venerdì 28 aprile 2017

Malaysia 11 - Georgetown



Il murale della bicicletta

Chinatown

Oggi post completamente di servizio. Vi voglio accompagnare in una passeggiata, che potrebbe durare una intera giornata nella città vecchia di Georgetown, il capoluogo di Penang, un luogo particolarmente accattivante per la sua omogeneità, poco turbata dagli interventi moderni e per la serie ravvicinata di edifici antichi molto ben conservati, molti dei quali visitabili all'interno. Intanto vi ricordo che questa area è dotata di un servizio gratuito molto fruibile, un bus turistico che percorre un itinerario che conduce attraverso tutti i punti principali della città vecchia e passa ogni 15 minuti dalle 6 a.m. a mezzanotte! Molto utile quando avrete i piedi fumanti. Comunque procuratevi la mappa gratuita distribuita in tutti gli hotel che illustra anche tutti i vari punti di interesse e partite all'attacco, meglio se di prima mattina quando ancora non si è arrivati alla temperatura canonica. Io proporrei di cominciare vedendo prima la zona coloniale, con inizio (1) dalla Torre dell'orologio (Lebuh light), presente in tutte le città delle colonie inglesi e simbolo, con la sua maestosità, dell'opulenza, dell'importanza che aveva nell'800 questa posizione per tutta l'area malese. Subito a fianco (2) il rettangolo che racchiude il forte Cornwallis, la piazzaforte presente dalla fine del '700, quando la città venne occupata sottraendola al Sultano di Kedah che governava su queste terre. 

Nel tempio
I 20 R. richiesti per l'ingresso sono completamente inutili, visto che all'interno c'è solo un prato, le mura sono godibili anche dall'esterno con i loro cannoni rivolti verso la baia. Sull'angolo nordovest delle mura, passerete davanti al (3) War Memorial, un cenotafio per i morti della Prima guerra mondiale che si è sentita fin quaggiù e proseguendo lungo le stesse mura, godetevi le bianche colonne dei due begli edifici vittoriani della (4) City hall e della (5) Town hall tutt'oggi utilizzati come edifici amministrativi. Poco più avanti nella Light street ecco la serie degli edifici (6) della Convent School, la più antica scuola femminile della Malesia gestita dalle suore francesi arrivate dal Belgio a metà dell'800. Nella stessa strada potrete apprezzare l'imponente ed articolata costruzione (7) in stile palladiano della Corte suprema, tralasciando la (8) Casa di Yeap Chor Ee, di un ricco mercante oggi irriconoscibile, occupata da un ristorante, business is business insomma, e infine (9) le belle colonne del palazzo dell'Assemblea di stato, un tempo stazione di polizia. Nella via parallela, la Lebuh Bishop, davanti ad un grande prato verde, ecco la (10) Cattedrale dell'Assunzione oggi in restauro e il (11) museo di stato di Penang che occupa un magnifico edificio che ospitava la scuola pubblica fin dall'inizio dell'800 e che contiene una vasta collezione di antichità cinesi e di foto d'epoca. 

Sposini
Infine la (12) Chiesa di S. George, che troverete spesso aperta, simbolo della armonia religiosa che vanta l'isola, quasi sempre con fedeli di vedetta alla porta, sotto le colonne neopalladiane georgiane, per accompagnarvi in una breve visita. E' giunta l'ora se ancora le gambe reggono di lasciare la parte della città più coloniale per penetrare la zona più propriamente cinese, che comincia già in fondo al giardino con il bel (13) Tempio della dea della misericordia, forse il più antico di Penang, costruito dalla comunità Cantonese taoista. Il tempio è sempre gremito di fedeli che accendono incensi e offrono le loro preghiere all'altare coloratissimo. Poco più avanti, in King street, una (14) piccola serie di 5 o 6 tempietti cinesi di vario tipo, alcuni chiusi, di cui comunque si possono ammirare le facciate, di proprietà delle diverse famiglie di mercanti cinesi che facevano ricca la città nell'800 e più avanti in Lebuh Gereja 29, una delle perle imperdibili della città, la (15) Pinang Peranakan Mansion, fastosa casa del Capitano Chung che ha governato la città nel 1860 durante la guerra di Larut, oggi museo di straordinaria ricchezza da godersi per almeno un'oretta attraverso gli interessanti racconti di una guida, che vi farà apprezzare tutti gli ambienti carichi di barocchi ornati, lavori in legno e le porcellane antiche, gli strumenti ed i dipinti preziosi, le cucine e la straordinaria esposizione di preziosi gioielli e dei tradizionali ricami che occupa una intera ala della casa. 

Salada pranzo della Peranakan Mansion
Una visita imperdibile da godere con calma (ingresso 30 R con guida ben spesi). Più avanti, quasi al porto, il (16) Palazzo delle ferrovie, detto anche l'unica stazione al mondo senza binari, simbolo della passione dei dominatori inglesi verso le ferrovie; più avanti il (17) molo di Church street. Ma scendiamo adesso verso sud, nelle vie più affollate e ricche di interesse di questa Chinatown, dove si mescola confondendosi in parte con una piccola Little India, che ospita un bel (18) tempio, nel classico stile barocco del sud dell'India, il Mahamariamman temple, col suo gopuram popolato di statue coloratissime che rappresentano le 38 manifestazioni della dea, dove lasciare le scarpe, prima di entrare all'interno attirati dai canti dei fedeli che lo popolano. Quasi di fronte la (19) piccola moschea del capitano Keling con la sua cupoletta gialla, quasi sempre chiusa ed in successione il (20) tempio Teo Chew decoratissimo di porcellane e intagli di legno colorato. Questa sfilata di luoghi di culto di differenti religioni, tutti frequentati dalla comunità, è davvero un bell'esempio di convivenza, pensateci un po',  magari mentre sorbite una bibita fresca in uno dei locali delle vicine vie Armenian e Cannon, le più frequentate dai turisti e che esibiscono sugli spazi liberi dei muri, anche dei vicoli adiacenti, una ricchissima serie di murales compositi di dipinti e materiali vari, che attraggono l'attenzione dei visitatori, vicino ai quali che amano fotografarsi. 

Khoo Kongsi Temple
Ancora nelle stesse vie, il bel tempio (21) Cheah Kongsi che esibisce al suo interno una mescolanza di stili malay, cinese ed europeo e soprattutto l'imperdibile (22) e maestoso Tempio Khoo Kongsi, ricchissima esibizione di statue, sculture e dipinti che vogliono rappresentare orgogliosamente la ricchezza ed il potere di questa famiglia che ne è proprietaria (ingresso 10R.). Qui vengono fatte grandi manifestazioni e spettacoli durante le festività cinesi. Sforzatevi ancora un po' per raggiungere al di là del giardinetto dove potrete riposare un poco le estremità su panchine ombrose, la (23) moschea Melaye Labuh Acheh, la più antica e grande della città. Per la verità ci sono ancora almeno una decina di punti di interesse in zona come la casa del Dott. Sun Yat Sen l'inventore del comunismo cinese o altre case di mercanti e piccoli templi cinesi, moschee e chiese. Insomma ce n'è da perdersi e più avete i piedi buoni e più ne vedrete, insomma una scorpacciata di cose belle per fisici allenati. Rimangono alcune chicche fuori città come i due templi buddhisti di Wat Chayamangkalaram, uno in stile thai e l'altro in fronte in stile birmano, con le grandi statue sedute e coricate tipiche dell'amore per il gigantismo di questa religione; lo Snake temple con le vipere che si aggirano attorno all'altare e il Kek lok Si temple, il più grande tempio buddista indocinese, moderno nella sua bianca costruzione che si vede da lontano. 

Le camicie ricamate
Il tempio buddhista
Tralascio qui i moltissimi luoghi acchiappaturisti, come il Birds park, il botanical garden, fattorie delle spezie e dei frutti esotici, i tanti parchi tematici e di divertimento che comunque hanno la loro funzione, amatissime specialmente dai ragazzini. Uno stop gradevole, che il vostro taxi non mancherà di proporvi è un negozio che propone una serie strepitosa di thé, caffé, miele e cioccolata, che è affollatissimo di turisti, ma soprattutto pieno di gentili signorine che offrono non stop assaggi di tutti i prodotti in vendita, munite di thermos ripieni di queste davvero deliziose bevande. Poi se volete comprate senza obbligo. Classica anche la sosta al porto VIP e all'annesso storico albergo di lusso Oriental, sullo stile del Raffles di Singapore. Insomma ce ne sono di cose da vedere e mi scuserete se, con questa breve carrellata, vi ho elencato solo una serie di luoghi senza parlarvi come sono solito delle emozioni che mi hanno provocato. Ovviamente il modo più comodo per fare questi giri, a parte la passeggiata a piedi nel centro per quelli più raccolti, è ovviamente l'auto. Potrete accordarvi con un tassista che di norma chiede 25 R. all'ora, una cifra molto ragionevole. Per non parlar delle spiagge per chi ama il mare. Diciamo comunque che l'isola di Penang vale la visita di almeno un paio di giorni se avete fretta. E per oggi direi che basta, per le emozioni ci sentiamo domani.

Murale contro il fumo

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