martedì 14 maggio 2013

Il Bar Baleta: Rural Day

 Il mercato del grano - (gent. concessione Gino "Baleta" Gemme).

Vi ho detto che il Baleta era un locale esclusivo, un ritrovo per abitué dove non entravano praticamente mai avventori di passaggio, ma come ogni legge, anche questa aveva la sua brava eccezione. Infatti c'era un momento topico in cui le cose si capovolgevano ed il bar era addirittura invaso da estranei. Il lunedì mattina, tra le 10 e la mezza nel breve tratto di via Alessandro III che arrivava in piazzetta, proprio davanti al portone che celava l'ingresso nascosto del bar, si svolgeva il cosiddetto "mercato" delle derrate agricole. Un numero consistente di agricoltori, operatori commerciali, mediatori, fornitori di materiali agricoli, si ritrovavano per comprare, vendere o semplicemente informarsi del prezzo delle granaglie. Qualche centinaio di persone si aggirava nella strada e nella piazzetta, chiacchierando, contrattando e formando capannelli in continua discussione. Tutti si conoscevano tra di loro. Sobri saluti, preliminari di facciata in cui si asseriva con gravità della assoluta necessità di pioggia o degli aiuti all'agricoltura che l'infame governo non approvava mai nella giusta misura. Poi dalla tasca dei pastrani spuntava un cartoccetto di carta marrone spessa e ruvida, che veniva aperto con devozione mostrando un mucchietto di frumento o di orzo o di granturco. Veniva soppesato con cura, commentato, l'offerente ne prendeva un pizzico facendolo ricadere nel mucchio come a mostrare la qualità inappuntabile dell'intera partita. 

Il mediatore, allora si prendeva il pacchetto e andava da un altro capannello a mostrarlo ad un probabile acquirente e le discussioni riprendevano sull'ultimo attacco di piralide alle pannocchie di mais, non ancora seccato per la troppa pioggia, in anticipo quell'anno. La Banca Commerciale sull'angolo, in quelle ore apriva addirittura una saletta con qualche tavolo per dare modo, nelle giornate più fredde, di poter effettuare le contrattazioni al riparo. Tutto questo movimento continuava da anni senza sfiorare minimamente la vita del bar segreto e nascosto, a pochi metri da quel continuo andirivieni. La cosa non turbava minimamente il vecchio Baleta che anche in quelle ore continuava ad asciugare bicchieri e tazzine, allineandole sul bancone di un bar solitamente semideserto al mattino presto. Ma l'allora giovane Gino, che stava prendendo nelle mani la guida del locale, incurante del padre che continuava a dirgli "Ma lasa chi vagu al Moderno", da buon commerciante, guardava a quel gregge di potenziali clienti che pascolavano al di là del portone, come un lupo famelico che brama condurre le pecorelle nella sua grotta e friggeva, cercando di studiare qualche idea per attirare quel numero sterminato di avventori che, per prendere un caffè dovevano attraversare la piazza per andare fino al Bar Moderno di fronte. Un bel giorno ebbe l'idea fulminante. Il lunedì mattina arrivò al bar con un pacco di volantini che portavano il suo disegno con lo slogan: Per i vostri contratti, da Baleta! 

Un ragazzino fu incaricato della distribuzione ai villici che stavano arrivando e da quel momento qualche timido operatore varcò la soglia del bar, facendo da apripista ai gruppi sempre più numerosi di agricoltori, che presero possesso del locale ogni lunedì, per tre ore, da quel momento in avanti. Gli abitué stavano alla larga. Qualcuno si rintanava dai biliardi, ma ai tavolini della sala carte, ingombri di tazzine di caffè, in quello spazio/tempo off limit vedevi solo pacchetti di granaglie che passavano di mano, pacche sulle spalle e strette robuste a suggellare contratti sulla parola. Io posso orgogliosamente affermare la mia conoscenza diretta dei fatti, in quanto, come responsabile commerciale del Consorzio Agrario, ho frequentato come parte in causa, quegli eventi per più di vent'anni. Come capirete, posso quindi parlarne a pieno titolo e per conoscenza diretta. Dopo la mezza, il locale tornava deserto e qualche cliente abituale si riaffacciava dalla porta del vicolo dicendo:"Gino, è finito il rural day?". La solita gente riprendeva possesso del locale e tra Gino, che per tutta la mattinata aveva mantenuto un inappuntabile aplomb di cortesia professionale da barista di alto livello, e i soliti, riprendevano le bonarie e scanzonate prese in giro, le arguzie mordaci, gli sfottò mille volte ripetuti, ma sempre nuovi.


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7 commenti:

Martino ha detto...

E dimentichi che la Banca Commerciale Italiana metteva, sì, a disposizione,, la saletta ma che buona parte degli "agricoli" teneva poi il conto alla Banca Nazionale dell'Agricoltura, detta anche - dagli impiegati della Commerciale - Colon & Bifolc Bank.

Adriano Maini ha detto...

Ma davvero in quegli anni qualcuno si esprimeva con quel "rural day"? :))) In ogni caso, uno squarcio di vita sociale singolare scritto alla tua colorita maniera.

Juhan ha detto...

Mi hanno detto che la stretta di mano per la transazione non vale senza prima sputarci sopra. Ti risulta?

Enrico Bo ha detto...

@Marty , infatti, anche io ero cliente della Banca dell'agricoltura prima che fallisse.

@Adry - Erano i fab '70 e la swinging london cominciava a infettare l'idioma italico, anche se nessuno sapeva l'inglese.

@juhan - lo sputo era previsto solo tra i commercianti di bestiame nella provincia granda. Per i cereali bastava la stretta di mano. Altri tempi, transazioni da centinaia di milioni a voce. Al più il mediatore si prendeva un appunto a matita su un libricino di fogli volanti. Nome , merce, quantità e prezzo. Frumento tenero, varietà Libellula, 29.700 Lire/quintale franco azienda- 6.000 quintali, ritiro pronto Commissione 150 Lit/q e via andare.

Gino Gemme ha detto...

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Gino Gemme ha detto...

Vale di piu' questo post,i relativi commenti e il tuo inappuntabile giudizio di super tecnico,che il Trattato sull'Agricoltura dell'esimio prof.Casimiro Bellarmone(Yale University) ed.Bompiani 1985.

Enrico Bo ha detto...

@Gino - detto da te, la cosa mi riempie di oprgoglio. Cercherò di proseguire inde ..fesso su questa strada! poi vedremo cosa fare del lavoro finito.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!