mercoledì 23 dicembre 2015

Happy Divali

Il lago Pichola dall'albergo Gay Vilas

Un ponticello
Le ombre della sera trasformano Udaipur in una magia di trine di marmo che si specchiano nelle acque del lago Pichola. Questa città sparpagliata sulle sue rive allinea case, palazzi, templi, antiche haveli sulle rive frastagliate come fossero quinte di una rappresentazione teatrale cominciata secoli addietro. Le loro facciate illuminate dal fioche luci rimbalzano sulla superficie tremula, raccontando all'inverso una favola vecchia di mille anni, che racconta di re panciuti a caccia di tigri, di eserciti invasori alla conquista di nuovi regni, di regine rinchiuse negli zenana proibiti a guardare le strade sottostanti dai bovindi che paiono trine preziose. Sulla punta della piccola penisola che si protende tra le acque, la visuale lascia senza fiato. Il grande palazzo di fronte troneggia sicuro di sé, forte della sua possente eleganza che domina la città intera e tra le acque il candido nitore del palazzo del lago, una gemma di marmo incastonata in un pavé di zaffiro scuro, che risplende illuminata dalla luna quasi piena, gli fa da contraltare. E' una immagine ormai così nota e famosa da apparire scontata, eppure anche se già vista in cento film, in mille fotografie, mantiene un fascino non spiegabile a parole. Quel marmo perfetto al centro del lago, occhieggia indiscreto, mentre sembrano ancora risuonare risate indiscrete di concubine avvolte in sari trasparenti, mentre attendono l'arrivo della barca del sovrano a trascorrervi la notte. 

Divali
Forse varrebbe la pena di passarcela una notte in questo albergo lussuoso ed esclusivo, oppure no, forse si andrebbe a spezzare quella magia di sogni possibili trasformandola in un banale soggiorno da ricco epulone che potrebbe rivelarsi magari deludente. Trenta anni fa ci ero stato a prendere un thé, nel bar ricavato sulla veranda di marmo della grande terrazza, un'atmosfera ovattata di lusso e di voglia di esclusività. Octopussy era stato girato tre anni prima e ormai il luogo era già diventato famoso. L'incanto si era già spezzato allora. Sui ponticelli che collegano le rive dei canali le vacche sdraiate a terra impediscono il passaggio dei veicoli più ingombranti. Sulla riva del palazzo, il bazar ti apre una fila infinita di negozietti di carabattole turistiche, qui l'afflusso è imponente come a Jaipur, ma rimani anche affascinato dai negozi di stoffe, caleidoscopi rutilanti di colori, dalle cascate di frutta, dall'odore delle spezie. Percorre però la città un fremito particolare, una agitazione quasi convulsa. C'è nell'aria una allegria quasi contagiosa che esplode in risate, grida di giovani, sorrisi aperti al passaggio. Davanti ad ogni negozio qualcuno è impegnato a dipingere multiformi schemi di mandala coloratissimi, tutti diversi, il limite è la fantasia di chi lo sta tracciando. Tra due giorni è Divali, la festa delle luci e la città, come tutte le altre dell'India, è in preda ad una agitazione senza pari. E' un poco il sabato del villaggio. La luna sarà piena e la festa delle Luci, la più importante dell'anno per gli hinduisti, si dispiegherà in tutti i suoi eccessi. 

Preparazione di una soglia
E' la festa dell'allegria. Tutti espongono luci davanti alle loro abitazioni ed ai loro negozi, che siano torce, lampade o piccole scodelline di terracotta contenenti dell'olio ed uno stoppino acceso, rischiarano la via all'ospite improvviso, all'accogliere chi arriva. Si offrono dolcetti ai vicini ed ai visitatori, si mangia ovviamente condividendo la propria tavola, si sparano botti e fuochi artificiali a non finire, anzi molti non stanno più nella pelle e mortaretti e petardi scoppiettano da ogni parte già in anticipo e continueranno per tutta la settimana successiva. Si dovrebbero buttare le cose vecchie ed tutto un offrire vasi terracotta nuovi da acquistare ritualmente proprio in questa occasione. Una grande momento per festeggiare insieme, a cui si accodano ovviamente anche tutti gli appartenenti ad altre religioni, ogni occasione è buona insomma. Due ragazze stanno finendo di tracciare complicati disegni davanti alla soglia. Dalle scodelline attingono colori diversi coi pennelli e completano il mandala rispettandone con sacralità la complicata geometria. Vedono che le stai guardando e si voltano subito ridendo: "Happy Divali straniero" ed il padrone del negozio corre a prendere i dolcetti che gli ha preparato la moglie e te li offre contento. Al di là del ponte sotto gli archi di marmo bianco del tempio, comincia a scoppiettare una salva di mortaretti. E' buio fondo. La luce della luna luna accarezza gli stipiti scolpiti delle porte, corre veloce sulla filigrana delle finestre dalle ante traforate e scivola nel lago portando con sé il ricordo delle facciate che rimangono a tremolare sulla superficie piatta. 

Il palazzo sul Lago
SURVIVAL KIT

Udaipur di notte
Hotel Gay Vilas - 19, Panch Devri Marg - La doppia sulle 2000 R.-  Valido soprattutto per la posizione magnifica proprio sulla penisola che si affaccia sul lago con vista stupenda dalla terrazza bar ristorante sul tetto sulla città, il lago ed i palazzi illuminati sulle rive. Si autodefinisce come molti atri della zona ricavati da antichi palazzi, un boutique hotel. Molto comodo in pieno centro si possono raggiungere a piedi tutte le più importanti attrazioni turistiche. Architettura tradizionale. Ingresso e hall bruttini. Camere normali. Non c'è ascensore per cui chiedete camere ai piani bassi. AC, TV, ventilatore, free Wifi anche in camera, no frigo. Pulito ma bagno un po' basico. Se state più di una notte le camere non vengono rifatte. Bisogna chiedere. Ristorante panoramico sul tetto all'aperto. Cena economica, piatti sui 3/400 R. anche non veg. Colazione varia. 

Una via del centro
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3 commenti:

Pierangelo ha detto...

Bellissima descrizione, sembra di essere stati in tua compagnia.
Complimenti.

Pierangelo ha detto...

Mi son dimenticato di aggiungere che le foto sono stupende e significative.

Enrico Bo ha detto...

Grazie Pier, sei sempre molto gentile, ma come sai, sono posti che mi coinvolgono molto.

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