E' naturale che quando un attore di successo, un grande autore se ne è andato, si cerca di sfruttare fino in fondo la miniera di scritti rimasti e non ancora pubblicati e di Camilleri che pare fosse molto previdente in questo senso dovrebbe essere rimasto ancora parecchio, quindi penso che per parecchi anni continuerà così. In questo caso però la pesca a strascico è stata come si può dire, benedetta. Infatti sembra siano saltate fuori da una cantina questo pacco di lettere, scritte dal giovanissimo Camilleri a casa dal 49 al 60. In realtà, al di là dei saluti commossi a genitori, zie e e nonna o dai ringraziamenti per l'arrivo di pacchi di dolciumi siciliani arrivati per le feste solitarie, da questo godibilissimo epistolario salta fuori una bella storia che racconta come sia difficile, dura e faticosa la cosiddetta gavetta in quel mondo che ruotava attorno al cinema, al teatro, allo spettacolo in generale in cui il nostro autore desiderava a tutti i costi entrare a pieno titolo. Le lettere raccontano in modo puntuale la fatica di vivere nella Roma dell'allora Dolce Vita, con la sua continua necessità di frequentare il sottobosco delle conoscenze, intellettuali e politiche, della ricerca di aiuto e delle continue collezioni di promesse e di speranze che regolarmente vanno a vuoto per mille ragioni, anche quando sembrano quasi arrivate in porto e in contemporanea, la continua disperata ed assillante necessità di soldi per i bisogni di tutti i giorni, anche i più basilari, dall'acquisto di un paio di pantaloni alla pigione che incombe, ai prestiti da restituire agli amici. Una lettura interessante perché racconta un mondo che non c'è più e piacevolissima perché descrive la vita di uno dei nostri grandi. 500 pagine che filano via in un attimo.
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sabato 4 gennaio 2025
Recensione: Camilleri: Vi scriverò ancora
sabato 14 settembre 2024
Recensioni: M. Vaglio Tanet - Tornare dal bosco
Candidato allo Strega 23, si sente che è scritto bene, da una mano delicata e che sa fare il suo mestiere. In più un'autrice che ama profondamente la natura e la descrive con cura ed affettuosità direi decisamente poetica, quando si lascia andare ad allungare il brodo del racconto. Tuttavia questo tipo di romanzo non è nelle mie corde per cui l'ho fatto andare piuttosto velocemente senza che mi abbia coinvolto più di tanto. Si svolge nella Biella degli anni '70, area che ho conosciuto e forse anche per questo, riconoscendone i luoghi mi ha trattenuto un po' di più, con una storia delicata, di una bambina che si suicida per un rimprovero e della sua maestra che sui colpevolizza. Un ricamo su un fatto di cronaca realmente avvenuto. Una cosa un po' flebile anche se per carità, non offende.
domenica 14 luglio 2024
Recensione - Di Mare - Le parole per dirlo
Uno dei molti libri che sono stati scritti da chi vuol far partecipare il proprio pubblico alla propria malattia. Un momento difficile e nel quale appunto le parole per dirlo sono difficili. In questo caso, questo importante giornalista di guerra, ci racconta la sua avventura col mesotelioma, contratto forse proprio a causa del suo mestiere, quando raccoglieva in Serbia i servizi su quel capitolo nero dell'Europa, alternandolo a storie incontrate nel suo lavoro di reporter, attento agli avvenimenti e soprattutto al lato umano di quanto accadeva attorno a lui. Un libro che ti intristisce ovviamente ma che ti fa sentire vicino la persona che racconta, fine che probabilmente anche l'autore si proponeva. Una lettura un po' triste, che un po' ti spinge a pensare, ma certamente non spiacevole, in quanto Di Mare era di certo uno che sapeva scrivere e passarti dei sentimenti.
mercoledì 26 giugno 2024
Recensione: T. Terzani - Fantasmi
Un altro degli straordinari lavori del grandissimo giornalista che ha fatto dell’Asia la sua ragione di vita e che l’ha vissuta proprio negli anni più terribili, che lui ha trascorso nel sud est asiatico. Anche se li ho letti quasi tutti, i suoi lavori, questo mi mancava e l’ho amato tantissimo proprio perché racconta le vicende della Cambogia, paese che ho avvicinato solo per poco tempo, ma che ho amato moltissimo. Anzi ritengo che chiunque volesse visitare questo paese dovrebbe leggersi questo lavoro che la racconta in tutta la sua poetica bellezza e in tutti i suoi spaventosi orrori. Il libro raccoglie tutti gli articoli giornalistici che dal 70 alla fine degli anni ’90, Terzani ha scritto per i giornali per cui ha lavorato. Ci puoi leggere quindi come in un film in cui il documentarista, non ha ancora visto il finale, ma via via se lo immagina con crescente stupore, e scopre tutti gli accadimenti che si sono succeduti nel tempo, da quelli in cui gli arrembanti khmer rossi, creati come al solito dagli improvvidi avvenimenti esterni, erano addirittura sembrati una speranza, al periodo in cui cominciavano a trapelare i fatti, poco creduti proprio per la loro spaventosa ed esagerata tragicità, fino alla conferma delle ipotesi più orribili, quando Tiziano, tra i primi ad arrivare in Cambogia dopo la caduta di Pol Pot, la percorse in lungo ed in largo trovando la spaventosa conferma di quanto accaduto. In tutta la parte finale si legge poi la disillusa disperazione di osservare come, tra la più totale indifferenza del mondo, questi assassini spietati, tra i più barbari che il secolo scorso abbia vissuto, siano stati riammessi nel consesso internazionale e lui stesso abbia dovuto sedersi accanto a qualcuno di loro chiamandolo eccellenza ed infine sono morti nel loro letto senza subire alcuna punizione. Un libro, che per chi è interessato a queste cose, è indispensabile leggere e che molto insegna anche su tanti avvenimenti che accadono continuamente nel mondo, in particolare se intendete programmare un viaggio tra i templi di Angkor. Struggente l’ultimo pezzo che racconta le sue emozioni attraversando proprio il sito di Angkor wat, nelle quali mi sono molto ritrovato.
lunedì 24 giugno 2024
Recensione - La voglia di studiare - M. Piattelli Palmerini
Mi
aspettavo una delle solite pappardelle all'americana con la solita serie di
consigli banali, su come vendere, come trovare lavoro, come fare qualunque cosa
che erano tipiche degli anni 90 e precedenti. Invece il libro è piuttosto
interessante in quanto invece di proporti appunto consigli sulla metodologia
psicologica di amare lo studio, si rivela un vero e proprio trattato sulla
cultura, direi proprio l'essenza della filo-sofia, sui suoi aspetti più intriganti e apprezzabili. L’autore professore e
cattedratico, ha insegnato nelle più importanti università del mondo, laureato
in fisica ma ha tenuto una cattedra di filosofia della scienza all’università
di Firenze e si sente. Indaga con questo lavoro che ormai ha trenta anni ma mi sembra sempre molto attuale, le diverse materie nei loro aspetti più curiosi,
con aneddoti gustosi e racconti specifici tesi a dimostrare l’importanza della
cultura in ogni suo aspetto. Di tanto in tanto fa cenno anche al problema delle
macchine e della loro intelligenza artificiale mettendone in risalto la grande
distanza con il cervello umano. Questo almeno è quanto se ne pensava all'ora, sarebbe interessante sapere il suo punto di
vista oggi, dopo tanti anni dalla stesura del libro, sull’AI. A mio parere una
lettura molto stimolante.
venerdì 22 settembre 2023
recensione : S. Truzzi - Il cielo sbagliato
Una storia familiare che si svolge tra le due guerre, piena di
drammi epocali, sofferenza e riscatto, miseria e nobiltà, dalle polveri agli
altari e così via. Il libro comunque si legge abbastanza volentieri e preme
l’urgenza di vedere come va a finire la storia, se i cattivi verranno puniti e
i buoni premiati. Comunque i personaggi sono piuttosto ben delineati e il libro
che racconta la storia della nascita del fascismo a Mantova e dintorni sembra
anche ben documentato. I ragionamenti che stavano nella testa della gente al
tempo, paiono piuttosto ragionevoli e l’inclinazione di ognuno faceva premio
facilmente nello spingerti da una parte o dall’altra. Un altro punto
interessante è notare come nei riferimenti e nelle descrizioni che riguardano
il sesso, è enormemente diverso l’approccio a seconda che l’autore sia maschio
o femmina. E questo lo si nota bene anche ad esempio paragonando i libri di cui
vi ho parlato nei giorni scorsi. Pare di discutere di argomenti completamente
diversi. Interessante. Comunque questa storia è di piacevole lettura e potrei
al limite anche consigliarla, come passatempo estivo.
giovedì 21 settembre 2023
recensione: Amanda Colombo - Meno male che ci siete voi
Libretto veloce e gradevole nel suo genere. Quello che si dice libro da donne e non con intonazione spregiativa. L’autrice racconta la storia di tre amiche, in maniera spigliata e divertente, partite tutte con grandi sogni e che si ritrovano a fare il punto per tutte e tre piuttosto deludente rispetto ai sogni iniziali. Una libreria che sta per chiudere ed il suo vecchio proprietario sarà la chiave, di lettura appunto, per riprendere in mano per tutte e tre del filo della vita che si stava logorando e offrire una soluzione appagante. Un libro che piacerà certamente agli amati del libro e della lettura in generale e perché no, tradizionale, con i suoi continui richiami all’odore inebriante della carta e al piacere di sfogliare le pagine dei libri alla ricerca di frasi memorabili, citazioni e insegnamenti di vita. Insomma un inno alla bibliofilia e tutto quello che ne segue. Mi lascio andare a dare un giudizio tutto sommato benevolo, perché sono molto buono.
giovedì 14 gennaio 2021
Recensione: A. Camilleri - I racconti di Nené
Più che di racconti veri e propri, si tratta della sbobinatura di una lunghissima intervista che era stata fatta a Camilleri e che racconta i dettagli della sua vita, che inscindibilmente si intreccia con il suo lavoro, evidentemente nell'ambito della sua agiografia definitiva. Da qui emergono gli straordinari nomi che l'autore ha incrociato nella sua esperienza di uomo di spettacolo, da Pirandello e Sciascia, fino ai nomi più importanti degli attorie registi, da Totò a De Filippo a Gassman, insomma una bellissima carrellata attraverso il mondo culturale del nostro paese che attraversa tutto il novecento. Si legge in un attimo.
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Recensione: Nievo - La coscienza di Zeno
lunedì 14 settembre 2015
Recensione: Corona - I misteri della montagna
Leggere un libro di montagna al mare è una cosa che ci sta. Corona, ormai noto e gigione personaggio televisivo, riscrive lo stesso libro ormai da una ventina di volte, diciamo che sul suo personaggio ci campa, come fanno in tanti del resto e fa benissimo a farlo. Qui manca addiritura la trama per classificarlo come romanzo, tuttavia come gli altri si lascia leggere per quella malia e desiderio di fiaba misterica che alberga in tutti noi. È sempre piacevole sentire queste storie di luoghi magici e segreti che il ragioniere di città, ritiene perduti per sempre e che desidera ad occhi aperti e gli fa comprare appena ne ha la possibilità, qualche rudere sperduto in mezzo a qualche vallata abbandonata, per una cifra d'affezione. Sono le parti più godibili del libro, quelli dove la poesia prende spazio e racconta storie antiche, ancora di più se sono mascherate da ricordi del bambinello ingenuo che nella montagna è nato e la ricorda come tutti il proprio passato, con l'animo del fanciullino. Insopportabile invece quando la vena poetica lo abbandona e parte con la saggezza antica che possiedono solo gli uomini dei monti e i pippozzi degli uomini cattivi, delle banche e delle perfide multinazionali, le auto puzzolenti ed i gitanti chiassosi, con quella mentalità tipica presente anche nelle nostre valli, in cui si piange disperati perché non ci viene più nessuno e poi se qualcuno arriva, dà inevitabilmente fastidio e meno male che presto si toglie dai piedi. Lagne da montanari a cui non va mai bene niente, no tutto, pronti però a lamentare che il governo non manda soldi. Comunque prendetene la parte migliore e sognate di boschi misteriosi e animali che parlano, di montagne che sentono e toccano e si spostano nella notte che sarà comunque piacevole.
domenica 8 febbraio 2015
Recensioni: A. Perniola - Masca Zulina
Oggi mi prendo una pausa per parlarvi di questo bel libro, opera prima pubblicata di una autrice, che posso vantarmi di conoscere personalmente. Angì Perniola, vive ad Asti, terra, che oltre ai vini e alle colline dolci e ricche di tartufi, è anche luogo di magie e di esoterismi nascosti. Su quelle stesse colline, nelle campagne e tra i casolari abbandonati, sono in molti ad essere certi della presenza delle Masche, donne strega che non hanno ben chiara la differenza tra il bene ed il male e che popolano i racconti che si facevano un tempo, la sera, nelle campagne attorno al fuoco o nelle stalle quando, non c'erano né televisione e né smartphone e si andava a vigè, così si diceva riferendosi alle veglie serali; gli anziani raccontavano storie e i più piccoli stavano dietro al calore degli animali ad ascoltare con gli occhi spalancati di paura. Perché le storie erano sempre racconti orrifici in cui la presenza delle Masche era quasi di rito. E anche questa potrebbe essere una di quelle storie. Una vicenda oscura ed ammaliante che abbracciando quasi tutto il secolo scorso, racconta di una bambina, cresciuta nella miseria dalle suore, a cui i fatti e le disgrazie accadute durante la sua infanzia hanno fatto maturare un rapporto confuso e malato tra la vita ed il soprannaturale. Convinta a poco a poco di essere lei stessa una predestinata, Zulina, una Masca dai poteri misteriosi e terrifici al tempo stesso, riesce a fare male soprattutto a chi ama, in un rapporto indistricabile di sentimenti e pulsioni estreme. Amore e morte, implacabilità di un destino segnato in una direzione che gli eventi conducono come in un copione già scritto. Un romanzo dalle molte letture nascoste che dovrebbe piacervi.giovedì 8 gennaio 2015
Recensione : O. Farinetti - Storie di coraggio
Libro
intervista a dodici vignaioli italiani del nostro ineguagliabile maestro del
marketing che trasforma in oro tutto quello che tocca. Farinetti ha un dono prezioso. Riesce a
intuito a riconoscere dove sta andando il mondo, cosa sta diventando di moda e,
sfruttando la debolezza e il vento del momento, ci costruisce sopra della
strepitose macchine da soldi. Da quando ha avvertito che il bisogno disperato
di ritorno al passato, alla natura, al new age, al
teobiolisticodinamicoecologico, sia diventato necessità insopprimibile in una
società sempre più tecnologica, ci si è buttato a pesce, ben comprendendo che
seguire un fiume in piena è molto più facile che andare controcorrente. Così ha
inventato Eataly, una macchina da soldi straordinaria che pur basandosi
moltissimo sulla fuffa (sapete bene come la penso sul bio e tutto il circo
fasullo che c’è intorno) ha il grandissimo merito di valorizzare uno dei
settori in cui il nostro paese è fortissimo e quasi senza rivali e sul quale
certamente si deve puntare, con probabilità di successo per crescere. Farinetti
ha ben compreso che in giro per il mondo, il nostro modo di vivere e di
mangiare è invidiato e non ha bisogno neppure di pubblicità o di lancio, perché
i futuri clienti sono già convinti a priori che i nostri prodotti siano tra i
migliori in assoluto, basta saperglieli presentare nel giusto modo e con una
corretta cornice. giovedì 10 luglio 2014
Recensione: A. Marenzana – L’uomo dei temporali
Un
giallo divertente, sulla scia dei vari commissari Montalbano che sorgono come
funghi qua e là. La cosa interessante, per quelli nelle mie condizioni, è che
la vicenda si svolge proprio nella mia Alessandria, essendo l’autore mio
concittadino e quindi è stato un vero piacere riconoscere i luoghi e le realtà
perdute della città, tra il Tanaro e il Bormida, nel 1940, anno di inizio di
una guerra che le ha provocato sofferenze e danni ingenti. La vicenda è
intricata ma non troppo e si legge volentieri per vederne il finale, mentre si
svela a poco a poco il carattere stesso di questa città della nebbia, che tutto
avvolge, anche i sentimenti e ricopre come una lastra tombale, scandali che non
devono apparire, comportamenti nascosti
e convenienze perbenistiche. Lavoro duro per questo commissario chiuso e scontroso,
trapiantato in una logica mandrogna che non sente sua, ma che lo costringe
comunque ad adattarsi. Le parti che mi sono piaciute di più sono sicuramente
quelle dedicate alla città, il cimitero monumentale, la vecchia fabbrica
Borsalino, la casa di tolleranza vicino al Tanaro, i bastioni e gli spalti, i bar dei quartieri
malfamati, popolati di una umanità varia, molto alessandrina in verità.
Piacevole.

