sabato 7 marzo 2009

Catch 22

Forse qualcuno si ricorda ancora il tragicomico libro degli anni '60, Comma 22 di Heller. Un paradosso classico le cui tracce si ritrovano addirittura nell'antica Grecia; dunque niente di nuovo sotto il sole, si dirà, tanto per cambiare. Ma ieri, mentre tornavo a casa dopo aver trascorso un'oretta negli uffici dell'ACI, mi giravano i cabbasisi, direbbe Montalbano. Nello scorso aprile, avevo avuto la ventura di essere stato derubato della macchina. Svoltasi con ogni regolarità la pratica, ritenevo che l'acquisto della nuova auto di più ridotta potenza ed emissione nociva, ottemperasse, sia i miei obblighi morali verso il protocollo di Kyoto, che quelli materiali verso il mio portafoglio, depauperato da un oculato e misero, sebbene corretto, rimborso assicurativo. Dormivo quindi il sonno del giusto, quando una lettera della regione che mi ingiuneva di pagare il bollo dell'auto violata, entro e non oltre, sotto pena di pesanti sanzioni, mi ha risvegliato alla dura realtà della vita. L'ACI e il vicino PRA mi sono sembrati luoghi adatti a investigare il problema e fiducioso, mi sono strappato a forza alla rilassante stesura del post mattutino e, individuato il giusto sportello, ho iniziato le opportune code. L'impiegato è stato gentilissimo, ha allargato le braccia dicendomi: - Veda, purtroppo, l'ufficio delle pratiche automobilistiche della Regione, ha un sistema informatico che non prevede di essere collegato con con il PRA (giustamente, ho subito pensato, chi poteva prevedere che fosse utile, per chi deve far pagare le tasse sulle auto, sapere di chi sono le auto) per cui, costoro non hanno tempo o voglia di fare questi controlli e le chiedono di pagare. Ma è sufficiente che lei mandi una lettera con questo certificato (a pagamento) che io le faccio e tutto è a posto.- Per tranquillizzarmi ulteriormente che non mi verrà pignorata la casa, essendosi messo in moto un inarrestabile rullo compressore fiscalburocratico, mi fa notare anche che avrei diritto al riborso di dieci mesi di bollo pagato, ma non usufrito a causa della perdita della proprietà stessa e mi manda all'apposito sportello. Curioso dell'evolversi della vicenda, espongo il caso alla altrettanto gentile signora dietro il vetro, che, esaminate le carte, allarga le braccia e mi chiarisce che il mio diritto non è esigibile in quanto, scadendo il mio bollo a febbraio, avrei avuto tempo 30 giorni cioè fino al 30 marzo 2008 a presentare richiesta di rimborso con la causale del furto della mia macchina nell'aprile del 2008. Me lo sono fatto ripetere due volte per essere certo di avere capito bene, poi ho tentato con parole mie di illustrare il paradosso di Epimenide, ma la signora, pur pensosa, nella volontà personale di trovare una soluzione, ha allargato le braccia alla primavera incombente. Fuori un delizioso zefiro gelava la punta delle orecchie.

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