mercoledì 1 ottobre 2014

Mozambico 7: Mercati e telefoni

Lichinga - Shoes market



Telefonia cellulare
Lichinga è il capoluogo della provincia di Niassa, forse la più povera di questo paese già di per sé tra i più poveri, grande come metà dell'Italia ma con meno di un milione e mezzo di abitanti. Non molti vero? Tolti i duecento e rotti mila della città, il resto è sparso in tanti minutissimi villaggi sui bordi delle strade malandate che portano ai confini o verso la costa. Non è che avverti una situazione di fame e di mancanza assoluta di cibo, ma l'assenza di qualunque attività del mondo attuale, al di fuori di quelle di una società agropastorale primitiva che, utilizzando l'andamento della stagione delle piogge, occupa piccoli spazi monofamiliari, ricavati nel bush per seminare mais bianco, patate, fagioli e qualche ortaggio sufficiente all'autoconsumo e null'altro. Il poco surplus, quando c'è, finisce occasionalmente nei mille mercatini di paese, assieme ad altre povere merci per lo più cinesi. L'unica attività diversa da quelle svolte in questi duemila anni riguarda il consumo che ha conquistato trasversalmente il mondo negli ultimi due decenni, la telefonia cellulare. Quindi lungo le strade polverose, accanto alle quattro assi su cui sono deposte con gesti antichi, piccole piramidi di pomodori, ceste di aglio, sacchi di patate e pesci secchi di varie dimensioni che appena riconosci sotto lo spesso strato di mosche, sorge sempre un baracchino nuovo, con uno stile decisamente moderno che reca i colori di una compagnia telefonica, con qualche ragazzotto con una pettorina col logo bene in vista che offre ricariche. 

Al bancomat
Sono più frequenti dei venditori di angurie e hanno generato evidentemente anche una sorta di mercato secondario, perché spesso accanto, su uno straccio disteso a terra, qualcun altro già vende vecchi telefonini, caricabatterie usati, ricambi vari. Un indotto insomma, che genera PIL. Si è generata quindi una specie di filiera, che parte dalla gigantesca antenna che è sorta praticamente in mezzo ad ogni villaggio, dove invece nella maggior parte dei casi non trovi un pozzo, una baracca a fare da scuola o un'altra che funga da dispensario. Misteriosamente questo si è dimostrato nei fatti il vero bisogno primario di cui nessuno riesce a fare a meno. E' una cosa davvero difficile da capire e da interpretare, ma questo virus è presente in ogni parte sperduta del mondo e questa reazione umana è sorprendentemente identica in qualunque etnia o credo religioso. Davvero strano questo fatto, io non riesco a spiegarmelo, ma è evidente che la comunicazione è una cosa assolutamente importante per questo bipede malandato e fragile. Un'altra cosa curiosa la noti subito in città. Attorno alle due o tre banche, ad ogni ora del giorno e della notte staziona un folto assembramento di gente, anche un centinaio di persone disposte in lunghe file ordinate oppure ammassati se manca spazio, ma in paziente attesa attorno alle postazioni bancomat. Non è chiaro come sia possibile che tutta questa gente abbia evidentemente un conto bancario e disponga di una carta bancomat. 

Franchising di Marinella a Lichinga
E' un fenomeno di cui, benché abbia chiesto, non ho avuto spiegazione, se non che gli sportelli sono pochi e la gente arriva anche dai sobborghi vicini. Sono i misteri dell'Africa. Di fronte all'albergo c'è anche un internet café piuttosto affollato, ma che oltre ai cinque computer dispone solo di un frigo con Pepsi e aranciate. Al di fuori del grande mercato centrale, sui larghi marciapiedi di terra, sono in molti a distendere un telo e ad esporre qualche merce poverissima, in genere magliette e pantaloni, talmente coperti di polvere rossa da nascondere il colore originario, oppure scarpe esposte in file ordinate, ma di cui ogni modello dispone di un solo numero. Fuori della banca un vecchio vestito di tutto punto in completo scuro e cappello a tesa larga, sta immobile ogni giorno per ore con un braccio teso e appoggiato orizzontalmente ad un palo di sostegno della tettoia. Sul braccio sono esposte con ordine qualche decina di cravatte, diciamo una boutique fashion di tendenza. Ti guarda passare, muto senza lanciare offerte all'acquisto, come è costume ai mercati, conscio della sua peculiarità. Se vuoi una cravatta è l'unico della città ad offrirle e lì devi cadere. Il grande mercato cittadino invece, fa avvertire la sua confusione da lontano, lo intravedi dal numero di mezzi e pulmini straboccanti di gente e masserizie che arrivano a partono e dalle persone che si muovono intorno, ma ho deciso che lì vi ci porto un altro giorno. 

Pants house
Mentre scende la notte e il sole infiamma i rami delle jacarande dal colore timido, non sfacciato come quelli delle buganvillee, alberi parvenu ed esibizionisti, bisogna infilarsi in qualche ristorante. Il 2+1 è proprio in centro, pollo asado e patate che è sempre un bel mangiare; la birra locale è fresca e leggera. Solo i prezzi sono incongrui all'ambiente, ma questa è l'Africa con le sue contraddizioni. Forse è davvero l'azzurro delle jacarande l'anima nascosta dell'Africa, discreta ed esplosiva allo stesso tempo. I suoni che arrivano da un grande cortile con una bassa costruzione coperta di paglia, non sono tamburi lontani, ma musica house, che una sorta di girandola di luce che vorrebbe essere psichedelica, ha trasformato in una paradiscoteca, vuota ma in attesa di clienti che per ora non ci sono ma di certo, assicurano i ragazzi che stazionano all'ingresso, arriveranno più tardi. Ci sono ragazze da sole o in gruppetti che girano in strada. Forse le ombre nere della notte di Lichinga non sono poi così oscure come paiono, si può ancora fare due passi prima di andare a dormire.



SURVIVAL KIT

Ristorante 2+1 - In centro città, tutti ve lo sapranno indicare. Pesce di lago, pollo e maiale alla griglia. Sapa di verdure, di fagioli e di pesce. C'è anche una birra scura discreta (che si trova dappertutto). Caro ma pare non ci sia altro. Sui 15 €. Ci sono anche delle camere, ma è davvero molto basico.



Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Che meraviglia l'albero di jaracanda! Bellissime immagini: fiori viola e terra rossa punteggiata di indumenti colorati.
Sono interessanti le considerazioni che fai sull'uso di telefonini e bancomat.
L'Africa è un paese dove vivono in maggioranza giovani disposti a qualsiasi esperienza e novità. Menti agili

e desiderose di cambiamenti,veloci ad imparare e a mettere in pratica gli insegnamenti. Stanno passando dal medioevo all'epoca attuale ,trascurando bisogni primari come l'acqua ma non la comunicazione.

Chissà?
Paola

Enrico Bo ha detto...

@paola - In effetti è così. nei telefonini c'è qualcosa di diabolico e virale che non riesco a comprendere. Però sono una realtà che non si può mettere da parte.

il monticiano ha detto...

Che strane cose in quella parte d'Africa. Tutto mi sarei aspettato tranne quella dei telefonini.
A che pro?

Enrico Bo ha detto...

@Monty - deve essere un bisogno a cui non si riesce a resistere, una droga peggio della nicotina!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!