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martedì 29 settembre 2015

A Monaco di Baviera col Museo - 3

Il museo all'aperto di Amerang


Una raccoglitrice di luppolo a Wolznach
La campagna bavarese è una delizia di verde e di agricoltura ricca ed ordinata che viene da un medioevo già strutturato e ben organizzato. Piccoli paesi, case che appena capisci essere nuove eppure così simili all'antico che non disturbano, anzi collaborano a mantenere quell'aria di passato ancora presente. Ecco la ragione del gradevole museo all'aperto di Amerang, abitudine nordica classica, che presenta diverse case di campagna della zona, piccole fattorie e relative costruzioni adibite alle diverse attività rurali, come la costruzione delle corde, la lavorazione della lana e del lino assieme al mulino ad acqua con la segheria. In ogni abitazione puntuale esibizione di mobili e attrezzature dell'epoca. Ci vedi anche un sacco di scolaresche in visita ad imparare quale era la situazione di quel passato poi forse non così remoto. Altro sito interessante, il museo del Luppolo di Wolznach, costruito invece ex novo in centro al paesetto, molto moderno sia nel suo esterno che nella chiara esibizione didattica dei contenuti che, accanto ad una ricca documentazione iconografica del passato, mostra tutto sulla coltura e sulla lavorazione di questo vegetale assolutamente essenziale da queste parti, uno dei capisaldi della produzione e del consumo della birra nel mondo. 

La piazza del Municipio ad Augsburg
Poi procedi lungo la Romantische Strasse tra boschi infiniti e fittissimi di conifere, alternati a radure di smeraldo per arrivare ad Augsburg, città libera dell'Impero fin dal 1300, prima di sera.  Rimane così il tempo di fare ancora due passi per il centro, pieno di ragazzi apparentemente sereni. Ti dà una buona impressione questo paese, anche se può essere solo una questione di apparenza, però tutto sembra tranquillo e piacevole. Beh, bisogna ricordare che proprio qui, Martin Lutero affisse il suo famoso scritto che diede l'avvio allo scisma. Così si può passare almeno una mattinata a vedere le principali cose notevoli della città, anche se passa un po' in fretta. La bella chiesa di S.Anna con l'interno barocco e le splendide cappelle commissionate dai maggiorenti della città, l'austero Duomo nato sui resti romani e con le vetrate più antiche della Germania, con la curiosa soluzione di far traversare da una strada la navata centrale e lo spettacolare Municipio, un po' l'emblema della città, con la Sala d'oro aperta da pochi anni in cui ammirare le splendenti opere in legno dorato. Tuttavia il luogo forse più interessante della città è la famosa Fuggerei, un intero quartiere costruito e sponsorizzato completamente dalla ricca famiglia di banchieri Fugger all'inizio del 1500. Vuoi che sia stata una astuta mossa di immagine o un reale senso di responsabilità di un gran ricco verso la parte povera della sua città, un obbligo "sociale" insomma, questa realtà rappresenta il primo esempio di edilizia sociale, insomma case popolari per i poveri indigenti (ma solo se cattolici, eheheheh) della città. 

All'interno della Fuggerei
Quasi 150 piccoli appartamenti che venivano dati ai bisognosi all'affitto simbolico di un fiorino, a patto che si comportassero poi da buoni cristiani e dicessero una preghiera al giorno per la famiglia. C'era una vera e propria lista d'attesa a punteggio e man mano che un appartamento si liberava o per la morte dell'affittuario o perché era cessato il suo stato di indigenza, una apposita commissione lo riassegnava a chi ne aveva diritto. Ora la cosa incredibile è che funziona ancora oggi dopo 500 anni esatti allo stesso modo. Gli appartamenti sono stati via via ristrutturati modernamente e sono in generale abitati da anziani con la pensione minima o madri in difficoltà. Insomma una visita che fa riflettere sotto molti punti di vista, ci sarebbe davvero molto da discutere e su molti temi paralleli. Dopo di ché, sgranocchiando un bretzel, si può anche tornare a casa, magari godendosi il percorso molto panoramico che porta fino al Brennero. Io consiglierei una sosta alla splendida Abbazia di Ettal, il trionfo del rococò, che a qualcuno potrà non piacere, ma un capolavoro è un capolavoro e l'interno della basilica è talmente bello da incantare. Poi potrete tornare a casa con un grazie sentito al Museo di Agricoltura del Piemonte e all'amico Piero Fassino, pure mio compagno di scuola e alla sua Italian Wine Travels, esperto di viaggi enogastronomici. Davvero bella questa Baviera.

L'organo della chiesa di Ettel

SURVIVAL KIT

Museo all'aperto di Amerang - Bauernhausmuseum Amerang des Bezirks Oberbayern - Hopfgarten 2
83123 Amerang  - Calcolate un paio d'ore. 4 Euro. Possibilità di visita guidata.

Museo del Luppolo - German Hop Museum -Elsenheimerstraße 2 -85283 Wolnzach - Possibilità di visita guidata anche in italiano. Ingresso 5 E (senior 2,50)
Al mercato di Augsburg

Ausgburg - Dedicarci almeno un giorno. Le cose più interessanti dopo una passeggiata sulla Maximilianstrasse, sono le chiese, il palazzo del comune (2 euro), il mercato e soprattutto la Fuggerei (un paio d'ore, 4 euro)

Abbazia di Ettal - Sulla Romantische Strasse poco dopo Oberammergau (da vedere se non ci siete già stati, il famoso paese con le facciate delle case dipinte). Il trionfo del rococò, basterà una mezz'ora.

Hotel Augusta -Ludwigstr. 2  - Comodissimo in pieno centro, camere belle e moderne come ci si aspetta in Germania . Colazione ottima e ricca. In offerta si trova attorno ai 120 € la doppia.

Zeughausstube - Innenstadt - St. Ulrich-Dom- Nella zona pedonale, piatti tipici bavaresi, direi non un gran ché. Io ho avuto un anonimo pesce lesso e una buona soupe, poi frittelle di mele con gelato un po' da mensa.

Ebersberger Alm - Ebensberg -In campagna in una bellissima posizione panoramica sulla valle, ampio terrazzo d'estate. Menù tipico bavarese. 

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domenica 20 settembre 2015

A Monaco di Baviera col Museo - 2



Monaco  - Castello di Nynphemburg
Ma che Baviera sarebbe senza la birra. Questa è la bevanda d’obbligo in tutta la Germania e qui in particolare, così si impone una bella visita ad un birrificio di tradizione come la Ayinger. Questo ha preso un sacco di premi e pur se lo stabilimento, date le quantità che deve produrre, ha tutte le caratteristiche di una grande azienda con i suoi chilometri di tubi di acciaio luccicanti ed i contenitori giganteschi, qui la birra è decisamente una tradizione che segue parametri antichi. La produzione si fa, certo, ma molte varietà diverse di birra vengono ancora prodotte con ricette di un tempo. Otto che è incaricato di mostrare tutte le fasi della lavorazione, mostra uno spiccato attaccamento al prodotto che racconta e riesce a fartelo amare. Alla fine naturalmente bisogna assaggiare ed è un vero piacere sentire tutte le sfumature delle varie tipologie, dalle bianche, alle bionde, a quelle più scure e dalle gradazioni più forti. Non si può davvero passare da queste parte e rinunciare a questa esperienza, se si considera che poi una volta all’anno, per commemorare l’editto cinquecentesco che poneva le basi del disciplinare, diremmo oggi, di questa bevanda, una fontana di Monaco versa solo birra, dunque si può capire l’importanza che riveste quaggiù l’antica “cervogia”! Teniamo sempre conto che tra pochi giorni, poi, scatterà la mitica Octoberfest, che appunto come dice il nome, cade a settembre, una esperienza che almeno una volta nella vita, nessuno si dovrebbe negare, quantomeno per ammirare le prosperose cameriere in vestito tradizionale che portano ai tavoli almeno sei boccali da litro in ognuna delle due mani. 

 
Monaco - Centro
Non avrebbe senso comunque bearsi dell’ambrato nettare senza abbinarlo al piatto più consono alla fattispecie, lo sweineaxe, il famoso o famigerato stinco di maiale con i crauti, davvero delizioso, servito nella più classica birreria bavarese, seguito, per non rimaner delusi, da un fragrante apfelstrudel caldo con gelato alla vaniglia, alla faccia di chi dice che la cucina tedesca non è valida. Piatti robusti certo, ma di gran soddisfazione a vedere anche le wienershnitzel che giravano tra i tavoli, strabordando dai piatti, pure giganteschi. Tanto poi ti accomodi tranquillo sul tuo comodo sedile, mentre ai tuoi fianchi scorrono foreste fitte di abeti rossi e pini silvestri, interrotti solo di quando in quando da radure verde smeraldo, in cui certo non ti stupiresti di vedere cervi orgogliosi o gruppi di daini e cerbiatti curiosi e digerisci tranquillamente tutto. Monaco comunque, è a pochi chilometri e passeggiare per il suo centro, ti lascia una netta sensazione di città vivibile, piena di gente allegra con la voglia di divertirsi e decisamente multietnica, che passeggia e riempie i locali. Insomma se tanti scelgono la Germania per venire a viverci, non è solo una questione di maggiore facilità a trovare lavoro, ma anche perché nel pulito e nell’ordinato ci si sta piuttosto bene. Passeggi tra chiese e palazzi imponenti, la zona dei musei, fino alla Marienplatz col carillon del palazzo comunale, tutti col naso in su ad aspettare lo spettacolo che poi naturalmente è in un’altra ora e allora devi consolarti dando un’occhiata alla famosa birreria HB, dove cominciò una storia talmente lugubre e terribile, che forse molti vorrebbero dimenticare, ma il luogo è sempre lì ed è bene ricordare che la storia si sa ripetere con frequenza inaspettata, specialmente nelle sue esternazioni peggiori. Che bello però, vedere la gente che a piedi se ne va verso il teatro o passeggia nel parco della palazzina di campagna di  Nynphemurg  tra cigni e anatre che becchettano nei laghetti che la circondano. Sembra uno stato di cose immutabile. Eppure anche qui, un tempo, cadevano le bombe.

Monaco - Marienplatz

SURVIVAL KIT


Ayinger Brauenstueberl - Aying- biergarten abbinato al birrificio Ayinger. Pranzi coi piatti tipici bavaresi. Da provare per chi ancora non lo conosce lo spettacolare stinco di maiale coi crauti a 9,50 €. Non preoccupatevi se vi sembrerà enorme, con calma va giù tutto. Atmosfera molto bavarese, allegra e festaiola.


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domenica 30 agosto 2015

A Monaco col Museo 1

La Svizzera dopo il San Bernardino




Il municipio di Lindau
Eccomi qua anche se con forte ritardo a raccontarvi dell'annuale giro organizzato dalla Italian Wine Travels, dell'amico Fassino per il Museo dell'Agricoltura del Piemonte. Questo è l'anno dispari, quindi toccava all'estero ed è stata la volta di Monaco e dintorni. Inutile dire che il giro è a tema fisso, pensato proprio per chi ha interessi legati al mondo dell'agricoltura e delle produzioni correlate, ma girolare per luoghi così pieni di cose da fare e da vedere, consente dopo aver esaminato il tema, di buttare un occhio anche a quanto di magnifico ti passa di fianco. Il pullman è un modo piacevole di viaggiare, se sei partito a ore a cui non sei abituato, ti consente di sonnecchiare, se vuoi chiacchieri coi vicini, se no mediti sul senso della vita, al limite guardi il DVD sulle Langhe e sogni fino al San Bernardino, dove le caprette ti fanno ciao dai fianchi delle montagne svizzere. Poi un picnic sul lungolago del Bodensee, ti consente di godere dell'atmosfera del luogo, assolutamente impagabile ed allo stesso tempo del salame e dei tomini  di Castelnuovo Don Bosco, forniti dall'organizzatore, che sarà che quest'anno ricorre una data importante per il Santo, ma anche la freisa ha il suo perché. Comunque il giro delle viuzze di Lindau, le sue case giocattolo, il delizioso municipio affrescato, le chiese e l'atmosfera di vacanza lacustre, un po' triste, un po' mitteleuropea, valgono la sosta anche senza il picnic, credete a me. 

Il porto lacustre a Lindau
Non rimane che passare di fianco a Vaduz e considerare come mai, pur essendo uno dei posti più frequentati dai soldi di tutto l'universo e dintorni, il Liechtenstein risulti, secondo una ricerca del Touring Club Italiano, al quartultimo pasto al mondo come visite turistiche con pernottamento. Delle due l'una: o chi ci va a fare affari, seppure miliardario è talmente taranga da andare poi a pernottare fuori dal Principato per spendere meno, o è meglio lasciare meno tracce possibili del proprio passaggio. Imparate gente, su come ci si deve comportare quando vincerete il superenalotto (io il mio piano ce l'ho già). Comunque di lì in poi, Germania pura, anzi Baviera, con le sue dolci colline che digradano sempre di più verso il nord, tra un verde sano di pascoli che diventano prati, fattorie dai muri segnati dalle travi di legno e piccoli paesi dove pare si viva davvero magnificamente. Qui vedi un solido stato di benessere, in cui tutti i vecchi edifici e le costruzioni di un tempo sembrano nuovi, tanto sono curati e ben conservati e quelli nuovi al contrario sembrano vecchi per come sono bene integrati nell'ambiente, senza infastidire con linee troppo invadenti o estrosità del moderno obbligatorio. Ebersberg non fa eccezione, anzi. Poche case  attorno a una piazzetta, qualche negozio, una birreria, insomma sarà noioso, ma alla fine non deve essere male vivere da queste parti, specialmente se ti piacciono i wurstel e i crauti. 

Manzi Angus
C'è anche la gradevole sensazione che non ti abbandonerà nei giorni successivi, che tutto, o per lo meno la maggior parte delle cose, funzionino come devono e che anche se ci saranno dieci volte più immigrati che da noi, non sia poi tutto 'sto problema. Saranno i politici a essere diversi? Chissà, ah saperlo! Comunque qui intorno c'è una azienda agricola sperimentale. Pensate un po'. Ognuna delle 300 vacche della stalla, razza Simmenthal per il latte e Angus per la carne, ha un chip con GPS che consente di sapere esattamente ed in ogni momento cosa, quando e quanto mangiano, quale tipo di zona della stalla scelgono per riposare, ce ne sono di diverse soluzioni, quando scelgono di andare alla mungitura effettuata automaticamente da un robot, per capire quali siano le soluzioni migliori e più gradite agli animali e che ovviamente corrispondono ad una migliore produzione, che questo alla fin fine è quello che conta, alla faccia degli animalisti. Razioni misurate con il bilancino a qualcuna, ad libitum per altre, per capire, valutare, calcolare quale sia la il miglior metodo di allevamento per ottenere il massimo rendimento. Di latte, carne e cacca ovviamente che viene gestita in un impianto di biogas per produrre l'energia che serve alla fattoria. Che bellezza per chi studia zootecnia, un paradiso. Tranquilli, anche qui stanno tagliando i contributi statali, diciamo che siamo in tempi di vacche magre, appunto.
Stalla sperimentale nei dintorni di Ebersberg


SURVIVAL KIT

Hotel Hoelzer Brau - Ebersberg - Gradevole albergo, molto comodo ed economico per visitare l'area circostante e anche Monaco. Di norma 65 € la doppia con colazione abbondante, ma ci sono anche offerte in vari periodi. Camere piccoline, ma moderne e pulitissime, free wifi, bottiglia d'acqua gratuita in camera, che in Germania costa come l'oro. Personale molto gentile, tutti parlano inglese. Annesso il ristorante, elegante, dove si può cenare con una ottima qualità. L'unico problema è che alla sera nel paesino non c'è niente da fare, per contro tranquillità e silenzio garantiti.


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