giovedì 29 novembre 2012

Jué wù, la consapevolezza nel Tai Ji Quan.

Su gentile richiesta di una amica di queste paginette che da ormai quasi cinque anni vado vergando con la cura di un amanuense medioevale (è perfida ironia, infatti scrivo quasi senza rileggere, e si vede dagli svarioni che ci infilo, ad ore per me antelucane in cui gli ormai pochi ed affaticati neuroni ancora sbadigliano assonnati), butto giù il post di oggi gettando un po' il cuore oltre l'ostacolo e fornendo una interpretazione tutta personale che non sono certo risponda al vero. prendetela sulla fiducia. Dunque l'amica, ormai conquistata alle movenze del Tai Ji Quan mi chiede, facendo riferimento al Tao ( 道) che sta alla base di questa disciplina (e quindi allo Zen - 禅), un commento ai caratteri che nella lingua del regno di mezzo indicano la Presenza, la Consapevolezza di sé che dovrebbe conseguire il seguace di questa filosofia, anche con l'aiuto della pratica di questa disciplina; quella, cioè, che la mentalità occidentale potrebbe definire come Coscienza dì sé. Dunque andando con ordine, questo complesso concetto, che già solo a tentare di comprenderlo spaventa, a mio parere può essere indicato dalla parola cinese jué wù -  觉悟, appunto Coscienza, consapevolezza. 

Se esaminiamo il primo carattere, notiamo subito che è composto, in basso, dal radicale jiàn - 见 che significa: Vedere, percepire, ma anche Ora, momento presente. Il segno è posto sotto al segno di Copertura, Protezione, che sopra riporta anche il segno di Unghie . Uniti in un unico ideogramma danno appunto Jué - 觉, Ridestarsi dal sonno, Avere una percezione protetta,  Accorgersi di qualcosa al momento del risveglio (anche mentale) e afferrarla, Intuire la visione assoluta. Il secondo ideogramma che rafforza il primo è Wù, 悟 composto da tre caratteri semplici. Il primo in alto a destra è 五 - wǔ, Cinque, che come in moltissimi caratteri composti della lingua cinese, serve a scopo fonetico e ha come unica funzione quella di ricordare la pronuncia. Sotto abbiamo 口 - kǒu , Bocca e a sinistra la stilizzazione (abbreviazione) di Cuore, radicale presente in tutte le parole in cui si dà rilevanza ai concetti immateriali, della coscienza e dei sentimenti. Il significato è di Comprendere, quasi che sia necessario ripetere con la bocca quanto si è cominciato a capire col cuore per capirlo meglio. I due ideogrammi quindi si uniscono (nel cinese moderno si cerca di usare sempre di più parole plurisillabiche, che sono meno facilmente confondibili e definiscono meglio concetti complessi) rafforzandosi a vicenda per completare il significato di Consapevolezza, cioè Comprendere attraverso l'intuizione, la percezione della propria coscienza, del proprio sé. Avete compreso?

P.S. Per la verità un amico cinese mi suggerisce che per "presenza mentale" sia utilizzabile anche la parola Zài yì - 在意, che a rigore, significherebbe prestare attenzione a. Il primo carattere è Stare in (stato in luogo) e il secondo Opinione, Idea (in basso c'è il Cuore e in mezzo Dire, quindi Cosa detta dopo aver soppesato pensandoci bene). Insieme valgono Essere presente mentalmente. La scelta di questo lemma è da lui giustificata in questo modo: "When you are speaking, I am listening to what your are talking about. This action means my mind is present.  But when you are speaking, I am not listening to you and I am thinking of some other things, this is absent minded."  Non so, fate vobis, che la sapete più lunga.

Refoli spiranti da: E. Fazzioli - Caratteri cinesi - Ed. Mondadori
Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995

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