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lunedì 11 maggio 2015

Ieri era la festa della mamma



Quando le dicevo che stavo per partire, e cercavo di rimandare la comunicazione fino all'ultimo momento, la mia mamma non mi diceva mai niente. Storceva solo un poco la bocca stringendo le labbra, come per cercare di non lasciarsi sfuggire la preoccupazione che automaticamente la prendeva. Non era come mio papà che lo diceva chiaramente, come non gli andasse molto che io dovessi prendere qualche aereo per andare in giro per  il mondo, sia che lo facessi per il mio piacere o peggio per il lavoro, cosa che in fondo non gli era mai andata veramente giù. Lei non diceva niente, chiedeva solo quando sarei ritornato, piegando ancora di più le labbra, se la data del rientro si protraeva un po' troppo in là. Chissà perché la preoccupazione era più forte nel caso che il viaggio mi portasse su qualche isola. Lei, su di un'isola non ci era mai stata e forse questa situazione di mancanza di possibilità di ritorno a piedi, dava in automatico una percentuale di pericolosità ancora maggiore. Alla fine, guardandomi andare via con quello sguardo che hanno tutte le madri quando il loro figlio sta per chiudere la porta di casa, mi diceva solo stai attento e rimaneva lì, con mio padre, alla sera a seguire su di un atlante sgualcito quei nomi così estranei e mai sentiti che si era fatta segnare con puntigliosa precisione. Ciao mamma.


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domenica 8 maggio 2011

Voglia di mamma.

Che voglia oggi, che desiderio forte di dire qualche banalità ben colorita. Mi piacerebbe davvero esser capace di farlo, soprattutto di poterlo fare, di poterlo dire direttamente a lei, che però non c'è più da qualche anno, come è giusto che sia nella ruota naturale della vita. Intanto non ero capace di dirglielo neanche quando c'era, la mia mamma; perchè comunque bastava che mi vedesse e per lei era il regalo più grande, come per tutte le mamme, quello di avere davanti a sé il proprio figlio per poterselo coccolare un po' con lo sguardo mentre è seduto a tavola e ti volge le spalle, mentre tu arrivi con il vassoio degli gnocchi fumanti e te lo accarezzi per un attimo con gli occhi prima che se ne esca dalla porta verso la sua vita, lasciandoti solo uno stanco: - Ciao mamma.-


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