lunedì 7 marzo 2016

75 + 1 Motivi per andare in Rajastan e Gujarat

Casomai non vi avessi ancora convinto all'utilità mentale di questo viaggio, raccolgo al termine, come di consueto una serie di spot che lo giustifichino comunque. 
Dunque il viaggio merita di essere fatto perché vi darà l'opportunità di :


  • Fermarvi durante l'andata per molte ore in un aeroporto di un paese del golfo, trasformando questa che potrebbe essere una noia in una opportunità di fare una visita lampo ad una capitale non ancora conosciuta
  • Ritornare a Delhi se già la conoscete o meglio ancora di conoscerla se la visitate per la prima volta
  • Misurarne le contraddizioni vedendo la parte vecchia coi suoi monumenti, mercati e quartieri con la parte nuova con i suoi negozi, il traffico, la metro finita da poco
  • Ascoltare un sufi che canta un qawwali nel quartiere mussulmano di Nizamuddin
  • Passare un pomeriggio pensando di essere un maharaja nel palazzo hotel di Samode
  • Rimanere a testa in su e a bocca aperta davanti al palazzo dei venti di Jaipur
  • Ustionarsi la bocca addentando una coscia di pollo Tikka Tandori e non sentire più sapori fino al giorno dopo
  • Guardare da un bovindo del palazzo reale la fila dei turisti che in elefante salgono ad Amber fort
  • Perdersi per l'ennesima volta nei cortili del city palace e tra le costruzioni dell'osservatorio di Jaipur
  • Contrattare pashmine pur sapendo che le pagherai il doppio di quello che valgono in India, ma, forse la metà di quanto valgono in Italia
  • Guardare la città sotto di te da un gazebo solitario sulle mura del palazzo abbandonato di Bundi, sognando la caccia alla tigre
  • Sedersi nel giardino della tua guesthouse, sorbendo una tazza di thé e pensare di essere al Marigold hotel
  • Sentire risuonare i tuoi passi di unico visitatore nelle stanze dagli affreschi che si sbriciolano dello zenana del palazzo di Kota
  • Rimanere attonito davanti alle mura ciclopiche di Chittorgarh e comprare una cartolina disegnata a mano da una bambina con gli occhi tristi
  • Rimanere pressato nella coda che entra nel tempio di Khrishna a Nagda mentre i fedeli urlano le lodi al dio
  • Bighellonare da un tempietto all'altro ad Eklingi mentre le guardi cercano di farti uscire perché è ora di chiudere
  • Guardare Udaipur di notte dalla terrazza di qualche ristorante davanti al lago
  • Percorrere le sale del palazzo, salire alla Monsoon house e girare in barca tra le isole del Pichola lake sentendoti James Bond in cerca di Octopussy
  • Complimentarsi con le ragazze che disegnano mandala sulla soglia di casa e farsi offrire dolcetti dai negozianti, mentre tutto intorno scoppiano i mortaretti della festa di Divali
  • Cenare a lume di candela in riva al lago in romantica compagnia della tua maharani
  • Scendere nelle profondità della terra dei pozzi sotterranei del Gujarat tra sculture e pilastri vecchi di centinaia di anni
  • Camminare tra i vicoli della vecchia Ahmedabad tra templi affollati, antiche case e mercati, fino alla grande moschea deserta
  • Mescolarsi tra i pellegrini in visita all'ashram di Gandhi in riva al fiume
  • Rimanere attoniti davanti ai mattoni delle rovine di Lothal vecchi di 5000 anni
  • Mescolarsi alla folla di ragazzi in preda al selfie compulsivo tra i moderni fast food all'indiana di una stazione di sosta
  • Seguire la strada della Marcia del sale fino a Bhavnagar, tra gli ultimi mortaretti della festa
  • Farsi invitare ad un Mela di campagna tra donne adoranti e pastori venuti dalle campagne coperti di polvere rossa, per ascoltare le parole di un guru
  • Salire gli 8000 gradini fino ai templi di Palitana evitando di usufruire delle portantine dopo aver visto i lividi piagati delle spalle dei portatori
  • Mescolarsi alla folla tra le colonne dorate del tempio di Somnath tra famigliole con bimbi, ragazze dalle braccia ricoperte di henné e militari che scuciono mance
  • Bearsi degli odori forti del mercato del pesce di Diu
  • Calpestare la sabbia della spiaggia sconfinata dell'oceano Indiano e mescolarsi alle donne che fanno il bagno vestite davanti alla stazione delle tartarughe
  • Aggirarsi nello squallore della povertà sudicia di Junagadh e scoprire tombe e moschee moghul abbandonate di splendore assoluto
  • Mescolarsi ai sadhu rasta che stazionano attorno alla collina di Girmar evitando di risalirne i 10.000 gradini
  • Cercare di salire le scale della casa di nascita di Gandhi a Porbandar senza riuscirci a causa della folla e girare per il mercato a comprare papaye mature
  • Partecipare alle feste del tempio di Dwarka evitando le vacche nel mercato e unendosi a qualche processione di gente che va a pregare, rimanere a lungo nel tempio di notte ad ascoltare i canti evitando di farsi rubare le scarpe
  • Famigliarizzare con la famiglia di un conducente di tuktuk ad un bar lungo la strada e trattarne l'acquisto
  • Fare il pellegrinaggio all'isola di Okha subendo l'esperienza del barcone dei dannati senza che questo affondi nelle acque del golfo
  • Mescolarsi ad una carovana di contadini Harijan itineranti coi carri tirati da zebù dalle immense corna
  • Perdersi tra le paludi lungo la strada ad ammirare le migliaia di uccelli che popolano le zone umide
  • Rimanere attoniti ad ascoltare i fedeli che cantano ininterrottamente dal 1964 le lodi al dio nel tempio di Hanuman a Jamnagar, godendosi il tramonto sul lago
  • Cercare di convincere gli addetti ad un parco naturale di farcelo visitare fino a che non ti convincono del contrario perché non ne vale la pena
  • Perdersi nel Kachch, il deserto umido, tra mandrie di pastori, paludi e tribù selvatiche
  • Dormire in una capanna di fango ad Odkha sotto la luna piena e fare tai ji all'alba
  • Abbacinarsi al sole che cala sull'orizzonte del White Desert specchiandosi nel sale tra mille variazioni di azzurro
  • Cercare di fotografare di nascosto qualche donna Jath con il pesantissimo anello da naso eludendo l'attenta sorveglianza del severo accompagnatore
  • Girare di villaggio in villaggio tra gli artigiani del Kuchch, tra vestiti stampati a mano, vasi dipinti, artigiani del ferro e dei tessuti di patchwork e di specchietti cuciti
  • Cercare disperatamente di farsi rilasciare un permesso per visitare villaggi di confine trovando gli ufficietti di campagna chiusi e quindi andarci lo stesso
  • Guardare il mare lontano dal tetto del palazzo di Mandvi ed invidiare il sultano
  • Aggirarsi tra le sagome marce delle gigantesche navi di legno descritte da Marco Polo nel porto abbandonato di Mandvi
  • Trovare un palazzo in stile nordeuropeo nel forte in rovina di Bhuj e perdersi nel suo bazar notturno
  • Rincorrere gli asini selvatici e le antilopi azzurre nel parco Wild Asses Sanctuary e incontrarvi i cercatori di sale tra stormi di flamingos rosa
  • Girare a piedi tra le tane calpestando un tappeto di ossa di animali mangiati, sperando che essendoci ancora la luce, le iene continuino a dormire e rammaricarsi poi di non averle potute fotografare
  • Non riuscire a staccarsi dalle sculture meravigliose del tempio di Modhera e dal gioco di luci ed ombre delle pareti del suo pozzo
  • Arrivare nell'affollamento di turisti locali di monte Abu e visitare il tempio jainista più riccamente scolpito del mondo
  • Gettare banane o altre cibarie alle scimmie cappuccine lungo le strade tortuose dei monti Arawalli
  • Tornare a Ranakpur dopo trenta anni e rimanere commossi davanti alla grandezza dei suoi marmi bianchi
  • Girare per le strade di montagna degli Arawalli e scalare le mura infinite di Kumbhalgarh, forse il più bel forte dell'India per almeno un tratto dei suoi 36 km di lunghezza
  • Dormire e cenare sotto le mura del forte illuminato in una antica Haveli trasformata in hotel a Jodhpur
  • Vedere la città blu dalle mura altissime del city palace mentre corvi e rapaci volteggiano sulle case
  • Farsi una deliziosa omelette al formaggio sullo sgabello del più famoso venditore di strada del Sardar market di Jodhpur
  • Rimanere affascinato dalle spiegazioni della giovane proprietaria del MV spices, che ha resistito alle pressioni maschiliste della casta degli speziali e prometterle di citarla nel tuo blog in cambio di un thé al cinammomo
  • Girare per i villaggi dei pastori Bishnoi in cerca di una tradizione perduta, trovando solo acchiappaturisti
  • Girare di notte per i vicoli tra cortei di gente che accompagna lo sposo a cavallo ed essere invitati ad una festa in un tempietto tra le case 
  • Arrivare tra la folla sterminata, la polvere ed i cammelli della fiera più famosa del mondo
  • Fare il giro dei templi di Pushkar, scendendo ai ghat e facendosi dare una bella benedizione da qualche sedicente bramino
  • Assistere alle sfilate, alle gare, alle corse di cammelli e di cavalli e perdersi tra i mille fantastici personaggi nello stadio della fiera, dai campioni di lunghezza dei baffi, ai travestiti danzanti, alle vincitrici del tiro alla fune
  • Tornare sul carretto trainato da un cammello al campo tendato, mentre scende il sole dietro la montagna e cominciano i fuochi artificiali
  • Godersi la collezione di automobili antiche del palazzo hotel di Nagaur
  • Girare tra le haveli cadenti del bazar semideserto della città cadente di Phalodi e alloggiare nella più bella
  • Nascondersi tra i cespugli per fotografare le migliaia di gru demoiselle che becchettano tra i sassi a Khichan
  • Camminare a piedi nudi tra gli escrementi dei topi del tempio di Deshnoke e trovare il topo bianco per dargli un po' di latte
  • Girare tra i paesini dello Shekhawati per scoprire haveli in rovina interpretandone gli affreschi sbiaditi delle facciate
  • Godersi la colazione nella sala da pranzo della più bella haveli trasformata in hotel di Mandawa prima di passeggiare in città tra case antiche, vacche sacre e residui di feste di matrimonio
  • Fare lo slalom tra i procacciatori d'affari a Connaught place e passare uno per uno i banchetti del Tibetan market in cerca dell'affare della vita
e infine

  • Lasciare Delhi forse per l'ultima volta col cruccio di aver lasciato ancora così tante cose da fare e da vedere


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2 commenti:

Juhan van Juhan ha detto...

Meglio della Guida Galattica ☺

Enrico Bo ha detto...

Invito al viaggio!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!