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giovedì 15 ottobre 2015

III A

Al ristorante Il Duomo - Al

Tanto per cambiare con i piedi sotto al tavolo. Gaudenti 69enni o semplicemente gruppetto sparuto di nostalgici che ogni tanto si ritrova per ricordarsi di quei pensi di canti dell'Inferno o incipit dei poemi omerici in greco che quella classe birichina si meritava? Chissà, però ci è rimasta questa voglia di incontrarci di tanto in tanto a officiare un rito che ci ha accomunato tanti anni fa. L'ennesima occasione per ricordarci di chi mai siamo riusciti a rintracciare, rimproverandoci di non aver fatto abbastanza. Allora approfitto dell'occasione per fare un appello alla Chi l'ha visto, anzi vista. Chiunque avesse notizie di come poter contattare la professoressa Centola, insegnante di Scienze che nel 1963, giovanissima, insegnava alla I A del Liceo Classico G. Plana di Alessandria, mi faccia un cenno, perché io e tutta la classe in questione vorremmo scusarci con Lei. E' una cosa a cui terrei molto. 

giovedì 15 dicembre 2011

Un treno nella notte.


Sono anni che non vado in treno. Sembra incredibile, dopo tante notti passate sui vagoni transiberiani, dopo gli infiniti viaggi AL-TO della gioventù, ma questo ambiente, un po' asettico, un po' depassé mi sembra oggi estraneo e ostile. Ormai ci siamo abituati troppo all'egocentrismo automobilistico per apprezzare quelle ore di solitudine comunitaria, in cui approfittare per scorrere un libro, tra compagni ancora sonnacchiosi o femmine piene di mistero avvolte in cappottoni e manicotti. Forse il binario che si lancia infinito nella notte, le parallele senza orizzonte che ti portano lontano, la pesantezza di questo mezzo ferroso, tutto sommato ottocentesco, mantengono però ancora un loro fascino nascosto e un po' demodé, ma è meglio non dirlo ai pendolari che al mattino si assiepano per salire sulle tradotte che li devono portare già stanchi a quell'attività su cui si fonda il malfunzionamento della nostra società. 



Comunque vinto da questi pensieri laterali, ieri sera ho provveduto ad organizzare l'apericena annuale degli auguri di Natale degli ex reduci della IIIA del Liceo Plana, al Treno bar di Spalto Borgoglio con ampio parcheggio di fianco al palazzetto (tanto per completare bene la marchetta). Ricco buffet concordato nel vagone d'antan, per ritrovarci e rinverdire i vecchi ricordi. C'è chi non lo sopporta, chi lo rifiuta con sdegno; ma il nostro gruppetto di fedelissimi invece, evidentemente ci gode e lo ripropone periodicamente. Eravamo 17 più accompagnatori, mica poi tanto pochi, considerando che sono passati quasi 50 anni. Messi i cappotti sulle cappelliere, l'atmosfera del vagone ci ha un po' presi, sembrava quasi che si dondolasse ritmicamente nella notte. La caligine nebbiosa che sorgendo dal Tanaro vicino, ha avvolto subito le cose e forse un po' anche le menti, ha aiutato. Pareva quasi attraversarlo, quel fiume antico, lentamente come quando il treno prende l'abbrivio prima di lanciarsi nella notte. Torino era ancora lontana, anche nei ricordi. Non è stato facile scendere.



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giovedì 3 dicembre 2009

Ancora da Josephine.


Sarà una consuetudine, sarà una abitudine, ma io quando mi ritrovo con i miei vecchi compagni di scuola del Liceo, provo una sensazione di calore e di sottile piacere. Lo so, sono banalità, per alcuni anzi, in questi casi bisogna provare solo inquietudine e fastidio, però mi sembra che il mio sentimento corra anche tra quanti non insofferenti alle mie convocazioni, si presentano fedeli, per ritrovarci periodicamente o anche solo per farci gli auguri, come ieri sera. E non ditemi che se qualcuno si prende la briga, per passare un paio d'ore con dei vecchi barbagianni che alla fine si raccontano sempre le stesse cose, di venire da Roma, da Genova, da Milano, da Asti o anche solo dal quartiere Pista, non prova le stesse sensazioni che sento io. Ieri sera, nel confortevole ambiente di Josephine, in piazza Giovanni XXIII, che consiglio a tutti coloro che vogliono trovare una atmosfera gradevole ed elegante anche se del tutto informale (e di cui avevo già parlato qui) durante una apericena ricca di ogni ben di Dio, inclusi i tradizionali ed aerei rabaton alessandrini, di grande leggerezza e sapidità, ci siamo raccontati le solite cose, abbiamo riletto la lettera che il Prof. Angelino ci ha scritto pochi giorni prima di lasciarci ed abbiamo terminato la serata in una casa ospitale che ci ha accolto con il calore consueto. Io direi che possiamo andare avanti così, finchè ci sarà concesso, naturalmente.






Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 121 (a seconda dei calcoli) su 250!