giovedì 14 agosto 2014

Mangiare in Albania


In un bar di paese.


Un piatto di pesce
Dunque, essendo arrivati alla fine di questa avventura albanese, direi che due paroline su cosa si mangia da quelle parti, ci vogliono, oltretutto è in linea con i miei interessi ed è una chiosa che uso fare sempre. Intanto bisogna premettere che i prezzi da quelle parti, sono molto inferiori a quanto siamo abituati a sostenere da noi, quindi in generale ci si può allargare parecchio, specialmente per quanto riguarda il pesce, che, non essendo nella loro tradizione culinaria, è in generale venduto al prezzo della carne; non parliamo poi dei crostacei, consumo assolutamente nuovo e richiesto solo dai turisti, quindi sotto a chi tocca, per gli amanti di vongole, cozze, gamberi, fasolari, conocchie, cicale di mare e perfino dei proibitissimi datteri di mare di cui , ovviamente, sconsiglio il consumo, anche per disabituare il mercato. Quindi, diciamo che tutta la parte della cucina di mare, che in generale ci piace moltissimo, è presentata a nostro uso e consumo, con piatti completamente importati dal gusto italiano, da quelli di pasta, a cominciare dai classici spaghetti allo scoglio, alle grigliate di pesce ed ai vari fritti misti. Comune anche il crudo di mare e tutti i molluschi. La qualità del pesce è ottima, tutto freschissimo, anche se orate e spigole sono spesso di allevamento e il tutto viene presentato e cucinato onorevolmente, considerando che molti tra quelli che sono in cucina, hanno fatto esperienza in Italia.

Enkli beve ayran a casa di un pastore
Le colazioni seguono l'andamento internazionale, dato che tutte le strutture sono piuttosto nuove, con uova, caffè, fiocchi e il solito ambaradan, ma in generale vengono arricchite dalla tradizione locale, quindi anche molto yogurt fresco, miele, frutta. La cucina di terra è invece molto più tradizionale ed è un misto tra le vicine slava e greca, con altrettanti richiami a quella ottomana. Grande frequenza di carni alla griglia, in generale gustose e tenere, sia bovine che di montone accompagnate da grandi insalate, con onnipresenti pomodori, cetrioli e melanzane di cui il paese è ricchissimo. Olio d'oliva molto saporito e olive piccole ma gustose sono anche alla base della tavola. La carne è anche presentata in spiedini o in palline di tritato. Comunissimo ovviamente anche il pollo arrosto o alla griglia, torte salate di erbe amare e frittate. Due o tre tipi di formaggi, presentati spesso anche in insalata "alla greca". Molto più frequente lo yogurt, che si trova sempre in tavola, anche sotto forma di creme fermentate o tiepido con peperoni oppure come bevanda mescolata all'acqua fresca, molto dissetante in estate. La pasta è un piatto di importazione che in generale sconsiglierei, se non nelle località di mare dove i menù sono molto italianizzati. I dolci sono quasi sempre a base di miele e per il nostro gusto un po' troppo ricchi e piuttosto stucchevoli. 

Salep alla cannella
Due parole sul caffè. Anche qui l'espresso la fa da padrone in tutti i locali dedicati ai turisti e anche in tutte le varianti che l'italiano ha imposto nel mondo, ma io vi suggerisco caldamente di scegliere, in tutti i locali che lo propongono e in particolare in quelli lontani dal turismo, quello diciamo così "alla turca", davvero un modo delizioso di gustare questa bevanda, scaldato nel pentolino di rame e versato poi nella tazza a decantare. Saporito, amaro e forte, lo gusti a piccole sorsate, cercando di indovinare il punto critico in cui il liquido si fa più spesso e diventa un mangia e bevi che inevitabilmente punisce l'ingordo che non sa fermarsi in tempo. E' una bevanda filosofica che insegna ad affrontare tante situazioni della vita e comunque anche se ti ritroverai la bocca impastata di polvere di caffè, il bicchiere di acqua gelata con cui viene provvidenzialmente servito, ti pulirà la bocca senza affanno, lasciando solo il retrogusto di quell'aroma orientale che ti farà affrontare con serenità il resto della giornata. Le birre locali sono tutte piacevoli da bere, non forti e dissetanti. 

A pranzo dal signor Archilé
Il raki o altri intrugli fatti in casa, allieteranno i vostri dopo pasto, se sarete a casa di qualcuno o seduti sotto le frasche di qualche bar di campagna. Spesso le padrone di casa vi proporranno tisane o infusi di erbe di montagna, alla salvia selvatica o alla menta, molto profumate e vere e proprie mani sante per gli stomaci. In ogni caso, oltre ai ristoranti, che stanno diventando sempre più eleganti e moderni, non perdete l'occasione se vi trovate in luoghi meno turistici dell'interno, di fermarvi in locande lungo la strada o nei piccoli paesetti, difficilmente rimarrete delusi dei menù pur semplici che vi verranno proposti e se non vedete nulla nei paraggi, chiedete alle prime case che trovate. Capiterà spesso di rimediare un invito a pranzo che vi darà modo di apprezzare quanto può essere piacevole una ospitalità sincera; inoltre questa rimarrà una occasione irripetibile per conoscere dal di dentro il modo di vivere delle persone che incontrerete e che magari, curiose delle vostre motivazioni che vi hanno spinto fino a loro, avranno voglia di ricambiare raccontarvi delle storie, in genere affascinanti. Il viaggio deve essere anche questo. Per il momento non mi viene in mente altro, ma state tranquilli che, in ogni caso, non morirete di fame.


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5 commenti:

Nidia ha detto...

Questo tuo modo di godere a 360 gradi delle realtà con le quali entri in contatto durante i tuoi magnifici viaggi mi fa un po' di invidia. Un' invidia buona, s' intende.

Enrico Bo ha detto...

Cara Nidia, il fatto è che cerco di aggrapparmi a tutto quello che riesco a percepire, capirai siamo agli ultimi colpi e si cerca di non rinunciare a nulla!

Cristiana Moro ha detto...

Il pesce mi ha convinta!
Cristiana

Enrico Bo ha detto...

@Cri - e ti assicuro che c'è un rapporto qualità prezzo assolutamente eccezionale!

Ciccola ha detto...

Quando ho letto la parte sul caffè mi sono sentita presa in causa! A me succede sempre di buttare giù un sorso di poltiglia. .. è che non ho mai capito quando ci si deve fermare.

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