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lunedì 11 novembre 2013

OGM radioattivi?

da La Stampa  del 10 novembre 2013.

Ieri ho sentito il lancio della trasmissione di Report di questa sera sulle sementi. Quanto preannunciato fa già rabbrividire. Davvero (da quanto promesso) tanta disinformazione, con mezze verità per dimostrare tesi false. Chi non conosce il problema, sarà di certo influenzato in modo grave e indecente da quanto promette nei titoli la Gabanelli. Ma se questo problema di cui conosco un po' di cose, viene trattato in maniera tanto indegna, allora anche tutte le altre volte, quando si parlava di cose di cui mi mancavano gli elementi di conoscenza e che mi parevano così convincenti, era un'insieme di falsità e cose vere, messe insieme per dimostrare una tesi falsa e già precostituita? Un po' come l'onorevole grillina, che prima ha deciso che gli OGM sono il male e poi cerca in rete qualche cosa che lo dimostri? Mio Dio! Ieri il mio giornale La Stampa, nella pagina domenicale che una volta era dedicata all'agricoltura vera e in cui si esaminavano i problemi reali di questo aspetto dell'economia, assieme ad un delirante pezzo di Slow food, che evidentemente si è ormai impadronito della pagina invece di essere messo in quella degli oroscopi, sulla "libertà" del cibo e la "privatizzazione" delle sementi,  titola sulla caccia agli OGM in Italia con una terrificante fotografia (all'apparenza spagnola) in cui addetti bardati con tute quasi antiscorie nucleari o batteriologiche, devastano un campo di mais. Ma dove vogliamo arrivare? Che vergogna! Altro che paese in declino. Non c'è niente da fare questo è il paese delle streghe bruciate e del bavaglio a Galileo e lo rimarrà sempre.


P.S:
Mio Dio! Sono rimasto attaccato al televisore come ad un film dell'orrore, quando dici:"Che schifo" ma non riesci a smettere. Davvero una trasmissione che potrebbe essere presa come esempio di studio per esaminare la disinformazione a mezzo TV. Come incantare il popolo usando menzogne condite da mezze verità per presentare il falso. La chicca finale davvero irresistibile è stato il pezzo sulla bufala Kamut (antico grano coltivato da millenni in Egitto? che un povero agricoltore benefattore dell'umanità semina come una volta, ma robe da matti), come ben si sa, bandiera del Copiright e del business multinazionale, proprio come esempio contro il tema brevetti/contratti di cui invece è il portabandiera. Mi sono cascate le braccia. Quasi quasi non torno più sull'argomento, tanto è inutile.


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sabato 13 luglio 2013

Iscrivetevi al gruppo per bandire il DHMO dall'Italia!

Dall'articolo di Tom Way - Trad. di Beppe Giove.

Sono ancora sotto effetto delle decisioni dei nostri rappresentanti. Intanto, il provvedimento di cui vi ho parlato ieri, non è, per ora almeno, stato citato dai giornali. Penso quindi che sia il momento di far partire altre importanti battaglie. Prendendo spunto dall'articolo che vi ho segnalato, vorrei dare spazio e pubblicità, alla prossima decisiva fase di lotta: la messa al bando del DHMO, monossido di diidrogeno. Vi prego di dare la massima visibilità a questa importante guerra per il benessere futuro dei vostri figli. Leggendo bene l'articolo potrete rendervi conto di tutto il male che proviene da questo composto e che le odiose multinazionali che ci opprimono, ci sta nascondendo. Vi riassumo solo qui alcuni dei motivi per aderire a questa lotta di liberazione.

Il DHMO è presente (a vostra insaputa) in tutti i cibi di cui nutrite i vostri figli.
E' provato che, inalato accidentalmente, provoca la morte.
Esposizioni prolungate al monossido di diidrogeno allo stato solido causano gravi danni ai tessuti biologici.
Il DHMO è il principale componente delle piogge acide.
Allo stato gassoso può provocare ustioni anche gravi.
Il DHMO corrode ed ossida molti metalli e voi lo somministrate ai vostri figli inconsapevolmente anche nelle poppate.
Piccole contaminazioni di DHMO su circuiti elettrici od elettronici possono causare cortocircuiti.
Il DHMO è associato ai cicloni killer negli Stati Uniti ed in altri paesi.
Alcuni studi di importanti Università sospettano che variazioni termiche di sistemi ad alto contenuto di DHMO possano provocare variazioni significative nell'effetto meteorologico detto el Nino.

Questo sono solo i più importanti problemi di provata nocività dovuti al Monossido di Diidrogeno. Non fatevi imbambolare dalle multinazionali e dai pennivendoli da esse pagati!  Non cadete preda di chi vuole abbattere le specificità italiane e invocate un giusto principio di precauzione, anche se questo ci costerà qualche cosa in multe e derisione interessata da parte del resto del mondo ignorante e venduto! Difendete la sovranità nutrizionale del nostro paese! Sono certo che al più presto gruppi come Greenpeace e Slow food aderiranno alla nostra azione, data la vicinanza alle loro lotte ed alle loro motivazioni. I nemici ed i pericoli, in fondo sono gli stessi. Difendiamo il nostro mondo biologico dalle aggressioni della falsa scienza e dallo strapotere che affama i contadini di una volta e li costringe al suicidio, per la carenza di DHMO una volta che vi si sono assuefatti e sono stati convinti dalle multinazionali che anche le loro coltivazioni ormai lo sono! Per saperne di più leggete l'articolo che vi ho citato e se volete difendere la vostra famiglia ed il vostro futuro iscrivetevi, inviando al mio indirizzo una piccola donazione, alla Lega per la messa al bando del Monossido di Diidrogeno, per un paese finalmente DHMO Free!  

P.S. Volevo postare questo pezzo l'1-4 del prossimo anno, ma la cosa è troppo urgente per soprassedere. La salute dei nostri figli non ha tempo di aspettare.


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martedì 6 aprile 2010

Profumo di qumkat.

Mi sono accorto che, nella mia precipitosa fuga verso i monti, l'altro giorno, non ho neppure fatto gli auguri di Pasqua a nessuno. Sono proprio uno zotico senza la minima netiquette. Vuol dire che mi scuserete anche perchè ormai passata la festa con quel che segue. Però nella fretta mi sono anche scordato di darvi conto della tradizionale puntata rivierasco marzolina dai contenuti gastroculinari interessanti. Da qualche anno infatti è diventata gioiosa abitudine per un ristretto gruppetto di amici (che invito qui a commentare a loro volta con un supplemento di recensione culinaria) fare un salto primaverile nell'entroterra di Varazze nel periodo clou dei carciofi, per uniformarci ovviamente agli indottrinamenti sempre più insistenti della stagionalità a Kilometri zero. Quindi, invece di fare fare scioccamente (come ogni giorno insinua nelle nostre menti Slow food e compagni) tanta strada a un Tir di carciofi per arrivare sulle nostre lontane mense, abbiamo fatto noi un centinaio di kilometri con due auto per andarcene a mangiarcene un paio di kili. Questo è un po' il senso di quanto si sente oggi in TV, dove acuti giornalisti e interessati rappresentanti di associazioni varie osannano il successo di queste vacanze, in cui milioni di persone hanno percorso centinaia di km per andare in agriturismi a consumare cibi a km zero. Scusate se mi sfugge il senso globale della cosa, ma come sapete io, di agricoltura ci capisco poco e quando sento parlare di "naturale" mi viene subito l'orticaria, sono allergico si vede. Però questa è una scusa banale, in realtà il senso del post è che la segnalazione di questo posto la devo fare assolutamente. Usciti a Varazze prendete dunque la contorta strada per il Sassello e dopo circa 4 km girate a destra su una strada che risale il fianco della collina verso il piccolo abitato di Casanova. Arrivati alla chiesetta, seguite l'indicazione "La vecchia fattoria" che vi farà percorrere un viottolo per alcune centinaia di metri fino ad un poggio che domina tutta la valle. Qui, una trattoria senza pretese, dove non ci sono camionisti perchè i camion non ci passano, troverete (su ordinazione) la miglior combinazione agnello-carciofi che possiate immaginare ad un prezzo assolutamente contenuto. Sì lo confesso, punitemi pure, ho mangiato l'agnello tenerello e un po' me ne vergogno, ma fino a che non diventerò definitivamente vegetariano, lo equiparo al mite vitellino e al bravo e altrettanto buon maialino verso il quale ho ancora maggiore simpatia. Comunque, siamo subito partiti con delicati e profumatissimi ravioli di borragine al sugo di carciofi (nessuno del tavolo si è sottratto alla seconda razione, tanto per capirci) che hanno aperto la strada a grandi vassoi con piramidi di teneri tocchetti di agnello e carciofi, tenerissimi entrambi da cui, oltre ai profumi delle erbe liguri, che, sempre a km zero riempiono i vasi davanti al giardino della trattoria, siamo stati travolti per la impagabile scioglievolezza delle carni e dalla totale mancanza di fibrosità dei carciofi stessi. Una vera delizia, da non mancare. Abbiamo chiuso con crema catalata e creme caramel che come dicono in Piemente, disnausia. Un vinello leggero tanto per non bere solo acqua, ma come sapete, il carciofo è nemico del nettare di Bacco. Tutto a volontà, passeggiata inclusa sulla terrazza, per apprezzare una delle prime belle giornate di sole, guardando la valle, circondati dai profumi della Liguria e dal delicato agrodolce sapore delle piante di qumkat. Ognuno ha potuto così sgranocchiare il piccolo agrume direttamente dalla pianta (accentuandone fortemente la fragranza, addirittura col cm zero). Abbiamo già la prenotazione aperta per il prossimo anno (con gli auguri pasquali anticipati).

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Shi.
Anatra laccata.
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Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 121 (a seconda dei calcoli) su 250!