mercoledì 29 febbraio 2012

Lettere dal Laos 12: I paradisi di Vang Vieng.


Vang Vieng.


Ragazze Hmong al mercato.
La strada che da Vientiane porta a Vang Vieng è malandata e faticosa, pare quasi si voglia rendere difficile arrivare in questo luogo, noto ai più come punto di perdizione e come tale vera e propria calamita per frotte di saccopelisti di tutto il mondo. Si favoleggia di fumo libero a volontà e comportamenti trasgressivi ampiamente tollerati. La realtà, come al solito, è molto più soft di quanto non si voglia far credere. Certo da queste parti circolano un sacco di ragazzi con la voglia di divertirsi, di fare musica, di ballare, quindi puoi vedere qua e là molti locali pieni di gente che si muovono a ritmi occidentali, corrono fiumi di birra e una quantità di ragazze in bikini fruisce del fiume liberamente sotto l'occhio curioso ma ormai abituato dei locali assai più scafati di quanto si voglia far apparire. Però la straordinaria natura del luogo non rimane snaturata affatto e la sua bellezza, che certamente sarebbe stata più esclusiva nell'isolamento di un tempo, non diminuisce per la presenza di un po' di ragazzi che scendono il fiume su kayak e camere d'aria, fermandosi su improvvisate piattaforme a far festa. Quando risali la corrente in una sottile lancia, il cui fondo, di tanto in tanto raschia sul greto delle rapide, rimani comunque incantato dal paesaggio delle alte montagne che precipitano nelle anse i loro dirupi coperti di vegetazione folta e selvatica. 

I Buddha di Vang San
Schivi i gruppi di bufali immersi nell'acqua e il gorgogliare del torrente ti risuona nelle orecchie calandoti in una realtà di natura apparentemente perfetta, come l'avrebbe dipinta un monaco tao in un rotolo di vedute cinesi o un nostro paesaggista arcadico. Davvero un luogo gradevole da vivere con la solita calma e sapendone apprezzare le sfumature. Visitare le grotte carsiche dei dintorni, significa salire scalinate scoscese, affacciarsi su dirupi antichi in cui guardare lo snodarsi del fiume dall'alto sotto lo sguardo benevolo dei tanti Buddha dorati di ogni dimensione che la pietas dei fedeli ha messo a testimonianza della propria fede in ogni anfratto della roccia. Lungo la strada per arrivare avrete avuto modo di sostare in un grande mercato Hmong, dove a volte si possono vedere donne nel variopinto costume tradizionale, mentre avrete ancora negli occhi l'emozione dei Buddha di Vang San, un misterioso gruppo di statue che giacciono nella foresta in una spaccatura della roccia, una delle tante gemme nascoste di questa terra ricca di piccole cose che solo la mancanza di fretta, ti può consentire di apprezzare. Ci puoi stare un giorno o una settimana a Vang Vieng, lo scorrere del tempo si attutisce tra queste montagne erose dall'acqua e quando riparti porterai con te solo immagini e sensazioni di paradisi non necessariamente artificiali.

Sul fiume a Vang Vieng

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7 commenti:

Martino ha detto...

Fai venire una voglia di fare viaggi del genere...
Sinceramente, però, non me la sentirei- vista la personale esperienza - di infliggere il Lariam a un bambino di nemmeno sei anni :(
Bisognerà aspettare.

enrico ha detto...

@Marty - In effetti il Lariam può avere controindicazioni. Comunque avessi visto che marea di bambini la gente si porta in giro anche di un anno o poco più, poi li lascia tranquillamente giocare nel Mekong ... saranno tedeschi?! Comunque noi forse siamo troppo apprensivi o forse è giusto così.

Adriano Maini ha detto...

E' molto appagante per me vedere queste belle immagini di posti meravigliosi, su cui sinora avevo solo fantasticato. Certo che la modernità...

enrico ha detto...

@Adri - ... vuole la sua parte!

Massimo ha detto...

@ Martino

Anche se c'e' sempre la possibilita' di contrarre la malaria io non mi preoccuperei piu' di tanto.

Sono piu' di 7 anni che vivo in una zona rurale del Laos e' non mai ho sentito nessuno che abbia contratto la malattia quindi non credo che l'allarmismo creato da certe informazioni sia completamente fondato.

Specialmente se si viaggia nel periodo secco e si ha l'accortezza di usare un repellente la sera direi che la malaria dovrebbe essere l'ultima delle preoccupazioni del viaggiatore.

enrico ha detto...

@max - concordo, è che noi abbiamo sempre una ipervalutazione dei pericoli esotici, E' molto più pericoloso cadere in moto e lasciarci una spalla. Altri cadono direttamente nel Mekong (seguite , che tra qualche giorno dettaglio meglio). Credo che i pericoli malarici siano davvero limitati, ( un mio conoscente , una quindicina di anni fa se l'è beccata ed è anche morto, tra l'altro)

Anonimo ha detto...

ma almeno la happy pizza l'avete provata ?

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!