lunedì 20 agosto 2012

Usseaux. Un paese su cui meditare.


Altro post di servizio per chi risale la Val Chisone alla ricerca delle tracce di Re Cozio, che fermò i Romani (trattando si intende), lasciando via libera invece (così si dice) a quel vu' cumprà extracomunitario di Annibale, che allora facevano il giro di qua, che pare fosse più facile che venire in barcone dalla Tunisia. Se avete già visto il forte di Fenestrelle e volete salire fino a Sestrière, che peraltro d'estate non è 'sto gran ché, dovreste fare una piccola deviazione sulla destra, qualche chilometro dopo Fenestrelle, per risalire il fianco della montagna fino al piccolo borgo di Usseaux (date un'occhiata al sito). Una breve visita che oltre al piacere di trascorrere qualche ora in un luogo incantevole, può lasciare spazio anche a qualche piccolo ragionamento. Il paesino, Auxellum per i latini, sorge in una posizione magica a mezza costa, come su una balconata naturale che guarda la valle nelle due direzioni, complice l'ansa che il Chisone compie nel suo cammino verso il piano e gode di un soleggiamento perfetto durante tutto il giorno, anche quando le altre parti del monte e la serie dei piccoli abitati che fiancheggiano la strada, sono a poco a poco avvolti dall'ombra indotta dalle quinte naturali delle montagne circostanti. Lasciata la macchina nel parcheggio all'inizio del paese, vi inoltrerete per le stradine contorte e qui comincerà la vostra meraviglia al vedere l'esplosione di gerani rossi che traboccano da ogni finestra, da ogni davanzale e al limitare dei gradini di ogni porticina. 
Appena alzerete gli occhi ai vostri lati subito noterete che ogni casa ha la facciata ornata di uno o più, piccoli murales che raccontano la vita di questa valle; persino gli armadietti di metallo del gas sono occultati da disegni trompe-l'oeil che simulano finestrelle dietro le quali fa capolino un gattino o in cui si intravede una vecchia stalla popolata di caprette. Insegne di legno, balconi dai bordi intagliati con cura, case dipinte e tetti di lose antiche e pavimentazione ordinata. Davvero un piacere per gli occhi e nonostante si tratti di un paesino di piccole dimensioni, potrete trovare biblioteca, esposizioni, piccolo museo di vecchi strumenti, piccoli artigiani, per non parlare dell'antico forno in cui è ancora possibile per chi si mette in nota, cuocere il pane o in fondo al paese il vecchio mulino con la grande ruota di legno e le ciclopiche macine di pietra, all'inizio del sentiero "del pensiero" che vi consente un paio di ore di solitaria meditazione nel fitto bosco che circonda l'abitato. Certo, perché su certe cose bisogna anche meditarci un po' su, per capire che basta voler fare le cose, con un  intento comune, magari guidati da qualcuno che tira avanti il carretto e poi non è così difficile fare delle belle cose. Certamente qui si sono alternati un paio di sindaci lungimiranti che hanno dato il via per trasformare un vecchio abitato composto di casupole dal tetto sfondato e semiabbandonate in un piacere degli occhi che invita alla visita e anche a trascorrere qualche giorno in pace e tranquillità. 

Perché tra le cose belle si sta bene, si ragiona meglio e si producono anche cose migliori. Naturalmente c'è voluta anche la collaborazione completa di tutti gli abitanti, che a poco a poco, perché il bello trascina anche lo svogliato e la volontà ammazza o trasforma il brutto, hanno messo a posto ognuno la propria casa; magari non erano tutti d'accordo ma si sono convinti a fare una cosa assieme che ha valorizzato il tutto. Qualcuno è passato, ha visto e si è innamorato e a sua volta ha rilevato un rudere e lo ha rimesso a posto in sintonia con gli altri fino ad arrivare al risultato attuale. Roba d'altri tempi direte voi. Mica tanto. Basta andare sulla piazzetta davanti al municipio dove vedete il cartello WiFi free e magari sulla panchina, ecco un ragazzo biondo, che forse arriva di lontano, col suo laptop sulle ginocchia che magari sta dicendo a qualcuno distante migliaia di chilometri quanto è bello questo posto e come è piacevole stare qui. Stai a vedere che magari un'altro anno ci viene anche quell'altro e porta qualche amico. Vedete, certe cose le possono fare tutti, non soltanto in Tirolo o in Austria o in Svizzera. Basta averne voglia e mettersi d'accordo, non vi sembra?




Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Tarda primavera.
Vena poetica.

3 commenti:

Adriano Maini ha detto...

E pensare che ci sono stato. Ma tanti anni fa'. Di sicuro non conoscevo tanti intriganti pertinenti fatti storici.

Barbara ha detto...

Bellissimo paese. Ci sono stata anch'io il 19 agosto. Merita!

enrico ha detto...

@Adri - è cambiato moltissimo in pochi anni'

@Barbara - Sei stata anche al forte di Fenestrelle?

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!