lunedì 22 settembre 2014

Taste of Albania 16

Una casa ad Gijrokastro - Albania agosto 2014

La sala bella
Bianca l’ospite aspetta.
Profuma il bricco

domenica 21 settembre 2014

Taste of Albania 15

Fiori di montagna - Albania agosto 2014

Viola d’orgoglio
Ricco, bello, importante
Morto domani

sabato 20 settembre 2014

Greetings from Maputo 2


Il mare è quasi grigio piombo. L'onda lunga che entra nella baia solleva una serie di ochette bianche che si abbattono poi sulla pietraia della riva, davanti alla nuova strada che corre tra il mare e le nuove costruzioni che vanno adagio adagio formando un fronte compatto davanti alla battigia. Case non finite che paion già vecchie prima di essere finite. Vento umido e polvere gialla nell'aria, che si solleva assieme ai residui dei sacchetti di plastica, così sottili e leggeri da formare quasi  una sorta di nevicata  rada. Nera o blu o gialla. Gente che bighellona in strada. Qualche donna male in arnese che seleziona immondizia da un grande cassone. Volenterosi sul marciapiede con quattro cose da vendere, qualche jeans, mutande, carica batteria, abbastanza tranquilli, tanto il poliziotto che raccoglie il pizzo è appena passato e ha ormai girato l'angolo in caccia di qualche occidentale a cui tentare di scucire un paio di centinaio di meticais con qualche scusa e con la minaccia di portarlo al commissariato. Scheletri ancora vuoti di enormi palazzi cominciano a popolare il centro, fantasmi avanzati di qualche nuova corsa all'oro, che sia carbone o gas o concessioni agricole, non ha importanza, la richiesta aumenterà e gli affitti andranno alle stelle, investire, investire, prima che sia troppo tardi. Tra i mercati, dietro alle vecchie facciate cadenti del colonialismo portoghese, dalle cucine dei ristoranti, ti avvolgono nuvole di aglio, sentire forte di bacalao, ribollire di sopa de fejois e caldo verde, un'acqua del passato che non macina più. Intanto in mezzo al corso sfrecciano le camionette ed i pick up carichi di bandiere che sventolano e di ragazzi che per 50 meticais al giorno vanno in giro cantando slogan del tipo meno male che silvio c'è.  È la democrazia ragazzo, d'altronde,  meglio così che fino ad un mese fa quando ancora al centro del paese si sparava. Tanto perché si sappia l'Italia si è fatta garante della pace e per ora le cose sembrano funzionare. Il tassista ride di gusto se gli parli dei politici in generale. Ridi ridi, tanto io domani me ne torno a casa, sei tu che rimani qua.

Taste of Albania 14

Montagne albanesi - agosto 2014

Acqua a ruscelli
La primavera arriva
E lascia il segno.

venerdì 19 settembre 2014

Taste of Albania 13

Caserme fasciste a Permet - Albania agosto 2014

Parole antiche
Non sbiadite su un muro
Dolore e sangue

giovedì 18 settembre 2014

Taste of Albania 12

Le gole di Osum - Albania - agosto 2014

Azzurra e grigia
Gola fresca di acqua.
Frinisce un grillo

mercoledì 17 settembre 2014

Greetings from Mitava

Sì questa è proprio un'Africa dura, difficile, impietosa che ti mette davanti realtà crude e poco oleografiche. Questa parte del Mozambico, poi, il nord e la provincia del Niassa, sono davvero in fondo alla scala. Qui, le varie problematiche africane, sono tutte amplificate, rese più evidenti dalla loro presenza costante e apparentemente priva di possibilità di soluzione. Carenza alimentare, situazione igienico-sanitaria, difficilissimo accesso all'acqua, rendono il vivere un bene da guadagnarsi a fatica giorno per giorno. Nei villaggi attorno a Lichinga, anche la vita è come rallentata, tutto si muove come in una moviola di un film terzomondista. Difficile anche stilare una priorità nei bisogni. Il vecchio capo villaggio, malato ed ansimante che ti riceve, cercando parole inutili di ringraziamento, discute di pozzi e di tetto della scuola, ma quando te ne vai, tenendoti la mano fa presente che servirebbe qualche soldo per comprare un po' di zucchero. È un peregrinare tra pozzi troppo superficiali e ormai secchi e le aule dove gruppetti sparuti di bambini ascoltano la lezione con occhi opachi. La maggior parte, il resto della classe, è malata o al lavoro nei campi. Attorno al pozzo esangue che dà sempre meno acqua si affollano ragazze, bambine, donne, con secchi immensi da riempire e poi, issati in testa, finalmente portati fino alla propria capanna. Poi arriva una macchina strombazzante, sollevando un nuvolone di polvere rossa che ricopre i piccoli pesci messi a seccare su un banchetto. Sul cassone del pickup, una ventina di ragazzi che cantano, gridano slogan, sventolano bandiere. È la campagna elettorale bellezza, votate per lui e via con la distribuzione dei volantini e dei fax simile della scheda con la croce dove votare. Appena avremo vinto avrete tutto, un pozzo nuovo, la scuola, il dispensario, la strada asfaltata e soprattutto giustizia e libertà! Votate, votate e l'auto va via sgommando sollevando un altro nuvolone di cipria rossa. Le donne si guardano il pezzo di carta con la foto del candidato, è di bella carta lucida, può sicuramente servire per tappare quel buco nel cannicciato del tetto, resiste forse anche alla pioggia, perlomeno così è stato con quello delle scorse elezioni.

Taste of Albania 11

Nella fortezza di Berati - Albania -  agosto 2014

Arco di pietra
Un colpo di cannone
Solido aspetti

martedì 16 settembre 2014

Taste of Albania 10

Le mura di Elbasan - Albania - agosto 2014


La bici aspetta
La cicala aspra grida
sotto le mura

Greetings from lake Niassa

Chilometri di altopiano ruvido e scontroso che si presenta con la sua livrea della piena stagione secca, con le erbe ormai alte, ma irrimediabilmente giallo chiare, rimpianto perduto di savane lontane. In mezzo ai culmi rinsecchiti delle graminacee, gruppi più o meno fitti di pianticelle dall'apparenza stentata, come se grande fosse la fatica di resistere in questa terra rossa e difficile. Di tanto in tanto negli spiazzi più o meno grandi al lato della strada , capanne di mattone crudo o cotto alla meglio al centro del villaggio. Paglia lunga per tetto e piccole porte in legno chiuse. Nascoste, altre ancor più piccole costruzioni tonde di cannicciato chiaro, sollevate da terra da esili palafitte, magazzini per ricoverare le pannocchie di uno stentato mais bianco che qui chiamano milho. Più avanti la presenza umana diminuisce fino a scomparire del tutto e appare una terra di sola vegetazione senza presenza umana o animale, una sorta di deserto di vita superiore, oppure una terra colpita da qualche feroce pestilenza che l'abbia resa inabitabile e abbandonata. Ancora una serie di colline coniche e regolari attorno a cui la strada si aggroviglia in alti e bassi continui, poi superata l'ultima, la sorpresa che non ti aspetti, la visione ultima che ti ha condotto fino a qui, un non luogo sconosciuto ma solo apparentemente ostile. Di fronte a te, lontano eppure a due passi, un mare infinito e senza confini, una linea azzurra che taglia in due l'orizzonte e si perde ai due lati senza che tu riesca ad imaginarne i confini. Sta lì il lago Niassa, enorme e sconfinato, una massa d'acqua senza uguali, in questo paese dove l'acqua è bene prezioso e ricercato, eppure deserto d'uomini e di beste. Una terra primordiale da conquistare ed invadere. Fa impressione uno specchio di acqua dolce di queste dimensioni, di cui non si riesce neppure ad immaginare la riva opposta, pur sapendo che essa esiste, senza barche, navi o altro. Come arrivare in una terra parallela e disabitata che aspetta nuovi abitanti. In verità scendendo verso la riva, compare qualche casa attorno ad un imbarcadero di cassoni di metallo, un barcone che carica fusti di petrolio, mentre sulla spiaggia di terra nera, un gruppo di donne lavano vestiti, stoviglie e infine se stesse con i movimenti e lq grazia di tutte le culture d'Africa. A fianco, la spiaggia infinita decorata di radi baobab si stende senza fine fino a che l'occhio si perde tra le nubi di fondo. Un paesaggio da inizio dei tempi o da fine, che in fondo poi è la stessa cosa.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!