Visualizzazione post con etichetta preparativi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta preparativi. Mostra tutti i post

giovedì 23 febbraio 2023

Preoccupazioni

dal web


 Tutto è fatica, purtroppo, e non parlo del lavoro naturalmente, fatica a cui l'uomo è condannato per maledizione biblica per procurarsi da vivere, ma di tutto il resto. Anzi di norma, quando uno, a causa (e non dico grazie) dell'età, riesce a liberarsi di questo peso, sembra addirittura che questa categoria ontologica della faticosità aumenti proporzionalmente. Solamente per ottemperare agli obblighi, civili, familiari, etici, financo al divertirsi. E direi che questo è davvero il colmo. Tuttavia, non so se sia una questione di età o di forma mentis, questo senso di faticosità, lo avverto sempre di più, anche nella cosa che più mi interessa in questo momento, quella di riuscire ancora a vedere qualche brandello di mondo, prima di tirare definitivamente i remi in barca, come si diceva un tempo, vedendo lo striscione del traguardo finale che oramai campeggia sullo sfondo (tutta chiacchiera apotropaica naturalmente, ma capirete si incrociano sempre le dita). Forse non è del tutto vero, allora, che il fare un lavoro che ti piace, non è più neppure un lavoro; come si dice a Napoli, non è faticà. Proprio io che ho sempre amato, nel preparare un viaggio, procedere, man mano a programmare personalmente ogni cosa, dall'itinerario a tutti i necessari punti di appoggio, adesso comincio a sentirli come un peso, una fatica necessaria solo per rientrare in budget sempre più risicati ed attenti. Diciamo che, potendo, forse lascerei ad altri le incombenze della preparazione del viaggio, salvo poi, sono sicuro, me ne lamenterei furiosamente, non riuscendo a trovare tutto quello che meticolosamente avrei potuto progettare di persona. 

E' la natura sbagliata dell'uomo, l'incontentabilità, che comunque lo spinge a ricercare continuamente il meglio, la perfezione, senza mai trovarla, anzi spesso ricadendo nelle trappole del rimpianto. Comunque sia, questo lungo preambolo l'ho buttato giù di getto, per raccontare come gli ultimi giorni prima della partenza, anche se per una parentesi pur breve a cui di norma non sono neppure abituato (ma avete notato come ormai i viaggi proposti dalle varie organizzazioni non superino la settimana?), siano ansiogeni e preda costante dell'affanno generato dalla paura di dimenticare le cose essenziali o ai timori dell'imprevisto. In più ci si mettono anche i pari problemi collaterali, come i terremoti o le guerre viciniori in procinto di essere scatenate, tanto è vero che per la prima volta nella mia vita, pensate a che punto sono arrivato, ho provveduto anche a registrarmi sul sito della Farnesina. Robe da matti, se penso che da giovani, si partiva col solo biglietto in tasca e quando arrivavi sul posto ti cercavi il primo albergo che sembrasse accettabile e poi cominciavi a ragionare di itinerario, bisogna davvero dire che con l'età si peggiora, perché non credo affatto che siano i tempi a cambiare, anzi, mai come adesso, internet alla mano, è diventato così facile impostare un viaggio in tutti i suoi particolari. Non parliamo dell'assicurazione, ormai giudicata da tutti indispensabile e costoso orpello del viaggiator cortese. E se ti ammali, e se devi essere riportato a casa in barella, per non parlare del rientro della salma,

Figuratevi se quando camminavo nell'Himalaya, in vista del campo base dell'Annapurna, mi veniva in mente di curarmi dei vari coccoloni o gambe rotte che ci si potesse provocare durante il trek! Comunque sia, sono agitato. Continuo a computare i documenti e le prenotazioni per scovare qualche dimenticanza, cerco continue rassicurazioni da chi verrà con noi, continuo a scartabellare siti e diari di viaggio per scovare ulteriori tips. E va già bene che non devo preoccuparmi minimamente dei dettagli pratici, in sostanza della roba da mettere in valigia, a parte il fatto che ormai anche lì sorgono nuove condizionalità, dato che anche le compagnie un tempo più titolate, nel nostro caso Lufthansa, ti vendono il bagaglio in stiva a parte, utilizzando un prezzo civetta nudo e crudo che non contempla neppure i posti vicini. Comunque dai, che oramai ci siamo. Adesso vado a controllare l'attrezzatura fotografica, tanto per occupare il tempo e compensare i dubbi. Sarete d'accordo con me, credo, che nella nostra epoca, dati reali alla mano, tutto è diventato più sicuro, più facilmente programmabile, gli incidenti e gli inconvenienti sono costantemente in diminuzione e meglio prevedibili e quindi evitabili, eppure la paura insita dentro di noi ed i timori dell'imponderabile, crescono in continuazione. Insomma le signore sono terrorizzate dall'uscire di sera anche se i crimini sono al minimo storico assoluto, non siamo mai stati così sicuri, ma tant'è ci si vorrebbe barricare in casa, neppure quelle poi così tranquille. Dunque razionalmente concluderei che una bella e razionale meditazione, sull'ansia del viaggiatore moderno andrebbe fatta, per verificare se man mano che le cose vanno meglio e tutto diventa più facile, forse per contrappasso, siamo sempre più ansiosi e preoccupati. E con ciò speriamo che vada tutto bene.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

venerdì 30 settembre 2022

Il vento del sud



 Strano per questo blog e alla fine per me che sono sempre stato più o meno animato e vivificato dal vento dell'est, questo cambio di rotta, tuttavia non del tutto inusuale in quanto altre volte percorso. Tuttavia, complice tutta una serie di fatti, qui già più volte elencati, che vanno dalla insoddisfazione mentale ormai semipatologica che mi ha preso dopo tre anni di catena ai piedi per quanto riguarda il muoversi verso altre terre, alla depressione accumulata con gli avvenimenti politici, bellici, economici ed esistenziali, che mi spingerebbero ad andare dovunque purché lontano e non ultima, una vera e propria ecatombe di amici e conoscenti che in questo nefasto 2022, mi perseguitano un giorno sì e un giorno no, ultimo in termini di tempo, un compagno di scuola non più tardi di ieri, tutte cose che inducono a riflettere sulla caducità della vita e che del doman non v'è certezza, per cui riconfermo e proclamo che è vieppiù necessario partire, andare, muoversi anche per non far indugiare la mente in pensieri grigi. Inoltre nei miei appuntamenti che mi sforzo di rendere di qualche interesse, durante l'anno, sto raschiando il fondo del barile nella scelta degli argomenti per costruire i miei incontri in modo almeno decente, per cui in effetti, cari amici sto solamente lavorando per voi. Dunque come ho già detto, le mie attenzioni si sono rivolte questa volta al sud, la terra da cui spira un vento caldo, carico di profumi forti, cocchi e vaniglia, palme, banani, aroma di caffè e di cacao. Il vento del sud ha, per me almeno, una malia particolare, di terra madre e culla dell'umanità che ti attira come in un grembo primordiale gonfio certo di mali oscuri, guerre, epidemie, fame e miseria, ma rimane sempre un brodo di cultura nel quale immergersi a fondo e rappresenta una sorta di ritorno alla magica fontana della giovinezza, la ricerca di un Graal mille volte favoleggiato e mai trovato, insomma un ritorno alle origini che stimola già solamente all'idea di intraprenderne la direzione. 

Certo galleggia nel fondo e nel non detto quel misto di lievi timori, di pericoli e di paure che l'uomo del nord nutre a priori per le terre selvagge, quelle lontane dalla sua cultura e che le fa inserire in automatico tra i luoghi da cui guardarsi e proteggersi in qualche modo, ma questo se possibile ne aumenta ancor di più il fascino ed il desiderio di raggiungerli e scovarli. L'Africa è per antonomasia la nostra culla primordiale e un poco ne ho percorso i sentieri anche molti piuttosto nascosti, anche se alcuni dei punti che destavano molti dei miei interessi e più volte erano stati messi in agenda, non hanno potuto mai essere realizzati e chi sa se mai lo saranno, per tanti motivi, creati la maggior parte delle volte dalla follia degli uomini che fanno dello scannarsi a vicenda il più trasversale degli sport mondiali, o semplicemente per motivi economici che rendono alcune mete insostenibili per il mio portafoglio. Dunque l'attrazione per la direzione da cui arriva questo vento è sempre stata forte e, venendo al dunque, questa volta si è puntata su un piccolo paese africano, uno tra i più piccoli del mondo, infatti è al 169° posto con solo 1000 km2 di superficie. Si tratta nello specifico di Sao Tomé e Principe, uno stato insulare costituito da due piccole isole di fronte alle coste del Gabon nel golfo di Guinea. Poco conosciuto e ovviamente poverissimo, mi sarei stupito del contrario, anche se ha già ottenuto una volta una cancellazione del debito di 200 mln di $, ha una popolazione di poco superiore agli abitanti della mia città, costituita dai discendenti degli schiavi portati dal continente per coltivare la canna da zucchero alla fine del 1400. 

Infatti le isole erano completamente disabitate, troppo lontane dalla costa per essere raggiunte con le imbarcazioni locali dell'epoca, quindi dopo la scoperta del 21 dicembre 1471, giorno appunto si San Tommaso, da cui presero il nome, da parte di Pedro de Escobar, rimasero possesso portoghese fino al 1975, anno dell'indipendenza. Uno dei pochissimi casi in cui non si è trattato di invasione di terre altrui, ma di vera e propria colonizzazione anche se fatta a spese delle braccia e delle vite di uomini e donne deportati e resi schiavi, cosa del resto abbastanza comune in tutti i  tempi e non pensiamo che anche oggi, in alcuni casi, le condizioni siano poi concettualmente troppo diverse. Si tratta dunque di un piccolo arcipelago vulcanico di natura basaltica, con vette che arrivano ai 2024 metri del Pico Sao Tomé, prosecuzione della dorsale vulcanica del Camerun che si allunga nell'Atlantico fino all'isola di Annobon, di pertinenza della vicina Guinea Equatoriale. Un'altra curiosità è che l'arcipelago nella sua estremità meridionale è uno dei tredici stati del mondo tagliato dalla linea dell'equatore, cosa che provoca un clima molto uniforme per tutto l'anno con una temperatura costante attorno ai 26/27°C e con due stagioni, quella secca e quella umida che comincia appunto a metà ottobre. Quindi possiamo prevedere che mi prenderò pure un po' d'acqua, accidenti e questo non va benissimo dato che l'unica strada carrozzabile che circonda almeno in parte l'isola, si trasforma in questi casi in una pista fangosa e piena di buche. 

Vedremo, io per gli spostamenti in Sao Tomé ho affittato una Jimmy Suzuky 4x4 e dunque speriamo che me la cavo. Le isole, in particolare quella più piccola di Principe che si raggiunge con un aereino locale in una mezz'oretta di volo, dato che dista circa 180 km dall'isola principale, è popolata da soli 6000 abitanti ed è ancora meno toccata dal turismo, sono poco conosciute e quasi mai inserite nei circuite delle principali agenzie, né sui tragitti delle crociere, per cui me ne parlano come di zone molto interessanti e poco battute, anche se potete esser certi che ormai la gente arriva dappertutto e anche con una certa facilità, per cui non mi aspetto di certo l'Eden nascosto da scoprire nelle sue lande inesplorate e selvagge. Di certo si tratta di una meta non consueta che spero abbia spunti interessanti e che non mancherò di raccontarvi diffusamente in queste pagine al mio sperato ritorno. Ieri ho provveduto anche alla quarta vaccinazione per cui spero di non avere problemi prima della partenza, dato che l'assicurazione, fatta tardi, non copre l'annullamento viaggio, ma a questo punto, dopo che lo stesso era stato già annullato una volta a febbraio 2020, quando cominciò la peste, spero in miglior fortuna. Comunque mi rimane ancora qualche giorno per gli ultimi preparativi e per angosciarmi sentendo il telegiornale, poi spero per un po' di rimanere fuori dal radar e non essere inseguito anche là dai cigni neri che volteggiano sulle nostre teste. Oggi tanto per distrarmi prenoterò il parcheggio alla Malpensa, così da completare il cerchio e poi buon viaggio.


SURVIVAL KIT

Parcheggio Ceria Malpensa Express (Hotel Mariuccia) - Via Pozzi 43 - Robecchetto (MI) - A 15 minuti da Malpensa, navetta gratuita 24 h - all'aperto, molto comodo e poco costoso - € 35 + 1 € al giorno. Si prenota online, si paga sul posto. Già provato più volte senza mai problemi. Comodissimo se si deve partire presto dato che si può usufruire dell'Hotel 3* che lo gestisce. Molto consigliato specialmente per le lunghe soste.

Assicurazione Viaggio - Allianz Globy Rosso Plus - Copre tutte le solite garanzie delle assicurazioni viaggio, tra cui la più importante, quella del rientro aereo in caso di estrema necessità, oltre alle consuete bagagli, spese mediche, assistenza ecc. Punti di forza, si può fare anche oltre i 75 anni (cosa che la maggior parte delle altre escludono), copre anche le malattie pregresse oltre a tutte le grane inerenti al Covid e last but not least tutti ne parlano bene. Per due persone 206 €. Per avere anche la copertura sull'annullamento viaggio, bisogna farla mi sembra almeno 3 settimane prima della partenza. 


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

lunedì 19 settembre 2022

Estote parati

dal web


Nati pronti insomma. Lo abbiamo già detto tante volte. Il viaggiatore vive in un suo stato di tranquilla assenza di preoccupazione, in fondo il fine del viaggio è il viaggio stesso, l'insopprimibile, nell'uomo, desiderio di muoversi verso qualche luogo, anche solo virtuale, non importa quale sia lo scopo, la conoscenza, la curiosità o anche solamente lo sforzo mentale di lasciare qualche cosa per spostarsi, trovandosi così ad affrontare il cambiamento inteso come categoria dell'essere, accettato con la pace che ne deriva, uno stato che giustifica e appaga se stesso, indipendentemente da qualsiasi meta precisa, pensata o immaginata. Il povero turista invece, evoluto o scafato che sia, oppure ingenuamente alle prime armi, vive una situazione di agitata preoccupazione, una aporia aristotelica sul concetto stesso di moto; in ispecie nelle difficoltà alle quali si trova davanti nella preparazione del viaggio, sia che di tale difficoltà si ritenga raggiungibile la soluzione, sia che essa appaia intrinseca alla natura stessa della cosa e quindi ineliminabile. Insomma per settimane dopo che ha deciso la sua meta, questo è quello che più gli preme in fondo, si tortura per prevedere ogni problema, anzi li elenca con costante precisione e li spunta con cura non appena ritiene di aver raggiunto una soddisfacente misura nella loro soluzione. Fatto, fatto, fatto. Così studia per giorni quale sia l'itinerario migliore e quale il volo più opportuno, prezzo, comodità e sicurezza, non prima di aver interpellato quanti hanno già compiuto la stessa esperienza, recriminando non appena ha cliccato il numero della carta di credito, sul fatto che il prezzo sia, da poche ore, appena diminuito. 

Passa poi ad esaminare con cura, oggi con internet la cosa si è esasperata al limite della follia, le possibilità di pernottamento, con le molteplici opzioni; le opportunità e i modi degli spostamenti interni, naturalmente dopo che si erano già esaminati fino all'esasperazione gli itinerari; controlla la carta geografica con cura maniacale alla ricerca di strade secondarie che ne faciliteranno il percorso, sempre troppo lungo rispetto ai giorni programmati; poi le prescrizioni sanitarie e quelle burocratiche, assicurative, visti e compagnia bella che se li porti via, Marco Polo non aveva bisogni di passaporti et similia, al massimo bastava una lastra d'oro con la raccomandazione del Gran Kan e via per anni attraverso deserti e montagne, e per finire la composizione dei bagagli con la presunzione di avere al seguito quanto servirà. Insomma un vero lavoro a tutto campo che turba e crea nervosismo, in quanto si sa bene per esperienza pregressa, che mai si è stati previdenti fino in fondo, che sempre è saltato poi fuori qualche cosa imprevista, che non andava, che creava problemi, tutti risolvibili per carità, ma che lagna nei confronti del viaggiatore che parte e basta e non si cura di quello che gli capiterà per la strada, anzi questa sorpresa continua, sarà proprio l'essenza del viaggiare. Tutto chiaro no? E allora perché è quasi un mese che mi dibatto a cercare, compitare scartabellando guide e rubriche di viaggiatori, a smanettare sulla tastiera per ore alla ricerca di notizie precise e non solo per sentito dire? Perché sono fatto così, perché in definitiva nasco turista e non viaggiatore. 

Dunque eccomi qua che, dopo aver consultato lo sportello del viaggiatore della mia città, efficientissimo, per carità, sono ancora qui indeciso su che antimalarico ordinare. Eccomi nervoso perché il consolato del paese in oggetto, ha il telefono staccato e non risponde alle mie mail, nonostante siano stati proprio loro , cortesemente ad indicarmela. E poi i vari albergatori che tirano sul prezzo, anzi sono io che tiro, mentre loro non  mollano, con la scusa che tutto è aumentato, capirà. Insomma questo che ha tutto il sapore di uno sfogo malmostoso, altro non è che la semplice routine che mi attanaglia sempre prima di ogni partenza. Bisogna prenderla appunto con filosofia e soprattutto con calma, tanto queste cose nessuno te le risolve, se non  tu stesso applicandoti con buona voglia. E badate bene, siamo già parecchio avanti in quanto la scelta della meta era stata decisa quasi tre anni fa in tempi non sospetti, prima che la peste bubbonica non bloccasse tutto e ci costringesse a questo lazzaretto in cui siamo rimasti imprigionati in attesa di un liberi tutti che non arriva mai. Ma che bello sarebbe lasciarsi andare alla corrente del fiume che ti porti senza sforzo nella direzione voluta, ma che ci volete fare, non siamo capaci a percorrere questa autostrada, a noi piace avventurarci per sentieri più impervi, con panorami arditi, là dove volano solamente le aquile, anche se poi viste da vicino sono solo corvacci malevoli. Avrete capito dunque da questo post propedeutico, che è ormai scattato il preallarme. Va beh, allora lasciatemi lavorare, che devo ancora ordinare i medicinali del caso e il famoso Biokill con cui irrorare vestiti e futuri giacigli. 

       

sabato 15 settembre 2018

Preparativi


Bene adesso basta di stare coricati sulla spiaggia a fare venire sera. Troppo comodo prendersela comoda. Diciamo che domani basta. Ci si fa ancora una strada lunga lunga per venire fino a casa, due o tre giorni, tanto per fare la consueta puntatina annuale nella Douce France, in qualche posticino ancora sconosciuto, pensavo al parco del Vercors vicino alla Drome, tanto per non farmi dire che sono solo un fancazzista pensionato da spiaggia e poi bisogna mettersi sotto che il tempo stringe e tra pochi giorni si parte. Devo dire che non sto più nella pelle, di dirigermi verso questo posto, questa nuova meta, era già un po' di tempo che mi stuzzicava l'embolo e adesso che le valigie sono già praticamente quasi pronte, preparate ancora prima dello stacco sulla Cote, bisogna solo far che prendere la strada dell'aeroporto e saltare sul mezzo, che sta per rollare. Valigie leggere che tanto si va al caldo, poi anche il tempo è ridotto rispetto al solito, quindi solo l'indispensabile. Viaggio in totale comodità, tanto c'è chi mi aspetta laggiù e si occuperà di me, insomma, dovrebbe essere tutto sotto controllo e senza problemi. E' un mondo che mi ha sempre affascinato, proprio per il suo appeal solitario e vuoto, pur essendo di fronte all'altro vuoto quello della distesa d'acqua senza confini, così accattivante per me, che i confini li odio. Anche il mio idolo Marco è passato di lì tanto tempo fa e forse allora c'era più movimento di adesso da quelle parti, infatti allora era già uno dei corcevia del mondo, sulla via dellespezie e dell'incenso, dicci poco, ma credo che non vi abbia lasciato tracce come in altri posti. 

Non so tuttavia se sarà un viaggio del tutto riposantecome penso, anche se ho programmato delle soste premiate di tanto in tanto, alla fine poi, le grane me le vado sempre a cercare anche quando non ce ne sarebbe bisogno, ma stavolta dovrebbe essere tutto più tranquillo del solito, paesaggi senza fine, tramonti che colorano i cieli, grigliate sulla spiaggia, ruderi di castelli, piccoli paesi bianchi. Vedremo, sarà comunque un'altra esperienza, una nuva esperienza, assolutamente carica di aspettative, di cui come sempre vi darò conto qui. Sarà il mio paese 108, tanto per la statistica, un numero che dice poco, ma che per me è già molto visto che stiamo dando le ultime botte (scaramanticamente eh, perché spero di darne ancora qualcuna di bottarella), nel frattempo devo dirvi la verità, siccome qui è già tutto pronto e in verità, c'è molto poco da preparare visto che oltretutto alle cose pratiche ci pensa qualcun altro in famiglia, vi confesso che sto già preparando il 109, che doveva veramente essere a fine ottobre e invece, è stato cancellato, rimandato a chissà quando, forse maggio venturo, ma sostituito con altro molto più pruriginoso a gennaio, credo e del quale si sta già delineando l'itinerario, questa volta un poco più complesso e per il quale, confermo, ho già preso i primi contatti. Si icomincia a costruire qualcosa insomma e, condizioni generali permettendo dovrebbe essere un'altra cosetta molto interessante. Ma per scaramanzia, non voglio ancora parlarne troppo. Ci sentiamo insomma.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!