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martedì 16 maggio 2017

Malaysia 24 - Bukit Bintang


Kuala Lumpur (Foto Sofi)


La nostra Proton Saga (Foto Sofi)
E così eccoci qua, dopo due settimane al ritorno nella capitale, avendo completato il circuito peninsulare con circa 2000 km percorsi e con in testa una prima sensazione complessiva di cosa sia questo paese. Come sempre devo dire che tutte le difficoltà che presumevo nel muovermi con un mio mezzo si sono rivelate infondate. La mano la prendi subito ed il mezzo, sebbene basico, anzi forse proprio per questo, non ha dato problemi. Anzi devo dire che quasi mi spiace dovere abbandonare questa macchinetta sulla quale ormai avevo fatto il comodo nido. Tuttavia questa fase è meno semplice del previsto. Intanto, a conferma dell'inefficienza del Wisma Pardise rent a car, il tizio non si trova e tocca andare su e giù dal 10 piano per trovare un'anima buona che gli telefoni per sapere cosa fare. Comincia dunque una difficile e sgradevole discussione sul fatto che io dichiaro che manca una tacca di benzina (tra i 5 e i 10 R) e lui pretende, contratto alla mano che la rabbocchi o paghi una penale di 50 R. Comincia quindi la complicata ricerca di un distributore in centro, cosa che mi porta via oltre mezz'ora, tra traffico, sensi unici, indicazioni sommarie e molte maledizioni che peggioreranno diccerto il mio karma futuro. Comunque, risolta la pratica, stavolta sparisce il portiere incaricato di ritirare le chiavi; nuovi contatti telefonici col tizio e, recuperato l'omino che sembra fosse andato al cesso, finalmente riesco a liberarmi dell'auto. 

Una via (Foto Sofi)
La parte positiva rimane nel fatto che non ho dovuto sottostare ad un formale controllo dello stato del mezzo alla riconsegna. Infatti, non avendo stupidamente ben controllato alla partenza, causa piovasco improvviso, cosa che vi consiglio di fare sempre con molta attenzione, non mi ero accorto di una scheggiatura del parabrezza che con un tizio così pronto ad applicare alla lettera il contratto, avrebbe dato di certo luogo ad altre discussioni, non essendo stato preventivamente segnato sui documenti di consegna. Quindi attenzione sempre. Comunque, visto che abbiamo deciso di tenerci una giornata di decompressione domani, nella parte verde della città, ci rimane il pomeriggio e la serata per passeggiare per il centro. Contrariamente a quanto mi hanno detto alcuni amici, questa città mi sembra assolutamente gradevole da guardare, muovendosi a piedi nella parte più vivace ed internazionale. Il quartiere di Bukit Bintang è il vero centro vivo della capitale, pieno di palazzi nuovi, centri commerciali sgargianti, turisti ed altra folla in movimento tra luci e colori che illuminano facciate e negozi. I larghi marciapiedi sono pieni di gente di ogni paese che si muove col naso per aria tra locali e ristoranti. Nella centralissima Jalan Bukit Bintang è pieno di ristoranti libanesi, una delle cucine più famose del mondo. Nei dehors è difficile trovare posto a sedere, tra una clientela internazionale dove vedi passare narghilé colorati per tutti coloro che ne vogliono provare l'ebbrezza. 

Al supermarket (Foto Sofi)
La sensazione è quella di una confusione ragionevole che non infastidisce, anzi rende piacevole, guardare negozi, sostare nei locali, buttare l'occhio intorno e godersi la città. Qui la gente rimane anche fino a tarda sera e mentre la temperatura si modera, rendendo più gradevole camminare è anche facile sfuggire ai probabili scrosci d'acqua inevitabili nel tardo pomeriggio, a cui nessuno fa caso, tanto ci si può rifugiare tranquillamente e con profitto in una dei tanti centri commerciali presenti in ogni isolato, fino al termine del rovescio, di solito sempre breve. Insomma sarà pure la brutta copia di Singapore, ma anche qui si può passare una serata tranquilla senza avvertire alcun senso di pericolo, anzi ci si muove piacevolmente anche a tarda sera. Sii soltanto cauto con i rapaci tassisti che sparano cifre salate da contrattare. Informandoti prima, devi già sapere la cifra indicativa per lo spostamento che ti serve e di norma, se il tassista vede che tu sei al corrente del giusto prezzo, crolla subito dalle prime pretese esagerate. Se non hai voglia di trattare o questo ti estenua insopportabilmente, usa l'app di Grab, il succedaneo locale di Uber o utilizza uno dei moltissimi taxi che portano scritto ben evidente sulla portiera: Vietato contrattare, questa auto usa il tassametro, così siete tranquilli. La notte, tra il rutilare delle luci sparate dalle insegne e dalle sagome dei bei grattacieli, sembra non scendere mai. Appena hai uno scampolo di cielo libero da costrizioni, le frecce d'argento delle Petronas o l'ago rosso della Menara Tower, riprendono il loro spazio, per ricordarti l'anima di questa città e marchiarne il simbolo ormai riconosciuto in tutto il mondo. Domani cercheremo di goderci i giardini ed il verde, proprio per avere anche l'evidenza dell'altra faccia di Kuala Lunpur.

Dal parco Teman Negara a Malacca attraverso Batu caves


SURVIVAL KIT
Le Apple Boutique Hotel -  Jalan Sultan Ismail - Bukit Bintang 42. Da non confondere con l'omonimo in KLCC, più bello ma a costo quasi doppio. Nuovo e modernissimo, molto tecnologico e pulito. Gioca molto su un design di pregio, bianco e nero, stile zen. Posizione ottima in pieno centro. Camere molto ben dotate. AC, TV, frigo e free wifi in camera. Bagno bello moderno e tutto ben funzionante. Personale gentilissimo. Prenotando con Agoda ci sono spesso sconti. Mentre al banco il prezzo ufficiale è 200 R trattabili fino a 160, di solito si trova in offerta tra i 120 e 140 R. che per il centro di KL mi sembra molto buono.  La posizione defilata rispetto al corso principale, rende le camere molto silenziose e tranquille. Non dà colazione, ma davanti ci sono diversi locali appositi, stile cinese per breakfest a 10/15 R. Unico neo, camere microscopiche nelle quali è un problema aprire la valigia ma, dato il prezzo, è accettabile. Molto consigliato.
Un grattacielo (Foto Sofi)

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Se avete mal di gola (Foto Sofi)
23 - Malacca

venerdì 21 aprile 2017

Malaysia 5 - Passeggiare nel centro della capitale



Le Petronas Towers di giorno



Una via di CCKL
Altra idea preconcetta che va in frantumi. Mi piace questa città, contrariamente all'opinione di molti che me l'avevano bocciata. Mi piace la sua imperfezione di mondo che vuol crescere per avvicinarsi a Singapore, ma che mantiene la sua anima orientale imperfetta e confusionaria, mi piace la commistione della popolazione che sembra vivere con una accettabile armonia, la mescolanza di razze e culture in ogni strada, dove coesistono templi, chiese, moschee. Mi piace la parte moderna, anzi modernissima con i tanti spazi verdi, i grandi polmoni dei parchi cittadini, i quartieri tradizionali che mantengono una sufficiente autonoma identità. I servizi pubblici sono all'altezza di una capitale internazionale ed il costo della vita per chi arriva da fuori è molto ragionevole. Insomma due o tre giorni la merita decisamente. Io l'ho vissuta in tre momenti diversi, a tappe insomma; all'inizio, cosa che mi ha bene illustrato la copertina del viaggio; a metà, sosta che che mi ha fatto fare un punto ragionato della situazione ed ancora alla fine, giusto il momento per il consuntivo di quanto visto globalmente. Mi è sembrata una soluzione efficace. 

Di notte dal Renaissance
Ho abitato anche in due aree diverse, il centro amministrativo, il CCKL, la zona delle torri, arioso, moderno e nell'insieme bello, con colpi d'occhio mozzafiato che ti fanno convinto di come l'architettura moderna abbia nel grattacielo, la cattedrale di questi anni, la sua espressione artistica più potente, un tipo di costruzione dove la tecnica costruttiva che piega la forma ai nuovi materiali riesce ad esprimere la voglia dell'uomo di mettere in ogni suo atto la fantasia dell'artista, che pretende di vestire il necessario con quel di più inutile ai fini pratici, la necessità di accoppiarvi il bello, punto che tuttavia distingue la mente pensante dall'animalità. Credo che qui stia la definizione dell'arte. Qui cammini costantemente col naso all'insù in cerca del miglior punto di vista per ammirare lo sviluppo verticale della città. che in ogni caso continua ad essere un cantiere in movimento; dalle Petronas, dove puoi passeggiare nel vuoto che si apre sotto la passerelle che le unisce indissolubilmente, alla torre della televisione, la KLT, ago rosso rivolto a pungere il cielo, in mezzo ad un parco verdeggiante, col suo ristorante girevole a quasi 400 metri d'altezza, con molte altre costruzioni appena partite ed altri spazi dove altri lavori sorgeranno. Il quartiere è suggestivo soprattutto di notte quando le luci disegnano le sagome delle costruzioni personalizzandole ancor di più, sempre con un tocco di pennello orientale. 

Ancora nel CCKL
Poi mi sono collocato a Bukit Bintang, il rutilante triangolo del commercio, con le sue strade affollate di negozi lussuosi come nelle più grandi capitali d'occidente, i ristoranti d'ogni tipo a sottolineare l'internazionalità ed i grandi mall e i centri commerciali, le nuove agorà, punto di aggregazione del nostro tempo, ridondanti di marmi e di lusso dove il contrasto tra temperatura esterna e quella prodotta dai soffi micidiali dell'aria condizionata deve essere di almeno 15 gradi per poterne garantire la modernità. Qui vedi scorrere il melting pot di questa città che riflette quello dell'intero paese. Cinesi indaffarati con l'occhio perso nel conteggio delle cifre e del denaro che si prevede possano generare le varie opportunità, indiani che occupano una fascia più bassa ma sempre inserita nel vortice commerciale, malesi indaffarati a non farsi sopravanzare dalla marea incombente e più intraprendente, occidentali in cerca di opportunità e turisti di ogni parte del mondo, mediorientali in visita che hanno tenuto di certo conto che questo paese si definisce ufficialmente "islamic friendly". Altro pregiudizio che mi sono portato con me, puntualmente sconfessato dalla realtà. 

Al centro commerciale
Avevo creduto questo paese religiosamente molto rigido e appiattito su una ortodossia decisa e asfissiante. La realtà mi è apparsa diversa. Gli islamici sunniti sono solo una parte, anche se maggioritaria della popolazione e non appaiono prevaricare le altre, i cui luoghi di culto sono presenti in modo proporzionale alla percentuale dei gruppi etnici, considerando anche la forte comunità cinese, che è ricoperta di quell'indefinibile ateismo sincretico, di adoratori della moneta, di volta in volta con sfumature tao, buddhiste o confuciane. Interessante anche, per lo meno per quanto si avverte superficialmente, la posizione femminile che sebbene imponga, a mio parere come moda tradizionale, l'uso di un hijab coloratissimo, fin dalla tenera età, dà la sensazione di una scioltezza notevole, sia negli atteggiamenti che nel resto dei vestiti, spesso a braccia scoperte o con pantaloni o fuseaux attillatissimi a ricoprire forme anche debordanti. I comportamenti sono apertamente disinibiti; le ragazze attaccano bottone per prime e si lasciano fotografare senza problemi, anzi mettendosi in posa, facendo le faccine di circostanza o mostrando la V con le dita, per non parlar dei selfies per i quali, ormai se non vai in giro dotato di apposito bastone telescopico ti senti inadeguato e fuori tempo.

Al Tarbush Restaurant
Anche nei ruoli lavorativi l'universo femminile appare sciolto e assai meno condizionato di quello delle loro colleghe di paesi arabi più ortodossi. Nei ristoranti si trova di tutto, salvo alcuni che espongono l'avviso "non si serve carne di maiale". Bisogna anche considerare la scarsa diffusione degli alcolici, limitata ai locali occidentali e della birra, molto cara per una tassazione evidentemente dissuasoria e punitiva. Comunque il quartiere è molto piacevole da girare anche fino a tarda sera, ricco e rutilante di colori sullo stile delle nuove città cinesi, ragionevolmente pulito e come ovvio molto trafficato. Naturalmente la sensazione di sicurezza, come accade quasi sempre in oriente, è totale e rassicurante. I pochi edifici coloniali rimasti rimangono affogati nella selva delle costruzioni moderne, sorte in una specie di caos ordinato e non fastidioso. Nella Jalan Bukit Bintang una delle strade più colorate e ricche di luci, una sfilata di ristoranti mediorientali si assiepano uno dietro l'altro, ai tavolini, occidentali e locali fumano onirici narghilè, dalle cucine profumi di spezia e uva passa. Altrove ristoranti italiani, pizzerie, francesi turchi, pub irlandesi e naturalmente per una buona metà, cinesi, ogni categoria internazionale di catene di fast food, oltre che naturalmente i malesi, completano una offerta completa e variata da esplorare. Si respira una buona sensazione. Sì, mi piace proprio questa città. Domani faremo un giro negli altri quartieri storici.

SURVIVAL KIT

Hotel Renaissance - All'angolo tra Jalan Sultan Ismail e Jalan Ampang- Colossale 5 stelle a 500 m. dalle Petronas con ottima vista da quasi tutte le camere. La hall è monumentale, enorme e tutta uno sfavillare di marmi  preziosi, la camere decisamente meno, datate e non all'altezza del fasto promesso da un 5 stelle. Il servizio è abbastanza carente (ma questa è un po' la caratteristica del paese). Dotazioni abbastanza misere. I pregi sono lo sfarzo dell'ingresso, ragionevolmente pulito, la grande piscina, la posizione magnifica, la vista sulle Petronas. Assolutamente non vale il prezzo ufficiale di listino, ma se lo trovate in offerta, come l'ho trovato io a 74 Euro, senza colazione, può valere la pena per una notte, il rapporto qualità prezzo diventa accettabile. Cominciare col lusso non va mai male, a scendere di livello c'è sempre tempo.

Ristorante Tarbush - Jalan Bukit Bintang 138- Libanese, con un certo tono. Prezzi medio alti per il paese ma porzioni molto abbondanti che consigliano di prendere un piatto in due, avrete così occasione di fare diversi assaggi di questa cucina, decisamente valida e adatta ai nostri palati. Io ho assaggiato delle Mussaka (melanzane, ma nolto diverse da quelle greche) davvero ottime e bazilla rice & cicken, gustosissimo e cotto alla perfezione e una pasta al gratin. Ho visto girare del bei Mezzé(gli antipasti misti libanesi) e dei magnifici gamberoni. Spesa in due per due piatti sui 70 R. Consigliato.
Nella hall delle Petronas
Petronas Towers - In CCKL, visibili da ogni punto della città. Benchè la sagoma vi sia ormai ben nota, rimangono un colpo d'occhio unico e indimenticabile specialmente di notte. Potrete rimanere ad ammirarle da sotto naso all'in su, entrare nella grande hall di 6 piani dove al centro ci sono sempre spettacoli, spensso incentrati sulla F!, le cui macchine fanno bella mostra di sé dappertutto, vedere i negozi lussuosi del mall, o girare nel grande parco verde posteriore. Salire alle torri costa abbastanza caro e ci sono diversi biglietti, meglio acquistabili on line, per avere la certezza che ci sia posto all'ora prevista. Da 37 Euro per il giro minimo, ai 58 per accedere al ponte sospeso tra le torri, fino a superare i 100 per un tour che comprende l'intera giornata con le torri, la TKL (torre della televisione), le Batu Caves e giro della città con guida. Se volete solo vederle dall'esterno, una soluzione interessante è quella di salire al bar, situato all'incirca al 40° piano della Menara Tower a prendere un aperitivo o un thé alle 19/20 e godere della splendida vista delle torri che stanno proprio davanti illuminate.

CCKL - Zona uffici con tutti i più bei grattacieli da vedere sia di giorno che di notte. Rggiungibile facilmente con taxi o con la metro. C'è anche un bus panoramico che fa il giro turistico come in tutte le città con fermate obbligate, anche qui e un bus per turisti gratuito che fa un giro circolare. Vedere la mappa gratuita che distribuiscono in tutti gli hotel. 

Bukit Bintang - In codice BBCCKL -Quartiere commerciale, il vero centro città vivo e vibrante dove sarebbe comodo avere l'hotel. Da godere passeggiando e guardandosi intorno per capire un po' la vita della capitale. Date un'occhiata al sito.

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