martedì 20 marzo 2012

Recensione: L. Troisio - Nuvole di drago.


Al termine del mio report di viaggio laotiano, voglio proporvi un libro, Nuvole di Drago E. Il foglio - 2009, che mi è parso davvero interessante e che non mancherà di accalappiare l'attenzione di quanti di voi, viaggiatori e aspiranti tali, mi seguono sui terreni del desiderio di comprendere quanto sta al di là delle barriere mentali che ci andiamo precostituendo. Il libro non è altro che un insieme di diari di viaggio e di riflessioni su questi argomenti, che l'autore, Luciano Troisio, globtrotter flaneur, che ho avuto l'onore di conoscere personalmente proprio, come si suol dire, in loco, ha raccolto attorno ad alcuni suoi vagabondaggi asiatici e che dedica "agli estranei che in viaggio mi hanno costretto a condividere tramonti". Da qui potete capire come il racconto si dipani divertente e comunque ricco di informazioni, con la graffiante ironia che gli è congeniale attraverso tutto quell'estremo Oriente che, pur con critica talvolta feroce,  lo attrae in maniera irresistibile, quasi obbligandolo ogni anno a tornare per lunghi mesi, sul "luogo del delitto", spostandosi con mezzi locali, sacco in spalla come quei tanti ragazzi che percorrono queste strade del mondo, che lui ormai pensionato ultrasettantenne, a volte irride, altre forse un po' invidia, guardandoli come un osservatore attento e disincantato, dal sellino della sua moto, con il casco slacciato. 

Non mancano i riferimenti al periodo degli anni in cui ha insegnato all'università di Shang Hai, con una illustrazione puntuale della Cina così diversa di quegli anni lontani, che lo hanno visto protagonista e spettatore dei fatti di Tien An Men, dei quali promette sempre di pubblicare prima o poi, una versione dei fatti ricca di particolari visti dall'interno, che aspetto con interesse. A chi segue i miei racconti di viaggio, piacerà sicuramente accompagnare il professore di Padova in giro per questa Asia lontana. Sedersi con lui nei bar ad osservare la fauna di locali e di stranieri che li popolano, per evidenziarne con un sarcasmo graffiante e a volte cinico e pungente, le caratteristiche più risibili nelle situazioni più curiose e divertenti. (per chi è interessato al volume, scrivere a : lupi@infol.it ).Dello stesso autore, che qualcuno definirebbe "uomo dal multiforme ingegno" ho letto anche due delle sue fatiche nel campo della poesia, Parnaso d'Oriente - Marsilio Elleffe ed. - 2004 dove raccoglie lavori a partire dal 1987, anno in cui comincia la sua peregrinazione asiatica, con una sezione in cui raccoglie traduzioni di  delicati versi di eleganti poetesse cinesi e  Papera omnia - Panda ed. .- 2010 con divertenti illustrazioni di Albino Palma, dove, per sua stessa ammissione raccoglie "poesie rimaste melanconicamente inedite perché considerate cascame di insufficiente decoro". Invitandovi quindi alla lettura, vi lascio con due esempi della sua ricerca.

Lo stillicidio della vita.

No way.

Sempiterno goccia lo sciacquone
sottopone all'asiatico supplizio della goccia
politamente il sovrintendente
ammette sconosciuta soluzione.
Esistenza breve resistenza.

Per trend di sopravvivenza
piombasi la porta
accendesi air conditio,
tv e il resto,
si tappano le orecchie con la cera.

(Forse il concetto
di Nirvana
è questo).                                                             Vientiane, 2007


Tre tè nel deserto

Con la pazienza tutto si addolcisce
anche la prima stilettata la prima umiliazione
è più repentina della seconda
la trafittura più ricca
di rapide riflessioni interlocutorie
perché uno non si rende conto subito
d'essere fottuto.

come il beduino
che nel deserto beve
quella sua sua ciofega di tè
lentamente, e giunto
al terzo bicchierino

già gli sembra
soltanto
una mezza
ciofega.                                                                Hué,  2007




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3 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Mi ritrovo, anche se faccio tanta flanella e viaggio dunque solo con la fantasia, nel vostro metodo critico.

Anonimo ha detto...

La prima poesia è quasi futurista e mi ricorda,forse per la citazione
della goccia o per la parola stillicidio ," La fontana malata". Cosa ne
dici?

Paola

enrico ha detto...

@Adri - Osa , osa!

@Paola - concordo e ti assicuro che 'o professore scrive cose davvero interessanti.

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