lunedì 24 marzo 2014

Cam Tho. Al mercato galleggiante.

Il Mekong a Cam Tho

Cam Tho si può considerare la capitale del delta. E' una città adagiata nel punto dove un ramo del Mekong si spezza in due nella sua pigra ansia di raggiungere il mare. Ti dà la sensazione di una vita tranquilla da trascorrere sulle rive del grande fiume. Dalla terrazza sul tetto dell'Hotel proprio sulla riva, ti puoi godere l'alba con la palla rosso arancio che sale adagio dietro le brume lontane, che a poco a poco rischiara l'aria. All'orizzonte tremolante compaiono i ponti lontani, le risaie i bracci di acqua che marezzano la pianura come una trina merlettata. I barconi di ogni dimensione che risalgono i canali carichi di derrate, sabbia, materiali da costruzione, hanno un andamento lento che ti condiziona il pensiero, ti dà una intonazione di calma tranquilla, che è poi l'aria che caratterizza tutto il delta. Anche questa era una delle città calde della guerra, presa e perduta continuamente dalle due parti, ma adesso, quella vicenda è tutta acqua che non macina più, storia passata, che il grande fiume ha fagocitato, digerito, resa inoffensiva ai sentimenti, come se il dolore si potesse attutire col tempo e con i decotti di foglie di loto. Puoi camminare nelle strade della città vecchia, guardare i banchi dei mercatini, quelli per i turisti e quelli della vita normale, carne, pesce, verdure, ma inevitabilmente arrivi al fiume, una calamita potente a cui non si riesce a sfuggire. Prendi una barca e ti lasci andare alla corrente. Sfiori le chiatte immense, passi il ponte al bordo della città, l'alba è passata da poco, c'è ancora il tempo per vedere molto sul fiume. Sulle rive scorrono le attività della periferia di Cam Tho, le lavorazioni, del cocco, quella dei tronchi immensi che arrivano proprio dal fiume. 

Qui un piccolo cantiere per le barche, attrezzo indispensabile, di là un grande mulino per lavorare il riso con le chiatte in attesa di caricare. Poi dopo un altra ansa, il fiume sembra quasi sbarrato da barconi, mezzi e pontoni di ogni genere. In un attimo ci arrivi dentro; è il più grande mercato galleggiante all'ingrosso della zona. Vieni preso in mezzo e quasi stritolato, tu nel tuo piccolo guscio, dalle grandi barche cariche di merci che sono alla fonda. Ognuna, sono grandi sampan dalle vele abbassate, ha un lungo pennone, una decina di metri, issato a prua. In cima, un mazzo di ananas, un grande jackfruit, manghi, papaye, pannocchie di mais, cavoli o altra frutta o verdura. E' il segnale di quanto offre la barca. Se vuoi comprare rambutan, cerchi da lontano la barca che issa un bel mazzo di pallini rossi e pelosi, ti accosti, se vuoi sali a bordo, se no ti fai gettare un campione, lo guardi, lo valuti, lo assaggi e poi cominci la trattativa per la quantità che ti serve a seconda se sei un consumatore o un rivenditore con un banchetto al mercato. E' tutto un fervore di trattative, le barchette vanno e vengono come api attorno attorno all'arnia, si discute, si definisce, si caricano caschi di banane e poi via verso un altro barcone a farsi lanciare gli ananas come palle da rugby, fino a riempire, fino a che l'acqua sfiori il bordo del natante che pare affondare nell'acqua calma. 

Poi tutto un contorno di barchette di servizio che offrono bevande, piatti pronti da consumare al volo, veri e propri negozietti di droghiere e di utensili di plastica di ogni tipo. Ecco lì un cappello a cono chinato su un fornelletto a cuocere il pho, la zuppetta di noodles, il piatto vietnamita più comune in ogni parte del paese. La donna alza la testa e te la offre con poche parole, con l'accento gutturale e modulato della lingua vietnamita, di certo magnificandone la bontà. Quante attività in contemporanea. Forse non c'è lo stesso colore dei mercati galleggianti thailandesi, dove però ormai trovi più barche di turisti che di acquirenti, ma è comunque davvero piacevole mescolarsi all'andirivieni convulso ed al traffico di questo enorme agglomerato di natanti. Fai fatica a distaccartene, anzi alla fine chiedi di fare ancora un ultimo giro, poi te ne fai una ragione, te ne devi staccare e torni verso il pontile centrale della città per fare ancora due passi nel mercato di terra, dove gli acquirenti dettaglianti arrivano anche loro per rivendere ai consumatori quanto comprato lontano in mezzo al fiume. Non puoi tornartene in albergo senza portarti dietro un sacchettino con un enorme pomelo dalla spessa buccia verde scuro e qualche mango delizioso verde oro, già morbido e pronto da sbucciare. E' a perfetta maturazione, giusta stagionalità e chilometri zero, cosa vuoi di più!    



SURVIVAL KIT  10

Cam Tho è la capitale del delta, ci si può arrivare in bus da Saigon o con i vari tour organizzati del delta di 2/3/4 o più giorni. Gradevole cittadina in cui aggirarsi tra mercati e vie circondate di vecchie case.

Hotel Kim Tho 1 Ngo Gia Tu, Can Tho - Uno dei migliori 3 stelle visti durante il mese (attorno ai 40 Euro la doppia). Moderno con camere spaziose e mobili di design. Pulito, WiFi free. Dalla sala ristorante e colazione vista magnifica sul fiume specialmente alla sera e all'alba.

Da vedere: 
Mercato all'ingrosso galleggiante di Cai Rang. Andare al mattino più presto possibile. In barca dal mercato di Cam Tho circa 6 km (calcolate 2 ore in tutto).
Tempio di Ong - Buddismo  mahayana - Sul lungo fiume- molto frequentato anche da giovani (e coppiette specialmente a San Valentino)
TempioMunirensay - Di buddhismo Theravada come quelli della Cambogia, con monaci.
Mercato della città - ricco di banchetti molto fotogenici sempre sul lungofiume, all'arrivo della barca dal mercato galleggiante.

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2 commenti:

tentare, nuoce ha detto...

Che merce rara, o Enrico, quest'aver sete d'altri e di curiosità

Enrico Bo ha detto...

@Tent - è'l crine canuto e la vecchiaia che mi fa ghiotto di saper qualunque ascritto.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!