lunedì 6 ottobre 2008

Bio? Mio Dio!

E' da qualche giorno che non posto che melensaggini. Oggi la Maglie diceva su La 7 che è pieno di blog letti da 10 persone che scrivono scemenze credendo di svelare il verbo. Mica torto! Ma il fatto è che il blogger si lascia prendere la mano anche se non lo legge nessuno, per cui oggi sono tonico e quindi in vena polemica e spando il mio di verbo! Qualche settimana fa sono andato a documentarmi girando tra i banchetti di una fiera del "biologico"+ arte varia. C'era di tutto. Tra massaggiatori di ogni tipo, dallo Shiatsu al Reiki (di gran moda) e tra vasetti ripieni di erbaggi e creme varie, tra assaggi di biscotti di meliga biologica (ripieni di aflatossine) trovavano spazio anche molti antri con pseudosantoni, che con aria molto ispirata lanciavano messaggi esoterico-medical-salutistici. Tra un'ala di gente in ascolto con la bocca aperta, ho sentito e visto cose che voi umani non potete immaginare, tanto per usare una frase fatta. Tipi con camici bianchi e capello arruffato che "visitavano" (in generale giovani fanciulle) dicendo: "Cara signora, lei ha il sangue stanco, sic, deve fare applicazioni giornaliere di questa crema Slurpdup (da 50 euri) e mangiare molti rapanelli a striscie del Madagascar che troverà nel mio agriturismo biotecnodinamico, pena un grave peggioramento con tutte le porcherie che mangia!" o similia. Un altro, che ho inteso distintamente dire a un tizio che faceva troppe domande: " Vede qui è come nella religione , o si ha fede o non serve cercare spiegazioni". Roba da fare accapponare la pelle. Non capisco come faccia la maggior parte delle persone a non avvertire pericolo in tutte queste strade con un millesimo di verità ed il resto fantasia interessata, condita dall'effetto placebo. Guardate che il confine con le varie Vanne Marchi è labilissimo, sottile come la lama di un rasoio! Capisco che sia più facile dare la colpa di tutto agli antiparassitari, alla plastica, alla Kimica (con la K), agli OGM invece che constatare scientificamente e inoppugnabilmente che la stragrande maggioranza delle degenerazioni e delle morti (tumorali e cardiovascolari) sono provocate nell'ordine dalla quantità di cibo e dallo sbilanciamento delle diete (troppe proteine e grassi animali) e in piccola parte dall'ambiente 1° sostanze inalate e 2° nell'ordine sostanze ingerite. La gente preferisce seguire i pifferai interessati come sempre, fa sentire meglio l'animo però, questo lo devo ammettere e pertanto vado a mangiarmi una bella mela (che mi ha dato un amico che coltiva personalmente 5 piante).

12 commenti:

Merinos ha detto...

Quando una novità prende piede c'è sempre chi la cavalca e cerca di trarne profitto. Il caso da te descritto non ci azzecca nulla con il "bio", perché da sempre ci sono i banchetti dei prodotti artigianali (ok, magari adesso ci scrivono anche "bio"), come anche i venditori di fumo ed i truffatori. Quanto a questi ultimi, quasi sempre sono riconoscibili da chiunque con un minimo di cervello e pertanto il cretino che viene infinocchiato è perché è un cretino. Un capitolo di discussione a parte andrebbe aperto non tanto sulle innumerevoli Vanna Marchi che pubblicizzano liberamente le loro truffe senza alcun controllo quanto piuttosto sul bacino di deficienti che le ingrassano.
E non provare a tirar fuori la baggianata delle truffe nel Bio, le truffe sono ovunque, oppure l'eccezione delle aflatotossine che tante stragi hanno causato tra i mangiapolenta del nord fino alla benefica introduzione dei pesticidi.
La verità è che il Bio è un business per una volta a fin di bene, che unisce il guadagno dell'azienda con un mangiare un po' più sano e di maggiore qualità per noi ricchi che possiamo permettercelo, cosa che è sempre stata anche prima dell'avvento del "Marchio Bio".
L'altra verità è che non hai argomenti validi contro il "bio" né tantomeno validi a favore dell'"Ogm".
Personalmente non sono contrario all'"Ogm" in quanto tale, ma al fatto che è invasivo, non controllabile e non reversibile, ed inoltre vuole essere imposto dal di dietro, lato che fa sempre un po' paura, almeno ai più.

Enrico ha detto...

Meno male che qualcuno polemizza. Non se ne può più di questo laissez faire. Caro Merinos, ti aspettavo ovviamente e per fortuna non mi hai deluso, anche perchè in larga parte concordo con te (truffe che stanno dappertutto, bacino dei cretini, ricchi e ciò che si sono sempre potuti permettere e molto altro). Io volevo in particolare puntualizzare che il discorso bio, si sta sempre di più accoppiando e quasi identificando con il circo dei venditori di fumo. Che i pesticidi poi hanno cominciato ad essere usati da oltre duemila anni, con effetti collaterali molto simili agli attuali,e che il business bio fa guadagnare l'azienda ma non conferisce nessuna migliore qualità organolettica, spesso la peggiora (se poi sono convinto che meno antiparassitari rendano il cibo più buono o più gustoso e mi sembra tale, va benissimo, l'effetto placebo è accettabile ed è giusto pagarlo). Inoltre temo anch'io l'OGM imposto dal di dietro; in particolare il mais (data la dimensione delle pannocchie) mi sembra particolarmente temibile, meno i semi di soia (che comunque ormai sono il 100/% OGM). Sarei molto più favorevole al fatto che gli OGM fossero studiati meno dalle multinzionali e più dagli enti governativi, ma oltre ad essere vietati, nessuno caccia una lira per la ricerca e questo è il problema.

frengo ha detto...

Complimenti per il taglio dato all'articolo. Sono anch'io un assiduo lettore del blog del Dott. Bressanini, ma c'è qualcosa che mi inquieta, non tanto dietro l'OGM, che sono una "naturale" evoluzione delle tecniche e della scienza applicata, piuttosto mi chiedo cosa rappresenterrano se non l'ennesima imposizione dall'alto che non ha nessun legame con la storia del posto in cui verranno coltivati? E qui il ragionamento della pannocchia di mais rettoscopica non fa una piega. Del resto un mio amico libertario e anarchico mi diceva qualche tempo fa "meglio il mc Donald che il pane DOP che fanno adesso!" Io non so se alcuni ogm faranno la temuta "introgressione verticale" altro termine ambiguo nei wild relatives, o se l' ingresso in massa (ammettendo che vengano legalizzati anche qui)ditanti organismi giemme, evento biologico singolare nella nostra storia evolutiva porterà a conseguenze irreversibili. Sò solo che gli scienziati paladini di sta minchia mi stanno sulle palle e quindi che li legalizzino e non se ne parli più. Fumo, sono esposto a traffico veicolare e inquinamento indoor, mangio 2 volte a settimana fuori casa roba anche fritta con olii dei più scadenti ma sono vegetariano. Sono una contraddizione vivente e vedere la nascita di tanti paladini della libertà, progressisti che si sentono rivoluzionari a parlare di giemmeo mi fa venire l'ulcera. Quindi legalize it!
p.s. sono vegetariano, non per questioni salutistiche, non per moralismi, ma perchè mangiare la carne è inutile. Alla fine insieme alla popolazione mondiale crescono anche i bovini e gli obesi che ne abusano e quindi ci vuole più mais (ai bovini che il mais non se lo possono mangià).

frengo ha detto...
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enrico ha detto...

ma secondo me sti poveri scienziati non si sbattono più di tanto a imporre ogm e compagnia, si imporrebbero da soli, ma c'è un gruppo di gente che ormai è partita con una battaglia contro l'anticristo e adesso non si vuole più sputtanare a tirarsi indietro. Che non abbiano legami col territorio, poi secondo me non ci azzecca molto, seguendo questa filosofia, niente patate, pomodori, melanzane, pesche albicocce ecc ecc ecc all'infinito

frengo ha detto...
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frengo ha detto...

sono daccordo nel deprecare i modi in cui la battaglia viene svolta, meno nell' essenza della stessa. Il fatto che dopo il 1492 siano state introdotte nuove culture esotiche e che siano parte fondante della nostra tradizione culinarea, non giustifica la sua osservazione, diciamo riduzionista anche se è schiacchiante la logica che la muove. Però tenga in conto della velocità con cui questi cambiamenti verrebberò oggi e come sia proprio in funzione della velocità che questo tipo di "imposizioni" hanno i loro effetti deleteri. E' come per capirci paragonare l' impatto di un conflitto bellico del 1500 e quello di uno attuale. La metafora, non vuole paragonare gli ogm a mezzi di guerra (non è il mio intento), piuttosto a rendere l'idea delle differenze che il tempo può determinare in fenomeni simili nella sostanza.

frengo ha detto...

E poi non credo che siano gli scienziati a voler imporre nulla, loro fanno il loro lavoro ma non è compiro degli scienziati quello di prendere decisioni.

enrico ha detto...

Di certo gli scienziati non riescono ad imporre nulla ed è anche vero che i movimenti prodotti dalla globalizzazione siano estremamente più rapidi di un tempo, ma questa è la storia, non ci si può opporre o meglio si può ma si perde. Quanto ai cibi che non sono nella nostra cultura, io però sono ben contento di mangiare un mango anche in mezzo alla nebbia di Alessandria se mi viene voglia, perchè mi piace assai. Inoltre se il pomodoro San marzano sta sparendo perchè colpito da una virosi, fosse salvato utilizzando un San marzano OGM esente dalla stessa (che già esiste), sarei contento, così se si coltiva un mais OGM resistente alla piralide sono anche contento perchè usando un mais tradizionale devo usare più pesticidi e se non li uso nel mais rimarranno un sacco di belle aflatossine cancerogene. E poi alla fine se non si useranno OGM perchè la politica (non la ragione) lo vorrà impedire, me la farò andar bene lo stesso, tanto in tutte le altre parti del mondo li useranno ugualmente e questo paese proseguirà nella sua ormai inarrestabile decadenza.

frengo ha detto...
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frengo ha detto...

La sua risposta apre la strada a una conclusione che potremmo condividere. Gli ogm (termine troppo generico per dire qualcosa ma ci proviamo) entreranno presto a far parte della nostra quotidianeità (già ci riguardano più di quello che si immagina mediamente) quindi, piuttosto che affannarsi a proibirli si dovrebbe pensare a stimarne i danni e a capirne le criticità, (mi riferisco esclusivamente all' impatto sugli ecosistemi). Per farle un esempio pratico, in Argentina da quando hanno introdotto la soya RR, pare che l'erbicida per ettaro sia diminuito, tuttavia la coltivazione di nuova terre prima inaccessibili ha determinato un aumento globale delle tonnellate di disserbanti utilizzati. Credo che sarebbe più opportuno investire energie in questo senso (ricerca), piuttosto che nel proibirli. E credo fermamente che se in questi anni la sperimentazione fosse continuata ci troveremmo sicuramente a parlare di cose più pragmatiche e con più dati. La saluto e ringrazio per l'ospitalità.

enrico ha detto...

Concordo assolutamente con quanto dice. Più ricerca , specialmente fatta dal pubblico, per uscire dalla logica delle multinazionali.
La ringrazio per gli interventi e la invito a seguire ancora le mie esternazioni.

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