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sabato 4 gennaio 2025

Recensione: Camilleri: Vi scriverò ancora

 

E' naturale che quando un attore di successo, un grande autore se ne è andato, si cerca di sfruttare fino in fondo la miniera di scritti rimasti e non ancora pubblicati e di Camilleri che pare fosse molto previdente in questo senso dovrebbe essere rimasto ancora parecchio, quindi penso che per parecchi anni continuerà così. In questo caso però la pesca a strascico è stata come si può dire, benedetta. Infatti sembra siano saltate fuori da una cantina questo pacco di lettere, scritte dal giovanissimo Camilleri a casa dal 49 al 60. In realtà, al di là dei saluti commossi a genitori, zie e e nonna o dai ringraziamenti per l'arrivo di pacchi di dolciumi siciliani arrivati per le feste solitarie, da questo godibilissimo epistolario salta fuori una bella storia che racconta come sia difficile, dura e faticosa la cosiddetta gavetta in quel mondo che ruotava attorno al cinema, al teatro, allo spettacolo in generale in cui il nostro autore desiderava a tutti i costi entrare a pieno titolo. Le lettere raccontano in modo puntuale la fatica di vivere nella Roma dell'allora Dolce Vita, con la sua continua necessità di frequentare il sottobosco delle conoscenze, intellettuali e politiche, della ricerca di aiuto e delle continue collezioni di promesse e di speranze che regolarmente vanno a vuoto per mille ragioni, anche quando sembrano quasi arrivate in porto e in contemporanea, la continua disperata ed assillante necessità di soldi per i bisogni di tutti i giorni, anche i più basilari, dall'acquisto di un paio di pantaloni alla pigione che incombe, ai prestiti da restituire agli amici. Una lettura interessante perché racconta un mondo che non c'è più e piacevolissima perché descrive la vita di uno dei nostri grandi. 500 pagine che filano via in un attimo.


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sabato 14 settembre 2024

Recensioni: M. Vaglio Tanet - Tornare dal bosco


 

Candidato allo Strega 23, si sente che è scritto bene, da una mano delicata e che sa fare il suo mestiere. In più un'autrice che ama profondamente la natura e la descrive con cura ed affettuosità direi decisamente poetica, quando si lascia andare ad allungare il brodo del racconto. Tuttavia questo tipo di romanzo non è nelle mie corde per cui l'ho fatto andare piuttosto velocemente senza che mi abbia coinvolto più di tanto. Si svolge nella Biella degli anni '70, area che ho conosciuto e forse anche per questo, riconoscendone i luoghi mi ha trattenuto un po' di più, con una storia delicata, di una bambina che si suicida per un rimprovero e della sua maestra che sui colpevolizza. Un ricamo su un fatto di cronaca realmente avvenuto. Una cosa un po' flebile anche se per carità, non offende.


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domenica 14 luglio 2024

Recensione - Di Mare - Le parole per dirlo



Uno dei molti libri che sono stati scritti da chi vuol far partecipare il proprio pubblico alla propria malattia. Un momento difficile e nel quale appunto le parole per dirlo sono difficili. In questo caso, questo importante giornalista di guerra, ci racconta la sua avventura col mesotelioma, contratto forse proprio a causa del suo mestiere, quando raccoglieva in Serbia i servizi su quel capitolo nero dell'Europa, alternandolo a storie incontrate nel suo lavoro di reporter, attento agli avvenimenti e soprattutto al lato umano di quanto accadeva attorno a lui. Un libro che ti intristisce ovviamente ma che ti fa sentire vicino la persona che racconta, fine che probabilmente anche l'autore si proponeva. Una lettura un po' triste, che un po' ti spinge a pensare, ma certamente non spiacevole, in quanto Di Mare era di certo uno che sapeva scrivere e passarti dei sentimenti.


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mercoledì 26 giugno 2024

Recensione: T. Terzani - Fantasmi

 

Un altro degli straordinari lavori del grandissimo giornalista che ha fatto dell’Asia la sua ragione di vita e che l’ha vissuta proprio negli anni più terribili, che lui ha trascorso nel sud est asiatico. Anche se li ho letti quasi tutti, i suoi lavori, questo mi mancava e l’ho amato tantissimo proprio perché racconta le vicende della Cambogia, paese che ho avvicinato solo per poco tempo, ma che ho amato moltissimo. Anzi ritengo che chiunque volesse visitare questo paese dovrebbe leggersi questo lavoro che la racconta in tutta la sua poetica bellezza e in tutti i suoi spaventosi orrori. Il libro raccoglie tutti gli articoli giornalistici che dal 70 alla fine degli anni ’90, Terzani ha scritto per i giornali per cui ha lavorato. Ci puoi leggere quindi come in un film in cui il documentarista, non ha ancora visto il finale, ma via via se lo immagina con crescente stupore, e scopre tutti gli accadimenti che si sono succeduti nel tempo, da quelli in cui gli arrembanti khmer rossi, creati come al solito dagli improvvidi avvenimenti esterni, erano addirittura sembrati una speranza, al periodo in cui cominciavano a trapelare i fatti, poco creduti proprio per la loro spaventosa ed esagerata tragicità, fino alla conferma delle ipotesi più orribili, quando Tiziano, tra i primi ad arrivare in Cambogia dopo la caduta  di Pol Pot, la percorse in lungo ed in largo trovando la spaventosa conferma di quanto accaduto. In tutta la parte finale si legge poi la disillusa disperazione di osservare come, tra la più totale indifferenza del mondo, questi assassini spietati, tra i più barbari che il secolo scorso abbia vissuto, siano stati riammessi nel consesso internazionale e lui stesso abbia dovuto sedersi accanto a qualcuno di loro chiamandolo eccellenza ed infine sono morti nel loro letto senza subire alcuna punizione. Un libro, che per chi è interessato a queste cose, è indispensabile leggere e che molto insegna anche su tanti avvenimenti che accadono continuamente nel mondo, in particolare se intendete programmare un viaggio tra i templi di Angkor. Struggente l’ultimo pezzo che racconta le sue emozioni attraversando proprio il sito di Angkor wat, nelle quali mi sono molto ritrovato.


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lunedì 24 giugno 2024

Recensione - La voglia di studiare - M. Piattelli Palmerini

 

Mi aspettavo una delle solite pappardelle all'americana con la solita serie di consigli banali, su come vendere, come trovare lavoro, come fare qualunque cosa che erano tipiche degli anni 90 e precedenti. Invece il libro è piuttosto interessante in quanto invece di proporti appunto consigli sulla metodologia psicologica di amare lo studio, si rivela un vero e proprio trattato sulla cultura, direi proprio l'essenza della filo-sofia, sui suoi aspetti più intriganti e apprezzabili. L’autore professore e cattedratico, ha insegnato nelle più importanti università del mondo, laureato in fisica ma ha tenuto una cattedra di filosofia della scienza all’università di Firenze e si sente. Indaga con questo lavoro che ormai ha trenta anni ma mi sembra sempre molto attuale, le diverse materie nei loro aspetti più curiosi, con aneddoti gustosi e racconti specifici tesi a dimostrare l’importanza della cultura in ogni suo aspetto. Di tanto in tanto fa cenno anche al problema delle macchine e della loro intelligenza artificiale mettendone in risalto la grande distanza con il cervello umano. Questo almeno è quanto se ne pensava all'ora, sarebbe interessante sapere il suo punto di vista oggi, dopo tanti anni dalla stesura del libro, sull’AI. A mio parere una lettura molto stimolante.


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venerdì 22 settembre 2023

recensione : S. Truzzi - Il cielo sbagliato

 

Una storia familiare che si svolge tra le due guerre, piena di drammi epocali, sofferenza e riscatto, miseria e nobiltà, dalle polveri agli altari e così via. Il libro comunque si legge abbastanza volentieri e preme l’urgenza di vedere come va a finire la storia, se i cattivi verranno puniti e i buoni premiati. Comunque i personaggi sono piuttosto ben delineati e il libro che racconta la storia della nascita del fascismo a Mantova e dintorni sembra anche ben documentato. I ragionamenti che stavano nella testa della gente al tempo, paiono piuttosto ragionevoli e l’inclinazione di ognuno faceva premio facilmente nello spingerti da una parte o dall’altra. Un altro punto interessante è notare come nei riferimenti e nelle descrizioni che riguardano il sesso, è enormemente diverso l’approccio a seconda che l’autore sia maschio o femmina. E questo lo si nota bene anche ad esempio paragonando i libri di cui vi ho parlato nei giorni scorsi. Pare di discutere di argomenti completamente diversi. Interessante. Comunque questa storia è di piacevole lettura e potrei al limite anche consigliarla, come passatempo estivo.


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giovedì 21 settembre 2023

recensione: Amanda Colombo - Meno male che ci siete voi


 

Libretto veloce e gradevole nel suo genere. Quello che si dice libro da donne e non con intonazione spregiativa. L’autrice racconta la storia di tre amiche, in maniera spigliata e divertente, partite tutte con grandi sogni e che si ritrovano a fare il punto per tutte e tre piuttosto deludente rispetto ai sogni iniziali. Una libreria che sta per chiudere ed il suo vecchio proprietario sarà la chiave, di lettura appunto, per riprendere in mano per tutte e tre del filo della vita che si stava logorando e offrire una soluzione appagante. Un libro che piacerà certamente agli amati del libro e della lettura in generale e perché no, tradizionale, con i suoi continui richiami all’odore inebriante della carta e al piacere di sfogliare le pagine dei libri alla ricerca di frasi memorabili, citazioni e insegnamenti di vita. Insomma un inno alla bibliofilia e tutto quello che ne segue. Mi lascio andare a dare un giudizio tutto sommato benevolo, perché sono molto buono.



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giovedì 14 gennaio 2021

Recensione: A. Camilleri - I racconti di Nené

 


Più che di racconti veri e propri, si tratta  della sbobinatura di una lunghissima intervista che era stata fatta a Camilleri e che racconta i dettagli della sua vita, che inscindibilmente si intreccia con il suo lavoro, evidentemente nell'ambito della sua agiografia definitiva. Da qui emergono gli straordinari nomi che l'autore ha incrociato nella sua esperienza di uomo di spettacolo, da Pirandello e Sciascia, fino ai nomi più importanti degli attorie registi, da Totò a De Filippo a Gassman, insomma una bellissima carrellata attraverso il mondo culturale del nostro paese che attraversa tutto il novecento. Si legge in un attimo.


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La sposa bambin

lunedì 10 settembre 2018

Recensioni: C. Augias - Questa nostra Italia




Un gradevole libretto con il quale si fa un giro a vol d’uccello sulle più importanti città italiane, delle quali si evidenziano aspetti a volte nascosti, a volte famosi ma meno conosciuti, per magnificarne le attrattive che sono sempre, estremamente uniche e che le rendono degne di essere conosciute in profondità. Il tutto è visto attraverso l’esperienza viva e vissuta dell’autore stesso, con una vena autobiografica, dato che tutto si riferisce ai periodi durante i quali le ha frequentate. Augias è personaggio di grande cultura e fine indagatore degli aspetti meno immediati di cose e luoghi ed è scrittore che sa affascinare col suo raccontare ricercato e documentatissimo e questo excursus, diciamo così artistico-geografico, è in realtà una scusa per riesaminare in chiave critica e approfondita i vari momenti della storia recente del nostro paese, con acuta pacatezza. Diciamo che anche se non è niente di speciale, da leggere sotto l’ombrellone va benissimo.



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mercoledì 9 agosto 2017

Recensioni - Severgnini - Signori si cambia



Ennesimo libro di questo intelligente giornalista, che sa sfruttare al massimo il suo lavoro, lavora viaggiando perché si diverte, ci fa trasmissioni televisive e articoli di giornale, alla fine dato che nel viaggio, come per il maiale non si butta via nulla, alla fine ci esce anche un libro. Insomma un po' quello che piacerebbe fare a me, senza riuscirci, purtroppo. Stavolta si parla del viaggio in treno, visto come categoria esistenziale, nel racconto di alcuni viaggi effettuati attraverso l'America, l'Australia, L'Europa e perché no, l'Italia. Ma il file rouge del libro, non è quanto avviene in questi viaggi, ma proprio il senso stesso che li accomuna, quello stare sul treno, quel contatto inevitabile con gli sconosciuti compagni di viaggio, quel mondo che sfila continuamente dietro quello schermo fisso che è il finestrino. Ricordo inestinguibile dei miei tanti e lunghi viaggi in treno in una Russia che non esiste più, salvo solo forse in quell'ambiente anomalo che corre all'infinito su quelle due rette parallele da Mosca a Vladivostok e non solo. Insomma un libro che può interessare solo lettori particolari e che se ne va via in un paio d'ore, il tempo giusto di arrivare da Milano a Firenze.


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sabato 19 settembre 2015

Recensione: Nievo - La coscienza di Zeno


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La vacanza invita alla rilettura dei classici e questo è uno di quelli imperituri, che anche se lo conosci già, da letture antiche, ti riacchiappa e ti tiene fermo sotto l’ombrellone fino a quando non te lo sei finito di nuovo e ti becchi una bella scottatura, visto che il sole continua a mordere anche a settembre. Davvero un libro utile anche a chi volesse imparare a scrivere, proprio a riguardo al tema di come si deve far emergere dalle ombre della carta, la psicologia ed il carattere del personaggio, indagato fin dalle prime pagine su quali pieghe nascoste riveli la sua coscienza. Certamente l’epoca in cui è stato scritto ferveva anche della grande novità per la nuova scienza psicologica alla quale, come per ogni cosa nuova, in molti si erano di certo appassionati, caricandola forse di maggiore rilevanza di quanto ne abbia e sappiamo bene di quanta fuffa è facile condirla. Ma i vari aspetti via via indagati, la dipendenza dal fumo, l’infedeltà, quel senso dell’onore e del dovere mitteleuropeo che doveva, per lo meno esteriormente essere così comune alla fine dell’ottocento e negli anni successivi, per lo meno in quell’area mercantile asburgica che fungeva da collante della società, molto di più della appartenenza nazionale, che in quelle zone di confine non era mai ben chiara, ci porgono un ritratto di questo personaggio, così esageratamente curioso o irreale, da renderlo simpaticissimo. Come fai a noi sorriderne quando è così soddisfatto dal riuscire ad occultare le sue scappatelle, paragonandosi a quelle del cognato. Lui è davvero convinto di essere bravo e meritevole per questo, anzi proprio questo aspetto minimizza la sua presunta colpa fino a cancellarla del tutto, rendendone l’aspetto di non far soffrire la sua sposa, una cosa assolutamente positiva e meritoria. Potremmo avvicinarlo a certi individui dei giorni nostri che si sentono perfettamente a posto quando dichiarano di saper bene come risolvere i problemi migratori con nidi di mitragliatrici per affondare gommoni carichi e che subito dopo, senza minimamente rilevarne l’incongruità, si commuovono alla vista dei gattini su FB o ai poveri cuccioli abbandonati da padroni senza cuore sull’autostrada. Ma forse, seppure con esagerazione, è davvero così l’animo umano, pronto ad autoassolversi con facilità estrema e assieme capace di slanci irrazionali. Quanto poi al lato ipocondriaco non ne parliamo neanche, dopo il porno, gli argomenti medici sono i più cliccati del web. Insomma un libro sconsideratamente attuale, come lo sono sempre i grandi capolavori. Scusate ma devo andare perché ho dimenticato di prendere le mie pillole.


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lunedì 14 settembre 2015

Recensione: Corona - I misteri della montagna




Leggere un libro di montagna al mare è una cosa che ci sta. Corona, ormai noto e gigione personaggio televisivo, riscrive lo stesso libro ormai da una ventina di volte, diciamo che sul suo personaggio ci campa, come fanno in tanti del resto e fa benissimo a farlo. Qui manca addiritura la trama per classificarlo come romanzo, tuttavia come gli altri si lascia leggere per quella malia e desiderio di fiaba misterica che alberga in tutti noi. È sempre piacevole sentire queste storie di luoghi magici e segreti che il ragioniere di città, ritiene perduti per sempre e che desidera ad occhi aperti e gli fa comprare appena ne ha la possibilità, qualche rudere sperduto in mezzo a qualche vallata abbandonata, per una cifra d'affezione. Sono le parti più  godibili del libro, quelli dove la poesia prende spazio e racconta storie antiche, ancora di più se sono mascherate da ricordi del bambinello ingenuo che nella montagna è nato e la ricorda come tutti il proprio passato, con l'animo del fanciullino. Insopportabile invece quando la vena poetica lo abbandona e parte con la saggezza antica che possiedono solo gli uomini dei monti e i pippozzi degli uomini cattivi, delle banche e delle perfide multinazionali, le auto puzzolenti ed i gitanti chiassosi, con quella mentalità tipica presente anche nelle nostre valli, in cui si piange disperati perché non ci viene più  nessuno e poi se qualcuno arriva, dà inevitabilmente fastidio e meno male che presto si toglie dai piedi. Lagne da montanari a cui non va mai bene niente, no tutto, pronti però a lamentare che il governo non manda soldi. Comunque prendetene la parte migliore e sognate di boschi misteriosi e animali che parlano, di montagne che sentono e toccano e si spostano nella notte che sarà  comunque piacevole. 

domenica 8 febbraio 2015

Recensioni: A. Perniola - Masca Zulina

Oggi mi prendo una pausa per parlarvi di questo bel libro, opera prima pubblicata di una autrice, che posso vantarmi di conoscere personalmente. Angì Perniola, vive ad Asti, terra, che oltre ai vini e alle colline dolci e ricche di tartufi, è anche luogo di magie e di esoterismi nascosti. Su quelle stesse colline, nelle campagne e tra i casolari abbandonati, sono in molti ad essere certi della presenza delle Masche, donne strega che non hanno ben chiara la differenza tra il bene ed il male e che popolano i racconti che si facevano un tempo, la sera, nelle campagne attorno al fuoco o nelle stalle quando, non c'erano né televisione e né smartphone e si andava a vigè, così si diceva riferendosi alle veglie serali; gli anziani raccontavano storie e i più piccoli stavano dietro al calore degli animali ad ascoltare con gli occhi spalancati di paura. Perché le storie erano sempre racconti orrifici in cui la presenza delle Masche era quasi di rito. E anche questa potrebbe essere una di quelle storie. Una vicenda oscura ed ammaliante che abbracciando quasi tutto il secolo scorso, racconta di una bambina, cresciuta nella miseria dalle suore, a cui i fatti e le disgrazie accadute durante la sua infanzia hanno fatto maturare un rapporto confuso e malato tra la vita ed il soprannaturale. Convinta a poco a poco di essere lei stessa una predestinata, Zulina, una Masca dai poteri misteriosi e terrifici al tempo stesso, riesce a fare male soprattutto a chi ama, in un rapporto indistricabile di sentimenti e pulsioni estreme. Amore e morte, implacabilità di un destino segnato in una direzione che gli eventi conducono come in un copione già scritto. Un romanzo dalle molte letture nascoste che dovrebbe piacervi.


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giovedì 8 gennaio 2015

Recensione : O. Farinetti - Storie di coraggio

Libro intervista a dodici vignaioli italiani del nostro ineguagliabile maestro del marketing che trasforma in oro tutto quello che tocca.  Farinetti ha un dono prezioso. Riesce a intuito a riconoscere dove sta andando il mondo, cosa sta diventando di moda e, sfruttando la debolezza e il vento del momento, ci costruisce sopra della strepitose macchine da soldi. Da quando ha avvertito che il bisogno disperato di ritorno al passato, alla natura, al new age, al teobiolisticodinamicoecologico, sia diventato necessità insopprimibile in una società sempre più tecnologica, ci si è buttato a pesce, ben comprendendo che seguire un fiume in piena è molto più facile che andare controcorrente. Così ha inventato Eataly, una macchina da soldi straordinaria che pur basandosi moltissimo sulla fuffa (sapete bene come la penso sul bio e tutto il circo fasullo che c’è intorno) ha il grandissimo merito di valorizzare uno dei settori in cui il nostro paese è fortissimo e quasi senza rivali e sul quale certamente si deve puntare, con probabilità di successo per crescere. Farinetti ha ben compreso che in giro per il mondo, il nostro modo di vivere e di mangiare è invidiato e non ha bisogno neppure di pubblicità o di lancio, perché i futuri clienti sono già convinti a priori che i nostri prodotti siano tra i migliori in assoluto, basta saperglieli presentare nel giusto modo e con una corretta cornice. 

Certo che, a mio modo di vedere, puntare tutto sul biomionchioKmzerologico, presentandolo come il vero futuro dell’agricoltura per sfamare il modo, invece di essere una ricerca di eccellenze produttive che anche se contenitori di plus minimi, per le loro rarità e gradevolezza, trovano sicuramente una fetta corposa di clientela di gastrofighetti disposta a strapagarle, presenta il rischio che nel momento in cui passerà questa moda insensata e basata sul falso, tutto si smonti, ma io penso che questo non accadrà molto presto e che come si avvertirà un minimo cambiamento di vento, il nostro salterà su di un altro cavallo. Le doti per capirlo le ha sicuramente. Nel libro in questione, in cui si parla in toni estatici di vino, emerge bene la sua impostazione di marketing: far pagare e bene a chi vuole permettersi rarità e differenze qualitative pur minime, al di là dell’ottimo, per il raggiungimento delle quali la crescita dei costi diventa esponenziale.  D’altra parte ci sarà sempre chi vuole una Ferrari e può permettersela. Dalle chiacchierate coi vignaioli, anche qui una magnifica e perfetta marchetta pubblicitaria (ti verrebbe voglia di correre subito a comprarli tutti, i vini descritti, avendone i dané naturalmente),  traspare bene quanto il nostro autore vuole mostrare di sé e del suo business. Quale sia davvero la sua statura di uomo e non di mercante, molto discussa da qualcuno che ha modo di averci a che fare direttamente, questo non è dato di saperlo e forse non è neppure importante.


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giovedì 10 luglio 2014

Recensione: A. Marenzana – L’uomo dei temporali

L’uomo dei temporaliUn giallo divertente, sulla scia dei vari commissari Montalbano che sorgono come funghi qua e là. La cosa interessante, per quelli nelle mie condizioni, è che la vicenda si svolge proprio nella mia Alessandria, essendo l’autore mio concittadino e quindi è stato un vero piacere riconoscere i luoghi e le realtà perdute della città, tra il Tanaro e il Bormida, nel 1940, anno di inizio di una guerra che le ha provocato sofferenze e danni ingenti. La vicenda è intricata ma non troppo e si legge volentieri per vederne il finale, mentre si svela a poco a poco il carattere stesso di questa città della nebbia, che tutto avvolge, anche i sentimenti e ricopre come una lastra tombale, scandali che non devono apparire, comportamenti  nascosti e convenienze perbenistiche. Lavoro duro per questo commissario chiuso e scontroso, trapiantato in una logica mandrogna che non sente sua, ma che lo costringe comunque ad adattarsi. Le parti che mi sono piaciute di più sono sicuramente quelle dedicate alla città, il cimitero monumentale, la vecchia fabbrica Borsalino, la casa di tolleranza vicino al Tanaro,  i bastioni e gli spalti, i bar dei quartieri malfamati, popolati di una umanità varia, molto alessandrina in verità. Piacevole.



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