lunedì 8 giugno 2015

Sikkim: Sanga Choeling gompa


Le bandiere di preghiera al Sanga Choeling gompa

Altare sul belvedere
Sono le sei di mattina ed un filo di luce entra dalla piccola finestra del gompa. Norbu Tenzin tiene gli occhi semichiusi, accoccolato davanti al suo piccolo banco di preghiera coperto di drappi ricamati d'oro e di rosso carminio. Davanti, le pagine del libro sacro aperte, dopo che è stato tolto dall'armadio della biblioteca alle sue spalle, svolto dalla stoffa preziosa che lo avvolgeva e che gli è stata tolta la pesante copertina di legno ricoperta da intagli minuti che raffigurano guru Rimpoche che guarda il mondo con occhi attenti. Recita la preghiera con la ritmica cadenza, quasi un mantra ripetuto con poche variazioni, reso ancora più cantilenante dal tono molto basso e gutturale che la sua voce ha assunto col passare degli anni. E' molto anziano Norbu, forse non ricorda neppure più quando la madre lo condusse al tempio, bambino per essere ordinato. Ora che gli anni sono passati, la testa è diventata rotonda e pelata, le mani ossute con le dita un poco contratte mentre sfogliano le pagine, gli spessi occhiali gli pencolano sul naso, ma forse neppure gli servono, per recitare quello che ormai da anni risuona nella sua memoria come un ritornello scolpito nei mani di pietra che circondano il monastero con muriccioli bassi e contorti. Con la mano destra accompagna il ritmo della preghiera con un battere cadenzato di un bastone ricurvo sulla pelle tesa e scurita dagli anni di un tamburo rotondo che sta appoggiato al suo fianco. 

L'ingresso
L'altra mano accarezza la campanella sacra che di tanto in tanto, ma non a caso scuote, per trarne un rintocco così cristallino da percuotere l'aria con la perfezione di una lama. I sette metalli in cui è fusa la sua lega, conferiscono a questo suono la purezza nitida del cielo azzurro delle vette più alte, mentre i battimenti si espandono con le onde lunghe ed uguali di un diapason divino. L'aria stessa sembra deformarsi visibilmente, gonfiandosi e curvandosi al passaggio del suono come l'onda circolare di una pietra gettata in uno stagno immobile. Noi, rane inutili stiamo lì ad ascoltare, anche senza il nostro consueto cra cra, che quasi ci si è seccato in fondo alla gola, da un lato confusi, dall'altro rapiti da una situazione perfetta che non sapresti ricreare artificialmente, come se tutto fosse programmato dall'animale tempio, come mosso di vita propria in ogni sua parte, come se ogni dipinto, ogni figura sulle pareti, santi benedicenti e mostri guardiani e protettori, reincarnazioni e manifestazioni, tutte, pur se immobili, partecipassero a questa vita comune di preghiera, di manifestazione meditativa, di ricerca dell'assoluto. Forse tutto questo si può spiegare anche col fatto che i tuoi polmoni sono in debito di aria avendo fatto per un'oretta la pesante (per te) salitella che conduce a questo piccolo tempio sulla collina e quindi la scarsa ossigenazione ottunde ancor di più, se possibile, il tuo pensiero debole, però questa sensazione straniante, ti accompagnerà per tutta la tua permanenza tra queste montagne ed alte valli, dense di aria fina e di cieli indaco cosparsi di sbuffi di nuvole bianche, gli stessi riccioli candidi che troverai dipinti da antichi e nuovi maestri sulle pareti annerite dei fumi delle lampade o sulle tanke appese alle travi dorate, quando vengono scoperte dalla stoffa colorata che le protegge. 

La foresta attorno al tempio
Il tempio è sempre un luogo magico, carico di mistero colorato, quasi sempre deserto, che si anima soltanto un poco quando un raggio di luce fioca scontorna una sagoma che diversamente sarebbe soltanto una voce salmodiante nella penombra. Sanga Choeling è un piccolo monastero, ma la sua essenza non è dissimile da quella di tutti gli altri. Solo quando ne esci, cercando di portare con te, tutte le immagini che si allineavano sulle pareti scure dell'interno, ti rimarrà il tempo per ascoltare il vociare timido dei monaci ragazzini che corrono nel cortile per arrivare al refettorio della colazione o quello un po' più forte degli ultimi che si attardano a dare calci ad un pallone, poi rimane solo la strada che scende lungo il bosco. tronchi diritti, cortecce ruvide e fogliame spesso che il poco sole nasconde. La discesa calma definitivamente il tuo ansimare affannato di uomo di città, rimane anche il tempo per pensare, errore grave che ti riporta alla samsara quotidiana, il ciclo di vita, morte, rinascita e alle sue miserie dolorose, nella quale rimarrai anche questa volta imprigionato. La voce monodica di Norbu Tenzin ti segue soltanto più per un poco nella discesa, poi dopo l'ultima curva scompare definitivamente, anche se l'onda del suono della campana batte insistente sulla riva del tuo cuore a lungo prima di tacere.



SURVIVAL KIT

Sanga Choeling Gompa - Questo piccolo monastero è uno dei più antichi del Sikkim, costruito nel 1600, ha ancora le pareti ricoperti di antichi e bellissimi affreschi. Piccolo e raccolto, in cima alla collina, si raggiunge con un breve trekking in salita (40 min. circa) dal punto più alto di Pelling verso la montagna. Meta di pellegrinaggi, vale sicuramente la passeggiata, su un largo sentiero immerso tra gli alberi di una foresta fitta di criptomerie. Se il tempo è chiaro, magnifica vista sul panorama circostante.



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2 commenti:

Paolo nullo Pedone ha detto...

Mi hai riportato indietro alla lontana fanciullezza, tu un diverso Emilio Salgari intimista

Enrico Bo ha detto...

Salgari m'ha preso l'anima ragazzo che non aveva visto il mare ancora

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!