mercoledì 3 gennaio 2018

Usa 21 - Niagara



Gruppo di Amish
Manca poco alla fine del lago e la strada lo costeggia, mostrando isole lontane che punteggiano le sue acque. Anche i chilometri sono pochi e la cittadina di Niagara Falls ti arriva addosso in un attimo con la sua piccola periferia di quartieri squadrati che circondano la parte clou dell'abitato e che rappresenta l'interesse per cui tutti arrivano fin quaggiù, in questo brevissimo tratto di fiume che collega i due grandi laghi Erie ed Ontario, le famose cascate. Certamente tutti, le abbiamo viste e riviste in famosi film e in migliaia di spettacolari fotografie, ma vuoi mettere vederle di persona e in diretta? C'è il rischio della delusione del déjà vu, dato che i tuoi punti di vista non saranno mai perfetti e studiati come quelli inventati dai più famosi fotografi del mondo, ma intanto, arrivando qui, c'è anche un altro punto di interesse che può aumentarne l'attrattività. Il gigantesco baraccone turistico così tipico di queste realtà americane che le circonda. Infatti, già da molti decenni, oltre alla città sorta attorno alle cascate, tutta l'area che le circonda da vicino e che dovevano essere occupate da una sorta di parco urbano, è diventata un Barnum di attività varie a mezzo tra parco tematico e Las Vegas, con una infinita serie di attrazioni da luna park che vanno dalla ruota panoramica, al vulcano che erutta fiamme, ai dinosauri, ai vari baracconi di mostri ed altri spettacoli di arte varia, inframmezzati da una sequenza senza fine di locali, ristoranti, alberghetti, bar, sale giochi, inclusi museo delle cere e casinò e chi più ne ha più ne metta.

Turisti Sikh
Anche se arriviamo piuttosto tardi, non possiamo esimerci dall'andare subito al bordo del precipizio che con una lunga passeggiata permette di percorrere la riva canadese del fiume, quella sicuramente più spettacolare, per dare una prima occhiata ai due salti di acqua. La folla è consistente e bisogna farsi largo tra la gente che isolata e a gruppi, attraversa il grande giardino per portarsi vicino al fiume. Ne vedi di tutti i colori, dagli sbracatissimi ed abbondanti come sempre, nordamericani a tipi provenienti da tutto il mondo. Tanto per cambiare numerosissimi i cinesi, interessati soprattutto a scattarsi selfie con le spalle rivolte alla cascata che evidentemente già si godono nel display del telefonino. Europei isolati, si fermano ad ammirare lo spettacolo più dignitosamente. Famigliole di indiani con sari e turbanti evidentemente in visita ai figli emigrati nel luogo delle grandi opportunità, stanno seduti sulle rare panchine, stanchi del viaggio anche se palesemente orgogliosi dei successi del rappresentante da loro generato che ha fatto fortuna e che si rimirano con amore dimentichi del luogo. I Latinos con al seguito tracagnotte steatopigie sono apparentemente più caciaroni, come si addice, secondo stereotipo alle genti del sud. Intanto un gruppetto di Amish, ci sono comunità di questa setta confessionale anche da queste parti, arriva al trotto, gli uomini barbuti avanti, scegliendo gli spazi liberi in mezzo alla massa, mentre le ragazze seguono da vicino con aria imbronciata tenendosi saldamente, anche se in maniera non troppo convinta, le cuffiette coi lunghi lacci per non farsele strappare via dal vento che spira gelido attorno ai salti.

Turisti
Non sono neanche circondati da sguardi curiosi, come capiterebbe dalle nostre parti, qui, di certo non sono quelli conciati in maniera più strana. Il Nuovo mondo è abituato alle acconciature più varie e nessuno fa caso agli altri come facciamo noi provinciali campagnoli. Coppie formate da enormi neri con gli occhiali neri a specchio e da bionde giunoniche che esibiscono tatuaggi aggressivi si alternano a barbuti hypster accompagnati da efebiche rappresentanti del mondo degli elfi, coi lunghi capelli lisci. Poi, gruppi di ricciolone crespe e ingioiellate, canadesi in giacconi a quadri rossi, giapponesi intabarrati in speciali impermeabili colorati e coordinati al resto per ripararsi dall'umidità che, mano a mano che ci si avvicina, diventa nebbia, poi goccioline dense che ti colano sulla faccia esposta e infine una vera e propria pioggerellina che tutto inzuppa, anche le macchine fotografiche che inutilmente cerchi di riparare sotto la felpa già zuppa. In fondo però sei qui per goderti lo spettacolo e cominci a fermarti davanti alla prima parte quella che scende per un centinaio di metri rettilinei sul lato americano, lanciando la massa d'acqua sulla sottostante sfilata di massi destinati coi millenni a sbriciolarsi sotto la furia dell'acqua. Decisamente dal lato canadese lo spettacolo è migliore, ha la caduta perfettamente davanti a te che si esprime in tutto il tuo splendore, divisa in una parte più imponente a sinistra ed una caduta piccolina al lato destro, mentre chi ha scelto quel lato può approfittare di una serie di scale che scende sul fianco della cascata arrivandoci quasi dietro, permettendoti così di bagnarti completamente, facendoti ritrovare in una sorta di nebbia fitta formata da goccioline fittissime.

la grande cascata
In pratica fai il bagno vestito nell'acqua gelida, mentre il vapore acqueo provocato dal tonfo della massa d'acqua che cadendo dall'alto, si frantuma polverizzandosi e risalendo verso l'alto. Ma questa parte è decisamente quella meno importante, sebbene abbia la sua imponenza. Bisogna farsi ancora quasi un chilometro sulla balconata completamente bagnata per arrivare sul fianco, avendo una visione quasi frontale del gigantesco ferro di cavallo dove il fiume si precipita con violenza inaudita. Certo queste cascate hanno un'altezza tutto sommato modesto, meno di 60 metri, ma è l'imponenza della massa liquida che si precipita in gorghi continui e veloci a portarle senza discussioni tra i più famosi salti d'acqua del mondo. Parliamo di una quantità variabile tra i 100 e i 200.000 m3 al minuto a seconda del prelievo della centrale elettrica che è sorta di fianco e dei periodi di piena. Il punto estremo della balconata è molto favorevole per l'osservazione ravvicinata. Il vento e la corrente portano verso valle la nebbia formata dall'acqua polverizzata e la corrente che sta per precipitarsi dalla rupe è proprio davanti a te a pochi metri. E' una massa verde e turbinosa che scorre velocissima con onde che si gonfiano in avvallamenti corposi, diventando bianche e spumeggianti solo un attimo prima di incurvarsi verso il precipizio. Pare che la loro corsa, che appariva tanto rapida e vorticosa sul piano, diventi, un momento dopo, come sospesa nel vuoto prima di procedere ad una caduta che mano a mano che si allontana verso il basso appare come al rallentatore, come volesse rimanere il più possibile sospesa nell'aria, in una caduta infinita che che vuole durare ancora e ancora.

Il parco
Appare allora come il volo di un paracadutista che pretende di mantenere fino all'ultimo il piacere del suo volo pericoloso, fino a quando non senti lo schianto di tutto quell'enorme peso che piomba su altra acqua caduta appena prima che ancora spumeggia e gorgoglia in un inferno che tutto travolge e porta via. Una sensazione forte e ravvicinata che le rende ancora più imponenti di altre, che in teoria i numeri propongono come maggiori e più importanti. Un senso di enormità e di violenza che avverti meno ad esempio alle cascate Vittoria, che pure hanno portata e altezza doppia. Si possono avvicinare invece a certi salti islandesi, come la Godafoss, che anche in quel caso puoi ammirare da vicino, stordentoti col rumoreggiare di tuono dell'acqua che si frange sul fondo che ottunde ogni parola. Qui non devi cercare l'eleganza di certi salti a velo di sposa o dai bordi frastagliati che si insinuano tra isole e boschi; qui devi apprezzare soltanto la forza bruta, la violenza potente, la furia bestiale e non trattenibile, forse un simbolo, una icona icastica di questo paese, grande in tutti i sensi. Diciamo che il primo impatto, in questa serata fredda ed umida, è stato davvero forte. Si deve comunque rimanere ancora un po', almeno per vedere, non appena il buio cala completamente, le spume bianche che si accendono di altalenanti colori, grazie ad una serie di fari oculatamente puntati dal basso.

Le cascate piccole
Non resta che andare a mangiare un boccone destreggiandosi tra le varie offerte multiculturali e poi ritirarsi in uno dei più squallidi motel del giro, sempre per stare nel prezzo. Il primo contattato non era neppure in grado di utilizzare la carta di credito ed i dehors delle camere erano popolate di sedie di plastica sgangherate riempite di bikers già straripanti di birra e coppie voluminose comprese nel tentativo di sfondarle completamente. Mentre cerco di darmi alla fuga per evitare di essere invischiato in giri loschi, tampono a marcia indietro un pick up grande come un camion a cui, date le dimensioni, non riesco neppure a scalfire il parafango rugginoso, mentre io mi incrino il posteriore, speriamo che non se ne accorgano alla consegna. Il proprietario, sdraiato su un dondolo ed evidentemente già a metà cottura, mi fa segno di andare che non è il caso. Mi tranquillizzo, visto i bicipiti ricoperti di teschi e tribal e filo via all'inglese. Al secondo contatto, troviamo una sistemazione economica accettabile, presso due ragazzotte più larghe che lunghe, di probabili natali messicani, ma molto prodighe di consigli e dritte, comprendente una incongrua vasca da bagno triangolare posta proprio davanti al letto, che quasi devi scavalcare per andare a dormire, evidentemente progettata per usi estremi. Comunque la festa di una decina di famiglie di latinos che ha invaso il cortile, dura fino a tarda notte evitandoci la fatica di addormentarci sul più bello, perdendoci lo spettacolo di fuochi artificiali che doveva completare la serata.

Luoghi di ristoro

SURVIVAL KIT

Il salto del ferro di cavallo
Niagara falls - A un'ora e mezza da Toronto, fiera globale davanti alle cascate, comprensivo di tutto il turistame più kitch che possiate immaginare. Non si paga ingresso per vedere le cascate sul lato canadese che è il più spettacolare, ma dovrete comunque parcheggiare la macchina alla comoda tariffa flat di 15 C$ per tutto il giorno (o per due ore se ve ne andate prima). Molte le attività proposte, tra le quali il giro in battello che porta fin sotto il ferro di cavallo, durata circa 1 ora per 27,20 C$. Biglietteria vicino all'imbarcadero. Il momento più interessante è nella passeggiata che consente di osservare la prima cascata  proprio di fronte e quindi camminando lungo la balaustra (attenzione ai tratti scivolosi) arrivare proprio di fianco alla maestosa cascata a ferro di cavallo. E' opportuno vestirsi adeguatamente con un impermeabile anche leggero per non rimanere completamente bagnati alla fine della visita. Proteggete anche la macchina fotografica. Calcolate almeno un paio d'ore per godervele. Al mattino avrete il sole alle spalle per le foto, pomeriggio un po' meno favorevole, mentre verso sera la base delle cascate rimane in ombra. Sul lato americano invece, che si raggiunge dopo aver superato la frontiera si accede al bordo del fiume pagando comunque 10$ per il parcheggio, ma la visione dall'alto è molto meno affascinante. Se non siete bimbi capricciosi il resto potete evitarlo.

Le due cascate minori
Montana's BBQ - 5759, Victoria av. -  Bel locale di una catena di steak house tipo western, toilette con le corna di bue. Due magnifiche ribeye da 10 oz con patate, con una cottura perfetta che valorizzava la qualità della carne, due coke e due dolci per 52 C$. Personale gentile, specialmente il simpatico Mike. Solita attesa di una mezz'oretta. Comunque un buon rapporto qualità prezzo.

Niagara falls countryside inn - 5640 Stanley Av. - Molto cadente e male in arnese, Camere molto basiche anche piuttosto piccole. Muri scrostati. Niente frigo, free wifi. La nostra aveva la vasca da bagno in camera. Tuttavia economico 54,40 € senza colazione. Ospiti molto rumorosi, ma personale molto gentile. Un po fuori dalla zona cascate che bisogna raggiungere comunque in macchina.



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