lunedì 17 marzo 2014

Un passato di guerra?



La sala delle udienza al Palazzo della Riunificazione - Saigon

 
Saigon - Un set per la strada
Per quelli della mia generazione, la parola Vietnam evoca ricordi precisi, niente esotismo e paradisi tropicali, ma cortei contro la guerra, gli invasori americani, Apocalyps now, l'epopea di un un popolo che si batte contro un Golia armato di tutta la tecnologia moderna e che viene alla fine sconfitto e costretto ad una fuga vergognosa. Quindi un viaggio in Vietnam si porta con sé in primo luogo l'aspettativa di ritrovare atmosfere di quel tempo lontano, disperati racconti di guerra e rivisitazione di luoghi topici, di battaglie e di sofferenze. Volevo passeggiare in via Catinat e fermarmi ancora una volta alla terrazza dell'hotel Caravelle per guardare le ragazze in aodai bianchi che vedeva passare Terzani sulle biciclette nere o bermi una birra all'hotel Continental dove alloggiava Greene alla camera 214, mentre stendeva il suo Americano tranquillo. Forse mi illudevo di ritrovare facilmente queste atmosfere epiche, senza ricordarmi che ormai sono passati quaranta anni e la maggior parte delle persone che incontrerò in questo viaggio, allora non erano ancora nate e i racconti di guerra li hanno soltanto sentiti raccontare da qualche familiare, come tutti i giovani sicuramente con qualche moto di fastidio. Per loro è storia e i tunnel di Cu Ci sono soltanto un luogo dove far infilare turisti curiosi che vogliono provare per qualche minuto come poteva essere una vita da topi che durò per anni. Io no, non ci entro neanche dentro a quei cunicoli, la mia pancia mi avrebbe impedito una vita da Vietcong. Oggi Good Mornig Vietnam è soltanto una scritta sulle magliette per turisti nostalgici, figli dei fiori bolsi e ingrigiti che vorrebbero indietro un pezzo di gioventù perduta o forse neanche vissuta, ma solo sentita raccontare sul ritmo di una chitarra scordata, mentre cercavano di accalappiare qualche compagna di scuola durante le prime occupazioni.

Il Gloden Dragon Water Muppet Show - Saigon
Adesso ti rimane soltanto la possibilità di passeggiare all'interno dei grandi spazi del Palazzo della Riunificazione, fermarti sul tetto e immaginare quel carro armato che in una Saigon deserta, con gli abitanti rimasti chiusi dietro le finestre delle case mute in attesa, arrivava davanti al cancello per abbatterlo e quel soldato, simbolo di un intero popolo che salì le scale di corsa del palazzo semiabbandonato per arrivare alla terrazza, proprio dove sei tu in questo momento a dispiegare la grande bandiera rossa con la stella gialla, il simbolo della liberazione. Il resto, le foto impolverate, i bunker sotterranei, le stanza del potere arrogante, non possono più dare emozioni. Solo il ricordo di quel gesto può rimanere vivo nella memoria di chi, quel momento lo ha vissuto, in qualunque parte del mondo fosse. I ragazzi di Saigon diventata Ho Chi Minh e adesso ridiventata Saigon, lo leggono solo sui libri di storia, non ci può essere la stessa emozione, non sarebbe logico. Scivolano nei grandi viali sui motorini a cercare di non lasciarsi scappare il futuro. Così davanti alla cattedrale, una modella in lungo abito rosso è circondata dai fotografi che scattano con le loro Nikon professionali. La Posta centrale, il bell'edificio progettato da Eiffel è pieno di negozietti per turisti e le ragazze in aodai le trovi solo più a strapparti il biglietto al teatro delle marionette sull'acqua. Rimani un'oretta a goderti la loro musica tradizionale, a sorridere come un bambino davanti a questo spettacolo delizioso delle figurine di legno che escono dalle cortine e si muovono a tempo di musica, ballano, si rincorrono, sollevando spruzzi di acqua e quando alla fine il nutrito gruppo che le ha mosse, immerso nell'acqua fino alla vita, esce fuori a godersi un applauso meritato, vorresti che l'atmosfera di favola non fosse ancora finita. 

Bitexco Financial Tower - Saogon
La sera sta per scendere sulla città inquieta. Non ti rimane che passeggiare per le strade, comprare un mango maturo al mercato della frutta o un grande pomelo verde giallo, guardare i ragazzi che corrono nei giardini del parco, fino a che non arrivi davanti al simbolo della Saigon di oggi, quella per cui la guerra è solo un ricordo lontano, i nemici di ieri sono solo interessanti investitori da invitare a partecipare alle nuove opportunità, a contribuire a far crescere quel paese che hanno dovuto abbandonare in tutta fretta volendo conquistarlo con la forza e rioccupandolo adesso, invitati a farlo, con la loro potenza commerciale degli Starbucks, dei KFC, dei fast food di Hamburger. Troneggia sicura di sé, la vedi da ogni parte della città, obelisco orgoglioso del moderno, degli affari, della ricchezza da esibire come simbolo del successo personale. La Bitexco Financial Tower, oltre 260 metri di vetro che forano orgogliosi le nubi basse del cielo. Voleva esser un bocciolo di loto con le sue forme arrotondate e le sfumature verde chiaro, i suoi detrattori lo vedono invece come uno scaffale di design con un CD inserito al 60esimo piano, la pista per gli elicotteri. Certo anche nel bar del 62esimo, ci trovi un piccolo tempietto con le offerte di frutta davanti alla statuetta, ma ad un certo punto, il cameriere ci passa davanti e prende dal cesto un ananas per fare una spremuta, il Buddha non si offenderà, anche lui è pragmatico, la roba non si spreca, l'offerta era simbolica e quello che conta è il pensiero, d'altra parte in cucina gli ananas sono finiti. Ecco, qui respiri l'atmosfera cosmopolita di tutte le capitali del mondo e ti sorbisci un cocktail mentre, sotto di te, immensa, attorno alle anse dalle curve dolci come i fianchi di una concubina imperiale, si stende la Saigon di oggi, viva, nervosa, determinata, moderna che aspetta di capire cosa stia per succedere a quella che sarà la Saigon del futuro.

La posta centrale - Saigon

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SURVIVAL KIT 7

Per vedere tutta questa parte, diciamo storico/moderna della città potrete fare un itinerario a piedi di non più di tre o quattro chilometri nella zona di Dong Khoi vicino al fiume. Potrete partire dal parco 23/9 lungo la D.Pham Ngu Lao e il mercato Ben Thanh.

Percorrete anche la piccola via D. Le Khong Kieu, tutti negozi di robivecchi, con parecchi oggettini interessanti: Naturalmente senza farvi illusioni di trovare roba davvero antica.

Se no prendete dalla parte opposta la Dong Khoi (la vecchia via Catinat) dal palazzo della Riunificazione ((30.000 ingr. Dong, calcolate un'oretta) fino al palazzo della Posta, la Cattedrale, gli storici Hotel Continental e Caravell e il Brodard café (oggi Australian Gloria) per finire, dopo il mercatino della frutta alla Bitexco Tower. Non conviene prendere la salita per vedere il panorama, (200.000 Dong a testa) ma salire al bar del piano 62 dove con la stessa cifra vi potrete bere una birra o un cocktail che fa più fine. Splendida vista sulla cuttà.

Sempre nel distretto 1, se non andrete ad Hanoi, da non perdere il Golden Dragon Water Puppet Theatre, 3 spettacoli ogni pomeriggio di 45 minuti. Prezzi attorno ai 100/200.000 Dong a seconda dei posti, meglio stare un po' avanti, ma ci sono sempre tanti posti vuoti, così potrete scivolare avanti se il vostro budget vi concede solo posti in fondo. Comunque la platea è molto inclinata e si vede bene dappertutto.


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