martedì 27 luglio 2010

Una esperienza mistica.

Come si evince da questo kakemono zen del grande maestro Hakuin, la ricerca interiore non è una cosa da prendere così sotto gamba. Serve impegno e concentrazione. Occorre seguire una precisa via per essere condotti alla liberazione finale, il Nirvana. Mi sapete appassionato di filosofie orientali, dunque non vi stupirà questo mio bisogno interiore che mi ha condotto, ieri ad una dura giornata di meditazione e digiuno per preparare allo stesso tempo la mente ed il corpo a questa necessità, liberandolo per quanto è possibile dalla sua parte più oscura e peggiore.

Duole dirlo, ma per noi neofiti, non abituati a queste cose, nella situazione conventuale in cui mi ero ritirato ieri, un sia pur piccolo aiuto, è venuto dalla chimica e un po' me ne vergogno, anche se per per questi motivi spirituali ed esoterici se ne possa ammettere l'uso, rara avis. D'altra parte l'uso di droghe nelle pratiche spirituali, è noto fin dall'antichità. L'importante è poi non abusare, come in tutte le cose. Ma questo, come ho detto è un percorso che non si può percorrere in solitudine. Solo l'aiuto di un guru che sappia vedere quello che tu non puoi e che ti aiuti con la sua saggezza ad eliminarlo, può farti arrivare al termine di questa esperienza mistica. Così oggi ho avuto l'incontro col maestro. Lo conoscevo da tempo e sapevo anche della sue infinite esperienze che quasi come gemme (nomen omen) adornano il suo essere come un' aureola.

Nella ovattata tranquillità del tempio dove accoglie i suoi discepoli, è facile liberarsi delle proprie vesti terrene per lasciarsi andare ai suoi comandi, supino in attesa di accogliere in te la ricerca della verità, dopo aver preso la corretta posizione di meditazione, come il seizà nello zen. Le due gentili e crisochire sacerdotesse, officiano il rito con cura, manipolando gli oggetti sacri senza sottilinearne l'aspetto inquietante, poi, senza quasi che tu ti accorga di nulla, la voce suadente del maestro riesce a trovare l'entrata segreta della tua anima ritrosa, dove recitando mantra salvifici, penetra impietosamente, scoprendo i tuoi segreti più intimi, li esamina con metodo, riesce senza che tu ti accorga e senza urtare la tua sensibilità ad individuare il tuo lato oscuro, lo isola, lo allaccia, lo estirpa.

Quando finalmente senti la tua mente libera dalla sua presenza ed allo stesso tempo l'inquietudine scivola via allo stesso modo in cui si era insinuata dentro di te, comprendi di aver compiuto per intero il cammino della purificazione interiore e puoi lasciare il chak mol, dove avresti potuto essere immolato, lasciando al posto della tua corporeità truce, fragili correnti d'aria, quasi uno smaterializzarsi del sé, che ha seguìto gli stadi fisici della materia, dal solido al liquido, infine al gas etereo. Chi può dire se gli spazi interstellari ne sono pieni? Non lo sapremo mai. Grazie oh maestro, che hai saputo guardare dentro di me con occhio benevolo e grazie a voi, Claudia e Lorella, dolci ancelle dal tocco delicato e gentile che mi avete accompagnato in questa esperienza quasi extrasensoriale.




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6 commenti:

diego ha detto...

colonscopia o semplice ispezione rettale...?
forse cistoscopia...?

enrico ha detto...

colon come da etichetta sottostante

cristiana ha detto...

Il primo commento è fallito .
Dicevo che,per essere un neofita del blog,ne hai scritti di post!Fortuna vuole che siano tutti interessanti.
grazie della visita,spero che non sia la prima e l'ultima.
Mi sono iscritta anch'io tra i tuoi seguaci.
Cristiana

enrico ha detto...

Grazie Cri, ormai sta diventando un lavoro a tempo pieno, ehehehhe

Anonimo ha detto...

...e così Carletto te l'ha tirato nello sgnau!...
Dottordivago

enrico ha detto...

Caro Doc e pensa che non è stata nenache la prima volta e che durante mi ha anche raccontato una barzelletta formidabile.

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