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lunedì 27 gennaio 2014

Il Tai Ji e la respirazione

Abbiamo visto come il Tai Ji, i suoi esercizi preliminari di riscaldamento o di distensione, lo studio delle tecniche ed infine lo sviluppo delle diverse forme, sono sempre molto lontani dall’approccio comune agli sport ed agli esercizi salutistici delle ginnastiche Occidentali, tesi generalmente a forzare posture, muscolatura e legamenti del corpo, nell’intenzione di spingersi sempre un poco al di là della propria possibilità, nel tentativo di raggiungere e superare se possibile il proprio limite. Questo approccio, molto comune nelle nostre palestre dove, attraverso stretching e macchine varie, si tende sempre ad esagerare un poco la nostra prestazione, forzando ogni parte del nostro corpo e che vorrebbe avere come fine il desiderio di migliorare le proprie capacità fisiche è, secondo la filosofia del Tai Ji e del Qi Gong una fonte di stress che danneggia l’equilibrio psicofisico finale dell’individuo, quando non, in alcuni casi, diventa fonte di usura e traumatismi inutili o peggio dannosi al corpo stesso. Questo fatto è ben noto ai praticanti di ogni sport che voglia essere fatto a livelli agonistici, dove gli allenamenti sono spinti al massimo. Nella pratica del Tai Ji, invece, si deve seguire un concetto completamente diverso. Ogni movimento che si studia e l’esecuzione delle diverse forme, non devono mai andare oltre i limiti che impone il proprio stato fisico, anche in rapporto all’età. L’esecuzione ad esempio di un calcio non è “giusta” solo se la gamba viene alzata fino ad una determinata altezza, ma lo è per il modo e l’atteggiamento con cui questo viene eseguito. 

Così un ottantenne può alzare una gamba solo di pochi centimetri, mentre al contrario  un giovane atleta la solleverà fino all’altezza del capo e oltre. In entrambi i casi la tecnica può essere stata eseguita alla perfezione o meno. Quello su cui deve essere portata l’attenzione non è il modo, ma il come i movimenti vengono eseguiti. E’ fondamentale soprattutto la circolarità dei movimenti ed il loro fluire; tutti devono partire da un impulso che nasce all’interno del corpo e dalla loro coordinazione con la respirazione. La respirazione profonda, diaframmatica, anche se leggera e non forzata è la chiave dell’esercizio, il suo “valore interno” (Nei King).  Ogni qualvolta le braccia od il corpo si protendono in avanti si attuerà una fase espiratoria. Al contrario si avrà inspirazione nei movimenti in cui il corpo e le braccia si ritirano all’indietro. Difficilmente il neofita potrà dedicarsi a questo aspetto se non superficialmente all’inizio dello studio, tutto preso come ovvio, dalla necessità di imparare le singole tecniche e di memorizzare la sequenza della forma, ma quando sarà padrone della fase mnemonica, dovrà dedicarsi decisamente ad eseguirla con la corretta respirazione. Diversamente il suo, rimarrà un semplice esercizio fisico fine a se stesso e privo di tutti i benefici accessori di equilibrio psicofisico  che il Tai Ji promette ai suoi praticanti, fino a quel momento non avrà seguito altro che una qualunque forma di banale ginnastica. La respirazione, in particolare nello stile Yang, deve avere un suo ritmo fisso, proprio di ogni individuo, deve accoppiarsi ad ogni tecnica, la quale necessiterà di uno o due cicli respiratori. 

Deve essere allo stesso tempo descrivibile e senza forma, concentrata e raccolta, circolare ed elastica. Quando l’esecuzione è corretta, ad una apparenza fisica di estrema morbidezza, deve accoppiarsi la sensazione interna della durezza dell’acciaio. Tutto questo deve produrre, al termine dell’esercizio, una sensazione di riposo e tranquillità fisica e mentale come se ogni cellula del nostro corpo avesse acquistato nuova energia. La mente è armonica e lo spirito sollevato; ci si sentirà gioiosi e con un senso di tranquillità e di forza serena dentro di noi. L’esercizio eseguito con costanza ed in modo corretto, non stanca e quando termina, non ci si deve sentire sudati o provati.  Ecco perché una pratica costante può aumentare la nostra attenzione e la nostra efficienza nella vita e nelle attività quotidiane. Questo sistema di respirazione era ampiamente studiato ed applicato sia dal taotismo che dal buddhismo nelle meditazioni e anche a fini salutistici, richiedendo lo sviluppo di una sorta di energia interna, forse quella che noi occidentali avvertiamo quando ci sentiamo particolarmente tonici. Nessuna meraviglia, quindi, se l’applicazione costante di questo modello respiratorio nell’esercizio del Tai Ji, che se praticato correttamente può arrivare ad un volontario rallentamento del battito cardiaco e del metabolismo generale, con positive ricadute sul benessere psicofisico, si possa considerare come uno dei metodi più efficaci di allenamento, abbracciando allo stesso tempo i principi della moderna psicologia, fisiologia, igiene mentale assieme alle diverse dinamiche salutistiche.

Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - Hong Kong -1973

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venerdì 13 dicembre 2013

Considerazioni sul Tai Ji: Le forme.

Zhang San Feng - Fondatore del Tai Ji
Una delle difficoltà che incontra il principiante quando si avvicina alla pratica del Tai Ji, consiste nella memorizzazione della serie di tecniche che compongono le Forme. Molto prima ancora di sapere eseguire ogni tecnica in maniera corretta e poi, nei passaggi successivi di coordinarne l'esecuzione con la respirazione e l'attitudine corporea adatta, il primo scoglio è proprio ricordare la sequenza dei movimenti e la loro concatenazione. Ma qual è lo scopo per cui le forme sono state create? In un mondo in cui la trasmissione delle conoscenze avveniva principalmente con l'osservazione del maestro e della sua imitazione, non c'è dubbio che la Forma rappresenta la necessità di istituzionalizzare una sequenza che comprenda porzioni vari del gran numero di tecniche da studiare, fino ad avere un riferimento che, in assenza di una regola scritta, descriva i principi della parte meramente fisica dell'esercizio. Di certo questo è una delle spiegazioni per cui le Forme sono state create, ma non è l'unica. Infatti le sequenze delle Forme stesse sono state studiate anche a fini salutistici e questo è anche uno dei molti motivi per cui si praticano. Secondo T.Y.Liu, un maestro di Hong Kong, il modo in cui la serie dei movimenti è stata congegnata, le ripetizioni speculari ed i modi di esecuzione, sono state concepite anche al fine di esercitare correttamente, via via, tutti i muscoli del corpo in modo simmetrico, estendendo ai tessuti periferici che sono più suscettibili di deterioramento e degenerazione, con l'uso e con l'età, una attivazione data dalla contrazione dei muscoli stessi, dando a ciascuno pari opportunità di lavoro. 

Poi, dove alcuni muscoli richiedono maggiore attenzione, alcune posizioni vengono ripetute. Il movimento comincia dai piedi (le dita e le piante che nella posizione iniziale agiscono radicandosi al terreno, ecco perché non bisogna sottovalutare la apparente semplicità delle posizioni iniziale e finale), poi attraverso caviglie e gambe, sale lungo la colonna vertebrale concentrandosi attorno alla vita, per sostenere correttamente il peso e l'equilibrio del corpo. Si estende infine verso l'alto fino al collo e al capo e lungo spalle e braccia per terminare nella punta delle dita della mano. Ogni cambio di posizione, che comprende da due a quattro piccoli spostamenti, coinvolge  alternativamente l'innalzamento o l'abbassamento del corpo, lo spostamento in avanti o indietro o una oscillazione con angoli diversi, fino alla completa rotazione. Questi movimenti, qualche volta apparentemente complicati, mirano non solo a mettere in azione tutta la muscolatura in maniera efficace, ma anche a migliorare e rivitalizzare la sensibilità di tutto il sistema nervoso centrale e periferico. Lo spostamento del peso da una gamba all'altra in sincronia con la respirazione profonda, rendono il movimento stesso lento, costante ed eseguito senza sforzo apparente. Questo è uno degli aspetti essenziali dell'esercizio e la sua lentezza e levità di esecuzione, può e deve essere eseguita solo con la spina dorsale in una corretta postura verticale, con la mente consapevolmente concentrata e rilassata, che escluda pensieri irrilevanti. Così eseguire, in pochi minuti, ogni mattina, prima di intraprendere le normali attività della giornata, può essere un aiuto importante, fisico e mentale, per affrontare le difficoltà di ogni giorno

Tutte le parti del corpo di conseguenza si muovono in assoluta armonia tra di di loro, senza contrasti o forzature. La sensazione generale può essere paragonata al movimento di un pesce nell'acqua o di un uccello nell'aria. Completato il percorso della Forma scelta, in maniera corretta, non solo si otterrà una sensazione di assenza di fatica, ma si dovrebbe avvertire un senso di vigore generale, in cui tutto il corpo apparirà carico e riscaldato senza sbuffare o ansimare, né con accelerazione indebita del battito cardiaco. Così la combinazione completa di movimento muscolare, integrato alla respirazione profonda, genera una attivazione dell'attività nervosa, stimola la circolazione sanguigna e quella dei processi linfatici ottenendo un impatto finale estremamente positivo sui processi mentali. Questa completezza è alla base dei benefici, che i più recenti studi stanno dimostrando essere ottenuti anche nella prevenzione e nella cura precoce di molte malattie tipiche dell'invecchiamento. Lo stile Yang e le sue forme è quello che più è indirizzato a questo aspetto di benessere fisico e mentale. Le sue forme codificate (8, 16, 24) per i principianti sono già di per se stesse complete e possono essere eseguite con soddisfazione da praticanti di ogni livello. La forma antica più completa infine, la 108 (o la 88  leggermente ridotta) rappresenta il libro non scritto che descrive tutte le tecniche previste. Tuttavia non è necessario lo sforzo mnemonico di ricordare molte forme. Grandi maestri ne hanno eseguita una sola per tutta la vita, continuando a migliorarne l'esecuzione.


Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - Hong Kong -1973

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martedì 9 luglio 2013

Tai Ji e Parkinson.

Continuano a comparire sulle riviste specializzate, contributi scientifici che certificano come la pratica del tai ji  apporti considerevoli e significativi benefici alla salute. In particolare uno dei campi più interessanti sembrerebbe essere quello della diminuzione delle cadute, in pazienti affetti da gravi malattie degenerative. Di pochi giorni fa, come mi segnala l'amico Dr. Antonio Bertolotto, personaggio di spicco nella ricerca italiana sulla sclerosi multipla, un interessante articolo comparso su Medpage today, che potrete leggere per intero qui, che riporta i risultati di una ricerca condotta da P. Harmer dell'università di Salem, Oregon, prende in considerazione i costi per gli esercizi per prevenire le cadute in pazienti affetti da Parkinson. Dopo aver notato che nei praticanti di Tai Ji, rispetto a chi fa altri tipi di esercizi, le cadute diminuiscono dal 62 al 22%, riducendosi quasi ad un terzo, l'autore puntualizza anche come questa pratica produca un forte beneficio sui costi, cosa di considerevole importanza in periodi in continua ricerca di strategie per la riduzione dell'impatto economico sulla spesa sociale. La ricerca si è svolta per un periodo di 6 mesi su 65 pazienti Parkinsoniani divisi in tre gruppi, uno dei quali praticava Tai Ji due volte la settimana a confronto degli altri due che effettuavano due tipologie di rieducazione fisica di tipo tradizionale. Il risultato sia dal punto di vista del calo delle cadute in assoluto, sia da quello dei costi è risultato assolutamente significativo. Un punto di vista estremamente interessante che potrebbe essere preso in considerazione da sistemi sanitari in completo dissesto come il nostro, ad esempio. Per chi pratica questa disciplina cinese, non è certo una sorpresa constatare gli effetti dell'esercizio sull'equilibrio generale fisico e mentale, per tutti gli altri, l'importante è informarsi, poi ognuno fa come vuole. 


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sabato 27 aprile 2013

Considerazioni sul Tai Ji Quan 23-24: Shí zì shǒu - Shōu shì.

Shí zì shǒu - Shōu shì



La forma 24 Yang si conclude con questi due brevi movimenti finali. Il primo viene denominato Shí zì shǒu -Mani in forma di croce, con i tre caratteri 十字手 . Il primo dei tre è inequivocabile e significa anche 10 in quanto per indicare questo numero si pongono i due indici appunto a forma di croce, mentre il secondo vuol dire Carattere, Forma. Infine il terzo lo abbiamo già visto nel movimento 10 ed è la stilizzazione della mano. Ci troviamo in posizione Gong bu, col piede sx avanti. Il piede dx ruota sul tallone verso l'esterno, il peso del corpo si sposta sulla gamba dx, mentre anche il piede sx ruota sul tallone portando tutto il corpo in direzione Nord. Ci si trova quindi col peso al 70% sulla gamba dx sul ginocchio leggermente piegato, con il passo Pa Ma Bu (mezzo passo del cavaliere). Contemporaneamente, come abbiamo detto, tutto il torso ruota verso dx di 90°. Il braccio dx ruota di 180° verso dx, palmo in avanti rimanendo alla stessa altezza, mentre il sx rimane in posizione, dando la sensazione di spingere lateralmente col taglio della mano. Lo sguardo segue la mano dx. Al termine di questa parte del movimento (fase inspiratoria) ci si ritrova con le braccia allargate quasi a 180° alla stessa altezza, dando la sensazione di spingere verso l'esterno, coi tagli delle mani mantenuti verticalmente. I gomiti rimangono verso il basso leggermente arcuati. Da qui inizia la fase espiratoria. Il centro di gravità si sposta verso la gamba sx richiamando il il piede dx alla distanza delle spalle. Le braccia contemporaneamente compiono un semicerchio verso il basso e si innalzano fino a formare una croce in diagonale davanti al petto, il polso dx davanti al sx con le palme rivolte verso il viso. Lo sguardo che ha seguito la mano dx rimane rivolto avanti verso N. Le ginocchia sono piegate leggermente e il bacino è retroflesso in avanti. Qui termina il movimento 23 in cui bisogna porre attenzione a mantenere il busto sempre in posizione eretta, fare ruotare le braccia davanti a sé in maniera ampia e mantenere il corpo morbido evitando ogni tensione. Questa grande rotazione di braccia ha una funzione di rinvigorimento del processo respiratorio e tonifica in generale il sistema nervoso simpatico. 

A questo punto non rimane che effettuare il movimento finale 24 chiamato 势 -Shōu shì, che significa proprio: Situazione (posizione) finale. Le mani che erano in posizione di croce, si allargano portandosi avanti alla larghezza delle spalle con la punta delle dita volte in avanti (fase di inspirazione). A questo punto si portano le braccia verso il basso come spingendo con le palme in giù. Al termine di questa discesa della braccia si richiama il piede sx riunendolo al dx, mentre le braccia rimangono morbidamente distese lungo i fianchi. Durante questa fase (espiratoria), ci si risolleva in modo che le gambe che avevano le ginocchia leggermente piegate, riportino il corpo in posizione eretta, la medesima con sui si era incominciata la forma. Lo sguardo rimane sempre in avanti. E' importante che durante questa fase, in cui il corpo sembra risollevarsi dalla posizione sempre un po' bassa delle ginocchia piegate, si utilizzi la respirazione per portare l'energia (气 - Qì)  verso il basso, qualche centimetro sotto l'ombelico (Tan Tien). Questa posizione finale dovrebbe portare al rilassamento completo di tutto il corpo, dando un senso di completezza e di equilibrio fisico e psichico. In ogni caso durante tutta la forma (e in tutto il tai ji in generale) la respirazione deve essere di tipo addominale, con il fine di mantenere appunto l'energia e quindi il centro di gravità, il più in basso possibile. Si conclude in questo modo, pressappoco nel punto di partenza la forma 24 dello stile Yang.




Refoli spiranti da: 

Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968
www.taiji.de
Huard - Wong . Tecniche del corpo - Mondadori Ed. 1971

venerdì 12 aprile 2013

Considerazioni sul Tai Ji Quan 22: Rú fēng sí bì.


Stiamo velocemente scivolando verso la fine della sequenza ed il movimento 22, piuttosto semplice, viene descritto dalla sua denominazione cinese:  Rú fēng sí bì - 如封似闭- letteralmente Come chiudere (una porta) oppure nella sua accezione corrente Ritirarsi e spingere. Ci si trova rivolti verso W col peso al 70% sulla gamba sx in posizione gong bu (passo arcuato) dopo aver sferrato un pugno (dx) e tutta la tecnica consiste nel parare un colpo diretto o liberarsi di una presa dell'avversario al polso dx, respingendolo successivamente via dopo avergli fatto perdere l'equilibrio mentre cerca di mantenere la presa, Visivamente si deve dare appunto la sensazione di chiudere con vigore una porta. Si comincia aprendo il pugno dx, facendo contemporaneamente passare al di sotto del polso dx, il dorso della mano sx che stava a protezione dell'avambraccio, quindi il dorso della mano sx struscia sul dorso del polso dx fino a superarlo (liberandolo dalla presunta presa). Nella seconda parte le mani si girano con le palme rivolte in avanti e mentre si sposta tutto il peso indietro portandolo sulla gamba dx (il piede sx scarico alza la punta rimanendo appoggiato al tallone), si ritirano in un semicerchio in alto fino a portarsi, allargandosi, all'altezza delle spalle. Qui termina la fase inspiratoria. Da questo punto mentre tutto il corpo riporta il peso in avanti in gong bu sulla gamba sx, entrambi i palmi si portano in avanti esercitando come una spinta diretta e potente (sul petto dell'avversario). 

Durante questa ultima parte si esegue la fase di espirazione che aumenta l'efficacia della spinta. Lo sguardo durante tutta la tecnica è rivolto in avanti verso W e si concentra sulle mani solo mentre queste si ritirano. Come sempre, l'errore più comune avviene nel piegare il busto all'indietro quando ci si ritira, mentre deve sempre rimanere diritto. Proprio in questa fase deve essere posta particolare attenzione a far partire il movimento direttamente dall'anca, mantenendo spalle e braccia perfettamente rilassate, non tese ma  morbidamente arcuate con i gomiti verso il basso per tutta la fase di spinta, quasi contro le costole al fine di non dissipare energia (Nei Ching). E' necessario evitare qualunque sensazione di rigidità anche mentre il corpo si ritira all'indietro. Lo spostamento del peso avanti ed indietro (naturalmente eseguito mantenendo il centro di gravità sempre alla stessa altezza) deve essere eseguito senza arresti e con grande fluidità delle braccia. Bisogna infine porgere attenzione durante la spinta finale a che le dita dei palmi (rivolti in avanti) si allunghino leggermente, avvertendo la sensazione che tutta la forza del corpo che si esercita con la spinta (e che si era caricata durante la fase di ritiro indietro) fluisca direttamente e si concentri nei palmi stessi. Questo movimento ha benefici effetti sulla tonificazione del sistema nervoso spinale e sugli organi dell'addome. Incrementa inoltre la peristalsi dei visceri interni e rinvigorisce (se mai ne aveste bisogno ) l'appetito, attenuando inoltre i problemi gastrici.



Refoli spiranti da: 

Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968
www.taiji.de
Huard - Wong . Tecniche del corpo - Mondadori Ed. 1971

mercoledì 3 aprile 2013

Considerazioni sul Tai Ji Quan 21: Zhuăn shēn bān làn chuí

Il numero 21 è un movimento complesso che prelude alla conclusione della forma 24 Yang. Il nome descrive con precisione il movimento stesso che viene appunto definito come 转身搬拦捶 -  Zhuăn shēn bān làn chuí , cioè Voltarsi (il primo ideogramma con la parte sinistra che significa est), Schivare (formato da due caratteri: Corpo, in cui individuate bene la testa, la cassa toracica con le costole, le braccia aperte e le gambe che si muovono e Spostare), Parare (con la parte a sinistra del segno che significa mano e quella destra puramente fonetica), Colpire (col pugno, in cui è anche rimarcata la mano che colpisce). Dalla precedente posizione 20, in cui ci si trova col 70% del peso sulla gamba sinistra (passo Gong Bu) in direzione Est, si sposta il peso sulla dx mentre il busto ruota verso dx, così come i piedi, facendo perno sul tallone, prima il dx poi il sx. La mano dx che si trovava alta sopra la testa compie un gran cerchio completo in senso orario, raccogliendosi a pugno mentre passa in basso davanti all'addome, interna alla sx, quindi nella seconda parte del cerchio ruota davanti al viso per andare a colpire col dorso (sempre chiuso a pugno) in posizione verticale a Ovest. Lo sguardo segue sempre la mano dx. Intanto la mano sx che era davanti all'altezza del viso col taglio verticale in direzione est, ruota (in senso orario per circa 270 gradi) compiendo un piccolo cerchio e fermandosi con il palmo rivolto verso il basso. Il cerchio della dx passa tra l'addome e il cerchio della sx. Nel frattempo che il corpo si è girato di 180 gradi in direzione Ovest, il peso si è alternato ancora sulla gamba sx e infine termina sulla dx, dopo che la stessa era stata leggermente ritirata all'indietro (passo Gong Bu).



Qui termina la prima parte del movimento (Voltarsi e Schivare) che comporta un ciclo respiratorio (inspirazione nella prima metà del cerchio delle braccia, espirazione nella seconda metà). La seconda parte del movimento (Parare e Colpire) consiste nel compiere un successivo passo arcuato (Gong Bu) in avanti sempre in direzione Ovest. Allo stesso tempo il braccio dx (verticale col pugno davanti al viso, dorso della mano verso l'esterno) si porta in direzione orizzontale, quindi portando il gomito indietro, ruota verso il basso fino a far trovare il pugno all'altezza dell'anca dx (con le dita chiuse verso l'alto). Intanto il braccio sx compie un ampio cerchio orario fino a trovarsi con la mano verticale davanti al viso, col taglio in avanti, compiendo in questo modo una spazzata (parata) alta. A questo punto (e ci troviamo alla metà della seconda parte) anche il passo è compiuto per la prima metà. Questa è la fase inspiratoria. Nella seconda metà,  si compie il passo fino a portare il peso al 70% sulla gamba sx, mentre la mano destra colpisce col pugno davanti a sé all'altezza dello sterno colpendo frontalmente con le nocche. Le dita nel pugno, che all'anca erano rivolte verso l'alto ruotano verso sx di 90 gradi. La mano sx, intanto, scende all'altezza dell'avambraccio dx a sua protezione e rafforzamento.Questa è la fase espiratoria che rafforza anch'essa il colpo. Lo sguardo segue sempre il braccio dx. La spiegazione marziale del movimento si intuisce dal nome stesso della tecnica.

Ad un avversario che arriva alle spalle con un colpo alla schiena, si pone in atto una schivata, attuata con uno spostamento del corpo mentre ci si gira verso di lui, quindi si para il colpo con la mano dx, riparandosi anche da un eventuale calcio che arrivi da sx con la mano sx e colpendo con una gomitata il precedente avversario che rimane alle spalle, infine si entra nella guardia avversaria parando col sx un ulteriore colpo alto diretto al viso dall'avversario e lo si colpisce col pugno dx allo sterno. Gli errori più comuni nell'esecuzione sono: il gomito tenuto troppo alto durante la gomitata all'indietro, mentre invece deve sempre rimanere leggermente più basso del pugno e la mancata coordinazione delle rotazioni delle braccia con il bilanciamento dello spostamento del peso da una gamba all'altra. E' sempre importante ricordare che braccia e gambe non devono mai tendersi completamente nel desiderio di forzare i colpi, ma rimangono sempre leggermente arcuati e morbidi e che tutti i movimenti devono essere, come sempre, governati dallo spostamento delle anche, mentre la tentazione, trattandosi di sferrare un pugno, rimane quella di usare la forza delle braccia. Tutto il seguito di torsioni del busto, delle anche e gli spostamenti sulle gambe che, leggermente piegate, mantengono il bacino sempre alla stessa altezza, apporta un grande beneficio alla mobilità della colonna vertebrale e nel rafforzamento della muscolatura della vita e delle cosce. Inoltre aiuta la riduzione dell'eccesso di grasso nel giro vita e scusate se è poco.






Refoli spiranti da: 

Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968
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venerdì 4 gennaio 2013

Considerazioni sul Tai Ji Quan 20: Shăn tōng bì.

Eccoci in dirittura finale col movimento 20, molto breve anch'esso come il precedente e denominato Shăn tōng bì闪通臂,Schivare con tutto il braccio. Poeticamente viene invece definito come Il ventaglio attraverso la schiena (Shan tōng bei -扇 背), che si pronuncia in modo quasi simile per significare che, considerando la spina dorsale come l'asse di un ventaglio, le due braccia fungono da stecche dello stesso nel momento in cui si aprono. Dall'ago in fondo al mare, si ruota il dorso verso destra avanzando col piede sinistro in direzione E, fino a formare il passo ad arco (gong bu). Contemporaneamente il braccio dx sale verso l'alto, portando il palmo verso l'esterno e compie una parata da un colpo proveniente dall'alto, mentre il braccio sx si alza con un semicerchio fin davanti al viso e poi spinge in avanti con il taglio esterno (punte rivolte verso l'alto). Lo sguardo segue sempre la mano sx. L'inspirazione avviene mentre si alza la mano sx e l'espirazione mentre la stessa spinge in avanti. Il peso del corpo che, in posizione iniziale era al 90% sulla gamba dx si porta al 70% sulla sx. 

Nella posizione finale il corpo è rivolto a 45° verso SE. E' particolarmente importante che il busto (che precedentemente era inclinato in avanti), si porti in posizione eretta, mentre vita e glutei devono rimanere completamente rilassati. Il braccio sx non deve rimanere completamente teso in avanti, mentre devono essere distesi i muscoli della schiena, le spalle abbassate e la mano sinistra deve rimanere all'altezza del naso. Il movimento di energia che percorre tutto il corpo durante la tecnica, fa corrispondere la mano sx con le costole sx, mentre la distensione del braccio dx raggiunge la mano sx. Il significato marziale accoppia, come già detto, una parata alta a dx ad un colpo al viso con la mano sx. Il movimento è particolarmente benefico nell'allenare la distensione di tutta la muscolatura delle spalle e del dorso così come quella delle gambe. La distensione di tutte le giunture viene allenata così come i polmoni e la capacità respiratoria; sembra inoltre che ci sia una benefica stimolazione degli organi interni.






Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
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sabato 29 dicembre 2012

Considerazioni sul Tai Ji Quan 19: HĂI DĬ ZHĒN

E veniamo al movimento 19, piuttosto breve e particolare, della nostra forma 24 Yang. Il suo nome lo descrive già in modo sufficientemente chiaro. Infatti Hai Di Zhen (海底针)significa: l'ago in fondo al mare e si riferisce alla punta della mano dx (l'ago) va a colpire il punto dell'agopuntura detto appunto Il fondo del mare situato sul dorso del piede. Intanto, per maggiore diletto linguistico, vi aggiungo che la parola Mare (Hai, che è presente anche in Shang Hai, appunto Sopra il mare) è costituita dall'ideogramma di Madre e dal segno dell'Acqua (le tre goccioline a sinistra, con l'ultima che rimbalza graziosamente al suolo) per sottolineare come il Mare sia la sorgente primaria dell'acqua. Ma veniamo alla tecnica che ci vede partire dalla precedente posizione Yu Nu Chuan Suo. Il peso era al 70% sulla gamba sx (in passo Gong Bu) e dopo che la gamba dx ha compiuto un mezzo passo in avanti si sposta quasi completamente su questa, mentre la gamba sx si porta in avanti (direzione E) appoggiando solo la punta. Il torso che era diretto verso NE, viene ruotato (sempre partendo dall'anca) fino a SE per poi tornare al centro e chinarsi leggermente in avanti mantenendosi però diritto e non incurvato, anche se le spalle non devono essere tese all'indietro. 



E' questo l'unico movimento della forma in cui la colonna vertebrale non mantiene una posizione completamente eretta, ma chinata in avanti. Contemporaneamente il braccio sx passa davanti al viso e con un arco verso il basso si porta con il palmo in basso all'altezza dell'anca sx, mentre il braccio dx dopo un grande arco davanti verso il basso si porta al fianco dell'orecchio dx e quindi si dirige verso il basso in maniera rettilinea andando a colpire un punto un basso di fronte a sé (all'altezza del ginocchio) con le dita della mano diritte, palmo rivolto verso sx. Lo sguardo segue la mano sx mentre passa davanti al viso nella fase inspiratoria e la mano dx mentre va in avanti nella fase espiratoria. Il punto chiave del movimento consiste nel non abbassare la testa mantenendo la schiena diritta se pur piegata in avanti di 30/40° al termine del movimento. Il centro di gravità, pur se rimane sulla gamba dx, si sposta alla fine in piccola parte anche sulla sx. La spiegazione marziale è abbastanza chiara, il braccio sx sposta un colpo diretto al volto quindi para un altro colpo (ad es. di piede) al fianco sx, mentre la dx che para una calcio diretto al nostro ventre, colpisce poi l'avversario di fronte a noi in basso. L'esercizio svolge una particolare azione benefica sulla mobilità della spina dorsale e la sua postura oltre che rafforzare le articolazioni delle ginocchia.



Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
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martedì 18 dicembre 2012

Considerazioni sul Tai Ji Quan 18: You Zuo Yù Nǚ Chuān Suō.

Ci stiamo rapidamente avvicinando al termine della forma 24 Yang e il 18° movimento, eseguito a sinistra e a destra, viene poeticamente definito come: La signora di giada (regale, bella) usa la spola (la navetta del telaio) o anche La navetta (del telaio) va avanti e indietro. 右,左,You Zuo (Destra e Sinistra)  玉女穿梭Yù Nǚ Chuān Suō. Nella forma lunga antica, il movimento viene eseguito quatto volte nelle quattro direzioni e per questo veniva denominato anche I quattro angoli. Dalla precedente posizione 17 (del gallo che sta su una gamba sola) in direzione Est, mentre il torso ruota dapprima leggermente verso sx, la gamba sx scende a terra a 45° in direzione NE. Il braccio dx ruota verso il basso fino a portarsi davanti all'addome, palma verso l'alto, mentre il braccio sx con un semicerchio verso l'alto si porta davanti al viso palmo verso il basso( sopra il palmo sx) come tenendo una grande palla davanti a sé. Questa fase è inspiratoria e lo sguardo segue la direzione dell braccio sx. Il peso che si era spostato gradualmente sulla gamba sx, mentre avanza la gamba destra va a spostarsi su di essa fino a terminare nel passo arcuato a dx (Gong Bu) in direzione SE; il torso compie una torsione verso dx di 90° e  il braccio dx si alza a semicerchio verso l'alto portando si a riparare un colpo che arriva dall'alto fino a superare l'altezza del capo (palmo di fronte, aperto  verso l'esterno), mentre il braccio sx compie un cerchio dapprima verso il basso come per accarezzare il pallone e quindi spinge col palmo in avanti e verso l'alto. Questo avviene durante l'espirazione mentre lo sguardo accompagna la mano dx. 


Da questo punto, mentre il peso dapprima si ritira sulla gamba sx e le dita del piede dx si spostano in direzione E, il torso ruota verso sx di 90° in direzione SE ritirando il peso del corpo sulla gamba sx, si riforma il pallone davanti a sé (mano dx sopra, mano sx sotto)  ripetendo lo stesso movimento di avanzamento verso sx che termina in passo arcuato a sx. E' necessario porre attenzione a rimanere con il busto in posizione eretta e non piegata in avanti specialmente nella posizione finale e evitare di sollevare le spalle, che devono rimanere prive di tensione mentre si spingono le braccia verso l'alto. Il gomito della mano che spinge deve rimanere verso il basso, mentre l'avambraccio della mano che para deve arrivare ben alto per proteggere bene il capo.Come sempre nella formazione del passo arcuato, parte fondamentale deve avere la spinta dell'anca che guida la coordinazione della pressione del braccio che esegue la pressione in avanti. Questo movimento può alleviare il senso di rigidità e dei crampi delle vertebre cervicali, mentre le torsioni della colonna verso sx  e dx  rispettivamente, mobilizzano e rafforzano l'intera colonna vertebrale, migliorando la postura. Eseguire da solo questo esercizio nei quattro lati, ripetendolo cioè in tutte e quattro le direzione, è di per sé un ottimo allenamento decontrattore della muscolatura del dorso e della colonna. Il significato marziale del movimento è poi piuttosto evidente. Si esegue contemporaneamente un parata da un colpo alla testa proveniente dal lato dx  e allo stesso tempo si colpisce al petto l'avversario col palmo della mano, ripetendo la stessa cosa verso un altro avversario che proviene dal lato sx. Agli amanti della lingua, direi di porre attenzione ai primi due caratteri. Il primo, Giada, che è formato dal radicale di Re con un piccolo puntino a destra che raffigura appunto la pietra così preziosa da essere propria del sovrano e per estensione a significare proprio Il massimo della bellezza. Il secondo ideogramma ben noto (Donna) è quello che stilizza la figura femminile graziosamente chinata in ginocchio nell'atteggiamento di porgere qualche cosa verso dx.




Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968
www.taiji.de
Huard - Wong . Tecniche del corpo - Mondadori Ed. 1971

mercoledì 5 dicembre 2012

Considerazioni sul Tai Ji Quan 16/17 : Zuo You Xiashi Duli


Veniamo al movimento più difficile e complesso di questa forma, che è anche uno dei più caratteristici ed eleganti del Tai Ji. E' l'inizio della quarta linea e si esegue dapprima a sinistra (Zuo -  ) e quindi a destra ( You - ) e si compone di due fasi separate che l'amore per le espressioni poetiche, caratteristiche di questo popolo, hanno definito come: Il serpente striscia verso il basso  (蛇 身 势 - she shen xia shi) e Il gallo dorato sta su una gamba sola (金 鸡 独立 , Jin Ji Du Li). Nell'insieme più semplicemente Xiashi Duli - 独立,Abbassarsi con slancio e rialzarsi su una gamba. Ci trovavamo al termine del movimento 15 con la gamba sx in posizione di calcio in direzione SE. Mentre rimaniamo con la coscia in posizione, lasciamo cadere la parte inferiore della gamba morbidamente. Il braccio dx si solleva un poco formando la mano a gancio, mentre la sx passa a semicerchio davanti al viso e si porta all'altezza della spalla dx come in preparazione per Dan Bian (mov. 9/11). Lo sguardo va alla mano dx, tutto in fase di inspirazione.  Cominciando l'espirazione e mantenendo la mano dx ad uncino all'altezza della testa, mentre il peso è completamente sulla gamba dx, ci si comincia a piegare sulla gamba il più in basso possibile, facendo scendere la natica quasi sino a contatto con il polpaccio (compatibilmente alle proprie capacità atletiche) mentre la gamba sx quasi diritta, fa strisciare il piede di taglio sul terreno verso E (in direzione leggermente arretrata, la punta sx all'altezza del tallone dx) e la mano sx dalla spalla dx compie un semicerchio verso il basso nella direzione della gamba sx con le dite della mano che seguono lungo il corpo la direzione della gamba come un serpente che strisci sempre più in basso lungo la gamba stessa. Lo sguardo segue il movimento di questa mano. 

Al termine di questa fase la piante dei piedi saranno ben fisse a terra (dita verso S) e in una posizione molto marziale sarete rivolti verso un avversario che arriva da E, pronti ad un attacco dal basso. A questo punto, mantenendo una posizione del bacino più bassa possibile sempre alla stessa altezza,  mentre il torso ruota verso E, spostare il peso dalla gamba sx a quella dx, spostando la direzione dei piedi verso E in una sorta di Gong Bu (passo arcuato) basso.  La mano sx si alza di taglio come premendo in direzione E all'altezza del viso e il braccio dx si gira quasi dietro la schiena mantenendo la mano ad uncino rivolta con le dita verso l'alto (quindi al contrario di prima). E' cominciata la seconda parte del movimento detta il Gallo dorato sta su una gamba. In fase inspiratoria, proseguendo in direzione E, dopo che il piede sx ha ruotato leggermente a sx (circa 30°), il peso si sposta gradualmente al 100% sulla gamba sx, la gamba dx avanza e mentre tutto il corpo si solleva verticalmente sulla gamba sx leggermente piegata per mantenere un buon equilibrio, la gamba dx si alza con la coscia all'altezza del bacino e la parte inferiore lasciata morbidamente verticale. Al contempo la mano sx compie un semicerchio verso il basso a sx rimanendo al fine all'altezza dell'anca, mentre la dx scivola a lato del corpo (assieme alla gamba dx) e compie un semicerchio verso l'alto. La mano apre l'uncino e si pone di taglio in avanti davanti agli occhi. Qui termina la fase di espirazione con lo sguardo diritto davanti a sé. A questo punto si ripete lo stesso movimento verso destra (il 17). La gamba dx si abbassa di fianco alla sx, il torso ruota di 90° verso sx  e si ripete il tutto verso dx. Per eseguire bene questi movimenti bisogna porre particolare attenzione nel mantenere una postura della colonna perfettamente verticale, mentre l'errore più comune è quello di incurvare od abbassare la schiena. 

Per arrivare alla posizione finale il braccio e la gamba si sollevano come se fossero legati da un filo e gomito e ginocchio rimangono quasi vicini come a formare un leggero arco perfetto ed entrambe le braccia svolgono il loro movimento rotatorio come il dispiegarsi delle ali del gallo dorato che dà il nome alla tecnica. Come di solito l'anca guida e condiziona tutti i movimenti delle estremità. Dal punto di vista marziale l'intera tecnica è una sequenza continua di guardie, parate e attacchi di ginocchio. Questo esercizio porta differenti benefici. Innanzitutto una particolare miglioramento dell'equilibrio generale grazie ai movimenti e alle rotazioni effettuate su una gamba sola, poi la postura e l'elasticità della colonna vengono migliorate dalle continue torsioni ed allungamenti, mentre viene molto rafforzata la muscolatura delle cosce e l'elasticità delle natiche, cosa assai gradita alle signore. Nei passaggi bassi si ottiene anche una forma di massaggio rinvigorente della muscolatura e degli organi interni addominali. Una cosa importante da notare è che, nonostante la posizione bassa sia decisamente più elegante e caratteristica, non ci si deve sforzare di mantenerla al di là del proprio limite in quanto, proprio questa forzatura è contraria al principio del Tai Ji. Tutto deve essere fatto all'interno armonico delle proprie possibilità e anche una posizione più sollevata è da considerarsi corretta e utile allo stesso modo.



Refoli spiranti da: Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995
Kung Fu and Tai Ji  Bruce Tegner -Bantam book - USA - 1968
www.taiji.de
Huard - Wong . Tecniche del corpo - Mondadori Ed. 1971

giovedì 29 novembre 2012

Jué wù, la consapevolezza nel Tai Ji Quan.

Su gentile richiesta di una amica di queste paginette che da ormai quasi cinque anni vado vergando con la cura di un amanuense medioevale (è perfida ironia, infatti scrivo quasi senza rileggere, e si vede dagli svarioni che ci infilo, ad ore per me antelucane in cui gli ormai pochi ed affaticati neuroni ancora sbadigliano assonnati), butto giù il post di oggi gettando un po' il cuore oltre l'ostacolo e fornendo una interpretazione tutta personale che non sono certo risponda al vero. prendetela sulla fiducia. Dunque l'amica, ormai conquistata alle movenze del Tai Ji Quan mi chiede, facendo riferimento al Tao ( 道) che sta alla base di questa disciplina (e quindi allo Zen - 禅), un commento ai caratteri che nella lingua del regno di mezzo indicano la Presenza, la Consapevolezza di sé che dovrebbe conseguire il seguace di questa filosofia, anche con l'aiuto della pratica di questa disciplina; quella, cioè, che la mentalità occidentale potrebbe definire come Coscienza dì sé. Dunque andando con ordine, questo complesso concetto, che già solo a tentare di comprenderlo spaventa, a mio parere può essere indicato dalla parola cinese jué wù -  觉悟, appunto Coscienza, consapevolezza. 

Se esaminiamo il primo carattere, notiamo subito che è composto, in basso, dal radicale jiàn - 见 che significa: Vedere, percepire, ma anche Ora, momento presente. Il segno è posto sotto al segno di Copertura, Protezione, che sopra riporta anche il segno di Unghie . Uniti in un unico ideogramma danno appunto Jué - 觉, Ridestarsi dal sonno, Avere una percezione protetta,  Accorgersi di qualcosa al momento del risveglio (anche mentale) e afferrarla, Intuire la visione assoluta. Il secondo ideogramma che rafforza il primo è Wù, 悟 composto da tre caratteri semplici. Il primo in alto a destra è 五 - wǔ, Cinque, che come in moltissimi caratteri composti della lingua cinese, serve a scopo fonetico e ha come unica funzione quella di ricordare la pronuncia. Sotto abbiamo 口 - kǒu , Bocca e a sinistra la stilizzazione (abbreviazione) di Cuore, radicale presente in tutte le parole in cui si dà rilevanza ai concetti immateriali, della coscienza e dei sentimenti. Il significato è di Comprendere, quasi che sia necessario ripetere con la bocca quanto si è cominciato a capire col cuore per capirlo meglio. I due ideogrammi quindi si uniscono (nel cinese moderno si cerca di usare sempre di più parole plurisillabiche, che sono meno facilmente confondibili e definiscono meglio concetti complessi) rafforzandosi a vicenda per completare il significato di Consapevolezza, cioè Comprendere attraverso l'intuizione, la percezione della propria coscienza, del proprio sé. Avete compreso?

P.S. Per la verità un amico cinese mi suggerisce che per "presenza mentale" sia utilizzabile anche la parola Zài yì - 在意, che a rigore, significherebbe prestare attenzione a. Il primo carattere è Stare in (stato in luogo) e il secondo Opinione, Idea (in basso c'è il Cuore e in mezzo Dire, quindi Cosa detta dopo aver soppesato pensandoci bene). Insieme valgono Essere presente mentalmente. La scelta di questo lemma è da lui giustificata in questo modo: "When you are speaking, I am listening to what your are talking about. This action means my mind is present.  But when you are speaking, I am not listening to you and I am thinking of some other things, this is absent minded."  Non so, fate vobis, che la sapete più lunga.

Refoli spiranti da: E. Fazzioli - Caratteri cinesi - Ed. Mondadori
Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995

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