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giovedì 27 giugno 2013

OGM: la battaglia infuria.

dal web


Ci sono persone o categorie, come me per esempio, che possono anche parlare a ruota libera, tanto quanto dicono o scrivono non ha rilevanza né influenza sulla società; si può dire insomma che non siamo pericolosi. Ce ne sono altre invece che con le loro affermazioni, condizionano anche in modo pesante e decisivo il mondo che li circonda, quindi sarebbe necessario che quanto esce dalle loro penne o quanto viene riportato delle loro chiacchiere fosse meditato bene. Una di queste è quella dei giornalisti, in particolare quella degli specializzati in qualche settore tecnico come la scienza o branche di essa come l'agricoltura. E' pur vero che in questo campo se ne leggono di tutti i colori e questo ti fa sorgere il classico dubbio, se quando leggo di una cosa su cui ho una minima competenza, sento così tante castronerie, quando leggo di cose di cui non so nulla come faccio a fidarmi? Perché i casi possono essere: o chi scrive non sa le cose e obnubilato dalle credenze o dalle religioni fideistiche, si butta lancia in resta nella sua crociata salvatrice del mondo per conquistare le masse adoranti, oppure le cose le sa ma, perfidamente persegue un disegno economico o di potere e questo è ancora più grave. Altrettanto grave è il comportamento dei giornali che, seguendo l'orientamento della moda o di quello che viene avvertito come sentire comune, danno spazio a questi proclami mettendoli tra le cose serie. 

Ora quando si leggono pezzi ospitati in rubriche fisse su un importante quotidiano italiano che maledicono gli OGM e la legislazione europea che finalmente ne ha sancito la coltivabilità, usando con una serie di distinguo così generici  da lasciare davvero senza parole, subito dopo una premessa in cui ci si dichiara invece a favore di biotecnologie e ricerca, cascano un po' le braccia. Spuntano anche naturalmente i riferimenti a un "business senza controllo nella mani di pochissime potentissime multinazionali". Mancano solo le scie chimiche. Questo in spregio alla realtà del vero potentissimo e molto più enorme business della fuffa del biologico che tra un po' ci troveremo magari a nostre spese nelle mense scolastiche o ospedaliere. Per fortuna l'ironia della sorte ha punito il giornale stesso e l'autore, perché un maligno errore di stampa ha fatto concludere il pezzo con la seguente frase:"Quanto detto basta per dire che gli OGM devono essere coltivati in Italia". Il "non", pensato,  è rimasto provvidenzialmente perso nella tastiera e le scuse con trafilettino in altra pagina del giorno dopo, non hanno fatto altro, come capita in questi casi, che rendere più gustosa la cosa. Altro fatto invece quando a straparlare sono i politici. Qui non conta l'inscipienza, che diamo per scontata, in generale il politico è un foglio bianco che prima (generalmente) si informa di come tira il vento e poi dice le cose che il suo elettorato desidera sentirsi dire. Per lo meno lo stesso giornale ieri ha pubblicato un pezzo di Morandini, ricercatore e docente di Biotecnologie vegetali dell'Università di Milano, che per non rovinare, voglio riportarvi integralmente.

Perché sì agli OGM.
Due giorni fa sul Corriere, Nunzia De Girolamo, avvocato e ministro delle politiche agricole (vi ricordo che il ministero dell'agricoltura è stato abolito con referendum dal poppppolo italiano, nota mia) sosteneva che "gli OGM non sono utili all'Italia. La nostra è un'agricoltura d'eccellenza sana e pulita". Sull'utilità degli OGM per l'agricoltura italiana, i dati della FAO e quelli del ministero raccontano un'altra storia. Dicono che non solo sono utili, essi sono necessari perché importiamo 4 milioni di tonnellate ogni anno di soia transgenica e derivati dall'America Latina, che rendono possibili le produzioni alimentari di cui andiamo fieri come il Parmigiano. Queste importazioni servono infatti a sfamare  milioni di animali (mucche, maiali, polli...) che alleviamo in Italia e che sono cruciali per fare carne, latte, formaggi. Il ministro ha annunciato che farà una norma per vietare la coltivazione di OGM in Italia. La posizione del ministro trasuda disprezzo per la normativa comunitaria (che, ci piaccia o no, è quella che conta), per il contribuente (espone l'Italia all'ennesima infrazione), per la comunità scientifica( a cui è impedito fare prove in campo da 10 anni e che, dopo molti anni, ha ribadito, compatta, la sicurezza dei prodotti transgenici per il consumo e la coltivazione) ed infine per gli agricoltori (a cui impedisce di coltivare le cose che comunque importiamo). Ecco allora alcune domande che vorrei porre a tutti. Può in ministro dire che farà una cosa illegale lasciando che poi i cittadini paghino le conseguenza di un tale atto? E poi chiede l'osservanza della legge ed il pagamento delle tasse? Fino a che punto è possibile mantenere un sistema di menzogna che disprezza la realtà giuridica, scientifica e quella impietosa, della bilancia agroalimentare, sperando solo in un facile consenso? Non è questa una ricetta per il disastro di una nazione?


Io non avrei null'altro da aggiungere.


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sabato 22 giugno 2013

Chi si rivede: l'aflatossina!

Mais colpito da muffe che producono micotossine. (dal web)

Toh, chi si rivede! L'aflatossina. La cronaca nera impone che per qualche giorno se ne riparli, anche se alla notizia sembra sia stata messa una certa sordina e già oggi non se ne scrive più. Qualcuno dei miei lettori più attenti ricorderà che ne avevo parlato qualche mese fa qui. Riassumendo per i distratti, il raccolto del mais del 2012 aveva incontrato una stagione molto favorevole allo sviluppo delle muffe che producono questo veleno altamente cancerogeno e si poneva il problema di cosa fare di tutto questo prodotto contaminato. Il giorno dopo tutto questo è stato immediatamente dimenticato. I vari "esperti" del ministero dell'agricoltura e i politici che se ne interessano si devono preoccupare piuttosto di come impedire agli agricoltori di seminare il mais OGM che una giusta sentenza europea impone di poter finalmente utilizzare. Cerchiamo di capire cosa può essere successo dunque. Intanto per chi non sa o non si ricorda cosa sono le aflatossine dia un'occhiata qui. Sottolineo solo che queste pericolosissime micotossine, sono prodotti assolutamente naturali che si sviluppano in misura maggiore o minore nei cereali attaccati da vari parassiti, che proliferano, certo in condizioni climatiche particolari o quando non viene fatta una corretta lotta antiparassitaria specifica (quindi è molto più facile che siano maggiormente presenti in prodotti cosiddetti biologici, a parità di condizioni). Visto che l'anno scorso questo è accaduto in maniera molto importante, avevamo in Italia una massa enorme di mais e altri cereali, sicuramente sovraccaricato molto oltre i limiti di queste tossine (come riporta questo articolo del Sole 24 ore). Secondo voi che ne hanno fatto? (Il problema era assolutamente presente e ben conosciuto anche dalla stampa specializzata come riporta questo articolo di Terra e vita dell'ottobre 2012)

Appena la notiziola è scomparsa dal giornale, alla chetichella il prodotto è stato venduto, certo un po' sottocosto, qualcuno avrà avuto la sua convenienza, ad allevatori un po' superficiali, che diciamo, non hanno prestato molta attenzione a questi controlli (d'altronde molti saranno gli stessi che se ne sono fregati delle quote latte, tanto c'è sempre qualcuno che li difende, alla fine è uno stile di vita quello di fregarsene delle regole), i quali hanno prodotto una bella valanga di latte, che ahimé, si porta con sé lo stesso veleno che si è pappato l'animale (che brutte bestie queste aflatossine che madre natura ci ha mandato del tutto biologicamente!).  Questo latte poi a sua volta, sarà stato raccolto da altri distratti produttori, attenti però a far taroccare le analisi da parte dei laboratori che queste cose devono controllare, per lavorarlo e cederlo ad altrettanto disattenti produttori di formaggi. Disattenti sì, ma non del tutto stupidi, in quanto, stando almeno a quanto si legge sui giornali ed emerge dalle indagini, allungavano il latte infetto con latte normale per diluirne almeno un po' la tossicità, ma per non spendere troppo, usavano latte anch'esso non regolare per la presenza di troppi antibiotici (idea bellissima questa della doppia diluizione!). Poi qualcuno ci metteva anche un po' d'acqua, tanto per diluirlo meglio direte voi,  in fondo l'acqua è la cosa più sana tra quei liquidi e poi sono cose che si erano sempre fatte, quando non c'erano tutte quelle balle dei controlli e delle confezioni chiuse e sigillate, che tutti i bravi ecologisti bio aborriscono e che tanto inquinano la natura amica. Questa è una ipotesi di come dovrebbero essere andate le cose, mentre se leggete un giornale crederete di capire che i tizi arrestati, ce le mettevano apposta le aflatossine di notte nel latte, forse per dargli più gusto. 

Nessuno dei giornalai in questione (il giornalista dovrebbe quantomeno cercare di dare una notizia corretta scientificamente)  si preoccupa di segnalare da dove venivano le tossine di cui si parla e di come questo problema, sempre presente in natura, possa essere limitato. Per esempio con l'utilizzo di mais BT, un prodotto OGM che, contenendo parti della catena genetica del Bacillum Turingensis, utilizzato proprio nella lotta biologica ai parassiti del mais, riduce drasticamente il problema delle aflatossine. Un appassionato del biologico a tutti i costi, se fosse solo minimamente informato delle cose, dovrebbe essere il primo sponsor assoluto di questo mais, coltivato per la verità da decenni in tutto il mondo con ottimi risultati. Invece la preoccupazione di questa gente (la stampa e il web sono pieni di articoli deliranti come questo o come questo in cui si parla di task force per un Italia libera dagli OGM!!! in barba ad ogni legge), non è il veleno (naturalissimo) che possiamo trovarci nel piatto, ma come impedire illegalmente, (in quanto la sentenza della Corte Europea è chiarissima) la semina  del mais BT, che, ironia della sorte, proprio nello stesso Friuli, agricoltori coraggiosi come Fidenato vogliono fare, soprattutto per una ragione di principio. La cosa insensata poi è che l'OGM venga accomunato con l'odio verso le multinazionali. Invece la tecnologia per produrre OGM è molto poco costosa, molto meno comunque dei tradizionali sistemi di miglioramento genetico e quindi democraticamente alla portata di qualunque piccolo laboratorio per non parlare della ricerca pubblica. Da noi invece, quando l'ha fatto l'Università della Tuscia, è stato tutto estirpato con un tale violento godimento, un rogo purificatore, da ricordare orridi passati che si pensavano sepolti nella notte delle cacce alle streghe. I giornalai vanno dietro a questa gente perché il teobio è di moda e, cosa più grave di tutto, li stanno a sentire il politici, che in generale se ne strafregano dei problemi, ma sono interessati solo al numero di voti che possono produrre i vari provvedimenti in materia.


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