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mercoledì 20 settembre 2017

Mare sverso

dal web


Sarà che sono un po' sverso per motivi vari e un po' per questi ultimi scampoli marini di poca soddisfazione, ma devo proprio dire che non riesco più a interpretare cosa ha così tanto modificato il mood della gente, per lo meno a dare una scorsa ai vari social, dove si vede bene quello che traspare nei meandri più luridi della pancia della massa, peggio che guardarsi una colonscopia in diretta  nello schermo del proctologo. Leggi soltanto di una preoccupazione folle, di timori orripilati, non già rivolti alla situazione economica o ai venti di follia che percorrono il mondo sempre più di frequente, come sembrerebbe abbastanza logico, ma all'orrido negro che stupra le ottantenni, al ladro slavo che ti svaligia e ti taglia la gola per la strada e allo zingaro che ti sfila il portafoglio mentre ti angoscia con la richiesta fastidiosa di elemosine, almeno a leggere i titolastri di certi giornali da fogna. 

Certo tutto serve per soffiare sul fuoco dell'odio. Ogni pretesto è buono meglio se capita con qualche ben negro di mezzo, ci si può sguazzare meglio. E' davvero un peccato quanto i fattacci sono provocati dal vicino di casa. Mi raccomando tenete in casa le figlie impuberi, per non parlare delle mogli castigate che non hanno più cuore di traversare i giardini pubblici della stazione, vanto imperituro della città del secolo scorso, ululano luride trasmissioni "a tutela del cittadino". Ma è tutta farina del sacco del misero cittadino o c'è chi soffia sul fuoco per raccattare, se possibile, ancora qualche voto, visto che non è bastato far falsificare prove per far cadere governi. Ma possibile che non si possa dare almeno un'occhiata ai numeri, quelli reali? L'ottimo Mattia Feltri ne riportava un po' sulla stampa di questa mattina. 

Come mai gli stupri sono in calo costante e Salvini dichiara l'emergenza stupri? Come mai esplode l'emergenza rapine e le rapine sono calate del 23% negli ultimi anni? Perché siamo in piena emergenza furti se questi sono scesi del 22%. Sì ma c'è comunque una emergenza criminalità, vomitano teleimbonitori circondati da "cittadini" ululanti, ma se i reati sono complessivamente diminuiti del 26%!!!!!!! Tutti dati del Viminale eh! Ma l'emergenza è quella delle forze dell'ordine, mancano le guardie e la vigilanza (si dice nella lingua di Gagliaudo). Ma se non ci sono mai state così tante telecamere, tra un po' le avremo anche nel cesso e siamo il paese d'Europa con più guardie per abitante (terzi nel mondo dopo Russia e Turchia)! Bel primato non vi pare. Mi sa che qui la vera emergenza in Italia è la presenza di Salvini e compagni. Iena dice che ci fa addirittura rimpiangere Bossi!

mercoledì 28 settembre 2011

Emigrare a Surakhis.

Cari amici, che brutto svegliarsi con la luna storta già di tuo. Poi apri la tele, e devi spegnere subito, sfogli il giornale e ti vien mal di testa, sul web ne senti di quelle da fare accapponare la pelle. Io ho voglia di ridere, di guardarmi un film di Totò, di fare quattro chiacchiere con le gambe sotto il tavolo con qualcuno che mi sia simpatico. Ma perché, ma perché! Basta, mi son stufato, mi sa che presto chiederò la cittadinanza di Surakhis e poi mi dicono che lì Paularius sta per dimettersi, anzi mi ha mandato via iperspazio, adesso che i neutrini hanno preso a correre è tutto più facile, un video di come stanno andando le cose laggiù. Povero Paularius, anche là ce l'hanno tutti con lui, adesso si è messo anche il tempio a fargli la morale perché è girato il vento, eppure lui aveva cancellato l'Imposta Callopigia Impenitente, proprio solo a loro per metterli dalla sua ed aveva obbligato Twoseas a istiture la Topa-Tax, che tra l'altro a lui stesso sta costando personalmente un occhio della testa (anche se ha ottenuto un emendamento per farla pagare una tantum alle Plurivulve di Aldebaran), per non turbare proprio la Gilda che si rifiuta pervicacemente di portare il diritto di ritiro dalle miniere a 120 anni. Ma cosa gliene deve fregare, che tanto non hanno mai lavorato in vita loro? E' preoccupato, dice che non gli va più di stare con questa gente; anzi ha quasi deciso di farsi dare ancora qualche voto di fiducia e poi metterli tutti nelle mani dei Romuliani che loro sanno cosa farne.





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lunedì 20 giugno 2011

Verde pisello.

Che tristezza il mogio pratone verde pisello sempre più ammosciato. Neanche più fanno effetto le pillole azzurre. Ormai manca anche il coraggio di mostrare a TV e giornalisti trote e altri pesci. Ci si rifugia celticodemocristianamente in un folklore che soffochi i mugugni dei fedeli con le corna, legati alle operazioni operettistiche della prima ora, sognatori di marce su Roma e birrerie di secoli passati. Grandi tuoni ingobbiti dunque dal palco, ma niente tempesta, neanche pioggerellina e non poteva essere altrimenti, ma come sempre alti ministri e responsabili di governo che accusano lo stesso governo di improvvida incapacità, anche se questo sembrerebbe incredibile a raccontarlo a qualcuno. Ma come, tu sei al governo da un ventennio, un po' con gli uni e un po' con gli altri e ti lamenti che il governo non è capace di combinare nulla? Nemmeno nell'Atellana più sganasciona e volgare si farebbero battute simili. Ma qui è la norma, bisogna dare un contentino alla base che rumoreggia con i mantra del passato, quindi lenzuolata di richiestone (a sé stessi?), ma se le leggi tra le righe sempre sfumate e interpretabili a soggetto, con lo stile classico di quei decretoni ruggenti di obblighi a cui però, per apparente dimenticanza, si scorda di scrivere il comma delle sanzioni da comminare in caso di non ottemperanza.

Parole che possono valera per la bionda e per la brunetta, nani e ballerine della compagnia di giro, ma che alla fine l'imperatore accoglie con un sospiro liberatorio, appena capito che sotto c'è il nulla, solo un avviso a Giulio che è stato prescelto il capro da sacrificare, l'unico forse che non mangerà il panettone, ma tanto ormai c'è abituato. Intanto accoglie con un risolino sghembo le richieste opposte che gli arrivano da tutte le parti e rimane lì nella speranza che si annullino l'una con l'altra, ma i numeri sono numeri e non chiacchiere e se da tutte le parti si chiede di diminuire le tasse, e chi non è d'accordo, dalla parte dei numeri e della logica nessuno può fare quello che solo un governo di unità nazionale potrebbe fare senza timore di inimicarsi i votanti, la cura da cavallo che tutti conoscono e che solo se si paga in 60 milioni e tutto quello che serve fino all'ultimo euro, puoi tirare fuori il paese dal baratro. Qui a fianco, c'è un contatore; dategli un'occhiata, è il debito pubblico italiano; non si ferma mai, neppure di notte. E' un debito che abbiamo a carico noi, non qualcun altro; non conta chi l'ha fatto, l'unica cosa certa è che siamo tutti noi che lo dobbiamo pagare.

Certo tutti protesteranno che loro hanno già pagato e caro, ognuno dirà che è quello che ha già pagato di più e per molti è anche vero, ma questo non serve più, non esistono altre soluzioni per tirare fuori 130 miliardi di euro in tre anni, altro che diminuire le entrate. Tutti quelli che hanno fatto aritmetica alle elementari sanno bene che non si cavano queste cifre colpendo solo uno o l'altro dei gruppetti che hanno sempre pagato di striscio o sono stati furbamente fuori dal tiro. Troppi ne servono di soldi; solo con lacrime e sangue per tutti puoi tamponare gli squarci nella chiglia e rimanere a galla. E quindi solo un governo in cui ci siano tutti, indifferenti alle ire dell'elettorato, può aumentare le tasse (altro che diminuirle), reintroducendo quelle improvvidamente tolte, menare fendenti dolorosi e strutturali su sanità, pensioni e spesa pubblica, alleggerendo tuttalpiù per chi crea occupazione, ma reale e stabile, non certo truffaldinamente precaria come è stato concesso per due decenni, per aumentare i problemi futuri e facendo ponti d'oro per chi vuole arrischiarsi ad investire in questo disgraziato paese.

Certo bisognerà accompagnare l'amarissima medicina con qualche provvedimento di manifesto morale, che pur avendo poca valenza in termini di cassa, rappresenti un esempio che tutti piangono davvero, poveri e ricchi e soprattutto politici, come abolire immediatamente province, parlamentari, emolumenti di giada, tanto per placare un poco la piazza, ma intanto non fatevi illusioni, sarà sempre la parte più debole e numerosa che deve pagare il resto (che è la maggior parte) del conto salato che ci ha preparato il craxismo andreottiano della Milano da bere e che l'ultimo Ventennio, che come i precedenti sta volgendo al termine, ha lasciato lì a marcire sperando che si pagasse da solo. L'alternativa è il precipizio, lo sprofondo all'Argentina o alla Weimar, dove con la pensione o lo stipendio non si riesce più a comprare un chilo di pane e dove poi la massa acefala si governa con facilità e allora si comincia davvero a spaccare tutto e come sempre si chiede sangue, ma sangue vero stavolta fino a quando arriva un uomo forte che lo beva. Perché quando i Maroni sono pieni, non serve scorrazzare sui prati sbiaditi o mitragliare i barconi, bisogna ragionare con i numeri.



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