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giovedì 8 agosto 2013

Il sedicente autore colpisce ancora.

Anche in vacanza, anche nel borgo montano, non c'è pietà, continuo implacabile la mia mission, quella di triturare i cabbasisi, tanto per dirla in linguaggio letterario, agli amici. Ecco dunque che questa sera, grazie all'impegno di Silvia (che si è gentilmente prestata in quanto mia cugina, in Italia è così, senza parentele non si combina niente), la Pro Loco di Fenestrelle, paese quasi candidato dall'Unesco tra i siti dell'umanità che è indispensabile visitare (almeno questo glielo devo e poi la pubblicità è l'anima del commercio) mi ha organizzato l'ennesima presentazione del mio libro sul Senegal, con inclusa allo stesso prezzo, proiezione di immagini sull'argomento. Sarò introdotto dal Prof. Beppe Segoloni, profondo conoscitore del mondo e dell'animo dell'uomo, oltre che dei suoi visceri e come se non bastasse, Cristina Momo, leggerà brani scelti qua e là e non a casaccio, per rendere più frizzante la serata. Magari l'ultimo pezzo scelto, essendo un poco scatologico, lo leggerò io. Ringrazio ovviamente tutti gli amici che mi hanno già assicurato la loro presenza con campanacci e putipù, che tuttavia ritengo già compensati dalla possibilità di farsi beffe di me per il resto dell'estate. A stasera, non mancate, mi raccomando ad arrivare in tempo che i posti sono pochi e poi dovreste rivolgervi ai bagarini, che già si aggirano sulla piazza della Rosa Rossa con fare circospetto. 


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mercoledì 12 giugno 2013

Una presentazione a Librinpista.


Ve lo avevo detto che ormai non ci sono più limiti. Comunque non vi preoccupate, sarà una cosa in famiglia, per pochi intimi. Se avete voglia di fare un salto , mi farete comunque piacere, soprattutto per sentire leggere Stefania, che ringrazio fin da ora. E poi suvvia, potrete incontrare direttamente l'Autore (con la A maiuscola!)


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martedì 20 dicembre 2011

Un' altra presentazione.


Accidenti qui ci stiamo prendendo l'abitudine! Non soltanto venerdì sera, il libro (ormai mi tocca definirlo così a tutti gli effetti) è stato presentato in pompa magna al circolo Kiwanis (mi direte, per forza con tutti gli amici, ti piace vincere facile), ma ieri la stessa cosa è avvenuta nel salone Ambra dei Ferrovieri, alla festa di Natale dell'Università delle Terza Età, appuntamento tradizionale che chiude le lezioni, prima delle feste. Mai momento poteva essere più appropriato per captare la benevolenza degli astanti, come l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze, così al nutrito gruppo di alunni già naturalmente di buonumore, non è pesato troppo ascoltare la mia breve prolusione in attesa del bel concerto che sarebbe seguito. Intanto, come vedete dalla foto, mi han vestito dalla festa, come si dice ad Alessandria (e il nero mi smagrisce), con cravatta d'ordinanza in tono con il momento ed alla fine non mi hanno neppure tirato i pomodori. Per aspera ad astra si potrebbe dire, ma in ogni caso cominciamo a cogliere l'occasione per fare a tutti i miei lettori ed amici gli auguri di Buon Natale, che male non fanno a nessuno.


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mercoledì 12 ottobre 2011

Museo della Gambarina. Presentazione del libro: Soffia il vento dell'est di Enrico Bo.


Sapevo che prima o poi sarebbe successo e vi assicuro che non è una presa in giro. Lo so che in passato ho raggirato qualche lettore con dei presunti pesci d'aprile, ma adesso siamo ad ottobre. Orbene, si sa che quando uno pubblica qualcosa a forma di libro, non è certo detto che per questa sola ragione possa essere definito un autore o peggio ancora uno scrittore. Ci sono alcune pregiudiziali da sciogliere, alcune condizioni da espletare per passare dalla condizione di aspirante a quella di autore di diritto, un po' come i punti ELO per raggiungere il grado di maestro negli scacchi. Tu puoi riuscire ad ottenere coi salti mortali di avere tra le mani un po' di copie di un volume purchessia da regalare ad amici e parenti che lo riceveranno alzando gli occhi al cielo, ti faranno un sacco di complimenti e appena te ne sei andato, lo ficcano in un buco per dimenticarlo per sempre o direttamente nel cassonetto della spazzatura (quello della carta naturalmente, per fare una buona differenziata), ma da qui ad ottenere lo status è ancora lunga. Come diciamo qui, ne devi ancora mangiare di cagnolini. No, non siamo amanti della cucina cinese da queste parti; è che subito dopo la guerra, i panettieri avevano preso a fare dei piccoli pani con una forma strana, che la gente chiamava "cagnulén" e non ci somigliavano neanche però. Sempre stati animalisti da queste parti., a parte mangiare gli agnolotti di asino. Ma torniamo alle condizioni necessarie e sufficienti. Se ne devono ottemperarne almeno tre. Il primo è che questa opera monumentale e meritevole deve vendere delle copie. 

Qui siamo a posto perché come ho già detto, ne sono state già vendute due del tutto inopinatamente, quindi potremmo assolutamente definirlo e non per piaggeria, un grande successo editoriale anche se si può acquistare solamente sul web. La seconda è quella di essere di tale valore da essere ospitata in una grande biblioteca. Anche in questo caso, come ricorderete, se no andate a ripassarvelo qui, sono vicino all'immortalità essendo presente a pieno titolo nella famosa biblioteca di Umberto Eco. Infine la terza condizione, la più pesante e difficile da perseguire: mettere insieme una pubblica presentazione dell'opera. Lo so che siete increduli, ma la mia amica Paola, non so per l'antica vicinanza che ci lega o per levarsi il dente, è riuscita ad organizzare l'evento. Così sabato 15 ottobre, in un luogo prestigioso come la sala convegni del Museo della Gambarina ad Alessandria, alle ore 17:30, come gli scrittori veri, presenterò il mio libro: Soffia il vento dell'est, ufficialmente e definitivamente, pensate che un comunicato stampa è stato pubblicato sul giornale locale! Le cose sono state fatte per bene; addirittura altri amici (ne ho però di amici e si vede nel momento del bisogno, quando tutto sembra precipitare) si assumeranno l'onere di leggere qualche brano scelto, tutto fatto per bene insomma. Quindi, al fine di non farmi fare una figura da cioccolataio di fronte ad una sala desolantemente vuota, invito tutti gli alessandrini che mi leggono a dedicare un'oretta del loro pomeriggio sabatino a questa via crucis. Prometto che sarà una sofferenza intensa ma breve e rimarrà il tempo per lo struscio preserale.


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