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venerdì 5 dicembre 2014

Mozambico 18: Lavoro finito!


Inizio dei lavori a Nomba



Il pozzo di Nomba finito
Faccio una breve sosta riguardo all'esperienza birmana, intanto per riprendere fiato, perché viaggiare è anche fatica fisica ed inoltre perché devo relazionarvi di come è andata a finire la vicenda mozambicana che ha riguardato il mio settembre. Chi mi segue, ricorderà che lo scopo del viaggio era quello di impiegare i soldi raccolti dall'AATO di Alessandria, tramite l'ICS, una associazione di volontari alessandrina, per la costruzione di tre pozzi in una delle province più povere del paese. 

Il pozzo di Mitava 2
Come vi avevo spiegato, i contatti e le operazioni preliminari necessarie, ancorché potessero apparire oziose, erano state svolte e avevamo lasciato l'operatività in carico alla nostra referente in loco, Carlota e la gestione pratica delle perforazioni all'AMOPROC, l'associazione mozambicana che si deve occupare anche dei contatti con la popolazione. Proprio in questi giorni è arrivata da Marta, la responsabile AMOPROC, la relazione finale riguardante l'operazione. Posso dire dunque con vibrante soddisfazione, che tutti i tempi sono stati rispettati, gli appalti per le perforazioni assegnati e i pozzi scavati e portati a termine. 

Per uno dei tre scavi, quello denominato Mitava 1, sono state necessarie due perforazioni in quanto la prima, benché giunta a 66 metri non aveva dato la portata minima contrattuale ed è stato così necessario effettuarne una seconda, questa volta positiva. Con la fine di novembre quindi, la certificazione, obbligatoria per la legge mozambicana, di un ente terzo indipendente, ha stabilito che tutto è stato svolto a regola d'arte e che i pozzi, che danno la portata richiesta, posso essere accettati. Così con dicembre i due pozzi di Mitava 1 e Mitava 2 e quello del villaggio di Nomba, entrano definitivamente in funzione. 

La perforazione a Mitava
Rimane da svolgere l'attività di AMOPROC per il successivo PEC (programma di educazione della comunità) e PHAST (Trasformazione partecipativa per l'igiene e la sanificazione) che coinvolge la comunità dei due villaggi con la formazione di un comitato di donne che è responsabile della gestione dei pozzi e della diffusione dei buoni comportamenti sanitari, nonché del mantenimento in buono stato dei pozzi stessi, che proseguirà ancora per diversi mesi. Direi che a questo punto possiamo essere soddisfatti e dire che la cosa è andata a buon fine, con la buona volontà e la cooperazione di tutti. Come vi avevo detto nel mio post precedente, i pozzi che, nella comunità rurale del Niassa, erano calcolati come necessari al momento della nostra visita, arrivavano al numero di 2650. Tre sono stati fatti, ne mancano solo più 2647. Vediamo cosa si può fare.







Il pozzo Mitava 1
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mercoledì 17 settembre 2014

Greetings from Mitava

Sì questa è proprio un'Africa dura, difficile, impietosa che ti mette davanti realtà crude e poco oleografiche. Questa parte del Mozambico, poi, il nord e la provincia del Niassa, sono davvero in fondo alla scala. Qui, le varie problematiche africane, sono tutte amplificate, rese più evidenti dalla loro presenza costante e apparentemente priva di possibilità di soluzione. Carenza alimentare, situazione igienico-sanitaria, difficilissimo accesso all'acqua, rendono il vivere un bene da guadagnarsi a fatica giorno per giorno. Nei villaggi attorno a Lichinga, anche la vita è come rallentata, tutto si muove come in una moviola di un film terzomondista. Difficile anche stilare una priorità nei bisogni. Il vecchio capo villaggio, malato ed ansimante che ti riceve, cercando parole inutili di ringraziamento, discute di pozzi e di tetto della scuola, ma quando te ne vai, tenendoti la mano fa presente che servirebbe qualche soldo per comprare un po' di zucchero. È un peregrinare tra pozzi troppo superficiali e ormai secchi e le aule dove gruppetti sparuti di bambini ascoltano la lezione con occhi opachi. La maggior parte, il resto della classe, è malata o al lavoro nei campi. Attorno al pozzo esangue che dà sempre meno acqua si affollano ragazze, bambine, donne, con secchi immensi da riempire e poi, issati in testa, finalmente portati fino alla propria capanna. Poi arriva una macchina strombazzante, sollevando un nuvolone di polvere rossa che ricopre i piccoli pesci messi a seccare su un banchetto. Sul cassone del pickup, una ventina di ragazzi che cantano, gridano slogan, sventolano bandiere. È la campagna elettorale bellezza, votate per lui e via con la distribuzione dei volantini e dei fax simile della scheda con la croce dove votare. Appena avremo vinto avrete tutto, un pozzo nuovo, la scuola, il dispensario, la strada asfaltata e soprattutto giustizia e libertà! Votate, votate e l'auto va via sgommando sollevando un altro nuvolone di cipria rossa. Le donne si guardano il pezzo di carta con la foto del candidato, è di bella carta lucida, può sicuramente servire per tappare quel buco nel cannicciato del tetto, resiste forse anche alla pioggia, perlomeno così è stato con quello delle scorse elezioni.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 121 (a seconda dei calcoli) su 250!