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lunedì 24 settembre 2012

Recensione: Han SuYin - Fin che verrà il mattino.

Il romanzo più noto di questa scrittrice euroasiatica (il padre è addirittura di etnia Hakha) è L'amore è una cosa meravigliosa. Dopo il successo planetario del film che ne è stato tratto, è logico aspettarsi che l'autrice abbia campato di rendita. Infatti mi sono avvicinato a questo tomo di oltre 700 pagine come ad un grasso Harmony dal sapore esotico, sperando al massimo di scovarvi qualche cosa di interessante sulla vita cinese. Devo dire invece che mi sono abbondantemente ricreduto, infatti, sfrondata del melenso e della melassa di cui in effetti il libro gronda, l'ossatura della storia è di grande interesse, in quanto descrive minutamente e dall'interno, quindi con grande cognizione di causa, la storia della guerra civile cinese, dagli anni quaranta fino al termine della rivoluzione culturale e oltre. Inoltre, essendo largamente autobiografica (a parti invertite, nella vita il medico è l'autrice che ha sposato un militare dell'esercito nazionalista, nel libro è una giornalista americana che sposa un medico cinese di Chung Ching), il racconto mescola di continuo fatti effettivamente vissuti dall'autrice in prima persona ad avvenimenti di fantasia, tutti però in un rigoroso contesto storico che dettaglia molto bene e, a mio parere, in modo sufficientemente obiettivo, un periodo cinese molto confuso e cosparso di tali orrori, da fare impallidire altre guerre. 

Ho trovato davvero interessante la puntuale descrizione della vita all'interno della Cina di quel periodo e mi sembra che il libro sia di molto aiuto per comprendere gli avvenimenti che hanno portato alla lotta tra nazionalisti e comunisti, la lunga marcia, l'imporsi del maoismo, i rapporti con l'URSS e con gli USA, la guerra di Korea, la rivoluzione culturale, il Vietnam e così via, tutto visto con gli occhi di chi ha vissuto in loco questi avvenimenti e tra la gente comune. La storia risponde bene alle domande che generalmente ci facciamo, quando ci si chiede, ma come è potuto succedere tutto questo, quali meccanismi hanno condotto a fatti che hanno poi determinato gli avvenimenti più importanti del secolo scorso?. Per questi, difficilmente troverete qualcosa, visto dalla parte dell'Asia. Dunque consiglierei, a chi è interessato di ricercare questo libro (che ormai è fuori catalogo) su eBay o sulle bancarelle dell'usato, senza lasciarsi impressionare dalla zuccherosità della storia d'amore che lega il medico idealista alla intrepida e sognatrice giornalista pronta a sacrificare tutto per il sentimento. Fate uno sforza, che vi troverete bene.


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lunedì 14 marzo 2011

Micio o macho?

Chissà come funziona quel meccanismo del cervello femminile (a noi maschi totalmente incognito) che, sotto ogni cielo, fa scegliere alle donne l'uomo peggiore, più cattivo, quello che inevitabilmente le farà soffrire, il famoso bastardo insomma. Sarà un ferormone machistico ancora sconosciuto di certo. Il primo che lo isola e lo caccia dentro una lozione da barba, altro che L'uomo che non deve chiedere mai! Quelle che non ce l'hanno con ogni probabilità lo sognano. Naturalmente tutto il mondo è paese e le cinesi dicono: Uomo non cattivo, donna non ama. Se non altro ammirano la bellezza, la cortesia e l'intelligenza del micio, ma quando spunta l'afrore e l'occhio torbido del macho, non c'è lotta. Gli eroi del Rugby, ne sono l'esempio più evidente. Il bello, nell'Impero di Mezzo è che ogni cosa per millenni veniva accuratamente registrata negli Annali del regno, così, ben conservata ha passato indenne gli insulti della storia.

Oggi possiamo leggere le cronache delle spedizioni di ambasciatori nella Roma di Antionino Pio e l'elenco dei doni ricevuti e riportatati indietro. Così come tutti i gossip di ogni epoca. A riprova di quanto detto prima, vi racconto la storia di Loto Bianco, bellissima sorella del principe Chen, che nel 540 a.C. ebbe il privilegio di scegliersi lo sposo, cosa tanto rara da essere appunto riportata negli annali. Infatti i pretendenti erano due e solo perchè il principe non voleva offenderli, passò la palla alla giovane, non prima di aver consultato l'etichetta dettata dal Primo Ministro. Allora costui doveva essere di specchiata virtù morale e materiale, perchè solo chi è pulito nel cuore può governare un paese, al minimo sgarro, anche solo ipotizzato, niente dimissioni, via direttamente la testa, non prima del supplizio detto delle mille morti. Quello dell'epoca era molto saggio e suggerì appunto di far scegliere alla ragazza, togliendo così d'impaccio il sovrano.


Anche se questa clausola era del tutto contraria alla consuetudine i due pretendenti l'accettarono e si presentarono alla ragazza per essere scelti. Il primo vestì i suoi abiti più belli ed eleganti, le sete più preziose e raffinate e presentando i suoi doni rivolse alla fanciulla una richiesta delicata e poetica, che voleva rappresentare la sua natura gentile e innamorata. Il secondo invece si presentò bardato da guerra, con corazza di cuoio e schinieri, fece evoluzioni sul suo carro lanciando i cavalli in una corsa sfrenata. Poi balzato davanti alla ragazza sudato e polveroso, si tolse l'elmo brandendo la spada e la chiese rozzamente in sposa. Loto Bianco con gli occhi accesi dalla passione, gridò: - Che maschio!- e gli concesse i suoi favori. Andandosene verso i suoi appartamenti per preparasi alle nozze, lanciò uno sguardo languido verso l'altro pretendente che, mesto, stava per riprendere la via di casa e col capo graziosamente reclinato, disse: - Che peccato, era così elegante.-



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