lunedì 24 giugno 2013

Traslochi.

Ci deve essere una regola fisico matematica, una di quelle cose che non si possono dimostrare ma che tutti sanno che sono così, in questo momento mi sfugge come si dice, capirete l'età... Un assunto o roba del genere. Che se vai da qualche parte, la quantità di roba che ti porti dietro non dipende dal numero di giorni che stai via, ma dalla capacità del tuo bagagliaio o della tua valigia o del mezzo che usi per lo spostamento. Se si va qualche giorno in montagna o al mare, è sempre la stessa storia. Altro che famiglia Brambilla in vacanza, la macchina risulta sempre essere piena zeppa, bagagliaio e sedili posteriori compresi. Non c'è niente da fare, anzi, la massa sterminata dei materiali, tutti indispensabili alla trasferta, accumulati in corridoio prima della partenza appaiono subito, al primo colpo d'occhio, impossibili da caricare tutti assieme, una sorta di incapienza fisica dovuta alla legge di impenetrabilità dei corpi che imporrebbe degli sfoltimenti dolorosi ma obbligatori. A questo segue una animata discussione su cosa tagliare, pare una seduta del consiglio dei ministri sulla incomprimibilità della spesa pubblica che tutti sanno come va a finire. Ogni taglio è impossibile. Allora deve prendere in mano la cosa, l'ingegnere dello stoccaggio, una apposita figura che nelle grandi spedizioni si prende cura di valutare il carico e di come disporlo nei mezzi di trasporto, facendo a tavolino una specie di layout sulla disposizione delle masserizie che consenta di stivarle al meglio, considerato il volume effettivo disponibile del mezzo. E' pur vero che alla fine, grazie alle capacità dovute ed alla lunga esperienza di detto ingegnere, ci sta tutto, anche se caricato e pressato malamente con grande ira dell'ufficiale in seconda che si preoccupa specificatamente per alcuni colli contenenti cose che non devono assolutamente essere schiacciate, maltrattate o peggio poste sotto le altre, quasi che tutto dovesse essere ordinatamente distribuito su un piano, occupando la superficie di un appartamento di medie dimensioni. 

Per la verità la responsabilità del carico in marina dovrebbe essere del terzo ufficiale, ma da noi questo compito se lo assume, assorbendolo per mancanza di ciurma, il secondo e unico ufficiale della famiglia, che dall'alto della sua autorità detta comunque le regole per diritto divino. Comunque alla fine con la macchina stipata all'inverosimile si parte per il week end. Beh bisogna considerare che la macchina è anche piena di viveri, scatolami e cibarie varie, che verranno consumati o lasciati sul posto per contribuire a formare una sorta di cambusa per il futuro, guerra nucleare o crisi economica arrembante e che quindi al ritorno il bagagliaio dovrebbe essere quasi del tutto sgombro. Clamoroso errore valutativo epistemologico. Al ritorno non si sa come, ma i materiali da riportare a valle saranno ancora maggiori e più imponenti. C'è sempre un motivo valido per ricomprendere nel trasporto, cose dimenticate dalla volta precedente, tutte invariabilmente scomodissime ed ingombranti da trasportare. Eppure negli anni cinquanta, proprio questa era la stagione in cui, finita la scuola, ci trasferivamo in Valle San Bartolomeo dai nonni. Ci si stava quasi quattro mesi, un vero e proprio trasloco, in quella casa non rimaneva quasi niente da un'anno all'altro. Ebbene, questa transumanza avveniva IN BICICLETTA! Io, che essendo piccolino al massimo avevo appeso una borsettina alla mia biciclettina rossa e il mio papà e la mia mamma che avevano borse di ogni tipo davanti e sul portapacchi della ruota posteriore. Cosa mai si poteva portare in quelle cinque o sei borse che pure non impedivano di percorrere i cinque chilometri per arrivare al paese, anche se dovevano essere piuttosto pesanti perché la salitella della Cerca si faceva a piedi spingendo i mezzi di trasporto. Eppure bastava. Forse i bisogni sono cambiati o forse l'assunto di cui ho parlato all'inizio è davvero valido.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

4 commenti:

Blogaventura ha detto...

L'importante è non superare mai il peso prefissato dalle compagnie aeree per il carico dei bagagli. Una volta mia figlia posò il bagaglio sulla bilancia del check in e trasalimmo...- Embè? - disse Vale - dovevo pur portarmi qualcosa da leggere!"

Enrico Bo ha detto...

@Bloga - Mica torto la piccina, vuoi forse tarparle le pulsioni intellettuali?

Dottor Nomade ha detto...

Personalmente, succede di portare troppa roba solo se viaggio con una donna. (Non voglio essere sessista, ma è un'evidenza empirica. Ho fatto i conti.)

AziendeTrasporti ha detto...

Beh se proprio non c'è la si fa a portarsi tutto dietro... lo si può sempre spedire a destinazione!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!