venerdì 3 novembre 2017

Usa 2 : Uscire dalla città.

Travelodge -Natick


Superato il pacco teutonico, un po' per il rintontimento della notte saltata e un po' per le sei ore di fuso, bisogna in qualche modo affrontare il nuovo mondo che mi aspetta al di là delle sliding doors dell'aeroporto, moderno ed efficiente ma certo non come gli sfavillanti nuovissimi scali d'oriente avviati anche in questo campo a lasciarci un po' indietro. Del resto si sa, chi arriva per ultimo di certo ha la possibilità di fare le cose meglio di chi lo ha preceduto, leggendone l'esperienza, naturalmente se ne ha la volontà. Come temevo arriva subito violento l'impatto della lingua. Io, come ho già detto, pur avendo molte tuttologiche esperienze in diversi idiomi, secondo il mio sacro principio del sappile pure male ma un po' tutte, sono in difficoltà in qualunque idioma che non sia il dialetto alessandrino e il tentativo di comunicare col mio basic english, assolutamente sufficiente in qualunque paese dove non sia la lingua principale, su terra inglese e ancor di più su quella americana, diventa una tortura fisica e mentale. Aggiungi il fatto che in generale scopro che i luoghi pubblici di questa terra non sono ricchi di indicazioni facilmente comprensibili, aumentando il mio senso di panico, quando cerco di approcciare qualcuno per avere chiarezza su come procedere. 

In generale poi, questi americani guardano lo straniero, non con la sufficienza tipica degli inglesi che vogliono mettere a prova le tue conoscenze come per punirti di non aver studiato bene o comunque per non essere britannico a prescindere e non appartenendo alla razza eletta, ma hanno piuttosto un atteggiamento di genuino stupore che esista al mondo qualcuno che parli una lingua diversa dalla loro, anzi che esistano lingue diverse dalla loro, per cui non fanno alcuno sforzo per chiarire un po' meglio la loro, per me, terrificante e larghissima pronuncia, oltretutto ben diversificata da luogo a luogo per aumentare se possibile ancora di più la tua difficoltà. Per non parlar dei neri che utilizzano spesso espressioni ancora più criptiche o per lo meno questa è stata la mia sensazione, di certo carica di pregiudizio. Parlare poi al telefono con qualcuno diventa infine una montagna assolutamente per me, invalicabile. Comunque essendo sopravvissuto in qualche modo in luoghi diversi, credo che me la caverò anche questa volta. Insomma avrete compreso che tutto il soggiorno sarà segnato da incomprensioni varie, che tuttavia faranno parte dell'esperienza. Mentre elucubro queste considerazioni, arriva il comodo bus della Blue Line che porta al centro dove si affittano le auto, seconda tappa esperienziale sul suolo americano, come ovvio anche questo gigantesco come ogni  altra cosa, secondo lo schema del lo volemo esaggerato

Comunque nonostante le decine di affitta macchine esistenti, dappertutto c'è la coda in attesa, argomento questo su cui ritorneremo per altre considerazioni. Alla fine però devo ammettere che tutto si svolge con una certa facilità anche se spesso do consensi e affermo di avere capito anche se ho avuto la sensazione di conversare in un dialetto bantù. Alla fine, accanto a qualcuna più complicata, molte cose sono più easy del solito e un addetto svagato, in un garage grande come tre campi di calcio, mi fa segno di prendere la macchina che mi pare tra la fila parcheggiata e di togliermi dai piedi che lì ingombro. Si capisce bene, già dai primi contatti, che la pietra miliare di ogni contatto o transazione è: metti una firmetta qua e consegna una carta di credito funzionante e capiente, poi fai quello che ti pare che tanto poi ti castigo con calma. Intanto sta scendendo la sera e bisogna impratichirsi al volo dell'uso dell'indispensabile (se volete un vero viaggio on the road) navigatore, che stavolta mi sono ricordato di prenotare e smanettare un minimo sui comandi della macchina, luci e bottoni vari, che del cambio automatico ho ormai buona esperienza dalla Malaysia e che qundi ritrovo subito come un vecchio e tutto sommato comodo amico. 

Esci dal garage e subito vieni avvolto dalla melassa densa del traffico di Boston, esagerato ovviamente, come la serie di strade, tunnel e cavalcavia attraverso i quali il santo navigatore ti guida, pur con una certa difficoltà interpretativa, verso una meta che appare lontanissima in termini di ore, imbottigliato come sei nella rush hour, in cui tutti lasciano la città per rientrare negli sconfinati quartieri periferici, dei milioni di casette, più o meno lussuose, lucide e ricche o squinternate e cadenti, dove abita l'americano medio a seconda del suo reddito, che se non ce l'ha finisce a dormire per la strada. Il fiume di traffico ti porta lento, spesso quasi fermo, lasciandoti comunque il tempo di interpretare i vari "gira decisamente a destra, gira lievemente a sinistra tra un quarto di miglio" della gentile voce femminile che sono riuscito a far parlare in italiano, lingua che conosco relativamente meglio. Alla fine ci metto quasi un paio d'ore per arrivare, nel buio della notte, al motel che avevo prenotato e che mi pareva invece appena fuori città. Un sobborgo completamente anonimo come tutti gli altri degli Stati Uniti. 

Un paese dove puoi riconoscere bene le varie skyline di ogni importante centro cittadino, dalla sola sagoma, ma dove appena esci da downtown, potresti essere in qualunque irriconoscibile luogo d'America. Capisci solo se sei in una città grande, in una piccola oppure fuori città. Il motel ha la classica impostazione di tutti gli altri del paese. Uno o due piani con la porta delle camere sull'esterno davanti alla quale lasci la macchina, un megaletto king o due queen, comunque enormi per i nostri standard, TV, frigo, wifi gratuito non troppo potente, ferro da stiro,  phon e occorrente per scaldarsi thé o caffè. Le camere sono sempre piuttosto grandi, come tutto in America, ma forse l'ho già sottolineato. Le uniche differenze consistono nell'aspetto nuovo e efficiente di alcuni e quello scalcagnato con una sensazione di abbandono (tipo quello di Psyco o di quelli dei polizieschi di Chandler, tanto per capirci). Alcuni forniscono anche, compresa nel prezzo, una specie di colazione che può consistere solo nel caffè o thé e succo di frutta, cereali e latte o anche qualche merendina di supermercato confezionata. E potete farvi comodamente farvi consegnare da mangiare in camera.

Onnipresente il distributore di ghiaccio, che non è mai abbastanza e di bibite a pagamento. Nell'ufficetto un desperado, dalla faccia priva di espressione (che sia già un robot?) abbandonato lì e apparentemente avulso dal mondo e da qualunque altro interesse, il cui unico motivo di esistere è strisciarvi la carta di credito, darvi la chiave e farvi firmare una manleva se contravvenite a regole come il fumo o altro, con relative trattenute a posteriori. Difficile strappar loro qualche informazione di natura turistica, ancor meno chiacchierare per capire come la pensano su quanto li circonda. Se parli di elezioni o di Trumpo e chiedi se già piovono bombe in Corea, l'unica cosa che riesci a strappare è un laconico: la politica non mi interessa, forse non sa neppure dove si trovi la Corea. Voi direte ma se avevi detto che avevi tutte queste difficoltà con la lingua... Il fatto è che questi personaggi sono per la maggior parte stranieri peggio di me e parlano in generale un inglese elementare ancora più basico del mio e quindi del tutto comprensibile. Adesso intanto andiamo a nanna che sono distrutto, la realtà è che sono vecchio, non ce la faccio più a saltare le notti eppure mi ostino a farlo, chissà perché alla fine ce la andiamo sempre a cercare.


SURVIVAL KIT

Rent a car - Io ho proceduto con Rental car che è il portale più utilizzato di internet e che mi aveva già dato prova di funzionare molto bene. Anche questa volta, in fase di prenotazione sono stato assistito ottimamente con la soluzione di vari interrogativi che avevo e che non emergevano dal sito. Ho avuto la macchina da Dollar che aveva la tariffa più conveniente. Ho pagato anticipatamente alla prenotazione la macchina, il navigatore e l'assicurazione di base, attivando sul posto tutte le assicurazioni aggiuntive, per eliminare qualunque franchigia od esclusione, che in America non si sa mai. Il navigatore a mio parere è assolutamente indispensabile, ma ricordatevi di dire che avete bisogno anche delle mappe del Canada, se ci andate altrimenti vi ritrovate in difficoltà laggiù (naturalmente io non me ne ero ricordato). Importante è farsi dare, ma ve lo propongono al ritiro, il marchingegno che preleva sempre dalla vostra carta, i pedaggi sulle autostrade automaticamente al passaggio, tipo il nostro Telepass, molto comodo. Dove ci sono dei varchi, sono segnalato in viola. In totale, incluso, pedaggi autostradali, pieno carburante, chilometri illimitati, sovrapprezzo over 70 anni, navigatore ecc. ho pagato circa 850 Euro per 18 giorni, per una Elantra Hyunday, comoda e quasi nuova, bagagliaio capiente che conteneva tutti i bagagli senza fatica e che non ha mai dato problemi per 4000 miglia (oltre 6500 km). Patente italiana valida e se volete dovete pagare un sovrapprezzo per il secondo guidatore o se avete meno di 25 anni.

Assicurazione medica - Causa mie paturnie ho fatto l'assicurazione Globyrosso di Allianz che dovrebbe coprire soprattutto  tutte le grane di natura medica, che in America ti rovinano, e che per un mese ti costa 170 euro (copertura illimitata senza franchigie per Usa e Canada).

Travelodge - 1350 Worcester street - Natick . A una 15 di km dal centro di Boston, scelto in quanto il giro partiva da lì, rimandandola visita della città al ritorno e di prezzo ovviamente più congruo rispetto al centro cittadino. Catena standard di qualità media. Dichiarato 2 stelle. Facilmente raggiungibile e comodo se il mattino dopo dovete uscire dalla città. Pulito e tranquillo. Camere standard come ho descritto, con colazione. 75 Euro con Expedia. 

3 commenti:

Juhan van Juhan ha detto...

Pensa te --cioè no, sono OT-- sei finito subito dove è nato il mio primo 'puter, il Pr1me! E vicino al secondo e non distante dal terzo. Poi bisogna saltare sull'altra costa.

Pierangelo ha detto...

Piccola consolazione - in Italia il noleggio con navigatore e assicurazione casco, ti sarebbe costato molto di più.
Saluti

Enrico Bo ha detto...

@Juh - Certo il MIT è una delle maggioriindustrie dellacittà che conta quasi 300.000 studenti su cuicampano tutti.

@Pier - su questo non cìè dubbio,considerato che poi la benzina costa circa 0,50 euro al litro...

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