domenica 19 luglio 2015

Bhutan : Il paese della FIL


Lo stupa di Kharbandi


Phuntsholing
Montagna chiama montagna, adesso che son qui al fresco devo dire che mi sento più richiamato a riprendere il percorso che avevamo lasciato al confine bhutanese di Jaygaon. Con lo stomaco ancora sottosopra per la terrificante cena vegana della sera precedente fatta in hotel, seguita dalla colazione nella stessa cifra, il nostro Tashi si presenta come d'accordo alle sette in punto. Il confine per entrare nel paese del drago, è una grande porta coperta di disegni colorati, la baracchetta che c'è al di là è l'ufficio visti e sei già a Phuntsholing anche se la città è la stessa di prima. Presentati i necessari permessi che garantiscono che tu hai comprato un pacchetto turistico che impone un costo giornaliero fisso e rientri nella quota di ingressi giornalieri accettati, le pratiche sono svolte velocemente ed i passaporti timbrati senza problemi. Eh già, perché, attenzione qui entriamo nel paese della Felicità Interna Lorda, dove l'amatissimo Re figlio dell'ancor più amato Re precedente, quinto erede della dinastia, si prodiga a proseguire l'idea new age del padre, quella di un paese che non cerca beni e ricchezza, ma soprattutto serena felicità, senza affanni, ma puntando sui mantra del mondo moderno, biologico, non tecnologico, naturale, sano e così via senza disdegnare, anzi valorizzandoli, quelli del mondo passato. 

Un mulino di preghiera lungo la strada
Soprattutto il rispetto della tradizione viene considerata parte importante e fondamentale del dogma, così tutti coloro che hanno a che fare con l'amministrazione e naturalmente il turismo devono ad esempio, vestire il costume tradizionale, per dare un'immagine il più possibile oleografica e pittoresca del paese. Poi, siccome il denaro non è importante per la serenità dell'anima, l'intelligente sovrano ha deciso di proseguire in un sistema di turismo contingentato, che parte da un costo giornaliero minimo di 250$ a testa. Però il paese è davvero bello e allora, ecco fatto che c'è la fila per dargli i soldi. Così gira il mondo. Bisogna tuttavia ammettere che appena passato il confine si ha una sensazione di maggiore ordine e pulizia che nel sovrappopolato subcontinente indiano. Bisogna comunque considerare il fatto che la nazione è piccolissima, poco popolata e riceve dal potente vicino soldi a go go per rimanere fedele cuscinetto contro il fastidioso nemico del nord, sempre pronto a reclamare variazioni di confine. Tutto ciò, unito alla vendita di energia idroelettrica ed ai proventi di questo turismo ricco, fornisce una adeguata risposta agli scarsi, per ora, bisogni di una popolazione che si considera comunque privilegiata, rispetto al circondario. 

Il mosaico del business college
Vedremo fino a quando durerà, ma di questo parleremo magari a consuntivo. Intanto partiamo lungo la strada tortuosa che sale attraverso valli tortuose, scavate da torrenti impetuosi durante la stagione delle piogge, verso i contrafforti himalayani che stanno alle spalle. Lo stile del paese lo capisci subito nel giardino di fiori e piante tropicali del gompa di Kharbandi, che sorge di fianco a un palazzetto dove la famiglia reale o i vari membri della stessa, vengono a trascorrere parte dell'inverno quando a Thimpu, la capitale, fa troppo freddo. Il panorama magnifico della pianura bengalese che si apre lontana, le piantagioni di thé e la città divisa in due dal confine subito sotto, con le sue casette presepio, ti danno immediatamente il senso di distacco che è per così dire naturale tra l'antica regalità, sacralizzata dalla religione ed il resto del mondo,così lontano, così più basso anche fisicamente, con la sua polvere, la sua puzza e la sua miseria che per grande ed insopportabile che sia, non riesce a risalire fin quassù, come bloccata dalle siepi maestose di rododendri e di pini. Di qui puoi solo salire verso l'alto, ancora più in su, dove alla fine non rimarranno che le creste coperte di bianco e le cime irraggiungibili, vietate a tutti perché gli dei e gli spiriti che le abitano non devono essere disturbati. 

Studenti in costume tradizionale
Il rispetto, ecco il segno costante, il conto richiesto che ti viene presentato di continuo in questo paese, verso la divinità, la religione in senso lato, ma anche verso il potere costituito e di conseguenza le persone che lo rappresentano, il sovrano e tutti i componenti della famiglia reale, amati e venerati sinceramente come solo in oriente riesci a percepire. All'Università per la Pubblica Amministrazione, tutti gli studenti hanno il costume tradizionale, il gho, una amplissima casacca a quadretti a righe colorate, con ampie maniche dal risvolto bianco che arriva al ginocchio, chiusa da una cintura tessuta a mano e lunghe calze nere per gli uomini, una via di mezzo tra kimono giapponese e kilt scozzese e la kira, un panno avvolto attorno alla vita che forma una gonna fino ai piedi e casacca colorata per le donne. E' obbligatoria per gli studenti, ma lo smartphone è presente in ogni mano, dei giovani come dei monaci e nei bar vedi già ragazzini con creste e tagli ispirati all'occidente e il jeans a vita bassa è ormai la divisa delle ragazze. Certo la televisione ha cominciato a trasmettere in Bhutan soltanto nel 2000, ma Facebook non lo fermi e la felicità interna lorda potrebbe in breve tempo lasciare spazio a nuove richieste.

Il Bhutan


SURVIVAL KIT
Kharbandi Gompa
Visto Bhutan - Per ottenere il permesso di visitare il paese è obbligatorio acquistare un pacchetto di viaggio (nel periodo di punta, come stagione e come ricorrenze di festival e altro, il costo è attualmente di 250$ a testa, 200 in basa stagione, ma con maggiorazione di altri 40 $ se siete in due o da soli). Nella cifra è compreso tutto, hotel di categoria media (3 stelle), tutti pasti generalmente a buffet, di tipo vagamente occidentale con qualche piatto locale, auto, driver, guida, ingresso a tutti i monasteri, palazzi, musei e ogni altra spesa, incluse le offerte generiche nei templi. Il tutto, visto compreso, va richiesto prima della partenza. Quindi niente turismo fai da te, dovete pagare e farvi portare. Tenete conto che, come in Sikkim, all'interno dei monasteri è assolutamente vietato fotografare. Vietato a fumare dappertutto, in molti luoghi anche all'aperto.

Kharbandi Gompa - Monastero situato sulle alture immediatamente dopo il confine. Comprende un bel tempio con dipinti e statue dedicati alla vita di Buddha, uno stupa e un piccolo palazzo della famiglia reale, circondati  da giardini tropicali che costituiscono un belvedere sulla città sottostante e sulla pianura del West Bengala.


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4 commenti:

Ciccola ha detto...

Che bello il costume tradizionale, ricorda un po' il kimono da uomo.
Il pacchetto di viaggio quanti giorni comprende?

Anonimo ha detto...

Davvero interessante! Vorrei chiedere a qualcuno se sa qualcosa di SES Astra. Secondo questo articolo ci sono 350 canali gratuiti, di cui 40 in HD e serve soltanto una parabola da 60 cm... E se hai già una parabola, basta un apparecchietto dual feed: http://www.dday.it/redazione/16988/astra-orizzonte-aperto-su-centinaia-di-canali-tv-gratuiti-via-satellite

Enrico Bo ha detto...

@Cic - puoi fare quanti giorni vuoi, basta che paghi 250 $ al giorno a testa (se sei in due +40$ a testa), in bassa stagione 200 $, alla faccia della felicità. Noi abbiamo fatto 6 notti e il tutto è costato più delle altre 3 settimane di viaggio indiano. Qualcuno fa anche 10 notti, dipende se vuoi fare anche qualche giorno di trekking, se no, secondo me con una settimana vedi tutte le cose principali.

Enzo Chiara ha detto...

Un bellissimo racconto. Il Bhutan potrebbe essere la nostra prossima meta :-)

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!