mercoledì 17 ottobre 2012

Pietà filiale.

Il contrasto tra Taotisti e Confuciani è sempre stato molto sentito in Cina. Tuttavia non si può dire che questa dicotomia funzioni come da noi per l'appartenenza ad un credo di vita, come potrebbe essere il sentirsi intimamente di destra e di sinistra. La mentalità cinese è sempre stata sincretica e pratica e anche se ci sono posizioni opposte si può benissimo aderire ad entrambe, tenere per Milan e Inter, apprezzare Vendola e Maroni. Il Tao è sempre stato libertario e in un certo senso gaudente, se pur moderato nelle sue manifestazioni, considerando l'eccesso sempre in maniera negativa, mentre quella vera palla di Confucio era un moralizzatore ossessivo che tendeva a pianificare tutto con una precisione insopportabile, considerando il rispetto della regola imprescindibile, al di là del fatto che la norma stessa fosse giusta o sbagliata. Così questo ha sempre trionfato nel governo del paese e lo stesso potere attuale è intriso profondamente del concetto confuciano dell'armonia che non deve essere turbata. 

Così si riesce a meglio comprendere fatti come la dura repressione di proteste, che in fondo gli stessi poteri potrebbero giudicare giustamente motivate, ma che devono essere stroncate per evitare i dannosi effetti che avrebbero nell'ordine della società se si lasciasse libero spazio a queste istanze. Poi nel segreto delle stanze si può pragmaticamente dare spazio alle soluzione alternative. Dunque assai spesso il nostro cinese tipo è confuciano di giorno e taotista di notte, specialmente in campo sessuale. Per quanto riguarda poi il concetto della famiglia, non parliamone neppure. Il rispetto per l'anziano ed i genitori in particolare non viene neanche lontanamente messo in discussione neppure oggi. Nelle Biografie degli uomini meritevoli, viene citato un certo Lao Lai il cui merito principale è consistito, avendo lui 70 anni coi genitori ancora viventi, nel comportarsi con loro come se fosse ancora un bimbo, "vestendosi con costumini infantili e giocando ai loro piedi con sassolini colorati e divertendosi con i pulcini per ore, emettendo i buffi gemiti dei fanciulli". Questo mentecatto, ammirato ed onorato, in nome della pietà filiale per non far sentire il peso degli anni a padre e madre, che da parte loro erano ben contenti, non aveva neppure voluto correre il rischio di dare a loro dei nipoti, evitando accuratamente di accoppiarsi con quella povera donna che per cinquanta anni aveva avuto la disgrazia di essere sua moglie. E non venitemi a dire che noi italiani alleviamo i bamboccioni.


Refoli spiranti da:  C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966


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