sabato 20 giugno 2015

Sikkim: Vagabondare a Gangtok

Turisti al Tashi view point


Tibetology institute
Anche se in fondo avresti voglia soltanto di girolare per la città senza uno scopo preciso, di passare davanti ai negozietti o sederti su una panca a guardare la gente che passa e quanta gente passa, un andirivieni continuo su e giù per le scale, ci sono anche un sacco di cose da vedere in città. Allora bisogna organizzarsi un giro che per lo meno comprenda le principali. Intanto puoi cominciare a goderti la collezione di tankhe e oggetti sacri donati dall'ultimo re, poverino, all'Istituto di Tibetologia, una costruzione bassa che somiglia ad un tempio anche nella struttura interna. Come sempre questi dipinti magnifici ti lasciano attonito, per la perizia del disegno e per quel di più che leggi nel tratto sottile e nell'esplosione del colore, quello che trasforma l'artigiano anonimo in artista assoluto che, compreso com'è nella propria estasi religiosa non si rende neppure conto del proprio valore personale. Forse è lo stesso sentimento che animava i nostri anonimi pittori del 200, delle infinite pale di altare, alcune delle quali arrivate fino a noi col solo segno distintivo di Maestro di ... ecc, insomma un tuffo in quel misto di arte e religione così indissolubilmente unite in tutta l'area himalayana. Appena di fianco, una ripida salita ti porterà al Dodrul chorten, uno stupa gigantesco circondato da abitazioni di monaci. 

Le scale sono dure
Lungo la strada la corte dei miracoli dei santuari, suonatori, mendicanti e povere donne in cerca di qualche cosa da mangiare, in cima monaci ragazzini che si rincorrono lungo il lungo perimetro dello stupa schivando chi percorre la Kora in senso orario, cercando di far girare i mulini di preghiera con colpi secchi e ed esperti in modo che rimangano in movimento il più a lungo possibile. Le ruote cigolano e la preghiera vola via, in alto al di là della punta dorata che cerca di forare l'indaco del cielo. Il colore ti dà speranza, forse l'aria oggi sarà abbastanza limpida e allora via di corsa all'estrema periferia della città nel saliscendi continuo delle stradine, fino ad una collinetta a quasi 2000 metri, il Tashi view Point, con una grande terrazza che guarda la valle sottostante. La città quasi scompare tra il verde delle foreste che la circondano, ma l'attesa è disillusa per l'ennesima volta. Il Kangchenjunga non ci ama evidentemente. Non rimane che prendere un thè al baretto godendosi le famigliole di turisti indiani che approfittano del posto per acconciarsi da veri tibetani, stivali, cinture, pellicce e cappelli inclusi per farsi le fotografie di rito, la montagna sullo sfondo non si vede, pazienza il ricordo della giornata, tornati a Calcutta, rimarrà. 

Monaco di Enchey
Enchey Gompa invece è un piccolissimo tempio sorto su un crinale di un'altra collina coperta di alberi che nascondo le molte costruzioni che ormai lo assediano. Ha solo un centinaio d'anni, tuttavia pare essere spiritualmente molto importante perché sembrerebbe essere stato costruito da un monaco santo dei Nyingma Pa, i Cappelli rossi, che aveva la capacità di spostarsi volando e che scelse questo luogo perché proprio qui Padmasambava aveva sottomesso gli spiriti del Kangchenjunga, di Yabdean e di Mahakala, che sono adesso le divinità protettrici del monastero stesso. Non c'è nessuno nel piccolo cortile. Un monaco anziano solitario spazza l'ingresso con la schiena piegata dai secoli. C'è solo l'aria ferma e sottile della alta quota, qualche dlin dlin di campanelle che il vento muove nella sua ansia di arrivare alla pianura. Anche qui basta poco per arrivare al Flower exibition Centre e se vi piacciono le orchidee avrete la vostra soddisfazione. In una grande serra ne troverete centinaia di specie diverse. Una famigliola è come noi estasiata davanti a una tale rigogliosità di colori. 

Orchidee
Arrivano dall'Assam con tre ragazzi già grandi, le foto si sprecano, pare che gli indiani amino molto farsi fotografare con gli stranieri di passaggio, lo sfondo dei fiori diventa poi una quinta impagabile. Il ragazzo più grande non perde occasione di chiacchierare. Appena esce fuori la parola magica: Italia, subito l'interesse cresce di molto e Amir si affanna a cercare di assicurarci di quanto sia grande la sua ammirazione per Leonardo, Michelangelo e Raffaello e di come il suo più grande desiderio sia il poter vedere qualcuna delle loro opere dal vero e non si riferisce alle tartarughe ninja. Credo che possiate capire facilmente quello che senza merito e senza sforzo, avremmo da vendere al mondo. Non sarebbe necessario né marketing mirato, né pubblicità, tutto già fatto da solo e clientela già fidelizzata da tempo. Il resto della giornata, lo puoi passare in giro per le stradine del mercato per finire seduto in qualche caffè a guardare la vita che ti scorre intorno. Domani ce ne andremo anche da qui, un altro regno ci aspetta.



SURVIVAL KIT

Non si sa mai
Per fare un giro delle varie cose da vedere in città, bisogna considerare che queste non sono vicine tra di loro e che la strada è tutta un saliscendi, per cui conviene per non sprecare troppo tempo, affittare un taxi che rimanga a vostra disposizione per almeno una mezza giornata o prendere uno dei tour che tutti gli alberghi offrono. Non perdere il mercato coperto a due piani in fondo alla scalinata che scende dalla via pedonale.

Namgyal Institute of tibetology - Sede di studi tibetani fondata dall'attuale Dalai Lama, in pratica un interessante museo di oggetti d'arte e di uso religioso. Apertura 10 am- 4 pm. Ingresso 10 R. La collezione di statue e tankhe è davvero interessante.

Un suonatore a Purba stupa
Dodrul chorten - Detto anche Purba Stupa, sorge proprio di fianco all'Istituto. Molto visitato dai fedeli che non mancano di fare i giri rituali attorno ad esso girando i 108 mulini di preghiera. Contiene diverse reliquie, un libro sacro e una statua di Guru Rimpoche
Enchey Gompa - Piccolo tempio situato in splendida posizione panoramica. Spesso solitario si anima solo in occasione dei festival religiosi. Curiose le finestre evidenziate da cornici trapezoidali nere. Notare la statua esterna al tempio del fondatore, la figura curiosa e un po' spiritata del monaco che si dice avesse capacità di librarsi nell'aria.

Tashi View Point - A 8 km dal centro a 2000 m. belvedere di recente costruzione con terrazza, banchetti di souvenir, bar e varie, incluso negozio che affitta i costumi per fare le foto. Di qui si dovrebbe avere una spettacolare vista della catena himalayana ed in particolare del massiccio del Kangchenjunga. Tanti auguri.
Una finestra di Enchey gompa
Flower exibition Centre - Esposizione permanente dei fiori della zona in particolare delle orchidee di cui c'è una varietà infinita. Ingresso 10 R. 9 am- 5 pm. Sempre piuttosto affollato.

Downtown Resto Bar - M.G. Marg - Al centro della via pedonale, questo è un ristorante con cucina multietnica (ma alla fine ci sono solo piatti indiani e cinesi, popolato da molti giovani del posto. Il bar è pieno di gente che suona chitarre e dà l'impressione di un luogo dove c'è vita e possibilità di incontri. Inutile chiedere roba fresca da bere (cosa comune da queste parte. La spiegazione è che, dato che siamo in inverno è inutile mettere birra o Coca in frigo, che c'è ma è pieno di carne), rassegnatevi. Se prendete pollo o altra carne alla griglia, che non è male, chiedete che non vi venga annegato nel kethchup. Piatti sui 200/250R.




Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:


Ruote di preghiera

Nessun commento:

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!