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giovedì 13 luglio 2023

Intoppi



 Oggi giornata positiva sotto tutti gli aspetti. Intanto qui non fa più quel caldo torrido che è passato come fosse un nuvolone maligno sulle nostre teste e la temperatura è ridiventata molto piavcevole, il cielo azzurro pieno e nell'aria c'è un profumo di erba e di fiori estivi. Poi inopinatamente, ma sapete com'è, nei paesini tutto è più facile, sono riuscito a farmi fare la carta di identità, con un totale di mezz'ora di attesa e venerdì sarà già pronta e questo da solo è un gran risultato direi, ma non basta, sono anche andato e tornato da Alessandria, finalmente in possesso del tanto desiderato passaporto, giustamente rinnovato dopo soltanto 9 mesi di attesa, visto che avevo cominciato la marcia di avvicinamento con la ricerca della possibilità di prenotazione ai primi di novembre dello scorso anno. Così, non appena ricevuta conferma che il documento era pronto, ma ho dovuto telefonare io per saperlo, con solo una mezz'oretta di attesa telefonica, comunque tanto per info, si può chiamre solo lun-mer-ven dalle 8 alle 9, mi sono fiondato giù per il fresco, partenza alle 8, tanto si può ritirare solo tra le 8 e le 10, e dopo una piccola coda di una decina di persone, ho potuto stringere tra le mani il desiato documento che mi consente finalmente di sentirmi libero cittadino del mondo e di andare, posto che il grano sia sufficiente, visto l'aumento generalizzato dei prezzi, dovunque io voglia. Che sensazione straordinaria, basta poco ma avere quel librettino tra le mani, ti fa sentire possessore di un paio di ali con le quali librarti in alto alla ricerca della tua via tra le nuvole. Però è anche bello constatare che in fondo ormai tutti lavorano in modo talmente pressapochistico che bisogna sempre considerare necessario un doppio o triplo controllo perché non si sa mai, fidarsi è bene, ma non esageriamo, meglio sempre stare con gli occhi aperti. Insomma stare sempre in campana.

Tanto per fare degli esempi concreti, per fortuna ho pensato di passare comunque da casa, visto che ero in leggero anticipo e guarda un po', abbandonato sullo zerbino ecco un pacchetto di materiali piuttosto importanti che giacevano lì in attesa che qualcuno li prendesse. Peccato che io li avevo indirizzati in montagna, dove li attendevo con ansia e invece eccoli "consegnati" all'indirizzo di fatturazione ieri, in perfetto orario, per carità, dove li avrei trovati, se il buon cuore dei passanti lo avesse consentito tra circa un mese e mezzo, al mio ritorno, se il caso non mi avesse condotto da quelle parti. E va bene, a volte la fortuna ci mette del suo, così, visto che la giornata era propizia, lestamente mi sono recato a ritirare il prezioso documento che certamente giaceva in mezzo di una montagna di suoi simili in attesa di essere consegnato, a richiesta, al suo legittimo proprietario. Faccio la mia brava coda, purtroppo nella mia stolidità di anziano bolso e mentalmente limitato, non avevo portato con me la ricevuta della consegna dei documenti necessari e quindi è stato necessario produrre la carta di identità, che però non avevo, perché è in corso di rifacimento come dianzi ho detto e mi verrà consegnata solo venerdì. Per fortuna avevo con  me una sorta di foglio che funge da prova sostitutiva e che conferma il fatto che io sono io e dunque l'addetto è andato alla ricerca di quanto richiedevo, fidandosi del fatto che anche senza numero di protocollo, bastasse il nome e cognome millantato. Infatti dopo un po' eccolo che arriva con il libretto in mano, io firmo felice e me ne vado con il corposo pacchetto che conteneva tra l'altro anche il vecchio passaporto, restituitomi a mia richiesta, come ricordo a cui tengo molto soprattutto per l'esposizione dei diversi visti, timbri e marche varie. 

Esco dunque libero e selvaggio, ma appena arrivato alla macchina mi accorgo che non mi è stato restituito il foglio che attesta che io sono io, anche senza carta di identità effettiva, quindi smadonnando un po' torno sui miei passi, risalgo la coda che nel frattempo si è allungata considerevolmente ignorando le occhiatacce e senza dare troppe spiegazioni, arrivo al bancone e chiedo all'addetto che mi guarda interrogativamente, che mi venga restituito il mio prezioso attestato. Lui ci pensa, poi torna di là e dopo aver cercato, ritrova il foglio e me lo porg,e mentre il cliente che stava già servendo, mostra verso di me segni di una certa irritazione. Esco senza degnarlo di uno sguardo e comunque soddisfatto e arrivo alla macchina già contento di non essere stato multato, che trovare parcheggio è sempre un problema e, con occhio tumido do un'occhiata al mio bel passaporto nuovo e scricchiolante, allegato al vecchio umido, vissuto e spiegazzato, dato che si era fatto a suo tempo, anche un bagno nel Mekong. Tuttavia molto è il mio stupore quando mi accorgo che i libretti non sono due ma tre, infatti, incredibilmente mi sono stati consegnati non solamente i miei passaporti, vecchio e nuovo, ma anche un terzo intestato ad una gentile signora a me completamente sconosciuta. Per fortuna ho dato un'occhiata prima di partire e non già arrivato a Fenestrelle. Spengo di nuovo il motore e smadonnando a voce alta a lungo, ripercorro la strada, risalgo la coda, con supplemento di occhiatacce, ma questa cosa è un'abitudine?, ma che ci fa questo qua? ed eccomi di nuovo davanti all'addetto e con mossa lesta mi intrufolo davanti al cliente in attesa che ha un moto di nervosismo, ma riesco a restituire all'addetto il passaporto di ignota, dicendogli: scusi forse mi ha dato il passaporto di un altro. Lui lo prede e mi fa: va bene e lo mette via. Esco da una porta laterale per evitare la coda che adesso è imponente e guadagno la macchina, poi con calma risalgo verso i monti. Tutto è bene quel che finisce bene, direi, il burosauro non mi ha divorato, ancora per lo meno, però che stress.


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Telegramma dai monti

Oziando

lunedì 5 aprile 2021

La caccia al tesoro dello SPID



 E così anche la sospirata Pasquetta è arrivata, stavolta senza gita fuori porta ma soltanto con la auspicata e tanto attesa chiamata alla Caserma Valfrè, appunto nel primo pomeriggio, di cui magari domani, se ancora in vita, vi racconterò. Ma oggi volevo raccontarvi di un altro fatterello gustoso, appena capitato ad una mia carissima amica che bene illustra la differenza sostanziale tra l'auspicata digitalizzazione del sistema e la tragica realtà dell'attuale stato delle cose, che semplicemente assomma la burocrazia del cartaceo a quella, maggiorata, dell'informatica presente ancora allo stato primordiale che si traduce non già in un raddoppio delle problematiche da sempre esistenti, ma le aumenta in modo esponenziale. Tutto questo appesantisce in maniera insopportabile, quanto già era gravoso per il cittadino comune, con risultati divertenti e paradossali, soprattutto per chi ne viene a conoscenza ma non li subisce direttamente. Dunque veniamo al fatto. La mia amica desiderosa come tanti, sulla spinta della insistente pubblicità, di mettersi alla pari con le richieste dell'Amministrazione pubblica e di porsi in regola per il futuro, appunto, approccio digitale semplificatore di ogni problema nei futuri rapporti con lo Stato, si reca presso il suo ufficio postale per iniziare la pratica al fine di ottenere lo SPID. Naturalmente, essendo persona intelligente aveva già previsto che non sarebbe stata cosa semplicissima  e niente affatto user friendly come sbandierato e come si suppone dovrebbe essere nella realtà, tuttavia se una cosa va fatta, bisogna in qualche modo procedere. 

Le prime avvisaglie dei problemi venivano già dalla obbligatoria prenotazione dato che il relativo sito delle poste non indicava affatto la sua agenzia di riferimento per effettuare quello che si chiama Riconoscimento di persona, preliminare obbligatorio per l'ottenimento del famoso SPID - fase 1. Per il sito infatti quella agenzia, semplicemente risulta inesistente. Dunque di buona lena e con una certa fatica, essendo detta signora anche portatrice di handicap motorio, si reca di persona all'agenzia inesistente, che forse per questo motivo è anche poco frequentata e dopo essere entrata, controllata ed adeguatamente disinfettata ed esposta la sua necessità, viene subito messa al corrente, con una certa severità, che non è possibile effettuare la pratica di riconoscimento di persona senza la necessaria prenotazione e che non è altresì possibile fare in presenza ma solo sul sito o tramite apposita app. Avendo fatto notare che tecnicamente è impossibile fare detta prenotazione essendo per il sito, quella agenzia inesistente (come per altro diverse altre), si poneva questo primo paradosso da Comma 22, per andare in agenzia bisogna prenotarsi elettronicamente, ma sul sito l'agenzia non esiste. E' pur vero che l'agenzia è completamente deserta, ma capirà, la legge è legge. L'addetta allarga le braccia e dice che non può farci nulla, poi presa da pietà e solo perché la signora ha difficoltà, si finisce come sempre in Italia per risolvere il problema in maniera casereccia, va beh venga che glielo faccio lo stesso 'sto riconoscimento. Io invece ero stato cacciato senza rimorsi, ma va bene lo stesso, non facciamo i soliti italiani. 

Rincuorata, la signora presenta il documento da cui vengono trascritti i dati a mano e inseriti nel PC e quindi viene inviata a casa con la benedizione di attendere il felice arrivo della mail (come si diceva un tempo per i trasporti di merci via mare) che conferma detto riconoscimento con autorizzazione a proseguire la pratica per proprio conto. Già questo seguito di contorsioni mentali davvero senza senso dovrebbero mettere sull'avviso della integrità mentale di chi le ha progettate, ma, miracolo inatteso, arrivati a casa si constata che la mail è arrivata davvero, col nulla osta a procedere. Tuttavia la mia amica che come tutti noi anziani, cosce i suoi polli, controlla tutti i dati, perché non si sa mai. Ma come, malfidente ingrata al sistema, ma se è tutto automatico, di cosa non ti fidi, le macchine non sbagliano mai. Vero le macchine non sbagliano, ma gli addetti alle macchine sì e spesso, per cui sempre meglio dare un'occhiata più attenta. Infatti eccola là, la mia amica risulterebbe nata ad Alessandria mentre invece ha visto la luce in un grazioso paese distante una ventina di chilometri dal capoluogo e si sa che con una imprecisione di questo tipo poi la pratica darà luogo a grane infinite ed errori che si protrarranno fino alle tre generazioni successive, visto che questo SPID sarà il riferimento di ogni pratica per i prossimi decenni. Dunque preso coraggio, anche se un po' spazientita eccola nuovamente bussare alla porta dell'agenzia. 

Fatto rilevare l'errore involontario, l'addetta smanetta sulla tastiera e poi con aria irritata dichiara: - Ma il paese dove dice di essere nata, non esiste! -. Ohibò, - Ma veramente ci sono stata ieri e il paese c'era ancora - oppone debolmente con un filo di voce, la mia amica. L'irritazione dell'addetta cresce e dopo un altro controllo, sbotta: - Qui non c'è e se la macchina dice così, vuol dire che è così - La mia amica trasecola, ma poiché, benché abbia qualche problema di deambulazione, ha la testa che funziona benissimo e anzi è piuttosto acuta, ha la forza di trovare nei famosi cassetti della memora, una possibilità. Infatti ricorda che qualche anno fa al nome del paese era stata aggiunta la dizione Monferrato e che forse questa può essere una ragione dell'inghippo, per carità, pur non volendo minimamente criticare l'efficienza organizzativa e la capacità di aggiornamento dei data base di Poste Italiane. La successiva ricerca dà buon esito. Effettivamente il paese ... Monferrato esiste. Ah, che sollievo problema risolto. - Allora se possibile, potrebbe aggiornare la pratica con la corretta attribuzione del luogo di nascita, basterà una semplice correzione -. L'addetta, per nulla contrita, esplicita però la dura realtà del problema: - Mi spiace signora, ma non si può, perché sulla sua carta di identità c'è scritto Nata a ... e non Nata a ... Monferrato. 

Non vorrà mica che faccia un falso in atto pubblico? -. In pratica l'ennesimo Comma 22. A questo punto alla mia amica cascano un po' le braccia, tra l'altro essendo anche piuttosto stanca di stare in piedi davanti allo sportello. Dopo un po' di tira e molla tra scoramento e richiami alla logica, l'addetta va di là a chiedere ad un superiore, come di solito si fa in Italia, per cavarsi dalla pesante responsabilità, il quale ricorda che è già successo un caso analogo con un altro paese del circondario, Lu, al quale era stata improvvidamente aggiunta la dizione Monferrato e che quindi, chiudendo un occhio, si poteva in via eccezionale, passare sopra all'irregolarità, ma proprio perché è lei. Dunque a cosa fatta la mia amica se ne è tornata a casa ad attendere la nuova salvifica mail, ma al momento non ha ancora osato procedere sull'apposito sito al completamento della fase 1. Io, che non ho avuto questo inghippo essendo regolarmente nato ad Alessandria, non sono riuscito a procedere oltre, in quanto ad ogni tentativo di arrivare alla fase 2 e successivamente alla fase 3, la macchina mi dà invariabilmente un messaggio di errore, cosa che mi impedisce di procedere, alla faccia dell'user fliendly. E' proprio vero, non ce la faremo mai!


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mercoledì 1 marzo 2017

Tranquillo, è un attimo


Oggi la giornata sembrava partita bene. Programmino preciso, me ne esco alle 8:30 e credo che in una mezz'oretta concluderò la pratica. Devo fare la patente internazionale, ne avrò bisogno per la nuova avventura. Però non sono appeso al pero, per sbrigarsela in fretta devi arrivare preparato, così mi sono procurato le foto che sicuramente saranno necessarie, ho controllato patente e gli altri documenti e ho tutto in ordine. Vado all'ACI dove l'avevo fatta l'unica altra volta di cui ne ho avuto bisogno e risolvo la questione. Un minimo di coda, ma si sa è un disagio minimo. Però la signora, guarda le mie foto e subito butta lì la notizia: "Guardi che ci vogliono almeno 20 giorni". Ohibò sono fregato, non c'è abbastanza tempo. Ma la signora è di grande aiuto: "Tranquillo, vada alla Motorizzazione, lì gliela fanno in diretta, perà guardi che una foto va autenticata ed è necessaria anche una marca da 16€". Se li tratti bene tutti ti aiutano, in effetti. Solo che adesso tocca andare fino in comune, comunque tempo ne ho. All'anagrafe c'è da fare un tre quarti d'ora di coda, che sarà mai. Pagate le 0,28 € necessarie vado in cerca della marca. Dal tabaccaio c'è un po' di gente, ma dopo un po' la coda smaltisce, solo che la macchinetta che stampa le marche ha un piccolo problema e non funziona, ma dopo un po di lavoro, la cosa è risolta. Intanto sono passate le 10 e bisogna andare alla Motorizzazione, che è fuori città. 

Qui la coda è corta e smaltisce in fretta, la signora è gentile ed esamina con cura la mia patente, che per fortuna è in regola, le foto e il resto, ma bisogna compilare alcuni moduli e poi sentenzia: "Ma chi le ha detto che la facciamo subito? Ci vogliono almeno una quindicina di giorni". Accidenti siamo al limite; parto con una scena di disperazione, avanti conla supercazzola, dove sono maestro, in fondo ho già pagato la Rentalcar. Come sempre la signora è gentilissima, si impietosisce e promette di anticipare la consegna al massimo, però ha bisogno delle fotocopie della mia patente e del mio codice fiscale. Ma non avete già tutti i dati e le avete viste? Sì, ma bisogna mettere agli atti le copie. Va bene le faccia, per favore. No, non si può, qui non si possono fare le fotocopie, deve portarmele lei. Tranquillo, vada al bar in fondo alla strada, lì gliele fanno sicuramente. Qui il tempo passa, meglio cha vada in fretta. Corro al bar, ma purtroppo la crisi devasta questa povera città, il bar ha definitivamente chiuso. C'è un cartello affittasi. Maledizione, bisogna tornare in città. Ritorno in tutta fretta, vado a fare le fotocopie, intanto il tempo passa, ma riesco a ritornare in tempo prima che la Motorizzazione chiuda; intanto è già quasi mezzogiorno. La signora è davvero gentile: "Ha visto che ce l'ha fatta, su mi dia i versamenti". Quali versamenti? 

"Ma come, non li ha ancora fatti, ma santo cielo, non mi aveva detto di avere tutto? Questi sono i moduli, vada a pagarli, sono 10 più 16,20€, vada alla posta di Valmadonna così farà più in fretta". Sono solo 4 km, però purtroppo ci sono 8 persone davanti, alcune hanno dei mazzi di moduli da sbrigare. Solo uno sportello aperto, capirà con la riduzione delle spese, abbiamo dovuto ridurre gli organici all'osso, ma non si preoccupi ormai è dentro e anche se passa l'ora di chiusura la serviremo ugualmente. Tutti gentili e cortesi insomma, intanto esco verso l' una e un quarto. Non c'è più speranza di risolvere; alla Motorizzazione è chiuso da più di mezz'ora. Comunque faccio un tentativo ugualmente. Tutto sbarrato. Busso ai vetri, c'è qualcuno in fondo. Arriva col panino in mano e uno yogurt nell'altra. Trafelato spiego la situazione. "Tranquillo, glieli prendiamo lo stesso i moduli del pagamento". Me ne vado con la ricevuta in mano, insomma tra una decina di giorni dovrei aver risolto, tanto hanno il mio numero, se ci sono problemi mi chiameranno. Fiducia insomma. Perché alla fine la gente, se la tratti con cortesia, è piena di attenzioni e cerca di aiutarti. Il problema è che è questo stato che odia il cittadino e cerca di massacrarlo il più possibile. E per qualcuno, invece, i problemi sono l'euro, gli immigrati e i vitilizi dei parlamentari. E' inutile, questo paese non ce la farà mai.


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mercoledì 4 maggio 2016

La galera


immagine dal web


Sono libero! Dopo più di un anno in cui il mio condominio è stato avvolto completamente da una sorta di gigantesco preservativo di color verde, una retina leggera che che ricopriva una pesante incastellatura metallica, finalmente sono cominciate le operazioni di smontaggio e ho rivisto la luce del sole che stamattina splende gioioso in una primavera ormai conclamata. Accidenti, ormai non ci credevo quasi più. Certo che è una bella cosa sentirsi finalmente liberato dalle catene. Un anno? Va bene che era un lavoro lungo, capirete tra le varie ed eventuali di facciate e balconi, si trattava finalmente di togliere la copertura del tetto di amianto e liberarci per sempre da questa piovra. Pensate come è intelligente l'uomo. Ricordo ancora, una ventina di anni fa quando in una, come sempre rovente assemblea condominiale, si era deciso in anticipo, il rifacimento del vecchio tetto, anch'esso di amianto come ovvio. L'amministratore con impagabile arguzia, ci fece un ragionamento inoppugnabile. 

Bisognava decidere subito, anche se la vecchia struttura avrebbe potuto resistere ancora due o tre anni, perché quello era l'ultimo anno in cui sarebbe stato possibile utilizzare l'amianto, dall'anno successivo sarebbe stato messo fuori legge e non avremmo potuto più utilizzare quel materiale così conveniente! Sapete come sono le assemblee di condominio, una zona franca in cui le persone normali subiscono una trasformazione licantropesca e diventano Homo condominus, esseri belluini che, urlando gli uni con gli altri, litigano su tutto e per qualunque banalità, pur di fare un dispetto al vicino o non concedere alcunché anche se a loro conveniente per pura malevolenza verso il prossimo, sulla base di presunti sgarbi precedentemente subiti. Bene in quella occasione, la frase magica "si può spendere di meno" aleggiò nell'aria solo per pochi istanti, subito dopo l'assemblea all'unanimità votò per la sostituzione della vecchia copertura di Eternit con una nuova esattamente uguale alla precedente. Ora il vecchio misfatto è stato costosamente e dolorosamente cancellato e il nuovo tetto brilla ormai sulle nostre teste. 

immagine dal web
L'esborso è stato mostruoso, anche perché nel sottotetto è stato ritrovato, ma che bella sorpresa, anche il tetto precedente, le vecchie lastre smontate che erano state abbandonate in loco ammonticchiate dalla antica impresa ormai fallita, così abbiamo dovuto smaltirne due, ma non al prezzo di uno, perché alla fine l'ignoranza va punita. Comunque rimane il fatto che per fare tutto ciò ci sia voluto più di un anno di lavoro, periodo in cui in Cina vengono costruiti almeno due grattacieli di cento piani ciascuno. Circola una spiegazione. Sembra che il comune di Alessandria abbia richiesto per l'occupazione di suolo pubblico per sei/sette mesi del ponteggio in questione (quanto sarebbe stato necessario per fare il lavoro) circa 30.000 Euro. Sapete invece a quanto ammonterebbe il costo per un periodo superiore ad un anno? Pare 7.000 euro. Vedete un po' voi se questo bug del sistema sia una leggenda metropolitana o una bufala per giustificare la situazione, fatto sta che oggi mi sto godendo finalmente una giornata di sole dalla mia finestra liberata e sono felice.


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sabato 7 marzo 2009

Catch 22

Forse qualcuno si ricorda ancora il tragicomico libro degli anni '60, Comma 22 di Heller. Un paradosso classico le cui tracce si ritrovano addirittura nell'antica Grecia; dunque niente di nuovo sotto il sole, si dirà, tanto per cambiare. Ma ieri, mentre tornavo a casa dopo aver trascorso un'oretta negli uffici dell'ACI, mi giravano i cabbasisi, direbbe Montalbano. Nello scorso aprile, avevo avuto la ventura di essere stato derubato della macchina. Svoltasi con ogni regolarità la pratica, ritenevo che l'acquisto della nuova auto di più ridotta potenza ed emissione nociva, ottemperasse, sia i miei obblighi morali verso il protocollo di Kyoto, che quelli materiali verso il mio portafoglio, depauperato da un oculato e misero, sebbene corretto, rimborso assicurativo. Dormivo quindi il sonno del giusto, quando una lettera della regione che mi ingiuneva di pagare il bollo dell'auto violata, entro e non oltre, sotto pena di pesanti sanzioni, mi ha risvegliato alla dura realtà della vita. L'ACI e il vicino PRA mi sono sembrati luoghi adatti a investigare il problema e fiducioso, mi sono strappato a forza alla rilassante stesura del post mattutino e, individuato il giusto sportello, ho iniziato le opportune code. L'impiegato è stato gentilissimo, ha allargato le braccia dicendomi: - Veda, purtroppo, l'ufficio delle pratiche automobilistiche della Regione, ha un sistema informatico che non prevede di essere collegato con con il PRA (giustamente, ho subito pensato, chi poteva prevedere che fosse utile, per chi deve far pagare le tasse sulle auto, sapere di chi sono le auto) per cui, costoro non hanno tempo o voglia di fare questi controlli e le chiedono di pagare. Ma è sufficiente che lei mandi una lettera con questo certificato (a pagamento) che io le faccio e tutto è a posto.- Per tranquillizzarmi ulteriormente che non mi verrà pignorata la casa, essendosi messo in moto un inarrestabile rullo compressore fiscalburocratico, mi fa notare anche che avrei diritto al riborso di dieci mesi di bollo pagato, ma non usufrito a causa della perdita della proprietà stessa e mi manda all'apposito sportello. Curioso dell'evolversi della vicenda, espongo il caso alla altrettanto gentile signora dietro il vetro, che, esaminate le carte, allarga le braccia e mi chiarisce che il mio diritto non è esigibile in quanto, scadendo il mio bollo a febbraio, avrei avuto tempo 30 giorni cioè fino al 30 marzo 2008 a presentare richiesta di rimborso con la causale del furto della mia macchina nell'aprile del 2008. Me lo sono fatto ripetere due volte per essere certo di avere capito bene, poi ho tentato con parole mie di illustrare il paradosso di Epimenide, ma la signora, pur pensosa, nella volontà personale di trovare una soluzione, ha allargato le braccia alla primavera incombente. Fuori un delizioso zefiro gelava la punta delle orecchie.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 121 (a seconda dei calcoli) su 250!