domenica 7 febbraio 2016

Rajastan 14 - Il mercato di Jodhpur


I venditori di bambù


Venditrice di vasi
Quando torni in un luogo dopo tanti anni sei in bilico tra il desiderio di andare a cercare tutte quelle cose che ancora ti mancano e che nella prima visita ti eri perso e quello di tornare come l'assassino sul luogo del delitto per controllare se qualcosa è cambiato e se riesci a rivivere quelle sensazioni speciali che avevi provato la prima volta. Il risultato è che nel primo caso ti accorgi che i luoghi persi nel viaggio precedente, erano stati tralasciati proprio perché erano di scarso interesse, mentre nel secondo caso, inevitabilmente, le emozioni, con la mediazione degli anni, cambiano di molto e spesso l'entusiasmo eccitato si volge in pacata nostalgia, un sentire più dolce e morbido che ti accarezza i ricordi come un'onda leggera di acqua di lago. Così mentre il guardare la città dall'alto del forte ti genera tutta una serie di considerazioni su come il mondo si muova solo in conseguenza di motivazioni economiche, mentre quanto non rende viene inevitabilmente lasciato a se stesso, oggi passeggiare nel bazar della città vecchia, nelle stradine piene di gente attorno alla torre dell'orologio, tutto ti da una sensazione di ritorno al passato, in cui in fondo poco o nulla è mutato, ritmi, cose, e uomini sono rimasti un po' come cristallizzati nel tempo e in fondo mi sembra di essere tornato indietro a calpestare questo selciato antico di secoli a guardare le merci povere e colorate distese a terra o sui banchetti con le ruote di bicicletta, sempre uguali. 

Ecco là all'angolo, quel banco carico di mandarini con quel bambino che gridava "four, one rupie" al mio passaggio da straniero vacca da mungere, mentre appena prima si sgolava in hindi dicendo: sedici a una rupia; oggi c'è un uomo magro coi capelli ispidi e un cespuglio di barbaccia incolta con lo zuccotto bianco da mussulmano. In fondo potrebbe essere ancora lui, ma non grida più, il tempo forse, ha assopito anche i suoi sogni. Forse vale la pena di fermarsi a guardare la vita che scorre nel bazar, un fiume che fluisce incessante nutrendo la città tutta, il barbiere che taglia capelli girando attorno al cliente seduto a terra nella polvere o il venditore di dentiere che espone la sua mercanzia, dalle protesi complete ai ponti, ai denti singoli, divisi per incisivi, canini e così via, su uno straccio sporco. Se vuoi ti accovacci vicino a lui che ti controlla in bocca con perizia infilandoti i ditoni luridi tra le gengive e poi provi quello che ti serve misurando il morso con precisione. Uno dei punti privilegiati invece, è l'Omelette shop proprio all'angolo della piazza del Sardar Market. Non è neppure un negozio, ma solo un baracchetto con tutto il necessario e un fornelletto appoggiato sull'angolo in mezzo a due altri strambugi che vendono bibite gassate. 

All'Omelette Shop
Da quando è citato sulle guide come la migliore omelette di tutta l'india, dichiara di servire altre 1500 uova al giorno e devi far quasi la fila per occupare uno dei seggiolini di plastica in mezzo alla strada mentre nella pentola di ferro nero sfrigolano le uova. Aggiunge poi il morbido paneer e te le ficca in quattro fette di pane scaldato, godendo della sua fama consolidata che lo rende quasi tappa obbligata per tutti i turisti che transitano in zona. Le addenti con foga, mai ne hai avute di così spumose e leggere, saporite ma non in eccesso, con quella punta di masala e un nulla di pepe che le rendono al tempo stesso esotiche ma facenti parte della tua cultura e quindi soddisfacenti al massimo. Lui se la gode e frigge frigge, davanti alla montagna di uova ben impilate e intascando rupie a iosa, ma non è certo nato ieri e mentre te ne vai ti ricorda di nominarlo su tripadvisor, capirà il mondo adesso gira così anche nella terra dei maharaja. Qualche passo ancora lungo la via principale e arrivi ad un altro negozietto per incontrare Kavita o sua sorella Neelam, ingegnere informatico, un'altra storia da raccontare di questa città piena di sorprese. Bisogna sapere che in India, paese di caste ed infinite sottocaste, il commercio delle spezie è di esclusivo appannaggio degli uomini. 

Negozianti al Sardar Market
Il signor Mohanlal Verhomal, titolare apprezzato del negozio M.V Spices, nel 2004 lasciò per sempre questo mondo, così la moglie e le sue sette figlie si ritrovarono di fronte ad un'impresa impossibile, quella di continuare il sogno del padre scomparso e mantenere l'attività della famiglia ormai priva di eredi maschi. Qui la storia diventa così intrigante da essere stata poi successivamente raccontata in interviste dalla BBC e dalla televisione australiana. La madre delle sette sorelle, la signora Bhagwanti, dopo aver fatto completare gli studi alle ragazze, ha preso in mano la gestione del business con lo scopo finale di riuscire a mettere in piedi un negozio per ognuna delle figlie. Questo può sembrare semplice in altre parti del mondo, ma l'India è una delle società più chiuse e maschiliste che esistano e l'impresa è stata ostacolata dai concorrenti delle donne nei modi più decisi  possibili, da quelli delle battaglie legali ad altri decisamente più paurosi ma comuni da queste parti, con delle intimidazioni materiali più tremende, come un tentativo di sfregiare una delle ragazze con l'acido, che per questa attività ci sono da queste parti dei veri e propri specialisti, mentre un'altra sorella è sfuggita per miracolo ad una aggressione a colpi di bastone. 

Kavita del M.V. Spices
Ma niente è riuscita a fermare la determinazione di queste ragazze e ora ci sono già 5 negozi che alzano l'insegna M.V Spices e se vi fermerete qui in questo negozietto al numero 209-B del vegetable market, troverete la deliziosa Kavita, che dopo avervi spiegato la virtù di ogni singolo aroma che esce dai tanti cassettini addossati alla parete, vi offrirà un delizioso thè al cardammomo, raccontandovi che in un modo o nell'altro, lei e le sue sorelle realizzeranno il sogno del loro padre, quello di aprire un loro negozio di spezie in Europa e a vedere la determinazione di queste ragazze, puoi essere certo che ce la faranno. Se volete conoscerla meglio, tutta la storia è stata raccontata nel documentario The spices girls of India presentato al Feminist film festival di Londra nel 2013. Così te ne puoi tornare con il tuo pacchettino in mano pieno di profumi, verso la tua meravigliosa haveli che è stata trasformata in albergo e perderti nei suoi cortiletti con le piccole fontane al centro, le scalette che portano da un corridoio all'altro tra colonnine, mosaici, finestre ornate da delicati disegni di marmo. Ecco dunque che ieri in tema di amarcord, ho riguardato una vecchia diapositiva scattata dall'alto del forte e si vede bene questa vecchia dimora ancora in rovina e da ristrutturare. Sono passati trenta anni e adesso, appena sopra di te la sagoma del forte illuminato torreggia ancora minacciosa o protettiva a seconda del tuo stato d'animo. Cenerai sulla terrazza con la città ai tuoi piedi. Lontano, dai vicoli più nascosti arrivano suoni e batter di tamburi. In alto nel cielo scoppiano ancora due o tre botti lasciando attorno una scia di colore che scende lentamente sul velluto nero della notte.

Venditore di zenzero

SURVIVAL KIT

Uno dei cortili dell'albergo
Krishna Prakash Heritage Haveli - Nayabas, Killikhana- Jodhpur - Doppia con colazione attorno ai 35 Euro, secondo i periodi. Antica casa patrizia rimessa a nuovo, in magnifica posizione nel centro della città vecchia a pochi passi dal Sardar market e proprio a ridosso del forte a cui si può arrivare a piedi. Camere originali anche se qualcuna un po' piccola, ma decorate e con letti a baldacchino d'epoca. Porte antiche e bellissime con antichi chiavistelli. TV, AC, free wifi nella reception e al ristorante. Personale gentile. Ristorante interno con menu vario e anche continental (piatti attorno alle 200 R). In ogni caso il posto è davvero molto particolare e piacevole. Qui si può acquistare anche ogni tipo di servizi. In definitiva, un po' decadente ma assolutamente consigliabile in rapporto qualità/ prezzo/posizione.
Al mercato delle stoffe

M.V. Spices - shop 209-B, inside vegetable market. Famoso negozio di spezie gestito da sole donne, la cui storia è stata raccontata in un famoso documentario. Qui a prezzi reali potrete trovare tutte le migliori spezie indiane e degustare un thé speziato. Il negozio spedisce anche in Italia, ordinando con email: mohanlal@mvspices.com  Intorno, data la fama sono sorti molti tentativi di imitazione. Non perdetevi questa esperienza chiacchierando con la gentilissima Kavita che vi racconterà tutto di questo meraviglioso mondo di profumi e sapori. Qui altre informazioni.

Omelette shop - Sardar market,Gulab Sagar - Subito dopo la porta del mercato dopo l'arco interno, addossato agli altri negozietti sull'angolo della via. Seduti sulla strada mangerete le migliori omelette del mondo (così pare) a 40R. Diffidare dalle imitazioni, data la fama ce ne sono altri in giro ma non all'altezza. Uno street food da provare assolutamente perché queste omelettes sono davvero squisite e sembrano fritte dagli angeli.


Il barbiere

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