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venerdì 22 settembre 2017

Recensioni: L. Troisio - Gli Dei scendevano tutt'intorno



Edito da Cleup e credo solo qui rintracciabile, questo lavoro del Prof. Luciano Troisio, che mi onoro di aver personalmente conosciuto, proprio durante uno dei viaggi che nei suoi libri racconta con disincanto poetico, è una sorta di collezione di ricordi e di momenti topici nella loro quotidianità che l'autore ha vissuto durante oltre venti anni di viaggi nell'isola del sogno, Bali, la gemma induista incastonata nell'arcipelago indonesiano. Venti anni di visite lunghe e meditate in luoghi che apparentemente sono sempre uguali pur nel cambiamento costante che impone il nostro mondo veloce. Un vero grande viaggiatore, di quelli che partono e poi decidono via via cosa fare, quasi che il caso decidesse per lui, a volte le costrizioni dell'ambiente, altre la malia dei luoghi. Il suo racconto pieno di ironia, a volte pieno di sarcasmo crudele che esamina e viviseziona la fauna che lo circonda, ti accompagna mentre cresce l'invidia di non poterlo seguire nelle sue quiete avventure e nei magheggi con cui cerca di sfuggire alle mille costrizioni che assillano l'occidentale in Oriente, quando si muta in turista, in una sorta di diario quasi quotidiano che quasi ti fa assaporare ogni singola fragola sull'orlo del vulcano o il profumo dei fiori dell'amato giardino. Tuttavia la parte più godibile è il racconto/romanzo breve finale, un regalino finale, esercizio di stile giallo per avere la scusa di raccontare il suo passato trascorso in Cina, con una serie di gustosi aneddoti di vita vissuta in cui spesso mi sono riconosciuto per altri risvolti. Al termine l'elenco della sterminata produzione poetica, saggistica, di narrativa di questo autore ingiustamente poco conosciuto.

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lunedì 25 giugno 2012

Recensione: L.Troisio - Quindici alibi.

Ecco qua un altro libro di Troisio, il Professore, uno dei suoi ultimi lavori, una serie di racconti fino a "L'invariante di Khelm", un vero e proprio romanzo breve. Quindici racconti, divisi in tre parti (la prima "il glande dell'iceberg" più corposa e intrigante) a raccontare i suoi temi tipici, autobiografici, legati e intrinsecamente inscindibili da quell'Oriente, sognato, amato e fintamente mal sopportato, sempre elegantemente descritto attraverso le persone e gli incontri più che tramite i luoghi. Quindici alibi, intesi latinamente, quindici "altrove", scuse per estrinsecare la sua natura di viaggiatore solo apparentemente disincantato, mordace e sarcastico, ma sempre pronto a far passare, tra le righe dei difetti e dei fastidi, un messaggio di amore che lo lega senza infingimenti a quei luoghi lontani in cui ha trascorso parte della sua vita e a cui ancora non sa rinunciare. Davanti ai vostri occhi passeranno  acquarelli di luoghi esotici mediati da un retino fotografico popolato di professoresse intriganti, di donne bellissime (suo debole discretamente esibito), di incontri fastidiosi, di animali imbarazzanti, di rumori insopportabili. La sua prosa a volte dura di poeta della neoavanguardia, vi accalappierà sicuramente, assieme alla sua ironia dotta, dalle citazioni lievi e nascoste e vi invoglierà a leggere altro di questo personaggio poco conosciuto, che mi onoro di avere incontrato personalmente e che insiste ad esibire, con malcelato gigioneggiare, la medaglia al valore di non aver  mai vinto nulla.


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martedì 20 marzo 2012

Recensione: L. Troisio - Nuvole di drago.


Al termine del mio report di viaggio laotiano, voglio proporvi un libro, Nuvole di Drago E. Il foglio - 2009, che mi è parso davvero interessante e che non mancherà di accalappiare l'attenzione di quanti di voi, viaggiatori e aspiranti tali, mi seguono sui terreni del desiderio di comprendere quanto sta al di là delle barriere mentali che ci andiamo precostituendo. Il libro non è altro che un insieme di diari di viaggio e di riflessioni su questi argomenti, che l'autore, Luciano Troisio, globtrotter flaneur, che ho avuto l'onore di conoscere personalmente proprio, come si suol dire, in loco, ha raccolto attorno ad alcuni suoi vagabondaggi asiatici e che dedica "agli estranei che in viaggio mi hanno costretto a condividere tramonti". Da qui potete capire come il racconto si dipani divertente e comunque ricco di informazioni, con la graffiante ironia che gli è congeniale attraverso tutto quell'estremo Oriente che, pur con critica talvolta feroce,  lo attrae in maniera irresistibile, quasi obbligandolo ogni anno a tornare per lunghi mesi, sul "luogo del delitto", spostandosi con mezzi locali, sacco in spalla come quei tanti ragazzi che percorrono queste strade del mondo, che lui ormai pensionato ultrasettantenne, a volte irride, altre forse un po' invidia, guardandoli come un osservatore attento e disincantato, dal sellino della sua moto, con il casco slacciato. 

Non mancano i riferimenti al periodo degli anni in cui ha insegnato all'università di Shang Hai, con una illustrazione puntuale della Cina così diversa di quegli anni lontani, che lo hanno visto protagonista e spettatore dei fatti di Tien An Men, dei quali promette sempre di pubblicare prima o poi, una versione dei fatti ricca di particolari visti dall'interno, che aspetto con interesse. A chi segue i miei racconti di viaggio, piacerà sicuramente accompagnare il professore di Padova in giro per questa Asia lontana. Sedersi con lui nei bar ad osservare la fauna di locali e di stranieri che li popolano, per evidenziarne con un sarcasmo graffiante e a volte cinico e pungente, le caratteristiche più risibili nelle situazioni più curiose e divertenti. (per chi è interessato al volume, scrivere a : lupi@infol.it ).Dello stesso autore, che qualcuno definirebbe "uomo dal multiforme ingegno" ho letto anche due delle sue fatiche nel campo della poesia, Parnaso d'Oriente - Marsilio Elleffe ed. - 2004 dove raccoglie lavori a partire dal 1987, anno in cui comincia la sua peregrinazione asiatica, con una sezione in cui raccoglie traduzioni di  delicati versi di eleganti poetesse cinesi e  Papera omnia - Panda ed. .- 2010 con divertenti illustrazioni di Albino Palma, dove, per sua stessa ammissione raccoglie "poesie rimaste melanconicamente inedite perché considerate cascame di insufficiente decoro". Invitandovi quindi alla lettura, vi lascio con due esempi della sua ricerca.

Lo stillicidio della vita.

No way.

Sempiterno goccia lo sciacquone
sottopone all'asiatico supplizio della goccia
politamente il sovrintendente
ammette sconosciuta soluzione.
Esistenza breve resistenza.

Per trend di sopravvivenza
piombasi la porta
accendesi air conditio,
tv e il resto,
si tappano le orecchie con la cera.

(Forse il concetto
di Nirvana
è questo).                                                             Vientiane, 2007


Tre tè nel deserto

Con la pazienza tutto si addolcisce
anche la prima stilettata la prima umiliazione
è più repentina della seconda
la trafittura più ricca
di rapide riflessioni interlocutorie
perché uno non si rende conto subito
d'essere fottuto.

come il beduino
che nel deserto beve
quella sua sua ciofega di tè
lentamente, e giunto
al terzo bicchierino

già gli sembra
soltanto
una mezza
ciofega.                                                                Hué,  2007




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