mercoledì 25 settembre 2013

Gwei Lo.

Avete presente i falsi amici linguistici, quelli che vi fanno prendere cantonate imbarazzanti quando pensate di esprimervi ad orecchio in una lingua che conoscete approssimativamente? Un amico che pensava di conoscere il francese, così vicino al suo piemontese, disse languidamente ad una fanciulla che sembrava corrispondere alle sue occhiate da triglia in carpione: Je te voudrai baiser, gongolando di saper utilizzare correttamente il congiuntivo in una lingua diversa dalla sua e ne ricevette in cambio due sonori schiaffoni, ignorando che che il corrispettivo di baciare è embrasser o tutt'al più un gergale bisouter, mentre il verbo da lui usato aveva un significato assolutamente volgare e corrivo di cui non voglio più oltre investigare, anche se in effetti corrispondeva al suo pensiero segreto. Dunque ciò è un po' più inusuale con il cinese, dato la lontananza tra le nostre lingue, purtuttavia, voglio segnalarvi questo divertente qui pro quo capitato all'amica Ciccola di cui vi invito a seguire le tappe del suo viaggio cinese qui, che nei pressi di Feng Huang (la città della Fenice cinese, animale mitico con dorso di tartaruga, becco di gallo, collo di serpente, testa di gallina, zampe di cervo, petto d'oca, coda di pesce e muso di rondine) si è sentita apostrofare da un vecchio a cui chiedeva informazioni sulla sua destinazione, con l'appellativo alquanto sinonapoletano: Guagliò o così almeno pareva. In realtà è assai più probabile che il tizio abbia usato un appellativo piuttosto comune, anche se tradizionale, in uso in Cantonese e probabilmente con poche varianti fonetiche, anche in altri dialetti del sud della Cina. 

Trattasi infatti di Gwei Lò - 鬼佬 - il cui significato letterale non proprio positivo è Diavolo straniero, un po' come Gringo in Messico. L'appellativo era usato soprattutto ad Hong Kong e a Canton per indicare gli uomini bianchi. Il primo ideogramma 鬼 - Gwei (in Mandarino Guǐ ) ha il significato di Spirito, fantasma (sempre raffigurato bianco e pallido e con le sembianza deformi, soprattutto il naso e i peli abbondanti)  e anche diavolo cattivo, ma anche furbo, astuto, maligno. L'ideogramma raffigura appunto un essere mostruoso dalla gran testa deforme e dai tratti orrendi, con una serie di sottostanti appendici che svolazzano qua e là. Il secondo 佬- lo (in mandarino lǎo) significa solamente individuo, tipo (la parte sinistra è infatti la stilizzazione di uomo, mentre la destra, che si pronuncia appunto  lǎo e che significherebbe anziano, saggio, ha qui una esclusiva valenza fonetica). In realtà questo appellativo è usato solo nel sud della Cina, mentre la corrispondenza Guǐ lǎo, non esiste nel cinese standard o mandarino. Nella lingua ufficiale si usa invece 外人 - wài rén, letteralmente Persona di fuori, oppure 陌生人 - mò shēng rén, che è un po' più scortese in verità e che vorrebbe dire Intruso (letteralmente Persona nata su un sentiero), mentre " lungo naso" 长鼻 - cháng bí, te lo dicono solo alle spalle (e chang, faccio notare si usa anche per la "grande" muraglia!). La cosa viene addolcita un po' aggiungendogli 王 - wáng, Re, 长鼻王, che significa quindi Re dal naso lungo, come dire: Sarà ben brutto ma è una persona importante e da rispettare, non si sa mai, magari è un cliente!


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6 commenti:

Ambra ha detto...

Dal che si deduce che gli stranieri, i nati altrove, non sono tanto ben visti sotto il profilo umano. Come soggetti procuratori di pecunia sono onvece un pochino rivalutati.

Enrico Bo ha detto...

@Ambra- Lo straniero fa paura, in tutte le culture e in tutte le epoche storiche, perché soprattutto è diverso. In Africa minacciano i bambini che di notte arriva il toubab bianco a portarli via. Nel medioevo era odiato il mercante straniero perché veniva a comprare e quindi portava via le derrate che sarebbero servite nei momenti di carestia. Oggi lo straniero è ancor più odiato, se porta soldi un po' meno, ma al limite è sopportato, basta che molli il grano e se ne vada via in fretta.

Ciccola ha detto...

Io non mi sono sentita trattata male quando mi hanno gridato GUAGLIO' :)
In fin dei conti eravamo due stranieri in difficoltà e il signore che ci ha chiamati così ci ha dato un'indicazione stradale (corretta). Eravamo distanti, forse gli è venuto spontaneo usare quel termine.

Enrico Bo ha detto...

@Cicco - Ma certo, ormai oggi il vocabolo ha perso la sua valenza negativa e viene usato con una certa bonomia.

Nidia ha detto...

Bellissimo, Enrico! Quanti equivoci nascono tra parlanti di lingue diverse e con gestualità e modi di rapportarsi diversi! Mi dissero quando ero in Cina che noi occidentali siamo chiamati 'diavoli dal naso lungo'.

Enrico Bo ha detto...

@Nidia - Sì certo specialmente al nord, magari ultimamente per cortesia sostituivano la parola diavolo con l'ideogramma di Re, ma il fatto che i nostri lineamenti sono giudicati assolutamente brutti (e le nostre donne troppo grandi e grosse) è un fatto. Ci riscattiamo solo noi con la barba, che invece è molto apprezzata in quando simbolo di maturità e saggezza (e poi pare le cinesi apprezzino particolarmente l'uomo peloso, l'erba del vicino ...)

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