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martedì 6 ottobre 2009

Cronache di Surakhis 21 : autunno.

L'autunno su Surakhis era cominciato da poco; l'aria rinfrescava già un po'. la temperatura ormai era sempre attorno ai -20°C e cominciavano a sfarfallare, quasi ogni sera le flocculazioni di metano che al mattino coprivano il terreno di un bell'azzurro pallido. Paularius era esasperato, i dolori alla schiena lo avevano talmente sfinito che si era fatto trapiantare una colonna vertebrale nuova, ma si sa, su Surakhis la sanità era quello che era e nonostante tutti i crediti che aveva dovuto cacciare, avevano dovuto sacrificare tre donatori per avere una colonna decente. Dato che per queste operazioni non era conveniente tenere in vita il donatore si era fatto innestare anche le iridi del terzo che erano di un blu intenso. Ci aveva sempre tenuto ad avere uno sguardo ammaliante. Aveva invece soprasseduto ad utilizzare anche un apparato riproduttore nuovo, perchè le mani da quelle parti gliele avevano già messe una volta e non era stata una passeggiata. Adesso si sentiva un po' meglio, ma tutte quelle iniezioni gli avevano reso le chiappe insensibili anche alle vibromassaggiatrici. Non se la sentiva ancora di lavorare, ma, approfittando della sua momentanea assenza dal ponte di comando, tutti i succhiasangue ne avevano approfittato per saltargli alla gola. Era persino venuta fuora quella vecchia storia di corruzione con cui si era impadronito della miniera, roba che ormai nessuno ricordava più ed era anche ampiamente prescritta, ma sfruttando il fatto che il suo gruppo di corruptores non aveva potuto seguire la faccenda e pagare il giusto ai giudici era stato condannato a cacciare un miliardo di crediti al suo avversario di sempre, Cirricus il finanziatore. Quei dannati corruptores, incapaci di prendere una decisione se non gli si dice tutto, esecutori di quarta categoria buoni a nulla, mentre lui era malato, avevano trovato la scusa di non poter più intervenire a causa dell'opinione pubblica stanca di quei trucchetti. Ma quale opinione pubblica, quella ce l'aveva in mano completamente, grazie anche ai trattamenti subliminali che legalmente erano ormai stati inseriti in tutte le trasmissioni e dunque lo adoravano. Presto sarebbe stato anche nella terna tra cui scegliere i nuovi Santi. Certo quei crediti non li avrebbe mai cacciati fuori, c'erano ancora i rimanenti undici gradi di giudizio, ma era il fatto in sé che lo disturbava e il non avere tutto sotto controllo come al solito. Intanto si imponeva di sostituire il responsabile della sua squadra di corruptores, quell'avvocato Molini che già da un po' stava sulla lama del rasoio. Diede l'incarico ad un tetraploide vegano ermafrodita, che lo aveva già aiutato in molte occasioni e poi si catafottessero tutti, l'importante era avere il controllo dei plasmatori mentali e dei rubinetti dei contatori dell'aria. Decise di andare a stendersi un po'; tutte quelle storie gli avevano fatto venire mal di testa e anche un po' di febbre.

martedì 29 settembre 2009

Cronache di Surakhis 20: discopatia.

Paularius era piegato in due dal dolore. Da quando, due giorni prima si era svegliato e scendendo dal letto gravitazionale, aveva appoggiato il piede sinistro sul prezioso tappeto di morbido pelo di Ferlak, una lama incandescente sembrava essere penetrata tra la quarta e la quinta vertebra della sua vecchia schiena. Con rabbia aveva scostato le candide membra delle tre ancelle multisex che gli avevano reso gradevole la serata e, dopo aver cercato di mettersi in piedi, si era trascinato fino allo studio, lanciando maledizioni a tutto l'universo e tenendosi qua e là per non cadere riverso, fino ad abbandonarsi nella grande poltrona in cerca di una posizione in cui il tremendo dolore provasse linimento. Subito erano stati convocati i cerusici di diverse scuole ed ognuno aveva dato un suo specifico e sempre costosissimo medicamento, dall'ultimo grido della ricerca medica, agli antichi infusi di erbe ed agli impiastri strofinati con zelo da mani sapienti di schiavi acquistati specificamente per questo uso. Nulla era servito. Era di pessimo umore, così ordinò che fosse vaporizzata all'istante la pattuglia di Morigeratores che attendeva da tre giorni di parlargli per piatire migliori condizioni per gli addetti alla miniera. Certo da quando era iniziata la crisi, si erano dovuti un po' restringere i cordoni, ma tutto era in funzione del loro bene futuro, anche se questa gentaglia non lo voleva intendere. Se la società proprietaria della miniera, cioè lui, non avesse potuto generare i soliti consistenti utili, loro sarebbero presto diventati carne per la banca degli organi, quindi le restrizioni prese erano solamente nel loro interesse e questi avevano anche il coraggio di lamentarsi, con lui e con tutto il male che aveva. Maledizione. Non ne poteva più di tutta quella democrazia, di tutti quei diritti, sparpagliati così come il parmigiano sulla pasta alla klapper (quanto gli piaceva il sugo di quei piccoli ometti spremuti e ripassati nel vino di Hort, solo che erano diventati così rari da trovare, si nascondevano sempre meglio i furbacchioni, ma sempre non abbastanza per evitare, al giusto prezzo, la tavola di un grande gourmet come Paularius). Era ora comunque, che il governo prendesse un indirizzo un po' più severo di quello di ottenere consenso tramite un lungo ma lento lavoro di induzione mentale attraverso i media, che, d'accordo, erano tutti controllati dal governo e contenevano una serie (consentita da apposita legge e controllata da apposito garante) di induzioni subliminali all'adesione totale verso l'Imperatore, ma era pur sempre un lavoro che richiedeva tempi lunghi e le proteste, seppure sempre più fioche disturbavano il buon andamento della società. Erano queste preoccupazioni che gli avevano fatto venire il mal di schiena, certamente! Si sarebbe dovuto decidere prima o poi a rivolgersi alla banca degli organi (dove, d'altra parte, aveva la maggioranza delle azioni) e prendersi una colonna vertebrale nuova. Con la crisi, tra debitori diretti e genitori che cedevano i figli non potendo più pagare i mutui, adesso c'era un sacco di donatori giovani e la banca non aveva nemmeno più dovuto ricorrere ai Twoseas bond, che l'astuto ministro aveva emesso per incastrare gli istituti di credito. Mica siamo nati ieri, pensò Paularius a bocca storta. Peccato che per ricavare una colonna vertebrale completa, bisognasse sacrificare il donatore, non aveva senso mantenerlo in vita, come quando gli si prelevava solo un arto od un organo semplice. Eh, i costi aumentano, ma la gente se ne frega, vuole tutto gratis! Anche la terza luna di Surakhis tramontò infine, in un livido cielo verde marcio e come diceva l'antico proverbio, con la terza luna verde, il bel tempo si perde.

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