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mercoledì 16 settembre 2009
Elogio della tuttologia.
Uno dei motivi per cui alcuni miei amici mi disapprovano (vero Mariuccia?) è che il mio assunto principale recita: "Piuttosto che fare una cosa molto bene, preferisco farne molte male". Sarà pigrizia congenita, sarà incostanza cronica, sarà una curiosità genetica che mi spinge a sfarfalleggiare suggendo il nettare della conoscenza qua e là a piccoli morsi come per testare cucine diverse. Tanto per farvi un esempio, non conosco bene neanche l'italiano (come avrete notato spesso), ma per contro, mi sono interessato di penetrare i meccanismi di almeno una decina di lingue e di altre lo faccio ogni volta che ne ho la possibilità. Così mi sono iscritto alla benemerita congregazione dei tuttologi come avrà notato chi ha la bontà di seguirmi. Questa disciplina, negletta e vituperata, quando non derisa e disprezzata, mi affascina e mi conquista ogni giorno di più. Si è detto che lo specialista sa quasi tutto su quasi nulla, mentre la stupenda posizione del tuttologo è che non sa quasi nulla, ma su tutto. Questo lo mette in una straordinaria posizione di vantaggio, in quanto (se riesce ad essere anche intelligente e questo purtroppo non si impara) lo mette in grado, quando è in presenza di uno specialista, di poter ascoltare qualunque cosa, riuscendo, quanto meno a capire di cosa si sta parlando e potendo quindi fare al medesimo, domande pertinenti che lo rendono partecipe, mentre con gli incompetenti della materia può comunque tenere banco, certo (sempre se è intelligente e non si allarga troppo) di non dire scemenze. Può partecipare, con i suoi limiti a tutte le discussioni e questo fatto continuerà ad arricchirlo e a stimolarlo a guardare in altri pollai. Vi ricordo che comunque tutte le grandi teste dell'umanità sono stati enciclopedici, come si diceva un tempo. Oggi però, con lo sterminato aumento delle cognizioni possibili, l'appellativo di tuttologi mi sembra più calzante, proprio perchè data la mole di materiale disponibile bisogna contentarsi di sempre minori informazioni su ogni campo, visto che anche questi si moltiplicano a dismisura. Non dimenticate che il tuttologo è poi sempre il centro della festa, proprio perchè è in grado di parlare ma, soprattutto stare ad ascoltare tutti, virtù questa molto rara e quanto mai apprezzata in particolare dagli specialisti. Vi sarà capitato di chiedere ad un amico appassionato di montagna se preferisce arrampicare libero o in cordata e quello non vi mollerà più, se gli date retta mentre vi enumera le ultime novità tecniche e così via. Certo da un lato, questa esasperazione specialistica mi preoccupa, dall'altra mi consola. Chiedevo l'altro giorno ad un amico medico il nome di un buon angiologo, specializzazione assai specifica (consentitemi la tautologia) e lui di rimando, mi ha chiesto di precisare se mi interessava specializzato nelle vene o nelle arterie! Tra un po' sarà dura anche per noi tuttologi stare dietro a tutto. Comunque, uno dei maggiori difetti imputatici è quello di essere troppo prolissi e parolai, forse per coprire la nostra ignoranza e nascondere i nostri limiti, per cui la pianto di allungare il brodo, tanto avete capito tutti che oggi non sapevo cosa dire ma non volevo esimermi da questo appuntamento quasi quotidiano, d'altra parte sono o no il miglior blogger degli ultimi 150 anni di repubblica?
Etichette:
angiologia,
comunicazione,
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tuttologia
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