietti più agiati pongono l'attenzione più sulla indecente gioventù che li circonda che sulle malattie che li affliggono, soprattutto perché potrebbero ancora permettersi i piaceri della verde età, ma dimenticano che per sfruttarli adeguatamente servirebbero anche le forze ormai perdute, Duo quae maxima putantur onera, paupertatem et senectutem, quelli che sono reputati i due pesi più gravosi, la povertà e la vecchiaia e chi li subisce entrambi non sa più su che fronte battere. Eppure qualcuno continua a pensare solamente ad un ulteriore inutile accumulo, Ci può essere qualcosa di più assurdo che cercare più provviste, quando resta poca strada da fare? Già, parli bene tu, mi direte, critichi a tua volta con leggerezza e metti sul banco degli imputati una serie di vizi da cui non solo non sei esente, ma anzi lamentosamente persegui con pervicacia e questo pezzo ne è l'esempio. Ma accidenti, come faccio a non lamentarmi, se ogni cosa che devo fare è una fatica insopportabile, se ogni compito affidatomi diventa un cilicio fastidioso, se il pacco medicinali da portarmi in viaggio è più voluminoso dell'attrezzatura fotografica, che se non mi scrivo minutamente tutto, alzato dalla sedia me la sono già scordata? Non più tardi di ieri sono uscito di casa e mi sono scordato le chiavi nella toppa (nella testa) e a nulla sono valsi anni di tai chi e altre piacevolezze orientali, se ad ogni passo sono sempre più malfermo e disequilibrato (nel fisico). Ormai il pezzo è in via di chiusura quindi evito di elencarvi le mie infinite magagne e poi rischierei di allontanare i miei lettori giovani che hanno sempre altro da fare e chissà cosa credono di essere continuando a picchiettare con qui loro ditini dei telefonini, che ai miei tempi... Guardate non voglio andare avanti oltre che se no mi innervosisco ulteriormente ma rimane il fatto che Senectus autem aetatis est peractio tanquam fabulae, La vecchiaia è il compimento della vita,l'ultimo atto della commedia e se lo diceva Cicerone, che ringrazio per l'assistenza, credeteci e lasciatemi andare che devo preparare la valigia e prima devo passare in farmacia.

venerdì 30 settembre 2022

Il vento del sud



 Strano per questo blog e alla fine per me che sono sempre stato più o meno animato e vivificato dal vento dell'est, questo cambio di rotta, tuttavia non del tutto inusuale in quanto altre volte percorso. Tuttavia, complice tutta una serie di fatti, qui già più volte elencati, che vanno dalla insoddisfazione mentale ormai semipatologica che mi ha preso dopo tre anni di catena ai piedi per quanto riguarda il muoversi verso altre terre, alla depressione accumulata con gli avvenimenti politici, bellici, economici ed esistenziali, che mi spingerebbero ad andare dovunque purché lontano e non ultima, una vera e propria ecatombe di amici e conoscenti che in questo nefasto 2022, mi perseguitano un giorno sì e un giorno no, ultimo in termini di tempo, un compagno di scuola non più tardi di ieri, tutte cose che inducono a riflettere sulla caducità della vita e che del doman non v'è certezza, per cui riconfermo e proclamo che è vieppiù necessario partire, andare, muoversi anche per non far indugiare la mente in pensieri grigi. Inoltre nei miei appuntamenti che mi sforzo di rendere di qualche interesse, durante l'anno, sto raschiando il fondo del barile nella scelta degli argomenti per costruire i miei incontri in modo almeno decente, per cui in effetti, cari amici sto solamente lavorando per voi. Dunque come ho già detto, le mie attenzioni si sono rivolte questa volta al sud, la terra da cui spira un vento caldo, carico di profumi forti, cocchi e vaniglia, palme, banani, aroma di caffè e di cacao. Il vento del sud ha, per me almeno, una malia particolare, di terra madre e culla dell'umanità che ti attira come in un grembo primordiale gonfio certo di mali oscuri, guerre, epidemie, fame e miseria, ma rimane sempre un brodo di cultura nel quale immergersi a fondo e rappresenta una sorta di ritorno alla magica fontana della giovinezza, la ricerca di un Graal mille volte favoleggiato e mai trovato, insomma un ritorno alle origini che stimola già solamente all'idea di intraprenderne la direzione. 

Certo galleggia nel fondo e nel non detto quel misto di lievi timori, di pericoli e di paure che l'uomo del nord nutre a priori per le terre selvagge, quelle lontane dalla sua cultura e che le fa inserire in automatico tra i luoghi da cui guardarsi e proteggersi in qualche modo, ma questo se possibile ne aumenta ancor di più il fascino ed il desiderio di raggiungerli e scovarli. L'Africa è per antonomasia la nostra culla primordiale e un poco ne ho percorso i sentieri anche molti piuttosto nascosti, anche se alcuni dei punti che destavano molti dei miei interessi e più volte erano stati messi in agenda, non hanno potuto mai essere realizzati e chi sa se mai lo saranno, per tanti motivi, creati la maggior parte delle volte dalla follia degli uomini che fanno dello scannarsi a vicenda il più trasversale degli sport mondiali, o semplicemente per motivi economici che rendono alcune mete insostenibili per il mio portafoglio. Dunque l'attrazione per la direzione da cui arriva questo vento è sempre stata forte e, venendo al dunque, questa volta si è puntata su un piccolo paese africano, uno tra i più piccoli del mondo, infatti è al 169° posto con solo 1000 km2 di superficie. Si tratta nello specifico di Sao Tomé e Principe, uno stato insulare costituito da due piccole isole di fronte alle coste del Gabon nel golfo di Guinea. Poco conosciuto e ovviamente poverissimo, mi sarei stupito del contrario, anche se ha già ottenuto una volta una cancellazione del debito di 200 mln di $, ha una popolazione di poco superiore agli abitanti della mia città, costituita dai discendenti degli schiavi portati dal continente per coltivare la canna da zucchero alla fine del 1400. 

Infatti le isole erano completamente disabitate, troppo lontane dalla costa per essere raggiunte con le imbarcazioni locali dell'epoca, quindi dopo la scoperta del 21 dicembre 1471, giorno appunto si San Tommaso, da cui presero il nome, da parte di Pedro de Escobar, rimasero possesso portoghese fino al 1975, anno dell'indipendenza. Uno dei pochissimi casi in cui non si è trattato di invasione di terre altrui, ma di vera e propria colonizzazione anche se fatta a spese delle braccia e delle vite di uomini e donne deportati e resi schiavi, cosa del resto abbastanza comune in tutti i  tempi e non pensiamo che anche oggi, in alcuni casi, le condizioni siano poi concettualmente troppo diverse. Si tratta dunque di un piccolo arcipelago vulcanico di natura basaltica, con vette che arrivano ai 2024 metri del Pico Sao Tomé, prosecuzione della dorsale vulcanica del Camerun che si allunga nell'Atlantico fino all'isola di Annobon, di pertinenza della vicina Guinea Equatoriale. Un'altra curiosità è che l'arcipelago nella sua estremità meridionale è uno dei tredici stati del mondo tagliato dalla linea dell'equatore, cosa che provoca un clima molto uniforme per tutto l'anno con una temperatura costante attorno ai 26/27°C e con due stagioni, quella secca e quella umida che comincia appunto a metà ottobre. Quindi possiamo prevedere che mi prenderò pure un po' d'acqua, accidenti e questo non va benissimo dato che l'unica strada carrozzabile che circonda almeno in parte l'isola, si trasforma in questi casi in una pista fangosa e piena di buche. 

Vedremo, io per gli spostamenti in Sao Tomé ho affittato una Jimmy Suzuky 4x4 e dunque speriamo che me la cavo. Le isole, in particolare quella più piccola di Principe che si raggiunge con un aereino locale in una mezz'oretta di volo, dato che dista circa 180 km dall'isola principale, è popolata da soli 6000 abitanti ed è ancora meno toccata dal turismo, sono poco conosciute e quasi mai inserite nei circuite delle principali agenzie, né sui tragitti delle crociere, per cui me ne parlano come di zone molto interessanti e poco battute, anche se potete esser certi che ormai la gente arriva dappertutto e anche con una certa facilità, per cui non mi aspetto di certo l'Eden nascosto da scoprire nelle sue lande inesplorate e selvagge. Di certo si tratta di una meta non consueta che spero abbia spunti interessanti e che non mancherò di raccontarvi diffusamente in queste pagine al mio sperato ritorno. Ieri ho provveduto anche alla quarta vaccinazione per cui spero di non avere problemi prima della partenza, dato che l'assicurazione, fatta tardi, non copre l'annullamento viaggio, ma a questo punto, dopo che lo stesso era stato già annullato una volta a febbraio 2020, quando cominciò la peste, spero in miglior fortuna. Comunque mi rimane ancora qualche giorno per gli ultimi preparativi e per angosciarmi sentendo il telegiornale, poi spero per un po' di rimanere fuori dal radar e non essere inseguito anche là dai cigni neri che volteggiano sulle nostre teste. Oggi tanto per distrarmi prenoterò il parcheggio alla Malpensa, così da completare il cerchio e poi buon viaggio.


SURVIVAL KIT

Parcheggio Ceria Malpensa Express (Hotel Mariuccia) - Via Pozzi 43 - Robecchetto (MI) - A 15 minuti da Malpensa, navetta gratuita 24 h - all'aperto, molto comodo e poco costoso - € 35 + 1 € al giorno. Si prenota online, si paga sul posto. Già provato più volte senza mai problemi. Comodissimo se si deve partire presto dato che si può usufruire dell'Hotel 3* che lo gestisce. Molto consigliato specialmente per le lunghe soste.

Assicurazione Viaggio - Allianz Globy Rosso Plus - Copre tutte le solite garanzie delle assicurazioni viaggio, tra cui la più importante, quella del rientro aereo in caso di estrema necessità, oltre alle consuete bagagli, spese mediche, assistenza ecc. Punti di forza, si può fare anche oltre i 75 anni (cosa che la maggior parte delle altre escludono), copre anche le malattie pregresse oltre a tutte le grane inerenti al Covid e last but not least tutti ne parlano bene. Per due persone 206 €. Per avere anche la copertura sull'annullamento viaggio, bisogna farla mi sembra almeno 3 settimane prima della partenza. 


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mercoledì 28 settembre 2022

Preparativi

dal web

 I preparativi, ve lo assicuro, sono per me una cosa un po' fastidiosa. Non riesco proprio a mettermi nella posizione che sento di tanti viaggiatori, quella del piacere della preparazione del viaggio, quel mettere insieme con pazienza ed attenzione il grosso puzzle rappresentato da un insieme complesso di cose che portano fino alla partenza, con la consapevole certezza di essersi parati dalla maggior parte degli imprevisti prevedibili e quindi di affrontare il momento del via con una comprensibile tranquillità. Posso anche cercare di capire che in questo momento, chiamiamolo così di ante, l'adrenalina dell'aspettativa lavori a favore di piacevolezza, anche se qualche volta può essere fonte di eccessivo entusiasmo che ti conduce a trascurare fattori importanti. Capisco il piacere della ricerca e della valutazione delle alternative, ma sarà l'età avanzante, sarà che la mia pazienza diminuisce progressivamente unita ad un sentiment generico negativo, legato a fattori del tutto esterni e in questo credo che mi capirete, sono sempre più infastidito da questa fase e anzi, se non avessi la mentalità del voler controllare tutto di persona e di decidere di conseguenza, lascerei questo sagrìn ad altri, salvo i costi e poi esserne naturalmente scontento. Comunque posso dire che ormai, essendomi preso un po' di tempo davanti, la fase è potenzialmente ultimata. Certo questo deriva dal fatto che il viaggio era stato completamente sviscerato appena prima dello scoppio della peste e quindi è bastato tirare fuori dall'archivio le carte già quasi integralmente preparate, dato che questo era il primo itinerario, tra i programmi concreti in essere, che era sul tavolo. 

Quindi è bastato riallacciare i rapporti, guardare con sgomento l'aumento dei prezzi, capirà, il Covid, l'inflazione, i carburanti, il diavolo che li porti via tutti e, trangugiato il rospo, tutto è venuto di conseguenza. La parte informativa è quella che viene prima e ovviamente sta alla base della decisione e della scelta e questo, confesso, non è poi un momento così spiacevole, anche perché ormai con internet a disposizione potrebbe essere effettivamente un gioco divertente, paragonabile al guardarsi un bel documentario alla TV. In fondo costruire viaggi, itinerari, scegliere i luoghi da non mancare una volta giunti in un posto e scoprirne aspetti sconosciuti, ma messi nel novero delle cose importanti, ha un suo fondo di divertimento e anzi lo suggerirei addirittura come compito scolastico da svolgere per le ore di quella geografia negletta che forse non si insegna neppure più nelle scuole. Poi arriva tutta la parte più onerosa, la scelta dei voli col perenne dubbio di aver speso troppo o troppo poco, visti i tempi, giacché sbagliare una scelta ti può rovinare l'intero giocattolo. E poi i pernottamenti, i contatti con coloro che hanno già fatto questa esperienza e così via. Infine viene la fase del riempimento della valigia. Cosa portare e cosa lasciare a casa. Indubbiamente col passare degli anni impari a partire sempre più leggero, tuttavia, molte cose vanno previste preventivamente anche se poi magari non serviranno, altre devono essere messe di default, le attrezzature fotografiche devono essere controllate e via cantando. Anche la borsa medicinali vuole il suo tempo, accidenti, il calcolo di quelli di uso costante, siamo vecchi, eh, e di quelli preventivi. Insomma la lista da spuntare, fatto, fatto, fatto. 

Naturalmente tutto stampato con cura, programmi, prenotazioni, cartine, ecc. perché è vero che ormai è tutto digitale, ma avere anche in tasca, ben stretto in una apposita cartellina anche il cartaceo, mi fa sentire più tranquillo. Anche le varie vaccinazioni devono essere controllate e temporizzate, così vi annuncio che oggi pomeriggio vado a fare la famosa quarta. Sì, ho aspettato fino all'ultimo nella speranza di arrivare a tempo per l'anti Omicron 5, ma niente da fare, al momento non è ancora disponibile, quindi ci si deve accontentare di quello che passa il convento e nel frattempo sono partito con il Lariam. L'assicurazione è pagata, quindi direi che il più è fatto, rimane solamente da aspettare il rumore del rollaggio dei motori dell'aereo sulla pista. Emozionante, dopo tre anni di purgatorio, tre anni persi completamente e vi assicuro che questi sono anni che non tornano indietro, anni che nella pratica mi hanno impedito un certo numero di cose che non potranno essere recuperate mai più, perse per sempre e questa è la cosa meno allegra. Certo, direte voi, ci sono cose molto più importanti, specialmente oggigiorno, basta guardare i titoli dei giornali, ma da queste voglio estraniarmi il più possibile evitando di parlarne, perché se no mi va tutto di traverso, vado in depressione e tutto il beneficio dell'aspettativa della partenza va a farsi fottere. Ecco adesso è arrivato anche il corriere con l'ultimo pacchetto di medicinali ordinati assieme alle varie ed eventuali, fermenti lattici, il prodigioso Biokill che uccide anche gli insetti finti, l'anti zanza da jungla tropicale, l'Imodium e via discorrendo. Perché scelgo questa strada e non la farmacia più vicina come consiglia per il resto il buon Carlin, che sta combattendo la sua personale battaglia contro Amazon? Intanto perché la sconsiglia lui e sapete quanto sono in totale disaccordo con questo personaggio, poi perché uno stesso prodotto offerto in farmacia a prezzo scontato come occasione irripetibile a 25 € la scatola, si trova comunemente a 17 € anzi a 16,99, per cui scusate se sono venale, ma bisogna far conto di tutto e in più te lo portano anche a casa. Poi, libertà di critica, ci mancherebbe altro. Al resto ci pensiamo dopo.


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martedì 27 settembre 2022

Cronache di Surakhis 101 : Elezioni

dal web

 

C'era una volta in una galassia lontana lontana, un piccolo pianeta di infima specie, popolato da molte razze diverse arrivate laggiù dai quattro cantoni dell'universo, reietti, banditi, ladri e assassini che erano  legati tra di loro solamente dalla voglia di fregarsi l'un l'altro, ma che proprio grazie a questa caratteristica, avevano generato una sorta di accordo che consentiva un minimo di autogoverno e di convivenza civile. Naturalmente tutta l'economia del pianeta, a causa della litigiosità portata all'estremo termine, era fortemente sofferente ed il debito in cui versava il pianeta verso l'unità centrale della congrega delle galassie, non avrebbe mai più potuto essere ripagato. Prima o poi sarebbero arrivati i riscossori imperiali direttamente da Rigel e avrebbero prelevato tutti gli organi sani e disponibili tra la popolazione per la banca centrale dove sarebbero stati a disposizione di chi ne avesse bisogno e che ovviamente potesse pagarli. Ma di questo su quel pianeta non importava a nessuno, anzi tutti chiedevano a gran voce di fare nuovi debiti o di instaurare nuove leggi che avrebbero provocato solo altra spesa improduttiva. Il sistema di governo che si erano liberamente scelti, cambiava metodologia nel conteggio dei voti di tanto in tanto, a seconda di chi aveva il potere tra le mani. Una volta il vantaggio era toccato a chi avesse un maggior numero di arti prensili per poter votare più schede contemporaneamente e gli octopodi Magellanici ne avevano subito approfittato, un'altra volta a chi donava un maggior numero di figlie ai postriboli pubblici, aveva diritto ad un numero maggiore di preferenze, insomma un vero guazzabuglio. 

L'ultima volta si erano accordati secondo un sistema complicatissimo e quasi unico nell'universo, tanto era insensato, e cioè che una parte considerevole dei voti avrebbe eletto solo chi ne avesse presi di più in un certo territorio, mentre tutti gli altri andavano perduti. Questo meccanismo premiava ovviamente quei gruppi che si fossero uniti il più possibile in modo da far convergere i voti su un unico candidato, anche se tra di loro si odiavano a morte, ma gli abitanti di quel piccolo pianeta avevano una testa strana, governata da una filosofia di un profeta giunto dai mondi del confine, dove tutti erano un po' matti, il Tafazzismo. Dunque, strano a dirsi, proprio quelli che avevano propugnato il nuovo sistema, i Bianchi, si erano subito divisi in centododici partiti diversi, tutti ferocemente in lotta tra di loro, che nel culmine della campagna elettorale avevano subito ulteriori frammentazioni, tanto che erano arrivati sulle schede con centoquarantadue simboli differenti, mentre le forze avversarie, i Neri, composti dai Nerazzurri, che facevano bandiera degli organi sessuali delle loro femmine, dai Neroverdi, che erano unicamente interessati alle Cacce, con cui si sparava liberamente agli Andromediani quando tentavano di sbarcare in spazioporti clandestini e i Nerineri, che volevano ripristinare i ricordi di glorie passate e finite male, si erano riuniti, pur avendo idee completamente opposte tra di loro, in una unica coalizione, che arrivò a prendere il 12% dei voti, mentre i Bianchi che in tutto ebbero l'88% dei voti, li suddivisero in percentuali che andavano dallo 0,2% all'1, 3% per il gruppo più noto. 

Il risultato fu quindi che i Neri ebbero il 100% dei seggi a disposizione ed i Bianchi neanche uno. Ora, che i Bianchi fossero nella generalità dei minus habens era cosa nota, ma che avessero abbracciato così fermamente l'ideologia del tafazzismo, stupì gli osservatori di tutta la galassie e anche di quelle vicine, che non pensavano possibile una simile mancanza di cervello. Qualcuno, che aveva mandato osservatori a vedere come si svolgevano le elezioni, ipotizzò addirittura che i loro neuroni fossero stati azzerati da virus cosiddetti succhiatori, messi in circolo dagli avversari, ma era una delle solite teorie cospirazioniste, messe in giro da Quelli del Pianeta Tondo, che pretendevano di dimostrare che ogni pianeta fosse simile a una sfera. Nella realtà, dalle prime dichiarazioni dei loro esponenti che parlavano di strabiliante vittoria per il loro partito che aveva conquistato lo 0,8%, si capì subito che la tara mentale, aveva ormai compiuto il suo devastante lavoro e quasi tutti i capi partito furono radunati per una specie di congresso e abbandonati al loro destino su una scialuppa spaziale destinata a perdersi nelle tenebre dell'universo, mentre continuavano a dibattere sulla necessità di creare nuovi e più piccoli ma pregnanti partiti partiti. Il pianeta sprofondò quindi nelle tenebre del disastro economico, tra la gioia ed i festeggiamenti di tutti quelli che aspettavano solo di banchettare sui poveri resti di quegli abitanti residuali. Paularius, pensò che era ora di tornare sul pianeta; carico la sua astronave con un drappello di multivaginate di Arcturus IV e fece rotta verso Surakhis dove era certo che potesse risorgere un'era di orgoglio e buoni affari, mentre cominciava il nuovo reich millenario.

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sabato 24 settembre 2022

Asini da tastiera


dal web

 E' molto probabile che il problema sia io, nel senso che l'anziano, anche quando si finge giovane e quasi nativo digitale, nella realtà, anche se pesta sui tasti ossessivamente coi suoi ditoni maldestri, fa una fatica boia a raggiungere i risultati che i ragazzini ottengono con quattro smanettate distratte. Soprattutto considerando i tempi tecnici per fare una sia pur minima operazione, che per correggere gli errori ed i guai che si commettono nel tentare di farle. Inoltre questa ansia di stare attenti a non sbagliare, di non toccare quel maledetto tasto che una volta schiacciato diventa errore non emendabile con conseguenze quasi sempre gravi, ti fa vieppiù allungare i tempi, rileggere mille volte il digitato e magari tornare indietro e rifare, perché non si sa mai, aumentando così la percentuale di errore. Detto questo, che ovviamente vale per tutte le operazioni di acquisto, di home banking e così via, tutta roba che evidentemente dovrebbero facilitarti la vita evitandoti code e tempo perso davanti a banconi e sportelli, alla fine di tempo te ne fanno perdere ancora di più, e tralascio il conturbante argomento delle password, per quello discuteremo in altra sede. Insomma perché la sto facendo lunga su un argomento che è già stato ampiamente dibattuto? Perché c'è un altro settore in cui questo problema si incarognisce ancor di più, portandoti alla consunzione psicologica e facendoti ragionare sul fatto che forse stai sbagliando qualche cosa. Vediamo dunque se si tratta di una falsa elocubrazione della mia mente consunta o se è cruda realtà di tutti o per lo meno della maggior parte di voi. 

In questi giorni, essendo alle prese con l'organizzazione del mio prossimo viaggetto, mi devo scontrare con questa turpe e demotivante realtà. Infatti il preparare un viaggio comincia di norma dal lento e puntiglioso studio dell'itinerario e dall'esame del paese su cui abbiamo posto la nostra attenzione. E fin qui le cose sono piuttosto facili anche se lunghe, posto che tu voglia fare le cose per bene e informarti con cura dei vari aspetti tecnici e culturali dei luoghi dove intendi andare. Questo non te lo può fare nessun altro perché si tratta di un arricchimento che comunque rimarrà nella tua zucca e che sarebbe davvero sciocco demandare ad altri. Ma poi viene il momento delle prenotazioni, voli, biglietti, alberghi, macchine e così via cantando. Qui il problema è che fondamentalmente tutti coloro che scelgono questa via del fai da te, sono dei tirchi assoluti, che mirano a limare ogni singolo eurino, pur di poter allungare il loro giro e di poter tornare a casa non completamente spennati. Poi naturalmente infiorano questa realtà con mille spiegazioni, che si divertono un mondo a farlo, che non vogliono arricchire nessuno se possibile, che loro ne sanno una più del diavolo e che un cugino di un loro amico di fb li ha bene indirizzati, che almeno sono tranquilli di avere scelto le cose che li interessano davvero e che le incastreranno le une nelle altre nel modo migliore e via cantando, con mille altre scuse e spiegazioni tutte attendibilissime. Tuttavia poi ci si scontra con la realtà, nessuno si diverte a passare ore a confrontare i prezzi dei B&B delle varie parti del mondo, intanto cresce la possibilità di errori e disattenzioni, le ore dei biglietti, gli incastri delle coincidenze, i giorni da calcolare e poi esaminare le mille proposte che cominciano ad arrivarti non appena l'algoritmo di Google si mette in movimento, poi contattare direttamente le strutture per strappare un ultimo miserabile sconticino, salvo poi non appena conclusa la transazione e inserito i famigerati numeri di carta di credito, trovare un' altra proposta che sicuramente era migliore e meno cara. 

A me, ad esempio, è capitato di scoprire che avevo calcolato male i giorni di permanenza e di avere il volo un giorno prima del previsto, un'altra volta di verificare che l'aeroporto di arrivo tra un volo e l'altro era diverso da quello di partenza, ma quasi due ore di distanza, tra bus, metro e il diavolo che se lo portava via. Un'altra volta mi sono accorto quando già stavo per salire sulla metro al terminal per andare in aeroporto, con un ultima occhiata al biglietto, che invece il mio volo partiva da un altro scalo della stessa città. Tanto per fare degli esempi gravi. E questo tanto per rimarcare quanto sono rimbambito o al contrario quanto sia facile commettere errori. Consolatemi scegliendo la seconda ipotesi, mi raccomando. E' l'età direte voi; forse sì, ma tenete conto che è sempre più complesso controllare tutte le singole voci che trovate nelle varie proposte. Tutto si è complicato. I prezzi dei voli sono ormai diventati composizioni di puzzle così complessi che vanno costruiti pezzo per pezzo, vuoi la valigia imbarcata, vuoi prenotare il posto, vuoi stare vicino al tuo compagno, vuoi bere un bicchiere di acqua, vuoi essere avvisato se il volo salta, cosa che capita sempre più spesso, una gara ad ostacoli per trovare le cose che contano nella miriadi di popup pubblicitari che cercano di confonderti le idee, ma cose da pazzi per spillarti 4 eurini qua, 20 euroni là e avanti così che vai bene, salvo arrivare al momento di pagare e ecco che esce il messaggio: i biglietti non sono più disponibili a questo prezzo. 

Per gli alberghi stessa cosa e vista mare e colazione sì o no e vuoi cancellare fino al 20 o anche dopo il 30 e mille altre clausole scritte in piccolo. Insomma un lavoro indefesso e come ho detto non scevro di pericoli  per errori anche esiziali che dura per giorni e giorni e pare non debba finire mai, anche perché alla fine hai sempre il dubbio di avere dimenticato qualche cosa. Non parliamo del fatto poi, che potendo adesso mantenere tutto in digitale sui telefonini, continui a porti l'angoscia di: e se lo perdo, si rompe, si scarica, si cancella? E allora via con la copia cartacea che alla fine hai più carta che bagagli, alla faccia di Greta. E allora la domanda sorge spontanea e so già che me la state facendo in molti: ma allora, brutto avaro deficiente perché non ti metti nella mani di un professionista, che gli errori non li fa e se li fa sa come correggerli e ti fai risolvere tutto da lui? D'altra parte hai pure deciso di metterti nelle mani di un CAF o di un commercialista e pagarlo perché ti perdevi nel labirinto delle tasse? Ma certo oltretutto se si dovessero computare tutte le ore di lavoro perse per fare questa attività arriveresti alla conclusione che servirti di un agente di viaggio ti costerebbe infintamente meno e saresti più tranquillo e allora perché così tanti si arrabattano nel fai da te, sbagliano, rifanno, maledicono e passano le loro giornate a smanettare sulla tastiera? essendo questa anche una marchetta a favore di tutte le agenzie di viaggio che non so come facciano a sopravvivere in questi tempi di magra, lascio a voi il compito di individuare la risposta. Io non ho tempo. Anche se le prenotazioni sono tutte fatte, devo ancora correre a risolvere per l'assicurazione medica, il visto che deve arrivare, compitare l'elenco dei medicinali che mancano e trovarli su internet (ho già compulsato almeno 10 farmacie on line senza risultati certi) e mille altre cose inderogabili prima della partenza. Tranquilli ci sentiremo ancora a questo proposito. 


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