giovedì 24 marzo 2016

Bào tú


Oggi esaminiamo un'altra parola tratta dal vocabolario cinese, che mi sembra oltre che di grande attualità, anche molto interessante per tentare di capire la mentalità cinese. La parola Bào tú - 暴徒, è, in linea col cinese moderno che tende a formare bisillabi ed è composta da due ideogrammi semplici. Il primo 暴 - Bào, che significa Crudele, selvaggio, feroce, improvviso e violento (usato per aggettivare un'esplosione od un uragano) ma che, nella consueta indeterminazione che hanno le parole cinesi che contengono un concetto e non sono automaticamente sostantivi, aggettivi o verbi, può valere anche Rovinare. Il secondo 徒 - tú, vuol dire Inutilmente, soltanto. Se vengono abbinati, i due caratteri vogliono sottolineare un idea ben precisa, quella di una violenza feroce, improvvisa e crudele, ma completamente inutile e fine a se stessa ed è quella usata per definire il Terrorista. Ora, a parte il fatto che se cercate sul vocabolario online la parola terrorismo, la risposta è: Ci dispiace ma nessun risultato è stato trovato nel dizionario, proprio come se questo concetto disturbasse la confuciana armonia della convivenza civile e quindi debba essere ignorato dal discorso ufficiale, proprio il sottolineare la gratuità assoluta ed insensata di questo tipo di violenza, fa capire bene quale sia l'atteggiamento della mentalità cinese al riguardo.

Su un altro vocabolario, ho trovato 恐怖主义 - kǒng bù zhu yì - Terrorismo - i cui singoli ideogrammi danno: Orrendo terrore che deriva da Dio, a sottolineare la connotazione di fanatismo religioso che conduce a questi atti e 恐怖分子 - kǒng bù fèn zǐ, (membro, seguace dell'orrendo terrore) per Terrorista. Questo lega decisamente questa attività criminale ad una causa di natura fanatico religiosa, che di norma è disapprovata dalla gerarchia.

In ogni caso, quando accade qualche cosa di questo genere in Cina, e bisogna ricordare che di attentati di questo tipo ce ne sono stati parecchi e particolarmente sanguinosi, si è sempre preferito etichettarli come azioni violente di criminalità comune, che forse, non soltanto fa meno paura, ma evita di turbare l'armonia della società civile. Non credo che questo atteggiamento significhi sottovalutare il problema, anzi mi risulta che da quelle parti si usi una mano piuttosto pesante quando si affrontano questi problemi, ma di fatto l'ignorarne l'etichetta ufficiale si considera più utile a  ad un migliore benessere psicologico della popolazione. Lascio a voi giudicare se sia meglio questa strada di copertura, cercando di nascondere la spazzatura sotto il tappeto, negando l'evidenza pur di non perdere la faccia o la nostra che anzi amplifica al massimo il battage mediatico, attizzando, oltre che la paura (proprio il miglior risultato che ricercava appunto il terrorista, se no quale sarebbe la ragione di questo nome?) la volontà di tirar fuori le peggiori emozioni dall'animo delle persone e gonfiando a dismisura il consenso degli arruffapopolo più indegni, gente che ha bisogno di questo solo per aumentare consenso.


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