mercoledì 24 giugno 2015

L'invasione ai Balzi Rossi

Arrivo or ora dai Balzi Rossi, dove ho voluto andare a ficcare il mio nasone santommasesco, visto che qui a Mentone o anche su tutto il lungomare fino a Garavan, a 100 metri dalla frontiera non si nota nulla che possa far presagire questa sorta di problemi epocali che si leggono sui giornali. Prima della frontiera niente di diverso dal solito. I consueti quattro pensionati che fanno finta di pescare, invece di stare in spiaggia con le mogli a badare ai nipoti e i soliti salutisti pancioni che fanno finta di correre con gli auricolari bianchi che fa molto yuppy. Al baraccotto francese sotto la tettoia solitamente deserta, c'è un camioncino della gendarmerie, con due tizi in divisa annoiati che chiacchierano dei fatti loro. Effettivamente sugli scogli davanti alla galleria, c'è qualche decina di disperati accampati con qualche telo colorato che li distingue dai soliti bagnanti amanti dello scoglio, che si sono nel frattempo spostati di qualche centinaio di metri. 

Un paio di gazebi con due pentoloni sul gas in attesa di accensione e un pulmino della Croce Rossa. Niente altro che faccia presagire avvenimenti epocali. I commercianti attorno all'area sono neri e a bocca storta brucerebbero volentieri con un bel falò  quello che sta sotto i teli, sia chi sia, un po' per inclinazione naturale, un po' perobbligo di contestazione come quando vogliono fargli una zona pedonale davanti, ma mi sembra che gli affari vadano meglio di prima, visti i capannelli di curiosi che di tanto in tanto arivano a buttare un occhio. Naturalmente ritengono che di qui non si passi assolutamente e che i francesi (e anche gli inglesi, ma che c'entrano  gli inglesi) ci ributtino indietro chiunque abbia l'ardire di mettere il naso al di là. Gente civile, a posto, che mica sta lì a fare bau bau micio micio, i francesi. 

Alla domanda di come mai continui ad arrivare gente dal sud e qui più  o meno son sempre gli stessi, fanno spallucce, nel senso so ben io cosa bisogna fare. L'unico davvero disperato è l'abusivo che stazionava nel punto dove ci sono i volontari, con un finto camion vendendo frutta a quelli che volevano evitare le gioiellerie mentonesi dove le albicocche le fanno a 5 euri al chilo. Era una specie di terra di nessuno tra le frontiere, dove nessuno chiedeva permessi o scontrini e lui faceva il suo business ora negato. Ho fatto il giro da Ponte San Luigi. Anche qui nessuno in vista tranne un bus vuoto con un paio di gendarmi, evidentemente dedicato a rimpatriare quei pochi che passata la frontiera (si dice a 70 euro a testa) riescono a farsi beccare, la metà  dei quali viene comunque rifiutata indietro dagli italiani che mica stanno lì a far flanella e che comunque ripassano il giorno dopo. Insomma dove è  il problema? Semplice. Il fatto è  che bisogna mantenere viva la tensione almeno da parte di chi ha interesse a farlo. 

I quattro desperados che rimangono sugli scogli, mentre è  già stata loro offerta una soluzione dignitosa, che vogliono mantenere attenzione mediatica sul loro problema. Maria la Pina che deve spingere sull'accelleratore visto che questo paga, assieme al felpato ruspante nostrano. Questi sanno bene che ogni problema di questo tipo deve essere accentuato al massimo e soprattutto mai risolto, in quanto verrebbe meno la loro ragione di esistere. Sanno che di qua e di là delle Alpi, è pieno di gente deliziata dal fatto di affondare i barconi, naturalmente con la gente sopra o al limite di mitragliarli sulla battigia, come la maggioranza delle deliziose vecchiette con la veletta che portano il cagnetto con la copertina a cagare sugli scogli adesso indegnamente occupati, così che tocca loro portarli nella spiaggia dedicata. Per loro risolvere la cosa, vuol dire dover andare a cercare altra carne da bruciare, che ne so, magari pagare qualche zingarello perché dichiari di guadagnare 1000 euro al giorno rubando, tanto qualche giornalaio che ci ricama sopra si trova subito (ma l'Ordine in questi casi non avrebbe il dovere di intervenire?). 

I Rom alla fine sono sempre una bella ruota di scorta. Hollande poi, odiato adirittura più di Renzi, deve far vedere che ha il pugno duro e ufficialmente blinda la frontiera, tanto alla fine passano tutti lo stesso, mentre il nostro deve dichiarare che batterà i pugni in sede europea, dove i padri putativi del felpato, che adesso hanno anche il coraggio di parlare, hanno, a suo tempo firmato i trattati dietro i quali si trincerano con buona ragione i nostri vicini. Tutti devono parlare a voce alta perche il tutto venga riportato dai media, quando invece queste cose si sono sempre risolte con cautela, sottobanco, con accordi in cui il buon senso prevale, basta che poi non vada sui giornali. I barconi si affondano man mano, senza gente sopra e se non si rompesse le scatole si andrebbero ad affondarli anche nei porti libici. I migranti verrebbero tacitamente lasciati andare dove vogliono andare, certo non in Italia e i campi profughi comincerebbero a sorgere in Niger e in Tunisia, pian piano. Ma ci vogliono mesi e calma per fare bene le cose e soprattutto non avere continuamente i bastoni tra le ruote da parte di elmi cornuti e altri insetti parlanti, che, adesso che i meridionali hanno smesso di puzzare, devono trovare il motivo per continuare ad esistere. E adesso vado a fare il bagno.

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